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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Actualizado: hace 21 min 49 sec

Arrivano gli stipendi, sciolto il presidio dei lavoratori Gvg

Hace 2 hours 14 min

I lavoratori della Gvg di Livorno hanno deciso di sciogliere il presidio di protesta. Bertani - committente dell'appalto - ha infatti dato garanzia che la prossima settimana tutti i 60 lavoratori riceveranno il loro stipendio. "I lavoratori, con senso di responsabilità, hanno deciso di interrompere lo sciopero e di sciogliere il presidio - si legge in una nota della Filt-Cgil di Livorno - ovviamente continueremo a tenere alta l'attenzione e a seguire da vicino la vicenda". 

Contratto metalmeccanici, la trattativa prosegue. Il 19/2 il prossimo incontro

Hace 2 hours 28 min

“Si è svolto oggi l'incontro tra i presidenti e i direttori di Federmeccanica e Assistal e i segretari generali di Fim-Fiom-Uilm nell'ambito della trattativa per il rinnovo del Ccnl". Ne danno notizia le sigle metalmeccaniche in un comunicato unitario: "L'incontro avvenuto a valle di due riunioni plenarie e di commissioni tecniche su salute e sicurezza, politiche attive, formazione e inquadramento, ha confermato l'importanza di arrivare ad un rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il sistema delle imprese, per le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici e al contempo per il Paese". "Federmeccanica e Assistal hanno affermato la disponibilità a discutere di tutti i temi presenti nella piattaforma sindacale unitaria senza pregiudiziali - proseguono i sindacati -, pur riconoscendo che allo stato le distanze sono molto ampie su diversi temi e in particolare sulla richiesta salariale. Consideriamo quindi che in assenza di veti a discutere su tutti gli argomenti, la trattativa possa andare avanti". Il prossimo incontro in plenaria si terrà il 19 febbraio.

Padova, operaio suicida dopo il licenziamento

Hace 3 hours 17 min

Per l’azienda aveva abusato della legge 104. Per questo lo hanno licenziato. Subito dopo Simone Sinigaglia, operaio quarantenne, dipendente della Ivg Colbachini Spa di Cervarese Santa Croce (Padova), si è impiccato a un albero.

"Un evento così drammatico non può non indurre una riflessione, al di là della singola vicenda su cui va fatta chiarezza fino in fondo da parte degli organismi competenti - scrivono in una nota Aldo Marturano (segretario generale della Cgil Padova) e Luca Rainato (segretario generale Filctem Cgil Padova) - La pratica diffusa delle aziende di assoldare investigatori privati per seguire e controllare i lavoratori è per noi inaccettabile e il fatto che sia legalmente legittima non esime dall'esprimere un giudizio di valore. Noi crediamo che questo sia uno dei sintomi più evidenti dell'imbarbarimento dei rapporti di lavoro, dove sempre più spesso vige la legge del più forte".

"Inoltre - continuano i sindacalisti - si è persa completamente la sensibilità che dovrebbe far valutare gli effetti devastanti che può determinare la perdita del lavoro su una persona che non ha altri mezzi per potersi sostentare. Le donne e gli uomini che lavorano non sono macchine, che si possono spegnere senza che questo determini particolari conseguenze. Sono esseri umani con le loro vite, le loro fragilità, i loro problemi e come tali dovrebbero essere trattati".

Per questo, secondo la Cgil, "anche quando si decide un provvedimento disciplinare, andrebbe sempre rispettato il criterio della proporzionalità e offerta al dipendente la possibilità di rimediare a un eventuale errore". "Sul rispetto della legge, infine, dovrebbero vigilare gli organismi pubblici, non investigatori privati pagati dalle aziende. Aziende che farebbero bene a investire le proprie risorse in ben altre direzioni - conclude il sindacato - Il dramma che si è consumato e che è costato la vita a una persona di appena 40 anni sia almeno di monito per il futuro".

Bergamo, fiaccolata per Giulio Regeni

Hace 3 hours 39 min

Il 25 gennaio 2020 saranno passati 4 anni dalla scomparsa di Giulio Regeni. Dal 2016 l’Italia ha avuto modo di conoscere la storia di Giulio attraverso la testimonianza dei suoi genitori, Paola e Claudio, che senza sosta hanno cercato la verità per la morte del loro figlio in Egitto.

La Cgil di Bergamo aderisce, sabato, alla fiaccolata organizzata da Amnesty International di Bergamo per continuare a chiedere che si arrivi alla verità di quanto accaduto a Giulio. L'appuntamento è in Piazza Giacomo Matteotti (Palazzo Frizzoni) alle ore 19.15.

La guerra al sindacato, costi quel che costi

Hace 3 hours 44 min

La home page dello studio di consulenza Sparta Solutions mostra il profilo di un soldato greco pronto alla guerra. Indossa l’armatura, l’elmo, lo scudo e tende una lancia. Sembra uno dei trecento di Leonida. Un guerriero delle Termopili. Dalla feritoia dell’elmo i suoi occhi fissano il motto di Sparta Solutions, che appare in grassetto e maiuscole: “Proteggi e difendi la tua azienda”. Nella parte bassa della pagina web si legge un breve elenco dei nemici e delle “minacce” da cui un’impresa americana deve difendersi nel ventunesimo secolo. Al primo posto c’è il lavoro organizzato. Ossia il sindacato. Seguono istituzioni governative e politiche, ambientalisti, i media e, per ultimi, gli hacker.

