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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Aggiornato: 4 hours 37 min fa

Ime (Roma), 25 luglio protesta contro chiusura

Mer, 18/07/2018 - 19:15

Si svolge mercoledì 25 luglio a Roma la protesta di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cisl Medici, Uil Medici e Anaoo Assomed contro la chiusura dell'Istituto mediterraneo di ematologia (Roma), e per costringere Regione Lazio e ministeri (Salute, Esteri ed Economia), soci della Fondazione, a trovare una collocazione ai 41 dipendenti che hanno perso il posto di lavoro. L'appuntamento è alle ore 12 davanti al ministero della Salute. "La protesta, fase culminante di una mobilitazione che dura da mesi, è indetta per dire no al licenziamento collettivo dei dipendenti Ime", scrivono i sindacati: "Licenziamento che avviene dopo che, per ragioni ancora sconosciute, ministeri e Regione Lazio hanno improvvisamente deciso di cancellare un Istituto prestigioso, con all'attivo 320 trapianti allogenici di piccoli pazienti provenienti da 39 Paesi. Non ci daremo per vinti fin quando i lavoratori non avranno risposte certe rispetto alla salvaguardia dei posti di lavoro". Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Cisl Medici, Uil Medici e Anaoo Assomed sottolineano che "non debbono essere i lavoratori a pagare il prezzo di una gestione sbagliata, sia nella fase pre-liquidatoria sia nella fase liquidatoria. Ministeri e Regione devono farsi carico della ricollocazione dei lavoratori: le soluzioni ci sono e vanno trovate anche attraverso i finanziamenti di cui la Fondazione Ime ancora dispone".

Spi Cgil: solidarietà a cooperativa La Buona Terra di Castelvolturno

Mer, 18/07/2018 - 19:14

Lo Spi Cgil nazionale, della Campania e di Caserta esprimono la propria solidarietà e vicinanza alla cooperativa La Buona Terra di Libera per l'atto intimidatorio che li ha colpiti questa notte nel bene confiscato 'Michele Landa' a Cancello ed Armone, vicino Castel Volturno.
 
"Un irrigatore che doveva servire alla coltivazione dei pomodori è stato dato alle fiamme. Oltre al danno, che sarà rapidamente riparato, ciò che ci colpisce è il messaggio che tale gesto voleva esprimere. Un messaggio chiaro e preciso, volto a riaffermare la presenza minacciosa delle organizzazioni malavitose in quel territorio e a intimidire chi opera per la legalità", prosegue la nota dello Spi.
 
"Da tempo, siamo impegnati al fianco di questa cooperativa nel prezioso lavoro che svolge. Ogni anno i nostri volontari da tutta Italia insieme a tanti ragazzi e ragazze sono presenti in questo bene confiscato - così come in tantissimi altri su tutto il territorio nazionale - perché siamo convinti che non ci sia modo migliore per sostenere le ragioni della lotta alle mafie. Non ci faremo pertanto intimidire. Anzi, sono proprio gesti come questo che ci spronano a fare sempre meglio e di più", continua il comunicato sindacale.

"Chi voleva fermarci ci troverà semplicemente più forti e più convinti. Parteciperemo con una folta delegazione alla manifestazione che è stata indetta per il 20 luglio, alle 18, presso la casa di Alice con tutti i pensionati e le pensionate che stanno operando in questi giorni nelle terre confiscate in Campania e non solo", conclude lo Spi Cgil.

 

Roma Capitale: lavoratori in stato di agitazione

Mer, 18/07/2018 - 18:33

"Come ogni cittadino romano sa, i servizi demografici di Roma Capitale non funzionano: gli appuntamenti per i rinnovi delle carte di identità vengono fissati a distanza di mesi dalla prenotazione e spesso si devono attendere ore rispetto all’orario fissato. Per le altre certificazioni non va meglio: la carenza di organico e la mancata organizzazione determinano continui disagi a utenti e operatori". È quanto afferma in una nota la Fp Cgil di Roma e Lazio.

"Manca ancora un serio confronto, per i continui rinvii della convocazione di un tavolo che affronti le gravi problematiche del settore demografico, ed è completamente assente l’interlocuzione con i responsabili dei dipartimenti e delle strutture. Da qui, inizierà domani la discussione con i lavoratori, nell’assemblea dei dipendenti degli uffici anagrafici di Roma Capitale, dalle 8 alle 11 nella sala della Protomoteca", continua il sindacato.

"L’anagrafe è solo la punta dell’iceberg: la carenza di organico e programmazione crea disagi anche nei servizi sociali, negli uffici tecnici e amministrativi, per non parlare dei servizi educativi scolastici e delle problematiche non ancora risolte per la Polizia locale. Senza un adeguato numero di operatori agli sportelli, non si riducono i tempi di attesa, e se non si riducono i carichi di lavoro non si può garantire assistenza a chi è in difficoltà, servono supplenti per sostituire chi si ammala durante l’anno scolastico e un’adeguata pianificazione dei servizi di Polizia locale, dove il personale è ancora insufficiente", prosegue il comunicato Cgil.

