Rassegna.it

Subscribe to Rassegna.it feed Rassegna.it
Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Updated: 4 hours 47 min ago

Palermo: Eds Infrastrutture, lavoratori in agitazione

Fri, 06/12/2019 - 17:36

In agitazione i lavoratori di Eds Infrastrutture. Gli operai metalmeccanici addetti alla manutenzione del Tram non hanno ricevuto gli stipendi. “Il pagamento delle retribuzioni arriva puntualmente  il 18 di ogni mese, secondo  l'accordo vigente con l'azienda Eds  e con Amat. Il 18 novembre invece gli stipendi non sono arrivati  – dichiara Francesco Foti, della Fiom Cgil Palermo –. E fra poco si avvicina la scadenza del 18 dicembre e delle feste natalizie. I lavoratori sono preoccupati e chiedono di riscuotere i loro stipendi con puntualità, come stabilito nella clausola sociale. Abbiamo chiesto un incontro urgente all'assessore alla Mobilità Giusto Catania e al presidente Amat Michele Cimino. Aspettiamo una riposta immediata”.

Codice antimafia, i sindacati presentano un documento unitario

Fri, 06/12/2019 - 16:53

“Il fatto di aver presentato un documento unitario di valutazione critica sulla applicazione del codice Antimafia rappresenta un fatto di grande importanza”. A dirlo in una nota sono Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil, e Luciano Silvestri, responsabile legalità e sicurezza del sindacato di corso d’Italia. I due si riferiscono all’audizione di Cgil, Cisl e Uil che si è tenuta oggi (6 dicembre) presso la Commissione Antimafia sulle eventuali criticità rispetto all’applicazione della legge del 17 ottobre 2017 n. 161 che ha riformato il Codice Antimafia.

Su temi come il contrasto alle mafie e il riutilizzo dei beni e delle aziende sequestrate e confiscate, per un lungo periodo di tempo – sottolineano Massafra e Silvestri – la nostra organizzazione ha dovuto agire, in tantissime circostanze e in quasi tutte le nostre articolazioni territoriali, in totale solitudine. Basti pensare allo sforzo straordinario sul piano della elaborazione politica e su quello organizzativo che abbiamo compiuto con la proposta di legge d’iniziativa popolare ‘Io Riattivo il Lavoro’. Proprio in virtù di quella intuizione, infatti, prese le mosse tutta la discussione pubblica e parlamentare sulla necessità di definire una riforma del Codice Antimafia che fosse capace di rafforzare e aggiornare gli strumenti di contrasto”.

Il testo della riforma approvata in via definitiva a ottobre del 2017 è sostanzialmente innervato dai contenuti e dai principi di quella proposta che, tra l’altro, vanta un primato non da poco: per la prima volta nella storia della Repubblica una proposta di legge di iniziativa popolare – seppure arricchita e ampliata dal dibattito parlamentare – è arrivata a buon fine.“ Adesso – proseguono Massafra e Silvestri –, con questa iniziativa unitaria si apre di fatto, per tutti noi, un nuovo e ulteriore cantiere di lavoro che dovremo coltivare con rigore e con grande accortezza. A partire dal documento unitarioche prende in considerazione 8 punti del codice che più di altri rappresentano aspetti fondamentali e al tempo stesso problemi ancora da risolvere – potremo infatti assumere sul territorio iniziative conseguenti di confronto unitario orientate a dare sbocchi operativi e concreti agli aspetti che in un determinato contesto riteniamo di volta in volta essere prioritari”.

IL TESTO DELL'AUDIZIONE (PDF)

La settimana del lavoro

Fri, 06/12/2019 - 16:51

Continua a preoccupare moltissimo la vertenza ArcelorMittal. Si è chiuso rapidamente questa settimana il confronto al Mise. Per i sindacati il piano industriale dell'azienda, che prevede 6.300 esuberi, è sostanzialmente “irricevibile”. Proclamata una giornata di sciopero per il 10 dicembre con manifestazione a Roma. Anche il governo ha respinto il progetto per l’ex Ilva di Taranto. Il premier Giuseppe Conte lo ha detto al termine del tavolo: "Lo respingiamo e lavoreremo agli obiettivi che ci siamo prefissati e che il signor Mittal si è impegnato con me a raggiungere". 

Un altro fronte caldo è quello di Unicredit, che annuncia 6.000 esuberi in Italia. Il nuovo piano industriale prevede infatti una riduzione di circa 8.000 unità e la chiusura di 500 sportelli in diversi paesi. Per il segretario generale Cgil Maurizio Landini si tratta di un progetto “irresponsabile”. Intanto, per Alitalia si rafforza l'idea del prestito ponte, mentre i sindacati continuano a opporsi a ipotesi di “spezzatino”. Il nodo resta comunque quello degli esuberi.

Sciopero all'Ast di Terni. L’astensione di 4 ore è stata decisa dalle Rsu dopo l'improvvisa fermata dell'area a caldo, gestita dall'azienda con cassa integrazione e ferie forzate. "Inefficienze aziendali scaricate sui lavoratori", dicono i sindacati.

ArcelorMittal, Unicredit, Alitalia e Ast, però, sono solo alcuni esempi di un Paese ormai travolto dalle crisi industriali. Sono ben 149 i tavoli attualmente aperti al Mise. Si va dalle aziende del diesel (Bosch e Mahle) al caso Whirlpool, alla grande distribuzione (Mercatone Uno e Auchan). Decine di migliaia i lavoratori coinvolti, con il maggior numero in Lombardia, Abruzzo e Campania. La crisi ha dato anche il via al boom dei lavoratori in nero nelle costruzioni. Ne sono convinte Fillea, Filca e Feneal, che li stimano intorno ai 400mila e chiedono al governo un impegno comune contro irregolarità e dumping. "Siamo pronti alla mobilitazione"

Una mobilitazione, intanto, è stata organizzata da Cgil, Cisl e Uil per dare voce al mondo del lavoro e sostenere le proposte contenute nella piattaforma unitaria sulla legge di bilancio. I sindacati mettono in campo iniziative territoriali per tutta la prossima settimana e tre manifestazioni-assemblee  tematiche a Roma: il 10 il 12 e il 17 dicembre. Nella legge di bilancio, tra l’altro, servono più risorse anche per la conoscenza Ne è convinta la Flc perché, come spiega il suo segretario generale Sinopoli, "si deve far fronte alle lacune, con investimenti mirati al comparto, inclusi i rinnovi contrattuali".

