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Updated: 4 hours 14 min ago

Alitalia: accordo firmato, cigs per 830 lavoratori

Sat, 23/03/2019 - 10:41

Firmato l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria in Alitalia. L’intesa proroga la cigs richiesta dalla compagnia aerea per altri sei mesi, quindi fino al 23 settembre prossimo. La misura riguarda 830 lavoratori a rotazione, di cui 70
comandanti, 60 assistenti di volo e 700 addetti del personale di terra, diminuendo di 530 unità la precedente cassa integrazione (che ammontava a 1.360). 

"I numeri della cassa integrazione a zero ore sono quasi dimezzati, e c'è l’impegno ad azzerarli”, commenta Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil: “Con questo nuovo accordo, come organizzazioni sindacali, in un contesto sempre più difficile e di estrema incertezza sul futuro della compagnia, ci siamo assunti nuovamente le nostre responsabilità". L'esponente sindacale, però, ora chiede al ministero dello Sviluppo economico di "fare la propria parte, assumersi le proprie responsabilità, convocando al più presto le organizzazioni sindacali sul piano industriale di Alitalia, dal quale ci attendiamo
sviluppo e nessun taglio occupazionale e salariale”.

Alitalia: accordo firmato, cigs per 830 lavoratori

Sat, 23/03/2019 - 10:41

Firmato l’accordo sulla cassa integrazione straordinaria in Alitalia. L’intesa proroga la cigs richiesta dalla compagnia aerea per altri sei mesi, quindi fino al 23 settembre prossimo. La misura riguarda 830 lavoratori a rotazione, di cui 70
comandanti, 60 assistenti di volo e 700 addetti del personale di terra, diminuendo di 530 unità la precedente cassa integrazione (che ammontava a 1.360). 

"I numeri della cassa integrazione a zero ore sono quasi dimezzati, e c'è l’impegno ad azzerarli”, commenta Fabrizio Cuscito, segretario nazionale della Filt Cgil: “Con questo nuovo accordo, come organizzazioni sindacali, in un contesto sempre più difficile e di estrema incertezza sul futuro della compagnia, ci siamo assunti nuovamente le nostre responsabilità". L'esponente sindacale, però, ora chiede al ministero dello Sviluppo economico di "fare la propria parte, assumersi le proprie responsabilità, convocando al più presto le organizzazioni sindacali sul piano industriale di Alitalia, dal quale ci attendiamo
sviluppo e nessun taglio occupazionale e salariale”.

Livorno, lavoratori della sanità in stato di agitazione

Fri, 22/03/2019 - 17:58

“Ancora una volta la direzione della Usl Toscana Nord Ovest mostra un comportamento arrogante e sprezzante nei confronti dei lavoratori, dei loro legittimi rappresentanti e dei cittadini. La mancanza di una politica sanitaria degna di questo nome e la mancanza di un piano occupazionale fanno si che ogni giorno si corra dietro all'emergenza e a cercare di tamponare le falle. I risultati sono sotto gli occhi di tutti”. A scriverlo in una nota sono Simone Assirelli e Mauro Scalabrini della segreteria Fp Cgil della provincia di Livorno.

“La tanto declamata assunzione di 100 lavoratori decisa unilateralmente dall'azienda – scrivono i due sindacalisti - non copre il turnover e l'apertura dei nuovi servizi. Mancano le assunzioni per vari profili e le graduatorie o non ci sono o sono esaurite. Diversi primari andranno presto in pensione: chiediamo che siano rimpiazzati nel più breve tempo possibile”.

La Fp Cgil parla di “sconsiderati e cervellotici tentativi di riorganizzazione del personale con tentativi di spostare i lavoratori da un servizio all'altro (un esempio il tentativo di riorganizzazione dei tecnici di radiologia della neuroradiologia/chirurgia vascolare/emodinamica) producendo soltanto un aumento dei carichi di lavoro e dei rischi per lavoratori e cittadini”.

Inoltre, prosegue il sindacato, “la mancanza di letti di medicina costringe ad 'appoggiare' i pazienti in chirurgia. La situazione non riguarda solo il periodo del picco influenzale, ma è strutturale, con aggravio dei carichi per i lavoratori e dei disagi per i pazienti. Senza contare il rischio dell’allungamento delle liste di attesa”.

“Il tanto annunciato potenziamento dei servizi territoriali non ha mai visto la luce – insistono Assirelli e Scalabrini - É aumentata la richiesta ma non il personale per garantire le giuste condizioni di lavoro e l’apertura dei servizi durante tutta la settimana”.

“Per costringere la direzione aziendale a trovare una soluzione a tutto questo e per far sì che a pagare non siano sempre i soliti noti il giorno 13 Marzo la Fp-Cgil ha proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del comparto e della dirigenza medica”, concludono i segretari Fp Cgil.

Settantacinque anni fa la strage delle Fosse Ardeatine

Fri, 22/03/2019 - 16:42

Il 23 marzo 1944 a Roma, in Via Rasella, una bomba esplode colpendo un drappello di soldati tedeschi. Alle ore 22.55 del 24 marzo il comando tedesco dirama alla stampa italiana il comunicato dell’avvenuta rappresaglia contro i ‘comunisti badogliani’. “Nel pomeriggio del 23 marzo 1944 - si legge nel comunicato - elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bombe contro una colonna tedesca di Polizia in transito per via Rasella. In seguito a questa imboscata, trentadue uomini della Polizia tedesca sono stati uccisi e parecchi feriti. La vile imboscata fu eseguita da comunisti badogliani. Sono ancora in atto le indagini per chiarire fino a che punto questo criminoso fatto è da attribuirsi ad incitamento angloamericano. Il Comando tedesco è deciso a stroncare l’attività di questi banditi scellerati. Nessuno dovrà sabotare impunemente la cooperazione italo-tedesca nuovamente affermata. Il Comando tedesco, perciò, ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato siano fucilati dieci criminali comunisti badogliani. Quest’ordine è già stato eseguito”.

Nel libro La farfalla impazzita Giulia Spizzichino ricorda: “Non ricordo come, ma a un certo punto si venne a sapere che alle Fosse Ardeatine c’era un numero impressionante di cadaveri. Non si sapeva esattamente chi vi fosse sepolto, ma era chiaro che si trattava di prigionieri prelevati dalle carceri dopo l’attacco di via Rasella. Erano loro gli scomparsi, e poi c’era stato l’annuncio sul giornale della rappresaglia eseguita. Il comando tedesco non aveva mai comunicato i nomi delle persone trucidate, ma le famiglie che non avevano notizie dei propri cari non si facevano illusioni circa loro sorte. Chi andò alle cave a vedere riferì che era impossibile solo pensare di dare un nome alle vittime".

"Quei corpi erano rimasti là sotto per quasi tre mesi ed erano tutti ammassati - scrive ancora Spizzichino - a formare un unico groviglio. Qualcuno propose di chiudere l’entrata, rendendo il luogo una grande tomba comune. Le famiglie degli scomparsi però non lo accettavano. Le figlie del generale Simoni, per esempio, si opposero violentemente, obiettando che in quel modo non avrebbero mai saputo se il loro padre fosse lì dentro. Quando l’odio produce effetti tanto devastanti, per averne ragione non c’è che l’opera dell’amore. Chi si offrì di compierla fu un medico ebreo, il dottor Attilio Ascarelli. Un uomo stupendo, non ho altri modi per definirlo, che impegnò nella difficile impresa tutta la sua passione, la sua professionalità. Voleva attribuire un volto a ciascuno di quei miseri resti. Iniziò a separare i corpi uno per uno, dato che si erano attaccati. Attraverso i ritagli degli abiti e gli oggetti che avevano addosso - i documenti erano stati loro sottratti - riuscì un po’ alla volta a ottenere il riconoscimento di quasi tutti. Naturalmente anche la mia famiglia fu coinvolta, tanti dei nostri cari mancavano all’appello, ma io andai sul posto poche volte, mia madre non voleva condurmi con sé. Ero sempre triste ogni volta che tornavo alle Fosse Ardeatine! Ricordo che c’erano tanti pezzetti di stoffa lavati e sterilizzati, appesi a dei fili con le mollette. Erano numerati, per effettuare un riconoscimento bisognava annotarsi quei numeri. All’epoca i vestiti venivano fatti su misura dal sarto, non c’erano abiti confezionati come adesso, quindi le donne di casa tenevano da parte degli avanzi della stoffa per poterla utilizzare per le riparazioni. Per noi, come per tanti, è stata una fortuna. Solo così abbiamo potuto ritrovare i nostri familiari, li abbiamo riconosciuti attraverso la comparazione dei tessuti. Un pezzetto di stoffa per il nonno Mosè, un altro per lo zio Cesare. Mio cugino Franco, i suoi sogni e i suoi presentimenti: tutto in qualche lembo di tessuto! E ogni volta quanto dolore, quanto quanto dolore...".

Carla Capponi, tra i partecipanti all’azione in via Rasella, nel suo libro Con cuore di donna. Il Ventennio, la Resistenza a Roma, via Rasella: i ricordi di una protagonista scrive: “Dopo la liberazione di Roma, quando si indagò su quella strage si scoprì che solo tre delle vittime erano state condannate a morte con sentenza; neppure il tribunale tedesco installato a via Lucullo aveva avuto il coraggio o la possibilità di emettere una sentenza che desse appoggio legale a quel massacro. Volevano fare intendere che al di sopra di tutte le leggi del diritto e della morale, c’erano gli ordini del comando nazista, il Deutschland über alles, della razza ariana, destinata a dominare tutte le altre considerate inferiori e per le quali non c’era bisogno né di tribunale né di sentenze. Avevano assassinato in fretta gli ostaggi, occultato i cadaveri e lasciato le famiglie senza notizie, così che ciascuna potesse sperare che i propri cari non fossero nel numero dei destinati alla morte e aspettassero fiduciose. Per questo non fecero indagini, non cercarono i partigiani, non usarono il mezzo del ricatto chiedendo la resa dei Gap. L’eccidio doveva consumarsi per vendetta, non per cercare giustizia".

"Volevano nascondere un altro crimine - si legge ancora nell'opera di Carla Capponi - l’avere ucciso quindici persone oltre i trecentoventi dichiarati, come scoprimmo quando, liberata Roma, furono riesumate le salme: trecentotrentacinque. I tedeschi uccisi erano stati trentadue, uno dei settanta feriti era morto durante la notte a seguito delle ferite: Kappler decise di sua iniziativa di aggiungere dieci vittime a quelle già predestinate e, nella fretta di dare immediata esecuzione all’eccidio, ne prelevarono dal carcere quindici, cinque in più della vile proporzione tra caduti tedeschi e prigionieri da assassinare, quindici in più di quelli autorizzati dal comando di Kesserling. Dell’errore si rese conto Priebke mentre svolgeva l’incarico di ‘spuntare’ le vittime prima dell’esecuzione, rilevandole da un elenco all’ingresso delle cave Ardeatine, luogo prescelto per l’esecuzione e l’occultamento dei cadaveri. Lui stesso e Kappler decisero di assassinare anche quei cinque, rei di essere testimoni scomodi della strage”.

