Rassegna.it

اشترك ب تلقيمة Rassegna.it Rassegna.it
Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
آخر تحديث: منذ 1 hour 29 min

Landini, solidarietà a lavoratrici e lavoratori Askanews

منذ 3 hours 45 min

“Esprimiamo con forza la nostra solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori dell’agenzia di stampa Askanews”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dopo che l'azienda ha comunicato oggi l'apertura della procedura di licenziamento per ventitré giornalisti. “Non è possibile dopo anni di cassa integrazione - prosegue il numero uno della Cgil - scaricare ancora una volta sui lavoratori tutto il peso di difficoltà economiche e di scelte gestionali”.

“Mi auguro - conclude Landini - che la proprietà riveda la decisione di licenziare lavoratori che da anni, con professionalità e competenza, si fanno carico di una situazione certamente non facile per tutto il settore dell’editoria, e che siano individuati gli strumenti necessari per superare questa ennesima fase di crisi senza ricadute occupazionali sui lavoratori”.

Sono 23, i giornalisti dell'agenzia di stampa che rischiano il posto. Ne ha notizia il cdr dell'agenzia, che parla di "forzatura inspiegabile", in quanto l'annuncio da parte dell'azienda dell'apertura della procedura di licenziamento collettivo è avvenuto mentre era in corso un confronto con la rappresentanza sindacale interna. E questo, aggiunge il cdr, "quando ancora è pendente il verdetto del tribunale sul piano di concordato presentato dalla stessa azienda. Per l'ennesima volta, quindi, l'editore Luigi Abete decide di scaricare sui lavoratori il peso di difficoltà economiche e di scelte gestionali discutibili e oggi, dopo anni di cassa integrazione, ha deciso di mandare a casa un terzo della redazione". 

Il Cdr di Askanews denuncia "l'atteggiamento irresponsabile dell'azienda e insieme ai giornalisti metterà in campo tutte le iniziative necessarie a contrastare i licenziamenti. Allo stesso tempo chiede che tutte le istituzioni politiche ed economiche si attivino per cercare di riportare Abete e l'azienda sul terreno della ragionevolezza, per trovare gli strumenti che consentano di superare questa ennesima fase di crisi senza fare 'macelleria sociale'".

Sindacati in presidio, per lotta a evasione misure per Agenzie fiscali

منذ 4 hours 13 min

"Grande presidio al Mef dei lavoratori delle Agenzie fiscali, così come tutti quelli organizzati sui territori: per le lavoratrici e i lavoratori delle Agenzie servono soluzioni contrattuali e normative". Oggi, infatti, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp hanno promosso una giornata di mobilitazione per rivendicare interventi sulle Agenzie fiscali in vista del nuovo impulso alla lotta all'evasione fiscale che il governo si appresta a dare con la prossima legge di Stabilità.

Nel corso del presidio di Roma una delegazione ha incontrato il vice ministro dell'Economia e delle Finanze, Antonio Misiani, per rappresentargli tre questioni: "un piano straordinario di assunzioni per l'Agenzie delle Dogane e dei Monopoli e l'Agenzia delle Entrate, l'esigibilità del salario aziendale, una rivisitazione dei modelli organizzativi delle Agenzie".

Temi sottoposti al vice ministro Misiani che, riportano i sindacati, "ha convenuto sulla rilevanza del rilancio della funzionalità complessiva della macchina fiscale, e sul ruolo fondamentale del personale del fisco per il sistema Paese. Temi che si è impegnato a rappresentare da subito al Ministro Gualtieri al fine di verificare da una parte la fattibilità di immediate iniziative sul tema del salario accessorio e dall'altra mirate all'apertura di un confronto più ampio e continuo sui temi della riorganizzazione e del rilancio delle Agenzie", concludono.

Gare Consip senza ccnl: a rischio posti di lavoro e salari

منذ 4 hours 20 min

"A fine anno, i lavoratori che rispondono quotidianamente al telefono ai cittadini che chiedono informazioni sulla loro patente, rischiano, se non s'interviene, di perdere il proprio posto di lavoro. Questi addetti, cui si applica il ccnl delle telecomunicazioni, infatti, dovrebbero transitare in un consorzio, che non è dato sapere quale contratto applicherà". così in una nota unitaria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil di Roma e del Lazio.

"Consip, che ha emesso il bando e aggiudicato la gara, ha dimenticato, infatti, d'indicare il riferimento all’obbligo per l’esecutore dell’appalto di applicare il contratto di settore. Ciò ha consentito al consorzio Leonardo di presentare un’offerta che non copre, di fatto, il costo del lavoro di chi oggi garantisce il servizio. È prevedibile, quindi, che la ricerca del margine di utile d’impresa si eserciterà sui livelli occupazionali e sui trattamenti salariali dei lavoratori", affermano Carlo Podda, Alessandro Faraoni e Maurizio Lepri.

"Il governo, che ripetutamente dichiara di voler privilegiare equità e giustizia sul lavoro, si prepari a trovare un modo per tutelare questi lavoratori e rifletta sulla opportunità d'intervenire anche legislativamente, per obbligare Consip a indicare nelle gare, fra le altre condizioni d'aggiudicazione, anche quella del contratto di settore maggiormente rappresentativo", concludono le sigle di categoria.

Le organizzazioni di Roma e del Lazio, oltre a predisporre l'inevitabile mobilitazione, valuteranno anche il ricorso alle vie legali, per l'evidente  violazione del Codice degli appalti pubblici.

 

Sicurezza: Cgil, Cisl, Uil, bene campagna nazionale per formazione

منذ 4 hours 22 min

“Abbiamo salutato con favore l'avvio del Progetto di Formazione sulle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro nelle piccole e medie imprese, presentato e vinto su bando Inail e finanziamenti ministeriali, rivolto a più di 1500 nostri Rls/Rlst su tutto il territorio nazionale". Lo dichiarano in una nota unitaria i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Rossana Dettori, Angelo Colombini, Silvana Roseto. “È un progetto importante - spiegano i tre dirigenti sindacali - che si snoderà attraverso attività formative nei prossimi diciotto mesi e che si focalizzerà sia sui problemi di quelle aziende che registrano maggiori indici infortunistici, sia sulle problematiche che rendono complessa una precisa ed efficace valutazione dei rischi ed un ruolo positivo e partecipativo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (aziendali e territoriali) alla prevenzione sui posti di lavoro”.