Per quanto riguarda i contratti, è partita la trattativa per il rinnovo della gomma-plastica. I sindacati avanzano una richiesta di aumento di 100 euro al livello F per il triennio 2019–2022 Sull’immigrazione, invece, è arrivata un’importante decisione del Tribunale civile di Roma in una causa intentata da Amnesty e Asgi: “I soccorsi dalla Marina militare – afferma la sentenza - hanno il diritto di accedere nel territorio italiano per presentare domanda di protezione internazionale o protezione speciale”. I respingimenti sono quindi illegali. 

La Francia, infine, si è fermata contro la riforma delle pensioni. Manifestazioni a Parigi e in altre 250 città con decine di migliaia di partecipanti. La confederazione Cgt: “Abbiamo uno dei sistemi previdenziali migliori al mondo, Macron vuole annientarlo per pura ideologia”. 

-------------------------

ANALISI, INTERVISTE, INCHIESTE

Migranti redistribuiti, è una piccola rivoluzione
di Carlo Ruggiero

Non solo rose, anche pane
di Luca Villaggi

Autunno caldo, i ricordi di un cronista sindacale
di Alessandro Cardulli

Algoritmi nuovi alleati del capitale?
di Piero De Chiara

Bologna, economia e lavoro hanno bisogno di aiuto
di Giacomo Stagni

Ex Ilva, si mobilita anche l'indotto dei servizi in appalto

Fri, 06/12/2019 - 16:39

Si mobilita anche l’indotto dei servizi in appalto che ruota intorno agli stabilimenti Ex Ilva ArcelorMittal di tutta Italia. Obiettivo: bloccare i 6.300 esuberi ipotizzati dal colosso indiano al tavolo con le federazioni di categoria del comparto metalmeccanico. I tagli dei posti di lavoro e della produzione dell’acciaio si ripercuotono inevitabilmente nel sistema esternalizzato dei servizi, dove complessivamente operano seimila addetti, distribuiti nei settori delle pulizie industriali, della ristorazione, della vigilanza – circa cinquemila solo nello stabilimento tarantino - oltre alle centinaia di addetti impiegati nelle attività riferite ai comparti alberghiero, distribuzione commerciale e lavanderie, riconducibili ai servizi funzionali dell’impresa.

I sindacati di categoria hanno quindi proclamato per martedì 10 dicembre due azioni di sciopero di 24 ore indette da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti per i lavoratori delle aziende in regime di appalto nel settore servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi e da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per i lavoratori addetti ai servizi di ristorazione e vigilanza. La manifestazione dell’intero indotto dei servizi in appalto confluirà nella iniziativa unitaria Cgil Cisl Uil già programmata a Roma in Piazza Santi Apostoli

I sindacati esprimono grande preoccupazione sul piano industriale presentato da ArcelorMittal ad appena un anno dall’insediamento e dalla stipula del contratto di affitto per la gestione dell’impianto siderurgico. L’ipotesi del taglio di 6.300 posti di lavoro e della produzione dell’acciaio coinvolge direttamente anche i lavoratori degli appalti che, sin dalla estate scorsa, hanno subìto la perdita di numerosi posti di lavoro e drastiche riduzioni delle ore lavorate e delle retribuzioni.

Per i sindacati è assolutamente prioritario lavorare congiuntamente per la realizzazione di una fabbrica ecosostenibile in Italia, che assicuri una prospettiva di serenità futura e garanzie in termini di sicurezza e salute alle migliaia di lavoratori e lavoratrici che quotidianamente entrano negli stabilimenti ArcelorMittal di tutta Italia, spesso per uno stipendio al limite della sopravvivenza.

«L'ambientalismo può cambiare il modello di sviluppo»

Fri, 06/12/2019 - 15:25

La casa brucia. Su questo le anime del movimento ambientalista sono tutte d’accordo. L’incendio divampa velocemente, è la cronaca degli esperti, e tra poco invaderà l’ingresso, bloccando la porta e facendo tutti prigionieri del rogo. Di fronte all’immagine apocalittica, alimentata dai moniti di Greta Thunberg, l'attivista svedese che, al netto delle basse invidie e degli attacchi della destra mondiale, resta l’icona globale di questa urgenza, la risposta politica sembra sempre ferma all’altro ieri. Ci avevano promesso che gli obiettivi Parigi 2020 avrebbero rallentato questa corsa verso il disastro. Ne abbiamo perso le tracce e adesso, nei giorni caldi della Cop25 di Madrid, la conferenza mondiale sul clima, ci ritroviamo con l’agenda 2030. E di decennio in decennio non è cosa semplice rintracciare segnali concreti di cambiamento. Sul sindacato, quale attore protagonista del panorama sociale ed economico, grava una responsabilità cruciale.

La Cgil da molti anni si impegna per richiamare la politica su un versante e abbracciare i movimenti sull’altro, svolgendo appieno la sua vocazione tradizionale di corpo intermedio. Lo sa bene Gianna Fracassi, vicesegretaria generale, riconoscendo il ruolo che è toccato loro: tradurre questa battaglia ideale in rivendicazioni precise che non alterino l’equilibrio tra lavoro e ambiente e tengano insieme gli obiettivi dell’uno e dell’altro che, in passato, come insegna la vicenda Ilva, sono stati spesso in conflitto. “È questa la partita strategica – dice Fracassi –. Ce la giochiamo con alcune richieste cruciali: un investimento straordinario su istruzione, ricerca e università che ci trovi pronti alla sfida dello sviluppo sostenibile. Uno strumento di sostegno al reddito che accompagni la transizione ambientale, perché i suoi effetti non ricadano sulle spalle dei lavoratori. Un ripensamento dell’organizzazione del lavoro, a partire dall’orario. Un nuovo governo delle politiche industriali e di sviluppo, nella prospettiva di un cambio totale del sistema produttivo”.

