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Precariato scuola, il decreto c'è. Sindacati: approvarlo subito

خميس, 08/08/2019 - 09:54

Approvato il decreto che dà attuazione all’intesa su reclutamento e precariato. Positivo il commento dei sindacati, che però sottolineano aspetti non del tutto risolti: "È un fatto importante, nonostante le riserve che ancora permangono in una parte della maggioranza e che spiegano la formula ('salvo intese') con cui il Consiglio dei ministri ha licenziato il provvedimento. Un concreto passo avanti è stato fatto, ora è necessario che il decreto venga pubblicato e approvato in tempi brevi, senza cambiamenti sostanziali, e includendo anche la previsione di un concorso riservato ai facenti funzioni Dsga, in coerenza con i contenuti dell'intesa".  Così in una nota i segretari generali di Flc Cgil (Francesco Sinopoli), Cisl Fsur (Maddalena Gissi), Uil Scuola Rua (Giuseppe Turi), Snals Confasl (Elvira Serafini) e Gilda (Rino Di Meglio).

Le sigle sottolineano come sia "difficile comprendere le ragioni per cui si insiste, da parte di esponenti di maggioranza, sull’introduzione di step selettivi più rigidi rispetto a quelli comunque già previsti per tutte le procedure, sia per quelle concorsuali che per i Pas, molto impegnativi e soggetti a valutazione". Si tratta di "una posizione che appare connotata in senso ideologico e che trascura un fatto sostanziale: i destinatari delle misure scaturite dal confronto sindacati Miur sono persone che hanno già maturato nelle nostre scuole una consistente esperienza di lavoro, è grazie a loro se si sono potute svolgere le attività didattiche in decine di migliaia di classi, il che avrebbe reso possibile anche il riscontro di eventuali impreparazioni o incompetenze".

Scarica il testo dello schema di decreto-legge

Per i sindacalisti, infatti, non è accettabile che il sistema scolastico utilizzi in modo ricorrente quote abnormi di lavoro precario, "in spregio alle norme europee, senza riconoscere in alcun modo l’esperienza maturata: una lacuna che l’intesa sindacati Miur ha voluto colmare, coniugando i diritti dei precari e l’interesse al buon andamento del sistema scolastico, in particolare con la copertura stabile dei posti disponibili in are territoriali nelle quali le graduatorie a esaurimento e quelle di merito sono da tempo esaurite e non sarebbero possibili assunzioni a tempo indeterminato".

In tale contesto per i sindacati vanno assicurate le priorità di scorrimento dei concorsi 2016 e 2018, con l’obiettivo di coprire tutti i posti disponibili e vacanti nel rispetto delle aspettative dei candidati. 

L’approvazione del decreto senza stravolgimenti rappresenta in questo momento una precisa priorità, "fermo restando che una valutazione di merito complessiva sarà possibile solo leggendo il decreto in G.U. il 28 agosto, così come sarà anche necessario incrementare e attivare ogni ulteriore confronto con il Miur e con le commissioni parlamentari a cui chiederemo di essere ascoltati".

Infine, conclude la nota, "più in generale, chiediamo al Governo di rispettare, nella prossima legge di stabilità, l’impegno di assicurare le risorse aggiuntive necessarie per un rinnovo contrattuale che riconosca in modo adeguato il valore di tutte le professionalità operanti nel comparto dell’istruzione e della ricerca".

Segrate, un furgone sbanda: morto un operaio

خميس, 08/08/2019 - 08:25

Un grave incidente stradale si è verificato questa mattina  (8 agosto) presto sulla strada Rivoltana, a Segrate, in provincia di Milano. Un uomo e morto e altri sei sono rimasti feriti. Lo hanno comunicato i vigili del fuoco e il 118, intervenuti sul posto insieme ai carabinieri. Ignota al momento la dinamica dell'accaduto anche se, dalle prime informazioni, i feriti sarebbero operai, molti dei quali di origine straniera, che si stavano recando a lavoro a bordo di un furgone che ha sbandato

Marcinelle, 63 anni dopo ancora il dolore

خميس, 08/08/2019 - 08:00

Sono già 63 anni: 63 anni di un dolore che non passa. Quello per la morte, nella miniera di carbone del Bois du Cazier a Marcinelle, l’8 agosto del 1956, di 262 minatori, 136 dei quali italiani, andati in Belgio per sfuggire alla fame di un paese ancora non uscito vincente dalla ricostruzione post-bellica. Furono soltanto 13 i minatori tirati fuori dal disastro, mentre 17 corpi tra quelli seppelliti nel sacrario del Bois du Cazier sono ancora senza nome. E proprio per ricordare questa tragedia l'8 agosto è stata fissata la ricorrenza della Giornata del Sacrificio del lavoro italiano nel mondo. È giusto però ricordare anche le altre vittime: 95 belgi, 8 polacchi, 6 greci, 5 tedeschi, 5 francesi, 3 ungheresi, un inglese, un olandese, un russo e un ucraino.

