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Cgil Roma e Lazio: continua nostro impegno contro fascismo

Rassegna.it - 5 hours 36 min fa

"Continua la lotta della Cgil di Roma e del Lazio contro ogni forma di fascismo, razzismo e intolleranza. Roma è sempre più teatro della violenza squadrista e l'aggressione della scorsa domenica ai danni di un gruppo di simpatizzanti del Cinema America è solo l'ultimo atto di un dramma cittadino che sembra non avere fine". Così, in una nota, l'ufficio stampa della Cgil di Roma e del Lazio. "Qualche minuto fa - continua la nota - dal terrazzino della sede istituzionale del sindacato, a pochi isolati dall'immobile da oltre 15 anni occupato abusivamente da Casapound, è stato fatto scivolare uno striscione che recita 'Il fascismo non è un'opinione, è un crimine'. D'ora in poi questo striscione sventolerà su Piazza Vittorio per ribadire che Roma è una città che resiste e accoglie e che la Cgil non verrà meno alla sua funzione di presidio di legalità e giustizia sociale"

Fp Cgil, dati settore rifiuti dovuti a criticità sistema

Rassegna.it - 5 hours 42 min fa

"I dati sul settore rifiuti segnalati dalla Commissione di garanzia per lo sciopero non sono sorprendeti e confermano la situazione di estrema criticità che il comparto dell'igiene ambientale sta vivendo, soprattutto nel meridione". Così la Funzione pubblica Cgil commenta i dati riportati oggi dal presidente della Commissione di garanzia per lo sciopero, Giuseppe Santoro Passarelli, in occasione della relazione annuale.

Per la Fp Cgil, "comuni in situazione di criticità finanziaria, aziende coi conti in rosso, appalti al massimo ribasso, estrema frammentarietà dei sistemi di raccolta, grave peggioramento delle condizioni di lavoro, soprattutto su salute e sicurezza, sono solo alcune delle principali cause del profondo disagio e malessere delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. A questi ultimi, quindi, non rimane altro che lo strumento dello sciopero per vedersi riconoscere diritti che la maggioranza dei lavoratori hanno garantiti".

Inoltre, osserva la categoria del pubblico impiego, "è bene precisare che su 383 scioperi proclamati nel 2018, oltre il 60% sono stati annunciati in due sole regioni, Campania e Sicilia, territori che vivono le maggiori criticità nell'ambito della gestione dei rifiuti. Come diciamo da anni, anche per ridurre la conflittualità del settore e i disagi alla cittadinanza, occorre fare un salto di qualità. Serve intervenire sulle cause, a partire dal superamento della frammentazione aziendale, dal rilancio di un'idea industriale del settore e dal divieto delle gare al massimo ribasso che generano dumping contrattuale"l.

 

Whirlpool: Cgil Campania, positiva discussione in consiglio regionale

Rassegna.it - 6 hours 14 min fa

“La scelta del consiglio regionale della Campania di avviare una discussione monotematica sulle crisi industriali che interessano la nostra regione è sicuramente un fatto positivo ma va fatto un lavoro di squadra da parte di tutte le forze politiche, mettendo da parte le bandiere di partito, per trovare delle soluzioni concrete. La richiesta al ministero dello Sviluppo Economico di istituire un tavolo nazionale permanente sulle crisi industriali campane va nella giusta direzione”. È quanto dichiarano il segretario generale e il segretario regionale della Cgil Campania, Nicola Ricci ed Andrea Amendola, a margine del consiglio regionale convocato in seduta straordinaria per discutere delle crisi industriali della Campania.

“Non comprendiamo – proseguono Ricci ed Amendola - la posizione dell’ex presidente della Giunta regionale, Stefano Caldoro, che vuole ridurre tutto al gioco della deresponsabilizzazione. Se proprio ci deve essere una colpa del sindacato, quella colpa è il non aver aperto un conflitto sindacale con la sua giunta quando chiedevamo l’approvazione di una legge regionale che impedisse la delocalizzazione, non solo transnazionale ma anche interregionale, delle aziende che insistono sul territorio campano e che scelgono di andare via”. 

Il Comune di Napoli sarà al corteo di Reggio Calabria

Rassegna.it - 6 hours 53 min fa

In vista della manifestazione nazionale sul Mezzogiorno, in programma a Reggio Calabria sabato 22 giugno, Cgil, Cisl e Uil di Napoli hanno riunito quadri e delegati a Santa Maria la Nova per discutere di infrastrutture e recupero urbano, reti, produzione e innovazione, partendo dalle proposte contenute nella piattaforma unitaria per lo sviluppo della città metropolitana. All’attivo hanno preso parte i segretari generali di Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati, il vicesegretario generale Cgil, Vincenzo Colla, i segretari nazionali Andrea Cuccello e Ivana Veronese. Molti gli interlocutori che sono intervenuti: Pietro Rinaldi, capo gabinetto città metropolitana, Federica Brancaccio, presidente Acen, Enrico Panini, vicesindaco di Napoli, che ha annunciato la partecipazione dell’amministrazione comunale alla manifestazione di Reggio Calabria, Leopoldo Angrisani, delegato del rettore della Federico II, Pietro Spirito, presidente Autorità Portuale. Nel corso dell’attivo anche la testimonianza di un delegato della Whirlpool di via Argine.

L’area metropolitana di Napoli, con le sue emergenze e con le sue opportunità, resta - secondo il sindacato - la leva prioritaria su cui fare forza per rilanciare lo sviluppo dell’intero Mezzogiorno e, quindi, dell’intero Paese. Il progetto del governo di procedere lungo la strada dell’autonomia differenziata sarebbe devastante per il Mezzogiorno e va contrastato con un organico disegno di riassetto istituzionale, che tenga conto nello specifico delle grandi aree metropolitane.