“Ci stiamo impegnando, con forza e convinzione, nel Progetto - proseguono Dettori, Colombini, Roseto - facendo confluire in esso anche i saperi e le competenze delle nostre Organizzazioni e dei nostri Istituti di ricerca e formazione, così da realizzare una grande azione di sistema”. “Ci fanno piacere, inoltre, le dichiarazioni del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo  e dei vertici Inail, poiché hanno inquadrato questa campagna formativa, che ovviamente si rivolgerà anche ai soggetti di parte datoriale, sotto la giusta luce, come un passo avanti che il nostro sistema di prevenzione e protezione di lavoratori e lavoratrici intende fare al più presto, insieme alle altre azioni che il Governo ha dichiarato di voler intraprendere”, concludono i segretari confederali Dettori, Colombini, Roseto.

Fiom-Fim-Uilm: 31 ottobre 2 ore di sciopero su crisi industriali

منذ 4 hours 30 min

“Le segreterie nazionali di Fiom-Fim-Uilm indicono per giovedì 31 ottobre due ore di sciopero generale di categoria, con assemblee nei luoghi di lavoro. I metalmeccanici chiedono a governo e imprese una svolta nelle politiche industriali per affrontare e dare soluzione ai circa 160 tavoli di crisi aziendali aperti al ministero dello Sviluppo economico. È necessario attivare politiche industriali e ammortizzatori sociali che accompagnino questa fase di transizione ecologica, tutelando l'occupazione. Fra gli investimenti, in un anno record per morti e infortuni sul lavoro, bisogna tornare a investire per una forte cultura condivisa sulla sicurezza". Il 20 novembre, a Roma, i segretari generali delle tre sigle hanno convocato una grande assemblea nazionale delle delegate e dei delegati per rilanciare l’iniziativa su questi temi.

 

Roma Multiservizi licenzia i lavoratori

منذ 4 hours 52 min

Filcams, Fisascat e Uiltrasporti di Roma e Lazio sono state convocate d'urgenza nella sede di Roma Multiservizi per alcune comunicazioni urgenti. "Durante l'incontro (avvenuto oggi, 23 ottobre, ndr) - ricostruisce una nota dei sindacati -, il responsabile delle risorse umane ci ha preannunciato l'imminente apertura di una procedura di licenziamento collettivo, legato, secondo dichiarazioni aziendali, all’incertezza sulla continuazione dell'appalto Global service e refezione nidi, su cui operano migliaia di lavoratori tra personale operativo e amministrativo. L'azienda precisa che, ad oggi, non vi sono rassicurazioni su eventuali proroghe oltre il 31 dicembre prossimo, a cui si aggiunge che l'appalto potrebbe essere anche revocato prima di tale data, come emerge da alcune dichiarazioni da parte dell'amministrazione capitolina", proseguono i sindacati nella nota unitaria. 

"Abbiamo manifestato dissenso sulla legittimità della procedura di licenziamento collettivo, anche in considerazione delle norme di diritto e contrattuali che tutelano la continuità occupazionale negli appalti di servizi, e riteniamo che tale procedura alimenti ulteriormente il clima di tensione sociale, per cui giudichiamo l'azienda Roma Multiservizi e Roma Capitale uniche ed esclusive responsabili. Le lavoratrici e i lavoratori sono fortemente preoccupati per il loro futuro, anche alla luce della vertenza ancora irrisolta sul mancato pagamento del salario", aggiungono le tre sigle di categoria di Roma e del Lazio.

"Ribadiamo la necessità di avviare un confronto risolutivo congiunto con tutte le parti interessate, Ama, Rekeep, Roma Multiservizi e Roma Capitale, per porre fine al disastro sociale che questa lotta fra poteri politici ed economici sta generando. Visto l'interesse da parte della sindaca Virginia Raggi sul richiamo al senso di responsabilità da parte di chi si occupa della tutela dei lavoratori, le chiediamo il 'dovuto atto di responsabilità', da lei sempre annunciato e manifestato pubblicamente con i lavoratori della Roma Multiservizi e, ad oggi, mai messo in atto, di procedere nei confronti della società al ritiro della procedura di licenziamento collettivo per le migliaia di lavoratori ancora al servizio dei cittadini di Roma Capitale, da lei sempre rassicurati. La nostra richiesta di internalizzazione in una società in house del servizio e dei lavoratori addetti è l'unica soluzione che garantirebbe continuità, qualità e tutela dell'occupazione", concludono i sindacati.

Rinnovo ceramica, varata l'ipotesi di piattaforma

منذ 4 hours 57 min

L'Assemblea nazionale unitaria dei delegati e delle strutture Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, riunitasi il 23 ottobre a Bologna ha approvato l’ipotesi di piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto 1° gennaio 2020 – 31 dicembre 2022 del settore delle industrie ceramiche, piastrelle e materiali refrattari (circa 28.000 gli addetti, impiegati in 284 imprese), in scadenza al 31 dicembre 2019.

Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil chiedono un aumento salariale nel triennio di 125 (Livello D1) e intendono dare formale avvio al rinnovo in coerenza con quanto previsto dall’Accordo Interconfederale del 9 marzo 2018 in materia di “Contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva” e riconfermando il modello e le prassi consolidate nel settore e nei precedenti rinnovi. La parola ora spetta ai lavoratori che, nelle assemblee, voteranno la piattaforma in modo da renderla definitiva e di inviarla rapidamente a Confindustria-Ceramica per l'avvio immediato delle trattative.

