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La Cgil in udienza privata da papa Francesco

سبت, 15/06/2019 - 16:06

Una delegazione della Cgil guidata dal segretario generale, Maurizio Landini, e della Flai-Cgil (il sindacato dei lavoratori agro-alimentari), insieme all’Associazione Romana Studi e Solidarietà, rappresentata dal Vice Presidente Manuel Sanchez, e al Presidente dell’associazione Elpis, oltre che direttore dell’Istituto Massimo, Padre Giovanni La Manna, sono stati oggi (15 giugno) ricevuti in udienza privata da sua Santità Papa Francesco.

Al Pontefice la Cgil e le due associazioni hanno illustrato le azioni di solidarietà che insieme hanno sviluppato nel corso del 2018, che hanno portato a donare all’elemosineria vaticana, tramite il Cardinal Konrad Krajewski, quattro tir di derrate alimentare da donare ai bisognosi.

Al Pontefice, il segretario della Cgil ha illustrato le molte azioni di solidarietà, di tutela e di promozione dei diritti nel e del lavoro, di accoglienza nei confronti dei migranti che la Cgil ha sviluppato e ha intenzione di incrementare nel progetto “Sindacato di strada” di cui la Flai-Cgil è capofila.

A sua Santità, il segretario della Cgil ha confermato l’intenzione di proseguire la collaborazione con le due associazioni, allargandola alle molte culture sindacali per incrementare la solidarietà nei confronti dei poveri, dei bisognosi e dei diseredati, a partire da azioni concrete e dal basso, ricevendo dal Pontefice incoraggiamento e approvazione, in particolare nella rivalutazione del lavoro e nel contrasto al considerare i lavoratori come merce.

Nel corso dell’incontro, amichevole e cordiale, si sono stigmatizzate le ideologie della paura e della divisione e condiviso il pericolo di derive autoritarie.

A Sua Santità la Cgil ha portato in dono la “Carta dei diritti Universali del Lavoro”.

Teatro dell'Opera: sindacati, no a ricandidatura Fuortes

جمعة, 14/06/2019 - 18:48

"Respingiamo fermamente l’ipotesi della riconferma del sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma, Carlo Fuortes, ed esprimiamo forte preoccupazione per la situazione economica e gestionale di una delle istituzioni culturali più importanti di Roma Capitale". È quanto dichiarano, im una nota, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal di Roma e Lazio e la Rsu del teatro dell'Opera. "Pur apprezzando l’incremento della vendita dei biglietti e aumento di pubblico anno su anno, ascrivibile soprattutto all’impegno e la professionalità di tutte le lavoratrici e i lavoratori del teatro – continua il comunicato –, analogo apprezzamento non si può riconoscere al lavoro svolto dal sovrintendente, nonostante le sue trionfali affermazioni. L’aumento dello stock debitorio, derivato anche dal mancato versamento delle quote Irpef per il biennio 2015/16, certifica un’incapacità gestionale, nonostante i finanziamenti pubblici. L’enorme contezioso economico, causato anche dai licenziamenti individuali illegittimi, a lui ascrivibili, è aumentato come riportato nei bilanci consuntivi. Si continuano a violare le norme di legge e contrattuali sulla determinazione di una nuova pianta organica, utile se fatto per assorbire l’enorme quantità di precari, oggi presenti in teatro".

"Il nostro timore – proseguono le sigle di categoria – è che se nei prossimi anni non ci sarà una discontinuità gestionale e la Fondazione continuerà ad accumulare debiti, sarà a rischio il futuro di centinaia di lavoratrici e lavoratori. È inaccettabile che ci si vanti dei risultati raggiunti e non ci si preoccupi di restituire ai lavoratori oltre 1,5 milioni dell’integrativo aziendale, che doveva rimanere sospeso per il solo biennio 2015-16, in cambio del ritiro della procedura di licenziamento collettivo di coro e orchestra. Di fatto, il pareggio di bilancio si realizza esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. Non è più rinviabile un confronto con la sindaca Virginia Raggi e il ministro dei Beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, per affrontare le numerose e datate criticità gestionali della Fondazione. Qualora anche questo invito venisse declinato, informeremo i cittadini romani e, oltre allo stato di agitazione già in atto, metteremo in campo azioni dimostrative e di mobilitazione, a tutela della lavoratrici e lavoratori e della più importante istituzione culturale della Capitale".

Fontana di Papa, sciopero il 17 giugno

جمعة, 14/06/2019 - 18:47

"Lunedi 17 giugno, a partire dalle 8.30, i dipendenti dell'azienda Fontana di Papa, sciopereranno e si riuniranno in un sit-in nel parcheggio antistante la storica cantina sociale". Così, in una nota, Gianfranfo Moranti, della Flai Cgil di Roma sud Pomezia Castelli. "Il Cda aziendale - continua - ha deliberato il deposito di un'istanza di fallimento presso il tribunale di Velletri. In un territorio già falcidiato dalle numerose crisi industriali verrà meno un'altra storica azienda e questo comporterà un ridimensionamento delle attività agricole e di vitinivicoltura. Ancora una volta a pagare saranno i dipendenti che rimarranno senza lavoro. Purtroppo, molti di essi, essendo operai agricoli, non avranno diritto all'indennità di sostegno al reddito, l'Aspi".