“Questa città e la sua area metropolitana – hanno sottolineato i segretari di Cgil, Cisl e Uil – sono di fronte a un bivio e non possono permettersi di prendere le strade sbagliate. Ciò investe ciascuno dei soggetti sociali e politici a una piena assunzione di responsabilità, da cui noi non vogliamo sottrarci e chiama le istituzioni a una piena e leale collaborazione e alla condivisione di una visione complessiva e delle relative priorità. Occorre definire un progetto organico di sviluppo dell’area metropolitana, accompagnato dall’apertura di un confronto istituzionale serio con la Regione, teso a definire un chiaro progetto di devoluzione di poteri, nel quadro degli indirizzi di programmazione che restano in capo alla Regione, soprattutto in materia urbanistica, di tpl, servizi sociali, gestione del ciclo delle acque e dei rifiuti. La dimensione metropolitana è la dimensione di scala ottimale, non solo per definire servizi efficaci ai cittadini, ma anche per restituire efficienza ed economicità di gestione ad aziende pubbliche altrimenti destinate a un incerto futuro”.

Come condizione di quadro essenziale per un equilibrato sviluppo economico, aggiungono i confederali, “è necessario che si definisca un vero ‘progetto Napoli’, capace di mettere a sistema il complesso degli interventi che oggi sono attivabili: Bagnoli, Napoli Est, area flegrea, Piano periferie, valorizzazione del centro storico, patto per Napoli e la Campania, piano portuale, Zes, sono i punti di un disegno che per essere leggibile va collegato e, ancor prima, pensato. “Il protocollo su appalti e legalità per gli interventi previsti dal patto per Napoli, sottoscritto con il Comune di Napoli, va pienamente attuato e esteso a tutti i cantieri pubblici e monitorato, costituendo un apposito osservatorio. Si tratta di rispondere strutturalmente alla situazione di vetustà e di pericolo del patrimonio edilizio con un progetto organico, che eviti le tragedie come quella di via Duomo”, proseguono le tre sigle.

Il lavoro si difende soprattutto creando occasioni di crescita economica stabile, solida e legale. Perciò, Cgil, Cisl e Uil “ritengono necessario mettere a sistema le grandi potenzialità dell’apparato produttivo ancora presenti nell’area metropolitana: un apparato produttivo industriale adeguato, per questo, oltre alla definizione di un apposito livello di confronto inter-istituzionale per il rilancio produttivo di Napoli, intendiamo partire dalla strenua difesa dell’esistente: Whirpool, Fca, Fincantieri, sono solo alcune delle aziende che non possiamo permettere che lascino il nostro territorio e sulle quali chiediamo chiari piani industriali e d'investimento, capaci di dare certezze sul loro futuro”.

Ricerca, sviluppo, innovazione e formazione, a partire da un utilizzo mirato degli incentivi, che non allarghi il divario col resto del Paese, secondo il sindacato, sono le chiavi per rilanciare l’apparato produttivo. "Serve un piano regolatore delle reti e delle piattaforme, che permetta una negoziabilità degli algoritmi che fanno funzionare le reti, rendendo trasparente come vengono raccolti e utilizzati i dati da enti e imprese. Altrimenti, non è solo il lavoro, ma è l’insieme delle relazioni sociali che viene condizionato. Occorre una sede stabile di confronto con il Comune e la città metropolitana, le università, in cui le amministrazioni, anche con i loro gruppi di competenza (come è l’advisory board per la manifattura 4.0), i sindacati, le imprese, le associazioni e i comitati concordino progetti di governo delle reti".

“Il piano portuale, approvato dall’Autorità di sistema – concludono le tre sigle –, è uno strumento fondamentale per lo sviluppo della città e va nella direzione giusta, ma occorre sia anch'esso parte di quel progetto complessivo che ad altre istituzioni spetta. È in tale contesto che vanno valorizzate le opportunità offerte dalle Zes. In tempi non sospetti, abbiamo avanzato con chiarezza questa richiesta e oggi guardiamo con preoccupazione ai ritardi nella sua concreta realizzazione. Nelle aree Zes è necessario agire rapidamente sul terreno della semplificazione amministrativa e della concentrazione delle risorse. Infine, rivendichiamo un ruolo delle parti sociali nella definizione del piano strategico delle Zes, a garanzia della regolarità, qualità e sicurezza dell’occupazione prodotta. Riteniamo necessario che il piano di risanamento di Anm, al di là della contingenza e dei vincoli che la procedura avviata impone, sia pensato in una prospettiva più ampia, che assuma pienamente la dimensione metropolitana/regionale, come ambito obbligato per dare efficienza economica ed efficienza operativa all’intero sistema del Tpl”.

Rsu Interpump Hydraulics (Bologna): vittoria della Fiom

Rassegna.it - 6 hours 56 min fa

Si sono svolte le elezioni per il rinnovo della Rsu alla Interpump Hydraulics Spa, azienda leader nel settore dell’oleodinamica, con sede a Calderara di Reno, facente parte del gruppo Interpump Group spa di Reggio Emilia. La Fiom si conferma unico sindacato, conquistando 148 voti (il 96% dei consensi) eleggendo 6 delegati. Molto significativa è stata anche la partecipazione al voto con una percentuale di votanti pari al 74%. “Si tratta di un risultato di grande valore, sia per l’alta partecipazione al voto da parte delle lavoratrici e dei lavoratori, che per la fiducia riposta nella nostra organizzazione e nei suoi delegati. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della Interpump, mentre ai nuovi delegati eletti vanno gli auguri di buon lavoro da parte di tutta la Fiom di Bologna”, si legge in una nota.

Sanità privata: sciopero riuscito

Rassegna.it - 7 hours 4 min fa

Lavoratrici e lavoratori della sanità privata lombarda hanno aderito massicciamente alla giornata di sciopero generale proclamata da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl della Lombardia. Lo confermano i dati diffusi dalle sigle sindacali: chiusura totale delle sedi della Clinica Zucchi a Monza e Carate Brianza; all’Auxologico e alla Multimedica di Milano adesione all’80% e chiusi gli ambulatori; 70% di adesione alla Humanitas di Milano e al San Carlo di Paderno. A Varese, alla casa di cura Le Terrazze adesione al 70% come all’ospedale di Suzzara (gruppo Kos), alla Multimedica di Castellanza circa il 60%, Mater Domini e Don Gnocchi circa il 65%. Nelle strutture private di Brescia l’adesione è stata pari all’80% per ogni sede e le lavoratrici e i lavoratori che non hanno partecipato al presidio regionale a Milano hanno volantinato con bandiere e cartelloni davanti alle rispettive cliniche. Alla Nostra Famiglia di Lecco l’adesione è stata del 70%. Questi sono solo alcuni dati.