Nel campo delle normative, Filctem, Femca, Uiltec puntano al miglioramento delle relazioni industriali anche attraverso il rafforzamento dell’Osservatorio Nazionale con il superamento dell’attuale periodicità annuale di convocazione. Quanto poi al tema del mercato del lavoro i più recenti interventi legislativi in materia (Legge n.96 del 9.08.18 detto Decreto Dignità) rendono necessaria una rivisitazione della normativa contrattuale in materia con l’obiettivo di contrastare, attraverso una opportuna perimetrazione normativa, un abnorme ricorso alla somministrazione a tempo indeterminato o a un frenetico avvicendamento di contratti a termine, privilegiando al contrario l’utilizzo dei contratti di apprendistato e favorendo il ricorso ai contratti a tempo indeterminato anche utilizzando tutte le possibili agevolazioni in materia.

Sugli appalti i sindacati chiedono con forza di tutelare la continuità occupazionale e che si applichino ai dipendenti di aziende appaltatrici i relativi Ccnl di settore sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale escludendo forme contrattuali che introducano trattamenti salariali discriminatori (contratti pirata).

Sui diritti individuali, le richieste sono: il congedo per paternità con due giorni di permesso retribuito aggiuntivi rispetto alle previsioni di legge; ove richiesta, la possibilità di cumulo dei riposi per allattamento con i permessi frazionati in caso di figli con handicap grave; il congedo parentale con l’introduzione, ove possibile, della facoltà di fruizione su base oraria anche sperimentalmente attraverso la contrattazione aziendale; Il miglioramento dell’utilizzo delle giornate di permesso previste dalla L.104; la concessione di permessi non retribuiti ai lavoratori che abbiano assunto la tutela volontaria in termini di legge di minori stranieri non accompagnati; inserire il diritto, su base volontaria, alla trasformazione del contratto di lavoro a tempo parziale per i lavoratori affetti da malattie oncologiche o da gravi patologie degenerative; prevedere una maggiore flessibilità anche attraverso la frazionabilità in ore nell’ utilizzo dei permessi per le donne vittime di violenza; inserire tra le norme contrattuali linee guida su smart working e ferie solidali.

.Infine, sul fronte del welfare contrattuale, il fondo previdenziale Foncer associa un numero di lavoratrici e lavoratori significativo ma certamente da estendere soprattutto con l’iscrizione delle generazioni di lavoratori più giovani, quelle sicuramente più bisognose di costruirsi una maggiore sicurezza previdenziale. Le adesioni al Fondo di assistenza sanitaria Fasie sono invece ad oggi assolutamente marginali, per questa ragione i sindacati richiedono un confronto e un approfondimento sulla universalità del Fondo previdenziale e del Fondo di assistenza sanitaria con l’obiettivo di estenderne l’adesione attraverso azioni concordate che consentano di estendere l’iscrizione dei lavoratori e delle lavoratrici a entrambi i fondi.

Ccnl industria alimentare: Flai-Fai-Uila, situazione di stallo

منذ 5 hours 1 min

"Non ci sono stati, purtroppo, passi avanti, nella trattativa per il rinnovo del ccnl industria alimentare e, anche i punti d'incontro che sembravano essere stati raggiunti nel corso delle riunioni tecniche, sono stati oggi messi in discussione dalla controparte". Così Flai, Fai e Uila in una nota unitaria.

Le tre sigle di categoria, dunque, esprimono un giudizio negativo sulla riunione plenaria che si è svolta oggi, in cui Federalimentare ha in sostanza ribadito le difficoltà economiche del settore, aggravate dalla minaccia dei dazi Usa e dalla supertassa sulla plastica che il governo si appresta a varare.

I sindacati hanno sollecitato la controparte a riconsiderare le sue posizioni sul tema della partecipazione, valorizzazione della professionalità, estensione del secondo livello di contrattazione, welfare contrattuale, appalti, comunità di sito, inquadramento professionale e del mercato del lavoro. In particolare, resta forte la distanza sull’impianto della struttura salariale. 

“Non possiamo accettare di sentire che questo è un settore in crisi”, hanno ribadito le organizzazioni sindacali, per poi sottolineare come “il Patto per la fabbrica del 2018 deve servire da bussola per molti temi, come la partecipazione, ma in ogni caso non può essere utilizzato per abbassare il salario”.

Vista la situazione di stallo, le parti hanno convenuto di definire un calendario di incontri tecnici per approfondire tutti i singoli capitoli della piattaforma e una nuova riunione plenaria per il 2 dicembre.

Contratto energia e petrolio, ok dai lavoratori

منذ 5 hours 4 min

I lavoratori hanno approvato l'ipotesi di accordo del contratto energia e petrolio sottoscritta lo scorso 18 settembre 2019. La consultazione certificata ha coinvolto oltre 160 assemblee nelle aziende pubbliche e private del settore, registrando il 95% di consenso dei lavoratori partecipanti alle assemblee. Ne danno notizia i sindacati Filctem, Femca e Uiltec, che commentano: “Questo importante risultato deve rappresentare stimolo e impegno da parte di tutte le strutture sindacali nella contrattazione decentrata, per affermare una corretta esigibilità e gestione delle parti innovative acquisite nel nuovo contratto (diritti di partecipazione, gestione degli appalti, gestione dell'inquadramento professionale, salute e sicurezza, nuovo diritti) e conseguire risultati positivi nella contrattazione collettiva, nel difficile contesto di riferimento”.

Sanità integrativa terziario, sindacati favorevoli

منذ 5 hours 26 min

"La notizia della definizione di un percorso condiviso tra Confcommercio e Federdistribuzione, in merito all'assistenza sanitaria integrativa, è positiva e va sostenuta come parti sociali firmatarie dei contratti". Questa, la dichiarazione di Filcams, Fisascat e UIltucs, che ritengono una scelta giusta, quella volta alla possibilità di utilizzare le competenze, le dimensioni e le performance oggi garantite dai fondi Est e Quas per erogare prestazioni sanitarie integrative alle lavoratrici e ai lavoratori del settore, appartenenti alle piccole, medie e grandi imprese.

L'intesa, come sostenuto dai sindacati, mostra che è possibile, pur nel rispetto delle autonomie associative, prevedere una razionalizzazione e mettere in condivisione strumenti di derivazione contrattuale a supporto del welfare.

