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Appello al Parlamento: «È il momento della serietà»

ثلاثاء, 13/08/2019 - 15:28

Cgil, Cisl e Uil esprimono grande preoccupazione per l’attuale situazione di instabilità politica prodotta in pieno periodo feriale che, se non risolta rapidamente, può ulteriormente ridurre le condizioni per la crescita del Paese, aggravare la situazione economica e sociale di tutto il mondo del lavoro e dei pensionati, non far svolgere alcun ruolo al nostro Paese nella costruzione di una nuova Europa sociale. È il momento della serietà, del pieno rispetto dei principi, dei valori e dei comportamenti indicati dalla nostra Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza e dalla sconfitta del fascismo e del nazismo.

La soluzione della crisi compete al Parlamento che, dopo un dibattito ampio, libero e trasparente, deve votare o sfiduciare il governo, e al presidente della Repubblica, garante della Costituzione, cui va tutta la stima e il sostegno incondizionato anche nella verifica di una reale possibilità di dare un nuovo governo al Paese. Occorre che le forze politiche parlamentari pongano al centro delle loro funzioni istituzionali gli interessi generali del Paese e del mondo del lavoro, e non l’interesse particolare di breve respiro, come più volte sollecitate dallo stesso presidente della Repubblica, assicurando in tempi utili un’indispensabile forma di governo e un chiaro indirizzo economico e sociale. È necessario il massimo rispetto per i luoghi e i tempi dei processi democratici e per chi li rappresenta, per rafforzare i legami di solidarietà, per unire e non dividere il Paese.

Le innumerevoli vertenze aperte al ministero dello Sviluppo economico che riguardano centinaia di migliaia di posti di lavoro, il futuro e la qualità del nostro sistema industriale e produttivo, i problemi della pubblica amministrazione, del sistema di istruzione e conoscenza e della sanità pubblica, il divario crescente tra Nord e Sud, la paralisi dei cantieri pubblici per le necessarie infrastrutture materiali e sociali, sono temi che hanno bisogno di risposte immediate, di un governo nel pieno delle sue funzioni e non possono più aspettare le alchimie della politica.

In quest'anno Cgil, Cisl e Uil hanno messo in campo una forte iniziativa vertenziale e di mobilitazione affinché fosse chiara la necessità che queste priorità fossero rappresentate nelle misure economiche del governo, si sono assunte la responsabilità di indicare e rivendicare soluzioni e proposte capaci di creare lavoro stabile, a partire dai giovani, per un nuovo modello di sviluppo ambientalmente sostenibile, per una nuova politica economica fondata sulla giustizia sociale in Italia e in Europa. Su queste basi hanno riempito le piazze con lavoratrici, lavoratori, giovani e pensionati di tutto il Paese.

Ora, alla vigilia di un’importante legge di stabilità e di una necessaria azione e interlocuzione positiva per contribuire a delineare nuove politiche europee che escano dalla logica dell’austerità, Cgil, Cisl e Uil ribadiscono e sostengono la necessità che tutto ciò avvenga anche con il coinvolgimento delle parti sociali, avendo come obiettivo la crescita e la creazione di lavoro stabile con diritti pieni ed esigibili. 

Tutto ciò significa continuare a sostenere che l’unica strada percorribile è definire:
-        un piano straordinario di investimenti pubblici in infrastrutture, reti, manutenzione del territorio, a partire dal Mezzogiorno, con un chiaro sostegno a una nuova economia verde, il tutto scomputato dai vincoli del patto di stabilità;
-        una riforma fiscale fondata sul principio della progressività, che riduca le tasse al lavoro dipendente e ai pensionati; 
-        una vera lotta all'evasione fiscale e al lavoro nero;
-        il rinnovo dei contratti nazionali pubblici e privati e il riconoscimento del loro valore erga omnes, la detassazione degli aumenti salariali e il superamento dei contratti pirata;
-        la riforma della pubblica amministrazione e l'assunzione di personale in tutti i comparti pubblici, a partire dalla sanità;
-        una nuova politica industriale che indirizzi i processi di innovazione e di crescita dimensionale delle imprese, garantisca il diritto permanente alla formazione e metta al centro la salute e la sicurezza sul lavoro;
-        una nuova politica della cultura e del turismo, assi di crescita per un paese quale l’Italia;
-        una vera riforma delle pensioni che dia un futuro ai giovani, risponda ai bisogni delle donne e riconosca i lavori più disagiati.

È su questi contenuti che, secondo Cgil, Cisl e Uil, si deve sviluppare la discussione e, per quanto ci compete, com'è nella storia del nostro Paese, siamo pronti al confronto e a sostenere queste posizioni per affermare la democrazia e la dignità del lavoro.

Autostrade: nuovo sciopero di 4 ore domenica 25 e lunedì 26 agosto

اثنين, 12/08/2019 - 10:58

“Nuovo sciopero di 4 ore nelle autostrade i prossimi 25 e 26 agosto”. A proclamare la protesta sono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica “a seguito della rottura della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale di settore e della necessità di proseguire la mobilitazione del personale dopo il primo sciopero effettuato gli scorsi 4 e 5 agosto”.

“Dalle 10 alle 14, dalle 18 alle 22 di domenica 25 agosto e dalle 22 di domenica 25 alle 2 di lunedì 26 si fermeranno gli addetti all’esazione ai caselli e il personale turnista non sottoposto alla regolamentazione dello sciopero. Stop al personale impiegato con turni sfalsati e spezzati nelle ultime 4 ore della prestazione mentre il personale tecnico e amministrativo si fermerà le prime 4 ore del proprio turno di lunedì 26 agosto. Dallo sciopero resta escluso tutto il personale sottoposto alla legge sullo sciopero ed alla regolamentazione provvisoria del settore”.

“Si diffidano le aziende - informano infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl Viabilità e Logistica dall’intraprendere, come registrato in alcuni casi in occasione della precedente protesta, azioni lesive del diritto di sciopero, sia del diritto alla mobilità degli utenti”.

Investire nella scuola, a partire dai contratti

اثنين, 12/08/2019 - 10:48

"La situazione politica, con il suo precipitare improvviso in una crisi di governo, mette la scuola e l’istruzione in una condizione drammatica che va gestita con responsabilità da parte di tutte le forze in campo indipendentemente dalla collocazione parlamentare, al fine di evitare conseguenze disastrose per il nostro sistema d’istruzione". Così la Federazione lavoratori della conoscenza Cgil in una nota.

Il sindacato ricorda "la necessità di portare a termine le misure che prevedono la stabilizzazione del precariato e le assunzioni di docenti ed Ata (il personale non docente, ndr). Ora - prosegue la nota - richiamiamo l’attenzione sulla necessità che, pur in una fase difficile del quadro politico, la scuola e l’istruzione ricevano l’attenzione e il rispetto che meritano".

Per la Flc "occorrono investimenti. L’Italia continua ad essere segnalata da ogni organismo indipendente e dai dati Ocse come il fanalino di coda nella spesa per il nostro sistema scolastico universitario e della ricerca". Occorrono
"investimenti massicci in scuola dell’infanzia, in tempo pieno e prolungato, in edilizia scolastica, in personale. Investimento vuol dire altresì riconoscere anche nello stipendio il valore degli insegnanti e del personale tramite i contratti".