Questa è una guerra, e consulenti come Sparta Solutions la sanno fare, difficile dubitarne. Non combattono, però, contro l’esercito di Serse. Si armano contro i sindacati e contro qualsiasi lavoratore che, negli Stati Uniti degli anni venti, voglia sindacalizzarsi. Garantiscono ai loro clienti l’affiancamento da parte di “esperti”. Il loro cavallo di battaglia è la “prevenzione sindacale”: proprio così (la formula si può leggere tra le skill di Sparta Solutions), come se il sindacato fosse un virus e loro fossero il firewall. Ma nella legislazione americana il sindacato è, o dovrebbe essere, un diritto, non un virus. Di solito vengono reclutati quando un’azienda riceve dal National Labor Relations Board (Nlrb) la notifica che i suoi dipendenti hanno chiesto di eleggere una rappresentanza sindacale. A questo punto entra in campo un consulente come Sparta Solutions, che promette ai suoi potenziali clienti di mostrare loro “non solo come vincere le elezioni”, ma anche di insegnare “tecniche avanzate per evitarle e per garantire che l’azienda non passi mai più attraverso un'elezione sindacale”.

Il Nlrb è l’agenzia del governo federale degli Stati Uniti che vigila sull’applicazione del diritto del lavoro e sulla contrattazione collettiva. Quando, nel settore privato, i lavoratori di un’azienda decidono di aderire a un sindacato, possono chiedere ai datori di lavoro che riconoscano volontariamente la union, oppure possono presentare al Nlrb una petizione perché si svolga un’elezione, ma in questo caso devono dimostrare di avere il sostegno di almeno il 30% dei colleghi. La tappa successiva di questo percorso complicato e ostico è il voto vero e proprio: se la maggioranza dei dipendenti vota a favore della costituzione di una rappresentanza, allora, in ottemperanza al National Labor Relations Act, il datore di lavoro deve riconoscere il sindacato e negoziare un primo contratto. Il compito per il quale Sparta Solutions e studi legali e consulenti analoghi vengono pagati è impedire che questo accada. E sono pagati molto bene.

Stando al Rapporto Unlawful, pubblicato a dicembre 2019 dall’Economic Policy Institute (Epi), negli Stati Uniti ogni anno le imprese spendono 340 milioni di dollari per ricevere consulenze in union avoidance. Si tratta di una pratica sconcertante ma lecita. Reclutare un consulente non è vietato dalla legge. I consulenti riferiscono di essere remunerati spesso “più di 350 dollari all'ora, o più di 2.500 dollari al giorno per debellare gli sforzi di organizzazione sindacale”, si legge sempre nel rapporto dell’Epi, un think tank creato nel 1986 “per includere le esigenze dei lavoratori a basso e medio reddito nel dibattito sulle politiche economiche”. Negli ultimi decenni la spesa per queste attività è andata aumentando e sono sempre di più le imprese che si rivolgono a consulenti specializzati in “elusione del sindacato”: il rapporto Epi rileva che, dal 2000 a oggi, lo hanno fatto tre quarti dei datori di lavoro coinvolti in elezioni sindacali che abbiano riguardato più di 50 dipendenti.

Passando a un altro capitolo, quelle dei comportamenti illeciti: il rapporto Epi sostiene che “i datori di lavoro statunitensi sono disposti a utilizzare una vasta gamma di tattiche legali e illegali per frustrare i diritti dei lavoratori a formare sindacati e a contrattare collettivamente. I datori di lavoro sono accusati di aver violato la legge federale nel 41,5% di tutte le campagne elettorali sindacali”. Coercizioni, minacce, licenziamenti, provvedimenti disciplinari, sorveglianza illecita, riunioni obbligatorie con diffusione di materiali antisindacali… i capi d’accusa raccolti dall’Epi riempiono un lungo elenco, e per la maggior parte di essi la legge non prevede sanzioni severe. Sono anche dati sottostimati, come ha spiegato a Yahoo Finance Christian Sweeney, vice direttore organizzativo dell'Afl-Cio: “I numeri si basano sulle accuse presentate al Nlrb. Ma il Nlrb non funziona così bene”. Secondo Sweeney si tratta di un “problema enorme” che anche i dati al ribasso del Nlrb evidenziano. Ma in parte “queste violazioni sono in aumento a causa della ripresa dell'organizzazione sindacale negli ultimi anni”. Nel 2018, per citare un numero, hanno scioperato circa 485 mila persone: un dato così alto non si registrava negli Stati Uniti dal 1986.

Una cosa è certa, e l’Epi lo scrive nero su bianco: negli Usa “una combinazione di condotta illegale e coercizione legale ha fatto sì che le elezioni sindacali siano caratterizzate dall'intimidazione da parte dei datori di lavoro”, e che “non riflettano in alcun modo il processo democratico garantito dal National Labor Relations Act”. Stiamo parlando di una legge promulgata nel 1935, in pieno New Deal, per consentire il diritto alla sindacalizzazione nel settore privato. Ma questi diritti sono diventati sempre più “inaccessibili”. Nel 2018 appena il 6,4% dei lavoratori del settore privato era iscritto a un sindacato. Dal 1979, la rappresentanza complessiva dei lavoratori è scesa di oltre la metà, dal 27% a meno del 12% nel 2017. Eppure – si legge sempre nel rapporto – quasi la metà (il 48%) dei lavoratori senza tessera dichiara che voterebbe per aderire a un sindacato se ne avesse l'opportunità. “Nel sistema attuale – commenta l’istituto di ricerca - sono molti di più i lavoratori che vogliono una rappresentanza sindacale di quanti sono in grado di ottenerla”.

