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Actualizado: hace 4 hours 55 min

Umbria, Spi Cgil contro i tagli al Tpl: anziani penalizzati

Vie, 19/07/2019 - 19:24

"Le frazioni periferiche della nostra regione utilizzano il trasporto su gomma come principale metodo di spostamento e, spesso, di comunicazione, considerato che il trasporto su rotaia è quasi inesistente; proprio per questo un deterioramento di tale servizio lede profondamente il diritto alla mobilità e alla libertà dei cittadini, specie nel caso di gruppi particolarmente vulnerabili come pendolari ed anziani, arrivando anche a comportare un danno di carattere economico per imprese e lavoratori”. È quanto si legge nell’ordine del giorno che lo Spi Cgil dell’Umbria ha approvato oggi, 19 luglio, al termine dei lavori del suo direttivo [testo integrale in allegato].  
Per il sindacato delle pensionate e dei pensionati umbri, il taglio al Tpl "è intollerabile”. “Non si possono lasciare interi paesi e comunità isolate - si legge ancora nell’ordine del giorno - ne va della libertà ed autonomia di ciascuno e della credibilità stessa delle istituzioni e della loro dedizione al benessere comune. Le necessità economiche delle aziende della mobilità non possono giustificare la perdita dei servizi - conclude lo Spi Cgil - proprio per questo richiediamo alla Regione e ai Comuni di intervenire per garantire il diritto alla mobilità ai cittadini umbri con particolare riferimento agli anziani e alle fasce più fragili della popolazione”.

La settimana del lavoro

Vie, 19/07/2019 - 18:19

“Rivolti al futuro”. Questo il titolo del convegno che lancia la campagna nazionale della Cgil sul tema della previdenza. Intervista all'economista Michele Raitano: sfatiamo un tabù, i giovani si possono tutelare. Il segretario confederale Roberto Ghiselli: “Per le nuove generazioni servono pensioni più giuste”. Le conclusioni del segretario generale Maurizio Landini: il sistema contributivo va corretto. “Non è un Paese per evasori...” è il nome dell'altro seminario che si è svolto in Cgil :una battaglia cruciale per il mondo del lavoro. A chiudere l'appuntamento il vicesegretario generale, Gianna Fracassi: “L'evasione non è ineluttabile”.

La Cgil incontra Salvini al Viminale insieme ad altre 42 parti sociali. Al termine della riunione così Landini: “Serve un confronto vero. Non basta vedersi ogni tanto”. Cgil, Cisl e Uil rispondono duramente al ministro del Lavoro Di Maio, che le aveva accusate di “trattare con un indagato per corruzione”: “Da lui toni inaccettabili”. In una nota, poi, le tre confederazioni ribadiscono la richiesta di una discussione seria in vista della manovra di bilancio.

È scomparso Andrea Camilleri, un maestro della cultura italiana. La Cgil lo ricorda con commozione, Landini: “Lascia un vuoto enorme”. Ursula von der Leyen è la nuova presidente del Parlamento europeo, il discorso a Strasburgo: “Il salario minimo si fa con i sindacati”.

Sul lavoro si continua a morire. Un marittimo ha perso la vita a Savona, nel porto è scattato lo sciopero. Prosegue con molti appuntamenti la campagna della Filcams sul lavoro stagionale e turistico: Sotto l'ombrellone dei diritti.

Accordi, scioperi e vertenze
Almaviva
, Di Maio non si presente: il governo è assente. Alla Lamborghini firmato il nuovo integrativo. Da mesi senza stipendio, protesta Manital a Napoli. Tavolo Bekaert, nessun (vero) passo in avanti. Parlano i lavoratori: rivogliamo la nostra dignità. Fs sceglie Benetton, al via la nuova Alitalia: per la Filt “è il momento di fare chiarezza”.

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ANALISI, INCHIESTE E APPROFONDIMENTI


Intervista a Pietro Bartolo / Voglio portare la frontiera a Bruxelles
di Carlo Ruggiero

Intervista a Oscar Camps / Meglio prigionieri che complici
di Elena Marisol Brandolini

Bioraffineria Eni, un passo fondamentale ma vogliamo vederci chiaro
di Gianluca Persico

Liguria, due milioni di euro in meno al trasporto
di Laura Andrei e Andrea Gamba

 

Ricostruzione post-sisma, penalizzati i lavoratori somministrati

Vie, 19/07/2019 - 17:52

Sono terminate da alcuni giorni le consultazioni dei lavoratori in somministrazione della provincia di Modena operanti alla ricostruzione post-sisma del 2012, durante le assemblee sindacali fatte in tutto il territorio, a cui hanno preso parte anche numerosi lavoratori, provenienti dalle provincie di Reggio Emilia e Ferrara. Si tratta di oltre 400 lavoratori tra architetti, geometri, assistenti sociali, amministrativi e tecnici, psicologi, ecc… operanti nei Comuni e nelle Unioni Terre d’Argine, Area Nord e Unione del Sorbara.

Oltre alle problematiche, ormai “fisiologiche” che si riscontrano ad ogni cambio appalto (il 16 giugno è infatti scaduta la commessa con Manpower e dal 17 giugno è subentrata Randstad Italia Spa), come ad esempio l’azzeramento del periodo di ferie maturato negli anni precedenti, da metà giugno si sta ponendo di nuovo il problema del salario accessorio basato sulla produttività, su cui i lavoratori si sono dimostrati particolarmente sensibili.

Negli incontri svolti in sede regionale nelle scorse settimane infatti, i sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl Uiltemp Uil di Modena e Bologna, unitamente alle Rsu, hanno più volte richiesto e sollecitato, sia alla struttura Commissariale regionale, sia alle Unioni dei comuni modenesi (Terre d’Argine, comuni Area Nord e Sorbara), anche attraverso lettere specifiche firmate congiuntamente con la categoria del pubblico impiego Fp Cgil, una presa in carico del problema sulla mancata erogazione del salario di produttività, spettante sia per legge che per effetto dei vigenti Ccnl di settore. Lettere che però ad oggi ancora non hanno trovato alcuna risposta.