“Più che servizi ai cittadini stiamo offrendo ormai per lo più 'disservizi' – dichiara Marco d’Emilia, della segreteria Fp Cgil Roma e Lazio –. I cittadini esprimono il loro giustificato disappunto e, a volte, la loro rabbia, nei confronti degli operatori che si trovano di fronte, ma che non hanno né colpe né responsabilità. Se non ci saranno immediati interventi per affrontare i tanti problemi più volte segnalati all’amministrazione e senza l’avvio dei necessari confronti, saremo costretti ad attivare, a settembre, mobilitazioni dei diversi settori, per cui sono già stati indetti gli stati di agitazione".

"Quanto denunciamo, riguarda non solo chi lavora, ma tutti i cittadini di Roma Capitale: non si tratta solo di rivendicare l’applicazione di accordi sottoscritti da oltre un anno (condizione che continua a penalizzare economicamente un’ampia fascia di lavoratori e lavoratrici). Si tratta principalmente di mettere in condizione chi lavora di offrire un servizio almeno 'decente' ai cittadini. Anche loro siano con noi e ci supportino in questa battaglia per recuperare condizioni di lavoro e standard dei servizi offerti, in termini di qualità e tempestività, degni della Capitale di una delle sette nazioni con le economie più avanzate del mondo”, conclude la Cgil di Roma e Lazio.

Colla (Cgil), fusione Ferrovie-Anas va fatta

Mer, 18/07/2018 - 17:58

La Cgil chiede al governo di non fare alcuna marcia indietro sulla fusione tra Ferrovie e Anas. "Non si può giocare, o fare propaganda politica, usando una grande azienda di oltre 81 mila dipendenti, con centinaia di tecnici e ingegneri della progettazione di grande valore scientifico e contesi in tutto il mondo, con un fatturato di 11,2 miliardi di euro, con investimenti già programmati nei prossimi anni di oltre 100 miliardi di euro, già definiti nel piano industriale 2017-2026, molti dei quali sono destinati all'integrazione ferro-gomma e tra città, e soprattutto alla connessione dei porti del Sud del nostro Paese". A dirlo è il segretario confederale Vincenzo Colla, replicando alle affermazioni del ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli e del sottosegretario Armando Siri. L'esponente sindacale si dice "certo che nel governo non ci sia la volontà di riportare l'Italia nel vicolo del provincialismo. E in caso contrario, la Cgil sarà pronta a difendere il lavoro, in essere e futuro, lo sviluppo economico e l'equilibio ambientale del nostro Paese".

Per Colla "sarebbe un tragico errore rimettere in discussione la fusione di Ferrovie e Anas avvenuta con approvazione dell'Antitrust nel gennaio 2018. Il nostro Paese non può permettersi di tornare indietro a politiche di piccolo cabotaggio". L'analisi del segretario confederale Cgil è che i partner europei hanno potenzialità economiche e di investimento molto più estese (i francesi con Sncf fatturano 32 miliardi, i tedeschi con Deutsche Bahn 40 miliardi), e la loro programmazione di mobilità integrata è un'asse determinante per lo sviluppo economico e per la produttività di sistema del Paese. "Il piano 'Connettere l'Italia' da noi condiviso, - conclude Vincenzo Colla - aveva il pregio di ragionare finalmente in termini globali in merito al sistema delle infrastrutture, del trasporto, della logistica, della efficienza delle reti, quali elementi primari per dotare il sistema industriale e dei servizi in Italia e mantenerli tra i più competitivi a livello europeo. I benefici dell'integrazione di un grande operatore della mobilità verranno percepiti anche sui mercati internazionali. Il fattore 'tempo', la certezza e la qualità del servizio sono le prime garanzie richieste dagli investitori internazionali e anche del nostro Paese".

Se gli onorevoli si informano su Facebook

Mer, 18/07/2018 - 17:44

Dove vi informate quando vi informate? Fino a qualche anno fa la stragrande maggioranza degli italiani avrebbe risposto sui tg, sui quotidiani, al limite sulle flash news delle emittenti radio. Ma nell'arco di poco tempo tutto è cambiato. Un studio realizzato dall'agenzia YouTrend/Quorum in collaborazione con la Cattaneo Zanetto, pubblicato ieri (17 luglio), ha fatto luce su come si informano i nostri parlamentari.

Un campione decisamente particolare, sia per possibilità di accesso che di utilizzo di media e informazioni, ma il risultato oltre a essere interessante è anche un ottimo spunto di riflessione. Perché se chi ha a disposizione rassegne stampa e quotidiani dichiara comunque di informarsi prevalentemente sul web, pur ritenendo fonti più attendibili le principali agenzie di stampa e il Sole-24 Ore, come si informerà chi non ha la stessa accessibilità alle fonti più affidabili?

Lo studio sottolinea come il 96% dei parlamentari della XVIII legislatura fa ampio ricorso a Internet per informarsi: Facebook, Whatsapp e Twitter, nell’ordine, le piattaforme più usate. Con differenze significative in base agli orientamenti politici che vedono i parlamentari del Movimento 5Stelle e della Lega preferire Facebook, mentre quelli del Pd e Forza Italia utilizzano maggiormente Twitter.