"Anche il tavolo tecnico fra le due associazioni datoriali – proseguono i segretari generali delle tre organizzazioni sindacali, Maria Grazia Gabrielli, Davide Guarini e Brunetto Boco –, finalizzato, da quanto si è appreso, a costruire approfondimenti e analisi comuni, in merito al settore distributivo, può essere considerato un buon viatico al confronto".

"Il settore distributivo vive una fase di ulteriori trasformazioni, legate alla crisi e all'evoluzione dei formati distributivi, all'innovazione tecnologica, alla concorrenza ancora condizionata da competizione sui costi, che vede alimentare il rischio di dumping nel mercato, a partire dal dumping contrattuale. Siamo anche alla soglia di un'importante scadenza, come quella dei rinnovi dei contratti nazionali di lavoro, applicati a oltre 2,5 milioni di addetti. Auspichiamo che il confronto tra Confcommercio e Federdistribuzione sia di supporto alla costruzione di un dialogo più inclusivo fra tutti gli attori del settore, perché il futuro negoziato sul ccnl non sconti divisioni e ritardi che impatterebbero negativamente sulle lavoratrici e i lavoratori del terziario", rilevano le tre sigle di categoria.

Lo sport sia diritto sociale e universale

منذ 5 hours 43 min

“Esprimiamo apprezzamento relativamente alle recenti affermazioni dell'Ad di Sport e Salute, Sabelli che raccolgono e sviluppano positivamente quanto come Cgil denunciamo da decenni circa i limiti di un “sistema sportivo italiano” da riprogettare strutturalmente al fine di affermare il diritto - oggi negato a tantissimi cittadini - allo sport per tutte e tutti, attraverso investimenti oculati e politiche accorte, nella direzione del superamento di ogni ostacolo, per affermare l'universalità dell'accesso alla pratica sportiva”. È quanto dichiarano il responsabile Sport e Tempo Libero Cgil nazionale Cesare Caiazza, la segretaria nazionale Nidil Cgil Sabina Di Marco, e il coordinatore Sport Slc Cgil Fabio Scurpa.

“Del resto – proseguono - abbiamo già salutato positivamente, nell'ambito della formazione del nuovo Governo, la decisione di aver ripristinato un apposito Ministero che, insieme alle politiche per i giovani, si occupa specificamente delle problematiche connesse allo sport. La recente Legge delega di riordino del sistema sportivo, approvata in via definitiva i primi di agosto, dovrà essere riempita di contenuti, attraverso una serie di decreti ai quali rimanda”.

Per la Cgil “occorre agire per superare atavici problemi, limiti e contraddizioni che segnano lo sport e l'attività fisica nel nostro Paese. L'Italia è stata e continua ad essere competitiva nello sport agonistico, ma detiene disdicevoli record riferiti alla sedentarietà della popolazione. Da questo punto di vista, il nostro modello, dal dopoguerra ad oggi è stato e continua ad essere largamente fallimentare, scaricando prevalentemente sui cittadini gli oneri della pratica sportiva e della conoscenza dei benefici connessi al fare sport, determinando un accesso all'attività fisica elitario e di classe”.

“L'attività fisica rappresenta un fattore nevralgico di prevenzione primaria della salute fisica e mentale. Lo sport è, a tutto tondo, un elemento importante di welfare con il suo portato di valori di civiltà: accoglienza, integrazione, valorizzazione delle diversità, contrasto all'esclusione e all'emarginazione. Per questo – spiegano i responsabili Cgil -, partendo dall'interesse generale della nostra sfera di rappresentanza, riteniamo che si debba agire per rimuovere tutti gli ostacoli, affermando pienamente il diritto allo sport per tutte e tutti. Contemporaneamente, sulla base del disegno di legge delega approvato, si dovrà operare per affrontare – nei suoi tanti risvolti – il tema del lavoro nelle attività sportive. Una vera e propria emergenza che interessa più di un milione di persone (dipendenti, collaboratori e partite IVA) la stragrande maggioranza delle quali priva di diritti e tutele, a causa della strutturale precarietà che segna un settore permeato da quel volontariato che spesso cela lavoro nero e sommerso”.

“Sono molte ed eterogenee le problematiche – spiega la nota Cgil -, e interessano diverse figure professionali, non ultima quella degli atleti, per i quali (quando dilettanti) non esiste nemmeno un inquadramento sotto il profilo del diritto del lavoro, escludendoli da ogni copertura contributiva e previdenziale. Una questione che interessa particolarmente le donne, escluse completamente, attraverso una non più tollerabile discriminazione, dal “professionismo sportivo”. Vi è poi il tema della “formazione e della professionalità”, quasi sempre trascurato, e invece assolutamente centrale, soprattutto per la qualità del lavoro di preparatori, allenatori ed istruttori”.

“Tutti temi – concludono - sui quali incalzeremo il Governo, rafforzando un'azione sindacale unitaria e promuovendo alleanze più larghe con “iniziative” mirate ad affermare lo sport come diritto sociale ed universale di cittadinanza, dando al lavoro nello sport diritti e dignità, per fornire risposte alle tante lavoratrici e ai tanti lavoratori del settore che sollecitano, rivolgendosi al sindacato, un'azione mirata ad affermare tutele, professionalità e diritti”.

Call center: 25 ottobre sciopero aziende di appalto call center Inps

منذ 5 hours 47 min

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni proclamano lo sciopero dell'intero turno di lavoro per venerdì 25 ottobre di tutte le aziende (Covisian, Almaviva e Transcom), e loro sedi, che applicano il Ccnl Tlc per l'appalto di customer care di Inps. Sono 3.000 i lavoratori coinvolti.