Serve una legge nuova, una riforma del diritto del lavoro che riequilibri un “sistema sempre più truccato”, dopo decenni in cui “i diritti dei lavoratori sono stati attaccati dalla legislazione, dall'esecutivo e dalla magistratura, col risultato – conclude il rapporto dell’Epi – dell'estrema disuguaglianza che caratterizza l'economia americana, la più alta mai registrata nella storia degli Stati Uniti”. Al calo della rappresentanza sindacale, negli ultimi anni, sono conseguiti ridotti aumenti salariali, perdita generalizzata delle protezioni sociali e delle tutele, aumento dei casi di arbitrato forzato ai danni dei singoli lavoratori. Nel frattempo, dal 1978 a oggi, il compenso degli amministratori delegati è cresciuto del 940%.

Una proposta di legge firmata dai Democratici Bobby Scott e Patty Murray – il Protecting the Right to Organize (Pro) Act è stata incardinata in questi mesi nell’iter legislativo del Congresso. Se il via libera arriverà, il Pro Act emenderà il Nlra, assicurerà maggiori protezioni ai lavoratori, difendendone il diritto a organizzarsi e a contrattare collettivamente, e varerà sanzioni significative contro le pratiche antisindacali delle aziende. La decisione è nelle mani della Camera dei rappresentanti e del Senato. Il futuro di molti lavoratori dipende dalle istituzioni della democrazia americana. La storia si ripete. Ancora una volta: Atene contro Sparta.

Fisco-day, altissima partecipazione in Umbria

Hace 3 hours 46 min

Adesione altissima in Umbria alla mobilitazione “Fisco Day" indetta per oggi, 23 gennaio, dai sindacati dei lavoratori delle Agenzia fiscali (Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Pa, Unsa e Flp) in tutta Italia. Nelle sedi di Perugia, Foligno, Spoleto e Terni si è registrata una partecipazione dei lavoratori alle assemblee sindacali superiore all’80%. A motivare l’agitazione è in primo luogo la carenza di personale, che non permette di coprire adeguatamente servizi essenziali per i cittadini e tantomeno di portare avanti in maniera efficace la lotta all’evasione fiscale, uno degli obiettivi centrali del programma di Governo, messo nero su bianco anche nella recente legge Finanziaria. Solo nella provincia di Perugia, per dare un riferimento, nell’ultimo anno sono andati in pensione circa 100 dipendenti, senza alcuna sostituzione. Altra rivendicazione alla base della mobilitazione è lo sblocco del salario di produttività, fermo da due anni. 

“Abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio - commentano i sindacati - ma poi il governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente".

“La grande adesione che abbiamo registrato in tutta la nostra regione è sintomo della forte volontà di lavoratrici e lavoratori delle agenzie fiscali di interrompere il depauperamento di un servizio essenziale a garantire equità e legalità nel nostro Paese - afferma Maurizio Maurizi, segretario generale della Fp Cgil Umbria - La mobilitazione non si fermerà qui, il sei di febbraio è prevista infatti una grande manifestazione nazionale a Roma e presidi nelle principali città, tra cui Perugia e Terni, dove i lavoratori manifesteranno davanti alle sedi dell’Agenzia delle Entrate per informare i cittadini sulle ragioni di questa protesta. E se non arriveranno le risposte attese - conclude Maurizi - la mobilitazione inevitabilmente salirà di intensità”.  

Fisco-day, grande partecipazione dei lavoratori in Umbria

Hace 4 hours 33 min

Adesione altissima in Umbria alla mobilitazione del Fisco-day indetta per oggi, 23 gennaio, dai sindacati dei lavoratori delle Agenzia fiscali (Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Pa, Unsa e Flp) in tutta Italia. Nelle sedi di Perugia, Foligno, Spoleto e Terni si è registrata una partecipazione dei lavoratori alle assemblee sindacali superiore all’80%. A motivare l’agitazione è in primo luogo la carenza di personale, che non permette di coprire adeguatamente servizi essenziali per i cittadini e tantomeno di portare avanti in maniera efficace la lotta all’evasione fiscale, uno degli obiettivi centrali del programma di Governo, messo nero su bianco anche nella recente legge Finanziaria. Solo nella provincia di Perugia, per dare un riferimento, nell’ultimo anno sono andati in pensione circa 100 dipendenti, senza alcuna sostituzione. 

Altra rivendicazione alla base della mobilitazione è lo sblocco del salario di produttività, fermo da due anni. 
“Abbiamo atteso con molto senso di responsabilità perché il governo aveva promesso soluzioni ai problemi da noi posti con il decreto Fiscale e la successiva legge di Bilancio - commentano i sindacati - ma poi il governo è sparito dai nostri radar e le promesse fatte sono state disattese completamente".