E parlando di web, l'indagine non poteva non mettere il dito sulla madre di tutte le questioni che riguardano i social media: le fake news, le notizie false. L'80% degli intervistati è d'accordo sulla loro pericolosità nell'influenzare l'opinione pubblica. Quante volte abbiamo assistito a veri e propri linciaggi mediatici scatenati da una fake? Uno su tutti l’ormai celebre foto di Steven Spielberg accanto al corpo apparentemente senza vita di una delle fantastiche belve di Jurassic Park. Lo scatto finì su Facebook in un post animalista che invitava al linciaggio virale del cacciatore in posa. In pochi minuti quel post grossolanamente falso scatenò migliaia di condivisioni, commenti e insulti che non si sono fermati nemmeno davanti a chi, riconoscendo regista e creatura giurassica, provava ad avvisare dell’errore.

Un mondo, quello di Facebook e dei social più in generale, che nell'era del web è diventato sempre più importante e forse determinante anche per chi si occupa di sindacato. Basti pensare che secondo le statistiche ufficiali in Italia gli utenti di Facebook sono oltre 30 milioni su una popolazione complessiva di 60 milioni di individui, il 75% dei quali tra i 15 e i 75 anni.

Un'ultima annotazione interessante sullo studio YouTrend/CattaneoZanetto. Alla domanda se le notizie false favoriscano le tendenze populiste il 96% degli intervistati del Pd e il 98% di Forza Italia si è dichiarato d'accordo, contro il 4% appena dei rappresentanti di 5 Stelle e Lega.

Esmeralda Rizzi è responsabile social Cgil nazionale

Rider, arriva il primo riconoscimento ufficiale

Mer, 18/07/2018 - 17:09

Da oggi anche i rider, i fattorini che con biciclette, scooter e motocicli portano nelle case merci acquistate per lo più online, hanno il loro riconoscimento contrattuale. Un riconoscimento già previsto, ma solo adesso articolato, nel contratto nazionale di lavoro della logistica, trasporto merci e spedizioni. Ne danno notizia i sindacati dei trasporti Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e le associazioni datoriali del settore. La figura del rider era stata infatti introdotta per la prima volta nell’ultimo rinnovo del contratto nazionale, lo scorso 3 dicembre, la cui stesura dell’articolato si è conclusa oggi.

Nel merito, il contratto prevede tutte le tutele, salariali, assicurative e previdenziali tipiche del rapporto subordinato, e quelle contrattuali come assistenza sanitaria integrativa e bilateralità. I rider sono inquadrati con parametri retributivi creati appositamente. L’orario di lavoro è flessibile e può essere sia full time che part time, con 39 ore settimanali, distribuibili per un massimo di sei giorni a settimana, e con un minimo giornaliero di due ore e fino a un massimo di otto, con la possibilità di coniugare la distribuzione urbana delle merci con il lavoro in magazzino. Previsti a carico delle aziende i Dpi (Dispositivi di protezione individuale), come caschi e pettorine catarifrangenti. Infine è istituita la contrattazione di secondo livello”, dichiarano le sigle di categoria.

Abbiamo completato il percorso iniziato con il rinnovo del contratto della logistica del 3 dicembre scorso e ora anche i rider sono tutelati. In questi mesi abbiamo valutato attentamente tutti gli elementi e le esigenze emerse dalle parti, per rappresentare al meglio la figura professionale del rider che ha sfaccettature variegate”, aggiungono i sindacati. Analoga soddisfazione è stata espressa dalle associazioni datoriali, per le quali “l'articolato siglato oggi elimina una situazione che, se non disciplinata nel quadro normativo del ccnl, esponeva imprese e lavoratori a situazioni ambigue e alla completa assenza di tutele”.

“Finalmente l’attività lavorativa dei rider ha definite tutele e diritti ed è completamente riconducibile al rapporto di lavoro subordinato a cui si applicano tutte le coperture assicurative e previdenziali, previste dalla legge e dal contratto, compresa l’assistenza sanitaria integrativa”, afferma Giulia Guida, segretaria nazionale della Filt Cgil, sottolineando “di concerto con le aziende abbiamo coniugato per questa nuova figura professionale la qualità del lavoro con la sicurezza sul lavoro”. “Per quanto riguarda l’orario di lavoro abbiamo privilegiato una gestione flessibile in modo coerente con la tipologia di attività - sottolinea infine la dirigente Filt -. Inoltre abbiamo posto una forte attenzione alla sicurezza sul lavoro con l’obbligo di indossare il caschetto, indumenti ad alta visibilità, guanti e luci di segnalazione ed infine abbiamo optato per una forte implementazione della contrattazione di secondo livello per cogliere le specificità dei vari contesti territoriali urbani dove circolano tutti i giorni i lavoratori a bordo di biciclette e motorini”.