Ma ricordare ogni anno Marcinelle non è solo una sacrosanta operazione memorialistica, un tributo al ricordo di chi morì per cercare con il lavoro una vita migliore. Questa tragedia ci ricorda che ancora nonostante il progresso tecnologico si continua a morire sul lavoro. E richiama alla memoria il nostro passato: quando eravamo noi a emigrare e a portare le nostre braccia in paesi dove venivamo considerati alla stregua di bestie da sfruttare fino allo sfinimento in un contesto di razzismo ed esclusione sociale: proprio la sorte di quanti continuano a rischiare la vita in mare per approdare in Europa. 

Tremenda la dinamica dell’incidente: nella miniera di carbone una gabbia parte dal punto d'invio 975m del pozzo d'estrazione con un vagoncino male agganciato, che si blocca in ascensore insieme a un altro vagoncino. L'ascensore sbatte in una putrella del sistema di invio e la putrella trancia una condotta d'olio a 6 kg/cm² di pressione, i fili telefonici e due cavi in tensione (525 Volt), oltre alle condotte dell'aria compressa, provocando un incendio devastante.

Il contesto storico in cui la tragedia avvenne è quella di un Belgio alla ricerca di manodopera per la ricostruzione industriale e che si rivolge soprattutto all’Italia. Frutto di questa scelta fu la sigla del protocollo di intesa italo-belga del 23 giugno 1946 che prevedeva l'invio di 50.000 lavoratori italiani in cambio della fornitura annuale di un quantitativo di carbone, a prezzo preferenziale, compreso tra due e tre milioni di tonnellate.

Tuttavia le condizioni in cui si trovarono a vivere e lavorare i minatori italiani furono terribili e tenute all’oscuro in patria.  All'arrivo a Bruxelles i lavoratori venivano accompagnati negli alloggi, le famose cantines: baracche gelide d'inverno e torride d'estate. Anche perché trovare un alloggio in affitto era infatti quasi impossibile all'epoca, anche a causa delle discriminazioni. Davanti alle case da affittare era abbastanza usuale trovare scritte di questo tipo: “ni animaux, ni étranger”, né animali, né stranier.

Precarissime e insicure anche le condizioni di lavoro, con il risultato che tra il 1946 e il 1955 quasi 500 operai italiani trovano la morte nelle miniere belghe, senza contare il lento flagello delle malattie d'origine professionale, a partire dalla silicosi.

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Una sola parola, l’inferno
, di I.Romeo
Quando i musi neri eravamo noi, di L.Bartoli

Licenziamenti d’agosto: tutti a casa nell’appalto SkyTg24

أربعاء, 07/08/2019 - 19:08

“Si è conclusa questa mattina al ministero del Lavoro, con il nostro disaccordo, la procedura per il licenziamento di 46 lavoratori nelle 10 sedi territoriali di Videobank, in gran parte dislocate nel Centro-Sud”. Ne dà notizia la Slc Cgil nazionale in una nota. Videobank è nata nel 1995 ed è cresciuta nel tempo assorbendo un ramo d’azienda di Sky; negli ultimi anni ha continuato a lavorare prevalentemente, anche se non esclusivamente, come appaltatrice proprio per la fornitura dei sevizi tecnici ai collegamenti esterni nelle sedi regionali di Sky Tg24. “A considerare il piano editoriale di Sky Tg24 – osserva il sindacato – non vi è alcuna contrazione dell’attività. Una ragione in più per dire che questo scempio si poteva evitare. Si potevano cioè trovare soluzioni almeno parziali, se Sky avesse richiesto ai fornitori subentranti la clausola di assorbimento. Purtroppo, invece, Sky non l’ha fatto, e non ha neanche formalizzato il tavolo di crisi richiesto dai sindacati come previsto dal contratto nazionale in casi del genere”. 

Secondo quanto riporta la Slc, “Sky ha affermato che si trattava di una semplice modifica organizzativa che avrebbe consentito ai giornalisti volenterosi di essere autosufficienti”, ma per il sindacato “il fabbisogno di servizi tecnici non è venuto meno, bensì sarà suddiviso di fatto tra i nuovi appaltatori che hanno già avviato il reclutamento di lavoratori super sfruttati e sottopagati con partita Iva o subordinati a tempo determinato con un contratto di riferimento improprio e con l’impegno per 10 ore di riprese, oltre alle mansioni accessorie (guida di automezzi e motomezzi, carico e scarico, preparazione) che eleverebbero, in molti casi, l’orario di fatto fino alle 15-16 ore giornaliere”. La Slc ha anche chiesto incontri alle imprese subentranti come la H24, “società costituita in Lussemburgo – sostiene ancora il sindacato – e che risulta in liquidazione secondo gli atti della Camera di Commercio, ma che continua a presentarsi sul mercato con un nuovo layout del sito internet e con gli stessi nomi. Volevano cercare insieme soluzioni dignitose, ma le nostre richieste sono state respinte”. 

“L’epilogo della vertenza Videobank – si legge nel comunicato sindacale – non è che la punta dell’iceberg della precarizzazione del lavoro cui assistiamo in queste settimane con il rinnovo e le proroghe degli appalti televisivi. Avevamo anche chiesto all’inizio di giugno alle emittenti nazionali committenti, a Confindustria Radio Tv e alla Commissione di Viglianza Rai di incontrarci per monitorare insieme i fenomeni in atto e valutare possibili interventi condivisi prima dell’inizio dei nuovi palinsesti di settembre, ma nessuno degli interlocutori è stato disponibile”. Così conclude la Slc Cgil: “Metteremo in atto nelle prossime settimane tutte le iniziative idonee a difendere il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori degli appalti televisivi. Intanto, da subito, la protesta dei lavoratori di Videobank si intensificherà nelle forme che decideremo nelle prossime ore”.