È vero, come gridano alcuni cartelli delle piazze dei Fridays for Future, che l’ambientalismo senza lotta di classe è giardinaggio? “Legare il tema lavoro con il tema ambientale chiama in causa, necessariamente, il ripensamento dell’attuale modello di sviluppo capitalistico”. La casa che brucia “non è solo l’ambiente, è anche la società. La risposta va data a entrambe le questioni. Avere l’ambizione di cambiare il modello sociale e di sviluppo e mantenere la stessa architettura economica non avrebbe senso. Il modello neoliberista ha fallito, è evidente”.

Oggi a Madrid va in onda la marcia sociale per il clima. Attese oltre centomila persone. La pressione popolare è enorme, la spinta continua. Ma qualcosa di concreto è successo, ricorda la sindacalista. “In dieci anni è cresciuta la consapevolezza di dover accelerare il cambiamento. Ormai lo sostiene chiaramente l’Unione europea, lo ha ribadito, facendone un punto centrale del suo insediamento, la neo presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. E gli obiettivi enunciati sono importanti e avranno degli effetti. Obiettivi che parlano all’attualità e al prossimo futuro e si declinano poi, sul terreno della concretezza, in un modello di produzione industriale che dovrà cambiare. Pensiamo al cantiere dell’automotive e alla corsa all’auto elettrica”.

Peccato che nell’Italia dei 20 mila morti in venti anni riconducibili agli eventi meteorologici estremi, nell’Italia sommersa di Venezia e Matera, per stare agli ultimi disastri, i segnali in manovra siano piuttosto deludenti. Che carte ci sono rimaste in mano? Possiamo dire che l’asso nella manica è una generazione di giovani che si rivolge all'ambientalismo? “Senz’altro – risponde –. I ragazzi di oggi si sono fatti portatori di un modello di relazioni e di obiettivi molto importanti e diversi. L’educazione ambientale e la rivendicazione politica sono l’unica strada per costruire un contesto diverso e battere quelli che hanno fatto dell’odio, della divisione e dell’idea del consenso breve il carburante degli ultimi successi elettorali. Per questo, noi tutti, compresa la sinistra di questo Paese, dobbiamo sostenerli, questi giovani, e dargli una risposta politica concreta”. La casa brucia. Non deludiamo gli unici pompieri che ci sono rimasti.

 

Manifestazione di Cgil, Cisl, Uil a Roma il 10 dicembre

Fri, 06/12/2019 - 15:15

Parte la prossima settimana la nuova fase di mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil. La prima manifestazione-assemblea in programma è quella di martedì 10 dicembre alle ore 9,30 a Roma a Piazza Santi Apostoli sui temi della crescita, le crisi aziendali, lo sblocco dei cantieri e delle infrastrutture, lo sviluppo del Mezzogiorno. Nella manifestazione confluirà anche la protesta dei lavoratori metalmeccanici della ex Ilva, in sciopero sempre il 10 dicembre in tutti gli stabilimenti siderurgici. Sono previsti gli interventi di sei delegati aziendali (Almaviva, Alitalia, Mercatone/Conad, Ilva, indotto Ilva, settore edile) e dei segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Landini, Furlan, Barbagallo.

Giovedì 12 dicembre, sempre a Piazza Santi Apostoli, al centro dell' iniziativa sindacale ci sarà la richiesta del rinnovo dei contratti pubblici e privati, la richiesta di assunzioni nella pubblica amministrazione, nella sanità, nei comparti dell'istruzione, dell' Università e della ricerca e la stabilizzazione del precariato.

La settimana di mobilitazione di #CgilCislUil per migliorare la #LeggediBilancio nell’editoriale del segr.gen. #MaurizioLandini stamattina @RadioArticolo1
⬇️⬇️⬇️⬇️https://t.co/dvoZw5tdpJ pic.twitter.com/lw7cfvEjz6

— CGIL Nazionale (@cgilnazionale) December 4, 2019

Martedì 17 dicembre, ancora a Piazza Santi Apostoli, si svolgerà l'ultima delle manifestazioni-assemblee sui temi dello stato sociale, la rivalutazione delle pensioni, la riforma fiscale e la legge sulla non autosufficienza. Iniziative, attivi, assemblee, presidi nei luoghi di lavoro e nel territorio si svolgeranno da lunedì 9 dicembre al 18 dicembre in tutte le regioni italiane.

Amazon, il sindacato entra in due stabilimenti

Fri, 06/12/2019 - 14:47

Da qualche mese la Filt Cgil, il sindacato dei trasporti e della logistica, ha intrapreso un percorso strategico di insediamento e contrattazione negli stabilimenti Amazon di Brandizzo e Torrazza Piemonte, entrambi nel territorio torinese. Una strategia che si sviluppa su due direttrici tra loro complementari. La prima riguarda l'insediamento negli stabilimenti tra i lavoratori occupati nel processo lavorativo interno ad Amazon. La Filt ha sviluppato una rete di riferimenti all'interno dello stabilimento – anche grazie ad alcuni contatti forniti da Nidil con lavoratori intercettati attraverso il percorso di assunzione tramite contratto di somministrazione - che ha portato alla nomina di quattro Rsa (i rappresentanti sindacali d’azienda) e a molti iscritti, compresi tra un'età di 25 e 40 anni.