Indignati dalla mancanza di risposte e dal rimpallo istituzionale che ne deriva, tra Comuni, Unioni e struttura Regionale, i lavoratori riunitisi in assemblea nei giorni scorsi, hanno dato fermo mandato alle Rsu ed ai sindacati di sollecitare uno sforzo di responsabilità dei vari soggetti pubblici, oltre che chiaramente dell’agenzia per il lavoro Randstad (che però in questa vertenza è un soggetto passivo, in quanto dipende dalla valutazione sulla produttività da parte dei Comuni), dichiarando che in assenza di risposte, si vedranno costretti ad indire anche iniziative di mobilitazione, tese a rendere visibile la mancata applicazione della parità di trattamento salariale, definita a tutti i livelli sia dal Ccnl enti locali, dalle contrattazioni territoriali decentrate, nonché dal recente rinnovo del Ccnl della somministrazione di lavoro, applicato a tutti i lavoratori impegnati nella ricostruzione post-sisma.

“È ora di smetterla con questo ping pong istituzionale, i lavoratori meritano una risposta - afferma il segretario Nidil Cgil di Modena Alessandro Cambi - qui non si sta chiedendo nulla in più di quello che contrattualmente spetta di diritto”.

“Si facciano i confronti previsti, che i tempi sono già abbondantemente trascorsi – continua il segretario di Nidil Cgil - oppure non escludiamo che si possano intraprendere anche strade di natura legale, per tutelare una palese discriminazione fatta sulla testa di centinaia di lavoratori che da anni, pur in un contesto di incertezza contrattuale e di precarietà, contribuiscono alla ricostruzione dei nostri paesi e città, danneggiate dal sisma del 2012. Serve uno scatto di responsabilità che possa determinare anche un segnale di equità, per tutte queste persone”.  

Cgil, Cisl e Uil incontrano Forza Italia

Vie, 19/07/2019 - 17:51

Una delegazione guidata dai segretari confederali della Cgil, Emilio Miceli, della Cisl, Andrea Cuccello, e dal segretario generale aggiunto della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha partecipato oggi a un incontro convocato e organizzato dal coordinatore nazionale di Forza Italia, Mara Carfagna, e dalla responsabile del dipartimento lavoro e politiche sociali e sindacali di Forza Italia, Renata Polverini. Al centro del confronto, in particolare, il tema delle vertenze industriali.

“Abbiamo ringraziato le due esponenti politiche per la loro disponibilità e attenzione – hanno dichiarato Miceli, Cuccello e Bombardieri – e abbiamo illustrato la preoccupante situazione in cui versano importanti realtà industriali, in molte parti del nostro Paese, a cominciare da alcune aree del Mezzogiorno. I numeri che a noi risultano, rispetto ai tavoli aperti al Mise, al mese di giugno 2019, sono 160, con circa 300 mila lavoratori coinvolti, oltre venti i gruppi industriali in amministrazione straordinaria, e alcune crisi che sembravano essere state risolte, invece, sono tornate prepotentemente alla ribalta e rischiamo di riaprirsi".

"Le crisi industriali – hanno sottolineato i tre dirigenti sindacali – devono essere affrontate puntando su politiche di sviluppo e su politiche industriali, strutturate e fondate su un’idea del Paese che sappia effettivamente valorizzare il lavoro. Questo è un progetto di lungo respiro che richiede un approccio condiviso di tutti i soggetti istituzionali e di tutte le parti sociali e che va oltre le contingenze e le dialettiche partitiche. Ma è l’unica strada da seguire per disegnare una prospettiva vera e concreta di ripresa e di crescita, nell’interesse del Paese".

"Intanto – hanno proseguito i sindacalisti –, per gestire e ridurre le pesanti ricadute sul territorio delle tante crisi industriali, è necessario, nell’immediato, offrire maggiori garanzie sul fronte degli ammortizzatori sociali che, dopo la recente riforma, non danno più le stesse certezze e generano ulteriori tensioni sociali. Su questi aspetti e sulle altre questioni dell’attuale dibattito economico, sociale e sindacale, abbiamo espresso la nostra disponibilità a proseguire nel confronto, mettendo sul tavolo le nostre proposte, contenute nella piattaforma unitaria, chiedendo che diventino oggetto anche del dibattito parlamentare”.

Autonomia differenziata, Sinopoli: scuola e istruzione fuori dal progetto? Una buona notizia

Vie, 19/07/2019 - 17:41

"Si legge in alcuni lanci di agenzia che dai progetti di autonomia differenziata sarebbe escluso il personale della scuola e che il sistema di istruzione rimarrà unitario. Se le cose stanno così è una buona notizia per la scuola e l’istruzione da ricondurre alle tante iniziative messe in campo in questi mesi dai sindacati dell’Istruzione che hanno portato all’Intesa sottoscritta il 24 aprile scorso a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio Conte e il ministro Bussetti. Ma attendiamo di leggere i testi per misurare la coerenza degli impegni governativi sulla completa esclusione del sistema Istruzione da ogni ipotesi di regionalizzazione, tema sul quale quale non transigeremo". A dirlo è Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil. "Non è invece una buona notizia - aggiunge- ciò che si legge in merito alla facoltà delle Regioni di aumentare il periodo minimo di permanenza nella stessa sede di servizio anche in deroga ai limiti stabiliti dalla legge nazionale che già stabilisce un periodo minimo di permanenza di cinque anni. Questo costituisce di per sé una inaccettabile intrusione nelle materie di regolazione contrattuale e attribuire alle regioni una facoltà come questa è solo l’esito di uno scontro nel governo di cui si fanno pagare le conseguenze al personale". "Anche la mobilità, al pari di tutte le altre materie, va esclusa dalla regionalizzazione. La contrattazione nazionale, come ha già fatto in passato, è in grado di farsi carico del tema della qualità del servizio e della continuità didattica. Piuttosto – conclude Sinopoli - ci aspettiamo che il governo rispetti tutti i punti dell’Intesa sottoscritta con i sindacati dell’Istruzione, a partire dal rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, con il necessario investimento di risorse a partire dalla prossima legge di stabilità".