Integrativo Ferrero: più salario e welfare per i lavoratori

Mer, 18/07/2018 - 16:47

“Abbiamo sottoscritto un accordo che offre ai circa 6.000 lavoratori della Ferrero Italia, oltre ad un buon aumento del salario variabile, anche la necessaria stabilità e continuità occupazionale. L’integrativo contiene, infatti, all’interno del capitolo investimenti Area industriale, le iniziative imprenditoriali e gli investimenti che l'azienda intraprenderà nel quadriennio, anche per mantenere stabile l’occupazione del gruppo nei siti italiani. Inoltre, la ricerca e lo sviluppo dei prodotti Ferrero nel mondo si consolidano ad Alba con il potenziamento delle attività di Soremartec". Lo affermano Attilio Cornelli, Mauro Macchiesi e Guido Majrone, segretari nazionali di Fai, Flai e Uila, annunciando il rinnovo dell’accordo del gruppo Ferrero, scaduto il 30 giugno 2018, sottoscritto in data odierna, 18 luglio.

“L'intesa prevede un premio variabile di 9.210 euro sul quadriennio (2.220 nel 2019 e 2020, 2.320 nel 2021 e 2.450 nel 2022), che a regime porterà a un aumento del 14%, rispetto a quanto previsto dall’ultimo integrativo. Un importo 'una tantum' di 50 euro all’anno sarà poi destinato ai lavoratori che decideranno di iscriversi ad Alifond o che sono già iscritti, con il versamento delle somme al fondo di previdenza complementare, oltre a quelle previste dal ccnl applicato”.

Tante poi le novità, che riguardano il capitolo 'Persone in Ferrero', tra cui l’innalzamento da 3 a 4 mezze giornate di permesso per le visite pediatriche dei figli di età compresa tra 0 e 14 anni; due giornate di permesso retribuito al padre, in occasione della nascita del figlio, oltre a quanto previsto dalla normativa vigente; due mezze giornate di permesso retribuito per assistere i genitori e/o il coniuge per documentata e grave infermità, in aggiunta a quanto previsto all’articolo 40 bis del ccnl; l’attivazione di forme di part-time per i genitori al rientro dai periodi di astensione obbligatoria fino al compimento del quarto anno di vita del bambino e l’inserimento in busta paga di un contatore per le notti interamente lavorate.

“Come di consueto, siamo riusciti a rinnovare l’accordo integrativo in tempi molto rapidi e con soddisfazione reciproca delle parti, confermando la positiva tradizione di relazioni tra Fai, Flai, Uila e il gruppo – rilevano i sindacalisti –. Nonostante alcuni cambiamenti nella governance aziendale e nelle politiche di crescita, anche tramite acquisizioni di marchi e stabilimenti all’estero, possiamo affermare che gli investimenti previsti per Ferrero Italia e il modello partecipativo di relazioni sindacali, presente nell’accordo, confermano l’Italia come Paese centrale e di grande importanza per il futuro della multinazionale piemontese”.

Termini Imerese: Fiom, necessario tavolo su Blutec

Mer, 18/07/2018 - 16:30

“Si è svolto oggi, 18 luglio, il tavolo al Mise sulla vertenza Blutec, che doveva inizialmente tenersi presso lo stabilimento di Termini Imerese, dove i lavoratori hanno organizzato in contemporanea un’assemblea pubblica. Blutec ha dichiarato di aver raggiunto un’intesa tecnico-legale con Invitalia, che sarà sottoscritta entro luglio, per la restituzione del precedente finanziamento a seguito del quale partirà il confronto sul nuovo contratto di sviluppo". Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario nazionale Fiom, e Roberto Mastrosimone, segretario generale regionale Fiom Sicilia.

"Non entriamo nel merito del nuovo piano industriale presentato da Blutec, perché l’unica certezza produttiva sono i 135 lavoratori già oggi occupati, a cui si aggiungono con la commessa dei 6.800 Doblò di FCA, altri 120 persone nei prossimi tre anni. Invece, per il raggiungimento della piena occupazione, il piano presentato dall’azienda è condizionato dalla concretizzazione degli accordi commerciali che entro il 2021 vedrebbero tutti al lavoro, compresi quelli dell’indotto", continuano i due dirigenti sindacali.

"Quindi, per 444 lavoratori manca ancora la concretizzazione delle previsioni sulla prototipazione e Engineering, previsti per settembre 2019, e l’allestimento di veicoli commerciali, come il Ducato, e della componentistica per l’elettrificazione dei veicoli per dicembre 2019", proseguono i due sindacalisti.

"Inoltre, per il sindacato, a fronte dell’allungamento dei tempi previsti, è necessario un tavolo di confronto con il ministero del Lavoro per assicurare gli ammortizzatori sociali per la continuità occupazionale. Sulla situazione industriale, la delegazione ministeriale, ha convenuto con la nostra richiesta di avere un confronto di verifica con Blutec e Fca per verificare le condizioni di assegnazione delle commesse, visto che riteniamo strategica per l’Automotive la svolta ecologica", aggiungono i due esponenti Fiom.

"Infine, non c’è conferma di contratti di fornitura, se non nella consegna dei prototipi della moto elettrica ed endotermica, della commessa per aziende della logistica. Il governo predisporrà quanto necessario con la Regione Sicilia un nuovo accordo di programma, che insieme al contratto di sviluppo, investiranno le risorse necessarie alla reindustrializzazione e rioccupazione dei lavoratori di Termini Imerese”, concludono De Palma e Mastrosimone.