Scrive Edoardo Grassia nel volume Sabato Martelli Castaldi. Il generale partigiano (Mursia Editore): “Iniziò l’esecuzione: cinque militari tedeschi prendevano in consegna cinque vittime, le facevano entrare nella cava, che era debolmente illuminata da torce tenute da altri militari posti ad una certa distanza l’uno dall’altro, e le accompagnavano fino in fondo. Dopo aver percorso una galleria dritta, solo alla fine di questa, si svoltava a sinistra, in un altro tunnel che si apriva orizzontalmente. Qui i soldati costrinsero le vittime ad inginocchiarsi e, infine, ciascuno di essi sparò un solo colpo. Alla presa in consegna delle vittime, il capitano Priebke provvedeva a cancellarne il nome dall’elenco". 

"Apparvero i primi cinque, ma non so chi sparò con me. Non posso dire chi ordinò il fuoco (nel senso che non ricordava, ndr). L’ordine fu: puntare, fuoco. Il colpo venne sparato con una pistola mitragliatore portatami da un sottufficiale. […] I primi non furono trasportati da me ma da altri. Avevano le mani legate alla schiena e si dovevano inginocchiare con la faccia al muro. Vennero portati in fondo al corridoio. Il luogo era debolmente illuminato con le fiaccole tanto da poter debolmente vedere il punto sul quale si doveva sparare. Sparai una volta e uscii fuori il più presto possibile". Hans Clemens, in servizio presso l’Aussenkommando Rom der Sicherheitpolizei und des SD, nella sua deposizione al processo che lo vide tra gli imputati insieme al tenente colonnello Kappler, affermò: "Quando sparai io, le cinque vittime furono portate nelle cave da soldati, noi ci disponemmo dietro e, all’ordine, sparammo un colpo solo. Le vittime erano in ginocchio e, dopo che caddero, alcuni soldati trasportarono i cadaveri verso il fondo delle caverne dove si trovavano già i cadaveri delle prime. Io poi uscii dalla cava e non entrai più, ma ritengo che le altre esecuzioni siano avvenute allo stesso modo".

Il 73° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine è stato nel 2017 l’occasione per inaugurare il sito www.mausoleofosseardeatine.it. Il sito ha due obbiettivi: fornire ai più giovani e a tutti i visitatori una guida interattiva alla visita al mausoleo realizzata con contributi audio e video e raccogliere, rendendoli disponibili on line,  materiali documentari inerenti la strage, la storia di Roma e del Lazio durante la seconda guerra mondiale, le biografie delle 335 vittime delle quali riportiamo a seguire l'elenco completo:

Agnini Ferdinando - Studente di medicina.
Albanese Teodato - Avvocato.
Albertelli Pilo - Professore di filosofia; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Amoretti Ivanoe - Sottotenente in servizio permanente effettivo (partigiano).
Angelai Aldo - Macellaio.
Angeli Virgilio - Pittore.
Angelini Paolo - Autista.
Angelucci Giovanni - Macellaio.
Annarumi Bruno - Stagnino.
Anticoli Lazzaro - Venditore ambulante; pugile.
Artale Vito - Tenente Generale d'artiglieria (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Astrologo Cesare - Lucidatore.
Aversa Raffaele - Capitano dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Avolio Carlo - Impiegato S.A.I.B.
Ayroldi Antonio - Maggiore del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.
Azzarita Manfredi - Capitano di cavalleria (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Baglivo Ugo - Avvocato.
Ballina Giovanni - Contadino (CLN).
Banzi Aldo - Geometra.
Barbieri Silvio - Architetto.
Benati Nino - Banchista.
Bendicenti Donato - Avvocato; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Berardi Lallo - Manovale.
Bernabei Elio - Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.
Bernardini Secondo - Commerciante.
Bernardini Tito - Magazziniere.
Berolsheimer Aldo - Commesso.
Blumstein Giorgio Leone - Banchiere.
Bolgia Michele - Ferroviere.
Bonanni Luigi - Autista.
Bordoni Manlio - Impiegato.
Bruno Di Belmonte Luigi - Proprietario.
Bucchi Marcello - Disegnatore (Fronte Militare Clandestino).
Bucci Bruno - Impiegato.
Bucci Umberto - Impiegato.
Bucciano Francesco - Impiegato.
Bussi Armando - Impiegato delle Ferrovie dello Stato Medaglia d'oro al valor militare.
Butera Gaetano - Pittore; soldato carrista (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Buttaroni Vittorio - Autista (partigiano).
Butticé Leonardo - Meccanico.
Calderari Giuseppe - Contadino (partigiano).
Camisotti Carlo - Asfaltista (Brigate Garibaldi).
Campanile Silvio - Commerciante.
Canacci Ilario - Cameriere.
Canalis Salvatore - Professore di lettere.
Cantalamessa Renato - Falegname.
Capecci Alfredo - Meccanico.
Capozio Ottavio - Impiegato postale.
Caputo Ferruccio - Studente.
Caracciolo Emanuele - Regista e tecnico cinematografico.
Carioli Francesco - Fruttivendolo.
Carola Federico - Capitano d'aviazione (Fronte Militare Clandestino).
Carola Mario - Capitano di fanteria (Fronte Militare Clandestino).
Casadei Andrea - Falegname.
Caviglia Adolfo - Impiegato.
Celani Giuseppe - Ispettore capo dei servizi annonari.
Cerroni Oreste - Tipografo.
Checchi Egidio - Meccanico.
Chiesa Romualdo - Studente; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Chiricozzi Aldo Francesco - Impiegato.
Ciavarella Francesco - Marinaio.
Cibei Duilio - Falegname.
Cibei Gino - Meccanico.
Cinelli Francesco - Impiegato (CLN).
Cinelli Giuseppe - Portatore ai mercati generali.
Cocco Pasquale - Studente.
Coen Saverio - Commerciante; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Conti Giorgio - Ingegnere (CLN).
Corsi Orazio - Falegname.
Costanzi Guido - Impiegato (Fronte Militare Clandestino).
Cozzi Alberto - Meccanico; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
D'Amico Cosimo - Amministratore teatrale.
D'Amico Giuseppe - Impiegato.
D'Andrea Mario - Ferroviere.
D'Aspro Arturo - Ragioniere.
De Angelis Gerardo - Regista cinematografico; partigiano combattente (Centro informazioni) - Medaglia d'argento al valor militare.
De Carolis Ugo - Maggiore dei Carabinieri Reali (Capo di stato maggiore del Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
De Giorgio Carlo - Impiegato.
De Grenet Filippo - Impiegato; tenente di complemento (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Della Torre Odoardo - Avvocato.
Del Monte Giuseppe - Impiegato.
De Marchi Raoul - Impiegato.
De Nicolò Gastone - Studente.
De Simoni Fidardo - Operaio.
Di Capua Zaccaria - Autista.
Di Castro Angelo - Commesso.
Di Consiglio Cesare - Venditore ambulante.
Di Consiglio Franco - Macellaio.
Di Consiglio Marco - Macellaio.
Di Consiglio Mosè - Commerciante.
Di Consiglio Salomone - Venditore ambulante.
Di Consiglio Santoro - Macellaio.
Di Nepi Alberto - Commerciante.
Di Nepi Giorgio - Viaggiatore.
Di Nepi Samuele - Commerciante.
Di Nola Ugo - Rappresentante di commercio.
Diociajuti Pier Domenico - Commerciante.
Di Peppe Otello - Falegname ebanista.
Di Porto Angelo - Commesso.
Di Porto Giacomo - Venditore ambulante.
Di Porto Giacomo - Venditore ambulante.
Di Salvo Gioacchino - Impiegato (Democrazia del Lavoro).
Di Segni Armando - Commerciante.
Di Segni Pacifico - Venditore ambulante.
Di Veroli Attilio - Commerciante.
Di Veroli Michele - Collaboratore del padre commerciante.
Drucker Salomone - Pellicciaio (Partito Socialista Polacco).
Duranti Lido - Operaio.
Efrati Marco - Commerciante.
Elena Fernando - Artista.
Eluisi Aldo - Pittore; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Ercolani Giorgio - Tenente colonnello del Regio Esercito.
Ercoli Aldo - Pittore.
Fabri Renato - Commerciante.
Fabrini Antonio - Stagnino (CLN).
Fano Giorgio - Dottore in scienze.
Fantacone Alberto - Dottore in legge; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Fantini Vittorio - Farmacista.
Fatucci Sabato Amadio - Venditore ambulante.
Felicioli Mario - Elettrotecnico.
Fenulli Dardano - Maggior Generale (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Ferola Enrico - Fabbro.
Finamonti Loreto - Commerciante (CLN).
Finocchiaro Arnaldo - Elettricista.
Finzi Aldo - Imprenditore agricolo; ex sottosegretario del Ministero degli Interni del governo Mussolini (Democrazia del Lavoro).
Fiorentini Valerio - Autista meccanico.
Fiorini Fiorino - Maestro musica.
Fochetti Angelo - Impiegato (Corpo Volontari della Libertà).
Fondi Edmondo - Impiegato commerciante.
Fontana Genserico - Tenente dei Carabinieri Reali, dottore in giurisprudenza (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Fornari Raffaele - Commerciante.
Fornaro Leone - Venditore ambulante.
Forte Gaetano - Commerciante; carabiniere di leva - partigiano combattente (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Foschi Carlo - Commerciante.
Frasca Celestino - Muratore.
Frascà Paolo - Impiegato (CLN).
Frascati Angelo - Commerciante.
Frignani Giovanni - Tenente colonnello dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Funaro Alberto - Commerciante.
Funaro Mosè - Commerciante.
Funaro Pacifico - Autista.
Funaro Settimio - Venditore ambulante.
Galafati Angelo - Pontarolo Bandiera Rossa.
Gallarello Antonio - Falegname ebanista.
Gavioli Luigi - Impiegato.
Gelsomini Manlio - Medico (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Gesmundo Gioacchino - Professore di Filosofia; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Giacchini Alberto - Assicuratore.
Giglio Maurizio Cervo - Tenente di P.S. dei "Metropolitani" di Roma (OSS) - Medaglia d'oro al valor militare. Al Ten. Maurizio Giglio è intitolata la caserma delle Volanti della Polizia di Stato a Roma, in via G. Reni.
Gigliozzi Romolo - Autista.
Giordano Calcedonio - corazziere (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Giorgi Giorgio - Ragioniere.
Giorgini Renzo - Industriale.
Giustiniani Antonio - Cameriere.
Gorgolini Giorgio - Ragioniere (Fronte Militare Clandestino).
Gori Gastone - Muratore.
Govoni Aladino - Figlio del poeta Corrado Govoni; Capitano dei granatieri; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Grani Umberto - Maggiore della Regia Aeronautica in congedo.
Grieco Ennio - Elettromeccanico.
Guidoni Unico - Studente.
Haipel Mario - Maresciallo del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino).
Iaforte Domenico - Calzolaio.
Ialuna Sebastiano - Agricoltore.
Imperiali Costantino - Rappresentante di vini.
Intreccialagli Mario - Calzolaio.
Kereszti Sandor - Ufficiale.
Landesman Boris - Commerciante.
La Vecchia Gaetano - Ebanista.
Leonardi Ornello - Commesso.
Leonelli Cesare - Avvocato.
Liberi Epidemio - Industriale.
Lidonnici Amedeo - Industriale (Fronte Militare Clandestino).
Limentani Davide - Commerciante.
Limentani Giovanni - Commerciante.
Limentani Settimio - Commerciante.
Lombardi Ezio - Impiegato.
Lo Presti Giuseppe - Dottore in legge; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Lordi Roberto - Generale della Regia Aeronautica (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Lotti Giuseppe - Stuccatore.
Lucarelli Armando - Tipografo.
Luchetti Carlo - Stagnaro.
Luna Gavino - Impiegato delle Regie Poste (CLN).
Lungaro Pietro Ermelindo - Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza.
Lunghi Ambrogio - Asfaltista.
Lusena Umberto - Maggiore del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Luzzi Everardo - Metallurgico.
Magri Mario - Capitano d'artiglieria (Fronte Militare Clandestino).
Manca Candido - brigadiere dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Mancini Enrico - Commerciante.
Marchesi Alberto - Commerciante, ex ardito bersagliere; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Marchetti Duilio - Autista.
Margioni Antonio - Falegname.
Marimpietri Vittorio - Impiegato.
Marino Angelo - Piazzista.
Martella Angelo
Martelli Castaldi Sabato - Generale della Regia Aeronautica (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Martini Placido - Avvocato; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Mastrangeli Fulvio - Impiegato.
Mastrogiacomo Luigi - Custode del ministero delle Finanze.
Medas Giuseppe - Avvocato.
Menasci Umberto - Commerciante.
Micheli Ernesto - Imbianchino.
Micozzi Emidio - Commerciante.
Mieli Cesare - Venditore ambulante.
Mieli Mario - Negoziante.
Mieli Renato - Negoziante.
Milano Raffaele - Viaggiatore.
Milano Tullio - Impiegato.
Milano Ugo - Impiegato.
Mocci Sisinnio.
Montezemolo, Giuseppe Cordero Lanza di - Colonnello del Regio Esercito (comandante del Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Moretti Augusto.
Moretti Pio - Contadino.
Morgano Santo - Elettromeccanico.
Mosca Alfredo - Elettrotecnico.
Moscati Emanuele - Piazzista.
Moscati Pace - Venditore ambulante.
Moscati Vito - Elettricista.
Mosciatti Carlo - Impiegato.
Napoleone Agostino - Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.
Natili Celestino - Commerciante.
Natili Mariano - Commerciante.
Navarra Giuseppe - Contadino.
Ninci Sestilio - Tramviere.
Nobili Edoardo - Meccanico (Fronte Militare Clandestino).
Norma Fernando - Ebanista.
Orlandi Posti Orlando - Studente; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Ottaviano Armando - Dottore in lettere.
Paliani Attilio - Commerciante.
Pappagallo Pietro - Sacerdote (Fronte militare clandestino) - Medaglia d'oro al merito civile.
Pasqualucci Alfredo - Calzolaio.
Passarella Mario - Falegname.
Pelliccia Ulderico - Carpentiere.
Pensuti Renzo - Studente.
Pepicelli Francesco - Maresciallo dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Perpetua Remo - Rigattiere.
Perugia Angelo - Venditore ambulante.
Petocchi Amedeo.
Petrucci Paolo - Professore di lettere.
Pettorini Ambrogio - Agricoltore (partigiano).
Piasco Renzo - Ferroviere.
Piattelli Cesare - Venditore ambulante.
Piattelli Franco - Commesso.
Piattelli Giacomo - Piazzista.
Pierantoni Luigi - Medico.
Pierleoni Romolo - Fabbro.
Pignotti Angelo - Negoziante.
Pignotti Umberto - Impiegato.
Piperno Claudio - Commerciante.
Piras Ignazio - Contadino (partigiano).
Pirozzi Vincenzo - Ragioniere.
Pisino Antonio - Ufficiale di marina - Medaglia d'argento al valor militare.
Pistonesi Antonio - Cameriere.
Pitrelli Rosario - Meccanico.
Polli Domenico - Costruttore edile (CLN).
Portieri Alessandro - Meccanico.
Portinari Erminio - Geometra (Fronte Militare Clandestino).
Primavera Pietro - Impiegato.
Prosperi Antonio - Impiegato.
Pula Italo - Fabbro.
Pula Spartaco - Verniciatore.
Raffaeli Beniamino - Ebanista.
Rampulla Giovanni - Tenente colonnello (Fronte Militare Clandestino).
Rendina Roberto - Tenente colonnello d'artiglieria.
Renzi Egidio - Operaio.
Renzini Augusto - carabiniere (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Ricci Domenico - Impiegato.
Rindone Nunzio - Pastore (partigiano).
Rizzo Ottorino - Maggiore del Regio Esercito.
Roazzi Antonio - Autista.
Rocchi Filippo - Commerciante (CLN).
Rodella Bruno - Studente.
Rodriguez Pereira Romeo - Tenente dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Romagnoli Goffredo - Ferroviere.
Roncacci Giulio - Commerciante.
Ronconi Ettore - Contadino.
Saccotelli Vincenzo - Falegname.
Salemme Felice - Impiegato.
Salvatori Giovanni - Impiegato.
Sansolini Adolfo - Commerciante.
Sansolini Alfredo - Commerciante.
Savelli Francesco - Ingegnere.
Scarioli Ivano - Bracciante.
Scattoni Umberto - Pittore.
Sciunnach Dattilo - Commerciante.
Semini Fiorenzo - Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.
Senesi Giovanni - Esattore istituto di assicurazioni.
Sepe Gaetano - Sarto.
Sergi Gerardo - Brigadiere dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Sermoneta Benedetto - Venditore ambulante.
Silvestri Sebastiano - Agricoltore.
Simoni Simone - Generale (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Sonnino Angelo - Commerciante.
Sonnino Gabriele - Commesso.
Sonnino Mosè - Venditore ambulante.
Sonnino Pacifico - Commerciante.
Spunticchia Antonino - Meccanico.
Stame Nicola Ugo - Artista lirico; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Talamo Manfredi - Tenente colonnello dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Tapparelli Mario - Commerciante.
Tedesco Cesare - Commesso.
Terracina Sergio - Commesso.
Testa Settimio - Contadino.
Trentini Giulio - Arrotino.
Troiani Eusebio - Mediatore.
Troiani Pietro - Venditore ambulante.
Ugolini Nino - Elettromeccanico (Fronte Militare Clandestino).
Unghetti Antonio - Manovale.
Valesani Otello - Calzolaio.
Vercillo Giovanni - Impiegato (Fronte Militare Clandestino).
Villoresi Renato - Capitano del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Viotti Pietro - Commerciante.
Vivanti Angelo - Commerciante.
Vivanti Giacomo - Commerciante.
Vivenzio Gennaro.
Volponi Guido - Impiegato.
Wald Pesach Paul.
Wald Schra.
Zaccagnini Carlo - Avvocato (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Zambelli Ilario - Telegrafista (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Zarfati Alessandro - Commerciante.
Zicconi Raffaele - Impiegato.
Zironi Augusto - Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.