Il presidio sotto la sede di Assolombarda a Milano è stato molto partecipato, colorato, determinato. “Dal gazebo allestito sono intervenuti lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati provenienti da tutti i territori della Lombardia, per ribadire che non è più sostenibile questo blocco contrattuale – scrivono i sindacati –. Le controparti Aris e Aiop sostengono di dover ricevere finanziamenti dalla Regione, ma intanto fanno profitti senza riconoscere quanto dovuto ai propri dipendenti, cioè quelle operatrici e quegli operatori che ogni giorno fanno andare avanti i servizi e che in tutti questi anni hanno anteposto il loro senso di responsabilità e il servizio di cura verso le persone. Non solo, in tutti questi anni hanno anche fatto sacrifici per venire incontro a situazioni di crisi, alle difficoltà delle aziende sanitarie private subendo tagli di personale, mancato riconoscimento di straordinari, appesantimento dei carichi di lavoro”.

Oltre 50 mila lavoratrici e lavoratori lombardi attendono il legittimo rinnovo del contratto nazionale. Lo attendono circa 200 mila operatori in tutto il paese. Un rinnovo dignitoso, che preveda il giusto riconoscimento salariale e professionale, il riconoscimento di nuovi diritti anche alla luce delle nuove norme. “Dalla piazza di oggi, tra le diverse rivendicazioni affermate, c’è stata quella di vedere equiparato il contratto della sanità privata a quello della sanità pubblica – aggiungono –. Come Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl Lombardia siamo e saremo al loro fianco nel sostenere ancora insieme: ‘stesso lavoro, stessi diritti, stesso salario’. E non ci fermeremo, fino al rinnovo del contratto nazionale che è al palo da 13 anni”.

Si ferma la Lombardia

Ex clinica Luccioni: Cgil-Cisl-Uil, situazione insostenibile

Rassegna.it - 7 hours 20 min fa

“È una vertenza che si trascina da due anni, quella dei lavoratori della ex Clinica Luccioni di Potenza, giunti ormai allo stremo, trovandosi senza lavoro e senza alcun sostegno al reddito, dopo aver esaurito ogni forma di ammortizzatore sociale”. È quanto affermano i segretari generali Cgil, Cisl e Uil Basilicata, rispettivamente Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro.

“Una vertenza paradossale, che, in assenza di una crisi aziendale, si trascina solo ed esclusivamente per la mancanza di scelte chiare, da parte del governo regionale, sulla sorte dei 60 posti letto da assegnare alla ex Clinica Luccioni. Una vertenza per la quale esiste già la soluzione, visto che per i 60 posti letto, prima gestiti dalla Clinica, una compagine imprenditoriale ha richiesto il cosiddetto parere di compatibilità ai sensi della legge regionale (LR 28/2000) che disciplina il sistema autorizzatorio delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate. La Giunta ha il dovere di dire con chiarezza i motivi per cui non procede al completamento dell’iter di assegnazione dei posti letto, se la procedura seguita dal precedente governo regionale è legittima o meno sul piano formale, oppure se le ragioni sono altre", dicono i dirigenti sindacali.

"Non comprendiamo perché si continui a mettere in dubbio una procedura già istruita e avallata da diversi pareri dell’avvocatura regionale, e per la quale manca la sola delibera di approvazione della Giunta, aprendo invece a pseudo imprenditori che - per quanto ci risulta - millantano istanze mai formalmente pervenute agli uffici regionali. Le istituzioni devono operare in piena trasparenza e nel rispetto delle norme che regolano tale materia e nell’esclusivo  interesse generale. Chiediamo al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, di convocare con urgenza un incontro con le organizzazioni sindacali, dando un segnale di chiarezza ai lavoratori coinvolti”, concludono i tre sindacalisti.

 

Disabilità a Roma, pronti alla mobilitazione

Rassegna.it - 8 hours 15 min fa

“A Roma, è sempre più difficile la vita per le persone con disabilità e per le loro famiglie: dai ritardi del bando per la copertura dell’assistenza Oepa per il prossimo anno scolastico all'emergenza assistenza domiciliare”. Così, in un comunicato, la Cgil di Roma e del Lazio.

“In presenza di una fragilità connessa alla disabilità, le persone o le famiglie si rivolgono al servizio sociale del municipio di residenza, ma nella maggioranza dei casi i municipi non riescono a soddisfare la grande richiesta di assistenza domiciliare. Parliamo di tante e diverse necessità, connesse all’età della persona da aiutare e prendere in carico: minori, adulti, anziani, nuclei familiari con minori che hanno bisogno di un supporto educativo domiciliare. Da un monitoraggio di Saish, Saisa e Sismif sulla situazione delle liste d'attesa emerge chiaramente che, a fronte di un aumento della domanda dettata in particolare dall’aumento dell’aspettativa di vita e dal conseguente aumento delle cronicità, le risorse impiegate sono scarse e insufficienti, ben lontane dal garantire i livelli essenziali di assistenza. Il sistema, finora seguito, non è adeguato a gestire la situazione corrente”, prosegue la nota.

“Abbiamo municipi ad alta densità abitativa, settori in cui la crisi economica e l’assenza di lavoro sono pesantemente percepite e dove in questi anni è diminuita la capacità delle famiglie di farvi fronte. Qui le liste di attesa degli ‘adulti’ e degli anziani superano abbondantemente le 100 unità, quelle dei minori le sfiorano. I tempi di attesa possono oltrepassare il decennio. Le conseguenze nel caso di minori sono gravi, sia per l’aggravio sulle famiglie sia per la negazione di interventi in termini di riabilitazione mirata anche domiciliare e di socializzazione. Ciò si tradurrà nel tempo in una cronicizzazione di comportamenti e disturbi dettati dalla disabilità e dal disagio, con un sicuro e generale aumento della futura spesa pubblica. Dai dati in possesso sono evidenti e considerevoli le disparità territoriali dettate, oltre che dalla composizione sociale della popolazione, anche dalle diverse capacità di reddito. Questo significa che nei quartieri e nei municipi popolari non è possibile neanche il ricorso a soluzioni di mercato a fronte di un'assenza di risposta del servizio pubblico o di una limitata offerta pubblica”.

