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Niente stipendi alla Edison Giocattoli, è sciopero

اثنين, 14/10/2019 - 16:10

Saranno in sciopero per 8 ore domani (martedì 15 ottobre) i lavoratori della Edison Giocattoli di Barberino del Mugello (Firenze), con un un presidio organizzato da Filctem Cgil e Femca Cisl dalle 9 alle 11 davanti alla sede dell’azienda in via Meucci, accanto all’Outlet. A motivare la protesta, spiegano i sindacati, “sono i ritardi accumulati nel pagamento degli stipendi negli ultimi otto mesi (per certe tipologie di lavoratori si arriva ad alcune migliaia di euro di arretrati), la perdurante mancanza degli investimenti necessari a rilanciare l’attività (che presenta problemi di liquidità più che di lavoro), l’esigenza di ammodernare i macchinari, la mancanza di risposte da parte della proprietà”.

Spiegano ancora Alessandro Lippi (Filctem Cgil Firenze) e Mirko Zacchei (Femca Cisl): “I lavoratori, più di trenta, sono stanchi di questa situazione. Alcuni di loro si sono già dimessi, senza contare che già qualche settimana fa fu fatto un altro sciopero di 8 ore. Da parte della proprietà urgono risposte sul mantenimento del sito produttivo, sull’ammodernamento delle strutture, sul pagamento degli stipendi arretrati. Coinvolgeremo sulla vertenza anche le istituzioni del territorio, con cui presto ci sarà un incontro” concludono i due sindacalisti.

Livorno, 15 ottobre fiaccolata per caduti sul lavoro tra le forze dell'ordine

اثنين, 14/10/2019 - 15:49

“Invitiamo la cittadinanza, le istituzioni, le autorità e le forze politiche e sociali della provincia di Livorno a partecipare, martedì 15 ottobre alle ore 21, largo Attias, alla Giornata nazionale commemorativa dei caduti sul lavoro tra le forze dell’ordine. Sarà una fiaccolata silenziosa e senza insegne, in concomitanza con altre province italiane, che si concluderà sotto le lapidi dei caduti della Polizia di Stato, nel piazzale antistante la Questura”. Così in una nota i sindacati Siulp, Sap, Siap, Fsp, Coisp e Silp Cgil/Uil Polizia.

“Sensibilizziamo alla partecipazione tutta la cittadinanza, indipendentemente da qualsiasi tipo di appartenenza. Invitiamo famiglie con bambini e scolaresche a stringersi intorno a noi”, aggiungono i sindacati di Livorno: “Al fine di evitare il rischio di qualsiasi strumentalizzazione divisiva, si rende necessaria la presenza delle istituzioni, delle forze sociali e politiche in rappresentanza della società civile e dello Stato. Non chiediamo più potere, ‘mani libere’ eccetera: chiediamo maggiori tutele, per la nostra incolumità e per la sicurezza collettiva, per aberrazioni giuridiche che talvolta si verificano. Chiediamo di lavorare in condizioni, contemporaneamente, di maggior legalità democratica e maggior efficienza, al fine di garantire la sicurezza di uno Stato civile e democratico”.

Siria, 15 ottobre presidio sindacati a Venezia

اثنين, 14/10/2019 - 15:05

Cgil, Cisl e Uil di Venezia “esprimono tutta la loro indignazione e preoccupazione per i bombardamenti turchi contro la popolazione curda e aderiscono all’invito di mobilitazione lanciato dai sindacati nazionali organizzando un presidio che si terrà presso la sede del Consolato della Turchia a Venezia in Via Pacinotti 4, Marghera, domani 15 ottobre alle ore 17.30”. Ne danno notizia le tre sigle in una nota unitaria.

Ama (Roma): Cgil, ciclo dei rifiuti va commissariato

اثنين, 14/10/2019 - 15:03

“Preoccupano le parole del presidente del Collegio dei sindaci di Ama, Mauro Lonardo. La situazione di precarietà in cui da due anni a questa parte è stata spinta la partecipata è sotto gli occhi di tutti. La mancanza di scelte incisive adesso appare irresponsabile. L'unico vero progetto sembra quello di mandare un intero sistema al collasso”. A dirlo è la Cgil di Roma e Lazio: “Quest'amministrazione sembra perseguire la crisi, ci riconsegna un ciclo più debole e una città più sporca, con i lavoratori che operano in condizioni persino peggiori del passato”.