 

Settantacinque anni fa la strage delle Fosse Ardeatine

Fri, 22/03/2019 - 16:42

Il 23 marzo 1944 a Roma, in Via Rasella, una bomba esplode colpendo un drappello di soldati tedeschi. Alle ore 22.55 del 24 marzo il comando tedesco dirama alla stampa italiana il comunicato dell’avvenuta rappresaglia contro i ‘comunisti badogliani’. “Nel pomeriggio del 23 marzo 1944 - si legge nel comunicato - elementi criminali hanno eseguito un attentato con lancio di bombe contro una colonna tedesca di Polizia in transito per via Rasella. In seguito a questa imboscata, trentadue uomini della Polizia tedesca sono stati uccisi e parecchi feriti. La vile imboscata fu eseguita da comunisti badogliani. Sono ancora in atto le indagini per chiarire fino a che punto questo criminoso fatto è da attribuirsi ad incitamento angloamericano. Il Comando tedesco è deciso a stroncare l’attività di questi banditi scellerati. Nessuno dovrà sabotare impunemente la cooperazione italo-tedesca nuovamente affermata. Il Comando tedesco, perciò, ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato siano fucilati dieci criminali comunisti badogliani. Quest’ordine è già stato eseguito”.

Nel libro La farfalla impazzita Giulia Spizzichino ricorda: “Non ricordo come, ma a un certo punto si venne a sapere che alle Fosse Ardeatine c’era un numero impressionante di cadaveri. Non si sapeva esattamente chi vi fosse sepolto, ma era chiaro che si trattava di prigionieri prelevati dalle carceri dopo l’attacco di via Rasella. Erano loro gli scomparsi, e poi c’era stato l’annuncio sul giornale della rappresaglia eseguita. Il comando tedesco non aveva mai comunicato i nomi delle persone trucidate, ma le famiglie che non avevano notizie dei propri cari non si facevano illusioni circa loro sorte. Chi andò alle cave a vedere riferì che era impossibile solo pensare di dare un nome alle vittime".

"Quei corpi erano rimasti là sotto per quasi tre mesi ed erano tutti ammassati - scrive ancora Spizzichino - a formare un unico groviglio. Qualcuno propose di chiudere l’entrata, rendendo il luogo una grande tomba comune. Le famiglie degli scomparsi però non lo accettavano. Le figlie del generale Simoni, per esempio, si opposero violentemente, obiettando che in quel modo non avrebbero mai saputo se il loro padre fosse lì dentro. Quando l’odio produce effetti tanto devastanti, per averne ragione non c’è che l’opera dell’amore. Chi si offrì di compierla fu un medico ebreo, il dottor Attilio Ascarelli. Un uomo stupendo, non ho altri modi per definirlo, che impegnò nella difficile impresa tutta la sua passione, la sua professionalità. Voleva attribuire un volto a ciascuno di quei miseri resti. Iniziò a separare i corpi uno per uno, dato che si erano attaccati. Attraverso i ritagli degli abiti e gli oggetti che avevano addosso - i documenti erano stati loro sottratti - riuscì un po’ alla volta a ottenere il riconoscimento di quasi tutti. Naturalmente anche la mia famiglia fu coinvolta, tanti dei nostri cari mancavano all’appello, ma io andai sul posto poche volte, mia madre non voleva condurmi con sé. Ero sempre triste ogni volta che tornavo alle Fosse Ardeatine! Ricordo che c’erano tanti pezzetti di stoffa lavati e sterilizzati, appesi a dei fili con le mollette. Erano numerati, per effettuare un riconoscimento bisognava annotarsi quei numeri. All’epoca i vestiti venivano fatti su misura dal sarto, non c’erano abiti confezionati come adesso, quindi le donne di casa tenevano da parte degli avanzi della stoffa per poterla utilizzare per le riparazioni. Per noi, come per tanti, è stata una fortuna. Solo così abbiamo potuto ritrovare i nostri familiari, li abbiamo riconosciuti attraverso la comparazione dei tessuti. Un pezzetto di stoffa per il nonno Mosè, un altro per lo zio Cesare. Mio cugino Franco, i suoi sogni e i suoi presentimenti: tutto in qualche lembo di tessuto! E ogni volta quanto dolore, quanto quanto dolore...".