Dopo lo sciopero delle tute blu, prossima tappa a Reggio Calabria

جمعة, 14/06/2019 - 17:23

Prosegue la mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil, per dare un futuro al lavoro e chiedere al governo un cambio di passo nelle politiche economiche e fiscali, iniziata il 9 febbraio scorso con la manifestazione di Roma a piazza San Giovanni. Dopo lo sciopero di oggi dei metalmeccanici e le tre manifestazioni a Milano, Firenze e Napoli, il prossimo appuntamento di Cgil, Cisl e Uil è per sabato 22 giugno a Reggio Calabria, dove si svolgerà la manifestazione nazionale unitaria ‘Ripartiamo dal Sud per unire il Paese’ per rivendicare una seria politica industriale, investimenti, e rilancio del Mezzogiorno. Il corteo partirà da piazza De Nava alle ore 9.30 e raggiungerà, percorrendo Corso Garibaldi, Piazza Duomo, dove, dalle ore 11, prenderanno la parola, i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Oggi le manifestazioni di Milano, Firenze e Napoli sono state partecipatissime. Ed è stata altissima l'adesione allo sciopero in tutta la categoria, con punte del 100% in molte realtà. In base ai dati diffusi dalla Fiom, nei grandi gruppi si rilevano dati eccezionali, a partire da Leonardo, dove hanno aderito allo sciopero circa il 70% dei lavoratori (50% per gli impiegati e tra l'80 e il 95% per gli operai); Arcelor Mittal, tra l'80 e il 90% di adesione, con Genova ferma; Whirlpool, astensione media dell'85%, con punte del 100% negli stabilimenti di Varese e Napoli. 

Adesioni allo sciopero al 100% si sono avute, tra gli altri, alla Blutec di Potenza, alla Calpark di Cosenza, alla Sacim di Piacenza, alle Ognibene, Valvoil, Corghi, Argotractors e Dieci di Reggio Emilia. E poi a Lecco, alla Carcano Antonio, tra gli operai della Fiocchi e dell'Alstom ferroviario, alla Tecnocap e alla Gilardoni. A Pavia alla Mitsubishi e alla Busi. A Padova alla Carraro, alla Toffac, alla Zf, all'Abb. A Venezia alla Slim Fusina Rolling, alla Pometon, alla Faces, alla Wellding 2bi. 

Ancora più numerose gli stabilimenti con adesioni tra l'80 e il 100%. Ne citiamo alcuni come l'Acciai speciali Terni, l'Isringhausen di Chieti, le Acciaierie Valbruna di Bolzano, le Ferriere Nord di Potenza, molte fabbriche di Bologna, dalla Lamborghini alla Ducati Motor, alla BredamenariniBus. E ancora all'Alfa acciai di Brescia, all'Avio di Brindisi, alla Berco e alla Fox di Ferrara, alla Electrolux, alla Bonfiglioli e alla Marcegaglia di Forlì, alla Titan di Modena, alla Sidel di Parma, alla Celbo di Piacenza, alla Metalsider di Ravenna, alla Brevini Dana e all'Interpump di Reggio Emilia, alla Verni&Fida di Rimini, alla ex Lames e all'Arinox di Genova, alla Bombardier di Savona, tra gli operai della Tenaris e della Same di Bergamo, alla Pikdare di Como, alla Diotallevi di Pesaro, alla Belleli di Mantova, alla Johnson electric di Asti, alla Lagostina di Novara, alla Federal Mogul di Torino, alla Rossi di Lecce, negli appalti Enel del Sulcis, alla Ge/Nuovo Pignone di Firenze, alla Pierburg di Livorno, alla Kme di Lucca, tra gli operai della Piaggio di Pisa, all'Acc Wanbao di Belluno, alla Fiamm di Verona, alla Laverda di Vicenza.

I dati aggiornati con le adesioni allo sciopero anche negli altri turni di lavoro sono pubblicati e in continuo aggiornamento sul sito della Fiom.

Sciopero metalmeccanici, grande partecipazione dalla Basilicata

جمعة, 14/06/2019 - 17:22

Grande partecipazione della Fiom Cgil Basilicata allo sciopero dei metalmeccanici che si è svolto a Napoli. Dalla Basilicata sono partiti quattro pullman. Al corteo, oltre al segretario generale Fiom Cgil Basilicata, era presente anche il segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa.

A determinare la protesta è la sempre maggiore incertezza sul futuro, vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore dell’occupazione, l'aumento degli infortuni e degli incidenti mortali. Per la Fiom "lavoro e investimenti devono essere rimessi al centro dell’agenda politica. Sono 160 i tavoli di crisi aperti al ministero dello Sviluppo economico (erano 138 a gennaio), mentre sono passati da 80 a 280 mila i lavoratori che rischiano di perdere il posto, secondo l’esito delle vertenze. Anche l’utilizzo della cassa integrazione in aprile è aumento del 78 per cento rispetto all'anno prima".

“Tante le vertenze che investono la Basilicata – affermano Summa e Ricotta - come quelle del futuro di Fca e di Ferrosud. Da Napoli il monito ad adottare politiche industriali che puntino all’innovazione, allo sviluppo e alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Basta con le campagne elettori permanenti. La condizione dei lavoratori e del lavoro nel nostro Paese è drammatica. Senza politiche industriali adeguate in Basilicata non può esserci futuro e assisteremo a una progressiva desertificazione produttiva. Altro che cambiamento, qui si sta gradualmente entrando dentro un vortice inarrestabile di perdita di pezzi importanti della industria italiana. Anche in Basilicata i rischi di perdere importanti presidi industriali è ormai un rischio sempre più concreto, dalla Ferrosud all’automotive. Bardi apra subito un confronto per poter dotare la Basilicata di un piano strategico per il nostro sistema industriale e produttivo”.

Svizzera, migliaia in piazza per lo sciopero delle donne

جمعة, 14/06/2019 - 16:46

Centinaia di migliaia di donne sono scese in piazza in tutta la Svizzera per chiedere una piena parità di diritti rispetto agli uomini. Le immagini che arrivano dalle diverse citta' e che rimbalzano sui media internazionali raccontano un'onda viola - questo il colore scelto dalle manifestanti - con marce e giganteschi raduni nei centro. "Nel 2019 - ha detto a Swissinfo una delle organizzatrici, Clara Almeida Lozar - stiamo ancora cercando l'uguaglianza. La cultura del sessismo fa parte della vita quotidiana in Svizzera, e' invisibile e ci siamo cosi' abituati che non ci accorgiamo nemmeno che c'e'". 