“La grande adesione che abbiamo registrato in tutta la nostra regione è sintomo della forte volontà di lavoratrici e lavoratori delle agenzie fiscali di interrompere il depauperamento di un servizio essenziale a garantire equità e legalità nel nostro Paese - afferma Maurizio Maurizi, segretario generale della Fp Cgil Umbria - La mobilitazione non si fermerà qui, il sei di febbraio è prevista infatti una grande manifestazione nazionale a Roma e presidi nelle principali città, tra cui Perugia e Terni, dove i lavoratori manifesteranno davanti alle sedi dell’Agenzia delle Entrate per informare i cittadini sulle ragioni di questa protesta. E se non arriveranno le risposte attese - conclude Maurizi - la mobilitazione inevitabilmente salirà di intensità”.  

Sider Alloys: Fiom, non c'è più tempo da perdere

Hace 4 hours 45 min

Si è svolto oggi, presso il ministero dello Sviluppo economico, l’incontro richiesto dalle organizzazioni sindacali per una valutazione della situazione della Sider Alloys di Portovesme, con la presenza della sottosegretaria Alessandra Todde, della Regione Sardegna e di Invitalia, che con una quota del 20% partecipa al capitale societario di Sider Alloys. L’incontro aveva come obiettivo quello di approfondire e valutare la situazione alla luce delle ultime novità intercorse. Lo riferisce la Fiom, in una nota.

Per quanto riguarda il costo dell’energia, "grazie anche ai provvedimenti del governo, si è riusciti a determinare un prezzo ad oggi sicuramente compatibile con il piano industriale di Sider Alloys - spiega il sindacato -. Rimane irrisolto invece il problema della sottoscrizione del contratto di fornitura di energia elettrica con la società Enel. Quest’ultima ha chiesto a Sider Alloys le necessarie garanzie economiche necessarie per la firma di un contratto di durata quinquennale. Garanzie che, allo stato attuale, non sono nelle disponibilità dell’azienda, che chiede di poter negoziare al fine di un loro adeguamento. Su questo tema, sia Invitalia che il governo hanno assicurato un loro interessamento affinché in tempi rapidi si possa trovare una soluzione".

Inoltre, prosegue la sigla, è stato ribadito non solo da parte delle organizzazioni sindacali ma anche dai soggetti istituzionali presenti, la non condivisione sia di una richiesta di cassa integrazione sia della risoluzione anticipata dei 20 contratti a termine attualmente presenti in azienda. "La disponibilità a un confronto sugli ammortizzatori sociali ci sarà solo quando l’azienda sarà in grado di presentare un piano di revamping con un contestuale rientro dei lavoratori in attività - aggiunge -. Infine, su richiesta sindacale, il Mise e la Regione Sardegna si sono impegnati a definire una convocazione in tempi rapidi di un incontro per affrontare presso il ministero del Lavoro il delicato problema del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali per i dipendenti ex Alcoa non in attività".

Vino, i sindacati chiedono a Bellanova il coinvolgimento nella cabina di regia

Hace 4 hours 56 min

“La proposta avanzata dalla ministra Bellanova per l’istituzione di una cabina di regia sulla filiera del vino ci sembra molto positiva, crediamo che sia però necessario coinvolgere i sindacati e, quindi, i lavoratori, che con la loro professionalità fanno grande il Made in Italy nel mondo”. Lo dichiarano in una nota congiunta Fai, Flai e Uila.

“Valorizzare la filiera di un prodotto, che anche a livello di export rappresenta una componente importantissima in termini di fatturato e di qualità, significa dare valore al lavoro e creare quelle sinergie affinché si possa essere maggiormente preparati alle nuove sfide che i mercati internazionali impongono, a partire dai dazi o dai cambiamenti che produrrà la Brexit”, si legge nella nota. “Ci aspettiamo quanto prima – concludono i sindacati – di essere coinvolti nell’istituzione della cabina di regia per dare il nostro contributo fattivo”.

Cuneo fiscale, in Veneto beneficio per 800.000 lavoratori

Hace 6 hours 16 min

Oltre 800.000 lavoratori veneti vedranno crescere la busta paga grazie alla riduzione del cuneo fiscale. Lo calcola il Caaf Cgil del Veneto che ha fatto una proiezione sulla base delle dichiarazioni dei redditi effettuate dai propri uffici nel 2019. “Del taglio del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, contenuto nell'ultima manovra di bilancio e che sarà attuato con un decreto i cui contenuti sono stati concordati con le organizzazioni sindacali la scorsa settimana, beneficia l'81% circa della nostra platea, ossia 142.093 persone su un totale di 175.211 dichiarazioni”, riferisce il rapporto.

I benefici fascia per fascia
Per i lavoratori che hanno un reddito tra gli 8.173 e i 26.000 euro, non solo diventa strutturale il bonus del 2014, ma viene implementato a 100 euro al mese. Chi percepisce tra 26.001 e 28.000 euro, e che fino ad oggi non godeva di alcun bonus, riceverà 100 euro in più al mese. Dai 29.000 euro in su si stabiliscono 10 fasce, il cui beneficio parte da 97 euro al mese per chi dichiara tra i 29.000 e i 29.999 euro, per arrivare a 16 euro al mese per chi dichiara tra i 39.000 e 39.999 euro.

