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Bergamo, prosegue l'esperienza del coworking solidale

jeu, 19/09/2019 - 19:20

Non è solo questione di condividere gli stessi spazi di lavoro fra più persone. Nel modello del “coworking solidale” c’è davvero molto, molto di più: condivisione delle professionalità, stimolo reciproco, cooperazione e valorizzazione del territorio circostante. Da questi presupposti, nel giugno del 2014, è nata l’esperienza di “P@sswork”, basata su un innovativo Protocollo d’intesa firmato, da principio, da Cgil, Acli, Cooperativa Sociale A.E.P.E.R., Cna Bergamo e Patronato San Vincenzo. Nel corso degli anni molte altre realtà si sono unite, compreso il Comune di Bergamo che ha creduto nel valore e nelle potenzialità del progetto. Obiettivo di tutti i partecipanti è sempre stato quello di stimolare l’apertura di sedi di coworking solidale sul territorio.

Molti spazi di coworking hanno, da allora, visto la luce, con una cinquantina di giovani coworkers fino ad ora coinvolti all’interno di Fablab e Toolbox di Bergamo, Run di Ranica, Eco-working di Ponteranica, Th3lab di Trescore, Collaboro di Curno, Cross al Kilometro Rosso e 4Brembo di San Giovanni Bianco.

Ora, però, si è aperto un capitolo tutto nuovo nell’avventura di “P@sswork”: ci si avvia verso la gestione diretta di uno spazio in città. Nel febbraio 2019, il Comune di Bergamo, insieme a Fondazione Casa Amica, ha promosso l’Avviso Pubblico “Matchbox”: si tratta di un’esperienza di abitare collaborativo in uno stabile di nuovissima costruzione (di proprietà del Comune) in via Fantoni 38 a Bergamo, a due passi dalla stazione ferroviaria e dal centro cittadino.

La rete “P@sswork”, prendendo direttamente in gestione uno degli appartamenti (situato al piano primo del condominio), ha deciso di proporre un concorso di idee per ospitare progetti e coloro che li realizzeranno. I coworkers selezionati (ci sono 8 postazioni a disposizione) potranno anche condividere e  gestire, in comune accordo con gli altri condomini, un open space per l’organizzazione di attività di incontro, a livello condominiale e di quartiere.

Lucha Y Siesta, Cgil: si riconosca status di bene comune

jeu, 19/09/2019 - 19:08

"Siamo lieti che finalmente sulla complessa e delicata vicenda della Casa delle donne Lucha y Siesta si sia svolto un confronto in commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale con i rappresentanti istituzionali e le attiviste. E' stata questa l'occasione per quest'ultime di presentare una memoria puntuale sull'attività svolta nell'immobile di proprietà dell'Atac, trasformato nel giro di dieci anni in un punto di riferimento non solo per le donne vittime di violenza e i loro bambini, ma per il quartiere Tuscolano e l'intera città di Roma grazie alla qualità dell'offerta culturale e sociale". Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio.

"Registriamo l'impegno di questa amministrazione - continua la nota - nel voler dare una risposta alternativa all'accoglienza finora offerta alle donne e ai bambini ospiti della Casa, anche se ci preoccupa l'effetto che produrrebbe il possibile sradicamento dei nuclei familiari. Sosteniamo le azioni del comitato Lucha alla città e auspichiamo che un consiglio comunale straordinario si faccia al più presto, per dare la possibilità ai rappresentanti politici di discutere e valutare l'opportunità che a questo immobile venga riconosciuto il valore di bene comune", conclude la nota.

Nasce l'osservatorio sui lavori di ricostruzione

jeu, 19/09/2019 - 18:43

Raccogliere ed elaborare i dati relativi alle singole opere e loro importi, così da fornire un quadro il più possibile aggiornato e dettagliato sullo stato di avanzamento della ricostruzione nelle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, monitorando l’evoluzione dei lavori affidati in appalto e subappalto dei singoli cantieri da parte delle stazioni pubbliche appaltanti ed agendo tutti gli strumenti della contrattazione di categoria sia quelli territoriali che di cantiere: sono questi gli obiettivi alla base del protocollo sottoscritto da Cgil e Fillea per la costituzione dell’Osservatorio Nazionale Lavori Pubblici Sisma 2016, di cui faranno parte sia le strutture nazionali che quelle territoriali di Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio.

Oltre al lavoro di monitoraggio delle opere pubbliche (sia assegnate in regime di emergenza che in regime ordinario di ricostruzione), l’Osservatorio avrà anche il compito di sollecitare - così come già fatto nel corso delle audizioni alla Camera e al Senato - una riflessione sugli strumenti da mettere in campo per accelerare il lavoro di ricostruzione post sisma, come la sperimentazione di un’azione coordinata per potenziare le competenze e le professionalità di cui le tante stazioni appaltanti non dispongono, la costituzione di alcune centrali unificate di committenza, in forma consortile o di associazione tra i Comuni.

SCARICA IL PROTOCOLLO

«Frontiera», storia di due lavoratori a Lampedusa

jeu, 19/09/2019 - 18:23

Due ragazzi al primo giorno di lavoro: uno è un giovane sommozzatore, l'altro è all'inizio dell'impiego da necroforo. Non operano in un luogo qualsiasi: a Lampedusa, l'isola simbolo degli sbarchi, lo spazio dei migranti e delle tragedie dei nostri anni. Qui è ambientato Frontiera, il cortometraggio di Alessandro Di Gregorio scritto da Ezio Abbate, che ha vinto il David di Donatello 2019 proprio nella sua categoria: migliore film breve.