Il 4 dicembre si è svolta un'assemblea con i lavoratori della station di Brandizzo e la seconda assemblea si svolgerà nello stabilimento di Torrazza. È stato calendarizzato per gennaio un incontro con la direzione Amazon che avvierà una stagione contrattuale sui temi della condizione di lavoro, della retribuzione, dei carichi di lavoro nelle diverse postazioni, con una particolare attenzione alla retorica del “finto neutro”, ovvero un lavoro astratto, inteso senza alcuna distinzione di genere, ma soprattutto senza alcuna attenzione alla reale sostenibilità dei carichi di lavoro rispetto alle caratteristiche fisiche delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sarà posta particolare attenzione alla esigibilità dei diritti di informazione, come previsto dal contratto, al fine di conoscere anticipatamente le strategie inerenti all'organizzazione del lavoro ed ai processi di innovazione tecnologica e di applicazione diffusa di moduli di intelligenza artificiale. In molti stabilimenti Amazon campeggia una sorta di slogan che ricalca una rassicurante e competitiva visione del lavoro e ripropone un messaggio di appartenenza ad una comunità: “Work hard, have fun, make history”. A questa immagine la Filt Cgil ha risposto “costruendo il sindacato e, con gli strumenti riconosciuti dal Ccnl, avviando una esperienza di contrattazione dell'organizzazione del lavoro e delle condizioni materiali della prestazione che coinvolge una platea di circa 3000 addetti tra diretti ed indiretti. L'obiettivo – spiega la Filt – è contrastare, a partire dalla nomina delle rappresentanza sindacale, fenomeni che contraddicono l'immagine edulcorata del lavoro in Amazon per far emergere problemi di strutturale sfruttamento e di progressivo logoramento delle condizioni psico-fisiche delle lavoratrici e dei lavoratori”.

La seconda direttrice – spiega sempre il sindacato – si sviluppa sulla filiera di Amazon e riguarda il percorso di contrattazione degli operatori impegnati nella movimentazione delle merci – driver delle aziende di fornitura – con accordi sindacali finalizzati a migliorare il riconoscimento retributivo ma anche a mettere in discussione i tempi ed i carichi di lavoro. “L'attenzione alla filiera della movimentazione delle merci risponde ad una visione di insieme dei processi di lavoro e converge nella prospettiva di una contrattazione inclusiva finalizzata non solo a ricomporre condizioni contrattuali differenti, ma anche a ricomporre i processi produttivi e governare con la contrattazione l'organizzazione materiale del lavoro”.

La contrattazione delle condizioni di lavoro in Amazon e il lavoro contrattuale della filiera svolta dalla categoria della Filt Cgil forniscono un “supporto prezioso nella strategia della Cgil e largamente perseguito nell'ambito della Camera del lavoro di Torino, in merito ad una visione della contrattazione non frammentata dai confini proprietari dell'impresa”. Conclude il sindacato: “Il valore del lavoro contrattuale svolto in Amazon assume un rilievo significativo poiché può essere una esperienza di frontiera rispetto alle esigenze di insediamento sindacale e azione contrattuale nelle piattaforme digitali, favorendo la sperimentazione su ambiti analoghi dell'economia digitale nel suo complesso”.

Conferma in appello: il lavoro festivo è volontario

Fri, 06/12/2019 - 14:36

La Corte di Appello di Milano ha dato nuovamente ragione ai lavoratori di Autogrill, assistiti dalla Filcams Cgil di Milano: anche nel turismo il lavoro festivo non è obbligatorio. È stata infatti confermata la sentenza di primo grado di luglio 2018 che aveva riconosciuto ai dipendenti il diritto di godere delle festività.

Per la Filcams Cgil Milano si tratta di un risultato molto importante: “Questa sentenza deve permetterci di contrattare con le aziende del turismo per consentire ai lavoratori di conciliare i tempi di vita privata con quella lavorativa oltre a ottenere migliori condizioni economiche per ricompensare adeguatamente il sacrificio di chi è impegnato durante le festività”.

Il sindacato si dice consapevole della particolarità e dell'importanza strategica del settore: “Non mettiamo in discussione la possibilità dei pubblici esercizi di poter offrire servizio all'utenza durante le festività, ma le lavoratrici e i lavoratori delle imprese del turismo, che contribuiscono tutti i giorni a offrire un adeguato servizio ai consumatori, devono ricevere una retribuzione equa per quelle giornate e potersi astenere dal lavoro attraverso una programmazione e rotazione dei turni di lavoro condivisa”.

Una Scuola del popolo, per la cultura aperta a tutti

Fri, 06/12/2019 - 13:31

A Palermo la “Scuola del popolo” aprirà le sue porte a gennaio con un corso di alfabetizzazione italiana per migranti, un laboratorio musicale con un docente di pianoforte e il doposcuola per i bambini dei quartieri del centro storico. L'idea della Scuola del popolo, lanciata da Ivo Vacca, ex segretario Flc Cgil, in Sardegna, è stata presentata oggi (6 dicembre) alla Camera del lavoro di Palermo, che ha già raccolto la disponibilità di docenti in pensione per avviare nel nuovo anno i primi corsi, gratuiti e aperti a tutti, utilizzando le sedi della Cgil e delle sue categorie.

Un progetto che ha mosso i primi passi a Oristano, ma che è già diffuso in varie città italiane. A Como un docente insegna la “Matematica per tutti i giorni”, un regista ha organizzato un corso di montaggio televisivo e di ripresa, a Taranto con la Filt Cgil è nato un corso che si occupa di bonifiche, a Oristano un docente insegna ai ragazzi a “Leggere e capire il testo” , e gli altri due corsi del momento riguardano la pittura dei murales e la storia sarda. All'Aquila la Cgil ha messo a disposizione il suo cineforum e ha creato una rete tra tutte le associazioni del territorio, dall'Arci a Italia Nostra, per organizzare proiezioni, corsi, incontri. A Livorno un corso sui mutui è stato organizzato dai bancari della Fisac. A Palermo lo sportello di orientamento al lavoro del Sol ha già dato la sua disponibilità a organizzare corsi per imparare a scrivere i curriculum e prepararsi ai colloqui di lavoro.