Carla Capponi, tra i partecipanti all’azione in via Rasella, nel suo libro Con cuore di donna. Il Ventennio, la Resistenza a Roma, via Rasella: i ricordi di una protagonista scrive: “Dopo la liberazione di Roma, quando si indagò su quella strage si scoprì che solo tre delle vittime erano state condannate a morte con sentenza; neppure il tribunale tedesco installato a via Lucullo aveva avuto il coraggio o la possibilità di emettere una sentenza che desse appoggio legale a quel massacro. Volevano fare intendere che al di sopra di tutte le leggi del diritto e della morale, c’erano gli ordini del comando nazista, il Deutschland über alles, della razza ariana, destinata a dominare tutte le altre considerate inferiori e per le quali non c’era bisogno né di tribunale né di sentenze. Avevano assassinato in fretta gli ostaggi, occultato i cadaveri e lasciato le famiglie senza notizie, così che ciascuna potesse sperare che i propri cari non fossero nel numero dei destinati alla morte e aspettassero fiduciose. Per questo non fecero indagini, non cercarono i partigiani, non usarono il mezzo del ricatto chiedendo la resa dei Gap. L’eccidio doveva consumarsi per vendetta, non per cercare giustizia".

"Volevano nascondere un altro crimine - si legge ancora nell'opera di Carla Capponi - l’avere ucciso quindici persone oltre i trecentoventi dichiarati, come scoprimmo quando, liberata Roma, furono riesumate le salme: trecentotrentacinque. I tedeschi uccisi erano stati trentadue, uno dei settanta feriti era morto durante la notte a seguito delle ferite: Kappler decise di sua iniziativa di aggiungere dieci vittime a quelle già predestinate e, nella fretta di dare immediata esecuzione all’eccidio, ne prelevarono dal carcere quindici, cinque in più della vile proporzione tra caduti tedeschi e prigionieri da assassinare, quindici in più di quelli autorizzati dal comando di Kesserling. Dell’errore si rese conto Priebke mentre svolgeva l’incarico di ‘spuntare’ le vittime prima dell’esecuzione, rilevandole da un elenco all’ingresso delle cave Ardeatine, luogo prescelto per l’esecuzione e l’occultamento dei cadaveri. Lui stesso e Kappler decisero di assassinare anche quei cinque, rei di essere testimoni scomodi della strage”.

Scrive Edoardo Grassia nel volume Sabato Martelli Castaldi. Il generale partigiano (Mursia Editore): “Iniziò l’esecuzione: cinque militari tedeschi prendevano in consegna cinque vittime, le facevano entrare nella cava, che era debolmente illuminata da torce tenute da altri militari posti ad una certa distanza l’uno dall’altro, e le accompagnavano fino in fondo. Dopo aver percorso una galleria dritta, solo alla fine di questa, si svoltava a sinistra, in un altro tunnel che si apriva orizzontalmente. Qui i soldati costrinsero le vittime ad inginocchiarsi e, infine, ciascuno di essi sparò un solo colpo. Alla presa in consegna delle vittime, il capitano Priebke provvedeva a cancellarne il nome dall’elenco". 

"Apparvero i primi cinque, ma non so chi sparò con me. Non posso dire chi ordinò il fuoco (nel senso che non ricordava, ndr). L’ordine fu: puntare, fuoco. Il colpo venne sparato con una pistola mitragliatore portatami da un sottufficiale. […] I primi non furono trasportati da me ma da altri. Avevano le mani legate alla schiena e si dovevano inginocchiare con la faccia al muro. Vennero portati in fondo al corridoio. Il luogo era debolmente illuminato con le fiaccole tanto da poter debolmente vedere il punto sul quale si doveva sparare. Sparai una volta e uscii fuori il più presto possibile". Hans Clemens, in servizio presso l’Aussenkommando Rom der Sicherheitpolizei und des SD, nella sua deposizione al processo che lo vide tra gli imputati insieme al tenente colonnello Kappler, affermò: "Quando sparai io, le cinque vittime furono portate nelle cave da soldati, noi ci disponemmo dietro e, all’ordine, sparammo un colpo solo. Le vittime erano in ginocchio e, dopo che caddero, alcuni soldati trasportarono i cadaveri verso il fondo delle caverne dove si trovavano già i cadaveri delle prime. Io poi uscii dalla cava e non entrai più, ma ritengo che le altre esecuzioni siano avvenute allo stesso modo".

Il 73° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine è stato nel 2017 l’occasione per inaugurare il sito www.mausoleofosseardeatine.it. Il sito ha due obbiettivi: fornire ai più giovani e a tutti i visitatori una guida interattiva alla visita al mausoleo realizzata con contributi audio e video e raccogliere, rendendoli disponibili on line,  materiali documentari inerenti la strage, la storia di Roma e del Lazio durante la seconda guerra mondiale, le biografie delle 335 vittime delle quali riportiamo a seguire l'elenco completo:

Agnini Ferdinando - Studente di medicina.
Albanese Teodato - Avvocato.
Albertelli Pilo - Professore di filosofia; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Amoretti Ivanoe - Sottotenente in servizio permanente effettivo (partigiano).
Angelai Aldo - Macellaio.
Angeli Virgilio - Pittore.
Angelini Paolo - Autista.
Angelucci Giovanni - Macellaio.
Annarumi Bruno - Stagnino.
Anticoli Lazzaro - Venditore ambulante; pugile.
Artale Vito - Tenente Generale d'artiglieria (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Astrologo Cesare - Lucidatore.
Aversa Raffaele - Capitano dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Avolio Carlo - Impiegato S.A.I.B.
Ayroldi Antonio - Maggiore del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.
Azzarita Manfredi - Capitano di cavalleria (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Baglivo Ugo - Avvocato.
Ballina Giovanni - Contadino (CLN).
Banzi Aldo - Geometra.
Barbieri Silvio - Architetto.
Benati Nino - Banchista.
Bendicenti Donato - Avvocato; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Berardi Lallo - Manovale.
Bernabei Elio - Ingegnere delle Ferrovie dello Stato.
Bernardini Secondo - Commerciante.
Bernardini Tito - Magazziniere.
Berolsheimer Aldo - Commesso.
Blumstein Giorgio Leone - Banchiere.
Bolgia Michele - Ferroviere.
Bonanni Luigi - Autista.
Bordoni Manlio - Impiegato.
Bruno Di Belmonte Luigi - Proprietario.
Bucchi Marcello - Disegnatore (Fronte Militare Clandestino).
Bucci Bruno - Impiegato.
Bucci Umberto - Impiegato.
Bucciano Francesco - Impiegato.
Bussi Armando - Impiegato delle Ferrovie dello Stato Medaglia d'oro al valor militare.
Butera Gaetano - Pittore; soldato carrista (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Buttaroni Vittorio - Autista (partigiano).
Butticé Leonardo - Meccanico.
Calderari Giuseppe - Contadino (partigiano).
Camisotti Carlo - Asfaltista (Brigate Garibaldi).
Campanile Silvio - Commerciante.
Canacci Ilario - Cameriere.
Canalis Salvatore - Professore di lettere.
Cantalamessa Renato - Falegname.
Capecci Alfredo - Meccanico.
Capozio Ottavio - Impiegato postale.
Caputo Ferruccio - Studente.
Caracciolo Emanuele - Regista e tecnico cinematografico.
Carioli Francesco - Fruttivendolo.
Carola Federico - Capitano d'aviazione (Fronte Militare Clandestino).
Carola Mario - Capitano di fanteria (Fronte Militare Clandestino).
Casadei Andrea - Falegname.
Caviglia Adolfo - Impiegato.
Celani Giuseppe - Ispettore capo dei servizi annonari.
Cerroni Oreste - Tipografo.
Checchi Egidio - Meccanico.
Chiesa Romualdo - Studente; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Chiricozzi Aldo Francesco - Impiegato.
Ciavarella Francesco - Marinaio.
Cibei Duilio - Falegname.
Cibei Gino - Meccanico.
Cinelli Francesco - Impiegato (CLN).
Cinelli Giuseppe - Portatore ai mercati generali.
Cocco Pasquale - Studente.
Coen Saverio - Commerciante; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Conti Giorgio - Ingegnere (CLN).
Corsi Orazio - Falegname.
Costanzi Guido - Impiegato (Fronte Militare Clandestino).
Cozzi Alberto - Meccanico; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
D'Amico Cosimo - Amministratore teatrale.
D'Amico Giuseppe - Impiegato.
D'Andrea Mario - Ferroviere.
D'Aspro Arturo - Ragioniere.
De Angelis Gerardo - Regista cinematografico; partigiano combattente (Centro informazioni) - Medaglia d'argento al valor militare.
De Carolis Ugo - Maggiore dei Carabinieri Reali (Capo di stato maggiore del Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
De Giorgio Carlo - Impiegato.
De Grenet Filippo - Impiegato; tenente di complemento (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Della Torre Odoardo - Avvocato.
Del Monte Giuseppe - Impiegato.
De Marchi Raoul - Impiegato.
De Nicolò Gastone - Studente.
De Simoni Fidardo - Operaio.
Di Capua Zaccaria - Autista.
Di Castro Angelo - Commesso.
Di Consiglio Cesare - Venditore ambulante.
Di Consiglio Franco - Macellaio.
Di Consiglio Marco - Macellaio.
Di Consiglio Mosè - Commerciante.
Di Consiglio Salomone - Venditore ambulante.
Di Consiglio Santoro - Macellaio.
Di Nepi Alberto - Commerciante.
Di Nepi Giorgio - Viaggiatore.
Di Nepi Samuele - Commerciante.
Di Nola Ugo - Rappresentante di commercio.
Diociajuti Pier Domenico - Commerciante.
Di Peppe Otello - Falegname ebanista.
Di Porto Angelo - Commesso.
Di Porto Giacomo - Venditore ambulante.
Di Porto Giacomo - Venditore ambulante.
Di Salvo Gioacchino - Impiegato (Democrazia del Lavoro).
Di Segni Armando - Commerciante.
Di Segni Pacifico - Venditore ambulante.
Di Veroli Attilio - Commerciante.
Di Veroli Michele - Collaboratore del padre commerciante.
Drucker Salomone - Pellicciaio (Partito Socialista Polacco).
Duranti Lido - Operaio.
Efrati Marco - Commerciante.
Elena Fernando - Artista.
Eluisi Aldo - Pittore; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Ercolani Giorgio - Tenente colonnello del Regio Esercito.
Ercoli Aldo - Pittore.
Fabri Renato - Commerciante.
Fabrini Antonio - Stagnino (CLN).
Fano Giorgio - Dottore in scienze.
Fantacone Alberto - Dottore in legge; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Fantini Vittorio - Farmacista.
Fatucci Sabato Amadio - Venditore ambulante.
Felicioli Mario - Elettrotecnico.
Fenulli Dardano - Maggior Generale (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Ferola Enrico - Fabbro.
Finamonti Loreto - Commerciante (CLN).
Finocchiaro Arnaldo - Elettricista.
Finzi Aldo - Imprenditore agricolo; ex sottosegretario del Ministero degli Interni del governo Mussolini (Democrazia del Lavoro).
Fiorentini Valerio - Autista meccanico.
Fiorini Fiorino - Maestro musica.
Fochetti Angelo - Impiegato (Corpo Volontari della Libertà).
Fondi Edmondo - Impiegato commerciante.
Fontana Genserico - Tenente dei Carabinieri Reali, dottore in giurisprudenza (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Fornari Raffaele - Commerciante.
Fornaro Leone - Venditore ambulante.
Forte Gaetano - Commerciante; carabiniere di leva - partigiano combattente (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Foschi Carlo - Commerciante.
Frasca Celestino - Muratore.
Frascà Paolo - Impiegato (CLN).
Frascati Angelo - Commerciante.
Frignani Giovanni - Tenente colonnello dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Funaro Alberto - Commerciante.
Funaro Mosè - Commerciante.
Funaro Pacifico - Autista.
Funaro Settimio - Venditore ambulante.
Galafati Angelo - Pontarolo Bandiera Rossa.
Gallarello Antonio - Falegname ebanista.
Gavioli Luigi - Impiegato.
Gelsomini Manlio - Medico (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Gesmundo Gioacchino - Professore di Filosofia; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Giacchini Alberto - Assicuratore.
Giglio Maurizio Cervo - Tenente di P.S. dei "Metropolitani" di Roma (OSS) - Medaglia d'oro al valor militare. Al Ten. Maurizio Giglio è intitolata la caserma delle Volanti della Polizia di Stato a Roma, in via G. Reni.
Gigliozzi Romolo - Autista.
Giordano Calcedonio - corazziere (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Giorgi Giorgio - Ragioniere.
Giorgini Renzo - Industriale.
Giustiniani Antonio - Cameriere.
Gorgolini Giorgio - Ragioniere (Fronte Militare Clandestino).
Gori Gastone - Muratore.
Govoni Aladino - Figlio del poeta Corrado Govoni; Capitano dei granatieri; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Grani Umberto - Maggiore della Regia Aeronautica in congedo.
Grieco Ennio - Elettromeccanico.
Guidoni Unico - Studente.
Haipel Mario - Maresciallo del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino).
Iaforte Domenico - Calzolaio.
Ialuna Sebastiano - Agricoltore.
Imperiali Costantino - Rappresentante di vini.
Intreccialagli Mario - Calzolaio.
Kereszti Sandor - Ufficiale.
Landesman Boris - Commerciante.
La Vecchia Gaetano - Ebanista.
Leonardi Ornello - Commesso.
Leonelli Cesare - Avvocato.
Liberi Epidemio - Industriale.
Lidonnici Amedeo - Industriale (Fronte Militare Clandestino).
Limentani Davide - Commerciante.
Limentani Giovanni - Commerciante.
Limentani Settimio - Commerciante.
Lombardi Ezio - Impiegato.
Lo Presti Giuseppe - Dottore in legge; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Lordi Roberto - Generale della Regia Aeronautica (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Lotti Giuseppe - Stuccatore.
Lucarelli Armando - Tipografo.
Luchetti Carlo - Stagnaro.
Luna Gavino - Impiegato delle Regie Poste (CLN).
Lungaro Pietro Ermelindo - Vice Brigadiere di Pubblica Sicurezza.
Lunghi Ambrogio - Asfaltista.
Lusena Umberto - Maggiore del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Luzzi Everardo - Metallurgico.
Magri Mario - Capitano d'artiglieria (Fronte Militare Clandestino).
Manca Candido - brigadiere dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Mancini Enrico - Commerciante.
Marchesi Alberto - Commerciante, ex ardito bersagliere; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Marchetti Duilio - Autista.
Margioni Antonio - Falegname.
Marimpietri Vittorio - Impiegato.
Marino Angelo - Piazzista.
Martella Angelo
Martelli Castaldi Sabato - Generale della Regia Aeronautica (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Martini Placido - Avvocato; partigiano combattente - Medaglia d'oro al valor militare.
Mastrangeli Fulvio - Impiegato.
Mastrogiacomo Luigi - Custode del ministero delle Finanze.
Medas Giuseppe - Avvocato.
Menasci Umberto - Commerciante.
Micheli Ernesto - Imbianchino.
Micozzi Emidio - Commerciante.
Mieli Cesare - Venditore ambulante.
Mieli Mario - Negoziante.
Mieli Renato - Negoziante.
Milano Raffaele - Viaggiatore.
Milano Tullio - Impiegato.
Milano Ugo - Impiegato.
Mocci Sisinnio.
Montezemolo, Giuseppe Cordero Lanza di - Colonnello del Regio Esercito (comandante del Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Moretti Augusto.
Moretti Pio - Contadino.
Morgano Santo - Elettromeccanico.
Mosca Alfredo - Elettrotecnico.
Moscati Emanuele - Piazzista.
Moscati Pace - Venditore ambulante.
Moscati Vito - Elettricista.
Mosciatti Carlo - Impiegato.
Napoleone Agostino - Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.
Natili Celestino - Commerciante.
Natili Mariano - Commerciante.
Navarra Giuseppe - Contadino.
Ninci Sestilio - Tramviere.
Nobili Edoardo - Meccanico (Fronte Militare Clandestino).
Norma Fernando - Ebanista.
Orlandi Posti Orlando - Studente; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Ottaviano Armando - Dottore in lettere.
Paliani Attilio - Commerciante.
Pappagallo Pietro - Sacerdote (Fronte militare clandestino) - Medaglia d'oro al merito civile.
Pasqualucci Alfredo - Calzolaio.
Passarella Mario - Falegname.
Pelliccia Ulderico - Carpentiere.
Pensuti Renzo - Studente.
Pepicelli Francesco - Maresciallo dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Perpetua Remo - Rigattiere.
Perugia Angelo - Venditore ambulante.
Petocchi Amedeo.
Petrucci Paolo - Professore di lettere.
Pettorini Ambrogio - Agricoltore (partigiano).
Piasco Renzo - Ferroviere.
Piattelli Cesare - Venditore ambulante.
Piattelli Franco - Commesso.
Piattelli Giacomo - Piazzista.
Pierantoni Luigi - Medico.
Pierleoni Romolo - Fabbro.
Pignotti Angelo - Negoziante.
Pignotti Umberto - Impiegato.
Piperno Claudio - Commerciante.
Piras Ignazio - Contadino (partigiano).
Pirozzi Vincenzo - Ragioniere.
Pisino Antonio - Ufficiale di marina - Medaglia d'argento al valor militare.
Pistonesi Antonio - Cameriere.
Pitrelli Rosario - Meccanico.
Polli Domenico - Costruttore edile (CLN).
Portieri Alessandro - Meccanico.
Portinari Erminio - Geometra (Fronte Militare Clandestino).
Primavera Pietro - Impiegato.
Prosperi Antonio - Impiegato.
Pula Italo - Fabbro.
Pula Spartaco - Verniciatore.
Raffaeli Beniamino - Ebanista.
Rampulla Giovanni - Tenente colonnello (Fronte Militare Clandestino).
Rendina Roberto - Tenente colonnello d'artiglieria.
Renzi Egidio - Operaio.
Renzini Augusto - carabiniere (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Ricci Domenico - Impiegato.
Rindone Nunzio - Pastore (partigiano).
Rizzo Ottorino - Maggiore del Regio Esercito.
Roazzi Antonio - Autista.
Rocchi Filippo - Commerciante (CLN).
Rodella Bruno - Studente.
Rodriguez Pereira Romeo - Tenente dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Romagnoli Goffredo - Ferroviere.
Roncacci Giulio - Commerciante.
Ronconi Ettore - Contadino.
Saccotelli Vincenzo - Falegname.
Salemme Felice - Impiegato.
Salvatori Giovanni - Impiegato.
Sansolini Adolfo - Commerciante.
Sansolini Alfredo - Commerciante.
Savelli Francesco - Ingegnere.
Scarioli Ivano - Bracciante.
Scattoni Umberto - Pittore.
Sciunnach Dattilo - Commerciante.
Semini Fiorenzo - Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.
Senesi Giovanni - Esattore istituto di assicurazioni.
Sepe Gaetano - Sarto.
Sergi Gerardo - Brigadiere dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Sermoneta Benedetto - Venditore ambulante.
Silvestri Sebastiano - Agricoltore.
Simoni Simone - Generale (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Sonnino Angelo - Commerciante.
Sonnino Gabriele - Commesso.
Sonnino Mosè - Venditore ambulante.
Sonnino Pacifico - Commerciante.
Spunticchia Antonino - Meccanico.
Stame Nicola Ugo - Artista lirico; partigiano combattente - Medaglia d'argento al valor militare.
Talamo Manfredi - Tenente colonnello dei Carabinieri Reali (Fronte clandestino di resistenza dei carabinieri) - Medaglia d'oro al valor militare.
Tapparelli Mario - Commerciante.
Tedesco Cesare - Commesso.
Terracina Sergio - Commesso.
Testa Settimio - Contadino.
Trentini Giulio - Arrotino.
Troiani Eusebio - Mediatore.
Troiani Pietro - Venditore ambulante.
Ugolini Nino - Elettromeccanico (Fronte Militare Clandestino).
Unghetti Antonio - Manovale.
Valesani Otello - Calzolaio.
Vercillo Giovanni - Impiegato (Fronte Militare Clandestino).
Villoresi Renato - Capitano del Regio Esercito (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Viotti Pietro - Commerciante.
Vivanti Angelo - Commerciante.
Vivanti Giacomo - Commerciante.
Vivenzio Gennaro.
Volponi Guido - Impiegato.
Wald Pesach Paul.
Wald Schra.
Zaccagnini Carlo - Avvocato (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Zambelli Ilario - Telegrafista (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'oro al valor militare.
Zarfati Alessandro - Commerciante.
Zicconi Raffaele - Impiegato.
Zironi Augusto - Sottotenente di vascello della Regia Marina (Fronte Militare Clandestino) - Medaglia d'argento al valor militare.

 

Tanti in presidio sotto la sede dell'Aiop Lazio

Fri, 22/03/2019 - 16:22

“Diamo atto ad Aiop Lazio di aver ricevuto la delegazione sindacale, aver riconosciuto il rinnovo del contratto come priorità e dell’impegno a discuterne durante il comitato esecutivo, che si svolgerà lunedì 25 marzo. La mobilitazione dei lavoratori andrà avanti fino all’obiettivo: un nuovo contratto collettivo nazionale, con i giusti riconoscimenti retributivi, professionali e contrattuali”. Così Natale Di Cola, Roberto Chierchia, Sandro Bernardini, segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, dopo l’incontro di oggi con i vertici dell’associazione datoriale regionale.

Nella giornata di venerdì 22 marzo tante lavoratrici e tanti lavoratori della sanità privata accreditata hanno partecipato al presidio programmato sotto la sede dell’Aiop, ribadendo con forza la richiesta di rinnovare i contratti dopo dodici anni di attesa. “Dev'essere chiaro che un contratto a zero euro è una proposta irricevibile, che non è giustificata dalla crisi che ha colpito in questi anni tutti i settori produttivi. In nessun comparto privato e pubblico, nonostante le difficoltà economiche, si è ritardato di dodici anni il rinnovo contrattuale, ed è per questo che pretendiamo che gli imprenditori della sanità smettano di nascondere i profitti, dietro scuse e pretesti, per non pagare correttamente chi ogni giorno è in prima linea per dare un servizio pubblico ai cittadini”, hanno rilevato i sindacalisti.

“La nostra linea è chiara: sanità pubblica e privata, stesso lavoro, stesso salario, stessi diritti – hanno sottolineato i dirigenti sindacali –. Chiediamo anche alla Regione Lazio e alla Conferenza Stato-Regioni di fare la loro parte, sia nella rivisitazione delle tariffe di accreditamento, che sono bloccate a oltre un decennio fa, sia nella revisione delle regole di accreditamento: niente convenzione con chi non è in regola con i rinnovi contrattuali e con chi mette in atto politiche di dumping contrattuale. Una buona sanità si fa con operatori motivati e rispettati, non restando indifferenti alle giuste richieste dei lavoratori, che operano in condizioni difficili, arrivando a volte allo sfruttamento”.