Solidarity with women's strike today in #switzerland
We support their struggle for equal pay and all other requests
Solidarietà con lo sciopero delle donne in Svizzera per parità di salario e molto altro#CiSiamo pic.twitter.com/43tUavFmpi

— FPCGILInternational (@fpcgil_internaz) 14 giugno 2019

"Esigiamo rispetto per il nostro lavoro e pari opportunità; tolleranza zero contro il sessismo e le molestie nei confronti delle donne;
stop alla violenza sulle donne", si legge nelle motivazioni dello sciopero esposte dal sindacato elvetico Unia. "La discriminazione salariale aumenta, invece di diminuire una volta per tutte - prosegue il sindacato -. Le ultime cifre pubblicate dalla Confederazione per il mese di gennaio 2019 indicano un aumento della differenza salariale non spiegabile attraverso il grado di formazione o di responsabilità (disparità salariale discriminatoria). Più donne lavorano in un ramo professionale, più bassi sono i salari. Nei cosiddetti rami femminili, come le cure e l’assistenza, il mestiere di parrucchiere o il commercio al dettaglio, i salari sono generalmente bassi e non bastano, o bastano a malapena, per vivere". 

A salari bassi corrispondono pensioni basse: "Spesso - prosegue Unia - le donne lavorano a tempo parziale con frequenti interruzioni della carriera professionale a causa degli obblighi familiari. A questo si aggiunge un salario il più delle volte inferiore a quello degli uomini. Una simile situazione si ripercuote negativamente sulle loro pensioni, per cui la discriminazione prosegue anche nella vecchiaia".

"L’assenza di asili nido o il loro costo eccessivo - prosegue il sindacato -, la durata e la rigidità dei tempi di lavoro nonché l’impossibilità di lavorare a tempo parziale mettono a dura prova le famiglie". Inoltre, "invece di introdurre modelli di orari di lavoro che favoriscano la conciliazione tra lavoro e famiglia migliorando così le prospettive di carriera delle donne, le aziende preferiscono affidare gli impieghi dirigenziali agli uomini". Infine "per molte donne il lavoro a turni, su chiamata o con un grado di occupazione estremamente limitato per un salario orario irrisorio è una realtà. Situazioni simili pesano sulla famiglia, ostacolano la conciliazione tra vita familiare e professionale e nuocciono alla salute", conclude l'Unia.

La protesta odierna arriva 28 anni dopo un'analoga iniziativa che vide 500 mila donne scendere in piazza, nel 1991. Le donne in Svizzera promuovono da tempo una campagna per accelerare il passo della parità di genere. Si sono unite a milioni di altre donne in Europa dopo la conclusione della Prima guerra mondiale nel 1918 per chiedere il diritto di voto, che riuscirono però a ottenere solo nel 1971. Ai tempi dello sciopero del 1991 non c'erano donne nel governo elvetico e legalmente non era previsto il congedo di maternità. Da allora alcune cose sono cambiate: ci sono state otto ministri donna nell'esecutivo e il diritto al congedo di maternità è sancito ora per legge. Le donne però guadagnano ancora, in media, il 20 per cento in meno degli uomini, sono sotto-rappresentate nelle posizioni apicali e l'assistenza per l'infanzia resta non solo costosa, ma anche scarsamente disponibile.

Anas Sardegna, avanti con grande lentezza

جمعة, 14/06/2019 - 16:29

Si è svolto oggi, 14 giugno, l'incontro tra i segretari  generali di Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Marco Foddai, Giovanni Matta ed Erika Collu, e il capo compartimento Anas della Sardegna Bortolan, per fare il punto sulla situazione delle opere di committenza Anas.

È una soddisfazione a metà quella che esprimono le tre sigle regionali, in relazione a quanto emerso nell'incontro: se da una parte, rispetto alle notizie comparse sulla stampa qualche giorno fa, è stato chiarito che nessuna delle opere in itinere è bloccata, dall'altra, ciò che si registra è un aggiornamento - comunicato al ministero da parte dell'Anas - del contratto di programma sulle tempistiche di appaltabilità per quei progetti la cui gara era prevista entro quest'anno, e che, invece, tranne per i ponti su Rio S.Girolamo e Rio S'ollastu - crollati dopo l'alluvione del 2013 a Capoterra e unici a essere confermati - subiranno uno slittamento.al 2020/21.

Di certo, una condizione che non alleggerrisce per nulla la grande preoccupazione che il sindacato delle costruzioni regionale esprime in relazione alla condizione di forte lentezza in cui permangono le grandi opere, in capo alla più importante stazione appaltante della Sardegna: "Cogliamo favorevolmente la notizia che sulla Ss 125 (Lotto Tortolì) e sulla Ss 195 si è prossimi alla contrattualizzazione con le rispettive imprese subentranti", ma, di certo, rimangono ancora dei nodi critici su alcuni lotti della Sassari-Olbia, sulla 125, sull'intera Ss 131, sulla Sassari-Alghero, sino all'ultima vicenda della risoluzione contrattuale all'impresa aggiudicataria dei lavori di ricostruzione del ponte monti di Pinu, sulla strada Olbia-Tempio, crollato dopo l'alluvione.