Non siamo disposti ad attendere altri 10 anni per fare il prossimo contratto - scandisce il sindacato -. E ricordiamo che per la prima volta, il 24 aprile 2019, in una specifica Intesa con i sindacati rappresentativi di scuola, istruzione e ricerca, un governo ha riconosciuto la distanza che separa gli stipendi dei nostri insegnanti e di tutti gli operatori scolastici dalla media dei Paesi avanzati e ha riconosciuto la giustezza di uno sforzo che colmi il divario salariale, anche in maniera graduale, con i colleghi europei. Quell’impegno - conclude la Flc - non deve andare disperso e ogni compagine governativa che voglia fare un discorso di serietà e di verità con gli insegnanti, la scuola e l’istruzione, da quel dato deve partire, incominciando a creare le condizioni per rinnovare il Contratto 2019-2020 per cui tempestivamente abbiamo presentato la nostra piattaforma unitaria".

Vertenza Bellentani, Cgil: necessario un accordo quadro per tutto il territorio

جمعة, 09/08/2019 - 19:14

Il presidio dei lavoratori in sciopero occupati nel sito della “G. Bellentani 1821” di Vignola (MO) in corso dal pomeriggio di lunedì 5 agosto si è spostato la mattina del 9 agosto davanti all’Ispettorato del Lavoro di Modena per chiedere la verifica di episodi di sostituzione di lavoratori sciopero e di etero-direzione dell’appalto segnalati dalla Flai Cgil nei giorni scorsi.

Secondo la normativa vigente le attività appaltate devono avere il requisito dell’autonomia organizzativa e gestionale, ma spesso le aziende committenti considerano tali attività sotto il loro pieno controllo tanto da dislocare il personale secondo le proprie opportunità permettendo lavorazioni in commistione tra lavoratori dipendenti e lavoratori in appalto. "Questa pratica - spiega la Flai Modena - , se venisse accertata, non solo costituirebbe un comportamento antisindacale perché vengono sostituiti lavoratori in sciopero, ma sarebbe anche una prova che l’appalto è irregolare. Secondo le notizie ricevute in mattinata dall’Ispettorato del Lavoro di Modena le verifiche sono già in corso, nonostante il personale sotto organico e le difficoltà organizzative del periodo feriale".

Nonostante i cinque giorni di sciopero il nodo dei problemi avanzati dai lavoratori del sito Bellentani rimangono ancora senza risposta, "in quanto la direzione aziendale ha più volte ribadito l’intenzione di procedere comunque verso l’ottavo cambio appalto in pochi anni, portando all’esasperazione i lavoratori coinvolti con il recupero degli arretrati e il TFR", prosegue la Flai.

Il recentissimo cambio appalto per le attività di pulimento realizzato lunedì 5 agosto e che ha scatenato l’attuale vertenza, da “Europa System” a “Mpm”, secondo la Flai "è stato effettuato con una forzatura aziendale imponendo alle lavoratrici una retribuzione dal 30% al 40% inferiore rispetto alla precedente. Il prossimo cambio appalto per le attività di produzione e confezionamento, in programma intorno agli inizi di ottobre e che riguarda un numero maggiore di lavoratori (circa 170), da Fidelium a una nuova società appaltatrice ancora da identificare, è quello che spaventa di più perché l’attuale Fidelium ha un prezzo dell’appalto compatibile con il rispetto delle retribuzioni previste dal Contratto Nazionale dell’Industria Alimentare ed è noto che l’azienda committente sta cercando un appalto a prezzi inferiori", sottolinea il sindacato.

“Auspichiamo che l’incontro previsto per lunedì 12 agosto presso la Prefettura di Modena porti delle risposte concrete ai lavoratori – dichiara Cesare Pizzola della segreteria della Cgil di Modena –. Ormai le numerose vertenze sindacali nelle realtà industriali che scelgono di appaltare le attività produttive dimostrano che questo modello porta inevitabilmente a forme di sfruttamento del lavoro. E’ necessario un accordo quadro territoriale per evitare di intervenire solo sulle emergenze. L’uso degli appalti andrebbe limitato a partire dal rispetto rigoroso delle norme già contenute in molti Contratti Nazionali di Lavoro. In questo senso è positiva l’apertura del tavolo istituzionale provinciale del settore carni annunciata dal presidente della provincia Tomei”. “Sono necessarie delle regole di salvaguardia minima per i lavoratori – continua Pizzola –. Sul tema degli appalti non bastano più le parole, sono necessari i fatti. Le pratiche irregolari e perfino illegali favoriscono infatti un sistema che mette a rischio le eccellenze dei nostri comprensori, da quello alimentare a quello meccanico o ceramico.”

Palermo, Fiom e Flai chiedono incontro al sindaco di Carini su Zes

جمعة, 09/08/2019 - 19:00

La Fiom e la Flai di Palermo hanno chiesto un incontro al sindaco di Carini, Giovì Monteleone, per discutere delle azioni concrete da mettere presto in campo per il recente inserimento dell'area industriale nelle Zes, da parte della Regione siciliana, provvedimento in attesa del decreto da parte del governo nazionale.

“Da mesi abbiamo avviato un'interlocuzione con il sindaco Monteleone sulle soluzioni per il rilancio dell’area industriale, al centro in questi anni di una progressiva desertificazione che ha coinvolto tantissime aziende metalmeccaniche. Una prima risposta è stata l’inserimento di Carini nelle Zes della Sicilia occidentale – dichiara Angela Biondi, segretario generale della Fiom di Palermo –. Ovviamente le Zes non riguardano solo i metalmeccanici ma tutti gli insediamenti produttivi”.

Anche il settore dell’agroindustria ha subìto la crisi di questi anni con la chiusura di diverse aziende che hanno rappresentato la storia dell’agroindustria nel territorio, come la Dolci Carollo. “È una opportunità di rilancio anche per il settore dell’agroalimentare e per i tanti lavoratori che hanno visto chiudere le aziende senza alcuno strumento per mantenere l’occupazione e garantire livelli dignitosi di vita per i lavoratori”,  osserva Dario Fazzese, segretario generale della Flai di Palermo. 

“La fiscalità di sviluppo è sicuramente una condizione importante per attrarre nuovi investimenti – continuano i segretari Biondi e Fazzese –. È inoltre necessario immaginare un piano di riorganizzazione delle stesse aree e dei servizi per far sì che il territorio sia pronto ad accogliere nuovi investitori”.

Governo: Fiom, preoccupazione per tavoli crisi e manovra

جمعة, 09/08/2019 - 17:50

"Ci sono molti tavoli di crisi al Ministero dello Sviluppo economico, alcuni gia' riconvocati nelle prossime settimane: i lavoratori e le lavoratrici non possono certo aspettare", avverte la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David. "Bisogna comunque garantire un governo di questa fase, in modo da affrontare le situazioni in una piena assunzione di responsabilita'". Mentre "arrivare alla legge di Bilancio in una condizione di estrema fragilita' nei confronti dell'Europa e con tutti i partiti in campagna elettorale - avverte ancora la leader dei metalmeccanici della Cgil - rischia di scaricare ancora di piu' tutto il peso sulle lavoratrici e sui lavoratori in termini di tassazione e di ulteriore erosione dello Stato sociale". "E' necessario mantenere altissima l'attenzione democratica. La Fiom fara' la sua parte", aggiunge. 