“La proclamazione viene a seguito dei vari incontri con RTI Comdata/Network Contact e con Inps, da cui non sono scaturite risposte certe in merito all'applicazione della clausola sociale (il lavoratore segue l'appalto, pur cambiando azienda). Pertanto lo sciopero vede le sue ragioni nella mancanza di certezza del perimetro degli aventi diritto al passaggio in clausola sociale e nella richiesta del mantenimento delle condizioni (mansioni, livelli, scatti di anzianità, profili orari, art. 18, Ccnl Tlc, territorialità, condizioni per diminuire il disagio per i lavoratori delle sedi svantaggiate) e contro le procedure di licenziamento aperte dalle aziende uscenti. I sindacati hanno richiesto un incontro urgente al ministero del Lavoro, alla presenza del committente e delle aziende entranti e uscenti”. 

“Inps, formalmente sollecitata dai sindacati, ha affermato di mantenere il 2 agosto 2019 come data dalla quale far partire a ritroso i sei mesi di attività esclusiva e continuativa che delineano il diritto soggettivo alla clausola sociale, ma allo stesso tempo ha auspicato che tutti i lavoratori che hanno accumulato i sei mesi da oggi siano comunque assorbiti”, prosegue la nota.

“Un'ambiguità, questa, che crea di per sé notevoli difficoltà, le quali sono ulteriormente aumentate dal fatto che le aziende uscenti (sia in appalto che in subappalto) hanno aperto le procedure di licenziamento per i lavoratori impiegati sulla commessa Inps, creando un precedente pericoloso e sbagliato. La RTI entrante, a fronte della mancanza di accordo, ha dichiarato che procederà unilateralmente alle proposte di assunzioni determinando unilateralmente quale lavoratore ha diritto e quale no a far parte del nuovo appalto della commessa”.

Crisi aziendali, se gli altri decidono per noi

منذ 5 hours 48 min

La situazione dell’ex Ilva, lo sciopero dell’industria a Napoli, a sostegno della Whirlpool, la crisi della Jabil di Caserta, il governo e la politica industriale. Questi, gli argomenti affrontati da Francesca Re David, segretario generale Fiom, nel corso di un’intervista a RadioArticolo1.

“A proposito dell’ex Ilva, la novità è l’avvicendamento dell’amministratore delegato, avvenuto nelle ultime settimane, che, come sempre accade, sottintende un cambio di strategia. Sono mesi che chiediamo al governo di convocare il tavolo sul piano aziendale, in base all’accordo che abbiamo firmato il 6 settembre 2018, che contempla la verifica del piano industriale e di quello ambientale. Per ora, c’è solo tanta cassa integrazione, senza alcun confronto. Oltretutto, l’esecutivo ha deciso di stralciare un articolo del decreto che in sostanza concede l’immunità alla nuova proprietà per quanto riguarda l’inquinamento ambientale prodotto in precedenza. Si tratta di una violazione del contratto stipulato fra governo e azienda, perché restringe il perimetro dell’immunità penale a carico dei nuovi proprietari su un impianto che, peraltro, è ancora sotto sequestro e in amministrazione straordinaria. Governo, Regione ed enti locali non possono cambiare le norme in corso d’opera, anche perché l’azienda in questione non si è ancora capito cosa intenda fare veramente. Un po’ quello che è successo con la Whirlpool a Napoli, dove l’intesa sottoscritta con la multinazionale americana si è rivelata carta straccia”, ha spiegato la dirigente sindacale.       

 

Alla base di tutto, c’è un problema di politica industriale gigantesco: abbiamo tantissime crisi aperte e siamo in balìa delle multinazionali, che in realtà decidono loro cosa fare e non fare, variando le proprie strategie in senso geopolitico, condizionate dai dazi, ma anche dalle scelte di conquista dei mercati. Ciò accade da una ventina d’anni, e sempre più spesso gli accordi raggiunti non valgono nulla, malgrado i vincoli e i sostegni ricevuti da governo ed enti locali. Le multinazionali non hanno mai in obbligo di rispondere a nessuno e poi mancano le scelte e gli indirizzi da parte delle istituzioni. Siamo l’unico paese europeo dove non ci sono tavoli di settore in cui appunto le politiche industriali siano collegate a scelte precise, come vincoli per tutti, e non abbiamo presenze importanti nell’assetto proprietario dello Stato, cosa che, al contrario, caratterizza l’industria automobilistica francese. In pratica, siamo nella condizione che gli altri decidono per noi. Tornando alla siderurgia e a Taranto, che, va ricordato, nasce da investimenti pubblici e poi passa ai privati, rischiamo davvero di perdere ruolo e ricchezza dal punto di vista industriale, anche perché con l’acciaio si alimentano una serie di produzioni, a partire da elettrodomestici e auto”, ha sostenuto la sindacalista.  

Il 31 ottobre si terrà lo sciopero dell’industria nella provincia di Napoli, sotto forma di solidarietà con i lavoratori della Whirlpool, ma non solo, perché purtroppo il deserto industriale in Campania si va estendendo, come dimostra la crisi della Jabil e dell’industria elettronica a Caserta. Nel caso Whirlpool, la situazione è ancora più paradossale, perché l’accordo è stato disatteso con la dichiarazione di chiusura dello stabilimento pochi mesi dopo, e forse l’azienda non ha detto tutta la verità sul sito di Napoli, al momento della firma. Continua a ripetere incredibilmente che ci sono problemi di mercato, ma anche questo, ammesso sia vero - avendo avuto quel prodotto, le lavatrici di alta gamma, il più 2% di vendite in Europa - lo sapeva anche quattro mesi fa, all’atto dell’accordo al Mise. È chiaro che la scelta di chiudere Napoli è collegata ai mercati asiatici, al trasferimento appunto di produzioni collegato all’apertura di mercati. Ma resta il fatto che l’atteggiamento della multinazionale è di una protervia che sfiora il limite della sopportazione da parte dei lavoratori. Noi pensiamo che l’accordo vada rispettato e che Whirlpool non può chiudere e andarsene senza neanche spiegarci il perché”, ha aggiunto la leader Fiom.