“È una situazione di emergenza, che impone, a nostro avviso, un nuovo e più efficiente modello di servizi territoriali, adeguati alle necessità delle persone e a una presa in carico globale dell’utente. Nell’immediato, servono maggiori risorse per Saish, Saisa, Sismif per consentire, da subito, lo scorrimento delle liste e l’utilizzo di tutti i fondi impegnati dai municipi per tali scopi. È necessario chiedere a Roma Capitale fondi aggiuntivi da parte dei municipi, anche in previsione del prossimo assestamento di bilancio. Il Comune di Roma sembra sordo alle nostre richieste, non apre interlocuzioni con nessuno, non cerca un confronto per individuare un sistema idoneo a dare sollievo alle famiglie coinvolte. La situazione è prossima al tracollo. Dopo quest'ennesima denuncia, se non avremo risposte concrete orientate alla soluzione del problema, avvieremo una mobilitazione con tutti i soggetti interessati”.

 

«A Reggio Calabria sarà una grande manifestazione»

Rassegna.it - 8 hours 21 min fa

“Abbiamo indetto la manifestazione del 9 febbraio con l'idea di avviare un percorso di mobilitazione, di lotta e di pressione sul governo e sul Parlamento: vogliamo che la nostra piattaforma diventi oggetto di discussione e confronto con l'esecutivo e con le Camere”. Così il segretario confederale della Cgil con delega all'organizzazione, Nino Baseotto, a RadioArticolo1 in vista della manifestazione nazionale del 22 giugno a Reggio Calabria.

“Siamo colpiti in modo favorevole dal fatto che il nostro progetto stia avendo successo – spiega –, con la partecipazione che abbiamo visto in tutti gli appuntamenti dopo il 9 febbraio: del resto anche quel giorno la manifestazione è andata ben oltre le più rosee aspettative e le nostre stesse previsioni”. C'è una partecipazione che non è solo protesta, ma sostegno attivo alle richieste del sindacato. “Questi mesi sono qualcosa di straordinario: si tratta di un periodo iniziato con una grande manifestazione nazionale in Italia, proseguito con tutta una serie di mobilitazioni e di lotte, scioperi di categoria, battaglie dei pensionati, tutto fatto in modo unitario con una partecipazione sempre sopra le attese”.

Sabato prossimo dunque Cgil, Cisl e Uil vanno in piazza a Reggio Calabria, per la manifestazione nazionale sul Mezzogiorno. “Un tema che da molto tempo era fuori dall'agenda. E non finisce qui, andremo avanti: per l'ultima decade di luglio le federazioni dei trasporti stanno organizzando un appuntamento di sciopero per molti comparti. Poi continueremo ancora, perché il governo deve sapere che i sindacati senza risposte non si fermano. In autunno, se questa politica non cambia, rifletteremo su un'iniziativa di mobilitazione e lotta a carattere generale”.

Lo slogan di Reggio Calabria è “Ripartire dal Sud per unire il Paese”. Così Baseotto: “Abbiamo scelto questa frase dopo lo slogan ‘Futuro al lavoro’. Siamo molto preoccupati da una china pericolosa che ha preso l'esecutivo: dall'altra parte Cgil, Cisl e Uil hanno una storia fatta di solidarietà e una concezione forte di unità del Paese e del mondo del lavoro. Tutto ciò lo traduciamo in fatti concreti, non lanciamo solo un messaggio antitetico ma una proposta alternativa”.

L'appuntamento del 22 giugno “lo stiamo costruendo con un lavoro quotidiano, silenzioso, oscuro di tante compagne e compagni, delegati e delegate. Le nostre strutture stanno organizzando una partecipazione importante a una manifestazione che rivestirà un grande significato nel panorama politico e sociale del Paese e anche nella storia di Cgil, Cisl e Uil. Non sarà facile: Reggio Calabria vive tutte le difficoltà del Sud che non ha infrastrutture, senza una rete di trasporti adeguata, e così le strutture raggiungeranno la città con treni, aerei, navi, macchine, tutti i mezzi possibili per esserci”.

Il governo italiano, nel frattempo, “continua ad alimentare un sentimento xenofobo, violento contro l'immigrazione, raccontando di un fenomeno che in realtà ha dimensioni molto piccole e normali, soprattutto se pensiamo ai numeri degli altri Paesi europei”. Non a caso i due provvedimenti “a cui il governo tiene tanto”, secondo il segretario, sono la flat tax e l'autonomia differenziata: “La logica della tassa piatta è dividere i cittadini, perché significa che quelli che hanno meno pagheranno di più e quelli che hanno di più pagheranno di meno. C'è una frattura drammatica tra ricchi e poveri”. Sull'autonomia differenziata: “Per come la vogliono praticare è un tentativo di indebolire e perfino spezzare l'unità nazionale, la coesione del Paese, consentendo alle regioni più forti di avere di più rispetto ai territori più deboli. Siamo dentro la stessa logica: dividere, separare, contrapporre. Un messaggio terribile e medievale a cui noi ci opponiamo".

 

Veneto, il dramma degli anziani soli

Rassegna.it - 9 hours 26 min fa

C’è chi si ammala e non viene assistito da nessuno e chi viene raggirato per aver scambiato due parole in fiducia con qualche abile truffatore. C’è chi finisce in una casa di risposo dimenticato da tutti, addirittura chi muore nel suo appartamento senza che nessuno se ne accorga, se non settimane o mesi dopo. Quello della solitudine è un dramma che non risparmia neppure tanti anziani veneti, in particolare quelli che vivono in zone più isolate o che non hanno più alcun legame familiare. Secondo una indagine dello Spi Cgil regionale del Veneto – che da sempre monitora le condizioni degli ultrasessantacinquenni in generale e dei pensionati in particolare – nel territorio il numero degli anziani soli è preoccupante, soprattutto per quanto riguarda gli ultraottantenni, una delle categorie più fragili della nostra società.