 

Livello di reddito

Beneficio

Mese

Anno

Da 8.173 a 26.000

100,00 €

1.200,00 €

Da 26.001 a 28.000

100,00 €

1.200,00 €

29.000

97,17 €

1.166,00 €

30.000

94,25 €

1.131,00 €

31.000

91,42 €

1.097,00 €

32.000

88,58 €

1.063,00 €

33.000

85,75 €

1.029,00 €

34.000

82,83 €

994,00 €

35.000

80,00 €

960,00 €

36.000

64,00 €

768,00 €

37.000

48,00 €

576,00 €

38.000

32,00 €

384,00 €

39.000

16,00 €

192,00 €

40.000

- €

- €

Come si arriva alla cifra di 800.000 lavoratori? Complessivamente gli oltre 142.000 lavoratori che si rivolgono al Caaf Cgil per la compilazione del 730 otterranno in un anno 162.460.092 euro (questo nel 2021, perché per l'anno in corso i benefici scatteranno da luglio e di conseguenza la cifra sarà proporzionalmente inferiore). “Considerando che rappresentiamo, come Caaf Cgil Veneto, circa il 19% del ‘mercato’ delle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori dipendenti – si legge in una nota – e tenuto conto che una parte di lavoratori non effettua dichiarazioni in quanto esonerati, le cifre che forniamo vanno moltiplicate per sei volte per avere un'indicazione affidabile di quanto sia il totale dei lavoratori della nostra regione interessati dal provvedimento”. Risultato: oltre 800.000 lavoratori veneti vedranno aumentare la propria busta paga, per una cifra complessiva che si avvicina al miliardo di euro.

Positivo il giudizio di Christian Ferrari, segretario generale della Cgil del Veneto: “Se qualcuno si chiede quale sia oggi la funzione del sindacato, questo primo risultato che abbiamo ottenuto è la risposta, o almeno una delle risposte. Il taglio delle tasse a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti non è infatti una gentile concessione del governo, ma il frutto del percorso di mobilitazione e di lotta che Cgil, Cisl e Uil hanno messo in campo a partire dallo scorso febbraio con la grande manifestazione unitaria di piazza San Giovanni, quando la maggioranza parlamentare era diversa dall'attuale. Quella mobilitazione non è stata isolata né estemporanea, sono state innumerevoli le occasioni in cui, sia a livello nazionale che locale, il sindacato ha fatto sentire la sua voce nelle piazze e nelle sedi istituzionali”.

Il sindacalista sottolinea come “non abbiamo mai rifiutato il confronto, sia con l'attuale esecutivo sia con il precedente, mai però rinunciando ad evidenziare uno dei problemi fondamentali del nostro Paese: il basso livello dei salari, che non solo mette in difficoltà le famiglie italiane, ma è la causa principale della stagnazione della domanda interna, senza rilanciare la quale nessuna crescita economica solida sarà possibile”.

A brevissimo, ricorda Ferrari, “si aprirà il tavolo sulle pensioni, che verterà sia sulla riforma previdenziale, sia sul livello troppo basso delle pensioni in essere, questione che nell'ultima Finanziaria non ha trovato risposta. C'è infine tutta la questione dei rinnovi contrattuali, che interessano milioni di lavoratori e che nulla hanno a che fare con la riduzione della tassazione di cui stiamo parlando. Negli ultimi anni i salari sono rimasti al palo, mentre i profitti sono cresciuti in maniera significativa: un meccanismo che ha ulteriormente acuito le diseguaglianze, che vanno affrontate e ridotte per riequilibrare il sistema”.

Sul tavolo anche la questione del gender gap: “Tra le disuguaglianze, una delle più insopportabili riguarda il trattamento economico riservato alle lavoratrici rispetto ai loro colleghi uomini. Non è con un provvedimento fiscale che si può cancellare questo gap, ma con modifiche legislative e soprattutto con una contrattazione che valorizzi il ruolo del lavoro femminile, ponendo fine a una ingiustizia indegna di un paese civile. Anche perché l'aumento della quantità e della qualità del lavoro femminile produrrà ricadute positive su tutto il tessuto produttivo”, aggiunge Ferrari.

Infine, uno sguardo al Veneto: “Le risorse che arrivano ai lavoratori della nostra regione – spiega il segretario generale della Cgil – sono certamente significative, e particolarmente utili in una fase di contrazione dell'export e di crescita molto bassa del Pil veneto. Ovviamente non sono risolutive dei problemi che siamo chiamati ad affrontare per evitare la chiusura delle tante aziende in difficoltà e per salvaguardare i livelli occupazionali”.

“Occorre rilanciare gli investimenti pubblici e incentivare quelli privati, bisogna mettere in campo politiche industriali in grado di orientare lo sviluppo misurandosi sia con la rivoluzione tecnologica in corso che con una conversione ecologica non più rinviabile. Anche su questi temi la Cgil del Veneto farà fino in fondo la sua parte, a tutela degli interessi e dei diritti del mondo del lavoro, per dare il proprio contributo alla realizzazione di una società in cui il benessere sia patrimonio diffuso e non riservato a pochi fortunati”, conclude il sindacalista.