Due lavoratori a Lampedusa, dunque. I protagonisti (interpretati da Bruno Orlando e Fiorenzo Madonna) ci vengono mostrati alle prese con la realtà dei migranti, ma non subito in modo diretto, anzi: il racconto mette in scena la loro parabola seguendoli nei gesti minimi e ripetuti, solo alla fine la storia si forma completa davanti ai nostri occhi. Un giovane su una nave indossa il completo da sommozzatore. Un ragazzo si veste da necroforo, rifiuta la protezione olfattiva perché pensa di non averne bisogno. Sarà uno shock, per lui e per noi, entrare in un container e trovarsi a vedere una fila di cadaveri, coperti e senza nome.

In Frontiera il dramma degli sbarchi compone un forte contrasto con la sostanza dell'isola. Mentre i due si apprestano a svolgere il proprio impiego, infatti, Lampedusa offre un panorama di profonda potenza cromatica: difficile immaginare che proprio in quel paesaggio arcadico i migranti vadano a morire. Ma non è un film direttamente politico, questo, perché sceglie volutamente di non fare nomi: siamo nell'Italia di Salvini, ovviamente, nella tentazione del sovranismo e dei “porti chiusi”, ma Frontiera non lo dice mai, mostra semplicemente cosa accade e per questo acquista maggiore forza.

Di Gregorio incide l'affresco nell'arco di 14 minuti, mostrando cura peculiare nella composizione dell'inquadratura e ricorrendo a trovate come il ralenti per rafforzare la costruzione drammatica. Dopo aver mostrato il dato di fatto, una verità quasi insostenibile, solo alla fine insinua un barlume di speranza: vediamo un migrante, il primo da vivo, che cammina nel paesaggio avvolto da una coperta termica e si lascia cadere nel mare siciliano. I ragazzi si tuffano e riescono a salvarlo. D'altronde anche Terraferma di Emanuele Crialese ricordava la “legge del mare”: lì era la popolazione comune ad aiutare i naufraghi, perché lo prescrive quella particolare norma, anche se la legge degli uomini talvolta lo impedisce.

I protagonisti di Frontiera evitano un tentato suicidio, quindi, ma allo stesso tempo le inquadrature sottomarine rivelano il relitto di un'imbarcazione da cui emergono corpi. Così il film riesce a rendere il senso della questione complessa, mostrando le due facce della medaglia: da una parte la tragedia che porta i migranti a morire in quelle acque, dall'altra l'incessante impegno di chi lavora per salvarli. Lavoratori non come tutti gli altri, eppure persone comuni, come dimostrano i due ragazzi, che svolgono il loro compito nel modo migliore possibile in un Paese che ne ha particolare bisogno.

Flc Cgil: inserire l'educazione al clima nelle scuole

jeu, 19/09/2019 - 18:10

"Sono apprezzabili e degne di nota le parole del ministro Fioramonti di sostegno e di adesione al movimento globale dei Fridays for future, lanciati da Greta Thunberg e allo sciopero globale per il clima e la salvezza della Terra del prossimo 27 settembre. Potremmo dire: finalmente!". Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil, commenta così le posizioni del ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca sui Fridays for future e il prossimo sciopero per il clima. 

Il segretario della Flc prosegue: "Da parte nostra, ricordo che abbiamo già proclamato lo sciopero per il clima previsto per il 27 settembre, per il personale della scuola, delle università, delle accademie e degli enti di ricerca. Ora però, è opportuno che il ministro faccia seguire a quelle parole una serie di impegni concreti, per evitare che esse siano interpretate come mera propaganda, a partire dalla necessità di coinvolgere i suoi colleghi di governo nella battaglia comune e dell'intero genere umano contro i cambiamenti climatici e la diffusione di vecchie e nuove povertà".

Per il segretario della Flc "è giunto il momento per aprire al dibattito pubblico la necessaria riflessione su come introdurre in modo strutturale, e perfino, curriculare, l'educazione al clima nelle scuole di ogni ordine e grado. E infine, accanto a ciò, si potrebbe istituire una data per il clima, in modo tale che ogni anno in ogni scuola, ateneo, accademia e centro di ricerca, sui media, e nell'opinione pubblica più generale torni ad essere centrale il sacrosanto allarme per il destino della Terra e dell'umanità".

"Sono pochi ma significativi impegni che potrebbero però dare avvio, almeno in Italia, a una grande stagione educativa su tutti i temi sollevati dalla lotta per il clima", conclude Sinopoli.

Anche la Fiom si mobilita per «Fridays for future» 

jeu, 19/09/2019 - 17:54

La Fiom aderisce alla settimana di mobilitazione lanciata dal movimento «Fridays for future» che culminerà con lo sciopero globale e le manifestazioni nella giornata di venerdì 27 settembre. "Da qualche mese i giovani ci hanno messo di fronte ad un’emergenza - scrive in una nota la Fiom - il clima sta cambiando il mondo e non in meglio. Queste nuove generazioni ci chiamano, ci indicano la via della mobilitazione generale per arrestare un processo che potrebbe avere conseguenze terribili". 

Nel corso della settimana, dal 20 al 27 settembre, molte strutture territoriali della Fiom organizzeranno riunioni, assemblee negli stabilimenti, iniziative, conferenze stampa, utili a manifestare il sostegno dei metalmeccanici al percorso che per noi tiene dentro il tema dell’innovazione ecologica con il tema dell’occupazione e delle condizioni di lavoro. "È necessario innovare per migliorare la vita di chi lavora dentro e fuori dalle fabbriche. Se c’è un contributo da dare per migliorare il mondo in cui viviamo i metalmeccanici ci saranno, come è sempre stato", afferma ancora la Fiom.