Stiamo parlando di un esercito di circa 210 mila over 80 che vivono soli, perché vedovi, divorziati o nubili/celibi. In pratica nella regione tre ultraottantenni ogni cinque sono (almeno in teoria) senza un compagno o una compagna. Non solo: trequarti di queste persone sono donne e ciò rende la situazione ancora più delicata. Inoltre, se consideriamo il reddito medio delle pensioni, soprattutto quello delle donne, ci rendiamo conto che oltre alla solitudine, incide fortemente anche la povertà.

“La politica, anche a livello regionale, deve tenere conto di questa situazione – commenta Elena Di Gregorio, segretaria generale dello Spi Cgil del Veneto –. La solitudine è una vera e propria malattia di cui soffrono molti nostri anziani. Quando poi si è vedove o vedovi, celibi o nubili o divorziati, insomma, quando non si vive con nessuno, allora la situazione si fa ancora più complessa. Una persona sola, soprattutto se non ha familiari o parenti che la seguano, è a rischio in molte situazioni. Pensiamo alle truffe porta a porta, per esempio. Le vittime preferite sono appunto gli anziani soli. Ma c’è anche tutto il tema della non autosufficienza che riguarda per la stragrande maggioranza proprio gli anziani con più di 80 anni d’età: essere da soli non aiuta di certo. Inoltre, un anziano solo può avere difficoltà nelle piccole cose quotidiane, come fare la spesa e, soprattutto nei mesi estivi, tutto si complica”.

A livello territoriale la provincia con la percentuale più alta di over 80 soli rispetto agli ultraottantenni totali è Belluno (10.585, il 66,4% del totale), segue Rovigo, con 64%, ovvero 12.409 persone. Le altre province in generale si equivalgono: Padova ha 38.872 ultraottantenni soli (il 61,4% del totale degli over 80), Verona, 38.425 (il 61,6%), Venezia, 38.347 (il 61,2%), Treviso, 35.466 (il 61,4%), Vicenza, 34.173 (il 61,2%). Questi numeri fotografano in modo fedele il cambiamento demografico e sociale avvenuto negli ultimi vent’anni, con sempre meno figli e sempre più anziani.

Le politiche a favore degli anziani soli, dunque, devono muoversi su più fronti: salute, lotta all'isolamento e alle truffe, trasporti, residenzialità, esenzioni per i redditi più bassi, politiche per l'invecchiamento attivo, legge sulla non autosufficienza. “Visto che la popolazione invecchia sempre di più – aggiunge Di Gregorio – bisogna cominciare a pensare le città a misura di anziano con particolare attenzione alle donne ultraottantenni sole, che sono la netta maggioranza. Guardiamo con grande attenzione a certi modelli, anche nordici, che prevedono servizi integrati pure all'interno degli stessi condomini dove possono convivere inquilini di età diverse, servizi a supporto di quelli più anziani con finanche studi medici. Insistiamo poi perché si preveda finalmente una nuova legge sulla non autosufficienza ed è anche per questo che il 1° giugno abbiamo partecipato in piazza San Giovanni a Roma alla grande manifestazione unitaria dei pensionati. Le istituzioni non possono continuare a far finta di niente, il tema degli anziani, e in particolar modo di quelli soli e di quelli non autosufficienti, non è più rinviabile. Gli anziani vanno tutelati con politiche adeguate”.

 

Sicilia: sindacati, rilanciare edilizia residenziale pubblica

Rassegna.it - 9 hours 38 min fa

Rilanciare l’edilizia residenziale pubblica in Sicilia dotandola di un finanziamento certo sia statale che regionale. Obiettivo: fare fronte alla crescente richiesta di alloggi in un periodo di grave disagio sociale , per il persistere della crisi economica e occupazionale. È la richiesta dei sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat siciliani, che sull’argomento hanno tenuto oggi un’iniziativa pubblica alla quale hanno partecipato tra gli altri i segretari nazionali Sunia e Sicet, Daniele Barbieri e Nino Falotico, i segretari della Uil e della Cisl regionali Claudio Barone e Sebastiano Cappuccio, Salvatore Lo Balbo, della Cgil regionale, l’assessore comunale Giuseppe Mattina e l’assessore regionale alle infrastrutture, Marco Falcone.

I sindacati degli inquilini hanno sollecitato il varo di una norma sul diritto all’abitare e l’assessore Falcone, nel corso dell’iniziativa, ha assunto l’impegno ad aprire un tavolo di confronto.I segretari siciliani dei tre sindacati, Giusy Milazzo, Sebastiano Ferro e Giovanni Sardo hanno rilevato la “crescente domanda di case popolari con canoni sostenibili, in presenza di una situazione sociale che vede crescere povertà, disoccupazione, precarietà e di un abbassamento della soglia dei redditi”.

La risposta , hanno sottolineato, deve essere “l’ampliamento dell’edilizia pubblica e sociale in affitto”. Oggi in Italia solo il 5% della popolazione usufruisce di un alloggio pubblico in affitto. Altro tema non sufficientemente affrontato, per i sindacati, è quello delle manutenzioni e della messa in sicurezza degli edifici, ad esempio rispetto al rischio sismico. I sindacati degli inquilini chiedono anche un intervento normativo per definire la natura degli enti gestori “che dovrebbero avere omogeneità su tutto il territorio nazionale”. Inoltre l’aggancio del canone al reddito della famiglie, per sostenere le fasce sociali più deboli. “Si rende necessaria – sostengono-una legge quadro entro cui collocare le normative regionali”.