“Abbiamo accolto con favore l'idea di mettere a disposizione la nostra sede a tutte le persone e gli insegnanti in pensione, o ancora al lavoro, che vogliono mettersi a disposizione della società utilizzando la nostra sede come luogo di diffusione della cultura e del sapere – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo –. Negli anni 50 e 60 le Camere del lavoro erano luoghi dove si insegnava a leggere e scrivere e oggi, aggiornando il nostro patrimonio genetico, lo stesso impegno di allora continua per essere vicini alle persone in difficoltà. Con la disponibilità degli uomini e delle donne del mondo scuola che si mettono a servizio della nostra collettività. La cultura diventa così fruibile a tutti, perno di un sistema fatto di aiuto reciproco, di gioco di squadra, di solidarietà”.

“La Scuola del Popolo non sarà chiaramente una scuola tradizionale, vogliamo recuperare il significato del termine antico skholèche in greco significava ozio, occupazione piacevole del tempo libero invitando docenti ed ex lavoratori in pensione a fare rete e a mettere qualche ora a settimana del proprio tempo libero a disposizione degli altri  – aggiunge il segretario generale Flc Cgil Fabio Cirino –. Apriremo al territorio con dei corsi settimanali di italiano per stranieri, corsi musicali e altri corsi tematici che saranno individuati, in base anche alle richieste che verranno dal territorio palermitano, tra l'altro uno dei più colpiti in Italia dalla dispersione scolastica. Noi stiamo in pieno centro storico e possiamo essere punto di riferimento per una platea vasta”.

L'iniziativa ha l'obiettivo di rivitalizzare le sedi della Cgil e trasformarle in luoghi di incontro, di socializzazione e discussione, di supporto culturale, con attività e corsi rivolti in particolare alla gente in difficoltà dei quartieri popolari, ai bambini, ai migranti. “Vogliamo offrire ai più deboli una possibilità di riscatto con un intervento diretto della Cgil – ha spiegato Ivo Vacca, del centro nazionale Flc Cgil, l'ideatore della Scuola del Popolo –. E ipotizzare un nuovo protagonismo dei docenti in pensione, che sono una risorsa non valorizzata. Le sedi della Cgil in certi orari, dopo la chiusura dei servizi, si svuotano e in questo modo possiamo riportare la gente dentro le nostre sedi per parlare di politica e cultura, incontrarsi, socializzare”.

“Questa idea – ha aggiunto Anna Maria Tirreno, segretario Cgil Palermo – si inserisce nel progetto complessivo ‘Il Lavoro si fa strada’ della Cgil e si rivolge agli ultimi, a coloro cui lo Stato non pensa più, alla gente che non lavora ma usufruisce del reddito di cittadinanza, alla quale andrebbe assicurata una formazione. Come sindacato abbiamo il dovere di riprendere le fila di un discorso educativo improntato alla solidarietà, all'inclusione sociale, all'antirazzismo, che faccia i conti con l'alfabetizzazione di ritorno, per rendere cittadini e lavoratori più consapevoli dei loro diritti”.

Marche, l'allarme del sindacati: mancano risorse per la prevenzione

Fri, 06/12/2019 - 12:23

Nei mesi scorsi, la Regione Marche ha reso pubblica la relazione sulla performance dell’Asur (l’Associazione sanitaria unica regionale) per il 2018 le cui pagine meriterebbero approfondite valutazioni e riflessioni. Tra le tante questioni che richiedono valutazioni e riflessioni approfondite c’è il tema della salute e sicurezza sul lavoro e in generale la questione della prevenzione. Tema che, a leggere la relazione, risulta essere ancora la cenerentola della sanità marchigiana. Innanzitutto va evidenziato lo scarso livello di finanziamento ad essa destinato: solo 96,9 milioni di euro, ovvero il 3,3% della spesa totale dell’Asur: valori decisamente al di sotto delle necessità.

Spiega Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche: “Come testimoniano i dati del rapporto Ambrosetti-Agenas, la percentuale di spesa che nelle Marche viene dedicata alla prevenzione è tra le più basse a livello nazionale, ed è piuttosto lontana non solo dall’obiettivo del 5% del totale di spesa sanitaria complessiva ma anche dal dato medio nazionale che è del 4,4%. Ciò significa che per arrivare a sostenere la percentuale di spesa media nazionale, le Marche dovrebbero spendere almeno 27 milioni di euro annui in più rispetto a quelli attuali, mentre mancano complessivamente 45 milioni di euro per raggiungere una percentuale del 5% della spesa complessiva”.

Preoccupa poi il fatto che la spesa pro capite non solo è tra le più basse a livello nazionale (penultimo posto tra tutte le regioni), è anche in calo rispetto ai valori del 2010. “All’interno del sistema prevenzione – aggiunge Sauro Rossi, segretario generale Cisl Marche – preoccupa soprattutto la situazione critica dei servizi per la prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro; servizi sempre più marginali nel panorama della sanità marchigiana e alle prese con organici insufficienti rispetto alle necessità: se si escludono le figure amministrative, tra medici, infermieri, tecnici e collaboratori vi lavorano solo 99 addetti, pari al 14% del personale dei dipartimenti prevenzione, e di questi i tecnici della prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro sono solo 56, ovvero l’8% di tutti gli addetti dei dipartimenti prevenzione”.

Dati che si scontrano con la drammaticità del fenomeno degli infortuni e delle morti sul lavoro che sta colpendo sempre più pesantemente le Marche, come emerge dai dati forniti dall’Inail: nei primi dieci mesi dell’anno sono stati denunciati 15.806 infortuni, +1,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre a livello nazionale gli infortuni sono sostanzialmente stabili. Nelle Marche, sottolinea infatti Graziano Fioretti, segretario generale Uil Marche, “crescono in particolare gli infortuni in occasione di lavoro (+2,0%) mentre quelli in itinere sono diminuiti (-2,8%), di cui i più colpiti sono i lavoratori dell’industria manifatturiera, dove però il numero degli infortuni denunciati è in calo (-4,4%). Crescono però in modo rilevante gli infortuni nel settore delle calzature e abbigliamento (+13,0%), nella chimica, gomma, plastica (+7,8%), nel legno-mobile (+5,4%), mentre sono in calo nella meccanica (-14,0%). Preoccupa poi il rilevante incremento nelle costruzioni (+4,7%), nei trasporti (+9,4%) e soprattutto in agricoltura (+10,8%). In calo invece nel commercio e riparazioni (-1,3%) e nel settore sanità e assistenza sociale (-3,8%)”.