Varese, ancora un infortunio mortale

Vie, 19/07/2019 - 17:39

“Con dolore e rabbia apprendiamo dell’ennesimo infortunio mortale, questa volta all’Iselfa di Solbiate Arno. In provincia di Varese è la sesta morte durante lo svolgimento del proprio lavoro nel 2019, con notevole incremento rispetto all’intero 2018”. Così in una nota la Cgil di Varese. 

“La Lombardia questa settimana è tristemente costellata da infortuni mortali con frequenza quasi quotidiana (più di 60 dall’inizio dell’anno in base ai dati provvisori di Ats e Inail). La situazione è drammatica anche a livello nazionale, con un sensibile incremento rispetto all’anno precedente”, continua il sindacato, che chiede “con decisione un serio e repentino intervento delle istituzioni a livello nazionale e regionale nella convinzione che gli infortuni sul lavoro costituiscano oggettivamente un’autentica emergenza che va inserita tra le priorità dell’azione politica ad ogni livello”.

Per la Cgil sono necessari “sia il deciso potenziamento degli organismi di vigilanza, sia una progettualità di più lungo corso per incrementare controlli preventivi ed azioni di efficace diffusione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

“É necessario – aggiunge il sindacato - che la Regione Lombardia definisca finalmente il nuovo Piano regionale di Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro per finanziare attivamente e concretamente le politiche preventive necessarie a contrastare questo inaccettabile e disumano fenomeno. È necessario che la sicurezza nei luoghi di lavoro assuma carattere prioritario nelle agende della politica nazionale e regionale, anche nell’ottica di una maggiore sensibilizzazione e assunzione di responsabilità da parte delle aziende per un’autentica cultura della sicurezza diffusa”.

“Nell’attesa che le indagini stabiliscano con precisione la dinamica di quest’ennesimo terribile infortunio sul lavoro ci stringiamo ai familiari del lavoratore con profondo e sentito cordoglio”, conclude la Cgil di Varese.  

Puglia, 21/7 inaugurazione Camera del Lavoro Collepasso

Vie, 19/07/2019 - 17:00

Una nuova sede della Camera del Lavoro a Collepasso. La Cgil provinciale e lo Spi inaugureranno i locali di piazza Malta domenica alle 18.30. Sarà solo l’inizio di una domenica ricca di eventi, spettacoli e dibattiti, inseriti nella tappa salentina del tour “Carosello dello Spi”, organizzato dal Sindacato Pensionati Italiani pugliese.

Il programma
Si parte col taglio del nastro della Camera del Lavoro comunale, alla presenza del segretario confederale provinciale Salvatore Labriola. Dopo il saluto del sindaco Paolo Menozzi, è in programma anche la presentazione del libro “Quell’autunno di cinquant’anni fa” di Gaetano Paglialonga. Insieme con l’autore e con Labriola, interverranno: Giuseppe Lagna, Alfredo Gianfreda, Giuseppe Marzano, Giorgio Mastria Gianfreda, Salvatore Marra e Rocco Pomarico.

Alle 20.30, in piazza Dante, è in programma la tavola rotonda sulla cucina salentina tradizionale, per un’alimentazione etica e sana, nell’ambito della campagna regionale lanciata dallo Spi, “Mi cibo da mani libere”. Interverranno: Fernanda Cosi, segretaria generale dello Spi Cgil Lecce, e il biologo nutrizionista Antonio Landi. Sono previste anche testimonianze locali ed il monologo comico di Daniela Baldassarra, dal titolo “”Il cibo e/è la nostra vita”. A seguire, serata in musica con “Calanda Gruppo pizzica e stornelli”.

Il Carosello dello Spi è inserito all’interno del cartellone “Estate collepassese” ed è organizzato dallo Spi Cgil Lecce con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Collepasso, Cgil Lecce e Borghi Autentici.

“L’apertura o il rinnovo delle Camere del Lavoro è una strategia a cui la Cgil tiene particolarmente. Ogni Camera del Lavoro è infatti un presidio di legalità e di diritti dei lavoratori, ma anche punto di aggregazione e di offerta di servizi Il cibo è un tema di grande rilevanza tra gli anziani e i pensionati”, spiega Fernanda Cosi. “L’iniziativa di Collepasso cerca di coniugare l’aspetto della riflessione, sulla storia del sindacato e sul consumo etico, con momenti di svago e divertimento. L’alimentazione in particolare è un tema strettamente collegato a quello della salute, ma anche alla sicurezza. Promuovere la cultura del cibo sano ed etico per noi dello Spi e della Cgil è fondamentale, perché significa sostenere il consumo consapevole, affinché il cibo che giunge sulle nostre tavole sia prodotto da una filiera interamente legale, senza alcun tipo di sfruttamento della manodopera”.

Indotto Eni, Basilicata: la mobilitazione continua

Vie, 19/07/2019 - 16:58

Continua la mobilitazione dei lavoratori Rti  (raggruppamento temporaneo d'impresa) dell’indotto Eni (Elett.r a, Ram meccanica, Officine Dandrea). Lo sciopero di oggi rientra nell’ambito dello stato di agitazione proclamato dalle segreterie regionali dei metalmeccanici per il mancato rinnovo del contratto aziendale, fermo da diversi anni.