La settimana del lavoro

جمعة, 09/08/2019 - 17:30

"È una campagna elettorale permanente". Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini commenta l'accelerazione della crisi di governo, dopo che il leader della Lega Matteo Salvini – da una delle tante spiagge calcate nell'ultimo periodo – ha staccato la spina lanciando la propria candidatura a premier (ma non prima di aver fatto approvare il contestatissimo decreto sicurezza bis).

All'inizio della settimana si erano svolti due incontri tra esecutivo e parti sociali: il primo, quello ufficiale sulla manovra, a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte; il secondo al Viminale, convocato tra le polemiche dallo stesso Salvini. Ma entrambi, adesso, rischiano di restare senza un seguito. Così come, con un governo azzoppato, sarà ancora più difficile gestire i numerosi tavoli aperti ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. Tra gli ultimi provvedimenti dell'esecutivo ci sono due decreti. Il primo sui rider, bocciato dalla Filt che lo giudica insufficiente e deludente; il secondo per i precari della scuola. Commento positivo in questo caso da parte dei sindacati, i quali però chiedono di procedere in fretta e di non porre paletti per le assunzioni.

SCIOPERI E VERTENZE
La Cgil richiama ArcelorMittal e governo alla responsabilità. "Né l’ex Ilva né Taranto hanno visto quell’impegno straordinario che il Paese si aspettava", commenta il segretario confederale Emilio Miceli. Licenziamenti d’agosto, tutti a casa nell’appalto SkyTg24: a perdere il posto sono 46 lavoratori di un’azienda che da anni fornisce servizi per il noto telegiornale. Senza contratto le troupe e i teatri di posa del cinema: scatta uno sciopero di cinque giorni. Buone notizie, invece, per la Pernigotti: dopo una lunga battaglia c'è l'accordo per lasciare la produzione dello storico marchio nello stabilimento di Novi Ligure. "Vuoi lavorare? Tagliati lo stipendio": accade alla Bellentani di Vignola, nel distretto delle carni di Modena.

ITALIA
Approvata nel Lazio la legge sul caporalato. Per i sindacati è un importante passo in avanti contro lo sfruttamento. La Cgil rilancia la battaglia contro il decreto Pillon: la protesta nazionale, indetta da movimenti femministi, associazioni di donne, centri antiviolenza, collettivi e organizzazioni, si terrà a Roma il 28 settembre. Incendio in un capannone, muore una giovane migrante in Basilicata.

SINDACATI
Prosegue la campagna della Filcams #Backstage per i lavoratori del turismo: "Un'altra cultura del lavoro è possibile", afferma la sigla di categoria. Da Milano i sindacati del terziario rilanciano la mobilitazione contro le aperture festive: lavorare a Ferragosto nel commercio non è obbligatorio. 

SALUTE E SICUREZZA
Marcinelle, 63 anni dopo ancora il dolore. L'8 agosto 1956 un terribile incidente nella miniera di carbone del Bois du Cazier costò la vita a 262 operai, 136 dei quali italiani, andati in Belgio per sfuggire alla fame. Il messaggio di Mattarella: una tragedia nella nostra memoria collettiva. In Lombardia due operai morti e quattro feriti nel giro di 24 ore. Nel settore pubblico, la Fp Cgil lancia una petizione online per chiedere che ai Vigili del fuoco sia garantita la copertura assicurativa dell'Inail.

EUROPA/MONDO
L'ennesimo allarme sul clima giunge dall'Onu: il surriscaldamento peserà su fame e migrazioni, dobbiamo ripensare le abitudini alimentari. Per lo stesso motivo scendono in piazza i sindacati tedeschi. In India monta la protesta contro il salario minimo di 4.600 rupie, meno di 60 euro lordi al mese: "Così si fanno solo gli interessi delle multinazionali".

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ANALISI, COMMENTI, INCHIESTE

Se Fratelli d’Italia specula su Mercatone Uno
di Silvia Avanzini 

Welfare urbano, tra disimpegno e nuova governance
di Luca Alteri, Adriano Cirulli e Luca Raffini, Rps 

Senza fisco e investimenti la musica non cambia
di Maurizio Minnucci

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Grancasa: Filcams Milano, stipendi a metà e in ritardo

جمعة, 09/08/2019 - 17:16

“Ancora una volta i lavoratori di Grancasa ricevono una comunicazione dall’azienda in cui vengono avvisati che lo stipendio di luglio verrà retribuito al 14 agosto al 50% come se questa fosse la cosa più normale di questo mondo”. Ne dà notizia la Filcams Cgil di Milano.

“Non è la prima volta – osserva il sindacato – che le retribuzioni vengono pagate in ritardo. Dopo aver licenziato oltre cento lavoratori, dichiarandoli in esubero, anche a chi è rimasto l’azienda comunica dalla sede che probabilmente verranno pagati al 50%. Riteniamo la misura più che colma, con imprenditori che fanno cassa con gli stipendi dei lavoratori”.

“Visto il mancato riconoscimento del pagamento degli stipendi – conclude il sindacato – invitiamo tutti i lavoratori a godere della giornata festiva del 15 e 16 agosto rimanendo in famiglia. La Filcams, ritenuto grave tale atteggiamento, valuterà iniziative di sciopero sul territorio prevedendo la mobilitazione affinché i lavoratori ricevano gli stipendi nei tempi correttamente dovuti”.

Tante le vertenze rimaste in mezzo al guado

جمعة, 09/08/2019 - 16:53

È evidente che staccare la spina al governo Conte e tornare subito al voto conviene a Matteo Salvini e alla Lega. Ma alle migliaia di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi che riguardano le loro aziende, a occhio e croce, l’assenza di un esecutivo potrebbe portare solo danni ulteriori e sofferenze che si sarebbero risparmiati. "È una campagna elettorale permanente". Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha commentato giovedì 8 agosto l'accelerazione della crisi di governo, dopo che il leader della Lega – da una delle tante spiagge calcate nell'ultimo periodo – ha lanciato la propria candidatura a premier (ma non prima di aver fatto approvare il contestatissimo decreto sicurezza bis).

All'inizio della settimana si erano svolti due incontri tra esecutivo e parti sociali: il primo, quello ufficiale sulla manovra, a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte; il secondo al Viminale, convocato tra le polemiche dallo stesso Salvini. Ma entrambi, adesso, rischiano di restare senza un seguito. Così come, con un governo azzoppato, sarà ancora più difficile gestire i numerosi tavoli aperti ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. Tra gli ultimi provvedimenti dell'esecutivo ci sono due decreti. Il primo sui rider, bocciato dalla Filt che lo giudica insufficiente e deludente; il secondo per i precari della scuola. Commento positivo in questo caso da parte dei sindacati, i quali però chiedono di procedere in fretta e di non porre paletti per le assunzioni.