Scuola: sindacati a prefetto Milano, stop al precariato 

أربعاء, 07/08/2019 - 18:21

Il prefetto di Milano Renato Saccone si faccia portavoce presso il governo della difficile situazione di stallo che riguarda l'assunzione di migliaia di precari. A chiederlo sono i sindacati della scuola del capoluogo lombardo in una lettera aperta. "Lo scenario nel quale si sta preparando il prossimo anno scolastico – è scritto nella lettera – è estremamente preoccupante. Si susseguono oggi facili e irresponsabili dichiarazioni della compagine governativa a cui non fa seguito alcuna assunzione di responsabilità per il vero rilancio del ruolo che l'istruzione dovrebbe avere per il futuro del nostro Paese". 

Giornale di Sicilia, rimandato al 2 settembre esame cassa integrazione

أربعاء, 07/08/2019 - 18:19

Rinviato al 2 settembre l'esame congiunto per decidere sulla cassa integrazione per i 31 lavoratori del Giornale di Sicilia. All'incontro di oggi all'ufficio provinciale del lavoro, al quale erano presenti  la società editrice e un rappresentante della Fieg, l'Slc Cgil ha ribadito la necessità di non applicare la cassa integrazione a zero ore dal momento che sono attivi i contratti di solidarietà. 

“L'azienda, dopo un lungo confronto, ha accolto la nostra richiesta e ha rimandato l'espletamento della procedura di esame congiunto per la cig a zero ore al 2 settembre – spiega il segretario generale Slc Cgil Maurizio Rosso –. In questo arco di tempo cercheremo soluzioni diverse dalla cassa integrazione espulsiva, nell'intento di trovare un accordo che possa salvaguardare occupazione e azienda”. 

I diritti non vanno in vacanza. La Cgil e l'onda #Backstage

أربعاء, 07/08/2019 - 18:11

L'8 agosto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sarà a Rimini e Cesenatico con i lavoratori del turismo. Non si ferma l'onda #Backstage, la campagna informativa rivolta agli operatori stagionali organizzata dalla Filcams. “Ogni estate – spiega il sindacato del terziario – più di 300 mila lavoratori vengono assunti per qualche mese: camerieri, bagnini, receptionist, addetti alle pulizie, animatori, cuochi, contribuiscono alla riuscita delle vacanze di milioni di persone che riempiono le spiagge italiane, ma anche le città d'arte e le località montane. Sono quegli addetti che, quasi sempre, lavorano dietro le quinte, che si occupano di offrire un servizio ottimale e ci permettono di vivere a pieno le nostre ferie”. 

La Filcams, che ogni anno lancia una campagna informativa e di sostegno per i lavoratori del turismo, per il 2019 ha voluto mandare un messaggio anche ai viaggiatori e turisti per sensibilizzarli sull'importanza di quel lavoro che, anche se non si vede, vale. “La nostra campagna – racconta il segretario nazionale Filcams Cristian Sesena – non si è fermata solo ai social network e ai comunicati stampa. Ha preso vita, gambe e anima sui litorali italiani grazie all'impegno deciso delle strutture territoriali e dei delegati che hanno davvero compreso cosa significa essere un sindacato di strada. Evasione contributiva, orari massacranti, dove una giornata di riposo diventa un miraggio, ma anche cottimo illegale: nel 2019 il turismo, in Italia, è anche e ancora questo”.

Giovedì 8 agosto, in occasione dei banchetti organizzati dalle Filcams Cgil di Rimini e Cesena, sarà ospite delle iniziative il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: a partire dalle ore 18,30 sarà a Rimini, presso piazzale Fellini (lato fontana Quattro cavalli) per poi trasferirsi in serata a Cesenatico, al presidio di viale delle Nazioni. Backstage ha invaso le spiagge da Nord a Sud, e proseguirà per tutto il mese di agosto e anche settembre, quando sarà necessario informare e assistere i lavoratori alla fine della stagione su come compilare e inoltrare la domanda per l'accesso alla Naspi. “I diritti – conclude Sesena – non vanno mai in vacanza: continueremo con il sindacato di spiaggia perché ovunque ci siano lavoratori noi andiamo”.

Filt Emilia Romagna: si continua a morire sulle strade

أربعاء, 07/08/2019 - 17:45

L’ennesimo incidente mortale è avvenuto alle 22.30 di lunedì 5 agosto, in un cantiere nel tratto di A14 all'altezza di Borgo Panigale al chilometro 9: deceduti due addetti che lavoravano in appalto di Autostrade. Una settimana addietro un camionista ha perso la vita a causa di un tamponamento fra due tir. 

“Il nostro primo pensiero – affermano i segretari di Filt Cgil Bologna ed Emilia Romagna, Andrea Matteuzzi e Massimo Colognese – è di cordoglio e di vicinanza alle famiglie e ai loro cari coinvolti in questi tragici eventi. Contestualmente però denunciamo gli elevatissimi rischi nelle attività svolte sulle autostrade quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori ai quali non corrispondono adeguate misure di sicurezza tecnologicamente avanzate”.