"Non vorremmo – aggiungono i sindacati – che si palesasse anche il rischio di un'insufficiente dotazione finanziaria per quelle opere che ancora non hanno completato l'iter di progettazione". A fronte dei ritardi sull’avvio di questi cantieri, si registra una condizione di assoluta emergenza occupazionale delle costruzioni, che, più di tutti, ha pagato caro il prezzo di una crisi che ha espulso - dal 2009 a oggi - più di 30.000 lavoratori sardi, destrutturando ulteriormente l'intero comparto, con ricadute pesanti anche sull'intera filiera dei materiali da costruzione. A questo, si aggiungono altri problemi gravissimi, quali i fenomeni sempre più diffusi del dumping del contratto edile, dei sotto-inquadramenti, oltrechè i fenomeni elusivi nei versamenti alle Casse edili.

Per queste ragioni, il 20 giugno le tre sigle terranno una conferenza stampa e non escludono un'iniziativa di mobilitazione unitaria entro il mese.

Apple, rinnovato l'integrativo aziendale

جمعة, 14/06/2019 - 16:21

Il 14 giugno 2019 è stato sottoscritto l’accordo integrativo nazionale per i 1600 dipendenti dei punti vendita Apple, dopo che l’ipotesi di accordo era stata approvata con il 94% dei pareri favorevoli. Netto il miglioramento rispetto all’accordo precedentela retribuzione del lavoro domenicale è aumentata prevedendo una maggiorazione del 50% dalla diciassettesima domenica lavorata. Sono inoltre riconosciuti buoni pasto di 8 euro. È stata confermata la retribuzione del 100% dei primi tre giorni di assenza per malattia fin dal primo evento. Inoltre le assenze per gravi patologie vengono retribuite per ulteriori 60 giorni, oltre i 240 già previsti dal contratto nazionale di lavoro.

Il contratto prevede inoltre un accordo per la gestione della flessibilità dei part time che migliora il ccnl: la flessibilità potrà essere applicata per 22 settimane annue e per massimo 3 giorni all’interno della settimana, le variazioni dovranno essere comunicate con tre settimane di preavviso, eccezionalmente per 5 ordini di servizio settimanali gli orari potranno essere cambiati con 48 ore di preavviso per far fronte ad urgenze organizzative.

L’accordo prevede inoltre che sui temi inerenti l’organizzazione del lavoro domenicale, la flessibilità e le assenze per malattia ci siano momenti di confronto e di monitoraggio a livello territoriale.

La Filcams Cgil e le rappresentanze sindacali degli store di tutta Italia esprimono "soddisfazione per il percorso negoziale e per il risultato ottenuto. L’accordo dimostra che attraverso il dialogo è possibile rispondere alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori e quelle dell’impresa, trovando soluzioni sostenibili in un settore contraddistinto da un’organizzazione del lavoro selvaggia e migliorando il salario dei lavoratori", afferma il sindacato di categoria.

Edili Cgil: ecco il vero sblocca cantieri

جمعة, 14/06/2019 - 15:48

Fillea e Cgil chiamano a raccolta economisti, esponenti del mondo delle imprese e del sistema bancario per affrontare il tema dei temi per il settore delle costruzioni, cioè la necessità di dare vita ad una vera politica industriale per il rilancio del settore, che per il sindacato è l’unica vera strategia in grado di sbloccare concretamente i cantieri e ridare impulso all’intera economia italiana.

Importanti gli ospiti del convegno promosso dal sindacato, che si svolgerà il 17 giugno alle ore 9:30 presso il Centro Congresso Frentani di Roma: dall’economista Marcello Minenna al Presidente della Banca IMI Gaetano Miccichè e Gianluca Verzelli di banca Aletti - Gruppo Banco BPM, dall’Amministratore delegato Impregilo Pietro Salini al Presidente Lega Coop Produzione e Servizi Carlo Zini, ai segretari generali delle categorie dei trasporti e metalmeccanici Cgil Stefano Malorgio e Francesca Re David, con relazione del segretario generale Fillea Alessandro Genovesi e conclusioni del segretario generale Cgil Maurizio Landini.

Nel corso del convegno verrà illustrata la proposta sblocca-cantieri del sindacato: “Una proposta articolata di politica industriale che risponde all’esigenza di avere grandi aziende, più solide per competere nel mondo", spiega il leader degli edili Cgil Alessandro Genovesi, secondo il quale da parte del governo c’è stata totale miopia, come dimostrato dal decreto di riforma del Codice Appalti, “su cui il giudizio è unanime da parte di sindacato, associazioni ambientaliste ed antimafia, la stessa Autorità anticorruzione: così non si sbloccheranno le opere ma si renderà il settore facile preda della peggiore legge della giungla”, dice sempre Genovesi.

Per la Fillea è sbagliato e pericoloso l’approccio del governo al tema. “Vogliono convincerci che il problema che oggi abbiamo non è un problema industriale - argomenta sempre Genovesi -, non è un problema di investimenti pazienti, di solidità finanziaria, ma è solo un problema di regole e che quindi, liberato il mercato da lacci e lacciuoli, tutto tornerà a girare. Non è così. Per quanto importanti possano essere le politiche regolatorie – e a nostro parere al massimo potremmo chiamarle de-regolatorie – esse non possono sostituirsi alle politiche industriali, all’esigenza di una regia pubblico-privato sugli investimenti. Rischiamo di sbagliare l’analisi sulla causa della malattia e di fornire al paziente una medicina, amara per i lavoratori, ma dannosa e nociva anche per il Paese”.

Per questo, nel convegno del 17 giugno “parleremo del vero sblocca-cantieri - continua Genovesi -, lo sblocca cantieri finanziario, come lo ha definito Marcello Minenna, per dare corpo a una visione di lungo periodo per le infrastrutture e per gli investimenti nel settore, per stimolare la crescita e creare occupazione buona e di qualità, nel segno della sostenibilità”. Una proposta dunque che vuole affrontare alcuni nodi "in un’ottica di sistema partendo dalle costruzioni ma sperimentando iniziative che potrebbero domani essere esportate anche in altri settori strategici”, conclude Genovesi.