Drammatico il bilancio degli infortuni mortali: sono 26 i lavoratori che hanno perso la vita nei primi dieci mesi dell’anno. Una strage continua che deve essere fermata. Di fronte a questi dati, evidenziano Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti, “è necessario che la salute e sicurezza sul lavoro e la prevenzione di infortuni e malattie professionali devono diventare una priorità per le Marche. Per tali ragioni, concludono, “chiediamo alla Regione di intervenire subito e garantire le risorse necessarie ad assicurare adeguati livelli di finanziamento e di organizzazione del sistema di prevenzione nelle Marche, per colmare il divario con le altre regioni e soprattutto arginare il devastante fenomeno degli infortuni sul lavoro”.

Parma: sindacati, solidarietà a Pizzarotti attaccato da Forza Nuova

Fri, 06/12/2019 - 12:18

Cgil, Cisl e Uil di Parma “esprimono la massima solidarietà al sindaco Federico Pizzarotti per la vergognosa denuncia nei suoi confronti da parte di Forza Nuova, che gli contesta il requisito di doversi dichiarare antifascisti e per i valori della Costituzione italiana”. Così i tre sindacati in una nota unitaria.

“Il riconoscersi in quei valori e ripudiare pratiche fasciste e razziste per la concessione di spazi pubblici – spiegano – trae origine da un Protocollo siglato col Comune di Parma, di cui siamo orgogliosamente firmatari assieme ad Anpi e ad altre associazioni, che è stato poi assunto con delibera di Giunta Comunale nell’aprile del 2018. L’obiettivo del Protocollo è quello di promuovere e difendere la democrazia contro il proliferare di atteggiamenti di espressione fascista, razzista, sessista”.

Le tre sigle ritengono quindi “grave tale denuncia, in quanto rivela che l’organizzazione politica che la promuove non si riconosce nei valori costituzionali e rivendica spazi pubblici per la propria attività rinnegando e contrastando i valori fondativi della nostra Repubblica in una città insignita della Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Guerra di Liberazione. Come organizzazioni sindacali saremo sempre a fianco di chi quei valori li persegue, li tutela e li promuove”.

Pa, il governo convoca i sindacati il 9 dicembre

Fri, 06/12/2019 - 11:27

È stato convocato per lunedì 9 dicembre dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Palazzo Chigi l’incontro sul pubblico impiego con i sindacati. La convocazione, a quanto si apprende dall’Ansa, è per le ore 15 ed è rivolta alle confederazioni e alle categorie della Pubblica amministrazione di Cgil, Cisl e Uil. Rientra tra i tavoli tematici annunciati nel corso degli incontri che hanno preceduto la presentazione della manovra e richiesti dai sindacati. Previsti alla riunione i ministri della Pa, Fabiana Dadone, e dell'Economia, Roberto Gualtieri. Il 12 dicembre è in calendario la manifestazione sul pubblico impiego.

ArcelorMittal: martedì 10 in sciopero anche la Sanac in Sardegna

Fri, 06/12/2019 - 10:58

Si ripercuote anche sulla Sardegna il possibile spegnimento dei forni all'Ilva di Taranto da parte di AccelorMittal. Martedì prossimo, in occasione della mobilitazione generale dei lavoratori del gruppo Sanac con sede in Toscana, ci sarà uno sciopero anche nello stabilimento di Macchiareddu, alle porte di Cagliari. A rischio il futuro di un centinaio di persone tra dipendenti e indotto: la sede cagliaritana produce mattoni refrattari che poi vengono lavorati a Taranto. Lo sciopero è indetto da Cgil, Cisl e Uil.

Nella zona industriale di Macchiareddu ci sarà la fermata di tutte le attività produttive. E una delegazione di lavoratori della Sanac di Assemini (Cagliari) sarà a Roma in piazza Santi Apostoli per la manifestazione nazionale e per trasferire al governo la preoccupazione e l'incertezza dei dipendenti per il loro futuro. “ArcelorMittal – spiegano in un comunicato i sindacati – nel corso dell'incontro al Mise di mercoledì scorso ha confermato l'intenzione di modificare in modo unilaterale gli accordi sottoscritti con governo e organizzazioni sindacali nel settembre 2018, con conseguenze drammatiche per l'occupazione e il concreto rischio che gli impianti ex-Ilva di Taranto nel volgere di pochi anni possano cessare definitivamente di funzionare”.

Napoli, i sindacati rilanciano: serve un piano di sviluppo

Fri, 06/12/2019 - 10:17

Lunedì 9 dicembre alle ore 9,30, presso la sede Uil in piazzale Immacolatella Nuova 5, Cgil Cisl Uil di Napoli riuniranno gli esecutivi unitari. Al centro della discussione, le iniziative che il sindacato si prepara a mettere in piedi in continuità con lo sciopero generale di quattro ore dell’industria e del terziario dello scorso 31 ottobre.

Nell'area metropolitana di Napoli, sottolineano Cgil Cisl Uil, permangono situazioni di crisi che necessitano di risposte immediate e concrete da parte del governo e delle istituzioni locali. Molte vertenze che riguardano alcune importanti realtà produttive di Napoli sono ancora aperte e dall'esito incerto.

Il sindacato rilancia la richiesta di un “piano di sviluppo per Napoli e per il Mezzogiorno per fermare un processo di deindustrializzazione che va avanti da troppo tempo e che registra negli ultimi 10 anni la perdita di circa il 40% della capacità produttiva industriale. Nella manovra economica, il cui iter parlamentare è ancora in corso – precisano Cgil Cisl Uil – è necessario che il governo sostenga un intervento organico e speciale per Napoli e per la sua Area Metropolitana”.

La riunione degli esecutivi rilancerà i contenuti della piattaforma unitaria sulla manovra economica, in preparazione della settimana di mobilitazione indetta da Cgil, Cisl, Uil che prevede tre manifestazioni/assemblee nazionali aperte, che si svolgeranno in Piazza Santi Apostoli a Roma il 10, 12 e 17 dicembre.