"Finora, non si è avuta nessuna risposta da parte delle aziende interessate, nonostante la denuncia dei ricatti da parte delle stesse nei confronti dei lavoratori - che continuano a impoverirsi, mentre i profitti delle aziende crescono - che ha creato non poche tensioni". È quanto dicono in una nota congiunta Cgil, Cisl, Uil e Fiom, Fim, Uilm Basilicata.

"I lavoratori denunciano i ritardi sul pagamento dell’ultima tranche di mille euro, risalenti al 2016, e i ritardi sulla discussione sulla contrattazione unica di sito, per cui è previsto un incontro il prossimo 30 luglio. Prima dell’incontro, terremo un'assemblea con tutti i lavoratori dell’indotto, con l’obiettivo di illustrare lo stato della contrattazione e decidere eventuali iniziative per accelerare la tempistica per il raggiungimento di un accordo con Eni e con le parti datoriali", continuano i sindacati.

"Nel contempo, chiediamo che il nuovo contratto di sito comprenda il miglioramento delle condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori, attraverso la ratifica della sorveglianza sanitaria parificata ai dipendenti Eni, il rispetto della clausola sociale nel cambio di appalti e il superamento della fase transitoria dei mille euro per una parificazione salariale e di trattamento economico fra tutti i lavoratori dell’indotto Eni", concludono le sigle sindacali.

Sicurezza bis: Fp Cgil, nessuna misura concreta per Vigili del Fuoco

Vie, 19/07/2019 - 16:58

"Nessuna concreta misura a favore dei Vigili del Fuoco, a dispetto degli impegni assunti dalla maggioranza di governo e dati in pasto all'opinione pubblica. Tra gli emendamenti al decreto sicurezza bis relativi al corpo dei Vigili del Fuoco che hanno ottenuto il via libera dalle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera si registrano solo misure gradite ai vertici". A denunciarlo è il responsabile nazionale della Fp Cgil Vigili del Fuoco, Mauro Giulianella.

Soltanto una settimana fa, osserva il dirigente sindacale, "finivamo, come Vigili del Fuoco, nel tritacarne del dibattito politico, stretti nella propaganda di governo. Ma le parole, le 'rassicurazioni', non hanno avuto seguito: nessuna misura concreta a favore dei circa 34 mila appartenenti al corpo dei Vigili del fuoco ma solo toppe, in parte utili all'Amministrazione ma non risolutive dei problemi che investono il personale. Gli emendamenti approvati, infatti, certificano la carenza di organico del corpo, attraverso la possibilità di ricorrere più facilmente al richiamo di volontari e all'utilizzo delle ore di straordinario. Si coprono i buchi con i volontari e si fanno lavorare di più i Vigili del Fuoco, barattando più lavoro con più salario".

Per Giulianella, inoltre, "si strizza l'occhiolino al personale con i passaggi di qualifica, necessari all'Amministrazione per coprire la carenza di figure qualificate, mentre diminuisce la quota di ore dedicate alla formazione in ingresso. Misura che in parte agevola i tempi dei nuovi ingressi ma allo stesso tempo taglia le ore di formazione per questi ultimi. In sostanza briciole ma niente di concreto in termini di risorse per i Vigili del Fuoco sul salario, nessuna ulteriore assunzione, nessuna copertura per l'assicurazione Inail e niente sulla pensione integrativa. Questi i fatti, le chiacchiere stanno a zero. Intensificheremo lo stato di agitazione affinché nella legge di Stabilità si possano concretizzare misure per dare il giusto riconoscimento ai Vigili del Fuoco", conclude.

Operaio morto a Savona: Filt Cgil, serve intervenire su prevenzione

Vie, 19/07/2019 - 16:52

“E’ evidente che la prevenzione continua a mancare o a non essere adeguata”. Lo afferma il segretario nazionale della Filt Cgil Natale Colombo sull’incidente mortale che ha coinvolto un marittimo filippino al porto di Savona a bordo della motonave Llektra, sottolineando che “le circostanze assurde ed ingiustificabili dimostrano come sia sempre più necessario un cambio di passo sugli investimenti, indispensabili a tenere costantemente alto il livello di guardia. Si interviene ancora poco sul come prevenire e come vigilare adeguatamente sulle condizioni di lavoro. Va avviata - chiede infine Colombo - una sede di confronto con gli Enti preposti affinché si definiscano specifici protocolli di intervento per fare si che non si continui a morire per il lavoro e sul lavoro”.

Sciopero trasporti, così in Toscana

Vie, 19/07/2019 - 16:50

Il 24 luglio i lavoratori di tutti i trasporti incroceranno le braccia in Toscana e in tutto territorio nazionale ad esclusione del trasporto aereo, che invece sciopererà il 26 luglio. Lo sciopero è stao indetto dalle segreterie nazionali Filt Cgil, Fit Cisl e Uil Trasporti per rilanciare le infrastrutture, “rimettiamo in moto il Paese” lo slogan della mobilitazione nazionale. 

La piattaforma rivendicativa approvata dagli esecutivi unitari del 26 giugno scorso è alla base dello sciopero ed è stata approfondita in tutte le province della Toscana coinvolgendo migliaia di lavoratori per approdare all’assemblea del 23 luglio, dalle ore 9,30 alle ore 12,30, presso Auditorium Cisl regionale di via B. Dei dove confluiranno i delegati delle province di Firenze, Pistoia e Prato. Assemblee di delegati si sono già svolte a Siena (15/07), Grosseto e Pisa (16/07) e stamattina a Livorno. Lunedì prossimo 22 giugno sono in programma a Massa e Lucca.

Il 24 luglio, durante lo sciopero, sarà organizzata una manifestazione/presidio in via Cavour, dalle ore 9.30 alle 11.30, sotto la Prefettura di Firenze, per richiamare e rimettere al centro i servizi pubblici, il trasporto come asse fondamentale per il paese, per il lavoro e anche per la sostenibilità ambientale.