Mobilitazione agenzie fiscali, il sostegno della Cgil

Hace 6 hours 21 min

“La Cgil sostiene la mobilitazione di oggi delle lavoratrici e dei lavoratori delle Agenzie delle Entrate e la protesta già indetta per il prossimo 6 febbraio davanti al ministero dell’Economia e delle Finanze a Roma”. Ad affermarlo la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti in occasione del #FiscoDay indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confsal Unsa e Flp.

“La scelta positiva e condivisibile di procedere con una seria lotta all’evasione fiscale – afferma Scacchetti – necessita di investimenti per affrontare la carenza di personale e per riconoscere stipendi adeguati”. “Inoltre, come per tutti i lavoratori della pubblica amministrazione, serve rinnovare i contratti e occorre un piano straordinario per l’occupazione e per la formazione”. In conclusione la segretaria confederale ricorda: “Rilanciare e valorizzare la Pa significa garantire la crescita e l’ammodernamento del Paese e tutelare i diritti dei cittadini”.

Landini all'Europarlamento: ci si preoccupa degli immigrati, mai degli emigrati

Hace 6 hours 26 min

“Ci si preoccupa degli immigrati, ma mai degli emigrati. Le famiglie che vedono i propri figli andarsene all'estero sono tante, inizia a essere un problema serio”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini oggi all'Europarlamento di Bruxelles, il primo appuntamento promosso dall’Inca insieme e all’associazione Itaca. A darne notizia è RadioArticolo1: “Perdiamo competenze, intelligenze e quella forza propulsiva che solo le nuove generazioni hanno. In Italia e in Europa, a causa di una legislazione balorda, è aumentata la competizione tra le persone. Noi – ha aggiunto – abbiamo presentato una proposta di legge per una Carta dei diritti universali, un nuovo Statuto dei lavoratori, per sancire un principio sacrosanto: stessi diritti e stesse tutele per tutti. Costruire un’Europa dei diritti e un’Europa sociale vuol dire alzare i salari, ma anche affermare la qualità del lavoro”.

 

Milleproroghe: Filt, no a indebolimento contratti nei trasporti

Hace 7 hours 53 min

“Si potrebbe prestare a interventi che possono indebolire l’applicazione dei contratti di settore”. Così il segretario generale della Filt Cgil, Stefano Malorgio, sull’emendamento al decreto legge Milleproroghe - ‘Libertà contrattuale per le imprese operanti nei settori liberalizzati’ -, in discussione alla Camera, affermando che “invece, come sosteniamo da tempo come organizzazioni sindacali, i settori liberalizzati in concessione come porti, aeroporti, ferrovie, andrebbero rafforzati e protetti per evitare che i processi si possano scaricare sui lavoratori, favorendo e legittimando il dumping”.

“Si rischia – sostiene il dirigente sindacale – d'indebolire i settori dei trasporti, in particolare quello portuale, scardinando l’applicazione dei ccnl, scaricando le conseguenze sul costo del lavoro. L’auspicio è che l’emendamento, dietro al quale c’è una proposta datoriale, di Confetra, sia respinto”.

Whirlpool: Fiom Campania, azienda rispetti gli accordi

Hace 8 hours 33 sec

“Oggi, 23 gennaio, i lavoratori hanno nuovamente manifestato all’esterno dello stabilimento di via Argine, per tenere alta l’attenzione sulla vertenza, in vista della ripresa del tavolo negoziale del 29 gennaio al ministero dello Sviluppo economico. Whirlpool continua a mantenere le posizioni assunte a maggio scorso. Invece, noi chiediamo che l’azienda rispetti gli accordi e la manifestazione odierna va inquadrata nel percorso più generale di mobilitazione che vedrà i lavoratori, a Roma, nel giorno dell’incontro tra Governo, sindacati e azienda”. È quanto afferma Massimiliano Guglielmi, segretario generale Fiom Campania.

Boom della cig. Cgil: rivedere gli ammortizzatori

Hace 9 hours 3 min

Nel 2019 l'Inps ha autorizzato alle aziende oltre 259,6 milioni di ore di cassa integrazione, con una crescita del 20,2% sul 2018. È quanto emerso dall'Osservatorio Inps sulla cassa integrazione, diffuso moggi (giovedì 23 gennaio). Si tratta della prima crescita annuale dopo il 2012. A dicembre le ore di cassa richieste sono state 16,3 milioni, con un aumento del 16,7% sull'anno e un calo del 47,2% su novembre. Nell'intero anno è cresciuta soprattutto la cig straordinaria: sono stati autorizzati 152,98 milioni di ore con una crescita del 31,2%.

Le domande di disoccupazione arrivate all'Inps nel mese di novembre sono state 225.459 con un aumento dell'1,3% su novembre 2018. Questo un altro passaggio dell'Osservatorio. Nei primi undici mesi le domande arrivate in totale sono state 1.936.575, con una crescita dell'1,4% sullo stesso periodo dell'anno precedente. La grande maggioranza delle domande tra gennaio e novembre sono di Naspi (1.913.561), mentre quelle di mobilità sono 1.132 e quelle di Dis-coll sono 21.882.

Nei primi undici mesi del 2019 le assunzioni, riferite ai soli datori di lavoro privati, sono state 6.667.000, riferisce l'Istituto. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono aumentate le assunzioni con contratti a tempo indeterminato, di apprendistato, stagionali e intermittenti; risultano invece in contrazione le assunzioni con contratti a tempo determinato e in somministrazione.