La ricetta sbagliata del governo

Mer, 18/07/2018 - 16:10

Poca crescita, dazi, aumento del petrolio, ristagno della domanda interna. Cosa dobbiamo aspettarci in autunno per la nostra economia? Ha risposto a queste domande il segretario confederale della Cgil Vincenzo Colla, oggi ai microfoni di Italia parla, la rubrica di RadioArticolo1.

“Di fronte alla prevista flessione della nostra economia - ribadita dal ministro Tria e del resto confermata da tutti i maggiori istituti a livello nazionale e internazionale -, ho il timore che il governo farà un grande condono fiscale per creare stabilità finanziaria e racimolare quei 24 miliardi indispensabili per far fronte a flat tax, pensioni e reddito di cittadinanza. In realtà, il Paese ha a che fare con il debito pubblico più alto del mondo, una concentrazione di ricchezza più alta del mondo e un’evasione fiscale più alta del mondo. O affrontiamo questo trittico in modo serio, oppure l’Italia sprofonderà nella massima precarietà possibile”, ha affermato il dirigente sindacale.

“Nel decennio della crisi, c’è chi ci ha guadagnato e chi si è impoverito. Ora abbiamo un ceto medio borderline, che ingrossa di continuo la fascia della povertà, Poi vi è un ceto ricco che concentra su di sé un potere finanziario e produttivo senza precedenti. Per questo, è necessario intervenire al più presto con una grande operazione di redistribuzione della ricchezza, seguita da un nuovo welfare come risposta alla crescente povertà”, ha rilevato l’esponente Cgil.

“La ripresa è molto più lenta del previsto e i consumi interni non ripartono. Ma non può essere altrimenti, se c’è il livello salariale più basso d’Europa. Al contrario di quel che pensano le associazioni datoriali, la questione non si risolve con i voucher. C’è un colossale problema di incrementi salariali e produttività: o riduciamo tale forbice, oppure è impensabile che solo con l’export risolviamo le cose, che tra l’altro incide non oltre il 30%. Il grosso dei posti di lavoro perduti è sul mercato interno. Secondo la Cgil, la ricetta per ripartire è più salari, più investimenti, sviluppo della filiera interna e messa in sicurezza del territorio”, ha rilevato il sindacalista.

Per Colla, in ogni caso, “il decreto dignità non è la 'Waterloo' della precarietà, come sostiene il ministro Di Maio, perché se io limito il tempo determinato, ma nel contempo reintroduco i voucher, succede che gli attuali lavoratori a tempo determinato diventano voucher e si fa il più grande investimento sulla precarietà a livello nazionale. È un’operazione inaccettabile, anche perché la precarietà aumenta la rabbia, la paura e riduce la partecipazione delle persone, rendendo il Paese meno democratico”.

Confindustria e altre associazioni imprenditoriali "hanno sparato a zero sul decreto, sostenendo che comporterà la perdita di migliaia di posti di lavoro. Nel contempo, gli stessi datori di lavoro hanno sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil il cosiddetto Patto per la fabbrica, che è un accordo intelligente, che punta alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro nelle filiere produttive - ha aggiunto -. A questo punto, però, le imprese devono scegliere su quale strada prendere. Delle due l’una, perché voucher e rapporti di lavoro stabili sono davvero inconciliabili”.

“È giunto il momento di arrivare a definire una legge sulla rappresentanza, che non è solo una nostra fobia, ma un fatto pubblico, che può cambiare in meglio la storia del Paese dal punto di vista democratico. Se uno firma un accordo che vale per tutti, la gente deve sapere perché e chi rappresenta. E questo vale sia per le organizzazioni dei lavoratori che per quelle dei datori di lavoro. Non dimentichiamoci che la democrazia è nata nei luoghi di lavoro e lo stesso Statuto dei lavoratori è cresciuto lì dentro”, ha sottolineato ancora Colla.

Tra l'altro,  rimettere mano al Codice degli appalti "è assurdo". "Per la prima volta - ha concluso Colla - , grazie a quella legge, abbiamo messo insieme un sistema europeo, che stabilisce, ad esempio, come nei grandi appalti sia il governo a intervenire sul progetto definitivo: ciò vuol dire togliere i contenziosi in corso d’opera. L’introduzione della clausola sociale, poi, stabilisce che tutti i lavoratori abbiano un contratto dignitoso. Infine, la qualificazione degli appalti e la riduzione delle committenze sono sinonimo di buoni collaudi ed efficiente manutenzione. Quel testo unico va nella direzione giusta e non si capisce perché lo si voglia smantellare”.

 

Torino, ancora un morto sul lavoro

Mer, 18/07/2018 - 13:06

Ancora un incidente mortale. Un operaio di 35 anni, di Torino, co-titolare della ditta Fohil ponteggi, è deceduto in seguito alla caduta da un ponteggio su cui stava operando, in una scuola di Cambiano. Cgil e Fillea territoriali denunciano "la pesante situazione di infortuni e morti sul lavoro che continuano a verificarsi nella provincia, richiedono con forza l'accertamento della dinamica dei fatti e di perseguire gli eventuali responsabili".