Nel settore non si investe in prevenzione e sicurezza anche a causa della catena di appalti nonostante i rischi  connessi alle attività svolte siano  numerosi e rilevanti. “Così come – concludono – è rilevante l'impatto che una mancata garanzia di sicurezza anche nell'autotrasporto e nella logistica ha sulla sicurezza di tutti coloro che  percorrono le nostre infrastrutture stradali. Prevenzione, risorse e investimenti sulla sicurezza del lavoro e delle strade: lo chiediamo con forza e fermezza; questa è l’urgenza e deve essere la priorità”.

Nocera Umbra: Cgil Perugia, bene riapertura casa di riposo

أربعاء, 07/08/2019 - 17:27

“Salutiamo con favore la prossima riapertura della casa di riposo di Nocera Umbra, obiettivo raggiunto anche grazie al contribuito che fattivamente hanno portato le strutture territoriali di Cgil, Cisl e Uil fin da subito dopo il sisma del 1997”. Lo affermano in una nota la segretaria generale della Fp Cgil di Perugia Tatiana Cazzaniga e il segretario generale della Cgil provinciale Filippo Ciavaglia.

“Dopo anni di incertezze e ritardi – osservano i due sindacalisti –, finalmente il diritto costituzionale che garantisce il servizio pubblico di assistenza socio-sanitaria viene coerentemente praticato. La professionalità che, certo, sapranno garantire le lavoratrici ed i lavoratori delle cooperative sociali alle quali il servizio è stato affidato, farà sì che le persone anziane non autosufficienti, potranno ricevere l’assistenza adeguata e qualificata, nonché il giusto riconoscimento di dignità (e diritto) di vivere nel loro paese di origine”.

Se Fratelli d’Italia specula su Mercatone Uno

أربعاء, 07/08/2019 - 16:50

Di buon mattino, come sempre, sguardo veloce allo smartphone. Whatsapp pieno. Da Matteo, delegato storico ex Mercatone Uno, un volantino di Fratelli d’Italia, che annuncia un presidio davanti alla sede di via Mantova, epifania delle attuali crisi del parmense con 53 lavoratori a rischio. La crisi non va in vacanza. Titolone da Fratelli d’Italia. Matteo accompagna il volantino con una emoticon stranita. Sì, stranita perché Mercatone Uno a Parma non c’è proprio più - e in modo definitivo - da ormai circa un anno.

La domanda di fondo, da parte di un lavoratore e rappresentante sindacale che ha vissuto in prima linea, insieme alla Filcams provinciale, tutta la travagliatissima vicenda dei due negozi fino al “the end” di Mercatone Uno a Parma, è: davvero per una effimera visibilità a qualunque costo e per un misero bottino elettorale si specula su una vicenda così pesante, che tuttavia sul nostro territorio è ormai conclusa da tempo? La crisi non va in vacanza, al contrario di certi partiti che sembrano in vacanza già da un po’ rispetto alle attuali crisi aperte del territorio. Non se la prendano troppo, quelli di Fratelli d’Italia, per questa che è solo una riflessione amara (estiva).
 
Silvia Avanzini, segreteria Filcams Cgil Parma

Cinema, 5 giorni di sciopero nei set e teatri di posa

أربعاء, 07/08/2019 - 16:34

Altre cinque giornate di sciopero per i lavoratori delle troupe del cine-audiovisivo nei set, teatri di posa, laboratori di preparazione e post-produzione: 2 giornate di sciopero oggi mercoledì 7 e giovedì 8 Agosto, cui si aggiungeranno ulteriori 3 giornate di sciopero lunedì 12, martedì 13 e mercoledì 14 agosto. Lo annuncia una nota di Slc Cgil e Fistel Cisl. “Troppe le distanze – si legge in una nota – nella trattativa per il rinnovo del ccnl in merito ai minimi sindacali richiesti dal sindacato e ai livelli di inquadramento richiesti per alcune figure, considerate essenziali dai lavoratori stessi”.

Si fermeranno troupe e/o reparti di montaggio dei seguenti titoli in lavorazione:  per le serie o film tv "Vivi e lascia vivere'' di Pappi Corsicato con Elena Sofia Ricci e Massimo Ghini, "L’amica geniale 2” di Saverio Costanzo, "Il Commissario Ricciardi" diretta da Alessandro D’Alatri, "Il cacciatore 2" di Davide Marengo, “Nero a metà 2” diretta da Marco Pontecorvo  , “Romulus”, “Oltre la Soglia” con Gabriella Pession, "La Guerra è Finita" di Michele Soavi con Isabella Ragonese e Michele Riondino, "Summertime" ispirata a “Tre metri sopra il cielo” di Federico Moccia, "Angela" con Vanessa Incontrada, "Sei Bellissima"  per la regia di Andrea Molaioli, "Storia di Nilde" con Anna Foglietta, "Il Paradiso delle signore 4". 