"La nostra Regione ha bisogno di completare le opere infrastrutturali iniziate e quelle programmate, rilanciare lo sviluppo e l’occupazione e di una maggiore sicurezza sul lavoro intesa anche quella delle aggressioni al personale, una piaga che sta mettendo a dura prova molti lavoratori. Inoltre è necessario combattere il dumping contrattuale, la concorrenza al massimo ribasso e la precarietà". Così Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti in una nota unitaria.

"Il mondo dei trasporti - proseguono -, oltre ad una accelerazione nella realizzazione delle opere infrastrutturali, ha bisogno di una visione strategica, al cui interno il sindacato e i lavoratori siano protagonisti e partecipi alle scelte delle aziende e il Governo, assieme al sindacato, affronti le sfide dei trasporti".

Il 24 e il 26 luglio il trasporto si ferma per:
• Una coerente e stabile politica delle infrastrutture che sono il principale moltiplicatore del benessere economico, sociale ed ambientale di uno Stato;
• Per una politica dei trasporti che non sia considerata spesa pubblica ma investimento sulla competitività del territorio e sua vivibilità;
• Per impedire la concorrenza al ribasso tra le imprese e per dare priorità alla sicurezza, alla regolarità e alla tutela ambientale;
• Per nuove regole sul diritto di sciopero che non tengano ostaggio i cittadini piccole sigle sindacali e che però obblighino le imprese a rispettare gli accordi.

Sciopero trasporti, le priorità a Roma e nel Lazio

Vie, 19/07/2019 - 15:55

"Sosteniamo convintamente lo sciopero nazionale dei trasporti del 24 e 26 luglio e parteciperemo al presidio unitario organizzato per il 24 luglio davanti al Mit". Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio e la Filt Cgil di Roma e del Lazio. "Anche nel Lazio - continua la nota - il settore soffre di un forte deficit infrastrutturale e di una disomogeneità operativa che non permettono di mettere a sistema tutte le modalità di trasporto e i relativi prodotti. La rete viaria, ferroviaria e quella del trasporto pubblico non consentono a merci e persone di muoversi nel territorio comunale e regionale in modo fluido e continuato, senza rotture di carico o gap di servizio. Inoltre, gli oltre 134mila addetti del settore a Roma e nel Lazio vivono condizioni di lavoro per lo più frammentate e precarie, fatte salve poche realtà. La rete ferroviaria regionale potrebbe sostenere il Tpl regionale, compreso quello dell’aerea metropolitana, sul modello delle tedesche SBahn, solo in presenza di un piano di investimenti sulle infrastrutture. Per questo motivo siamo sempre più convinti che la creazione di un’agenzia unica della mobilità per la pianificazione e il controllo e di un’azienda unica regionale, con poli unici manutentivi, che metta a sistema il trasporto urbano, extraurbano e le ferrovie regionali, sia l’unica strada da percorrere. Sono indispensabili investimenti sulla produzione di mezzi rispondenti a nuovi standard ecologici e di sicurezza che possano sostituire le flotte esistenti nonché interventi sulla rete e sul sistema di mobilità integrata".

"La presenza sul territorio del maggiore aeroporto nazionale - prosegue la nota - richiede necessariamente forti interventi sia in termini industriali che infrastrutturali per migliorare i collegamenti con la Capitale e gli altri punti di interesse economico-culturale della regione. A nostro avviso, il nuovo consorzio Alitalia-Fs-Atlantia-Delta-Mef dovrà presentare un piano industriale che preveda un rilancio con investimenti su aerei e tratte di lungo raggio, sulle manutenzioni, sull’handling e sull’information tecnology. Quanto al sistema portuale, va rilevato che nonostante il Lazio sia il secondo mercato nazionale per quantità di merce si scelgono altri porti fuori dalla regione per sostenerne il mercato. La presenza di Roma rende il sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale attrattivo per il mondo croceristico, che si conferma al primo posto in Europa per navi da crociera. La portualità per poter mantenere e accrescere i traffici necessita di investimenti a livello infrastrutturale per connettere i porti con le reti ferroviarie e su gomma. Essenziali sono i collegamenti ferroviari all’interno delle banchine che permettano a merci e persone di accedere alla rete ferroviaria nazionale direttamente dai porti e i collegamenti con la rete autostradale europea. Il completamento della Orte-Civitavecchia, ad esempio, permetterebbe di connettere il principale scalo marittimo al corridoio 5 Lisbona-Kiev.

Contestualmente non sono più rinviabili interventi su tutta la rete stradale e autostradale, prima di tutto con azioni di consolidamento e manutenzione ordinaria sull’esistente, poi con l'ampliamento della rete nei territori maggiormente scoperti. Il settore merci e logistica ha assoluto bisogno di infrastrutture di collegamento tra Roma e la sua provincia, attualmente insufficienti e obsolete. La città di Roma, in modo particolare, necessita di una riqualificazione delle strutture dismesse a vantaggio di piattaforme logistiche locali idonee a garantire rifornimenti di beni senza la penetrazione di mezzi di grande portata nel tessuto urbano.

Il quadro complessivo del settore non consente più esitazioni e rimandi. La politica locale, Regione Lazio e il Comune di Roma, devono farsi carico di questi grandi deficit strutturali, lavorando in sinergia".

Sciopero trasporti, così nelle Marche

Vie, 19/07/2019 - 15:46

Con lo slogan “Rimettiamo in movimento il Paese “, i sindacati dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti hanno dichiarato uno sciopero generale, il 24 luglio, di tutti i settori dei trasporti per richiamare il governo alle sue responsabilità.