“Il nostro sistema produttivo è seriamente in difficoltà. Serve rivedere in maniera strutturale, e non solo temporanea, alcune impostazioni troppo rigide del sistema degli ammortizzatori sociali”. Così la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, commenta i dati sulla cassa integrazione 2019. “Particolarmente preoccupante - sottolinea - è l’aumento continuo delle domande di disoccupazione, +1,3% rispetto a novembre 2018”.

Per Scacchetti “sulla base delle proposte contenute nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil, non è più rinviabile una discussione tra sindacati e governo su come creare lavoro di qualità e rilanciare la crescita occupazionale. Una strada - conclude - che deve essere intrapresa attraverso investimenti e politiche che puntino sulla creazione di domanda, e non solo sui sistemi di incentivazione”.

LEGGI ANCHE La cassa integrazione cresce nel 2019

Cgil Campania aderisce a mobilitazione per la pace

Hace 9 hours 6 min

S'intitola 'Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace!', la giornata di mobilitazione promossa dalla Rete della Pace (che vede la Cgil tra gli aderenti, insieme a un folto gruppo di reti e associazioni) contro le guerre e le dittature che affliggono milioni di persone nel mondo. A Napoli, l’appuntamento è per sabato 25 gennaio, alle 17, in piazza San Domenico. Appuntamento a cui la Cgil Campania invita a partecipare lavoratrici, lavoratori e cittadini.

“Non possiamo stare a guardare. Dobbiamo gridare il nostro no alla guerra, alla sua preparazione, a chi la provoca per giustificare la produzione e la vendita di armi. Guerre che – ricorda la Cgil Campania –, in ogni momento, possono fare da miccia a un conflitto globale, tanto più preoccupante per il potenziale degli armamenti nucleari oggi a disposizione dei potenti del mondo. Le vittime innocenti dell'aereo civile abbattuto 'per errore' da un missile, dimostrano una volta di più che la guerra è un flagello per tutti, nessuno può chiamarsi fuori, siamo tutti coinvolti. Manifestiamo il nostro sostegno alle popolazioni, vere vittime delle guerre, a chi si rivolta da Baghdad a Teheran, da Beirut ad Algeri, da Damasco, al Cairo, a Gerusalemme, a Gaza”.

 

Emilia-Romagna, primo protocollo contro le aggressioni

Hace 10 hours 14 min

Arriva dall'Emilia-Romagna una prima risposta alle aggressioni sempre più frequenti nei confronti del personale sanitario. Un protocollo d'intesa – il primo in Italia – in materia è stato siglato tra i sindacati e la Regione. "Finalmente viene affrontato in maniera globale un problema molto complesso che avevamo particolarmente a cuore, non solo con l'aumento delle misure di vigilanza ma soprattutto attraverso la formazione e la piena presa in carico del lavoratore vittima di aggressione: i direttori generali sono finalmente chiamati ad essere responsabili in prima persona della tutela della sicurezza degli operatori". Così in una nota il segretario nazionale della Fp Cgil Medici, Andrea Filippi, e il segretario regionale della categoria, Vittorio Dalmastri.

Secondo i due dirigenti sindacali si tratta di "un risultato importante che si aggiunge all'impegno preso ieri dall'Emilia Romagna, prima in Italia, per l'avvio del confronto regionale per l'applicazione del contratto collettivo nazionale della dirigenza medica e sanitaria siglato lo scorso 19 dicembre. Nel rinnovo del contratto nazionale, l'Emilia Romagna è stata trainante per il buon esito delle trattative. Ora con l'apertura del confronto si propone come capofila nella sua corretta applicazione a beneficio dei professionisti che lavorano quotidianamente  per la salute della cittadinanza".

La valorizzazione degli operatori e l'alleanza con i cittadini sono alla base della proposta di servizi sanitari che da anni in Emilia Romagna rappresenta un'eccellenza che dobbiamo tutelare", concludono Filippi e Dalmastri.

Fiscoday: assemblee negli uffici dell'Agenzia delle entrate di Genova

Hace 11 hours 6 min

"Nella mattinata di oggi, giovedì 23 gennaio, il personale delle dogane e dei monopoli, unitamente all'organico dell’Agenzia delle entrate, in tutti gli uffici di Genova si riunirà in assemblea e in stato di agitazione per le gravi criticità in atto, rimaste irrisolte anche nella Finanziaria 2020. I lavoratori sono stanchi di promesse non mantenute. Nel corso del tempo, a causa del blocco del turn over, si sono accumulate negli uffici di Genova carenze di personale di oltre il 30%. Tutto ciò, incide e inciderà con preoccupanti ricadute sui carichi di lavoro, che sono sempre più ponderosi e aumentano le già non poche responsabilità". Così Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa, Flp Ecofin Genova in un comunicato congiunto.

"Gli uffici doganali svolgono funzioni insostituibili, sia a livello tributario che di contrasto agli illeciti di varia natura, come ad esempio il contrabbando di merci e tabacchi, contraffazione, valuta, stupefacenti, medicinali, flora e fauna protette, rifiuti industriali, patrimonio artistico, truffe sulle accise, nonché controllo sui giochi e tutte le attività di presidio al confine, che riguardano l’intero porto di Genova e l’aeroporto. I fondi per il salario accessorio del personale, nel tempo, sono andati scemando. Nel frattempo, il Governo chiede maggiori entrate dalla lotta all’evasione fiscale, ma non ci è dato sapere con quali risorse umane ed economiche", continuano le sigle di categoria.