Tra i film "Hammamet" di Gianni Amelio con Pierfrancesco Favino; "I Predatori" prodotto da Fandango, "Noi” di Elisa Fuksas; "I migliori anni"  di Gabriele Muccino con Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart, Claudio Santamaria, Nicoletta Romanoff, Emma Marrone; “E' per il tuo bene” di Rolando Ravello con Marco Giallini, Vincenzo Salemme, Giuseppe Battiston, Isabella Ferrari; "Fic&Pic7", titolo provvisorio del nuovo film di Ficarra e Picone, "Favolacce" dei fratelli D'Innocenzo, “Il Buco” di Michelangelo Frammartin, "La mia banda suona il pop" di Fausto Brizzi con Diego Abatantuono, Christian De Sica, Angela Finocchiaro, Sergio Rubini, Massimo Ghini, Paolo Rossi, Natasha Stefanenko; "Tolo Tolo" di e con Checco Zalone.

«Un'assicurazione per i Vigili del fuoco»

أربعاء, 07/08/2019 - 15:53

“Salvano vite ogni giorno, al servizio della collettività, vivono quotidianamente situazioni di pericolo, sono soggetti a frequenti infortuni. Eppure i Vigili del fuoco non hanno una assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che devono affrontare a proprio spese”. Queste le ragioni per cui la Funzione pubblica Cgil Vvf lancia una petizione su change.org chiedendo che venga prevista un'assicurazione Inail per gli uomini e le donne del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, e Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, sono i primi firmatari.

Il sindacato collega l'iniziativa all'incidente di appena 8 mesi fa al distributore di carburanti lungo la via Salaria, all'altezza di Borgo Quinzio in provincia di Rieti, dove un autocisterna di Gpl esplose, causando decine di feriti e la morte di Stefano Colasanti, Vigile del fuoco non in servizio con la squadra di soccorso intervenuta ma lì per aiutare le persone coinvolte, e un altro uomo investito dalla forte esplosione. Tra i feriti Giuseppe, Vigile del fuoco del comando di Rieti che rimase ustionato e dopo aver subito un trapianto di pelle, appena 5 mesi dopo è rientrato in servizio senza aver ricevuto alcun rimborso o indennizzo. 

Un caso simbolo, ancora vivo nella memoria collettiva, a sostegno di questa petizione. “Crediamo – conclude la sigla di categoria – che tutti dovrebbero firmare la petizione per riconoscere ai Vigili del Fuoco, che ogni giorno si adoperano per il bene comune, un’assicurazione contro infortuni sul lavoro e malattie professionali per impedire che vengano lasciati soli ad affrontare le spese di un lavoro svolto con efficienza e professionalità. Lo dobbiamo a Giuseppe e ai tanti colleghi feriti e non rimborsati”.

IL LINK PER FIRMARE LA PETIZIONE

Palermo, Fiom-Fillea: tram opera fondamentale

أربعاء, 07/08/2019 - 15:39

Fiom e Fillea di Palermo hanno incontrato oggi (7 agosto) l’assessore alla Mobilità del capoluogo siciliano Giusto Catania sul nuovo appalto delle tre linee del Tram. “Abbiamo sollecitato l'amministrazione comunale, chiediamo che questi lavori vengano appaltati senza ritardi per dare risposte ai tanti disoccupati edili e metalmeccanici che chiedono di poter lavorare e per alleggerire il traffico nel centro con una mobilità a basso impatto ambientale – dichiarano il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo e il segretario  Fiom Cgil Palermo Francesco Foti –. Vigileremo sul rispetto dei tempi, la città non può sopportare altri cantieri infiniti”.  

L'incontro si è svolto all'assessorato alla Mobilitò di via Ausonia, alla presenza dell'ingegnere Marco Pellerito, Rup del sistema Tram Palermo e dirigente presso l'Amat e dei tecnici del Comune. A Fiom e Fillea è stato spiegato l'iter che porterà all'approvazione del progetto: entro settembre i progetti delle tre nuove linee saranno inviati alla commissione nazionale Lavori pubblici per il via alle procedure.  Anche il Comune definirà nel frattempo i passaggi burocratici; il percorso dovrebbe concludersi nei primi mesi del 2020, per partire subito dopo con i bandi di gara. Nel 2021 è previsto l'inizio dei  lavori. La realizzazione delle tre linee dovrebbe concludersi entro il 2024.

Cgil Campania: per Whirlpool è incentivo solo se vincolato a piano industriale

أربعاء, 07/08/2019 - 15:07

“Gli interventi dello Stato possono rappresentare un importante incentivo solo se vincolati a una continuità produttiva e a un piano industriale che non rinunci alle attuali produzioni tecnologicamente avanzate dello stabilimento di via Argine”. Così il segretario generale Cgil Campania Nicola Ricci commenta le bozze del decreto legge Imprese approvato ieri dal Consiglio dei ministri, riferendosi al caso Whirlpool.

A suo giudizio, quindi, “l'azienda deve fare un passo indietro, riconfermando la gamma di prodotti che hanno fatto dello stabilimento di Napoli una delle punte d’eccellenza del settore del bianco. Se ciò avverrà, le organizzazioni sindacali potrebbero chiedere alla Regione Campania di attivare alcuni degli strumenti di programmazione e sviluppo del territorio, a partire dalle zone economiche speciali”. 