I lavoratori dei trasporti marchigiani manifesteranno davanti alla prefettura il 24 luglio dalle ore 10 alle ore 12,00 in contemporanea in tutte le città italiane. Lo sciopero è di 8 ore nel trasporto ferroviario dalle 9,01 alle 17,01 mentre nel trasporto pubblico locale sarà di 4 ore così come per i gli altri settori ci sono modalità differenziate a seconda dei settori.

Secondo i sindacati servono scelte necessarie rispetto al sistema complessivo del trasporto, delle infrastrutture, esistenti e da programmare, ma anche delle regole per il corretto funzionamento della mobilità di persone e di merci. Inoltre, in questo quadro di incertezze, non si rinnovano i contratti nazionali già scaduti da diverso tempo come quelli del trasporto pubblico locale, ferrovieri , dei porti e merci e logistica autotrasporto, strade ed autostrade e Anas autotrasporti e altri ancora.

Nelle Marche, il settore occupa circa 20.000 addetti tra trasporto su gomma e ferro, autotrasporto, merci e logistica, aereo porti e marittimi. strade e autostrade Anas e Autostrade.

I sindacati chiedono una coerente e stabile politica delle infrastrutture che sono il principale moltiplicatore del benessere economico, sociale e ambientale di uno stato;

Si chiede, quindi, una politica dei trasporti che non sia solo considerata spesa pubblica ma investimenti in competitività per il territorio di una regione, le Marche che, rispetto alla media italiana, ha un Pil al di sotto del di 11 punti percentuali e che necessita di risorse in infrastrutture e trasporti per riconnettere i territori martoriati dal terremoto e per far ripartire lo sviluppo. Per fare questo, occorrono stabilità e strutturazione ai finanziamenti mentre oggi si riducono le risorse stanziate per la famosa “cura del ferro” (investimenti sulle ferrovie). Inoltre, ancora il contratto di servizio con Trenitalia non è stato sottoscritto per problemi con l’autorità di regolazione dei trasporti; un contratto che darebbe certezze ai lavoratori e ai cittadini marchigiani per 15 anni. Da ultimo, c’è da fare i conti con il taglio di miliardi operato dal Governo e che incide anche negli investimenti di Rfi e Anas .

Lo sciopero è stato proclamato anche per ribadire regole chiare e trasparenti, che impediscano la concorrenza al ribasso tra le imprese e che diano priorità alla sicurezza, alla regolarità e alla tutela ambientale, il rinnovo dei contratti di settore in tempi brevi.

Cardarelli, Fp Cgil Campania: “Completa fiducia nella magistratura”

Vie, 19/07/2019 - 15:05

“La Fp Cgil Campania e area metropolitana di Napoli esprime fiducia nella azione della magistratura e la invita a concludere in tempi rapidi le indagini per definire responsabilità e relative sanzioni, non solo dei singoli, ma anche nei confronti di coloro che avrebbero dovuto controllare e vigilare. È necessario che la giustizia faccia il suo corso, anche per ripristinare l’immagine pubblica dei dipendenti del Servizio Sanitario Regionale”. A dirlo in una nota sono il segretario generale Fp Cgil Campania, Alfredo Garzi e il segretario regionale Giosuè Di Maro, in merito all’indagine sui “furbetti del cartellino” all’AORN “Cardarelli” di Napoli.

“La Fp Cgil – scrivono Garzi e Di Maro - condanna con fermezza questi comportamenti che violano le regole, creano garvi disservizi ai cittadini e danneggiano le lavoratrici ed i lavoratori che con sacrifici sostengono enormi carichi di lavoro in una situazione di cronica carenza di personale. Se acccertati questi episodi offendono il sacrificio della maggioranza dei dipendenti e distraggono l’opinione pubblica da quella che è la priorità del settore della sanità pubblica: più investimenti, più assunzioni, più risorse e mezzi per assicurare servizi efficaci e di qualità. É dovere di tutti rilanciare il ruolo e la funzione del pubblico impiego quale luogo dove si rendono esigibili i diritti sociali e di cittadinanza sanciti dalla Costituzione, è nostro dovere riempire di significato le parole “servizio pubblico”, è nostro dovere dare un senso concreto all’etica del lavoro pubblico. Questi presunti assenteisti con i loro comportamenti deprecabili ed immorali – conclude la nota - danneggiano la maggioranza dei lavoratori pubblici che svolgono quotidianamente, in condizioni organizzative difficili, con spirito di sacrificio e senso di abnegazione il proprio lavoro in un settore così delicato quale quello della salute”. 

Disney Company, annunciati 61 esuberi a Milano

Vie, 19/07/2019 - 14:53

Disney Company ha annunciato una riduzione del personale in Italia: la società ha comunicato ai sindacati di categoria il licenziamento di 61 dipendenti su 206, fra cui 13 dirigenti e 48 impiegati, della sede a Milano (in via Ferrante Aporti). I lavoratori sono impegnati prevalentemente nel marketing e nella vendita dei diritti di immagine. A renderlo noto è la Slc Cgil, che chiede all'azienda di ritirare il provvedimento. "Gli esuberi sono stati giustificati con la centralizzazione delle funzioni relative ai prodotti di consumo e la riorganizzazione a livello mondiale riferita anche alla piattaforma Disney+", spiega Tommaso Argento (Slc Cgil): "Non ci sono problemi economici, semmai una flessione degli utili. Riteniamo inaccettabili i licenziamenti e chiediamo di ricollocare tutti i dipendenti".