Tra le iniziative segnaliamo la conferenza stampa di domani, venerdì 20 settembre, alle 11 organizzata dalla Fiom di Bologna presso il circolo Arci "Ritmo Lento" (via San Carlo 12/A, Bologna). Sempre venerdì 20 settembre alle 20.45 la Fiom di Milano promuove l'iniziativa “Quali orizzonti per il nostro pianeta?” all'Università Statale di Milano (via Festa del Perdono). 

La Fiom di Verona ha convocato per venerdì 27 settembre alle 8.30 presso l'Hotel San Marco (via San Marco a Verona) l'assemblea generale a cui partecipano anche gli studenti che sostengono il movimento «Fridays for future» per poi unirsi al corteo che arriverà in piazza Brà verso le ore 11.

La Fiom di Padova mercoledì 25 settembre terrà un'assemblea dei lavoratori alla Carel per parlare del Ccnl e dei mutamenti climatici e il 27 prenderà parte alla manifestazione. 

La Fiom di Rieti - Roma Est ha previsto di convocare l'assemblea sindacale unitaria mercoledì 25 settembre presso l'azienda Almaviva. E' inoltre prevista per il giorno 27 settembre la convocazione dell'assemblea generale Fiom Roma e Lazio presso la sede della Cgil Roma Lazio (Via Buonarroti 12, Roma). 

La Fiom Toscana insieme alla Fiom di Firenze sarà impegnata nell'assemblea generale unitaria che discuterà anche dei cambiamenti climatici e una delegazione parteciperà alla manifestazione in piazza Santa Maria Novella (Firenze). La Fiom di Pisa organizza per martedì 24 settembre delle assemblee presso l'azienda Asso Werke, alle quali parteciperanno dei rappresentanti locali di «Fridays for future». 

Allo stabilimento Fca di Pomigliano D'Arco, Napoli, ci sarà un volantinaggio in preparazione dell'appuntamento del 27. Volantinaggi sono stati organizzati anche dalla Fiom Basilicata davanti alle fabbriche del territorio, in particolare davanti allo stabilimento Fca di Melfi e dell'indotto auto. 

La Fiom di Brindisi partecipa alla manifestazione prevista il 27 a piazza Crispi (Brindisi). Mentre la Fiom di Taranto nell'ambito della due giorni di festa «Contropiede», presso la Cooperativa Robert Owen (Contrada Pasone, San Giorgio Jonico, Taranto), organizza l'incontro “Sostenibilità ambientale, sociale ed economica. La scommessa necessaria". 

La Fiom nazionale sarà presente con la partecipazione della segretaria generale Francesca Re David a Taranto e del segretario nazionale Michele De Palma a Bologna, Milano e Padova. 

Ferrero, previste nuove assunzioni in Basilicata

jeu, 19/09/2019 - 16:59

“Le prospettive in Basilicata sono molto positive e porteranno all’assunzione e alla stabilizzazione di diverse unità”. Lo affermano in una nota i segretari regionali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Vincenzo Esposito, Vincenzo Cavallo e Gerardo Nardiello, dopo l’incontro che si è svolto oggi con la direzione aziendale di Ferrero durante il quale sono state analizzate le prospettive future dello stabilimento di Balvano con la produzione del nuovo prodotto “Nutella biscuits” che verrà lanciato sul mercato italiano il prossimo 4 novembre.

Nel corso della riunione si è anche determinata la cifra del premio legato ad obiettivi per il periodo 2018-2019: l’importo massimo raggiungibile, per l’anno in corso, è di 2.220 euro lordi ed è determinato dall’andamento di due parametri: il risultato economico, unico per tutta l'azienda (che concorre a determinare il 30% del premio), e il risultato gestionale (70% del premio) legato all'andamento specifico di ogni stabilimento/area. I premi risultano quindi differenti nelle varie sedi e precisamente per lo stabilimento di Balvano si tratta di 2.111,15 euro lordi. Le somme indicate verranno erogate con le competenze del mese di ottobre 2019 così come previsto dal vigente accordo integrativo aziendale.

Cgil, aprire confronto con sindacati

jeu, 19/09/2019 - 16:48

“Sul decreto clima non c’è, purtroppo, nessun ‘grande confronto’ così come invece dichiara il ministro dell'Ambiente Sergio Costa. Non si può parlare di ‘massima condivisione’ se non è stato avviato alcun dialogo con i sindacati”. Così in una nota la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi.
 
“Chiediamo - prosegue la dirigente sindacale - che venga aperto un dialogo con le parti sociali, perché il clima non è una priorità per i soli ambientalisti, gli unici che, come si legge nella bozza di decreto, sono stati invitati a far parte della cabina di regia. Il clima è un tema che ha rilevanti ricadute anche sul mondo del lavoro. Per questo la Cgil - conclude Fracassi - promuoverà assieme a studenti, lavoratrici e lavoratori una serie di iniziative e assemblee nei luoghi di lavoro in occasione della ‘Settimana per il futuro’”.

Carcere di Terni, Fp: “Arrivano altri 60 detenuti in una struttura già in chiaro sovraffollamento?”

jeu, 19/09/2019 - 16:20

“Più volte abbiamo lamentato le forti carenze di organico alla casa circondariale di Terni, che, a fronte degli attuali 210 poliziotti effettivi su un organico teorico di 241 unità, ospita attualmente oltre 500 detenuti. Su base nazionale il rapporto è 1,64 detenuti per ogni unità di Polizia Penitenziaria, a Terni già da adesso siamo 2,77, pertanto l’ipotesi di cui ci giunge voce dal ministero, di trasferire a Terni ulteriori 60 detenuti, rappresenta una beffa per chi da anni continua a rimarcare tutta una serie di problematiche legate alla sicurezza e all’organizzazione del lavoro”. Così in una nota affermano Giorgio Lucci, segretario generale della Fp Cgil Terni, e Claine Montecchiani, coordinatore regionale della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, in servizio presso la casa circondariale di Terni. 