Per la Cgil territoriale “non è pensabile che, senza aver progettato un solo impianto, avendo spinto su un porta a porta fatto male e portato avanti peggio, si continuino a mandare messaggi tranquillizzanti mentre la casa brucia. Il disastro sulla raccolta delle utenze non domestiche, ad esempio, dimostra come l'incapacità di ascoltare il sindacato produce risultati assai negativi tanto per la città quanto per gli operatori. Come abbiamo già detto, non ci sembra ci sia più alcun margine per aspettarsi risultati dalla giunta Raggi. Il ciclo va commissariato e servono soluzioni straordinarie per aiutare la capitale nell'immediato e dare a Roma un'impiantistica all'altezza della sfida”.

Appalti pulizie scuole, dalla Toscana in 200 a Roma

اثنين, 14/10/2019 - 15:00

Domani (martedì 15 ottobre) saranno in sciopero nazionale le addette alla pulizia e alla sorveglianza nelle scuole in appalto. I sindacati hanno organizzato per una manifestazione a Roma (ore 10, piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati); la motivazione riguarda l’internalizzazione del personale in appalto nel mondo scuola, che avverrà dal 1° gennaio. Un traguardo che arriva dopo anni di lotte ma che a qualcuno sarà precluso: il bando statale prevede oltre 10 mila assunzioni, ma attualmente in Italia le lavoratrici di questo settore sono 16mila e ad oggi, stando ai parametri inseriti nel bando, molte di loro (circa 5mila) non hanno i requisiti per partecipare.

“In Toscana ci sono circa 800 lavoratrici nel settore degli appalti delle pulizie scolastiche, 200 di loro con tutte le Filcams delle Toscana saranno in piazza alla manifestazione a Roma domani”, dice Stefano Nicoli, segretario generale di Filcams Cgil Toscana. Che aggiunge: “Centinaia di persone rischiano di perdere il lavoro, chiediamo che il governo - coi ministeri interessati - individui dei percorsi per salvaguardare anche chi ha storie lavorative diverse. Vanno trovate soluzioni che abbiano il segno della solidarietà e dell’inclusione e che rappresentino una risposta complessiva al tema della precarietà, per non dividere e contrapporre i lavoratori. Il governo e la politica devono intervenire anche alla luce del colpevole comportamento delle imprese che hanno aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 16mila lavoratori”.

Abbanoa: sindacati, la Regione deve fare chiarezza

اثنين, 14/10/2019 - 14:51

“La situazione di grave disagio vissuta dai lavoratori di Abbanoa registra un ulteriore peggioramento per via delle dichiarazioni della giunta regionale sul futuro della società”. Lo denunciano i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil della Sardegna in attesa di una risposta alla richiesta d’incontro inoltrata da giorni e mai arrivata. “Abbiamo letto sui giornali delle difficoltà legate all’approvazione del bilancio e delle perplessità sul management aziendale”, spiegano i segretari regionali Francesco Garau, Marco Nappi e Pierluigi Loi, sottolineando che “la giunta e l’assessore sembrano avere una visione diversa della società e dell’attuale assetto nella gestione della risorsa idrica”.

A questo proposito le tre sigle ricordano le battaglie di lavoratori e sindacati per far sì che Abbanoa potesse garantire una prospettiva per i servizi ai cittadini e per la stabilità di chi ci lavora: “Sono stati anni difficili e restano ancora aperte questioni legate alla gestione dei rapporti sindacali e dei suoi riflessi sui lavoratori – precisano Garau, Nappi e Loi –. Proprio per questo è indispensabile conoscere direttamente dalla Regione quali siano i progetti futuri”.