"Il comparto edile è sempre uno dei settori più a rischio di infortunio, c'è una estrema necessità di moltiplicare la programmazione inerente la sicurezza dei cantieri edili della Provincia. Una seria politica di prevenzione richiede il potenziamento delle strutture preposte, ad oggi, sempre più carenti di organici e mezzi. Ancora una volta, chiediamo l'effettiva attivazione del tavolo con la Prefettura e le associazioni datoriali del settore, per rivedere e potenziare il protocollo su salute e sicurezza, inerente le lavorazioni edili del territorio, siglato nel lontano 2010, come da impegno assunto dalla Prefettura con Cgil, Cisl e Uil", concludono i sindacati.
 

Agricoltura: Flai #ancoraincampo contro sfruttamento del lavoro

Mer, 18/07/2018 - 12:47

Un viaggio nei luoghi dello sfruttamento del lavoro bracciantile in Sicilia, di cui sono vittime gli immigrati: è un’iniziativa della Flai Sicilia nell’ambito della campagna #dallastessaparte, che si terrà  nei giorni 24, 25 e 26 luglio nelle province di Ragusa, Catania e Siracusa e che vedrà, mercoledì e giovedì, la partecipazione del segretario confederale Cgil, Maurizio Landini.

“Con questi tre giorni di incontri con i lavoratori e di dibattiti – dice Alfio Mannino, segretario generale Flai Sicilia –. Intendiamo tenere alta l’attenzione sui temi dello sfruttamento e dei diritti di lavoratori che operano in un settore come l’agricoltura, trainante per l’economia con il suo + 4,1 % della produzione destinata all’esportazione. Incontreremo quei lavoratori che con sudore e fatica consentono alla Sicilia di produrre quelle eccellenze agroalimentari che rendono la nostra isola conosciuta nel mondo”.

In Sicilia gli immigrati addetti all’agricoltura, registrati negli elenchi anagrafici, sono il 15,2% della forza lavoro, in prevalenza rumeni  (9 mila) e tunisini (5 mila). “La nostra campagna – sottolinea il dirigente sindacale – s'inscrive, peraltro, nella battaglia contro la reintroduzione dei voucher, che tolgono dignità al lavoro, e contro la cancellazione della legge sul caporalato”.

Il programma prevede martedì 25 luglio incontri con i lavoratori, già nelle prime ore del mattino in contrada Serra Maniace (Ct) e Cassibile, dove alle 18 si terrà nella piazza principale il dibattito “La Flai in campo. Immigrazione, integrazione e legalità in agricoltura”. Parteciperanno anche i segretari nazionali Flai, Sara Palazzoli e Jean Renè Bilongo.

Mercoledì 25 l’iniziativa si sposta a Pachino, Biancavilla e a Rosolini (Sr), dove alle 20 è in programma il dibattito su immigrazione, integrazione e legalità in agricoltura, con la partecipazione di Landini, Mannino e del segretario generale Cgil Sicilia, Michele Pagliaro.

Giovedì 26, saranno effettuati volantinaggi nelle campagne di Vittoria e Rosolini, dove alle 8 è anche prevista un’assemblea presso la ditta Lorenzin; alle 10 a Scoglitti (Rg), presso la delegazione municipale, si terrà l’assemblea delle operaie e operai agricoli, con la presenza di Landini, Mannino, Bilongo e Pagliaro, che parteciperanno a tutte le iniziative della giornata. Alle 18 dibattito a Pachino.

 

BiblioMarx, cento immagini da esplorare

Mer, 18/07/2018 - 12:12

È on line la mostra BiblioMarx. Edizioni italiane, curata dall’Archivio storico della Cgil nazionale e dalla Fondazione Gramsci, con il contributo delle Fondazioni Giangiacomo Feltrinelli e Lelio e Lisli Basso. La mostra, disponibile in italiano e in inglese, comprende 19 sezioni (più un testo introduttivo e di contesto), per un totale di cento immagini che raccontano la fortuna editoriale della produzione marxiana in Italia dalla fine dell’Ottocento al terzo millennio. Arricchiscono il lavoro 17 citazioni (anche queste bilingue) tratte dai volumi oggetto della esposizione.

La mostra è resa fruibile dalla piattaforma tecnologica Google Arts & Culture, ed è visibile all’indirizzo: https://artsandculture.google.com/exhibit/jwKCjgqQEyRmKw. La piattaforma è stata sviluppata da Google (disponibile sul web da laptop e dispositivi mobili, o tramite l’app per iOS e Android) per permettere agli utenti di esplorare opere d’arte, documenti, video e molto altro di oltre mille musei, archivi e organizzazioni che hanno lavorato con il Google Cultural Institute per trasferire in rete le loro collezioni e le loro storie. La selezione dei volumi è a cura di Dario Massimi (Fondazione Gramsci), Vittore Armanni (Fondazione Giangiacomo Feltrinelli) e Maurizio Locusta (Fondazione Lelio e Lisli Basso), i testi sono di Giordano Nardecchia, l’elaborazione grafica delle immagini di Anna Bodini, il coordinamento scientifico di Francesco Giasi e Ilaria Romeo.