Cgil, Cisl e Uil: avviare un confronto sull'attuazione del Patto per la salute

Fri, 06/12/2019 - 09:49

“Il Patto per la salute deve essere uno strumento finalizzato a ristabilire il rispetto del diritto alla salute e alle cure dei cittadini, su tutto il territorio nazionale, come previsto dalla Costituzione”. Così in una nota Cgil, Cisl e Uil dopo l’incontro con il ministro della Salute Roberto Speranza. Per le tre confederazioni “è importante il finanziamento pluriennale, così come previsto nella legge di bilancio”, anche se “resta sottodimensionato il fabbisogno sanitario nazionale che va quindi progressivamente adeguato. Un segnale positivo è rappresentato dal finanziamento aggiuntivo dedicato finalmente all’abolizione del superticket”.

Per il cosiddetto ‘Cantiere di attuazione del Patto’, i sindacati propongono alcuni temi che chiedono di affrontare nel corso di specifici tavoli. Tra le questioni poste ci sono i Lea, le assunzioni, lo sviluppo delle reti socio-sanitarie integrate territoriali, il tema della non autosufficienza, la prevenzione e promozione della salute. Ulteriori argomenti di confronto riguardano il piano di investimenti per l’edilizia, l’ammodernamento tecnologico e l’Hta, la ricerca e la partecipazione dei cittadini.

“Oltre alla stipula del Patto per la salute – si legge ancora nel comunicato sindacale – dovrà essere assicurato quindi un confronto sulle assunzioni e sul rafforzamento delle relazioni sindacali partecipative volte a evitare improprie invasioni di campo sulla materia contrattuale. Vanno individuati sia a livello nazionale, con un preciso impegno del ministro della Salute e, auspicabilmente, della Conferenza delle Regioni, sia a livello territoriale, appositi luoghi e modalità di confronto permanente e di partecipazione democratica, in cui si possa esercitare, accanto a quella doverosa delle istituzioni, la responsabilità dei cittadini e delle forze sociali di rappresentanza”.

Sanità Campania, Ricci (Cgil): bene uscita da commissariamento

Fri, 06/12/2019 - 09:49

"L'uscita dal commissariamento in sanità della regione Campania, decretata dal Governo, è una decisione importante e determinante per le dinamiche socio sanitarie del nostro territorio ed un'inezione di fiducia istituzionale storica". Così il segretario generale della Cgil Campania Nicola Ricci, commenta la decisione adottata in Consiglio dei Ministri. 

"Ritornare ai poteri ordinari - sostiene Ricci - consentirà di continuare l'azione di risanamento e ponendosi nuovi obiettivi. Ci auguriamo che quanto prima il presidente De Luca convochi Cgil Cisl Uil per confrontarsi al meglio sul vigente Piano Ospedaliero e su quello Territoriale in via di definizione". La richiesta del segretario generale Cgil Campania arriva a pochi giorni dalla prima delle tre mobilitazioni nazionali unitarie che si terrà il prossimo 10 dicembre a Roma, che metterà al centro anche la questione Mezzogiorno. 

"I cittadini e gli operatori del settore - osserva Ricci - continuano a pagare un prezzo altissimo nei servizi. Auspichiamo quindi - prosegue il segretario generale della Cgil Campania - che si completi in tempi brevi il percorso di stabilizzazione del personale, garantendo maggiori Livelli Essenziali di prestazione, sapendo che i prossimi mesi saranno strategici per la sanità in Campania" conclude il segretario generale della Cgil Campania Nicola Ricci. 

Una «Scuola del popolo» per Palermo

Fri, 06/12/2019 - 09:15

La “Scuola del Popolo” aprirà anche a Palermo. Il progetto, nato in Sardegna e fatto proprio dalla Flc Cgil nazionale, sarà presentato oggi, venerdì 6 dicembre, alle 10, presso il salone Bosco Garibaldi della Camera del Lavoro, in via Meli, 5. L'iniziativa ha l'obiettivo di trasformare le sedi della Cgil in luoghi di incontro, di socializzazione e discussione, di supporto culturale, con attività e corsi rivolti in particolare alla gente in difficoltà dei quartieri popolari, ai bambini, ai migranti.

Gli insegnanti dei corsi saranno ex docenti, docenti e altre figure del mondo della scuola. Ma anche pensionati, volontari e  tutte le persone interessate a mettere a disposizione nel tempo libero il proprio patrimonio di competenze professionali. L'idea, la condivisione di attività culturali e formative con l'apertura degli spazi al quartiere, è stata subito accolta dalla Cgil Palermo e dalla Flc Cgil Palermo. “Rendere la cultura fruibile a tutti: è quello che faremo, con un occhio attento alle necessità del territorio e invitando a partecipare, per la conduzione dei corsi, soprattutto ex docenti e le persone in pensione, che hanno ancora tanta voglia di dare - dice il segretario generale della Flc Cgil Palermo Fabio Cirino –  La Camera del Lavoro si trova  nel cuore della Vucciria, in primo luogo dunque ci rivolgiamo a bambini, ragazzi, lavoratori, migranti della zona, che potranno trovare corsi gratuiti mirati all'apprendimento dell'italiano, laboratori musicali e artistici, attività di doposcuola. Queste le prime idee per partire. Soprattutto per i bambini, proporremo progetti per strapparli alla strada. Corsi attrattivi, per rispondere ai bisogni di chi partecipa”.   

“Sarà l'occasione per aprire alla città la nostra sede, come luogo di attività collettive, dove la gente potrà  interagire e discutere   – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo – Per noi la scommessa è anche mettere in atto quei principi di solidarietà e inclusione del mondo del lavoro che guidano la nostra azione sindacale,  in cui la cultura diventa perno di un sistema fatto di aiuto reciproco, di gioco di squadra, per venire incontro alle esigenze di lavoratori espulsi dai sistemi produttivi, ai tanti che soffrono una condizione di analfabetismo, ai migranti che hanno bisogno di apprendere la nostra lingua, agli studenti più disagiati dei quartieri del centro storico,  ai quali si può dare un supporto nel percorso di studi. La Scuola del popolo per confrontarsi sui temi della cultura e del lavoro, per imparare a rivendicare i diritti con consapevolezza. Una Cgil del popolo e per il popolo”.