“La mobilitazione dei 25.000 lavoratori del Lazio andrà avanti con ancora più determinazione – hanno concluso i segretari regionali di categoria –. Già lunedì, decideremo un nuovo programma d'iniziative. Saremo ancora nei posti di lavoro, nelle strutture, fra i cittadini e gli utenti. Faremo proteste, ma soprattutto corretta informazione. E prepareremo nuove azioni, ancora più clamorose. Se sarà necessario, arriveremo a un nuovo sciopero”.

 

Agenzia delle entrate, il 2 aprile è sciopero nazionale

Fri, 22/03/2019 - 16:19

"Sono più di 30 mila i lavoratori dell'Agenzia delle Entrate in attesa dell'erogazione del salario accessorio 2016 e 2017 e che da tempo attendono risposte che non sono mai arrivate. I confronti e lo stato di agitazione non sono serviti. A questo punto non ci resta che proclamare lo sciopero nazionale per il prossimo 2 aprile". Commentano così Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal/Unsa e Flp la situazione che, da mesi, si protrae nel confronto con l'Agenzia delle entrate.

"Dopo lo stato di agitazione, oggi al ministero del Lavoro si è tenuto il tentativo di conciliazione obbligatorio. Incontro nel quale l'Agenzia non ha fornito alcun nuovo elemento sul blocco del salario accessorio dal 2016, limitandosi a chiedere ulteriore tempo e con spiegazioni e posizioni sempre troppo vaghe e inspiegabili", spiegano i sindacati. "I brillanti risultati raggiunti dai lavoratori sono dovuti all'impegno e alla professionalità di cui sono capaci. Per questo lo sblocco delle risorse dei fondi 2016 e 2017 è necessario". Le sigle concludono: "A fronte della totale chiusura dell'Agenzia, dichiariamo fallito il tentativo di conciliazione e proclamiamo una giornata di sciopero nazionale che vedrà il massimo coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori".

Verona libera, Italia laica: associazioni e movimenti in piazza

Fri, 22/03/2019 - 16:06

"Verona libera, Italia laica": questa è la parola d’ordine della società civile nazionale e internazionale, che si mobilita il 30 marzo nella città ormai simbolo degli attacchi ai diritti delle donne, sede del World Congress of Families.

Ippfen (International Planned Parenthood Federation European Network) e Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) in collaborazione con Rebel Network, insieme ad una vasta rete di associazioni e movimenti, tra cui la Cgil, si danno appuntamento a Verona “per denunciare – si legge in una nota – quello che si è autodefinito il Congresso mondiale delle famiglie: l’iniziativa internazionale omofoba contro la libertà e l’autodeterminazione delle donne e contro l’autodeterminazione delle scelte affettive e familiari”.

Con un convegno, il 30 marzo (dalle 9 alle 13, presso l’Accademia dell’agricoltura, Lettere e scienze, in via del Leoncino 6) “diamo vita – informano gli organizzatori – a uno spazio comune di impegno, unità e mobilitazione per tutta la società civile e i movimenti, che sia una opportunità di proposta costruttiva prima del corteo di protesta del pomeriggio”.

Il Congresso mondiale delle Famiglie è un evento che, cosa grave in uno Stato laico, al di là del formale ritiro del patrocinio annunciato ieri dal premier Conte, vede un pieno avallo del governo italiano a questa iniziativa, con la partecipazione di numerosi ministri, a partire dal vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini, a quello della Famiglia Lorenzo Fontana e dell’Istruzione Marco Bussetti, fino al governatore del Veneto Luca Zaia e al sindaco di Verona Federico Sboarina.

Da qui “la necessità di creare una nuova alleanza tra associazioni della società civile, con gli uomini e le donne delle tante associazioni e movimenti per affrontare le sfide che abbiamo davanti e per una mobilitazione civica che vada oltre Verona”.

La costruzione di una potente rete, “è fondamentale – sottolineano i promotori – per parlare un linguaggio corale, forte e costruttivo. Necessaria, tanto più oggi, di fronte ai violenti e reiterati attacchi alla libertà di donne e uomini, in particolare ai diritti conquistati negli anni passati dall’iniziativa politica del movimento delle donne, che grazie alle battaglie democratiche insieme a chi si batteva per la laicità dello Stato, seppe imporre nella società italiana i temi dell’autodeterminazione, dei diritti e della libertà”.

Le associazioni che hanno finora aderito: Agedo, Arci Nazionale, Arcigay, Associazione Lesbica Femminista Italiana: ALFI Nazionale, Allout, Associazione Radicale Certi Diritti, Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Comitato Popolare Difesa Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà”, Cooperativa Giancarlo Siani – Libera, Coordinamento Torino Pride, Differenza Donna, Edge, D.i.Re Donne in rete contro la violenza, Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali, GayNET, I sentinelli di Milano, IPPFEN, MIT – Laiga – Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della legge 194/78, Movimento Identità Trans, Movimento per i beni comuni, Rebel Network,Rete Educare alle differenze, Se Non Ora Quando –Torino e Ufficio Nuovi Diritti Cgil Nazionale, Via di donna.

Verona libera, Italia laica: associazioni e movimenti in piazza

Fri, 22/03/2019 - 16:06

"Verona libera, Italia laica": questa è la parola d’ordine della società civile nazionale e internazionale, che si mobilita il 30 marzo nella città ormai simbolo degli attacchi ai diritti delle donne, sede del World Congress of Families.

Ippfen (International Planned Parenthood Federation European Network) e Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti) in collaborazione con Rebel Network, insieme ad una vasta rete di associazioni e movimenti, tra cui la Cgil, si danno appuntamento a Verona “per denunciare – si legge in una nota – quello che si è autodefinito il Congresso mondiale delle famiglie: l’iniziativa internazionale omofoba contro la libertà e l’autodeterminazione delle donne e contro l’autodeterminazione delle scelte affettive e familiari”.

Con un convegno, il 30 marzo (dalle 9 alle 13, presso l’Accademia dell’agricoltura, Lettere e scienze, in via del Leoncino 6) “diamo vita – informano gli organizzatori – a uno spazio comune di impegno, unità e mobilitazione per tutta la società civile e i movimenti, che sia una opportunità di proposta costruttiva prima del corteo di protesta del pomeriggio”.

Il Congresso mondiale delle Famiglie è un evento che, cosa grave in uno Stato laico, al di là del formale ritiro del patrocinio annunciato ieri dal premier Conte, vede un pieno avallo del governo italiano a questa iniziativa, con la partecipazione di numerosi ministri, a partire dal vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini, a quello della Famiglia Lorenzo Fontana e dell’Istruzione Marco Bussetti, fino al governatore del Veneto Luca Zaia e al sindaco di Verona Federico Sboarina.

Da qui “la necessità di creare una nuova alleanza tra associazioni della società civile, con gli uomini e le donne delle tante associazioni e movimenti per affrontare le sfide che abbiamo davanti e per una mobilitazione civica che vada oltre Verona”.

La costruzione di una potente rete, “è fondamentale – sottolineano i promotori – per parlare un linguaggio corale, forte e costruttivo. Necessaria, tanto più oggi, di fronte ai violenti e reiterati attacchi alla libertà di donne e uomini, in particolare ai diritti conquistati negli anni passati dall’iniziativa politica del movimento delle donne, che grazie alle battaglie democratiche insieme a chi si batteva per la laicità dello Stato, seppe imporre nella società italiana i temi dell’autodeterminazione, dei diritti e della libertà”.

Le associazioni che hanno finora aderito: Agedo, Arci Nazionale, Arcigay, Associazione Lesbica Femminista Italiana: ALFI Nazionale, Allout, Associazione Radicale Certi Diritti, Avvocatura per i diritti LGBTI – Rete Lenford, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Comitato Popolare Difesa Beni Pubblici e Comuni “Stefano Rodotà”, Cooperativa Giancarlo Siani – Libera, Coordinamento Torino Pride, Differenza Donna, Edge, D.i.Re Donne in rete contro la violenza, Famiglie Arcobaleno – Associazione genitori omosessuali, GayNET, I sentinelli di Milano, IPPFEN, MIT – Laiga – Libera Associazione Italiana Ginecologi per l’applicazione della legge 194/78, Movimento Identità Trans, Movimento per i beni comuni, Rebel Network,Rete Educare alle differenze, Se Non Ora Quando –Torino e Ufficio Nuovi Diritti Cgil Nazionale, Via di donna.

Pavimental, stato di agitazione contro i 209 licenziamenti

Fri, 22/03/2019 - 16:00

Stato di agitazione permanente fino a quando Pavimental Spa non ritirerà la procedura di mobilità con cui ha annunciato 209 licenziamenti: questa la decisione presa dai sindacati di categoria FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil insieme al coordinamento nazionale dei lavoratori dell’azienda concessionaria Autostrade per l’Italia del Gruppo Atlantia. “Prendiamo atto della latitanza del Governo rispetto alla questione delle manutenzioni autostradali, in merito alla quale abbiamo chiesto da tempo un incontro urgente sia al ministero delle Infrastrutture che al ministero dello Sviluppo economico e conseguentemente della mancata assegnazione da parte di Aspi di nuovi lavori in house, ma sosteniamo con forza la possibilità di rilanciare l’azienda mettendo in campo un piano industriale che consenta alla società di riposizionarsi nel mercato delle grandi opere e della pavimentazione” spiegano i sindacati chiedendo, in particolare ad Atlantia, maggior azionista di Pavimental “un impegno chiaro nell’investire su una società, fiore all’occhiello del Gruppo, accettando il rischio di mercato e rimettendo in gioco quei capitali che, anche grazie ai lavori di Pavimental, sono stati accumulati sino ad oggi.

” “Gli enormi spazi lasciati dalla crisi delle grandi imprese di costruzione, che spesso è una crisi di liquidità, - spiegano - rendono possibile puntare sul rafforzamento industriale di Pavimental, un soggetto che ha tutte le caratteristiche per occupare quelle posizioni, puntando così al suo rilancio anziché decretarne preventivamente la morte. Non è accettabile che un gruppo come Atlantia, distributore di dividendi milionari ai suoi azionisti fino allo scorso anno, non voglia strategicamente sfruttare le opportunità che il mercato delle grandi infrastrutture oggi potrebbe offrire”. Dai sindacati infine la richiesta al Governo, di sbloccare subito i lavori di manutenzione delle autostrade per garantire la sicurezza della rete autostradale e la qualità del servizio agli utenti, in questo modo si potrà consentire anche a Pavimental il superamento della fase di crisi transitoria e garantire un futuro ai suoi lavoratori nel mercato nazionale e internazionale delle costruzioni.

Una redistribuzione fiscale è necessaria

Fri, 22/03/2019 - 15:57

Nel nostro Paese esiste una correlazione fra bassi salari, sistema fiscale e lenta crescita. "Da oltre 25 anni, siamo in una stagnazione secolare, perchè la produttività non aumenta e in questo arco di tempo sono state fatte quattro pesanti manovre di risanamento, che si sono tradotte in una riduzione degli investimenti a lungo termine. Poi è intervenuta la crisi mondiale, che in Italia e in Europa ha comportato due recessioni, che hanno tagliato la domanda e il potere d’acquisto dei salari”. È quanto ha detto Vincenzo Russo, docente di Scienza delle finanze all’università la Sapienza di Roma, oggi ai microfoni di Economisti erranti, la rubrica settimanale di RadioArticolo1.