Nonostante la sollecitazione all’assessorato ai Lavori pubblici, non sembra per adesso urgente convocare i rappresentanti dei lavoratori. “L’assenza di risposte – fanno sapere le categorie – non potrà essere tollerata a lungo perché le problematiche dei lavoratori sono sempre più pesanti e gravi: dalle minacce agli operatori da parte degli utenti stanchi dei continui disservizi alle decine di situazioni di pesante stress nell’affrontare i carichi di lavoro”.

“Per queste ragioni – hanno detto i segretari regionali di categoria – abbiamo necessità di sapere se la giunta regionale ritiene che ci sarà un nuovo interlocutore, una nuova società, o comunque di capire qual è il disegno della maggioranza che governa la Regione”. Nel frattempo, saranno organizzate una serie di assemblee in tutti i territori: “Per noi sono prioritari, oltre all’efficienza del servizio, la sicurezza, la qualità e la certezza del lavoro, così come il riconoscimento delle professionalità e dei risultati ottenuti negli anni – concludono Garau, Nappi e Loi annunciando che il sindacato si adopererà con tutti i mezzi affinché queste problematiche siano affrontate con serietà e determinazione, a partire da qualunque nuovo assetto voglia proporre la giunta”.

Caporalato: sindacati, fatti di Terracina sono gravissimi

اثنين, 14/10/2019 - 14:42

“I fatti di Terracina sono gravissimi e sono l'ennesima dimostrazione che gli appelli del sindacato a intervenire in modo più costante contro lo sfruttamento dei braccianti non sono allarmismo, ma la constatazione quotidiana di un fenomeno sottovalutato dalle istituzioni”. A dirlo sono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, commentando l'arresto di un imprenditore a Terracina (Latina), denunciato per aver ripetutamente minacciato gli operai agricoli anche sparando diversi colpi verso di loro per spronarli a lavorare di più.

“Nei prossimi giorni organizzeremo una manifestazione a Terracina per denunciare, ancora una volta, le condizioni in cui lavorano i nostri braccianti, e per sollecitare governo e Parlamento a seguire quanto chiediamo da tempo su trasporto dei lavoratori, alloggi, controlli e ispezioni”, proseguono i sindacati: “Altro strumento indispensabile è la Rete del lavoro agricolo di qualità, che a Latina non funziona e in molti territori non è ancora stata realizzata. Tutti elementi fondamentali per applicare la legge 199 nella sua interezza, e per fare prevenzione a tutto campo contro caporalato e sfruttamento”.

Appalti nelle scuole, centinaia i posti a rischio a Lecce

اثنين, 14/10/2019 - 14:37

“L’internalizzazione degli appalti per le pulizie nelle scuole pubbliche partirà il 1° gennaio, ma riguarderà solo 11.200 lavoratori su 16.000 in tutta Italia. Intanto le aziende hanno già avviato le procedure di licenziamento collettivo. Solo in provincia di Lecce sono stati accantonati appena 451 posti di lavoro a fronte di 700 addetti”. Lo afferma in una nota la Camera del lavoro salentina, ricordando lo sciopero con manifestazione nazionale in programma per domani (15 ottobre) a Roma.

I sindacati di categoria (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti) pretendono “l’allargamento della platea dei lavoratori internalizzati per non perdere neanche un posto di lavoro. La richiesta delle organizzazioni sindacali è chiara: un tavolo a Palazzo Chigi che coinvolga anche altri ministeri, in modo da trovare una soluzione complessiva che non lasci fuori dal processo di internalizzazione alcun lavoratore. C’è bisogno – dicono – di individuare modalità, strumenti e risorse necessarie per trovare una soluzione più inclusiva possibile. È inaccettabile, infatti, che un percorso capace di mettere fine ad anni di difficoltà si concluda con licenziamenti e perdita di migliaia di posti di lavoro. Occorrono soluzioni nel segno della solidarietà e dell’inclusione e che rappresentino una risposta complessiva al tema della precarietà”.