Network Contacts di Molfetta, la Slc chiede tavolo regionale e nazionale

أربعاء, 07/08/2019 - 14:56

Assemblea partecipatissima questa mattina (7 agosto) alla Network Contacts di Molfetta, indetta dalla Slc Cgil a seguito della procedura di licenziamento per oltre 300 persone aperta da uno dei più grandi call center italiani, 3mila dipendenti e grandi committenti nazionali. Oltre mille lavoratori che nonostante le difficoltà logistiche – alla fine si è tenuta nel piazzale sotto il sole delle 13 – hanno ascoltato e apprezzato le parole delle Rsa, del segretario generale della Slc Cgil di Bari, Vito Battista, del segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo. Altre due assemblee sono previste alle 14.30 e alle 17.

“La procedura di licenziamento – ha spiegato Vito Battista – è arrivata dopo il nostro no a un accordo proposto dall’azienda per contenere i costi del lavoro e che mette pesantemente le mani nelle tasche dei lavoratori. Non solo, fa retrocedere sul piano dei diritti e tocca anche istituti non disponibili come il Tfr. Oltre che a essere illegittima quella firma avrebbe avuto conseguenze disastrose sull’intero settore, mettendo in moto un’attività di dumping che avrebbe spinto chiunque a voler derogare dai contratti”.

“È una vertenza difficile che non si risolve solo a Molfetta – ha spiegato Pino Gesmundo – per questo abbiamo indetto un tavolo unitario delle categorie nazionale, che si è tenuto ieri alla presenza della Rsa aziendali, e che unitariamente ha definito non praticabile l’ipotesi di accordo proposto dall’azienda. A Roma, al Mise, dovremo discutere con le committenze, spesso istituti e aziende dello Stato, che non posso strozzare le aziende facendo a cascata ricadere i costi su chi lavora".

"Così come se difficoltà vi sono vanno risolte evitando i licenziamenti e facendo ricorsi a strumenti percorribili, dalla formazione – coinvolgendo la Regione circa i finanziamenti che vi sono sul tema per le imprese – agli ammortizzatori sociali se necessario, e abbiamo già chiesto un incontro alla Task Force regionale per l’Occupazione. Siamo fiduciosi si possa recedere dalla richiesta di licenziamento collettivo ma serve discutere su più tavoli e trovare soluzioni che non gravino sulle spalle dei lavoratori. Ai quali chiediamo di essere uniti”, ha aggiunto il sindacalsta.

“Qualsiasi ipotesi di accordo o strada che percorreremo sarà prima posta al vaglio dei dipendenti, tutto avverrà nella massima trasparenza – sottolinea il segretario generale della Cgil di Bari, Gigia Bucci -. All’azienda chiediamo di continuare ad essere quel soggetto affidabile e disponibile al confronto che abbiamo imparato a conoscere in questi anni”.

Lavoro stagionale, 8-9 agosto la campagna Filcams sul litorale pisano

أربعاء, 07/08/2019 - 13:14

“Backstage: “l lavoro che non vedi vale” è lo slogan della nuova campagna della Filcams Cgil per l’estate 2019 sul lavoro stagionale, che ha la finalità di denunciare le irregolarità e gli abusi nel settore e di informare le lavoratrici e lavoratori dei propri diritti, sia in costanza del rapporto di lavoro che alla sua cessazione, attraverso l'accesso alla Naspi.

Dopo l'iniziativa del 26 luglio nel centro storico di Volterra, la Filcams Cgil di Pisa sarà presente l’8 agosto “on the road” al Calambrone, facendo tappa con un camper negli stabilimenti balneari ed esercizi pubblici, e il 9 agosto in spiaggia a Tirrenia, dove verrà collocato un gazebo presso il Bagno degli americani dal quale partirà il volantinaggio lungo il litorale .

“Quest'anno - dichiara Caterina Ballanti, segretaria generale della Filcams Cgil di Pisa - vogliamo inoltre sensibilizzare e rendere consapevoli anche coloro che usufruiscono dell'offerta turistica del valore del lavoro e delle professionalità spesso non riconosciute e mortificate, che ci sono appunto ‘dietro le quinte’, nel back stage delle loro vacanze. Un esercito di 300mila lavoratori, centinaia nella sola provincia di Pisa, tra bagnini, cuochi, camerieri, baristi, addetti alle pulizie, receptionist che vengono assunti per la stagione estiva per allietare le nostre ferie estive, ma che in molti casi si trovano in situazioni di irregolarità”.

I dati del settore, anche sul territorio, sono preoccupanti. Nel 2018, su circa 700 denunce presentate all’Ispettorato del lavoro, il 70% riguardano proprio il settore del turismo e dei servizi, dati confermati dalle vertenze attivate presso gli uffici legali della Cgil di Pisa: lavoro nero, grigio, evasione contributiva, lavoratori assunti ed assicurati part time ma che lavorano invece 60 ore la settimana, senza nessun giorno di riposo, vere e proprie forme di cottimo. E poi ci si lamenta del fatto che non si riesce a trovare la necessaria manodopera stagionale oppure che i giovani non hanno voglia di lavorare. I giovani forse non vogliono essere più sfruttati! Che si incominci ad applicare i contratti collettivi nazionali, a garantire una giusta retribuzione, a rispettare i diritti fondamentali. La qualità dell’offerta turistica non può prescindere dalla qualità del lavoro. Per non parlare dei processi di esternalizzazione e di appalti, sopratutto nelle strutture alberghiere, dei servizi di pulizia, di facchinaggio, della ristorazione con l’utilizzo di personale: si tratta di lavoratori non direttamente assunti dall’impresa proprietaria della struttura, ma da terzi soggetti che spesso applicano contratti pirata .