Al fondo, quella che manca è un’idea di politica industriale, e noi siamo sempre più convinti che ci vogliano strumenti per riprendere in mano la situazione, oltre che un’idea di settori strategici da difendere e tutelare, a partire da quello che c’è, perché le aziende chiudono, i posti di lavoro si perdono e ciò che chiude quasi sempre non riapre. Dotarsi di strumenti, vuol dire sapere come si vuole costruire, anche una transizione ecologica dell’economia e dell’industria, che va guidata, salvaguardando sia l’occupazione che l’indirizzo, con tavoli negoziali alla presenza del sindacato, perché, come abbiamo visto, le imprese da sole fanno i loro interessi. E quindi ci vogliono strumenti finanziari, con l’idea di un intervento pubblico in asset strategici e nelle proprietà - strutturale o anche temporaneo -, per rimettere in piedi le aziende e risollevarle, che faccia anche da volano all’intervento privato in una logica di programmazione”, ha concluso Re David.              

Contratto vetro, lampade e display. Approvata l’ipotesi di piattaforma

منذ 6 hours 14 min

Via libera all'ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore delle industrie del vetro, lampade, display. Il rinnovo riguarda oltre 27.000 addetti, impiegati in più di 1.400 imprese. Il contratto è in scadenza il 31 dicembre 2019. L’ipotesi di piattaforma è stata approvata a Bologna, il 23 ottobre, dai sindacati del settore Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e sarà sottoposta alle assemblee dei lavoratori per la definitiva approvazione. Subito dopo sarà inviata ad Assovetro-Confindustria per iniziare immediatamente le trattative. Prevede un incremento salariale complessivo di 120 euro al livello D1 per il triennio 1° gennaio 2020-31 dicembre 2022.

Per quanto riguarda il sistema di classificazione, visti i cambiamenti intervenuti nel settore che tracciano i nuovi profili professionali, i sindacati ritengono necessario un aggiornamento che valorizzi e riconosca la polivalenza e la polifunzionalità come accrescimento della professionalità. Per la formazione i sindacati chiedono che sia data piena operatività alla commissione bilaterale per la formazione continua per individuare gli ambiti e i progetti formativi, tenendo presenti i fabbisogni e le iniziative formative necessarie e promuovendo progetti formativi con fondi finanziati come “conto di sistema” di Fondimpresa.

Al capitolo appalti e sicurezza le organizzazioni sindacali chiedono che gli Rls/Rlssa (i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) dell’azienda committente diventino interlocutori per tutti i lavoratori e le lavoratrici delle imprese che agiscono all’interno del perimetro aziendale e/o della filiera produttiva, e che per questa via si proceda al riconoscimento degli Rls/Rlssa di sito e/o di filiera. Sempre per quanto riguarda gli appalti i sindacati chiedono che le aziende/cooperative aggiudicatrici dell’appalto e/o dell’esternalizzazione siano messe nelle condizioni di rispettare le normative di legge vigenti (soprattutto quelle su salute, sicurezza e ambiente) e applichino ai propri dipendenti i relativi Ccnl di settore sottoscritti dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale (una norma contro contratti pirata).

Per quanto concerne il welfare contrattuale i sindacati chiedono di confermare l'attuale sistema: “Il fondo integrativo previdenziale Fonchim – spiegano – associa una percentuale di lavoratori e lavoratrici dei settori vetrari molto apprezzabile, anche se va fatto uno sforzo per aumentare le adesioni e per questo si richiede di elevare la contribuzione a carico delle imprese e la quota assicurativa per premorienza e inabilità lavorativa. Per far conoscere i vantaggi dell’iscrizione al fondo di assistenza sanitaria integrativa Fasie Vetro si chiede di prevedere l’iscrizione di tutti gli addetti dell’industria vetraria attraverso un contributo straordinario per un periodo di tempo da definire e interamente a carico delle imprese”.

“Inoltre – si legge nel documento sindacale –, in un settore caratterizzato da una forte presenza di lavoro a turni e da un invecchiamento della base lavorativa si avverte la necessità di costruire strumenti contrattuali che favoriscano lo scambio generazionale, offerta data dal dl 4/2019 all’art. 22 - fondi di solidarietà bilaterali - può favorire l’accelerazione innovativa delle imprese e un ricambio generazionale”.

Infine, sulla questione dei diritti individuali, nell’intento di migliorare la qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori, i sindacati chiedono: il congedo per paternità con due giorni di permesso retribuito aggiuntivi rispetto alle previsioni di legge; ove richiesta, la possibilità di cumulo dei riposi per allattamento con i permessi frazionati in caso di figli con handicap grave; il congedo parentale con l’introduzione, ove possibile, della facoltà di fruizione su base oraria anche sperimentalmente attraverso la contrattazione aziendale; Il miglioramento dell’utilizzo delle giornate di permesso previste dalla legge 104; la concessione di permessi non retribuiti ai lavoratori che abbiano assunto la tutela volontaria in termini di legge di minori stranieri non accompagnati; inserire il diritto, su base volontaria, alla trasformazione del contratto di lavoro a tempo parziale per i lavoratori affetti da malattie oncologiche o da gravi patologie degenerative; prevedere una maggiore flessibilità anche attraverso la frazionabilità in ore nell’utilizzo dei permessi per le donne vittime di violenza; inserire tra le norme contrattuali linee guida su smart working e ferie solidali.

Landini, a Roma uno sciopero per la città

منذ 7 hours 10 min

Quello proclamato a Roma da Cgil, Cisl e UIl per il 25 ottobre non è uno sciopero politico: “Lo sciopero parte dal fatto che è sotto gli occhi di tutti come le aziende non stanno funzionando e c'è una responsabilità anche del Comune nel non affrontare, anche insieme ai sindacati, un problema molto serio che riguarda il funzionamento di quelle aziende”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini, parla dello stop dei lavoratori delle partecipate del Comune di Roma.