Ccnl energia: sindacati, tempo del rinnovo è maturo

Vie, 19/07/2019 - 14:30

"il tempo della trattativa dovrà risolversi in tempi brevi". Questo il primo commento di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil dopo l’incontro di oggi (venerdì 19 luglio) a Roma tra la delegazione trattante sindacale con le associazioni datoriali di categoria (Utilitalia, Elettricità Futura ed Energia Libera). "Non è più possibile attendere ancora", ribadiscono i sindacati: "La necessità di un’accelerazione verso il rinnovo del contratto di lavoro è dettata dal futuro che ci attende in autunno. Infatti, se l’articolo 177 del Codice degli appalti è stato solo sospeso, il pericolo delle sue ricadute rimangono più che mai attuali. Ma non solo, la transizione energetica e l’uscita dal ‘carbone’, il riassetto sulle concessioni idroelettriche e il superamento del mercato tutelato, impongono la ricerca di obiettivi comuni tra le rappresentanze dei lavoratori e le associazioni datoriali". Filctem, Flaei, Uiltec così concludono: "In questo panorama complesso uno scontro sul tema del rinnovo contrattuale rischia di minare queste battaglie che necessariamente dobbiamo condurre insieme”.

Landini, il sistema contributivo va corretto

Vie, 19/07/2019 - 13:55

È evidente: un sistema puramente contributivo, se non è corretto e se non ha al suo interno elementi di solidarietà, è un sistema che crea grandi diseguaglianze. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, nel suo intervento nel corso del convegno sulla previdenza “Rivolti al futuro” che si è svolto il 19 luglio a Roma. “Solidarietà – ha detto – significa anche tener conto delle differenze delle cose che si fanno. Chi svolge un lavoro gravoso ha un’aspettativa di vita diversa rispetto ad altri lavoratori. E naturalmente significa anche distinguere le diverse situazioni in cui vivono e lavorano uomini e donne, e considerare i giovani”. Per questo, “se ci riferiamo alle donne, occorre tener conto del lavoro di cura che significa poi anche pensare a un modello sociale che abbia caratteristiche anche diverse da quello attuale”.

Landini ha costantemente collegato il tema della previdenza a quello del lavoro: “Tutti i nostri ragionamenti – ha scandito – debbono presupporre il fatto che il lavoro torni ad avere dei diritti. Poiché tra gli elementi che creano diseguaglianze uno dei più importanti è il fatto che i lavori non sono tutti uguali, non solo per l'aspettativa di vita ma anche sul piano dei contributi e delle opportunità”. Insomma, “dobbiamo fare in modo che qualsiasi rapporto di lavoro abbia dei contributi e sia utile per poter poi andare in pensione proprio perché viene riconosciuto e dunque valorizzato”.

L'altro elemento importante è quello della flessibilità: “Sembra un paradosso – ha argomentato il segretario generale della Cgil – che da un lato mi si dice che col contributivo vado in pensione in base ai contributi, poi, però, fino a 70 anni non posso lasciare il lavoro”.

 

Rispetto alle sedi in cui discutere delle proposte unitarie per la riforma della Fornero, Landini ha voluto indirettamente rispondere alla proposta fatta nel convengo da Durigon sull’apertura di un tavolo con le parti: “Noi vogliamo che si apra una trattativa vera, tavoli affollati in cui ci chiedono cosa ne pensiamo non servono molto, lo sanno già cosa pensiamo. Vogliamo discutere, ovviamente si può non essere d’accordo con le nostre proposte. Ascolteremo e in base a questo decideremo se andare avanti con la nostra mobilitazione”. Il numero uno della Cgil ha poi ricordato che il sindacato è in attesa della convocazione – annunciata da Conte su Repubblica – per il confronto sulla legge di stabilità alla presidenza del Consiglio: “Porteremo le nostre idee, abbiamo risposte e proposte su tutto”.

Un passaggio è stato dedicato anche all’incontro della scorsa settimana con Salvini: “Ho ricordato al ministro degli Interni che chiudere i porti non va bene”, anche perché, oltre ovviamente alle imprescindibili ragioni umanitarie, ce ne sono altre di buon senso. “Già adesso senza i senza i 5 milioni di migranti che pagano le tasse e i contributi, la sostenibilità del nostro sistema fiscale e previdenziale non starebbe in piedi”. Senza dimenticare una grande iniquità dovuta al fatto che siccome non c’è reciprocità tra i diversi paesi “un lavoratore straniero che paga qui i suoi contributi e poi magari se ne va, rischia di perdere tutto ciò che ha versato”.

In sostanza, nel discorso sulla previdenza e sulla necessità di garantire pensioni dignitose ai giovani tutto si tiene, a cominciare dalla mancanza di risorse in entrata dovute all’evasione fiscale e alla qualità del lavoro: “Far lavorare le persone e fare lavorare bene produce ricchezza e allarga i diritti”.

Nel ribadire la speranza che la convocazione di Conte per discutere di tutti questi temi arrivi presto, Landini non ha però omesso una nota di scetticismo: “Purtroppo esiste un vizio di fondo. Si discute, anche a lungo, ma poi siccome quello che conta è un contratto di governo stipulato tra privati, a quel punto vale quello: non c’è Parlamento o parti sociali che tengano”.

DoValue, sindacati denunciano scorrette relazioni industriali

Vie, 19/07/2019 - 13:41

Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Uilca e Unisin hanno denunciato DoValue all’Abi, con una lettera presentata nel corso del tavolo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore. Nella lettera si contestano "la chiusura nei rapporti con sindacati e lavoratori, nessuna relazione industriale costruttiva, tentativi sistematici di negare mediazione e ruolo sindacale, pubblicazione delle comunicazioni tra azienda e organizzazioni sindacali". E puntano il dito contro il "comportamento di totale chiusura e continua provocazione sia nei confronti dei lavoratori sia nei confronti delle organizzazioni sindacali che non permette di avere corrette e costruttive relazioni industriali, funzionali, a gestire in maniera condivisa, le varie problematiche in azienda".