I primi scritti di Marx sono quaderni di appunti redatti nel periodo in cui frequenta la facoltà di Filosofia a Berlino, dove il 15 aprile del 1841 consegue la laurea con la dissertazione Differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro, primo lavoro da annoverare nell’elenco delle sue opere. Nell’anno successivo avvia la sua attività giornalistica iniziando a collaborare con la “Gazzetta Renana”: il suo primo articolo è Osservazioni di un cittadino renano sulle recenti istruzioni per la censura in Prussia. Sempre per la “Gazzetta Renana” scrive l’articolo Dibattiti sulla legge contro i furti di legna. Del 1843 sono gli appunti dedicati alla filosofia del diritto statuale hegeliano (che saranno pubblicati nel 1927 con il titolo Critica della filosofia hegeliana del diritto pubblico) e i due saggi raccolti nell’unico numero pubblicato degli “Annali franco-tedeschi”, intitolati Sulla questione ebraica e Per la critica della filosofia del diritto di Hegel. Introduzione.

Dopo essersi trasferito a Parigi alla fine del 1843, inizia una serie di studi di economia, la cui testimonianza sono i quaderni di appunti, pubblicati postumi nel 1932, noti come Manoscritti economico-filosofici del 1844. Si consolida in questi anni la collaborazione intellettuale con Engels, tanto che nel 1845 pubblicano insieme il loro primo volume: La sacra famiglia ovvero Critica della critica critica. Contro Bruno Bauer e soci. Proprio al volume La sacra famiglia, l’opera che segna l’inizio della collaborazione tra Marx ed Engels, spetta il compito di aprire la mostra virtuale.

I CONTENUTI DELLA MOSTRA
Pubblichiamo, in ordine cronologico per data di realizzazione dell’opera, l’elenco dettagliato delle sezioni (chiudono l’elenco le antologie, le raccolte di opere complete e gli epistolari).

1. La sacra famiglia ovvero Critica della critica critica, contro Bruno Bauer e soci - Die heilige Familie oder Kritik der kritischen Kritik. Gegen Bruno Bauer und Konsorten
All’interno della esposizione virtuale è possibile ammirare la copertina della edizione pubblicata dalla Società Editrice Avanti! di Milano nel 1925 basata sulla prima traduzione di Enrico Leone e le edizioni del 1967 e del 1986 degli Editori Riuniti.

2. L’ideologia tedesca – Die Deutsche Ideologie
All’interno della esposizione sono riprodotte l’edizione del 1947 dell’Istituto Editoriale Italiano di Milano, e due edizioni pubblicate dagli Editori Riuniti nel 1958 e nel 1971.

3. Miseria della filosofia. Risposta a Filosofia della miseria di M. Proudhon - Misère de la philosophie. Réponse à la Philosphie de la misère de M. Proudhon
All’interno della esposizione sono riprodotte l’edizione del 1922 della Società Editrice Avanti! di Milano e quella delle Edizioni Rinascita del 1949.

4. Manifesto del Partito comunista - Manifest der Kommunistische Partei
All’interno della esposizione sono riprodotte le prime traduzioni pubblicate a Milano dagli Uffici della Critica Sociale nel 1893 e a Firenze da Nerbini nel 1901; le traduzioni pubblicate dalla Società Editrice Avanti! nel 1918, dalla Libreria Editrice del Partito comunista nel 1925 e dal Pcd’I in Francia nel 1933; le edizioni del 1944 pubblicate a Roma dalla editrice Cosmopolita e dall’organizzazione Bandiera Rossa e a Mantova da Terra Nostra; le edizioni del 1945 pubblicate a Milano dalla Ambrosiana e a Roma dal Partito socialista italiano e dalla Società Editrice L’Unità; le edizioni pubblicate dalle Edizioni Rinascita nel 1947, Einaudi 1962, Mursia 1973, Laterza 1975, Editori Riuniti 1983 e Rizzoli 1998.

5. Lavoro salariato e capitale - Lohnarbeit und Kapital
All’interno dell’esposizione sono riprodotte  la traduzione pubblicata a Bruxelles nel 1932 dalle Edizioni di cultura sociale e quella pubblicata a Roma dalla Società Editrice L’Unità nel 1945; l’edizione pubblicata dagli Editori Riuniti nel 1957 e dalla Savelli nel 1976.

6. Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850 – Die Klassenkämpf in Franzreich 1848 bis 1850
All’interno dell’esposizione sono riprodotte la prima traduzione italiana pubblicata a Milano dagli Uffici della Critica Sociale nel 1896 e l’edizione pubblicata a Roma da Luigi Mongini nel 1902; l’edizione curata da Mario Alighiero Manacorda per Einaudi nel 1948 e quella degli Editori Riuniti del 1962.

7. Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte – Der 18 Brumaire des Louis Bonaparte
All’interno dell’esposizione sono riprodotte le edizioni pubblicate a Roma da De Luigi nel 1944, dalle Edizioni Rinascita nel 1947 e dagli Editori Riuniti nel 1977.

8. Per la critica dell’economia politica – Zur Kritik der politischen Ȫkonomie
All’interno della mostra sono riprodotte le  traduzioni italiane pubblicate a Roma da Luigi Mongini nel 1899, dalla Società Editrice Avanti! nel 1925 e dagli Editori Riuniti nel 1993.