 

Nella situazione drammatica in cui siamo, con un tasso di crescita vicino allo zero, se non addirittura negativo, parlare di riduzione d’imposte per famiglie e imprese si traduce in un aumento di deficit pubblico, che ci esporrebbe al rischio della procedura per deficit eccessivo. "Questo, a prescindere dalla flat tax. Ciò che serve è una lotta all’evasione fiscale, cosa che potrebbe compensare eventuali sgravi a famiglie, lavoratori dipendenti e pensionati, di gran lunga i più tartassati di tutti, oppure un incremento della fiscalità a carico delle imprese, la cui pressione fiscale - fonte Il Sole 24 ore - è più bassa della media dei paesi Ocse, avendo ricevuto l’industria sostanziali incentivi per l’acquisto di macchinari e quant’altro”, ha rilevato Russo.

Le diseguaglianze pesano sulla mancata crescita del Paese, perché hanno comportato l’aumento della povertà assoluta e l’impoverimento della classe media, con una riduzione del loro poter d’acquisto. "Sulla patrimoniale sono d’accordo, al pari di tutti gli economisti a livello mondiale, così come sono favorevole alla reintroduzione di un’imposta sulla prima casa - con le opportune detrazioni per le famiglie più povere -, perché non trovo corretto che gente con redditi medio-alti non debba pagare un’imposta sula proprietà immobiliare, che andrebbe ai comuni, peraltro, che devono finanziare un welfare aggiuntivo. Sul’Irpef, bisogna abbassare l’aliquota iniziale al 23%, che è troppo alta, e alzare quella al 47% sui redditi più elevati. Insomma, c’è bisogno di un’operazione di redistribuzione fiscale, visto che sono aumentate le tasse per i redditi più bassi e, viceversa, sono diminuite quelle per i redditi più alti”, ha aggiunto Russo.

“Noi pensiamo che grazie al Piano del lavoro, alla Carta dei diritti e a una nuova stagione di contrattazione con l’aumento dei salari lordi si può rilanciare il Paese. Poi si può incrementare il salario netto, così come le pensioni, attraverso la leva fiscale, con la diminuzione delle imposte per lavoratori dipendenti e pensionati. È evidente, che mentre nel primo caso siamo protagonisti, nel secondo, invece, non siamo noi che decidiamo e quindi chiediamo un tavolo di confronto col governo per cambiare politica fiscale, eliminando la flat tax, che abbassa le tasse ai ricchi”, ha sostenuto Cristian Perniciano, Area politiche di sviluppo Cgil nazionale.

“Puntiamo a una piattaforma che incrementi i redditi netti di dipendenti e pensionati, con la modifica delle detrazioni - gli sconti che spettano ai singoli contribuenti - riducendo le imposte e mantenendo la progressività. Poi pensiamo a un’imposta sulla ricchezza, contro le diseguaglianze per la solidarietà fiscale, una sorta di patrimoniale, perché in Italia c’è una concentrazione di patrimoni spaventosa, dove il 5% delle famiglie più ricche ha il 40% del patrimonio totale, il 10% delle famiglie più ricche detiene il 55% del patrimonio finanziario nel suo complesso, con una media procapite di 740.000 euro, secondo un’analisi della Banca d’Italia. Smontare i patrimoni finanziari concentrati equivale a liberare risorse per investimenti e lavoro, rendendo così la ricchezza produttiva”, ha concluso Perniciano.

Scuola, senza risposte sindacati pronti allo sciopero

Fri, 22/03/2019 - 14:35

"Mobilitare i lavoratori della scuola per fermare la disgregazione del Paese. Se non avremo risposte andremo verso lo sciopero generale del settore. Questo governo ci racconta che il problema del Paese sono i migranti ma il vero problema sono i 70mila alunni in meno nelle scuole italiane". All’attivo unitario delle rsu, quadri e dirigenti sindacali del mondo della scuola è il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, a inquadrare la questione davanti alla platea di oltre 400 persone che oggi (22 marzo) all’IIS Sannino-De Cillis di Ponticelli a Napoli, hanno partecipato al primo dei tre attivi unitari interregionali promossi da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals,  Confsal e Gilda Unams nell'ambito della campagna di mobilitazione della categoria lanciata dai segretari generali il 7 marzo scorso, che ha visto la partecipazione di delegati provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia.

"Esiste un problema di investimenti nella scuola – ha ricordato Sinopoli -. I soldi si prendono dove sono, al Nord come al Sud, stabilendo le priorità a livello nazionale. Dobbiamo fermare l'autonomia differenziata. Lo spopolamento del Sud nasce anche dai mancati investimenti nella scuola. Nel def mancano i soldi per il rinnovo dei contratti. Manca un vero piano per stabilizzare i precari della scuola. Investimento veri sugli organici. Il tempo delle chiacchere è finito: senza fatti parte la mobilitazione". "L'unità sindacale – ha concluso - è la dimostrazione dell'autonomia dei sindacati dalla politica, ecco perché con determinazione andiamo verso lo sciopero senza risposte".

Tanti i temi affrontati durante la discussione: dal contrasto alle ipotesi di regionalizzazione del sistema di istruzione, al rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto a dicembre 2018 puntando a una rivalutazione significativa delle retribuzioni. Soluzioni che consentano da subito la stabilizzazione del rapporto di lavoro dei precari sia nell'area del personale docente che del personale Ata.
Organici che vanno commisurati al reale fabbisogno per docenti e Ata; per questi ultimi è anche necessario il ripristino di condizioni lavorative sostenibili, eliminando il sovraccarico di incombenze, spesso improprie, che grava sugli uffici di segreteria spesso privi di adeguato supporto in termini di strumentazione.

"La scuola della Campania – ha affermato il segretario generale della Flc Cgil Campania, Ottavio De Luca - comincia la mobilitazione a partire da una campagna straordinaria di assemblee nelle scuole del territorio. Inoltre sarà diffuso materiale informativo contro il progetto dell'autonomia differenziata".

Domenica 24 marzo dalle ore 10,00 alle 12,00, in tre piazze della città di Napoli (via Scarlatti, Piazza del Gesù, via Toledo) si terrà la raccolta firme contro l’autonomia differenziata. L’iniziativa è promossa da Flc Cgil, CISL e UIL Napoli e si pone come obiettivo quello di frenare questo disegno disgregatore, elemento pericoloso che rischia di accentuare le differenze sociali e la school choice.

Scuola, senza risposte sindacati pronti allo sciopero

Fri, 22/03/2019 - 14:35

"Mobilitare i lavoratori della scuola per fermare la disgregazione del Paese. Se non avremo risposte andremo verso lo sciopero generale del settore. Questo governo ci racconta che il problema del Paese sono i migranti ma il vero problema sono i 70mila alunni in meno nelle scuole italiane". All’attivo unitario delle rsu, quadri e dirigenti sindacali del mondo della scuola è il segretario generale della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, a inquadrare la questione davanti alla platea di oltre 400 persone che oggi (22 marzo) all’IIS Sannino-De Cillis di Ponticelli a Napoli, hanno partecipato al primo dei tre attivi unitari interregionali promossi da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals,  Confsal e Gilda Unams nell'ambito della campagna di mobilitazione della categoria lanciata dai segretari generali il 7 marzo scorso, che ha visto la partecipazione di delegati provenienti da Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia.

"Esiste un problema di investimenti nella scuola – ha ricordato Sinopoli -. I soldi si prendono dove sono, al Nord come al Sud, stabilendo le priorità a livello nazionale. Dobbiamo fermare l'autonomia differenziata. Lo spopolamento del Sud nasce anche dai mancati investimenti nella scuola. Nel def mancano i soldi per il rinnovo dei contratti. Manca un vero piano per stabilizzare i precari della scuola. Investimento veri sugli organici. Il tempo delle chiacchere è finito: senza fatti parte la mobilitazione". "L'unità sindacale – ha concluso - è la dimostrazione dell'autonomia dei sindacati dalla politica, ecco perché con determinazione andiamo verso lo sciopero senza risposte".

Tanti i temi affrontati durante la discussione: dal contrasto alle ipotesi di regionalizzazione del sistema di istruzione, al rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto a dicembre 2018 puntando a una rivalutazione significativa delle retribuzioni. Soluzioni che consentano da subito la stabilizzazione del rapporto di lavoro dei precari sia nell'area del personale docente che del personale Ata.
Organici che vanno commisurati al reale fabbisogno per docenti e Ata; per questi ultimi è anche necessario il ripristino di condizioni lavorative sostenibili, eliminando il sovraccarico di incombenze, spesso improprie, che grava sugli uffici di segreteria spesso privi di adeguato supporto in termini di strumentazione.

"La scuola della Campania – ha affermato il segretario generale della Flc Cgil Campania, Ottavio De Luca - comincia la mobilitazione a partire da una campagna straordinaria di assemblee nelle scuole del territorio. Inoltre sarà diffuso materiale informativo contro il progetto dell'autonomia differenziata".

Domenica 24 marzo dalle ore 10,00 alle 12,00, in tre piazze della città di Napoli (via Scarlatti, Piazza del Gesù, via Toledo) si terrà la raccolta firme contro l’autonomia differenziata. L’iniziativa è promossa da Flc Cgil, CISL e UIL Napoli e si pone come obiettivo quello di frenare questo disegno disgregatore, elemento pericoloso che rischia di accentuare le differenze sociali e la school choice.

Italcementi (Palermo), siglato accordo per sfruttamento cava

Fri, 22/03/2019 - 14:22

Prorogata per un anno la concessione di scavo per lo stabilimento Italcementi di Isola delle Femmine (Palermo). A prevederlo è l'accordo siglato tra il Dipartimento Energia della Regione Sicilia e il gruppo tedesco Heidelberg, dal 2016 proprietario anche del cementificio. Oltre a mettere fine a una lunga stagione di proroghe annuali per l'estrazione dalla cava e per l'autorizzazione all'esercizio dell'attività, l'accordo prevede un bando pubblico, che sarà emesso entro giugno, per una concessione di 30 anni, secondo le normative previste dalla direttiva Bolkestein. "La concessione trentennale metterà nelle condizioni il gruppo tedesco di avviare un vero piano di rilancio del settore produttivo, di consolidare le prospettive per il comparto del cemento, con positive e importanti ricadute per l'occupazione dei 110 dipendenti e delle circa 240 unità dell'indotto", dicono i segretari generali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Ignazio Baudo, Francesco Danese e Piero Ceraulo, sottolineando "l'intensa collaborazione con il dirigente generale del Dipartimento, Salvatore D'Urso, che ha lavorato in maniera proficua per raggiungere, attraverso il bando, l'obiettivo del prolungamento dell'arco temporale dell'autorizzazione, eliminando così le incertezze e le instabilità delle proroghe da rinnovare". La concessione è quella per l'uso della cava di Pian dell'Aia di Carini, di proprietà regionale, per l'attività di estrazione del clinker, il componente minerale base per la produzione del cemento.