Da Sunia, Sicet , Uniat viene comunque la sollecitazione al governo regionale “ad uscire dallo stato di torpore che ha caratterizzato le politiche abitative, per le quali sono sempre state destinate somme troppo esigue”. Tra le richieste alla Regione, oltre all’aumento dei finanziamenti, lo stop ai piani di svendita, un programma annuale di riqualificazione del patrimonio, la riunificazione della gestione in un determinato territorio in capo a un ente, la rivisitazione delle norme e dei regolamenti su canoni, morosità incolpevole, mobilità, accesso, auto riqualificazione, autogestione, permanenza, decadenza, la definizione delle carte dei servizi della mediazione abitativa e delle commissioni paritetiche per i diritti degli utenti. Su questi temi e sulle competenze degli Iacp i sindacati chiedono l’avvio di un laboratorio finalizzato a ridare al settore funzionalità ed efficienza.

Ospedale di Careggi, mensa aziendale anche per addetti in appalto

Rassegna.it - 9 hours 47 min fa

Su richiesta di Fp Cgil e Camera del lavoro metropolitana di Firenze, la direzione dell’ospedale fiorentino di Careggi si è resa disponibile a consentire l’accesso alla mensa aziendale ai circa mille dipendenti delle ditte in appalto che operano presso l’Azienda ospedaliera universitaria. Fino ad oggi, era preclusa la possibilità per i dipendenti di ditte in appalto di accedere ai locali della mensa interna, riservata ai dipendenti interni.

“Si tratta di un risultato importante e di un passo avanti nella difesa dei lavoratori più deboli. Con tale operazione, infatti, si sancisce un principio importante, e cioè che i lavoratori che operano nello stesso luogo hanno gli stessi diritti e non ci sono lavoratori di serie A e di serie B. È la strada della contrattazione inclusiva quella da percorrere, per far sì che i diritti siano in capo alle persone, indipendentemente dal contratto che hanno, come vuole anche la Carta dei diritti dei lavoratori che la Cgil ha presentato e che la politica dovrebbe valorizzare”, commentano Michele Tortorelli, responsabile Fp Cgil Firenze di Careggi, ed Enzo Masini, segretario Cdlm Firenze.

Altro tema significativo, che la Cgil ha iniziato ad affrontare, è quello della mobilità per le migliaia di lavoratori e lavoratrici che tutti i giorni si recano a Careggi. In un quadro complessivo d'integrazione, il sindacato ha chiesto alla direzione di Careggi anche di consentire ai lavoratori delle ditte in appalto l’accesso ai parcheggi riservati ai dipendenti dell’Aou: l’ipotesi è in corso di verifica da parte delle competenti strutture aziendali.

 

Cgil Roma Sud: solidarietà a famiglia Eleuteri

Rassegna.it - 10 hours 24 min fa

“Desideriamo esprimere cordoglio e vicinanza alla famiglia di Vincenzo Eleuteri, deceduto domenica scorsa, a seguito delle gravi lesioni riportate nell'esplosione di Rocca di Papa”. Così, in una nota, la Cgil di Roma Sud-Pomezia-Castelli.

“Questo grave incidente, che ha purtroppo coinvolto altri quindici cittadini, fra cui tre bambini, ci convince sempre di più delle giuste rivendicazioni che, in materia di sicurezza, avanziamo da tempo a governi, purtroppo, sordi – continua il comunicato –. Nonostante l'incidente non dipenda dal gestore ‘Italgas Reti’, la riduzione del personale addetto alla sicurezza e i processi di riorganizzazione aziendale potrebbero ridurre gli standard di sicurezza espressi fino a oggi”.

“La sicurezza dei cittadini non può e non deve essere subordinata al profitto e questo vale soprattutto per le aziende di servizi pubblici a partecipazione statale. Perciò, ancora una volta, chiediamo alle amministrazioni comunali l’apertura di tavoli di confronto sul sistema dei servizi”, conclude il sindacato.

 

Rsa Monastir: Fp Cgil Cagliari, è emergenza

Rassegna.it - 11 hours 15 min fa

Si trova in una situazione di vera e propria emergenza la Rsa di Monastir della Fondazione Stefania Randazzo, ormai da oltre dieci giorni senza i direttori sanitario e amministrativo e in carenza di medici e operatori: la denuncia arriva dalla Fp Cgil di Cagliari che, nonostante le diverse segnalazioni, prima alla Fondazione, poi all’Ats e all’assessorato regionale alla Sanità, poi al Comando dei Carabinieri per la tutela della salute, non ha avuto alcuna risposta né rassicurazioni.

“Una situazione particolarmente seria – precisa il sindacato –, se si considera che si tratta di figure professionali essenziali per lo stesso accreditamento del servizio svolto e del suo regolare funzionamento. Il direttore sanitario che, come gli altri colleghi, ha dato le dimissioni, ha un ruolo delicato sotto il profilo assistenziale, anche sul piano della responsabilità professionale, per quanto riguarda la cura e i servizi verso i pazienti”.

A giudizio della Fp Cgil, “i ritardi nella sostituzione di queste figure professionali sono del tutto inaccettabili, perché pregiudicano la correttezza del servizio sotto il profilo sanitario, assistenziale e organizzativo. In altre parole, in questo momento, alla Rsa di Monastir mancano le condizioni organizzative essenziali per proseguire la sua attività”.

L’auspicio del sindacato è che i responsabili della struttura e i soggetti istituzionali competenti intervengano immediatamente per sanare questa gravissima emergenza.

 

Falcomatà, «manifestazione 22 giugno apra riflessione»

Rassegna.it - 11 hours 27 min fa

“La scelta di Cgil, Cisl e Uil di svolgere in riva allo Stretto la grande manifestazione di sabato prossimo vede l'adesione del Comune e della Città metropolitana, perché è un riconoscimento verso Reggio Calabria in relazione alle battaglie che si andranno a fare, ma al contempo perché può far partire una riflessione su scala nazionale sulla necessità che il governo dia risposte sul lavoro e sui problemi dei cittadini del Sud, anche rispetto all'avallo a un regionalismo differenziato configurato come una ‘secessione dei ricchi’ a tutto svantaggio delle regioni più povere del Mezzogiorno”. Lo afferma il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, in riferimento alla manifestazione nazionale del 22 indetta da Cgil, Cisl e Uil nella città dello Stretto.