“Il sovraffollamento delle carceri è ormai un problema endemico che non può essere scaricato sistematicamente sul personale, costretto a continui sacrifici da un punto di vista degli orari e soprattutto della propria incolumità. Senza contare poi i risvolti sulla sicurezza dei cittadini di una città che, fino a poco tempo fa, era ritenuta relativamente tranquilla”.
“Non siamo più disposti ad essere presi in giro e a sopportare tale situazione – continuano Lucci e Montecchiani –, abbiamo chiesto spiegazioni alla Direzione della casa circondariale di Terni. Sulla base delle risposte valuteremo insieme alle altre organizzazioni sindacali le iniziative di mobilitazione necessarie”.

Pernigotti, sindacati scrivono a Patuanelli: subito tavolo al Mise

jeu, 19/09/2019 - 16:03

“È urgente una convocazione del Mise per completare il percorso di rilancio delle attività produttive nello stabilimento di Novi Ligure della Pernigotti, concludendo definitivamente l’entrata in porto di Spes ed Emendatori”. È quanto chiedono con una lettera inviata oggi al neoministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli i sindacati Fai, Flai e Uila nazionali impegnati nella vertenza che si protrae da quasi un anno.

“Il 30 settembre, data ultima per finalizzare il subentro delle nuove società, è vicinissimo e dobbiamo fare in modo che il dialogo tra Pernigotti e le nuove aziende risolva le questioni aperte e fornisca certezze ai nuovi investitori e ai lavoratori coinvolti” proseguono Fai, Flai e Uila. “Per dare seguito infatti agli accordi contenuti nei contratti preliminari tra Pernigotti e le due società interessate – Spes per la cioccolata ed Emendatori per il gelato – e tutelare realmente i lavoratori è necessario avviare il processo di reindustrializzazione dello stabilimento e, soprattutto, procedere alla firma congiunta per la definizione di un unico soggetto industriale con cui dovranno confrontarsi i lavoratori per avere garanzie occupazionali”.

“Ci aspettiamo pertanto che il tavolo presso il ministero venga riconvocato al più presto” concludono i sindacati.

Lecce accoglie le Giornate del lavoro

jeu, 19/09/2019 - 15:35

Alle 17,30 di venerdì 20 settembre, al teatro Apollo di Lecce va in scena l'inaugurazione della sesta edizione delle Giornate del lavoro della Cgil. Prima, in mattinata, ci sarà un'anticipazione con un'iniziativa organizzata dallo Spi sulla previdenza, mentre lunedì 16 e giovedì 18 ci sono già state due tappe, una a Bologna e una a Roma. “È tutto pronto. Siamo per il quarto anno consecutivo a Lecce, ed è un onore ospitare un evento di una portata simile, che per la nostra città rappresenta un'opportunità molto importante”. A dirlo, ai microfoni di RadioArticolo1 è Valentina Fragassi, segretaria della Camera del lavoro metropolitana di Lecce.

SPECIALE GIORNATE DEL LAVORO | IL PROGRAMMA

“C'è grande fermento, come ogni anno – continua –. La città intende partecipare, anche perché soffre ancora moltissimo di una crisi economica pesante. I cittadini, infatti, colgono le Giornate del lavoro come un'opportunità per crescere e per partecipare sui temi più importanti del Paese”. I numeri, d'altronde, “sono impressionanti”, “con 47 ospiti, oltre 800 compagni della Cgil che verranno da tutta Italia. Ci saranno 2.000 pernottamenti per le tre giornate, 21 ristoranti convenzionati”. La città, insomma, “partecipa a pieno titolo” a un appuntamento “tra i più importanti per l'indotto economico di Lecce”.

Il titolo della tre giorni di quest'anno è "il cambiamento è". “Il tema – spiega Fragassi – lo abbiamo scelto in un periodo in cui non immaginavamo quello che sarebbe successo in Italia in seguito, con la caduta del governo giallo-verde e la nascita del Conte bis. Il segretario generale Maurizio Landini, a Bari, ha chiuso l'ultimo congresso della Cgil dicendo: ‘noi siamo il sindacato del cambiamento’. Ed è proprio quella l'idea, vogliamo davvero cambiare in meglio la nostra società e partecipare a questa trasformazione”. Per Fragassi, la Cgil lo dimostra giorno dopo giorno, e “in maniera forte e unitaria”, insieme a Cisl e Uil, “dando una risposta chiara a chi per anni ha cavalcato il tema della disintermediazione”. Oggi, però, c'è l'opportunità “di riprendere un dialogo con il governo, di cui si sente estremamente bisogno per dare risposte ai problemi di lavoratori, pensionati e tutti i cittadini di questo Paese”.

La presenza a Lecce del capo del governo e di tre ministri, infatti, “è lì a dimostrare che nei fatti c'è ora un dialogo. Durante il recente incontro tra il presidente del Consiglio e i segretari di Cgil, Cisl e Uil è arrivato infatti un appello ad aiutare insieme la società ad evolversi”. Per questo “le Giornate del lavoro quest'anno possono trasformarsi in una prova di dialogo condiviso su una nuova società, più equa e inclusiva. Una società che rifiuti la logica del ‘prima noi’, e che ricalchi al meglio i nostri valori costituzionali”. Una società, insomma, che cambia “perché mette al centro il lavoro”, e “riscopre un linguaggio di rispetto e di tolleranza”. “Siamo stanchi di essere percepiti in Europa e nel mondo come la culla della nuova xenofobia. Non ce lo meritiamo”.