Complessivamente sono tra i 200 e i 280 mila, a seconda delle stime, i lavoratori la cui azienda si trova in crisi, e di questi 46 mila strettamente dipendenti da una qualche forma di intervento pubblico. Il segretario generale della Fiom Cgil, Francesca Re David, facendo il punto sulle vertenze ha indicato 159 tavoli di crisi aperti al Mise.

È ancora in mezzo al guado, ad esempio, la vertenza che riguarda la ex Ilva di Taranto. Nei giorni scorsi il segretario confederale della Cgil Emilio Miceli ha richiamato il governo alle sue responsabilità: “L’unico soggetto responsabile – ha detto – è il sindacato confederale. Infatti, c’è un governo che non punta su Taranto e un’impresa che comincia ad accarezzare l’idea di una strategia d’uscita. La modifica della legge, la cig a freddo per 1.400 lavoratori, una crisi d’area complessa in cui non si vede nemmeno l’ombra degli investimenti promessi e sbandierati. Insomma, “il governo, la Regione Puglia e il Comune di Taranto - per Miceli - devono avere chiaro come salvaguardare un imponente luogo di produzione che dà impulso all’industria nazionale. La vertenza ex Ilva si intreccia poi con questioni assai rilevanti dal punto di vista ambientale e della salute e sicurezza: a fine giugno il Ceo della multinazionale ha minacciato la chiusura dello stabilimento a partire dal 6 settembre, se non verrà ripristinata l'immunità penale per la gestione del piano ambientale e industriale.

Resta alta l’attenzione dei sindacati anche sulla complessa vertenza dei lavoratori ex Mercatone Uno (1.800 posti di lavoro in bilico). Il primo agosto si è svolto al Mise l’incontro che ha avuto solo carattere informativo tra le federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs e i commissari straordinari. Forte delusione da parte dei sindacati per l'assenza del governo a cui più volte è stata richiesta la convocazione del tavolo di crisi. Per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisto c’è tempo fino al 31 ottobre, mentre le operazioni di cessione dovranno chiudersi perentoriamente entro il 31 dicembre 2019. Il tavolo è stato aggiornato al 16 settembre a Roma; i sindacati confidano nella supervisione del ministero dello Sviluppo economico: ma ci saranno per quella data tavolo e ministro?

Non accenna a trovare una soluzione nemmeno la vertenza che riguarda la Whirlpool. Anche in questo caso è attivo un tavolo al Mise per scongiurare la chiusura del sito di Napoli, dove lavorano 430 persone. Nell’ultimo incontro, che si è tenuto il 24 luglio, si era aperto qualche spiraglio. L'azienda si era detta disponibile a ragionare sulla possibilità di continuare a fare le lavatrici a Napoli, puntando sul segmento premium e aprendo all’ipotesi di riportare produzioni dall'estero nello stabilimento partenopeo. Il governo, dal canto suo, ha comunicato di aver predisposto un decreto attraverso il quale l'azienda risparmierebbe 17 milioni di euro in 15 mesi attraverso la decontribuzione dei contratti di solidarietà. Secondo indiscrezioni di stampa di qualche giorno fa, la multinazionale avrebbe però già un accordo con l’industriale Giovanni Battista Ferrario. Anche in questo caso, la discussione era fissata in un ulteriore tavolo.

Per quanto riguarda Blutec, Di Maio a inizio mese ha prorogato la cassa integrazione fino a fine anno per 675 dipendenti più altri 300 lavoratori dell’indotto. Resta però il nodo delle prospettive industriali: di come rilanciare cioè il sito di Termini Imerese, lo stabilimento ex Fiat nei pressi di Palermo. Il 21 giugno il Mise aveva assunto l’impegno per l'avvio del percorso e della strumentazione prevista per l'area di crisi complessa. Per Fim, Fiom e Uilm "è necessario che arrivi al più presto la presentazione da parte del commissario straordinario del piano industriale per la reindustrializzazione dello stabilimento, e per far tornare al lavoro sia i lavoratori Blutec che quelli dell'indotto".

Nemmeno a Piombino la situazione è semplice. Il 6 agosto, a Roma presso il Mise si è tenuta la riunione della cabina di regia dei rappresentanti delle istituzioni firmatarie dell’accordo di programma. Anche in questo caso, c’era già un appuntamento fissato per settembre, sempre al Mise: in gioco è il futuro delle storiche acciaierie. Per i sindacati dovrebbe essere l’occasione per “capire l’effettivo progresso del piano industriale di Jindal Steel, i tempi per l’avvio della procedura di rinnovo della copertura degli ammortizzatori sociali e le eventuali risposte sul tema dell’energia elettrica”.

Da non tralasciare, infine, le vertenza Jabil (che ha annunciato 350 licenziamenti su 700 adetti dello stabilimento di Marcianise, ultimo presidio italiano delle multinazionale Usa). E Almaviva Palermo: sul call center siciliano, l’ultimo incontro si è tenuto al Mise il 31 luglio. Anche in questo caso i sindacati lamentano l’assenza del titolare del dicastero e non è stata trovata ancora alcuna soluzione per scongiurare il licenziamento di 1.600 persone. Secondo quanto riportato dal segretario generale della Slc Palermo, Maurizio Rosso, “al tavolo i rappresentanti del Mise hanno chiesto all'azienda di rimandare le procedure di licenziamento e di proseguire con gli ammortizzatori sociali. Ma Almaviva sostiene che non è più possibile continuare con gli ammortizzatori. Questo governo non riesce a capire qual è il vero problema del Mezzogiorno. Serve un impegno concreto per creare occupazione, non le mance degli ammortizzatori sociali.

Settembre sarà un mese decisivo anche per la vertenza Bekaert, l'azienda metalmeccanica di Figline Valdarno (Firenze) di proprietà della multinazionale belga, che ha deciso, ormai un anno fa, di spostare le produzioni in Romania, lasciando tuttora nell'incertezza i circa 230 lavoratori ancora inquadrati nel sito toscano, ma attualmente in cassa integrazione per cessazione (scadenza 31 dicembre 2019). Secondo la Fiom Firenze, “se cade il governo Conte non cambia niente, perché il governo è stato inesistente durante tutta la vertenza dal punto di vista industriale, anche se è stato lodevole il reinserimento della cigs, col decreto proposto dai sindacati recepito dall’esecutivo. Ora – prosegue la Fiom - l’auspicio è che quel tavolo, indipendentemente da chi sarà al governo, sia ancora in piedi. Ci aspettiamo una nuova convocazione al Mise per discutere in maniera approfondita di quelle che finora erano solo manifestazioni di interesse e che speriamo a settembre siano piani industriali elaborati per il rilancio di un'attività che possa farsi carico di tutti i lavoratori ancora in cassa integrazione, obiettivo che al momento si è prefissato solo il comitato promotore della cooperativa costituita da un gruppo di lavoratori Bekaert”.