“Dal nostro punto di vista - continua Ballanti - esiste un problema culturale nel fare impresa in questo settore: troppa improvvisazione, scarsa programmazione, assenza di investimenti a lungo termine volti a qualificare anche il lavoro. Le imprese vogliono d’estate personale qualificato, ma investono poco in formazione. Si parla del turismo come volano dell’economia, ed effettivamente rappresenta il 13% del Pil nazionale, ma mancano vere politiche di settore".

"Vogliamo richiamare, come ogni anno, l’attenzione degli organismi istituzionali preposti, delle amministrazioni locali ed associazioni datoriali affinché ci siano maggiori controlli e maggiore responsabilità sociale delle imprese. Stiamo sperimentando in questi anni sul territorio questa forma di ‘sindacato di strada’, scendendo in spiaggia o per le vie dei centri storici per cercare di avvicinare lavoratori invisibili, parlare dei loro diritti, farli uscire dal loro isolamento. Non è sicuramente semplice superare la paura e la diffidenza lo abbiamo visto nei loro occhi. Ma noi non ci arrendiamo. I diritti per la Filcams Cgil non vanno in vacanza e vogliamo che i lavoratori, anche stagionali, sappiano che se vogliono c’ un porto dove andare”, termina la nota.

Marche, aumenta la cassa integrazione straordinaria

أربعاء, 07/08/2019 - 11:54

L’analisi del II semestre delle ore di Cig autorizzate nelle Marche da un esito molto preoccupante. È quanto emerge dai dati Inps rielaborati dall’Ires Cgil Marche che mettono in risalto, confrontato il dato del secondo semestre 2019 con lo stesso periodo del 2018, un notevole aumento del ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Nello specifico la Cig per crisi o riorganizzazione si attesta a oltre mezzo milione di ore praticamente quintuplicate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+265%) e per la solidarietà sono state autorizzate 200mila ore (+37%).

Si registra invece una diminuzione del ricorso alla cassa integrazione ordinaria con un - 31,8% e 545mila ore complessivamente autorizzate. Per quanto concerne i macro settori, quello dell’industria segna una diminuzione del 20% delle ore di ordinaria ed un aumento del 354% della straordinaria per crisi o riorganizzazione. In aumento anche la solidarietà con oltre il 38%. Segnale incoraggianti arrivano invece dal settore edile dove diminuisce sia l’ordinaria (-67%) sia la straordinaria, praticamente azzerata rispetto al trimestre del 2018. Compare invece il ricorso dell’ordinaria nel settore del commercio con 23mila ore.

Andando nei settori specifici, nel metalmeccanico aumenta dell’874% il ricorso alla Cigs per crisi e riorganizzazione e del 75% quello alla solidarietà, mentre diminuisce la cassa ordinaria del 35%. La Cig ordinaria aumenta invece nel legno-mobile (+32%), nei tessili (+115%), nell’abbigliamento (+122%), mentre diminuisce nel calzaturiero e pelli (-34%). Complessivamente è la provincia di Ancona con quasi il 62% delle ore totali dell’intera regione a contribuire all’aumento del ricorso nelle Marche.

Dichiara Giuseppe Santarelli, segretario regionale Cgil Marche: “il sistema produttivo regionale è ancora avviluppato in una crisi profonda e preoccupante, sono 140 i tavoli di crisi aperti, che coinvolgono oltre 8mila lavoratori dell’industria e dei servizi. Sono oltre 3mila le aziende artigiane che hanno fatto richiesta degli ammortizzatori sociali ed oltre 20mila i lavoratori che licenziati nel 2019 hanno fatto richiesta di NASPI all’Inps”. Ecco perché, aggiunge, "urgono azioni concrete per far ripartire l'economia e va salvaguardata l'occupazione e allargata ai giovani. E' il lavoro il vero patrimonio da tutelare in questa Regione ed in questo Paese, alla ripresa vedo molto concreta la possibilità di un autunno molto caldo”.

A rischio lavoratori Almaviva Cagliari, sindacati chiedono incontro ad assessore

أربعاء, 07/08/2019 - 11:50

Una richiesta di incontro urgente all’assessora regionale del Lavoro Alessandra Zedda per discutere del futuro dei lavoratori della sede cagliaritana di Almaviva, la cui commessa è in scadenza il 30 settembre: lo hanno chiesto i segretari Slc Cgil e Uilcom Uil Alessandro Randaccio e Andrea Angius, preoccupati per l’incertezza sulla continuità dell’appalto. Da sei anni i quindici lavoratori svolgono, negli uffici in viale Monastir, l’attività di call center per la clientela italiana di American Express.

“Si tratta di un servizio compiuto sempre in modo esemplare e continuativo”, hanno detto Randaccio e Angius sottolineando che nel corso degli anni diversi datori di lavoro si sono avvicendati nella lavorazione della stessa commessa: prima Xerox, poi Conduent (attuale titolare dell'appalto) e da ottobre 2017, Almaviva (che ha rilevato il ramo d’azienda da Conduent). Fino a oggi sia l’appaltante Conduent che il committente American Express non hanno fornito alcuna risposta alle sollecitazioni sull’eventuale affidamento futuro della commessa, né all'azienda Almaviva né alle organizzazioni sindacali.