Rsu Piaggio, il voto dei lavoratori

Fri, 22/03/2019 - 14:11

Rinnovo Rsu Piaggio: sono stati eletti 27 delegati anziché 30 a causa della diminuzione dei livelli occupazionali. La Fiom tiene nel collegio operai dove ottiene 374 voti, uno in meno della Fim CISL che ne ottiene 375. Alla Fiom vengono assegnati 5 delegati, 5 alla Fim Cisl, 4 alla Uilm Uil, 2 all’Usb e 2 all’Ugl", si legge in una nota di Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Cgil gruppo Piaggio.
Nel collegio impiegati vi è stata una flessione della Fiom, 2 i delegati eletti in un contesto di frammentazione sindacale, 4 gli eletti Fim Cisl, 2 Uilm Uil e 1 Ugl. La precedente Rsu era composta da 10 delegati Fiom, 10 Fim, 7 Uilm, 3 Usb. La nuova Rsu invece è composta da 7 delegati Fiom, 9 Fim Cisl, 6 Uilm, 2 Usb e 3 Ugl.

La Piaggio resta un'azienda complessa dal punto di vista sindacale. Da queste elezioni ne esce più che mai una rappresentanza frazionata. Non permetteremo comunque che questo fattore favorisca l'azienda.
Ci impegneremo per sostenere l'unità dei lavoratori e ricostruire una adeguata rappresentanza Fiom in Piaggio, al pari di quella che registriamo in tutte le aziende nel territorio ed in Toscana.
A breve riprenderà il confronto con l’azienda sul rinnovo del contratto integrativo di gruppo", conclude la nota.

Autonomia differenziata, 25 marzo convegno a Caserta

Fri, 22/03/2019 - 14:05

Lunedì 25 marzo a Caserta, alle ore 9.30 presso l’Hotel Royal (ex Jolly), si tiene l’evento organizzato da Flc Cgil e Cgil Caserta dal titolo “L’Italia spezzata”, per riflettere ed esporre le ragioni del no del sindacato all’autonomia differenziata. "In un paese in cui già ora i diritti e i servizi non sono garantiti a tutti allo stesso modo, – dichiara il segretario generale della Cgil Caserta, Matteo Coppola – procedere con la concessione di più poteri e risorse alle Regioni più ricche a scapito di quelle più in difficoltà è un duro colpo all’unità del Paese".

All’incontro partecipano Luca Barbieri del Laboratorio sociale Millepiani; Matteo Coppola, segretario generale Cgil Caserta; Rossana Dettori della segreteria nazionale Cgil; Nicola Ricci, segretario generale Cgil Campania; Annamaria Santoro della Flc Cgil Nazionale e il costituzionalista Massimo Villone. A introdurre i lavori, moderati dal docente Antonio Gucchierato, è la segretaria generale della Flc Cgil Caserta, Gaetanina Ricciardi.

"Con la regionalizzazione del sistema scolastico verrà meno anche il principio di uguaglianza nell’istruzione – aggiunge Gaetanina Ricciardi, segretaria generale Flc Cgil Caserta: "La mancanza di definizione dei Livelli essenziali di prestazioni è solo un aspetto delle criticità. Proseguendo su questa strada si va verso una vera e propria 'secessione' delle Regioni più ricche con pesanti conseguenze sull’occupazione, la formazione dei cittadini del futuro, la gestione dei servizi. Un ennesimo colpo al Meridione".

La settimana del lavoro

Fri, 22/03/2019 - 13:45

Anche i sindacati sono scesi in piazza a Padova per un’Italia libera dalle mafie. In 50 mila hanno sfilato durante iniziative in tutto il Paese. Molto partecipata pure la manifestazione per la Blutec a Termini Imerese. E un primo risultato è subito arrivato da Roma: il 9 aprile è stato convocato il tavolo al Mise. Poche certezze invece per i dipendenti delle Acciaierie Ast di Terni. Quattro le ore di sciopero proclamate dalla Rsu. “È inaccettabile – spiegano – che, a distanza di sei mesi dall’inizio del piano finanziario, la ThyssenKrupp non abbia ancora definito un progetto industriale per il futuro”.

Il futuro, ma dell’intero Paese, è stato poi al centro del terzo vertice “tecnico” tra governo e sindacati sul tema dello sviluppo, su cui Lega e Cinque stelle stanno approntando un apposito decreto. I sindacati hanno proposto le ragioni della propria piattaforma: lavoro, fisco, investimenti pubblici e privati. Dopo l’incontro, però, è arrivato il giudizio negativo della Cgil. Gianna Fracassi: “Ci è stata presentata una sintesi su cui non si può intervenire, mancano le misure necessarie a dare veramente una spinta all’economia”. Al via, a Roma, pure il negoziato tra sindacati ed esecutivo sul salario minimo. Per la Cgil, “è stata espressa la volontà di costruire, con le parti sociali, un provvedimento che valorizzi il contratto nazionale, senza depotenziarlo”.

Nulla di fatto invece sullo “Sblocca-cantieri”. Per i sindacati al Mit “non c’è stato confronto, non è stato un tavolo tecnico. Non ci hanno dato né testi di possibile modifica del codice, né dettagli sul decreto. Serve una discussione politica”. Tra l’altro, secondo Cgil, Cisl e Uil, le modifiche al codice degli appalti “potrebbero riaprire la strada all’illegalità”. Buio pesto anche per quanto riguarda il lavoro pubblico. Dal ministro Bongiorno non è arrivata nessuna risposta su contratti nazionali e assunzioni. “Si prepara l’ennesima riforma senza alcun dialogo coi sindacati. Non staremo fermi”. Intanto i pensionati hanno annunciato che il 1° giugno saranno in piazza a Roma contro "un governo che non c'è". La manifestazione sarà anticipata da assemblee il 9 maggio a Padova, Napoli e nella capitale. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: "Totale mancanza di attenzione dell'esecutivo, che anzi taglia la rivalutazione dal 1° aprile. La pensione di cittadinanza non tocca la povertà".

Sul fronte delle vertenze, i lavoratori del British Council sono scesi in piazza contro gli esuberi, mentre c’è stato anche lo sciopero territoriale di otto ore del settore ferroviario in Calabria a causa della mancanza di investimenti di Fs e di scelte politiche che hanno reso marginale la regione.

Due buone notizie, invece, sono arrivate per quanto riguarda i contratti. Accordo tra Fai, Flai, Uila e Federpesca per il contratto della Pesca 2018-2021. Il testo, che riguarda 20 mila addetti, prevede passi avanti sul riconoscimento del lavoro notturno come attività usurante e diritto di precedenza per le assunzioni. Firmato poi l’integrativo nel Gruppo Sanpellegrino. Arrivano miglioramenti su sicurezza e formazione professionale, un giorno di congedo in più per l’assistenza ai figli. Mentre ancora una volta in piazza è scesa la Sanità privata. Manifestazione a Roma sotto la sede della Aris per sollecitare la firma di un rinnovo atteso da ben 12 anni.

Pessime notizie, inoltre, sono arrivate da San Ferdinando. Un’altra vita spezzata a causa dell’ennesimo incendio che questa volta è divampato nella nuova tendopoli. La Cgil: "Il nuovo campo non è la soluzione, si è passati da una situazione precaria a una situazione altrettanto precaria".

Si è spenta infine la partigiana Tina Costa. Pronto è arrivato il cordoglio della Cgil e dello Spi: “Ci mancheranno la sua forza, la sua intelligenza, l’entusiasmo e la passione che infondeva in tutte le battaglie”.

ANALISI, OPINIONI E APPROFONDIMENTI

Abruzzo e Molise: «Per i trasporti siamo al Medioevo»
di Carmine Ranieri e Franco Rolandi

Caporalato, 35 arresti a Salerno e provincia
di Mattia Carpinelli

Modelli di welfare: gli anziani di oggi, quelli di domani
di B. Da Roit e M. Pantalone, Rps

#EuCare, a Bruxelles la rete dei servizi per l’immigrazione
di Giorgio Saccoia

Caporalato, una rete che si può fermare
di Mattia Carpinelli

Dignità della persona e del lavoro: il nemico è l’utilitarismo
di Giorgio Faro

Il mondo del lavoro tra umano e non umano
di Davide Orecchio

Teuco: lavoratori beffati dal ministero
di Maurizio Minnucci

Zucchero: una filiera da salvare
di Roberto Iovino e Raffaele Ferrone

Se gli investimenti non fanno incrementare il Pil nazionale
di Roberto Romano

Incidenti lavoro, muore camionista a Trento

Fri, 22/03/2019 - 13:37

Un camionista di 47 anni è morto schiacciato dal suo stesso tir che, per cause ancora in corso di accertamento, si è messo improvvisamente in movimento. L'incidente è avvenuto a Vezzano (Trento); la vittima è Cesare Bondoni, originario di Ferrara. Il camionista, intento ad agganciare il rimorchio alla motrice nel parcheggio vicino al bar "Al bersaglio", ha provato a fermare il mezzo, ma nel tentativo di salire in cabina è caduto venendo trascinato, finendo poi con la parte anteriore sospesa sulla sottostante scarpata. Nonostante l'intervento dei sanitari, trasportati con l'elicottero di Trentino Emergenza, per il camionista non c'è stato nulla da fare.

Pensionati il 1° giugno in piazza: il governo non c'è

Fri, 22/03/2019 - 13:06

Tre grandi assemblee per il prossimo 9 maggio a Padova, Roma e Napoli e una manifestazione nazionale sabato 1° giugno in piazza del Popolo a Roma. I sindacati di categoria Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil annunciano l'avvio della mobilitazione dei pensionati per protestare contro la totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo.                

L'unica misura messa in campo, spiegano i sindacati, è stata quella del taglio della rivalutazione, che partirà dal 1° aprile e a cui si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi. "La tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà".

"Nulla - inoltre - è stato previsto inoltre sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, e tanto meno sulla sanità, sull'assistenza e sulla non autosufficienza, che sono temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che necessiterebbero quindi di interventi e di risorse".

Il governo, concludono Spi, Fnp e Uilp, "si è mostrato del tutto sordo alle rivendicazioni e alle necessità dei pensionati italiani, accusati addirittura di essere degli avari per aver osato protestare a fine dicembre contro il taglio della rivalutazione". La mobilitazione è quindi necessaria e non più rinviabile.

 

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I "bancomat del governo" riempiono le piazze

Pensionati il 1° giugno in piazza: il governo non c'è

Fri, 22/03/2019 - 13:06

Tre grandi assemblee per il prossimo 9 maggio a Padova, Roma e Napoli e una manifestazione nazionale sabato 1° giugno in piazza del Popolo a Roma. I sindacati di categoria Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil annunciano l'avvio della mobilitazione dei pensionati per protestare contro la totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo.                

L'unica misura messa in campo, spiegano i sindacati, è stata quella del taglio della rivalutazione, che partirà dal 1° aprile e a cui si aggiungerà un corposo conguaglio che i pensionati dovranno restituire nei prossimi mesi. "La tanto sbandierata pensione di cittadinanza invece finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà".

"Nulla - inoltre - è stato previsto inoltre sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti, e tanto meno sulla sanità, sull'assistenza e sulla non autosufficienza, che sono temi di straordinaria rilevanza per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie e che necessiterebbero quindi di interventi e di risorse".

Il governo, concludono Spi, Fnp e Uilp, "si è mostrato del tutto sordo alle rivendicazioni e alle necessità dei pensionati italiani, accusati addirittura di essere degli avari per aver osato protestare a fine dicembre contro il taglio della rivalutazione". La mobilitazione è quindi necessaria e non più rinviabile.

 

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I "bancomat del governo" riempiono le piazze