Il convegno sarà trasmesso in diretta streaming, a partire delle 9.30 circa, su RadioArticolo1.
 

Gas-acqua, sindacati: in primis, rafforzare le relazioni

جمعة, 14/06/2019 - 15:36

Iniziate oggi, a Roma, le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore gas-acqua (oltre 48.000 i lavoratori interessati) scaduto il 31 dicembre scorso. Al tavolo di trattativa erano presenti oltre alle rappresentanze sindacali di Filctem Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e tutta la delegazione trattante, anche i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali di Anfida, Assogas, Anigas, IGas e Utilitalia.

“Abbiamo bisogno d'intensificare e rendere più forte il nostro sistema di relazioni industriali; questo, anche alla luce delle trasformazioni industriali - transizione energetica, decarbonizzazione entro il 2025, e la digitalizzazione su tutte - che stanno intervenendo nel settore, insieme a questioni di ordine legislativo, come la legge Daga, l’articolo 177 del Codice degli appalti e il passaggio al mercato libero”. Così hanno detto nei loro interventi i segretari generali di Filctem, Femca e Uiltec, rispettivamente Marco Falcinelli, Nora Garofalo e Paolo Pirani.

“Arrivare in tempi brevi al rinnovo del contratto – hanno concluso i tre dirigenti sindacali –, con la conferma del modello contrattuale che ha permesso una positiva e apprezzata conclusione del precedente contratto, consentirebbe di affrontare tutta questa complessità più uniti, mettendo al riparo dalle difficoltà tutte le parti coinvolte, lavoratori e aziende”.

L’incontro si è concluso con la programmazione degli incontri futuri per giungere prima possibile al rinnovo.

Sciopero metalmeccanici: Ricci (Cgil Campania), nuova stagione di unità

جمعة, 14/06/2019 - 14:12

“Quella di oggi è una giornata importante in una nuova stagione di unità, per dire no alla desertificazione industriale nel Mezzogiorno”. A dirlo è il segretario della Cgil Campania Nicola Ricci parlando dello sciopero dei metalmeccanici. “La vicenda Whirlpool è emblematica della crisi che attraversa la Campania. Questo governo non dà risposte, c’è molto attendismo, mentre i lavoratori hanno bisogno di risposte concrete. Siamo stufi del ‘governo del faremo, delle promesse e delle minacce: vogliamo un esecutivo che dia risposte. La Cgil Campania – conclude Ricci – è al fianco dei metalmeccanici a difesa del lavoro. Stiamo correndo il pericolo di una crisi irreversibile. Oggi con lo sciopero, che è una parola di cui bisogna riappropriarsi nel linguaggio sindacale, è la prima vera risposta che il Mezzogiorno deve dare. Tra una settimana saremo tutti a Reggio Calabria a difesa dei diritti, del lavoro, dei giovani e dei pensionati”.

Metalmeccanici in sciopero. «Stufi delle promesse»

جمعة, 14/06/2019 - 13:53

“Questo sciopero ha un significato particolare perché la nostra fabbrica, da un giorno all’altro, è stata dichiarata non più strategica per il gruppo. Noi diciamo no alla vendita, vogliamo che l’accordo del 25 ottobre al mise sia rispettato, vogliamo continuare a lavorare e a fare quello che sappiamo fare da 50 anni. La nostra storia, le nostre competenze, professionalità e sacrifici non saranno cancellati con una x”. Chi parla è un operaio della Whirlpool, Raffaele Romano, che insieme ad altre migliaia di persone ha partecipato al corteo di Napoli in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici (i lavoratori sono scesi in piazza anche a Firenze e a Milano). “Con noi – ha spiegato il lavoratore – ci sono i nostri figli: per loro stiamo combattendo per stipendi dignitosi e non per essere sottoposti a ricatti. Voglio ringraziare tutti per la solidarietà che ci hanno portato in questi giorni. E al governo voglio dire che deve mettere in campo politiche di investimento e sviluppo. Il Sud ha bisogno di essere competitivo e non un peso da sopportare e scaricare. La nostra lotta andrà avanti fin quando non ci sarà una marcia indietro da parte di Whirlpool”.

In piazza ci sono anche gli operai della Blutech di Termini Imerese. “Il governo – afferma uno di loro, Vincenzo Comella – deve sapere che non molleremo. Il 21 saremo convocati lo stesso giorno della Whirlpool. Noi in quella sede continueremo a fare la nostra parte perché vogliamo riportare il lavoro a Termini Imerese e per riportare Fca al tavolo della trattativa. Doveva darci delle attività perché non se ne può fare a meno, Termini Imerese deve ripartire”.

“Siamo qui – precisa Iolanda Conte della Schneider di Napoli – per rivendicare la mancanza assoluta da parte di questo governo di una politica industriale per il Mezzogiorno, per denunciare la mancanza di una strategia politica che elimini i vincoli, per dire no alle morti bianche e per difendere i nostri diritti. Ricordiamo al governo l’articolo 1 della Costituzione, che il lavoro stabile deve essere garantito a tutti. I fatti oggi dimostrano che il sindacato è al fianco dei lavoratori e rappresenta la voce del popolo. In piazza non abbiamo bandiere politiche. Basta con queste campagne elettorali, noi rappresentiamo l’intero Sud che vuole garanzie di lavoro certo”.