"Inoltre, a Genova la situazione è ancora più grave, in quanto è in corso una vertenza sindacale sulla situazione logistica degli uffici doganali del porto, che sono al collasso, con crolli strutturali che hanno obbligato alla chiusura dell’ufficio più importante del bacino portuale di Sampierdarena (Passo Nuovo), oltre all'enorme carenza di personale, che non permette, oggi, e tantomeno in futuro, visti i continui pensionamenti, servizi adeguati a un sito portuale importante come quello genovese, volto ad aumentare drasticamente i propri traffici commerciali", concludono le organizzazioni sindacali.

Livorno: nuovo incidente in porto, servono interventi urgenti

Hace 11 hours 50 min

Ieri, 22 gennaio, intorno alle 14,30, un pullman proveniente dall’alto fondale, dove si trovava ancorata la nave da crociera Aida Sol, è entrato in collisione con un mezzo militare adibito ai controlli delle banchine. Quest’ultimo, essendo corazzato, ha riportato lievi danni. Sul pullman, una quarantina di persone che hanno riportato lievi contusioni e tanto spavento". Così Cgil e Filcams Livorno in una nota congiunta.

"L’incidente è un esempio di quanto da noi sempre sostenuto anche nei dieci punti per la sicurezza in porto, seguito da assemblee e ribadito in svariati incontri con la Regione e gli attori del protocollo: la promiscuità fra traffico turistico e commerciale è un pericolo costante e non rispetta la più elementare prevenzione. La nave all’alto fondale molo 47 trasporta turisti che vanno a visitare la nostra Toscana", afferma Patrizia Villa, della segreteria Cgil Livorno.

"Troppi se e ma, e non è un piacere constatare così spesso quanto i lavoratori e le lavoratrici rappresentano ogni giorno. Fra protocolli e rassicurazioni verbali, le montagne partoriscono i topolini. Pertanto, si chiede un intervento immediato per sopperire a quanto più volte denunciato. Nelle more, ci attrezzeremo per una denuncia alla procura della Repubblica", conclude la dirigente sindacale.

Eni: sindacati, verifica sul protocollo Gela

Mié, 22/01/2020 - 17:44

Si è svolto ieri, 21 gennaio, il programmato incontro fra le organizzazioni nazionali, regionali e territoriali e i vertici dell'Eni, per la verifica dello stato di avanzamento del protocollo di Gela sulla riconversione industriale in attività green, anche alla luce del recente accordo sottoscritto fra l'Eni e il ministero dell'Ambiente.

"Il confronto ha consentito una conoscenza più compiuta e una puntuale verifica delle attività che sono in fase di completamento nell'area industriale, con l'avvio della nuova bio-raffineria, delle opere di bonifica completate e in fase di realizzazione e di tutte le iniziative industriali e ancellari connesse alla produzione industriale e finalmente all'inizio dello sfruttamento della coltivazione dei giacimenti a mare, al largo delle coste siciliane". Così Filctem. Femca, Uiltec, in una nota unitaria.

"Ulteriore attenzione è stata posta agli investimenti realizzati, in particolare a quelli che dovranno essere compiuti per dare completamento a quel percorso lungo e difficile, che è iniziato nel novembre 2014 e che allo stato attuale, secondo le affermazioni dei vertici dell'azienda, dovrà trovare conclusione entro il 2022. La riunione si è resa  necessaria, oltre che per conoscere le condizioni del 'cantiere Gela', per rilanciare il ruolo centrale della rappresentanza sindacale, in un contesto di relazioni industriali che debbono confermare e migliorare i rapporti fra sindacato e azienda", continuano le tre sigle di categoria.

"Abbiamo voluto con questo ribadire la necessità di sane e costruttive relazioni utili alla realizzazione di percorsi condivisi e partecipativi in un’ottica di un rilancio più complessivo dell'impegno industriale ed economico dell'Eni, nel nostro Paese. Questo nostro intendimento deve consentire la  possibilità di realizzare un aggiornamento e rafforzamento del protocollo del 2014, nel rispetto degli indirizzi originali, per consentire la ripresa economico e industriale del territorio di Gela e delle sue attività produttive. Inoltre, questo nuovo protocollo deve consentire il rilancio di un confronto continuo e costante con i sindacati a tutti i livelli, per produrre soluzioni condivise per il pieno successo di quel progetto", aggiungono i sindacati.

"È stato altresì rappresentato all'Eni, la necessità di riaprire, a valle del nuovo protocollo, un tavolo al ministero dello Sviluppo economico per un coinvolgimento diretto di tutti i soggetti istituzionali e sociali, indispensabile per la reindustrializzazione dell'area, in un ambito compatibile all'ambiente e capace di dare impulso alla ripresa economica del territorio. Alla fine del confronto, si è concluso di reincontrarsi entro le prossime settimane per la definizione di questo nuovo accordo, che preveda in particolare un confronto continuo e costante con le nostre strutture territoriali e le Rsu, per un coinvolgimento diretto nella realizzazione temporale di tutte quelle iniziative che debbono essere ancora realizzate", conclude il comunicato.