#Partecipate: Cgil, Cisl e Uil il 25 ottobre in piazza del Campidogliohttps://t.co/XqBVC0awjy#RomaNonSiLiquida#SCIOPEROXROMA

— Cgil Roma e Lazio (@CgilRomaelazio) October 17, 2019

Come è ormai noto, il 25 ottobre incroceranno le braccia per protestare contro l’amministrazione Raggi e il suo assessore al Bilancio Gianni Lemmetti i lavoratori di tutte le società partecipate dal Comune: Ama, Atac, Farmacap, Multiservizi, Aequa Roma, Zetema, Risorse per Roma, Roma Servizi, Roma Metropolitane. Nelle 18 aziende lavorano circa 24.000 dipendenti di cui 8 mila di Ama e 11 mila di Atac. Lo sciopero non riguarda invece i dipendenti diretti del Campidoglio e le società partecipate di secondo livello come Fiera, Car, Centrale del Latte.

Alle dieci ci sarà il via alla manifestazione sotto al Campidoglio. Prevista la partecipazione di 5 mila persone, l’opposizione, i quasi 200 lavoratori di Roma Metropolitane a rischio licenziamento e quelli a rischio precariato. È la prima volta che scioperano i lavoratori dei servizi pubblici gestiti dal Comune: nel 2014 l’astensione dal lavoro fu dei dipendenti diretti del Campidoglio. 

Replicando alla sindaca di Roma, Landini, interpellato a margine di un convegno alla Lumsa di Roma, aggiunge: “Invece di chiedere di ritirare gli scioperi, sarebbe utile che il Comune accetti di discutere con i lavoratori il modo in cui risolvere i problemi. Lo sciopero credo avrà solidarietà da parte della città, perché la città vede che le cose non funzionano e c'è bisogno di cambiarle”.

Insomma, precisa Landini, quello di venerdì “è uno sciopero non per difendere qualche posto di lavoro, ma per mettere al centro della discussione un'idea diversa della città. Il sindaco apra il confronto e trovi le soluzioni insieme ai sindacati”.

Dossier immigrazione 2019, 24/10 a Firenze la presentazione per la Toscana

منذ 7 hours 14 min

Sono oltre un milione di italiani senza cittadinanza, sono 1.3 milioni i minori di seconda generazione, 65.000 i bambini stranieri nati in Italia, più di 840 mila gli studenti stranieri. Qualche numero che riguarda il nostro paese tratto dal Dossier Statistico Immigrazione 2019 che domani sarà presentato in contemporanea in tutte le Regioni e Province Autonome. Alla parte toscana della ricerca, realizzata, come ogni anno, dal Centro studi e ricerche Idos in partenariato con la Rivista e Centro studi Confronti, con il sostegno dei fondi dell’otto per mille della Chiesa valdese, ha collaborato anche Cgil Toscana. Sarà presentata domani (24 ottobre), ore 10.30, a Firenze, Aula Magna di Palazzo Fenzi, via San Gallo, 10. Alla presentazione dei contenuti del Dossier ad opera di Francesco Paletti, redattore regionale per la Toscana, seguiranno una serie di interventi fra i quali quello di Dalida Angelini, segretaria generale della Cgil Toscana.

Mantova, striscioni fascisti contro le sedi Cgil e Cisl

منذ 7 hours 38 min

Questa notte odiosi striscioni e volantini firmati dal Fronte Veneto Skinheads sono stati affissi  davanti alle sedi della Cgil e della Cisl di Mantova. "Respingiamo questo vile attacco alle sedi delle nostre libere associazioni di lavoratori, le quali fin dal loro fondamento hanno posto con coraggio e dedizione la loro azione non al servizio della politica, ma nell’esclusivo interesse delle lavoratrici e dei lavoratori, per la libertà della persona e per la giustizia sociale. Sono innumerevoli le battaglie e le lotte che Cgil e Cisl hanno svolto nel nostro Paese, grazie alle quali molto è stato fatto in termini di salvaguardia e tutela dei lavoratori". Così in una nota Cgil e Cisl di Mantova.

"Per noi il sindacato deve essere libero da qualsiasi legame con la politica, altrimenti non serve. In questi anni, nei posti di lavoro, nella fabbriche, nella aziende, nei servizi abbiamo realizzato accordi importanti a tutela delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori. Il dato di crisi del nostro tempo sta anche nell’incapacità  da parte del sistema politico di recepire, guidare e canalizzare in positivo le spinte che emergono dalla società", si legge nel comunicato.

"Queste azioni intimidatorie non fermeranno e non scalfiranno l’azione quotidiana con cui le nostre categorie e i nostri servizi danno quotidianamente  risposta ai lavoratori tutti, anche e soprattutto a chi non ha  tutele  e a chi è rimasto solo – termina il comunicato –. Noi non disperderemo il senso di solidarietà che ha dato forza e valore al movimento sindacale italiano e a dispetto dell’oblio della ragione che aveva prodotto mostri, odio e crimini inimmaginabili durante il periodo fascista, continueremo nella nostra quotidiana azione rivendicativa per la  giustizia sociale e la libertà delle persone".

Umbria, Cgil: Confindustria chiede più sanità privata, noi la vogliamo pubblica e universale

منذ 9 hours 30 min

“È positivo che la campagna elettorale in Umbria entri finalmente nel merito delle questioni e delle scelte strategiche. I punti presentati da Confindustria Umbria ai candidati, ad esempio, evidenziano una visione nettamente contrapposta alla nostra in materia di sanità. Gli industriali, infatti, guardando certamente ai propri interessi, chiedono di ampliare lo spazio per la sanità privata, mentre noi riteniamo centrale salvaguardare, potenziare e ampliare l’offerta pubblica e universale”. Così in una nota Vincenzo Sgalla, segretario generale Cgil Umbria.

“Ridurre le disuguaglianze deve infatti essere l’obiettivo primario di qualsiasi politica di rilancio per l’Umbria e le disuguaglianze non si riducono soltanto creando lavoro e aumentando i redditi di lavoratori e pensionati, ma anche garantendo il diritto costituzionale alla salute per tutte e tutti. Cosa che solo una sanità pubblica, efficiente e universale può garantire”, termina il comunicato. 