Regione Umbria, i lavoratori approvano il contratto integrativo decentrato

اثنين, 14/10/2019 - 14:28

“Si sono svolte il questi giorni le assemblee dei dipendenti della Regione Umbria, al termine delle quali è stato approvato il contratto decentrato integrativo per gli anni 2019-2021 presentato da Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl e Rsu dell'ente”. Ne danno notizia le tre sigle in una nota. “Le trattative in Regione – spiegano i sindacati – non sono state affatto semplici nel cercare la completa applicazione di tutti gli istituti contrattuali e per dare ampio respiro alla contrattazione stessa, vista la complessità dell'ente che oggi è composto da circa 1.150 dipendenti e cinque sedi distaccate in tutta la Regione”.

A complicare la situazione, aggiungono i sindacati, “è stata poi la particolare situazione politica in cui la Regione Umbria si è trovata negli ultimi mesi, che ha reso incerto l'esito dell'intesa tra i sindacati e l'amministrazione. Alla fine l'impegno e la caparbietà nel voler rivedere i vari istituti contrattuali, dando applicazione anche alle novità introdotte dal nuovo contratto nazionale siglato il 21 maggio 2018, hanno portato all'elaborazione di un decentrato integrativo che consente un aumento delle indennità, la reintroduzione delle specifiche responsabilità tolte nel 2018, la previsione di un welfare integrativo, nonché le progressioni economiche che consentono una valorizzazione del personale e uno scatto economico sia per il 2019 che per il 2020”.

Blu Jet, 25 ottobre sciopero

اثنين, 14/10/2019 - 14:20

Si inasprisce la vertenza Blu Jet, la società di collegamento marittimo veloce di continuità territoriale tra Messina e la Calabria. Il personale aderente a Filt Cgil e Uiltrasporti ha proclamato una seconda giornata di sciopero delle ore 21 di giovedì 24 ottobre alle ore 21 di venerdì 25. La prima azione di sciopero “non ha portato ad alcun riscontro né dai vertici territoriali di Blu Jet né da parte di Rfi” e ora i sindacati chiedono “una convocazione presso il ministero dei Trasporti con il coinvolgimento del governo e delle forze politiche nazionali e regionali”.

“Un'azienda pubblica che ha negli obblighi del proprio codice etico trasparenza e legalità non può non porsi il problema dell'equo trattamento contrattuale tra dipendenti delle società che fanno tutte riferimento al gruppo Fs”, affermano i segretari provinciali Carmelo Garufi (Filt Cgil) e Michele Barresi (Uiltrasporti): “Ai circa 80 dipendenti di Blu Jet viene ormai da mesi applicato impropriamente il contratto marittimo, sebbene la società faccia parte di Rfi e sia nata, per legge di Stato, al fine di espletare un servizio di continuità ferroviaria per passeggeri nell'area dello Stretto. I dipendenti Blu Jet percepiscono un salario inferiore di circa il 40 per cento rispetto ai colleghi che svolgono medesime funzioni cui è riconosciuto il contratto delle attività ferroviarie”.

Grafici editoriali: Slc-Uilcom, verso lo sciopero del 25 ottobre

اثنين, 14/10/2019 - 13:18

Rivendicano un contratto nazionale che non viene rinnovato dal 2015, ma non vogliono sentir parlare di parti di salario già consolidate da convertire in welfare obbligatorio, né di modifiche al sistema degli orari di lavoro senza corrispettivi economici: i lavoratori del settore grafico-editoriale scendono in piazza con uno sciopero nazionale di otto ore venerdì 25 ottobre. La mobilitazione, proclamata da Slc e Uilcom per un contratto dignitoso, prevede anche un presidio a Milano, di fronte alla sede di Assografici, in piazza Castello, 28, dalle ore 10. Per permettere ai lavoratori di parteciparvi, i sindacati hanno organizzato un servizio di bus da Bergamo.