DoValue ha annunciato l’intenzione di ridurre l’organico di 160 unità sul totale di 1.250 dipendenti con la contestuale chiusura di sette sedi su 16 (Brescia, Firenze, Lecce, Messina, Padova, Perugia, Reggio Calabria), che comporterebbe spostamenti quotidiani delle lavoratrici da 80 a 300 chilometri. Lo scorso 28 giugno le lavoratrici e i lavoratori hanno protestato con uno sciopero a cui ha aderito l’85 per cento dei dipendenti. Nel documento consegnato all’Abi, i sindacati scrivono che il "comportamento non ha consentito, a oggi, di gestire congiuntamente nessuna delle fasi previste dal piano industriale 2018-2020. DoValue tenta in modo sistematico di negare la mediazione e il ruolo sindacale, sfuggendo al confronto e agendo in modo totalmente unilaterale, fino ad arrivare a intrattenere direttamente i lavoratori su materie tipicamente sindacali e a rendere pubbliche, unico caso nel settore, le comunicazioni tra sindacato e azienda".

Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin parlano di "modello di relazioni industriali inappropriato e irrispettoso della tradizione del settore che ha sempre consentito, attraverso un confronto serio e responsabile, di trovare soluzioni condivise". Di qui la richiesta "un deciso intervento" dell’Abi "affinché si possa ricostruire un clima di costruttiva collaborazione nell'interesse dell’azienda stessa e dei lavoratori".

Liguria, due milioni di euro in meno al trasporto

Vie, 19/07/2019 - 13:37

In questi giorni la Filt Cgil ha appreso che il Fondo nazionale trasporti, già pesantemente decurtato dalle manovre di finanza pubblica che risalgono al governo Monti, subisce l’ennesimo saccheggio. L’articolo 27 del DL 50/2017 aveva definito che il Fondo nazionale trasporti, a decorrere dal 2018, doveva essere pari a 4.932.554.000 euro, ma per il 2019 lo stanziamento complessivo ha subito un taglio netto di 58 milioni destinato al bonus fiscale per la detrazione degli abbonamenti ai mezzi pubblici previsto dalla legge di Bilancio 2018. Quindi il legislatore ha deciso di incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici attraverso un taglio di finanziamenti ai servizi. Ci chiediamo se non fossero disponibili altri capitoli di spesa dai quali attingere i fondi per il finanziamento della defiscalizzazione degli abbonamenti.

In Liguria tale decurtazione prevede una riduzione di finanziamenti per i contratti di servizio stipulati con le aziende del trasporto pubblico locale, sia su ferro che su gomma, per un importo totale di oltre 2 milioni (presumibilmente un milione a Trenitalia e il restante alle aziende della gomma).

A questo punto, per mantenere il medesimo livello di servizio, sarebbe necessario aumentare le tariffe, così come prevede la legge, per dare sostenibilità economica ai servizi di trasporto pubblico locale laddove le risorse pubbliche non sono più sufficienti. Quindi, sempre il legislatore, decide di incentivare l’acquisto degli abbonamenti, ma determina le condizioni per gli aumenti tariffari (sempre che  le amministrazioni non optino per tagliare altri servizi ai cittadini).

A questo paradosso, sempre in tema di trasporti, si aggiungono le dichiarazioni di voler incentivare la mobilità sostenibile e l’intermodalità a favore del trasporto su ferro, mentre le manovre economiche, in evidente contraddizione, dimenticano di rinnovare i contributi per il ferro bonus e per lo sconto pedaggi alle imprese ferroviarie che effettuano trasporto merci su ferro. Sempre il legislatore decide di tagliare le coperture che fino ad oggi hanno sostenuto le spese delle aziende per gli oneri di malattia del personale. Tali decurtazioni comporteranno costi aggiuntivi per le imprese che gestiscono il trasporto pubblico locale, determinando la conseguente necessità di una riduzione del servizio a compensazione.

Purtroppo dobbiamo prendere atto che le dichiarazioni sui social sono una cosa, ma i fatti restano altro: la necessità di aumentare le quote di trasporto sostenibile è solo oggetto di annunci ma non si traduce in atti concreti. Anzi, visti questi provvedimenti, ci dobbiamo preparare a nuovi tagli nei servizi, agli aumenti delle tariffe, al decadimento della qualità, a possibili esuberi di personale, all’aumento della mobilità privata e al perdurare dell’irrilevanza del trasporto merci su ferro a favore della gomma.

Il prossimo 25 luglio intanto era già stata calendarizzata una riunione unitaria con l’Assessore regionale ai trasporti al quale verranno poste le questioni relative alla tutela di lavoratori e dell’utenza del trasporto pubblico in Liguria alla luce dei tagli nazionali alle risorse destinate al nostro territorio.

Laura Andrei e Andrea Gamba sono rispettivamente segretario generale e segretario regionale Filt Cgil Liguria

Borsellino: Cgil, dal suo coraggio la forza per batterci contro mafie

Vie, 19/07/2019 - 12:48

“Un uomo straordinario, il cui coraggio e insegnamento ci dà ogni giorno la forza per continuare a batterci contro tutte le mafie, l’illegalità e la corruzione. Mali che purtroppo ancora oggi impediscono all’Italia di ritrovare la strada e la prospettiva dello sviluppo economico, democratico e civile”. Così il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra ricorda l’uccisione del giudice Paolo Borsellino a 27 anni dalla strage di via d’Amelio in cui persero la vita anche gli agenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina. 

Per il dirigente sindacale “è fondamentale mantenere vivo il ricordo di Borsellino che, con il suo lavoro, ha posto un fondamentale tassello nella lotta alle mafie, soprattutto in un'epoca come la nostra in cui la paura, alimentata e fomentata, sta compromettendo la tenuta sociale e sta aprendo la strada a nuove forme di violenza”.  "La Cgil ricorda quindi con commozione e profondo dolore quell’orrenda strage mafiosa - conclude Massafra -, per la quale attendiamo di conoscere ancora la verità: chi furono i mandanti, chi dispose gli insabbiamenti, chi favorì i depistaggi”.