Pulizie delle scuole, presidio a Empoli

Fri, 06/12/2019 - 09:00

Oggi, dalle ore 10:30 alle ore 12, la Filcams Cgil e la Camera del Lavoro Empolese Valdelsa hanno convocato un presidio dei lavoratori degli appalti delle pulizie e della sorveglianza delle scuole. Il presidio si svolgerà a Empoli davanti all’Unione dei Comuni del Circondario Empolese Valdelsa in Piazza della Vittoria 54, ci saranno anche rappresentanti delle istituzioni locali e parlamentari del territorio.

L’agitazione riguarda il tema dell’internalizzazione del personale in appalto nel mondo scuola, che avverrà - stando a quando detto dal Governo - dall’anno prossimo. "Un traguardo che arriva dopo anni di lotte - afferma Massimiliano Fabozzi, della Filcams Cgil di Empoli - Il processo di reinternalizzazione dei servizi di pulizia sorveglianza è sicuramente un atto positivo, ma continuano a permanere notevoli problemi nelle modalità di effettuazione delle procedure concorsuali che potrebbero pregiudicare il lavoro di molte persone e il servizio".

Durante il presidio la Cgil e la Filcams Cgil illustreranno a cittadini e stampa tali problemi, con lo scopo di sensibilizzare i parlamentari e le istituzioni locali per una loro risoluzione.

ArcelorMittal, per Conte il piano è «irricevibile»

Fri, 06/12/2019 - 08:45

Il piano di ArcelorMittal per l'ex Ilva è “da respingere”. È netta la posizione del presidente del consiglio Giuseppe Conte sulla vertenza che deciderà i destini del più grande impianto siderurgico d'Europa. "Il progetto che è stato anticipato in un incontro non va assolutamente bene – ha detto ieri Conte - mi sembra sia molto simile a quello originario. Lo respingiamo e lavoreremo come sempre durante questo negoziato agli obiettivi che ci siamo prefissati col signor Mittal e che il signor Mittal si è impegnato personalmente con me a raggiungere, e ci riusciremo".

ArcelorMittal ha annunciato 4.700 nuovi esuberi, passando dai 10.789 occupati del 2019 ai 6.098 del 2023. Gli esuberi arriverebbero però a 6.300, considerando i mancati rientri al lavoro dall'amministrazione straordinaria.

“Piano irricevibile” è il termine usato anche dai sindacati Fim, Fiom e Uilm che al termine dell'incontro del 4 dicembre hanno diffuso una nota in cui respingono il piano industriale: "I 6300 esuberi ipotizzati da ArcelorMittal non possono neanche essere presi in considerazione. Per Fim Fiom Uilm l’accordo del 6 settembre 2018 è ancora valido e vincolante. Per queste ragioni le segreterie nazionali di Fim Fiom Uilm proclamano per martedì 10 dicembre 24 ore di sciopero in tutti gli stabilimenti di ArcelorMittal e nell’indotto con manifestazione a Roma che confluirà nell’iniziativa di Cgil, Cisl e Uil già programmata a piazza Santi Apostoli".

ArcelorMittal spegnerebbe l'altoforno 2, quello sotto sequestro da luglio, facendo entrare in funzione un forno elettrico che assorbirebbe meno maestranze, portando a una produzione di 6 milioni di tonnellate nel 2021 dalle 4,5 milioni attuali. “Il contratto prevede delle penali se non viene rispettato — ha osservato Francesca Re David, segretaria Fiom Cgil —. Ad esempio 150 mila euro per ogni posto di lavoro cancellato”. 

LEGGI ANCHE:
Un piano da 6.300 esuberi
Scioperi a Genova e in Sardegna

Confermati gli esuberi al Secolo XIX, è sciopero

Fri, 06/12/2019 - 08:26

Nella giornata di mercoledì 4 dicembre a Roma il gruppo editoriale Gedi ha illustrato al sindacato il piano industriale per il quotidiano Secolo XIX confermando di fatto quanto già annunciato nelle scorse settimane. Nella sede genovese rimarrebbero 11 poligrafici su 24. "È una proposta inaccettabile - afferma in una nota la Slc Cgil di Genova - che ancora una volta ricade in particolare sulla nostra città che ha già pagato un prezzo altissimo alla riorganizzazione quando nel 2014 tutti i 49 dipendenti hanno perso l'occupazione a seguito della chiusura del Centro stampa di San Biagio".

Per il sindacato "occorre fare l’impossibile" affinchè il Gruppo ritorni sui propri passi e decida di trattare per "soluzioni sostenibili per l'occupazione e per garantire l'uscita del Decimonono". Ieri, 5 dicembre, presso gli uffici del Secolo si è svolta una assemblea sindacale per illustrare ai lavoratori il piano industriale ed è stato deciso lo sciopero immediato pertanto oggi il Secolo non è in edicola. L'assemblea ha deciso di coinvolgere nuovamente le istituzioni locali, Sindaco e Presidente della Regione, chiedendo loro di essere più incisivi nei confronti del Gruppo che non può disimpegnarsi in questo modo nei confronti di tutta la comunità genovese e ligure.

Ai poligrafici in sciopero è andata la solidarietà dei giornalisti: "I giornalisti de Il Secolo XIX - si legge in una nota pubblicata sul sito del quotidiano - esprimono piena solidarietà ai colleghi poligrafici dopo il piano di riorganizzazione di Gnn (gruppo Gedi) presentato per il settore poligrafico che per il nostro giornale prevede un esubero di 27 lavoratori su 38. La redazione ritiene che ancora una volta l’azienda abbia deciso di far pagare la crisi del settore ai propri lavoratori".