Proprio nella provincia bergamasca si concentrano importanti aziende del settore, con un alto numero di dipendenti: dai circa 500 lavoratori di Nuovo istituto di arti grafiche di Bergamo ed Eurogravure di Treviglio (recentemente acquisite dal gruppo Elcograf) ai circa 800 dipendenti del gruppo Boost di San Paolo d’Argon, azienda che ha riunito Lediberg, Arti grafiche Johnson e Castelli poligrafiche. Si aggiungono poi aziende di medie dimensioni, come Graphicscalve di Vilminore e Costa di Mezzate (120 dipendenti), Icis di Mozzo (circa 100), Errestampa di Orio al Serio (80 dipendenti),  Elcograf di Madone (60 dipendenti) e Pozzoni spa, con sedi a Filago e Cisano (130 dipendenti totali). Nel complesso, si stima che gli addetti del settore siano circa 2.000, mentre a livello nazionale il settore grafico editoriale multimediale occupa 80.000 lavoratori.

“La crisi del settore è storica, cronica e strutturale e a Bergamo ha avuto pesanti ripercussioni sui lavoratori, con un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Diverse aziende hanno chiuso e abbiamo assistito a una consistente e dolorosa riduzione degli organici – commentano Paolo Turani, Slc, e Bruno Locatelli, Uilcom di Bergamo –. Tuttora è in corso (e durerà due anni) un periodo di cassa integrazione straordinaria nel gruppo Boost, mentre ci aspettiamo nel 2020 un ricorso alla cigs anche nel gruppo Elcograf, in considerazione dell’ulteriore riduzione della stampa periodica. Questo difficile quadro ha determinato forti sofferenze per l’andamento della contrattazione di secondo livello. Già si sono ridotti i salari nelle aziende coinvolte, il ccnl non può e non deve in nessun modo seguire le stesse dinamiche. Infine, l’attuale partita contrattuale deve portare a un urgente confronto con le istituzioni, per delineare indispensabili interventi a sostegno del settore, a partire dal tema degli ammortizzatori sociali”. Da oggi Slc e Uilcom provinciali hanno avviato una serie di assemblee con i lavoratori in tutte le aziende del settore della provincia di Bergamo.

Cnh taglia e dismette, sciopero a Modena

اثنين, 14/10/2019 - 13:06

Sciopero di due ore martedì 15 ottobre dei 1.700 addetti dei due stabilimenti Cnh di Modena (in via Pico della Mirandola e San Matteo). La protesta è indetta dalla Fiom Cgil. Previsto un corteo, con partenza alle ore 10 (dall’ingresso di via Ramelli), e un presidio nel piazzale davanti allo stabilimento, dove contestualmente si terrà anche una conferenza stampa (alle ore 11). Presenti alla manifestazione i segretari della Fiom Cgil di Modena Cesare Pizzolla, della Fiom Cgil dell’Emilia Romagna Samuele Lodi, della Cgil di Modena Manuela Gozzi. Partecipano anche delegati delle aziende modenesi dell’indotto Cnhi e una delegazione di lavoratori dello stabilimento di Pregnana Milanese che “nell'immediato – spiega la Fiom – pagheranno il prezzo più alto di questo piano industriale”.

Sotto accusa è il piano industriale del gruppo 2019-2022. La Fiom Cgil sottolinea “lo scostamento tra il piano finanziario presentato a inizio settembre con tutti gli indicatori in forte crescita (fatturato, Ebit, rendimento delle attività industriali), piano accolto con favore da borsa e azionisti con tanto di brindisi, e il piano produttivo e occupazionale illustrato a Torino il 1° ottobre scorso, che presenta invece un conto salatissimo ai lavoratori del gruppo con chiusure di stabilimenti, esuberi di personale e ricorso agli ammortizzatori sociali”.

Il piano industriale, infatti, prevede “la chiusura entro la fine del 2022 dello stabilimento di Pregnana Milanese (260 addetti); la trasformazione del sito produttivo di San Mauro Torinese in piattaforma logistica, che non sarà in grado di riassorbire tutti i lavoratori presenti oggi nel plant; l’apertura di nuove procedure di cassa integrazione a San Mauro. Oltre a incertezze su altri stabilimenti legate all’andamento del piano in relazione al mercato”.