Incidenti sul lavoro: 2 morti e 4 feriti in Lombardia

جمعة, 09/08/2019 - 16:12

Due morti e quattro feriti, di cui due gravi. È il tragico bilancio in appena 24 ore degli incidenti sul lavoro in Lombardia. Un operaio di 54 anni ha perso la vita questa mattina (9 agosto) in prossimità dell'Acciaiera Arvedi di Cremona. Il fatto, come riporta la stampa locale, è avvenuto alle 10, quando l'uomo, dipendente di una ditta esterna, stava scaricando delle travi d'acciaio da un camion. Il carico si è staccato e lo ha investito, schiacciandolo. Sul posto sono arrivati immediatamente i soccorsi, rivelatisi però inutili. 

Colpito alla testa durante il lavoro, un altro operaio è morto dopo 24 ore di agonia. La vittima aveva appena 28 anni ed era di Romano di Lombardia (Bergamo): è stato trafitto da un tondino di ferro e trasportato al Niguarda di Milano, dove ieri (8 agosto) è deceduto. L'infortunio sul lavoro si era verificato poco prima delle 8 del mattino in un cantiere di Milano della zona Washington, dove il giovane bergamasco lavorava da qualche tempo come muratore in un garage interrato.

In provincia di Brescia due operai di 29 e 33 anni sono rimasti gravemente ustionati e altri due hanno invece riportato ferite più lievi. È accaduto a Caionvico durante alcuni lavori stradali. A quanto si apprende, i quattro avrebbero erroneamente tagliato un tubo del gas provocando una fiammata che li ha investiti. 

“Nel cuore dell'estate apprendiamo che due lavoratori sono morti e altri sono rimasti feriti: un vero bollettino di guerra che colpisce famiglie e tutto il mondo del lavoro”, commenta in prima battuta il segretario generale della Cgil di Varese, Umberto Colombo: “Nonostante le numerose mobilitazioni e l'azione di prevenzione attuata da sindacati e rappresentati dei lavoratori per la sicurezza sui posti di lavoro, i numeri di feriti e morti continuano a crescere, e anche a Varese il numero complessivo degli infortuni è troppo alto”.

Chiusa l’ottava edizione del Revolution Camp

جمعة, 09/08/2019 - 15:38

Si è conclusa con un record di presenze l'ottava edizione del Revolution Camp, il villaggio studentesco, grazie a un totale di 3.200 partecipanti nell'arco di due settimane. Come ogni anno, il campeggio delle due associazioni Rete degli studenti medi e Unione degli universitari ha coniugato alla politica anche il divertimento, il relax e la musica: hanno suonato i Fast Animals And Slow Kids, la Rappresentante di Lista, gli Eugenio in Via di Gioia, i Sxrrxwland e la Garage gang, con picchi di partecipazione altissima ai concerti anche da parte della cittadinanza di Montalto di Castro, dove il Camp era ospitato. 

“Sono stati giorni di cultura, musica, discussione”, ha commentato Federico Allegretti, neoeletto coordinatore nazionale della Rete degli studenti medi: “Revolution Camp mette assieme storie e percorsi giovanili da tutta Italia, da Trento a Siracusa: una vera e propria rivoluzione quotidiana, in tempi in cui l'aggregazione e la politica sono tutt'altro che scontati”. Tra gli ospiti, don Luigi Ciotti, Marco Damilano, Albertina Soliani, Nicola Zingaretti, Susanna Camusso, Stefano Ciafani, Brando Benifei, e associazioni come l'Anpi, Legambiente, Amnesty International. 

Aggiunge Enrico Gulluni, coordinatore nazionale dell'Unione degli universitari: “Abbiamo discusso di diritti umani e repressione, lotta alle mafie e al caporalato, ambiente, antifascismo, prospettive a sinistra e in Europa. E, ovviamente, di istruzione: con il congresso nazionale della Rete e l'assemblea nazionale dell'Udu abbiamo ridisegnato i nostri orizzonti di lotta per un'istruzione migliore: libera, laica, pubblica, antifascista”. “La rivoluzione – concludono i due giovani – non si ferma qui. Saremo nelle piazze di tutta Italia già da settembre, per il terzo sciopero mediale per il clima, e non ci fermeremo in autunno”. 

Metalmeccanici Firenze, l'autunno si preannuncia caldo

جمعة, 09/08/2019 - 15:30

La segreteria della Fiom Cgil Firenze fa il punto sullo stato di salute dell'industria e dei lavoratori nel territorio. Sono 923 le aziende in cui sono presenti lavoratori iscritti alla Fiom Cgil; e sono 421 i delegati sindacali della Fiom Cgil di Firenze eletti nelle Rsu di 148 aziende metalmeccaniche della provincia negli ultimi tre anni. Nell'industria, dai dati sulla certificazione della rappresentanza depositati all'Ispettorato Territoriale del Lavoro al 31 dicembre 2018, la Fiom fiorentina elegge oltre l'80% dei delegati totali. Per la segreteria della Fiom Cgil di Firenze, circa il settore dell'industria metalmeccanica, “è significativo il dato che in una decina di aziende dove storicamente non c'era alcuna rappresentanza sindacale i lavoratori hanno deciso di eleggerla scegliendo la Fiom, segno che quando le condizioni di lavoro non migliorano i lavoratori si organizzano col sindacato per cambiarle”. Si tratta di 421 delegati che vigilano sul rispetto del contratto nazionale e provano a contrattare condizioni migliorative in un settore, quello dell'industria metalmeccanica, che in questi primi mesi del 2019 ha dimostrato una sostanziale tenuta con alcune differenze tra i vari comparti. Da gennaio ad oggi i funzionari della Fiom hanno tenuto oltre 700 ore di assemblea coinvolgendo gli addetti delle piccole ditte artigiane fino a quelli del Nuovo Pignone e firmato più di 80 accordi sindacali; 25 di questi relativi all'attivazione di ammortizzatori sociali o mobilità e i restanti per la gestione degli orari di lavoro, permessi e accordi integrativi.

Lo stato di salute nei vari settori
L'ingresso di multinazionali e grandi industrie (che nel tempo hanno acquisito società del territorio) ha permesso di mettere in sicurezza un corposo tessuto produttivo di qualità. E’ il caso della Neri di Barberino di Mugello passata a Marchesini Group, della Atop di Barberino Tavarnelle passata al gruppo Ima (già presente con lo stabilimento di Calenzano che nell'ultimo anno ha visto una significativa crescita degli addetti), di Laika acquisita prima dal gruppo tedesco Hymer e oggi agli americani di Thor Industries, della Emmeci di Fucecchio entrata in Coesia, della Figli di Enio Pescini acquisita da Valentino che oggi si chiama Valentino Metal Lab e di molte altre imprese che grazie al saper fare degli addetti danno prestigio a chi li ha acquisiti. Regge bene dal Chianti al Mugello la meccanica generale, la produzione di impianti per l'industria di vino e olio mantiene i livelli degli anni precedenti. A segnare una decisa crescita a livello di fatturato e di personale sono le aziende che realizzano accessori moda come la Mami di Sesto Fiorentino, la Giosi 2 di Campi Bisenzio, l'FGF di Scarperia e San Piero, la LCS Stamp di Barberino di Mugello ed altre anche se questa florida espansione è sempre soggetta ai movimenti dei brand committenti che alternano picchi di richiesta a brusche frenate mettendo a rischio la tenuta dei piccoli artigiani e di tutto il distretto. Il settore informatico registra fatturati in crescita ma le aziende non intendono redistribuire in maniera consistente e collettiva questa ricchezza con i lavoratori (concedendo premi individuali a scapito di quelli collettivi, di importi spesso modesti). Per di più le aziende tendono inoltre a responsabilizzare eccessivamente i lavoratori, che rimanendo connessi anche al di fuori dell'ufficio, allungano di fatto l'orario di lavoro senza un corrispettivo aumento della retribuzione, rendendo gli informatici operai ottocenteschi del nuovo millennio. Settori strategici come la telefonia e fibra, in cui operano Sirti e Sittel, risentono di un'instabilità legata all'incapacità della politica di tracciare le linee di sviluppo industriale per il nostro Paese. Sono sempre più necessari un rilancio delle tecnologie e una formazione professionale estesa, anche in vista dell'arrivo del 5G che modificherà gli attuali strumenti di lavoro.