 

Emilia Romagna: 70 anziani con lo Spi Cgil nei campi della legalità

Rassegna.it - 11 hours 44 min fa

Una settimana da trascorrere con un gruppo di giovani in uno dei campi della legalità (proprietà confiscate alle organizzazioni mafiose e restituite alla comunità) in Calabria, Sicilia, Puglia, Campania ma anche in Emilia Romagna. È quello che si apprestano a fare anche quest’anno circa 70 pensionati e pensionate emiliano-romagnoli, organizzati dallo Spi Cgil dei vari territori della regione.

Il sindacato pensionati a partire dal 2011 (in collaborazione con Libera e Arci) ha contribuito a organizzare i campi antimafia permettendo ad alcune centinaia di persone di partecipare a un’esperienza molto significativa. Quest’anno ci saranno 14 turni. Durante la settimana trascorsa nei campi insieme ai giovani, i volontari dello Spi Cgil partecipano a incontri con magistrati, giornalisti, sindacalisti, testimoni, familiari di vittime della mafia. Da luoghi simbolo come Corleone e Riace, l’esperienza dei campi della legalità si è estesa negli anni anche ad alcune province emiliano-romagnole: Parma (con i campi di Salsomaggiore e il laboratorio di Berceto), Bologna (Pianoro e Pieve di Cento) e da quest’anno anche Reggio Emilia con il campo di Gattatico-Casa Cervi a conferma dell’impegno comune contro criminalità organizzata e rischio fascismo.

“Da Nord a Sud la criminalità è penetrata ovunque, come hanno dimostrato il maxiprocesso Aemilia e l’inchiesta Stige – si legge in una nota dello Spi Cgil Emilia Romagna –. Ovunque ci sono beni confiscati, ma non dappertutto sono diventati beni riassegnati e dunque riconsegnati definitivamente alla collettività. Il processo di sequestro e di confisca di un bene è molto lungo e non sempre ci sono le risorse perché davvero possa essere nuovamente patrimonio di tutti. Ma dove l’iter si è concluso, gli immobili – come per la Villa di Berceto (Pr) – sono stati assegnati al Comune, mentre i terreni sono stati assegnati a cooperative che hanno avviato attività agricole e non solo. È proprio in questi luoghi che Arci e Libera promuovono ormai da anni le attività estive con i ragazzi, a cui partecipano appunto anche i volontari dello Spi Cgil”.

Bisceglie, protocollo per regolarità e occupazione

Rassegna.it - 11 hours 57 min fa

Un protocollo d'intesa per la regolarità, la sicurezza, l'occupazione e la formazione nell'ambito degli appalti dei lavori edili relativi al PIRP ed al PRUACS di Bisceglie è stato siglato tra le parti sociali, Ance Bari-Bat, rappresentata dal presidente protempore Giuseppe Fragasso e dal consigliere Nicola Veronico, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Bat Giuseppe Deleonardis, Giuseppe Boccuzzi e Vincenzo Posa e i rappresentanti delle categorie delle costruzioni, Ignazio Savino e Nico Disabato della Fillea Cgil Bari-Bat, Antonio Delle Noci, Luigi Sideri e Nicola Battafarano della Filca Cisl Bari-Bat, Francesco Pappolla e Saverio Loiudice della Feneal Uil Bari. L’accordo tra le parti sociali segue e segna il primo momento di concreta applicazione del “Patto per il lavoro e le politiche abitative” siglato con l’amministrazione guidata dal sindaco Angelantonio Angarano. Inoltre questa intesa sulla riqualificazione delle periferie e alloggi a canone sostenibile sarà recepita e parte integrante del bando di prossima pubblicazione per il PRUACS di Bisceglie.

“Il nostro obiettivo, con la firma di questo accordo a Bisceglie, innovativo sotto tanti punti di vista, è quello di creare una vera e propria cultura in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro puntando sul rispetto delle regole e della legalità supportando le imprese nella corretta applicazione delle normative per ridurre al minimo i fattori di rischio tanto negli appalti quanto nei subappalti dove spesso si annidano i maggiori problemi. Andiamo con questo accordo a sottolineare come la legge regionale 199 del 2016 non sia stata scritta solo per l’agricoltura ma per tutti i settori produttivi. Parlare di indici di congruità in edilizia significa mettere in campo una vera lotta al lavoro sommerso e irregolare e alla concorrenza sleale. Mentre nel resto d’Italia si vuole sospendere il codice degli appalti noi puntiamo alla corretta applicazione e sul rafforzamento delle leggi”, commentano Ignazio Savino, segretario generale Fillea Bari-Bat e Peppino Deleonardis, segretario generale Cgil Bat.

Bologna, 19 giugno sciopero lavoratori Lct Igea

Rassegna.it - 12 hours 12 min fa

Mercoledì 19 giugno i 45 dipendenti di Lct Igea, call center di Funo Argelato (Bo) , nato solo l'ottobre scorso, sciopereranno. "Questo call center - spiega in una nota Giulia Santoro, segretaria generale della Slc Cgil Bologna - è soltanto una delle tantissime ramificazioni e scatole cinesi riconducibili alla holding Alma, investita a marzo dagli arresti dei suoi vertici, incriminati per una frode fiscale di milioni di euro". 

"I lavoratori di Funo hanno percepito gli ultimi due stipendi in surroga da parte dell'azienda Gap, di cui sono subappaltatori, ma, se non si trova un nuovo soggetto che subentri a Lct, dal primo luglio saranno senza stipendio e probabilmente senza lavoro - continua Santoro -  Parliamo di lavoratrici (il 90% sono donne) che non vogliono pagare con la perdita del loro lavoro per i crimini commessi da chi ha costruito una fortuna sfruttandoli in un labirinto di appalti e subappalti".

La Slc Cgil parteciperà al presidio che si terrà nella mattinata di mercoledì 19 giugno davanti al municipio di Argelato, dalle ore 10,30, per chiedere l'aiuto delle istituzioni, per sensibilizzare il committente (l'assicurazione sanitaria Previmedical di Preganziol) a trovare nuovo appaltatore che applichi il contratto regolare e che intenda investire nella professionalità delle lavoratrici e lavoratori di Funo.