A Modena al momento non sono previsti tagli, ma la Fiom rileva che “da questo piano industriale ne escono più deboli tutti i lavoratori, per una riduzione della capacità industriale istallata di Cnhi, in quanto nel 2019 è obiettivo della proprietà procedere allo spin off di Iveco. Sono anni che Cnhi ristruttura, basti pensare alle chiusure di Imola e Irisbus”. La Fiom, assieme alle altre organizzazioni sindacali, ha già inviato “una richiesta di incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico: è bene che il governo faccia la propria parte e convochi immediatamente l’azienda per cambiare il piano industriale, garantendo l’occupazione”.

Microcast (Bologna), 15 ottobre sciopero

اثنين, 14/10/2019 - 12:46

A fronte dell'importante crisi finanziaria che sta coinvolgendo la Microcast di Borgonuovo (Bologna), Fiom Cgil e Fim Cisl proclamano per martedì 15 ottobre uno sciopero di due ore, con manifestazione davanti ai cancelli (in via Primo Maggio 1), a partire dalle ore 14.30. Contestualmente è convocata una conferenza stampa alle ore 15.

Cgil, 15 ottobre dibattito con ministri Speranza e Catalfo

اثنين, 14/10/2019 - 12:34

Con l’iniziativa “Cambiamento è... lavoro, sicurezza, prevenzione: le proposte della Cgil” che si tiene martedì 15 ottobre a Roma, alle ore 9 presso la sede della Cgil nazionale (corso d’Italia 25), si conclude la VI edizione delle Giornate del lavoro promosse dalla Confederazione. Un’edizione itinerante, quella di quest’anno, ospitata dalle città di Bologna, Lecce e Roma

A introdurre i lavori è la segretaria confederale della Cgil Rossana Dettori. Seguono gli interventi dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza delle categorie Filt, Fillea, Fp, Nidil, Flai, Fiom, Filctem e di un medico competente aziendale. Inoltre, danno il loro contributo Maurizio De Carli (responsabile dipartimento Relazioni sindacali Cna), Cristina Grieco (coordinatrice commissione Lavoro e Istruzione della Conferenza delle Regioni), Giuseppe Lucibello (direttore generale Inail), Fabio Pontrandolfi (Area Lavoro, Welfare e Capitale umano Confindustria), Roberto Speranza (ministro della Salute), Nunzia Catalfo (ministra del Lavoro e delle Politiche sociali). Le conclusioni sono affidate al segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

RadioArticolo1, i programmi di lunedì 14 ottobre

اثنين, 14/10/2019 - 10:36

RadioArticolo1, i programmi di lunedì 14 ottobre:

  • ore 09:00 - Voltapagina - Rassegna stampa del lavoro. Con Giorgio Sbordoni
  • ore 10:00 - Work in news - Il diritto al contratto. Con Alessio Ammannati, Filt Cgil Toscana - Amazzonia depredata. Interviene Roberta Turi, Fiom Cgil Milano - Il processo Stige. Parla Mirto Bassoli, Cgil Emilia-Romagna. A cura di Patrizia Pallara
  • ore 10:30 - Campania Lavoro - Sanità privata ancora in piazza. Con Marco D’Acunto, Fp Cgil - A lumini spenti. Con Ciro Alvieri, Fiom Cgil Napoli
  • ore 11:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
    ore 11:05 - Italia Parla -
  • ore 11:30 – Elleesse - Diritti umani, il vero cambiamento. Con Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia
  • ore 12:00 - Gierreesse - Giornale Radio Sociale
  • ore 12:05 - Elleradio - I rider e il caporale: se lo sfruttamento diventa digitale. Intervengono Lorenzo Fassina, giuslavorista; Antonio Crispino, Corriere della Sera; Luca Stanzione, Filt Cgil Lombardia; Ruben Zappoli, rider. In studio Silvia Simoncini, Nidil Cgil. A cura di Stefano Iucci
  • ore 15:00 - Quadrato Rosso. La formazione va in rete - Il genere al centro di un ciclo di corsi organizzato a Torino. Con Giancarlo Pelucchi, Cgil; Cristina Ricci, formatrice; Monica Inviglia, Cgil Piemonte; Luca Quagliotti, corsista 
  • ore 15:30 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
    ore 15:35 - Elleservizi -
  • ore 15:45 - Senioradio - Medici di montagna. A Villadossola il quarto ambulatorio. Interviene Raffaele Porcu, vicepresidente Auser Ossola
  • ore 16:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 16:05 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 16:30 - Ellemondo - Un premio per l'Africa. Interviene Antonella Napoli, Focus on Africa. A cura di Martina Toti
  • ore 16:35 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 17:00 - Tempi Moderni. Il lavoro in 3D - Il Varco. Per non dimenticare la seconda guerra mondiale. A cura di Emanuele Di Nicola
  • ore 17:30 - Scaffale lavoro - Il diritto e il rovescio. Il servizio pubblico oggi. Interviene Roberto Zaccaria, autore. A cura di Emiliano Sbaraglia
  • ore 18:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro

Alitalia verso l'ennesimo rinvio. Filt: serve chiarezza

اثنين, 14/10/2019 - 09:54

“Ci preoccupa un eventuale nuovo rinvio e soprattutto che, a due giorni dalla scadenza del 15 ottobre, non sembra esserci ancora chiarezza da parte del governo sul partner industriale”. A dirlo è il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito su Alitalia, spiegando che “è allarmante dopo tutto questo tempo ancora non aver scelto in quale grande alleanza mondiale stare, perché sottintende una mancanza di visione strategica rispetto al futuro della compagnia”. Secondo il dirigente nazionale della Filt “rispetto a questo e al semplice investimento statale nella compagnia di bandiera, comunque un’iniziativa positiva, se volta alla crescita, la politica dovrebbe fare un ragionamento più strutturato e ad ampio raggio sul trasporto aereo in Italia”.

Per Fabrizio Cuscito il fatto “che il nostro Paese non abbia una partecipazione, seppur piccola, in nessuno dei consorzi che costruiscono aeromobili è un fattore che non ci permetterà mai di crescere al pari degli altri in campo aeronautico. Come Paese, in un'ottica più ampia, dovremmo cercare di intervenire lì dove abbiamo possibilità rispetto alle grandi industrie produttrici di aeromobili, che governano il mercato, e quindi investire, per esempio, nel consorzio Airbus come hanno fatto la Francia, la Germania e la Spagna. Questo permetterebbe alle compagnie aeree italiane come Alitalia, ma anche Air Italy, Blue Panorama e le altre, di acquistare nuovi aerei sul mercato a prezzi più competitivi rispetto al resto del mondo”. Il segretario nazionale della Filt Cgil così conclude: “Il fatto che la politica non abbia mai riflettuto su una forma di partecipazione in quel consorzio rappresenta una miopia della nostra classe dirigente, rispetto alla questione Alitalia e del trasporto aereo italiano”.

Landini, serve patente a punti per le imprese

اثنين, 14/10/2019 - 09:47

“Non bisogna aver paura di usare parole forti perché questa è la realtà. I morti, gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali sono in drammatico aumento, parliamo ormai di una vera e propria strage”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, evidenziando che “sono i numeri purtroppo a dirlo. Se guardiamo i dati degli ultimi dodici anni, 17 mila persone sono morte sul lavoro o mentre si recavano o tornavano dal posto di lavoro. Numeri che fanno indignare, si continua a morire come si moriva quaranta, cinquanta anni fa”.

Per il leader della Cgil “ha ragione il presidente Mattarella, quando dice che ‘la sicurezza sul lavoro è una priorità sociale e non si possono accettare passivamente le tragedie che si ripetono’. È ora di agire. Prevenzione è la parola d’ordine. C’è sicuramente un problema di formazione che va fatta a chi comincia a lavorare, periodicamente a chi già lavora, a chi opera in appalto. Ma va svolta anche agli imprenditori, visto che il tessuto produttivo italiano è fatto di tante piccole e medie imprese”.

Maurizio Landini, infine, sollecita l'adozione di “una specie di ‘patente a punti’ per le imprese. Un documento che indichi quanti infortuni hanno avuto, cos'è successo, quale affidabilità hanno sulla sicurezza, che diventi elemento di valutazione nell'attribuzione degli appalti. Serve, infine, rafforzare le funzioni ispettive e di prevenzione negli ispettorati e nelle Asl, il che significa assunzioni e risorse”.