“La classe dirigente di questo Paese – conclude Fragassi – ha bisogno di stringere un patto forte con le parti sociali e con i cittadini. Bisogna insomma creare un clima di speranza. Oggi, con le Giornate del lavoro, diciamo a tutta l'Italia che o si cresce tutti insieme o non si cresce affatto. Chi vuole un'Italia a più velocità non fa il bene del Paese. Per farlo serve una politica che guardi oltre le campagne elettorali”.

 

Ccnl calzaturiero, varata l'ipotesi di piattaforma

jeu, 19/09/2019 - 15:32

Via libera dalla riunione unitaria degli organismi nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil all’ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dell’industria calzaturiera, che scadrà il prossimo 31 dicembre e interessa circa 80 mila addetti in cinquemila imprese. La richiesta economica è di un incremento salariale medio di 115 euro nel triennio 2020-2022, con riferimento al 3° livello super. Si richiede l’incremento dell’elemento di garanzia retributiva dagli attuali 300 euro a 400 euro annui per le aziende che non fanno contrattazione di 2° livello.

Tra i punti qualificanti della piattaforma, in evidenza sono le misure di contrasto alle pratiche di dumping contrattuale, il rafforzamento della partecipazione dei lavoratori ai processi aziendali, lo sviluppo della responsabilità sociale d’impresa, le politiche industriali per il rilancio del settore, la diffusione della contrattazione di 2° livello, l’estensione del welfare contrattuale. I sindacati, in particolare, chiedono la costituzione di un ente bilaterale, misure mirate per i bisogni individuali e sociali dei lavoratori, un maggiore impegno per la sicurezza, un forte investimento nella formazione professionale.

Le segreterie nazionali di Filctem, Femca, Uiltec “hanno espresso soddisfazione per la partecipazione e il dibattito, la condivisione delle proposte da parte dei componenti degli organismi e la grande attenzione ai problemi del settore. Nei prossimi giorni avrà luogo una capillare iniziativa di diffusione dei contenuti e di dibattito nelle assemblee nei luoghi di lavoro, che si concluderanno a fine ottobre. A inizio novembre ci sarà un’assemblea di ritorno con la delegazione trattante, per poi procedere all’approvazione definitiva del documento, da presentare, immediatamente, alla controparte”.

Whirlpool, monta la protesta in tutta Italia

jeu, 19/09/2019 - 15:06

“È durissimo il nostro giudizio sull’atto unilaterale della Whirlpool che ha avviato la procedura per cedere lo stabilimento di Napoli a Prs, in aperta violazione dell’accordo dell’ottobre 2018”. Lo afferma il coordinamento nazionale Fim, Fiom, Uilm di Whirlpool, che ha proclamato due settimane di agitazione in tutto il gruppo, con sciopero degli straordinari e della flessibilità, 8 ore di sciopero il prossimo 25 settembre in tutti gli stabilimenti e ulteriori 8 ore di stop il 4 ottobre, giorno della manifestazione nazionale a Roma. Nel frattempo proseguiranno anche le mobilitazioni territoriali, con un pacchetto di ulteriori quattro ore di scioperi da svolgere entro il 3 ottobre con l’obiettivo di coinvolgere le istituzioni locali.

“Tutti gli elementi a nostra disposizione – spiegano i sindacati – ci portano a ritenere che la cessione sia un tentativo malcelato di chiusura e che più in generale Whirlpool si stia disimpegnando dall’Italia. I volumi continuano a calare in tutti gli stabilimenti e negli uffici proseguono le delocalizzazioni delle funzioni di staff, determinando ulteriori esuberi”. Fim, Fiom e Uilm rivendicano verso Whirlpool il rispetto degli accordi per tutti gli stabilimenti italiani. E al governo chiedono di convocare le parti per dare seguito alle dichiarazioni di principio di solidarietà verso i lavoratori, adottando provvedimenti che diano un’effettiva svolta alla vertenza. Infine, il coordinamento Whirlpool accoglie “con grande soddisfazione la volontà di adesione alla manifestazione espressa dai rappresentanti sindacali di Embraco, anch’essi vittima di analoga decisione di chiusura”.

Schiavella (Cgil Napoli), Cardinale Sepe dimostra vicinanza a lavoratori
“Ringraziamo il Cardinale Sepe per le parole che oggi, al termine delle celebrazioni per il Santo Patrono, ha rivolto agli operai della Whirlpool, dimostrando ancora una volta vicinanza e partecipazione ai problemi del mondo del lavoro”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Napoli Walter Schiavella: “L’intervento di Sua Eminenza ha rafforzato il senso di una comunità che si stringe attorno ai lavoratori della Whirlpool, di cui oggi vi è assoluto bisogno. Per risolvere i problemi occorrono impegni seri e risposte ancor più concrete da parte delle istituzioni. La vertenza Whirlpool – aggiunge Schiavella – è drammatica. La multinazionale ha deciso di utilizzare l’Italia come una colonia, ha assunto degli impegni con il governo e con le istituzioni e li ha stracciati. Oggi quelle istituzioni hanno il dovere di chiamare l’azienda a rispondere delle proprie responsabilità. Per quel che ci riguarda non accettiamo compromessi al ribasso. La Whirlpool deve restare a produrre a Napoli, deve garantire l’occupazione. Con la presenza dei lavoratori qui, sul sagrato del Duomo, oggi vogliamo lanciare un ulteriore momento di sensibilizzazione e di attenzione perché questi risultati possano essere raggiunti, con l’unione dei lavoratori, del sindacato e delle istituzioni”.