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Incidenti lavoro, operaio muore a Potenza

جمعة, 14/06/2019 - 13:37

Un operaio di 52 anni di Balvano (Potenza), Antonio Grieco, ha perso la vita oggi (venerdì 14 giugno) mentre era al lavoro allo stabilimento Ferrero. L'uomo era dipendente di una ditta che si occupa di eseguire lavori di manutenzione presso lo stabilimento. La Ferrero è chiusa per la festa patronale e gli impianti erano fermi. Il corpo senza vita è stato trovato in uno dei capannoni e non sono ancora chiare le ragioni del decesso. Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri.

"Le cause dell'ennesima morte sul lavoro ancora non sono chiare e definite" scrivono i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil (Vincenzo Esposito, Vincenzo Cavallo e Gerardo Nardiello) della Basilicata. In attesa di conoscere la ricostruzione di quanto è accaduto, le organizzazioni sindacali "sono vicine alla famiglia del lavoratore" ed evidenziano che "la sicurezza nei posti di lavoro si conferma come un'emergenza che non può essere ulteriormente tollerata e richiede misure e azioni efficaci".'

Sblocca cantieri. Cgil, Cisl e Uil Liguria: non torniamo indietro

جمعة, 14/06/2019 - 12:56

Si è svolta ieri (13 luglio) la riunione delle segreterie regionali di Cgil Cisl Uil sulla delicata questione del cosiddetto “Sblocca cantieri”. La volontà del Governo è quella di snellire le procedure e accelerare l’esecuzione dei lavori; Cgil Cisl Uil non sono contrarie all’obiettivo, ma al metodo. Secondo le organizzazioni sindacali "le norme volute dal Governo introducono una serie di novità che porteranno a tutt’altra conclusione ed in particolare alla proliferazione dei ricorsi, al raddoppio dei tempi di esecuzione, la deroga ai contratti collettivi e alle norme di sicurezza e la lievitazione dei costi".

Molte sono le questioni che Cgil Cisl Uil pongono all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica: dall’indebolimento dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione, all’assenza di una concreta qualificazione di impresa, delle stazioni appaltanti, la messa in discussione della contrattazione collettiva; sono solo alcuni dei temi che rischiano di portare al collasso il sistema degli appalti che vale oltre 300 miliardi a livello nazionale di cui 2 miliardi a livello ligure che potrebbero trasformarsi in opportunità di crescita, sviluppo e buona occupazione. Prima dell’introduzione del Codice degli appalti, fortemente voluto da Cgil Cisl Uil, e che oggi il Governo vuole superare con lo sblocca cantieri, vi sono stati ritardi e difficoltà di realizzazione, basti pensare al nodo ferroviario genovese, calata Bettolo e l’appalto per Grandi stazioni (il rifacimento di Genova Brignole e Principe). Con lo sbocca cantieri si rischia di trovarsi nuovamente con le condizioni che hanno portato grandi opere come quelle sopra citate, a continui rinvii, ritardi e difficoltà di realizzazione di ogni genere. Lo sblocca cantieri infatti reintroduce il massimo ribasso e l’implementazione del sub appalto, creando quelle condizioni che favoriscono il terreno per l’infiltrazione di organizzazioni malavitose presenti, come noto, anche nella nostra Regione. Ed infine non si può non sottolineare come in un Paese ove crescono le morti bianche (già 303 dall’inizio dell’anno) ed infortuni sul lavoro non sia necessario allargare i controlli incrementando le condizioni per una concorrenza sul costo del lavoro.

"Per questi motivi e a tutela del lavoro e della bontà della realizzazione delle grandi opere pubbliche, della certezza dei tempi e dei costi, continua la mobilitazione di Cgil Cisl Uil. Al Governo il sindacato unitariamente chiede di cambiare nettamente posizione, mentre alla Regione Liguria di proseguire il confronto con il sindacato per evitare un ritorno ad un passato caratterizzato da regole selvagge", si legge in una nota.

Re David, in piazza per rimettere al centro lavoro e industria

جمعة, 14/06/2019 - 12:55

Si è aperto con il suono di una sirena e un minuto di silenzio il comizio sul palco in piazza Matteotti a Napoli per lo sciopero generale dei metalmeccanici per ricordare i quasi 300 lavoratori morti sui luoghi di lavoro. I metalmeccanici hanno scioperato in tutta Italia con tre grandi manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l’industria, i salari, i diritti e la giustizia sociale.

Il corteo unitario a Napoli, partito da piazza Mancini, è stato aperto dallo striscione dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento Whirlpool di Napoli. Nel capoluogo partenopeo sono confluiti i lavoratori di Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, con la presenza di tutti i settori metalmeccanici, dall'automotive alla siderurgia, dall'informatica alla cantieristica, dall'aerospazio alle installazioni e all'elettrodomestico.

Dopo un minuto di silenzio, si è esibita l'attrice Rosalia Porcaro con un monologo sulle condizioni delle operaie pensando in particolare alla vertenza Whirlpool. Prima delle conclusioni di Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, sono intervenuti le delegate e i delegati di Whirlpool di Napoli, di Blutec di Tito, di Blutec di Termini Imerese, dell'ex Ilva ora ArcelorMittal di Taranto, della Schneider Electric di Napoli, della TFA ex Firema di Caserta.

Lo sciopero dei metalmeccanici di oggi – ha detto Re David - guarda al governo e alle imprese, guarda alla svalorizzazione del lavoro, alla mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale nel Paese, che sta diventando un terra di conquista delle multinazionali, con la conseguenza che l'Italia sta perdendo la sua ricchezza industriale. Sono 160 i tavoli di crisi aziendali aperti al Ministero dello Sviluppo Economico e sta aumentando l’utilizzo degli ammortizzatori sociali in tutti i settori. Negli anni della crisi, tra i metalmeccanici, si sono persi circa 300.000 posti di lavoro, complessivamente; si è perso circa il 25% della capacità produttiva istallata, in particolare in alcune aree industriali del Sud del Paese”.