Cile, due giorni di sciopero generale contro Piñera

منذ 9 hours 50 min

Centinaia di organizzazioni e movimenti sociali cileni, raggruppati sotto la sigla di Unidad Social, hanno indetto uno sciopero generale nazionale per mercoledì 23 ottobre e giovedì 24 ottobre. Tra i promotori della protesta contro lo stato di emergenza dichiarato dal presidente del Cile Sebastián Piñera c’è anche la confederazione sindacale cilena Cut.

Il Cile si è svegliato – si legge nel comunicato ufficiale della Unidad Social –. Milioni di cileni si sono mobilitati per esprimere la loro indignazione e il rifiuto delle strutture dell'attuale modello neoliberale. Dichiarando lo stato di emergenza, Sebastián Piñera ha approfondito una crisi sociale e di governabilità senza precedenti nella storia del Cile”.

Lo sciopero indetto dalle sigle si concentrerà principalmente a Santiago, la capitale del Cile, dove un corteo partirà da Plaza Italia. Nelle altre regioni del paese “ciascuna struttura locale di Unidad Social definirà le sue iniziative”. Giovedì 24 l'attività si concentrerà in “manifestazioni territoriali in tutti gli angoli del nostro paese”, prosegue il documento.

Il Cile è attraversato da una vera e propria rivolta, partita dalla protesta contro l'aumento del prezzo dei trasporti, ma poi sfociata in una ribellione contro il carovita e le disuguaglianze sociali ed economiche del Paese latinoamericano. Drammatico il bilancio che al momento è di 15 morti e 2.643 feriti, con oltre 1.500 arresti.

Con questa mobilitazione Unidad Social chiede l'immediata abrogazione dello stato di emergenza e il ritorno dei militari alle loro unità e caserme. Chiediamo ai parlamentari del Senato e della Camera dei deputati di effettuare da questo momento uno sciopero legislativo e, di conseguenza, finché lo stato di emergenza dura, che non sia elaborata alcuna proposta di legge o ratifica dei trattati internazionali”.

Le sigle chiedono anche “il ritiro di tutti i disegni di legge che violano i diritti sociali, economici e culturali del popolo cileno”, dalle pensioni alla riforma fiscale, dalla legge del Sence (il Servizio nazionale di formazione e impiego) al Tpp, il partenariato Trans-Pacifico che per sindacati e associazioni non deve essere approvato.

Tra le altre richieste, “la definizione e l'attuazione di un pacchetto di misure economiche di emergenza in materia di diritti sociali per i lavoratori cileni”. L’Unidad Social chiede che sia convocata “un’Assemblea nazionale costituente che elabori in modo partecipativo un nuovo quadro strutturale della società cilena, e che apra la strada a un nuovo modello di sviluppo nazionale, che ponga fine all'attuale modello neoliberale ingiusto e arbitrario”.

Infine sindacati e associazioni chiedono le dimissioni di Piñera: “Chiunque trascini il paese in uno scontro così grave non merita di essere il presidente del Cile”.

Nel frattempo (nella sera, ora cilena, del 22 ottobre) Piñera “ha chiesto perdono” per non aver compreso la drammaticità della situazione sociale esistente in Cile, e ha annunciato una serie di proposte per “una agenda sociale di unità nazionale”. In un discorso dal Palazzo della Moneda, il presidente cileno ha promesso di voler intervenire con dieci misure sociali, molte delle quali riguardanti le pensioni, che sono fra le più basse del pianeta. Tra le altre promesse: interventi per ridurre il costo della sanità e dei farmaci, introduzione del salario minimo e creazione di un’imposta sulla ricchezza.

“Non siamo stati in grado – ha detto Piñera – di riconoscere questa situazione di disuguaglianza e abuso, che va avanti da anni e che ha generato un'espressione autentica e genuina di protesta da parte del nostro popolo”. Tra i provvedimenti più importanti c’è l'aumento immediato del 20 per cento della pensione di solidarietà, che coinvolgerà 590 mila beneficiari, e l'introduzione di un salario mensile minimo garantito di 350 mila pesos cileni, l'equivalente di poco meno di 450 euro.

Mafia, urge manutenzione beni confiscati e sequestrati

منذ 10 hours 12 min

“Serve una manutenzione per l’intero sistema che opera nella gestione dei beni sequestrati e confiscati, a partire dall’implementazione degli strumenti del nuovo Codice antimafia. Ad esempio è inconcepibile che l’organico dell’Agenzia nazionale sia fermo a trenta addetti, laddove il Codice antimafia ne prevede 200. E per questo obiettivo la Cgil è anche pronta alla mobilitazione”. Lo sostengono, in una nota congiunta, Luciano Silvestri, responsabile legalità e sicurezza Cgil nazionale, Pietro Colapietro, segretario nazionale Silp, Mimma Argurio, della segreteria della Cgil Sicilia. 

Sull’argomento la Cgil Sicilia ha riunito oggi a Enna le proprie strutture, per una riflessione anche alla luce delle ultime vicende, come il provvedimento di arresti domiciliari notificato dalla Dia di Trapani all’amministratore giudiziario Maurizio Lipani, accusato di essersi intascato somme di denaro provenienti da due aziende ittiche sequestrate ai boss.  

“È necessario e urgente reagire – scrivono gli esponenti Cgil – per sconfiggere un sistema dai connotati mafiosi, che impoverisce la Sicilia e mortifica ogni tentativo di riscatto produttivo e occupazionale. L’economia sommersa e illegale ha come effetto la diminuzione della ricchezza e il dilagare della povertà. Un nuovo modello di sviluppo dell'isola presuppone un contrasto effettivo alla mafia e a tutti i fenomeni d'illegalità, inclusi la corruzione e tutte le forme di illegalità nel lavoro”.  

Nella nota si afferma che “la Cgil è a disposizione per dare completezza al processo riformatore, ma è anche decisa a promuovere un’azione di mobilitazione per rimuovere gli ostacoli che stanno mortificando le giuste aspirazioni di tutti i cittadini siciliani onesti”. “Il riutilizzo e il rilancio delle aziende sequestrare e confiscate, oltre a essere una risposta occupazionale, rappresenta uno strumento straordinario di contrasto al sistema e al potere mafioso”.