Schiavella (Cgil Napoli), Cardinale Sepe dimostra vicinanza a lavoratori

jeu, 19/09/2019 - 14:57

“Ringraziamo il Cardinale Sepe per le parole che oggi, al termine delle celebrazioni per il Santo Patrono, ha rivolto agli operai della Whirlpool, dimostrando ancora una volta vicinanza e partecipazione ai problemi del mondo del lavoro”. Lo afferma il segretario generale della Cgil di Napoli Walter Schiavella: “L’intervento di Sua Eminenza ha rafforzato il senso di una comunità che si stringe attorno ai lavoratori della Whirlpool, di cui oggi vi è assoluto bisogno. Per risolvere i problemi occorrono impegni seri e risposte ancor più concrete da parte delle istituzioni”.

“La vertenza Whirlpool – aggiunge Schiavella – è drammatica. La multinazionale ha deciso di utilizzare l’Italia come una colonia, ha assunto degli impegni con il governo e con le istituzioni e li ha stracciati. Oggi quelle istituzioni hanno il dovere di chiamare l’azienda a rispondere delle proprie responsabilità. Per quel che ci riguarda non accettiamo compromessi al ribasso. La Whirlpool deve restare a produrre a Napoli, deve garantire l’occupazione. Con la presenza dei lavoratori qui, sul sagrato del Duomo, oggi vogliamo lanciare un ulteriore momento di sensibilizzazione e di attenzione perché questi risultati possano essere raggiunti, con l’unione dei lavoratori, del sindacato e delle istituzioni”.

L'Italia continua a consumare se stessa

jeu, 19/09/2019 - 14:09

La fotografia rilasciata dall’Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nel Rapporto 2019 Snpa (il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente) "è disastrosa". Lo dichiara in una nota la Flai Cgil nazionale. Secondo la federazione dell'agroindustria, "l’Italia viene rappresentata come un paese che consuma se stesso in una tendenza decennale apparentemente inesorabile. Il nostro Paese di fronte ai temi ambientali e al consumo del suolo appare totalmente disinteressato e addirittura in controtendenza rispetto alle scelte della comunità internazionale che, proprio in questi giorni, si riunirà presso la sede delle Nazioni Unite per parlare di temi ambientali e dei rischi che il nostro pianeta sta correndo”. 

“La risposta che il nostro Paese dà a una necessità globale è quella di continuare a cementificare, iniziando, così come verificato anche dai precedenti rapporti, ad attaccare le aree protette e di rilievo paesaggistico oltre a continuare a occupare aree la cui pericolosità idrogeologica o sismica è conosciuta da tempo. Il consumo del suolo ci sta portando ad un deserto di cemento che mette a rischio la nostra sicurezza e la tenuta ambientale del Paese. L’impermeabilizzazione del suolo, che procede ad una velocità mostruosa, sta annullando qualsiasi possibilità di ulteriore sviluppo del territorio e causando l’aumento del rischio idrogeologico, la perdita di acqua nelle nostre falde, la diminuzione del valore ambientale del nostro paese e la perdita di superficie agricola. Nell’ultimo anno è stimato che il danno creato dalla cementificazione possa sfiorare i 3 mld di euro".

“Come Flai Cgil – prosegue la nota - riteniamo impensabile che non si sblocchino immediatamente i procedimenti legislativi, da anni arenati nelle aule parlamentari, utili a bloccare e regolare questa tendenza al disastro e all’autodistruzione. Inoltre, chiediamo venga pianificata una politica di bonifica e rigenerazione delle aree compromesse con un piano ambientale straordinario per riqualificare il potenziale ambientale italiano, abbattere il rischio idrogeologico, riavviare il fissaggio del carbonio nelle nostre terre e favorire la raccolta delle acque piovane, affinché anche i territori e i paesaggi lesionati possano esprimere a pieno le proprie potenzialità”.

“Per questo – conclude la Flai Cgil - è urgente che l’Ispra non abbia più un semplice ruolo di notifica dei danni e denuncia dei rischi, ma, così come previsto dalla legge, inizi ad avere una funzione attiva sulle scelte nazionali e territoriali, così da agevolare l’azione dei soggetti istituzionali contro le tragedie annunciate con tutti i numerosi strumenti normativi a loro disposizione”.

I dati del rapporto
Si passeggerà a piedi nudi nel cemento e sempre di meno nelle aree verdi cittadine: aumenta lo spreco di suolo soprattutto all’interno delle città italiane. In particolare nelle aree urbane ad alta densità solo nel 2018 abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. In totale, quasi la metà della perdita di suolo nazionale dell’ultimo anno si concentra nelle aree urbane, il 15% in quelle centrali e semicentrali, il 32% nelle fasce periferiche e meno dense. La cementificazione avanza senza sosta soprattutto nelle aree già molto compromesse: il valore è 10 volte maggiore rispetto alle zone meno consumate. A Roma, ad esempio, il consumo cancella, in un solo anno, 57 ettari di aree verdi della città (su 75 ettari di consumo totale). Record a Milano dove la totalità del consumo di suolo spazza via 11 ettari di aree verdi (su un totale di 11,5 ettari). In controtendenza Torino che inverte la rotta e inizia a recuperare terreno (7 ettari di suolo riconquistati nel 2018).

Il fenomeno non procede di pari passo con la crescita demografica: ogni abitante italiano ha in “carico” oltre 380 metri quadri di superfici occupate da cemento, asfalto o altri materiali artificiali, un valore che cresce di quasi 2 metri quadrati ogni anno, con la popolazione che, al contrario, diminuisce sempre di più. È come se, nell’ultimo anno, avessimo costruito 456 metri quadri per ogni abitante in meno.