“Oggi chiediamo, insieme alle altre organizzazioni sindacali, che l’industria, gli investimenti pubblici e privati e l'occupazione vengano messi al centro degli interessi del Paese. Questo è il primo sciopero generale unitario in tutta Italia con tre manifestazioni. Nel 2005 ci fu uno sciopero generale con manifestazione nazionale a Roma e nel 2007 con manifestazioni territoriali, ma entrambi nell’ambito del rinnovo contrattuale. Lo sciopero di oggi – ha proseguito Re David – è importante per rilanciare la contrattazione collettiva anche in vista del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici in scadenza a fine anno. Il nuovo Ccnl dovrà valorizzare il contratto in essere, centrando gli obiettivi come l'aumento dei salari, la riduzione dell'orario, l’organizzazione del lavoro anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, la formazione, la tutela della salute e della sicurezza”.

La segretaria generale Fiom ha ricordato, però, che “l'azione dei sindacati è resa difficile dalla legislazione sul lavoro degli ultimi venti anni, che ha frantumato i diritti contrattuali e ha messo i lavoratori in concorrenza uno contro l'altro. Questo governo di fatto opera in continuità con i precedenti, sottraendo diritti al lavoro. Ma c'è una responsabilità delle imprese che hanno contribuito al processo di allargamento e intensificazione della precarietà, ponendo tutto al massimo utilizzo flessibile delle persone per trarre profitto. Occorre in questa fase superare la frammentazione del lavoro ricomponendo la coalizione delle lavoratrici e dei lavoratori che garantisca gli stessi diritti a tutti. I metalmeccanici si assumono la responsabilità di rimettere al centro del dibattito pubblico e politico del Paese il lavoro e l’industria e in questo senso guardano alla prospettiva dello sciopero generale unitario del prossimo autunno”.

Si parla di Sblocca cantieri, ma io dico che il modo per sbloccare i cantieri è uno: finanziare grandi e piccole opere utili al territorio, non liberalizzare il subappalto e il massimo ribasso”, ha poi aggiunto Re David: “Lo sanno, qui come a Roma, i lavoratori degli appalti della sanità. Lo sanno i lavoratori degli appalti di Siracusa, che devono difendere le proprie condizioni e il prefetto dice loro che non possono manifestare perché in estate non possono occupare il suolo pubblico. Noi non siamo un problema di ordine pubblico, siamo il futuro di questo Paese”.

“I lavoratori vogliono contare, continueremo con la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil e, io mi auguro, con lo sciopero generale in autunno di Cgil, Cisl e Uil – ha concluso Re David -. Dobbiamo unificare le lotte, siamo dentro uno sciopero unitario e, siccome noi metalmeccanici ci diciamo sempre la verità, diciamo che l'unità di questo sciopero è una conquista per tutti noi. Sappiamo che non è sempre così, che è difficile, che in Fca non siamo uniti, ma che siamo uniti nel rivendicare tutti insieme un tavolo sull'automotive che metta al centro i 200 mila posti di lavoro a rischio in tutto il settore".

Sblocca cantieri, Fillea Sicilia: ci saranno malaffare e ritardi

جمعة, 14/06/2019 - 12:48

“La conversione in legge del cosiddetto ‘Sblocca cantieri’ in Sicilia non solo non sbloccherà niente ma aumenterà i rischi di malaffare e di infiltrazioni mafiose”. Lo sostiene il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, Mario Ridulfo, sottolineando che “con questa iniziativa del governo l’avvio dei cantieri subirà ulteriori ritardi, cosa grave per settori come l’edilizia e le costruzioni già piegati nell’Isola da 10 anni di crisi". “Il provvedimento, anche se ridimensionato rispetto alle intenzioni del governo - dice Ridulfo - sospende l’obbligo dei comuni non capoluogo di fare gare attraverso le stazioni appaltanti, riducendo dunque le funzioni dell’autorità anticorruzione, quindi prescrizioni come quella di scegliere i commissari tra gli esperti iscritti nell’apposito albo dell’Anac".

"Si va dunque all’affidamento diretto - rileva Ridulfo - con tutti i rischi correlati”. Inoltre, aggiunge il segretario della Fillea, “si apre la strada alla spesa ‘allegra’. Il ritorno al General Contractor - specifica - comporterà la privatizzazione di fatto della progettazione perché sarà impossibile per una stazione appaltante pubblica priva di personale tecnico portarla avanti. Si aggiunge, cosa grave, la riduzione delle spese per la sicurezza nell’offerta complessiva”.

In “Sicilia – ricorda la Fillea – l’occupazione del settore è crollata in 10 anni del 50%, il lavoro nero è aumentato fino al 40%, cioè un lavoratore su due, analogamente quello grigio, fatto di partite Iva." “I diciotto o ventisette decreti applicativi della legge – sostiene Ridulfo - completeranno adesso l'ingorgo burocratico che nella nostra regione già esiste”. Dalla Fillea Sicilia dunque viene un appello “ad evitare l’ennesimo blocco dei cantieri”. 

In Italia il supercomputer, ma i lavoratori?

جمعة, 14/06/2019 - 12:19

È di queste ore la notizia, certamente positiva, che l’Italia, tramite il consorzio Cineca, sarà sede e partner scientifico del progetto per il Supercalcolatore europeo. "Una notizia che esalta il lavoro e le competenze del consorzio Cineca ed in particolare l'impegno che l’insieme dei lavoratori del consorzio hanno offerto - scrive in una nota la Filcams Cgil nazionale - Lavoratori che però oggi vivono una delle fasi più complicate della loro storia".

"Nelle scorse settimane ci sono stati 30 trasferimenti dalla sede romana, collegata alle attività del Policlinico, a quella bolognese - spiega il sindacato - Nel processo di trasferimento si sono decisi modifiche di mansione che disperdono le storie professionali delle persone. Il tutto senza che il confronto sindacale abbia prodotto soluzioni condivise nella gestione del problema". 