 

Appalti Fs, a rischio viaggiatori disabili in Emilia Romagna

Rassegna.it - 12 hours 28 min fa

"Ancora una volta ci troviamo a denunciare gli effetti distorsivi e dannosi dello “spezzatino” di appalti nell'ambito di Gruppo Ferrovie dello Stato, lanciando oggi l'allarme per il servizio fondamentale e indispensabile di assistenza in stazione dei viaggiatori con disabilità e a ridotta mobilità, offerto da RFI spa - attraverso l'appalto “RFI PRM” - secondo le condizioni previste dal Regolamento CE 1371/2007 sui diritti e gli obblighi dei passeggeri del trasporto ferroviario". La denuncia arriva dai sindacati dei trasporti dell'Emilia Romagna, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Slm Fast dell'Emilia Romagna.   

"Dal 1° luglio ci risulta sia previsto il cambio appalto che vedrà da parte dell'azienda subentrante l'esercizio esclusivo di tale servizio - scrivono i sindacati - non in sinergia, pare, con altre attività ferroviarie. Una simile organizzazione temiamo possa pregiudicare la sostenibilità operativa del servizio di assistenza a viaggiatori disabili e a ridotta mobilità in Emilia Romagna, generando di fatto la perdita di decine di posti di lavoro, il ricorso ad un sistematico utilizzo di lavoratori somministrati e il mancato pieno rispetto del Ccnl della Mobilità/Attività Ferroviarie".

"Ci rivolgiamo alla committente Rfi, al Prefetto di Bologna e alla Regione Emilia Romagna chiedendo garanzie sul servizio di assistenza dei viaggiatori con disabilità e a ridotta mobilità  in EmiliaRomagna, sulla sua sostenibilità economica, operativa ed organizzativa per le aziende in appalto che vi devono operare, a tutela dei lavoratori e dei posti di lavoro, nel pieno rispetto del CCNL della Mobilità/Attività Ferroviarie.Ribadiamo al Gruppo FS la necessità di un intervento serio e responsabile negli appalti ferroviari, per porre fine a questa degenerazione di sistema, a tutela del mantenimento dei livelli occupazionali ed a garanzia della qualità del servizio", concludono i sindacati.

La lettera dei sindacati al premier Conte

Rassegna.it - 14 hours 33 sec fa

“Napoli vuole essere protagonista della mobilitazione per riportare il Mezzogiorno ad essere artefice del proprio destino. Solo se il Mezzogiorno diventa questione nazionale e supera lo squilibrio economico, sociale, occupazionale che lo separa dal resto del Paese, l'Italia potrà crescere ed avere un ruolo in Europa. Le politiche di questi ultimi anni invece hanno allargato quelle distanze e quelle messe in atto in questi ultimi 12 mesi dal Governo non hanno cambiato verso. Al bisogno ed alla aumentata diseguaglianza fra tanta parte della popolazione meridionale che, colpevolmente, da altri governi non sono state colte, oggi però non si può rispondere solo con l'assistenza”.

“Al Primo Ministro Conte, oggi in visita a Napoli - aggiungono Schiavella, Tipaldi e Sgambati - vogliamo lanciare un messaggio forte e chiaro: i lavoratori di Napoli, capitale storica del Mezzogiorno, chiedono che si arresti il suo declino produttivo, con politiche industriali adeguate e con un nuovo ruolo dello Stato. Whirlpool e la sua lotta sono le nostre frontiere ma occorrono risposte anche sul futuro di Fca e Fincantieri, occorre sottrarre all'illegalità filiere produttive importanti come quella agricola e tessile, occorre fare dell'innovazione digitale una occasione per ripensare le nostre città”.

“I lavoratori di Napoli - precisano Schiavella, Tipaldi e Sgambati - chiedono che si arresti il progressivo calo di investimenti pubblici in infrastrutture e opere pubbliche destinando ad esse maggiori risorse, più tutele per i lavoratori e più legalità, esattamente l'opposto di quello che fa lo "sblocca-cantieri", che apre autostrade alla corruzione e all'illegalità. I lavoratori di Napoli chiedono che i servizi pubblici a presidio di diritti fondamentali quali salute, sicurezza, istruzione, lavoro, siano garantiti in egual modo in tutto il territorio nazionale da organici finalmente adeguati ai bisogni e, soprattutto, dalla garanzia di adeguati LEA e LEP. Per questo chiedono al Governo di arrestare la deriva scellerata avviata con le ipotesi di autonomia differenziata dalle Regioni; per questo chiedono di restituire finanziamenti adeguati ai Comuni per le loro politiche sociali, per i loro servizi essenziali, per il TPL, per la sanità recuperando risorse da una vera lotta all'evasione fiscale e all'economia sommersa, rafforzando la progressività delle imposte a favore dei redditi più bassi da pensione e da lavoro dipendente”.

“Il progetto di flat tax - secondo Schiavella, Tipaldi e Sgambati - è l'esatto contrario di tutto ciò, poiché è socialmente iniquo e foriero di allargare le distanze territoriali distribuendo i maggiori benefici al Nord in termini di minori imposte e i maggiori danni al Sud in termini di minori risorse per i servizi. Dalle risposte che avremo a queste richieste, si valuterà l'azione del Governo e le nostre scelte di mobilitazione”.

“In una nuova strategia per il Mezzogiorno - concludono Schiavella, Tipaldi e Sgambati - Napoli rivendica una sua centralità. Le proposte che abbiamo messo in campo nella nostra piattaforma per lo sviluppo dell'area metropolitana e che ribadiremo nel nostro attivo di quadri e delegati, chiamano in causa ovviamente oltre al Governo, le istituzioni locali chiamate finalmente a costruire una visione comune e partecipata dello sviluppo della Città Metropolitana, ponendo fine a tatticismi e conflittualità di cui i cittadini e i lavoratori di Napoli non hanno bisogno”.