A livello generale lo screening del territorio italiano assicurato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente segna in rosso altri 51 chilometri quadrati di superficie artificiale solo nel 2018, in media 14 ettari al giorno, al ritmo di 2 metri quadrati ogni secondo. Anche se la velocità sembra essersi stabilizzata è ancora molto lontana dagli obiettivi europei che prevedono l’azzeramento del consumo di suolo netto (il bilancio tra consumo di suolo e l’aumento di superfici naturali attraverso interventi di demolizione, deimpermeabilizzazione e rinaturalizzazione). Roma, con un incremento di superficie artificiale di quasi 75 ettari, è il comune italiano con la maggiore trasformazione, seguito da Verona (33 ettari), L’ Aquila(29), Olbia (25), Foggia (23), Alessandria (21), Venezia(19) e Bari (18), tra i comuni con popolazione maggiore di 50 mila abitanti. Tra i comuni più piccoli, si distingue Nogarole Rocca, in provincia di Verona, che ha sfiorato i 45 ettari di incremento.

Più della metà delle trasformazioni dell’ultimo anno si devono ai cantieri (2.846 ettari), in gran parte per la realizzazione di nuovi edifici e infrastrutture e quindi destinati a trasformarsi in nuovo consumo permanente e irreversibile. Il Veneto è la regione con gli incrementi maggiori +923 ettari, seguita da Lombardia +633 ettari, Puglia +425 ettari, Emilia-Romagna +381 ettari e Sicilia +302 ettari. Rapportato alla popolazione residente, il valore più alto si riscontra in Basilicata (+2,80 m2/ab), Abruzzo (+2,15 m2/ab), Friuli-Venezia Giulia (+1,96 m2/ab) e Veneto (+1,88 m2/ab).

Ma il consumo di suolo – non necessariamente abusivo -cresce anche nelle aree protette (+108 ettari nell’ultimo anno), nelle aree vincolate per la tutela paesaggistica(+1074 ettari), in quelle a pericolosità idraulica media (+673 ettari) e da frana (+350 ettari) e nelle zone a pericolosità sismica (+1803 ettari).

Negli ultimi sei anni secondo le prime stime l’Italia ha perso superfici che erano in grado di produrre tre milioni di quintali di prodotti agricoli e ventimila quintali di prodotti legnosi, nonché di assicurare lo stoccaggio di due milioni di tonnellate di carbonio e l’infiltrazione di oltre 250 milioni di metri cubi di acqua di pioggia che ora, scorrendo in superficie, non sono più disponibili per la ricarica delle falde aggravando la pericolosità idraulica dei nostri territori. Il recente consumo di suolo produce anche un danno economico potenziale compreso tra i 2 e i 3 miliardi di euro all’anno dovuti alla perdita dei servizi ecosistemici del suolo.

Lavoro in Sicilia: pochi controlli, molti infortuni

jeu, 19/09/2019 - 12:35

In Sicilia diminuisce il numero degli occupati e aumenta in termini percentuali il lavoro nero e irregolare. Dal 2012 al 2018 si registrano 51.509 occupati in meno e il lavoro irregolare è cresciuto dal 19,5 al 21,2 (Italia al 13,3 al 13,4 ). A ciò si accompagna l’aumento degli infortuni, con un +0,5 tra il 2018 e il 2019 (primo semestre). Tra il 2016 e il 2017 gli incidenti mortali sono passati da 77 a 84. Sono dati diffusi dalla Cgil regionale che sull’argomento ha tenuto oggi (19 settembre) una conferenza stampa per illustrare le richieste del sindacato per ripristinare la legalità nel lavoro.

“In Sicilia – ha detto il segretario regionale della Alfio Mannino – oltre al problema della mancanza di lavoro si palesa un problema di qualità del lavoro. Lavoro irregolare- ha sottolineato- significa infatti lavoro sottopagato, mancato rispetto delle normative su salute e sicurezza, evasione contributiva e fiscale”. A quest’ultimo proposito si stima che il mancato gettito a causa del lavoro nero sia di 3 miliardi l’anno. La Cgil chiede che venga potenziato il sistema dei controlli “oggi – ha detto Franco Tarantino, del dipartimento salute e sicurezza del sindacato – inadeguato e sottodimensionato”. Da qui l’appello alle istituzioni a “ristrutturare la macchina ispettiva – ha aggiunto Mannino – e a intervenire per favorire l’incrocio tra domanda e offerta nei luoghi pubblici, collocamento pubblico e centri per l’impiego”.

Secondo lo studio della Cgil, “occorrerebbero almeno 300 ispettori del lavoro (attualmente sono 94), incrementando i numeri anche degli ispettori Inail (dagli attuali 20 a 40) e Inps (da 103 a 200). Basti pensare – ha detto Tarantino – che in una provincia come Palermo gli ispettori del lavoro sono solo quattro. La Sicilia può contare oggi su 237 ispettori in tutto a fronte di 368.816 imprese attive, Se ne controllassero una al giorno, occorrerebbero sette anni per controllarle tutte”. “Si aggiunge – ha rilevato Franco Campagna della Fp Cgil – l’elemento di demotivazione derivante da un sistema di incentivi molto lontano dagli standard nazionali”. Allo stato attuale peraltro la Sicilia non è inclusa nel concorso nazionale per nuovi ispettori del lavoro.

La Cgil chiede anche l’apertura di tavoli presso le prefetture per programmare interventi mirati nei settori a più alta incidenza di lavoro irregolare: agricoltura, edilizia , ristorazione, commercio, ambiti in cui i tassi stimati di lavoro irregolare (2018) sono rispettivamente 38, 25, 21,5 per il complesso dei servizi a cui si aggiunge l’11,9 del manifatturiero. “Finora – ha rilevato Monica Genovese, della segreteria regionale Cgil – ci pare che il problema sia stato sottovalutato se protocolli come quello siglati nel 2017 con l’allora assessore al lavoro per promuovere azioni contro sfruttamento, caporalato e illegalità nel lavoro rimangono lettera morta. Dal canto nostro promuoveremo anche contrattazione inclusiva per contrastare il fenomeno”.