Il decreto dignità
La Fiom nota "un effetto negativo del decreto dignità che ha aperto la strada ad un utilizzo massivo da parte delle aziende dello staff leasing e alla non riconferma di somministrati".

Sicurezza sul lavoro
"Vista la tendenza di molte imprese a non predisporre misure adeguate per prevenire incidenti sul lavoro pur di risparmiare - prosegue la nota dei metalmeccanici -, ci preme ricordare la firma di alcuni accordi per i bandi Isi Inail, ovvero finanziamenti a fondo perduto promossi dall’Inail al fine di incentivare investimenti per le imprese in interventi votati al miglioramento della sicurezza sul lavoro, che nel nostro caso hanno reso possibili bonifiche da amianto di capannoni e l'acquisto di torni a controllo numerico che rendono più sicuro il processo produttivo".

Autunno caldo
Settembre sarà un mese decisivo per la vertenza Bekaert: "se cade il governo Conte - osserva la Fiom Firenze - non cambia niente, perché il governo è stato inesistente durante tutta la vertenza dal punto di vista industriale, anche se è stato lodevole il reinserimento della Cigs, col decreto proposto dai sindacati recepito dall’esecutivo. Ora l’auspicio è che quel tavolo, indipendentemente da chi sarà al Governo, sia ancora in piedi. Ci aspettiamo - prosegue la Fiom - una nuova convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico per discutere in maniera approfondita di quelle che finora erano solo manifestazioni di interesse e che speriamo a settembre siano piani industriali elaborati per il rilancio di un'attività che possa farsi carico di tutti i lavoratori ancora in cassa integrazione, obiettivo che al momento si è prefissato solo il Comitato promotore della Cooperativa costituita da un gruppo di lavoratori Bekaert".

Il 16 settembre chiuderà il bando aperto per cercare soggetti interessati all'acquisto di Inso, la società di progettazione e costruzione di infrastrutture, ex controllata da Condotte d'Acqua. Il sindacato si augura "che quanto prima sia venduta a una realtà che presenti un piano industriale serio e di prospettiva".

Nelle due più grandi aziende fiorentine, Nuovo Pignone BHGE e Leonardo (ex Finemccanica), settembre sarà anche il mese del confronto sul contratto integrativo. Per Leonardo è già iniziato con la definizione del capitolo inerente le relazioni industriali mentre per il Nuovo Pignone si avvierà la trattativa con la direzione aziendale.
Infine settembre sarà anche il mese che ci vedrà impegnati a portare nei luoghi di lavoro la proposta per il rinnovo del contratto nazionale dell'industria, siglata insieme a Fim e Uilm. La piattaforma, se condivisa dai lavoratori metalmeccanici chiamati ad esprimersi con il voto certificato dopo lo svolgimento delle assemblee in ogni luogo di lavoro, sarà la base del confronto con Federmeccanica.

Costituzione e solidarietà
Prosegue la Fiom Firenze: "Al fianco del nostro impegno sindacale continueremo a portare avanti quello civico che ci tiene sempre in prima linea nel promuovere i valori della Costituzione, della democrazia e della solidarietà dentro e fuori i luoghi di lavoro. Lo faremo ancora con maggiore forza per contrastare il clima di crescente odio e intolleranza che quotidianamente si manifesta contro le fasce più deboli della popolazione, donne e migranti".

La richiesta a Confindustria
"Noi, come Fiom, Confindustria non la incrociamo quasi più in nessun tavolo di trattativa, dalle crisi ai rinnovi contrattuali. Ci piacerebbe avere Confindustria a fianco, che ci aiutasse a trovare delle soluzioni per la salvaguardia di posti di lavoro. Nel mese di settembre come segreteria della Fiom chiederemo ufficialmente un incontro con i vertici di Confindustria Firenze su come affrontare le crisi nei settori che rappresentiamo", conclude la nota.

Rwm Italia, sindacati preoccupati per il destino dei lavoratori

جمعة, 09/08/2019 - 13:56

“Siamo fortemente preoccupati per gli oltre 200 lavoratori della Rwm Italia e le centinaia dell’indotto che rischiano di perdere il lavoro nelle prossime settimane”. A lanciare l’allarme sono la Filctem Cgil e la Femca Cisl regionali e del Sulcis-Iglesiente che chiedono un intervento urgente della politica per restituire una prospettiva ai lavoratori coinvolti. Dopo la decisione del Governo di sospendere le licenze di esportazione di alcuni contratti per la fornitura di ordigni bellici l’azienda potrebbe decidere, per far fronte alla situazione di crisi, non solo di non rinnovare molti dei contratti di lavoro a tempo determinato, ma anche di ridurre il personale a tempo indeterminato.

“Abbiamo sempre chiesto e continuiamo a chiedere la cessazione di tutti i conflitti nel mondo, incluso quello dello Yemen, ma occorre una pianificazione di settore, azioni ragionate sul futuro dell’industria della Difesa che rappresenta un comparto importante per il Paese nel quale può e deve trovare spazio anche quel pezzo di industria di settore che insiste sul territorio di Domusnovas. Occorre, in altre parole, trovare le giuste compensazioni per evitare che siano i lavoratori sardi ad essere penalizzati: è una strada percorribile che consentirebbe di proseguire nelle attività alla pari di tante altre aziende diffuse su tutto il territorio nazionale”.

Perciò, come sindacato “ci aspettiamo che il governo sia conseguente rispetto alle decisioni prese e trovi una soluzione al problema dei lavoratori che rischiano di perdere il lavoro in un territorio, quello del Sulcis-Iglesiente, già fortemente disagiato per la grave crisi del sistema industriale sardo”.