Non a caso, i lavoratori hanno aderito in grandissimo numero all’iniziativa di sciopero indetta dalla rappresentanza sindacale romana, consci che il tema del lavoro e dei trasferimenti non era circoscritto al tema “Policlinico”. "La Filcams Cgil - si legge ancora nella nota - ritiene assolutamente necessario che si attivi un’interlocuzione reale con il consorzio ed il Miur sulle prospettive del consorzio Cineca. Nulla è ancora emerso e molte incertezze ancora preoccupano".

Secondo il sindacato, infatti, "le professionalità che vivono e operano in un’azienda strategica come Cineca, così come dichiarato dal ministro Bussetti in relazione all’assegnazione del progetto del Supercalcolatore Europeo, non possono vivere una condizione di dialogo dimezzato e futuro sconosciuto. Troppo spesso - insiste la Filcams - si esaltano le capacità dei nostri lavoratori e troppo spesso ci si dimentica di tutelarle".

"Ci auguriamo che dopo le dichiarazioni del ministro, segua una fase in cui si possa discutere davvero del futuro, delle attività e della salvaguardia delle grandi professionalità presenti in azienda", conclude la Filcams Cgil.

Sicilia, allarme conti mentre si avvicina il giudizio di parifica

جمعة, 14/06/2019 - 12:19

Allarme conti della Regione a poche settimane dal giudizio di parifica della Corte dei Conti. A lanciarlo è la Cgil Sicilia, col segretario generale Michele Pagliaro che chiede “una sessione speciale di approfondimento dell’Ars sulla questione finanziaria". “Secondo le notizie che circolano - dice Pagliaro - il Governo ha trasmesso nei giorni scorsi alla Consulta il consuntivo 2018 con un disavanzo di 7 miliardi, da imputare di certo a minori entrate. Questo darà non pochi problemi alla Corte dei Conti nella parifica”. “Doveva essere un bilancio di risanamento e di rilancio dell’economia – commenta il segretario della Cgil -, invece si è dimostrato un bilancio che ha prodotto un aggravamento della situazione deficitaria della Regione con una prospettiva di assestamento lacrime e sangue”.

La Cgil Sicilia rileva che “ci sarà un aumento dell’indebitamento di circa 700 milioni passando dai 6,3 miliardi del 2017 ai 7 miliardi del 2018. Tutto ciò - prosegue - è sintomatico di una gestione che non riesce ad assorbire neanche le quote stanziate per l’ammortamento per il recupero del disavanzo, rendendo di fatto obbligatoria la manovra correttiva”.

Pagliaro sottolinea inoltre che “alla questione finanziaria si aggiunge una questione morale che vede implicati 4 assessori e 16 deputati. Si ha la sensazione che il presidente Musumeci non controlli né la macchina finanziaria, né quella burocratica”. La Cgil sostiene che “ è giunto il momento che i siciliani abbiano piena contezza della gravità della situazione. Va peraltro sottolineato che la richiesta di rateizzazione del disavanzo graverà sulle future generazioni, già ampiamente colpite come dimostra la fuga dei giovani dalla Sicilia”. La Cgil peraltro rileva che “i dati Istat relativi al 1° trimestre 2019 confermano il trend negativo, con una perdita di 36 mila occupati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui 17 mila nell’industria e 21 mila nei servizi. Solo l’agricoltura guadagna 2.000 occupati. Un quadro – conclude Pagliaro - che attesta il tasso di disoccupazione al 22,3%, più del doppio della media nazionale, non c’è certo da rallegrarsi”.

Sciopero metalmeccanici: Re David, Sud al centro della nostra battaglia

جمعة, 14/06/2019 - 12:13

“Napoli rivendica la centralità di tutto il Mezzogiorno, senza il Sud questo Paese è fermo”. Lo afferma la segretaria generale della Fiom Francesca Re David al corteo nel capoluogo campano per lo sciopero generale dei metalmeccanici. “Da anni l'Italia assiste alle scorribande delle multinazionali, qui il caso Whirlpool è emblematico di tutta la nostra lotta. Non si può pensare di depredare un territorio e andarsene a fare ricchezza da un’altra parte senza che nessun governo dica niente. Il lavoro non si tocca. il Mezzogiorno è al centro della nostra battaglia, governo e imprese devono rimettere al centro il lavoro”, conclude Re David. (Mattia Carpinelli)

Ex Cbs di Spilamberto, firmato l'accordo per l'affitto d'azienda

جمعة, 14/06/2019 - 12:11

Firmati oggi, 14 giugno, dopo una lunga trattativa, gli accordi che garantiscono il passaggio di tutti i 13 lavoratori dello stabilimento ex Cbs di Spilamberto (Mo) alla Saxa Gres di Anagni (Frosinone). Al momento si tratta di affitto di azienda dal fallimento (la Cbs è fallita lo scorso 29 gennaio 2019) con opzione di acquisto entro i 18 mesi dell'affitto. I lavoratori sono stati assistiti nel passaggio dai sindacati Filctem Cgil, Uiltec Uil e Confsal. 

Gli accordi prevedono che i lavoratori rimangano nello stabilimento di Spilamberto e vengono altresì garantiti tutti i diritti acquisiti con la contrattazione di secondo livello, nonché il riconoscimento dell’anzianità lavorativa maturata negli anni. La proprietà, su specifica richiesta dei sindacati, si impegna a garantire gli investimenti necessari al rilancio produttivo dello stabilimento di Spilamberto.  La Filctem Cgil esprime "grandissima soddisfazione" per il risultato raggiunto sulla tenuta occupazionale.