Pedretti (Spi), pensionati del tutto spariti dai radar

اثنين, 14/10/2019 - 09:39

"A poche ore dalla presentazione della prossima manovra di bilancio i pensionati italiani sono del tutto spariti dai radar. Non c'è infatti alcun impegno da parte del governo per la definizione di una legge sulla non autosufficienza né sulla rivalutazione delle pensioni e sull'estensione della 14esima". A dirlo è il segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti in una nota.

"Durante l'incontro che abbiamo avuto con il governo appena venerdì scorso – osserva il sindacalista – era emersa la volontà di dare le prime risposte anche a milioni di persone anziane e in pensione. Di tutto questo oggi non troviamo più alcuna traccia e questo non va affatto bene".

"I pensionati - conclude Pedretti - rischiano così di essere fortemente discriminati. Servono segnali precisi e risposte concrete. Se non dovessero arrivare siamo pronti a confermare la nostra mobilitazione scendendo in piazza insieme a Fnp Cisl e Uilp Uil il prossimo 16 novembre a Roma".

Serve la clausola sociale, casellanti in sciopero

اثنين, 14/10/2019 - 08:29

Seconda giornata di sciopero oggi (lunedì 14 ottobre) dei 14 mila lavoratori casellanti e dipendenti delle società autostradali indetta da da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Viabilità e logistica. A motivare la protesta, iniziata domenica 13, è “la fase di stallo nel rinnovo del contratto, scaduto da dieci mesi, determinata fondamentalmente dal gruppo Gavio, rappresentato dall'associazione Fise Acap”. Lo stop è di otto ore per le tratte autostradali delle concessionarie associate a Fise Acap, mentre è di quattro ore per le società concessionarie di Federreti (fra cui Autostrade per l'Italia).

I sindacati, nel corso della riunione nazionale dei delegati e delegate che si è tenuta giovedì 10 ottobre a Torino, hanno anche dato "avvio a una serie d'iniziative nei confronti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, compresa una manifestazione nazionale a Roma, affinché nei bandi di gara per le nuove concessioni autostradali sia inserita una clausola di salvaguardia sociale e contrattuale". Lo sciopero odierno è il terzo dall'inizio della vertenza, e arriva dopo quelli proclamati durante l'esodo estivo.

Cgil, Cisl e Uil rilevano "che, alla luce del mutato scenario nel settore con concessioni scadute o in scadenza, emerge la necessità inderogabile di definire, nell'ambito del ccnl, sia una clausola sociale che tuteli i lavoratori rispetto alla continuità occupazionale sia una clausola contrattuale che sancisca l’applicazione dello stesso contratto, e conseguentemente il mantenimento dei trattamenti economici e normativi". Su questo punto, per i sindacati, serve l'azione decisa "del ministero che, nella fase di predisposizione dei bandi di gara, deve prendersi i propri impegni sulla salvaguardia del personale, come richiesto nel documento unitario. Rimettiamo in movimento il Paese”.

La clausola è particolarmente pregnante in questo momento perché a breve saranno in scadenza diverse concessioni autostradali (alcune in Piemonte sano già scadute), che coinvolgono direttamente 4 mila dipendenti. La "clausola sociale" impone che, in caso di rinnovo di concessione, il contratto di lavoro dei dipendenti delle società concessionarie non avrà interruzione, verranno quindi garantiti i diritti previsti dall'articolo 18 (per gli assunti prima del Jobs Act) e poi i livelli salariali e occupazionali. "Purtroppo - spiegano i sindacati - lo stesso ministero dei Trasporti non ha inserito la clausola sociale nel bando per il rinnovo delle concessioni già scadute, in particolare le concessioni in Piemonte Ativa e A21 Torino-Piacenza del gruppo Gavio. Diventa più facile quindi per le società private tenere il punto della clausola sociale se nemmeno l'ex ministro Toninelli si era preoccupato di farla inserire nel bando".