“Siamo purtroppo ancora in attesa di risposte sul prosieguo della commessa, scaduta il 30 marzo e prorogata fino al 30 settembre – hanno detto i segretari Slc e Uilcom – soprattutto in riferimento al mantenimento dell’occupazione in un settore, quello dei call center, molto importante nel mercato del lavoro sardo, e agli investimenti dell’azienda Almaviva in Sardegna”. Da qui la richiesta formale di un incontro con l’assessora regionale del Lavoro e di un tavolo istituzionale “per ricercare, attraverso un costruttivo confronto, soluzioni che salvaguardino tutti i lavoratori coinvolti.

Incendio nel capannone, muore migrante in Basilicata

أربعاء, 07/08/2019 - 11:27

A Metaponto di Bernalda (Matera) una donna nigeriana è morta stamani (7 agosto) a causa di un incendio divampato in un capannone dove stabilmente vivono decine di migranti impegnati nella raccolta nei campi agricoli. Sul posto Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri e operatori sanitari del 118. Dalle indagini in corso risulta che l'esplosione di una bombola carica di gas potrebbe essere stata la causa dell'incendio che è stato spento dopo quattro ore dai Vigili del fuoco, giunti dai vari presidi della zona: dei tre capannoni, uno - dove è stato trovato il cadavere - è completamente distrutto, gli altri due hanno subito danni minori. Nei capannoni dell'ex complesso industriale "La Felandina", i migranti vivono da anni in condizioni precarie.

“È inaccettabile che per la risoluzione di una questione aperta sul tema della sicurezza dei braccianti stranieri sul territorio lucano, si debba attendere il verificarsi dell’ennesima tragedia con la perdita di una vita umana”,  commenta  Angelo Summa, Segretario generale Cgil Basilicata, sulla tragica morte di una bracciante nigeriana avvenuta questa mattina all’alba nelle campagne del metapontino.

“La Cgil Matera – continua il segretario generale Eustachio Nicoletti – aveva già sollecitato l’intervento tempestivo delle autorità competenti, per consentite ai braccianti operati nel metapontino di poter lavorare in sicurezza. Dalle visite che i rappresentanti delle categorie avevano fatto, anche nella struttura della Felandina, erano state rilevate condizioni estremamente critiche, sia sul piano sanitario sia su quello della sicurezza sul lavoro”.

“Purtroppo la nostra denuncia – fanno eco Vincenzo Esposito e Michele Andriulli, segretari di categoria della Flai Basilicata e Matera – è rimasta inascoltata e oggi paghiamo le conseguenze dell’immobilità di una classe dirigente sempre più distante dai problemi reali del lavoro e della vita delle persone”.

“Nell’area del metapontino – riprende Summa – si registra una significativa presenza di lavoratori migranti durante tutto l’anno, per l’attività di coltivazione di diverse tipologie di prodotti ortofrutticoli. La questione rimane quella di affrontare in maniera adeguata il tema dell’attività lavorativa dei migranti in un’area ad alta necessità di manodopera. Per queste ragioni occorre assumere tale ed importante questione come priorità, con interventi strutturali per lo sviluppo del tessuto socio-economico regionale”.

“L’impegno a farsi carico della risoluzione del problema dell’accoglienza, con l’individuazione di alcune strutture dedicate e adeguatamente allestite, è oggi solo sulla carta e nessun passo avanti è stato fatto. L’accoglienza dei migranti agricoli stagionali è una problematica di grande rilevanza, che richiede un modello di integrazione che superi l’emergenza e la ricerca di soluzioni straordinarie", aggiunge il sindacalista.

La Cgil Basilicata chiede a Regione, Prefettura, Provincia di intervenire in coordinamento per attuare il già approvato e finanziato progetto di accoglienza nella provincia di Matera e in particolare nel Metapontino che permetterebbe di liberare il centro abusivo della Felandina e le relative condizioni disumane a cui sono sottoposti i lavoratori migranti.

"Prima di tutto viene il dolore che è priorità in una situazione complessa come questa, legata a un problema mondiale come quello dei migranti, che è gestito in primis dagli amministratori locali con pochi mezzi e tanti problemi da affrontare". Così all'Ansa il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, ha commentato la tragedia. "Abbiamo da tre mesi una ordinanza di sgombero degli immobili, occupati da circa 500 persone, ma i tempi della burocrazia sono quelli che sono". 

Operaio muore schiacciato dal proprio trattore

أربعاء, 07/08/2019 - 11:06

Un operaio di 41 anni, Guido Holzer, impiegato per il frantoio Benza di Dolcedo (Imperia), è morto schiacciato dal trattore su cui lavorava. La disgrazia è avvenuta questa mattina (7 agosto), verso le 6.40, per motivi ancora in fase di accertamento da parte dei carabinieri. Da quanto riportano le agenzie sembra che il mezzo si sia prima inclinato su un fianco e poi rovesciato. Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118 e i vigili del fuoco, ma nonostante i ripetuti tentativi di rianimare l'operaio, non c'è stato modo per tenerlo in vita.

Holzer, originario di Trento, lascia la moglie, impiegata nella stessa ditta, e un figlio di un anno e mezzo.