Non è per nulla accettabile infatti che si facciano scelte senza farsi carico delle conseguenze. L’appello va anche alla giunta regionale, alla quale Filctem e Femca chiedono che intervenga con una sua posizione per trovare, insieme alle organizzazioni sindacali e all’azienda, soluzioni che restituiscano dignità e certezza del lavoro alle persone coinvolte e sopperisca alla continua assenza di programmazione industriale da parte del governo nazionale. “Auspichiamo, nel frattempo – concludono Filctem e Femca - che l’azienda confermi gli investimenti e mantenga gli organici perché, al momento, siamo davanti all’incertezza sul prosieguo del programma di investimenti (oltre 40 milioni di euro) che potrebbe essere sospeso o addirittura annullato senza che si trovino rimedi alle ripercussioni sull’occupazione diretta e indiretta”. Da qui la richiesta affinché si apra al più presto una discussione istituzionale con le parti coinvolte per affrontare la grave crisi attuale.

Perugia, Ciavaglia (Cgil): «La crisi istituzionale rischia di inchiodare il territorio»

جمعة, 09/08/2019 - 13:35

"La mancanza di un governo regionale e ora anche di un governo nazionale accresce fortemente le nostre preoccupazioni per il futuro di un territorio, la provincia di Perugia, che ha bisogno invece di interventi decisi e di un cambiamento radicale di politiche economiche e sociali”.

All’indomani della crisi di governo aperta dalla Lega, la Cgil di Perugia, per bocca del segretario generale Filippo Ciavaglia, lancia in una conferenza stampa l’allarme sulle tante criticità ancora aperte e da risolvere al più presto. Dalla situazione post-terremoto “drammaticamente ferma”, al taglio ai trasporti, sul quale è già partita la mobilitazione che “continuerà in mancanza di una soluzione chiara per cittadini e lavoratori”, fino al nodo del fisco locale e della tenuta del welfare sul quale la Cgil insiste ormai da tempo.

“Dai primi di settembre con CIsl e Uil avvieremo la nuova fase di contrattazione sociale con i Comuni, molti dei quali hanno cambiato amministrazione dopo il recente passaggio elettorale - ha spiegato Ciavaglia - per ragionare dei bilanci e quindi dell’impatto concreto che le scelte economiche e sociali possono avere sulla vita delle persone. Nel nostro territorio come nel paese - ha concluso Ciavaglia - il vero problema oggi è l’esplosione delle disuguaglianze, e per invertire la tendenza servono investimenti pubblici e privati, serve lavoro (la disoccupazione giovanile resta sopra il 30% in Umbria), ma serve anche una politica diversa su tasse e tariffe, che tuteli i redditi più bassi a partire da quelli da pensione”. 

Centrale Enel Pietrafitta, lavoratori incontrano onorevole Gallinella

جمعة, 09/08/2019 - 12:00

 

Ieri pomeriggio (8 agosto) l’onorevole Filippo Gallinella, nonostante la fase molto concitata per le forze politiche del Governo, ha voluto comunque incontrare i lavoratori della centrale Enel di Pietrafitta, per esprimere solidarietà e vicinanza.

I lavoratori della centrale e la Rsu sono seriamente preoccupati dalla continua riduzione del personale, dovuta alla nuova ristrutturazione. Essi contestano gli scarsi investimenti, la mancanza di prospettive future e chiedono un impegno concreto verso nuovi investimenti nel campo delle energie rinnovabili e delle batterie di accumulo di grande potenza (storage).

I lavoratori ringraziano pertanto l'onorevole Filippo Gallinella per gli impegni che ha confermato, nei confronti di Enel e del Governo nazionale e regionale. I lavoratori di Pietrafitta si augurano che, in modo analogo, anche le altre forze politiche ed istituzioni vengano a farci visita per manifestare solidarietà e soprattutto attenzione affinché non si perdano ulteriori posti di lavoro, direzioni Enel, investimenti nella nostra Regione.

Mcp di Civitavecchia, in arrivo 21 licenziamenti

جمعة, 09/08/2019 - 11:03

La Mcp di Civitavecchia ha aperto una procedura di licenziamento collettivo per 21 operai tra coibentatori, manutentori, verniciatori, edili e ponteggiatori, su un organico totale di 71 dipendenti di cui 60 operai e 11 impiegati. "Ribadiamo ancora una volta che il futuro delle imprese passa attraverso i dovuti investimenti e non dalla riduzione del costo del lavoro, né dai licenziamenti", afferma in una nota la Fiom Cgil di Civitavecchia, Roma nord e Viterbo. 

"Tra l’altro - prosegue il sindacato - con le attuali difficoltà per i lavoratori degli appalti metalmeccanici in Centrale Enel Torrevaldaliga nord e nel momento in cui tutti dovremmo impegnarci a mettere le basi di un progetto alternativo per tutelare i posti di lavoro, da parte delle imprese ci aspetteremmo un ruolo attivo e positivo, che aiuti la costruzione di quel progetto anziché scaricare tutto il peso della crisi su chi lavora".

"Alla Mcp chiediamo il ritiro dei licenziamenti e l’apertura di un confronto per trovare soluzioni condivise a tutela dei posti di lavoro", conclude la Fiom. 

Lazio, approvata la legge sul caporalato

جمعة, 09/08/2019 - 10:45

"Dalla Regione Lazio un nuovo e forte impulso alla lotta al caporalato in agricoltura. La legge regionale approvata oggi costituisce un importante passo in avanti per rafforzare gli strumenti di contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato in agricoltura". Così, in una nota, Cgil di Roma e del Lazio, Cisl e Uil del Lazio, Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil del Lazio.

"La legge - continua la nota - ha accolto numerose proposte avanzate dal sindacato, tutte finalizzate a rimuovere storture, illegalità e sfruttamento dal mercato del lavoro agricolo. Dopo la sperimentazione attuata con la sottoscrizione del protocollo sperimentale lo scorso gennaio, che sta coinvolgendo numerosi comuni dell’Agro Pontino, con questa legge la lotta al caporalato diventa una priorità su tutto il territorio regionale".

Di particolare rilevanza, secondo i sindacati, la volontà di valorizzare il ruolo della rete del lavoro agricolo di qualità, strumento introdotto con la legge nazionale contro il caporalato (l. 199/2016) che prevede una sinergia tra istituzioni, sindacato e associazioni d’impresa al fine di promuovere la legalità nella filiera agroalimentare, attraverso meccanismi che possano regolare il mercato del lavoro, il trasporto e l’accoglienza dei lavoratori, principali punti di interesse dei caporali e della criminalità. La legge prevede inoltre alcune misure per rendere il mercato agricolo più trasparente, attraverso elenchi di prenotazione per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, nel pieno rispetto della legalità e con un ruolo attivo dei centri per l’impiego diffusi sul territorio.

Analogo principio ha ispirato la norma che introduce indici di congruità nel disciplinare il rapporto tra l’attività di raccolta dei prodotti agricoli e il fabbisogno occupazionale delle aziende, così da avere uno strumento utile per la difesa delle imprese sane e sostenere chi produce ricchezza e occupazione nel rispetto della legalità. Per ottenere i finanziamenti regionali, infatti, le aziende dovranno rispettare gli indici, utilizzare gli elenchi di prenotazione per la selezione del personale e applicare in pieno i contratti di lavoro di settore, anche in materia di salute e sicurezza, orario di lavoro e inquadramento previdenziale. Importante, infine, anche l’istituzione dell’osservatorio regionale con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder del settore, dai rappresentanti dei lavoratori, alle istituzioni fino agli organismi ispettivi, che potranno supportare l’amministrazione regionale nella definizione e attuazione del programma triennale operativo degli interventi.