Lo studio rileva anche il fenomeno dell’inabissamento delle imprese“, non essendoci corrispettivo tra Pil delle costruzioni e calo dell’occupazione in edilizia, settore che sconta 95 mila posti di lavoro in meno dal 2012. “I tassi di irregolarità – ha osservato Mannino – sono doppi rispetto alla media nazionale. Una situazione insostenibile che necessita di interventi urgenti. Per questo chiediamo l’apertura di tavoli di confronto col governo regionale per affrontare le criticità esistenti agendo anche con apposite normative”. Tra le norme proposte, anche un sistema premiale per chi denuncia la propria condizione di lavoratore in nero, inserendolo in apposite graduatorie dalle quali attingere negli appalti pubblici”.

Ferrara: 23 settembre, dibattito su filiera carne

jeu, 19/09/2019 - 12:04

Lunedì 23 settembre alle ore 18, presso il Consorzio Factory Grisù  di Ferrara, si terrà l'iniziativa, nell'ambito del Festival dei Diritti, "Ridotti all'osso" una presentazione con dibattito della ricerca "Le debolezze della carne" sull'esternalizzazione della manodopera, le condizioni lavorative e sfruttamento del lavoro migrante nella filiera della carne curata da Nexus Emilia Romagna, Altraeconomia, Flai Cgil Emilia Romagna. Dopo i saluti di Riccardo Grazzi della Cgil Ferrara e di Africa 70 con la presentazione del Progetto "Voci migranti", verranno presentati i risultati della ricerca "Ridotti all'osso". Seguirà il dibattito.

Marche: 24 settembre assmblea generale Fiom

jeu, 19/09/2019 - 12:01

Si svolgerà martedì 24 settembre l’assemblea generale della Fiom Cgil Marche. La riunione si terrà presso il Conero Break (via Albertini n.6–Ancona), a partire dalle ore 10. I temi discussi saranno le crisi del territorio, in particolare la vertenza Whirlpool, e la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. All’assemblea sarà presente la segretaria generale Fiom nazionale, Francesca Re David.

Ospedale di Terni: contratto medici approvato all'unanimità

jeu, 19/09/2019 - 11:21

Il nuovo contratto nazionale per medici, veterinari e dirigenti del Servizio sanitario nazionale (2016-2018) è stato al centro del confronto che si è tenuto ieri, 18 settembre, presso l’Azienda Ospedaliera di Terni dove la Fp Cgil Medici ha riunito iscritti e non alla presenza del segretario nazionale Andrea Filippi e dei rappresentanti di Cgil e Fp Cgil di Terni e dell’Umbria. “Abbiamo avviato questo percorso di consultazione prima di tutto per informare sul rinnovo la generazione dei ’senza contratto’, medici e dirigenti che aspettavano da 10 anni il raggiungimento di questo obiettivo - spiega Filippi - Si tratta di un grande processo di partecipazione, che vuole valorizzare un contratto innovativo, soprattutto nell’ambito dell'articolazione delle carriere. Con poche risorse - prosegue Filippi - non siamo riusciti a fare miracoli, ma abbiamo posto le basi per un recupero del riconoscimento delle competenze professionali di tutti i dirigenti del Servizio sanitario nazionale. Ora tocca alla politica finanziare il piano assunzionale straordinario, esigenza particolarmente sentita qui in Umbria”. 

L’attivo ha registrato un’alta partecipazione dei lavoratori della dirigenza medica che hanno poi approvato all’unanimità l’ipotesi di rinnovo sottoscritta dalla Fp Cgil. La prossima tappa del percorso di consultazione in Umbria sarà a Perugia, presso l’Azienda ospedaliera, il prossimo 4 novembre, ancora con la partecipazione del segretario nazionale Andrea Filippi. 

Infortuni sul lavoro, denuncia della Cgil: a Perugia emergenza assoluta

jeu, 19/09/2019 - 10:25
Gli infortuni sul lavoro nel territorio della provincia di Perugia sono in aumento. Secondo i dati ufficiali Inail, nei primi sette mesi dell'anno le denunce sono state 4.920, contro le 4.747 dello stesso periodo del 2018. Si tratta di un incremento del 3,6%, superiore alla media regionale e in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, che è di sostanziale stabilità. A questo, dobbiamo aggiungere il dato più drammatico: 9 vittime registrate sul territorio provinciale in sette mesi (una in meno del 2018, ma il decremento è solo nelle morti in itinere).    “È evidente che questi dati non possono passare sotto silenzio – commenta Elisabetta Masciarri, segretaria della Camera del lavoro di Perugia –. Salute e sicurezza sul lavoro sono una responsabilità che deve essere sentita propria da tutti: sindacati, imprese e istituzioni e soprattutto dalla politica. Ecco perché, nel decalogo che la Cgil ha presentato ai candidati e alle candidati per le elezioni regionali, la sicurezza sul lavoro è al primo posto. Noi crediamo sia necessaria un'attenta e severa vigilanza in materia, che vadano messi in campo tutti gli strumenti preventivi e quindi che siano necessari investimenti, soprattutto nella cultura della sicurezza, in tutti i luoghi di lavoro, e non solo, anche a partire dai banchi di scuola. Inoltre, riteniamo che il ruolo di Rls e Rlst vada valorizzato con un impegno politico straordinario. Queste, le richieste che abbiamo portato al tavolo della prefettura su salute e sicurezza, su cui oggi chiediamo risposte rapide e concrete”.