"Questa legge costituisce un ulteriore passo in avanti in una battaglia condotta giorno dopo giorno contro i caporali e l'illegalità nel mondo agricolo e va a valorizzare il lavoro dei tanti imprenditori onesti che rappresentano una parte rilevante dell’eccellenza agroalimentare del Lazio. Ora non ci sono più l'alibi - conclude la nota. Occorre fare fronte comune per isolare chi non rispetta le regole e opera in regime di dumping sociale scaricando i costi di questa competizione sulla pelle dei lavoratori".

Agrigento, protesta degli operatori ecologici

جمعة, 09/08/2019 - 10:36

Gli operatori ecologici in servizio nelle imprese impegnate nella raccolta dei rifiuti nel territorio agrigentino si raduneranno oggi, venerdì 9 agosto, durante la mattinata, davanti alla Prefettura di Agrigento, per rivendicare il pagamento degli stipendi. 

“Vogliamo richiamare l’attenzione delle Istituzioni su questa delicata questione - affermano i dirigenti sindacali agrigentini di Cgil, Cisl e Uil - Chiederemo al Prefetto, alla cui sensibilità ci affidiamo, di convocare sindaci e imprese al fine di capire le reali ragioni che determinano il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori. Il rimbalzo delle responsabilità è un esercizio che non gradiamo, anche perché non giova a nessuno”.

#Backstage, un'altra cultura del lavoro è possibile

جمعة, 09/08/2019 - 10:21

“Se il lavoro non ha diritti, non è lavoro e non c’è dignità. Solo attraverso il lavoro si può vivere dignitosamente, se pur lavorando si è poveri c’è un problema” Maurizio Landini, il segretario generale della Cgil ha fatto visita ieri, 8 agosto, ai lavoratori del turismo di Rimini e Cesenatico partecipando ai banchetti informativi organizzati dalla Filcams Cgil. Un’occasione per conoscere le tante difficoltà degli addetti del settore e ascoltare le loro storie, come quella di Boguslawa, percossa dal padrone dell'albergo perché riteneva il suo lavoro imperfetto.

Per il segretario Cgil è indispensabile rimettere al centro il lavoro e la qualità del lavoro, eliminando “quella competizione fatta sulla riduzione dei diritti e sullo sfruttamento delle persone. Chi vuole lavorare non deve dover competere con gli altri, ma deve poter usare la propria intelligenza per fare al meglio il proprio lavoro.” Tutto ciò è possibile solo creando una diversa cultura, che coinvolga tutti. 

Mi ha colpito sulla testa con una zuppiera di plastica mezza piena di besciamella. Poi mi ha strattonato tenendomi per il collo.
È la storia di Boguslawa, percossa dal padrone dell'albergo perché riteneva il suo lavoro imperfetto.
È lei che racconta a Maurizio Landini #Backstage pic.twitter.com/YUyLq9j5Dh

— Filcams Cgil (@FilcamsCgil) August 8, 2019

E proprio da questa idea è partita la campagna informativa “Backstage, il lavoro che non vedi, vale”, portata sulle spiagge dalla Filcams Cgil per chiedere più attenzione alle condizioni di chi lavora nel settore turistico, ma allo stesso tempo sensibilizzare il turista e creare una coscienza attenta e critica.

“Vogliamo dire alle persone che entrano in un albergo o che vanno al ristorante, che valutino cosa succede ai lavoratori, quali sono le loro condizioni di lavoro, come vivono” spiega Landini; “la qualità delle vacanze deve dare qualità anche a chi permette di farle queste ferie; perché non sempre le persone che fanno lo stesso lavoro, hanno gli stessi diritti.”

“Non esiste un’attività turistica se non rilanci anche un’idea della cultura e della storia di un paese, anche per come l’Italia ha la fortuna di essere geograficamente posizionata nel Mediterraneo” prosegue il numero uno della Cgil, “potremmo essere la culla della cultura e del turismo, ma dobbiamo capire come organizzare l’accoglienza, non come chiudere i porti!”.

Dignità e qualità del lavoro, quindi, che passano anche attraverso la Naspi, ora dimezzata dal Jobs Act, una legge che, oltre ad aver abolito l’art.18, ha ridotto gli ammortizzatori sociali invece di espanderli: “è necessario un cambiamento e una riforma complessiva, per dare al paese un sistema di ammortizzatori sociali davvero universale e reintrodurre una Naspi economicamente significativa”. 

Il sindacato è tornato in strada, anzi in spiaggia perché, con le parole del segretario, “vogliamo essere lì dove le persone hanno bisogno. Vogliamo essere vicino ai lavoratori, perché non vogliamo lasciare solo nessuno. Vogliamo che le persone entrino nell’organizzazione anche per cambiarla e far valere le loro idee”.

Landini: «È una campagna elettorale permanente»

جمعة, 09/08/2019 - 09:10

"Pazienza finita", "tempo scaduto", "mi candido a premier": Matteo Salvini è uscito allo scoperto e da una delle tante spiaggia calcate nell'ultimo periodo ha aperto ufficialmente la crisi di governo, lanciando la sua candidatura. Una mossa che non sorprende più di tanto, anche perché, come ha sottolineato ieri il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a Rimini per l'iniziativa #Backstage, "in realtà è un anno che sono in campagna elettorale permanente e sarebbe ora di chiuderla, perché il Paese sta andando indietro”.

Secondo il leader della Cgil il Paese avrebbe bisogno urgente di "affrontare i problemi attraverso un piano straordinario di investimenti, una lotta vera all'evasione fiscale, 130 miliardi di euro di cui 35 di Iva, e al lavoro nero". Per Landini, "serve lavoro con diritti e tutele, non si può lavorare ed essere poveri" e c'è il nodo della prossima legge di stabilità, che avrebbe dovuto, secondo il segretario Cgil, "cambiare politiche economiche e sociali", così come indicato negli incontri con il premier Conte delle ultime settimane. Un lavoro che ora rischia di andare in fumo. 

Governo tecnico o ritorno alle urne subito?  “Non è un compito nostro, ma del governo e del Parlamento. Noi facciamo il sindacato", ha risposto Landini ai cronisti che gli chiedevano quali scenari immaginasse per il futuro. E sul Tav, il casus belli usato da Salvini per aprire la crisi, il segretario Cgil è stato molto chiaro: "Come noto il problema non è semplicemente il Tav, il problema è che metà del paese non ha nemmeno le ferrovie".

"Guardate Matera - ha aggiunto - la capitale della cultura in Europa. Se voi andate a Matera trovate la stazione, peccato che non c'è la ferrovia. Con una sola grande opera non risolvi il problema. C'è bisogno di un piano straordinario che estenda le opere che mancano. C'è poi un problema in infrastrutture sociali, di asili, di scuole, di ospedali, di manutenzioni. Questo e' il tema che noi mettiamo al centro che dovra' anche fare i conti con la sostenibilità ambientale".