9. Il signor Vogt – Herr Vogt
L’esposizione riproduce la traduzione pubblicata a Roma da Luigi Mongini nel 1910 e in ristampa anastatica da Samonà e Savelli nel 1970.

10. Salario, prezzo e profitto – Value, price and profit
All’interno della mostra sono riprodotte l’edizione pubblicata a Bruxelles dalle Edizioni di cultura sociale nel 1932 e la stampa della Edizioni Rinascita del 1955; l’edizione della Newton Compton di Roma del 1971 e quella degli Editori Riuniti dello stesso anno.

11. Il Capitale. Critica dell’economia politica. Libro I – Das Kapital. Kritik der politische Ȫkonomie. Band 1
All’interno della mostra sono riprodotte la traduzione pubblicata in terza ristampa dalla Utet di Torino nel 1924, quella pubblicata da Corticelli a Milano nel 1946 e dalle Edizioni Rinascita nel 1956; le edizioni pubblicate dagli Editori Riuniti nel 1964 e dalla casa editrice Avanzini e Torraca nel 1965 e quella ripubblicata dalla Utet nel 1974.

12. La guerra civile in Francia – The civil war in France
All’interno della mostra sono riprodotte la prima traduzione italiana pubblicata a Bologna dalla Società Tipografica Azzoguidi nel 1894 e quella pubblicata dalla Società Editrice Avanti! nel 1925; l’edizione ripubblicata a Roma dagli Editori Riuniti nella traduzione di Palmiro Togliatti nel 1957 e quella delle Edizioni del Maquis di Milano del 1971.

13. Il Capitale. Critica dell’economia politica. Libro II – Das Kapital. Kritik der politische Ȫkonomie. Band 2
All’interno della mostra sono riprodotte l’edizione pubblicata da Corticelli a Milano nel 1946 e quella delle Edizioni Rinascita del 1953; l’edizione degli Editori Riuniti del 1956 e quella della Utet del 1980.

14. Il Capitale. Critica dell’economia politica. Libro III - Das Kapital. Kritik der politische Ȫkonomie. Band 3
All’interno della mostra sono riprodotte le traduzioni pubblicate a Roma nel 1954 dalle Edizioni Rinascita e dagli Editori Riuniti nel 1965 e nel 1989.

15. Ludwig Feuerbach e il punto di approdo della filosofia classica tedesca – Ludwig Feuerbach und der Ausgang der klassichen deutschen philosophie
All’interno della mostra sono riprodotte le traduzioni pubblicata dalle Edizioni Rinascita nel 1950 e dagli Editori Riuniti nel 1969.

16. Teorie sul plusvalore – Theorien über den Mehrwert
All’interno della mostra sono riprodotte  le edizioni pubblicate da Einaudi nel 1954 e 1977 e dagli Editori Riuniti nel 1961 e nel 1973.

17. Antologie
All’interno della mostra sono riprodotti: Il capitale, estratti di Paolo Lafargue, con introduzione critica di Vilfredo Pareto e replica di Paolo Lafargue. Palermo, Sandron, 1894; Il capitale, volgarizzato da Ettore Fabietti. Firenze, G. Nerbini, 1913; Critica del programma di Gotha. Mosca, Edizioni in lingue estere, 1947; Pagine di filosofia politica, a cura di Giuliano Pischel. Milano, Garzanti, 1947; Manoscritti economico-filosofici del 1844, traduzione di Norberto Bobbio. Torino, Einaudi, 1949; Scritti italiani, a cura di Gianni Bosio. Milano-Roma, Edizioni Avanti!, 1955; Sul Risorgimento italiano, prefazione di Ernesto Ragionieri. Roma, Editori Riuniti, 1959. Opere filosofiche giovanili, traduzione e note di Galvano Della Volpe. Roma, Editori Riuniti, 1963;  Scritti inediti di economia politica, traduzione e introduzione di Mario Tronti. Roma, Editori Riuniti, 1963. Lineamenti fondamentali della critica dell’economia politica, 1857-1858, presentazione, traduzione e note di Enzo Grillo. Firenze, La nuova Italia, 1968; Il capitale: libro I, capitolo VI inedito. Risultati del processo di produzione immediato, presentazione, traduzione e note di Bruno Maffi. Firenze, La nuova Italia, 1969; Il Quarantotto. La Neue Rheinische Zeitung, presentazione, traduzione e note di Bruno Maffi. Firenze, La nuova Italia, 1970; Libertà di stampa e censura, introduzione di Iring Fetscher, a cura di Mario Caciagli. Bologna, Guaraldi, 1970; Il pensiero di Marx. Antologia a cura di Umberto Cerroni. Roma, Editori Riuniti, 1972; Introduzione del '57, saggio introduttivo di Bruno Accarino. Verona, Bertani, 1975; Scritti politici giovanili, a cura di Luigi Firpo. Torino, Einaudi, 1975; L'analisi della forma di valore, a cura di Cristina Pennavaja, Roma-Bari, Laterza, 1976; Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica. "Grundrisse", edizione italiana a cura di Giorgio Backhaus. Torino, Einaudi, 1976; La rivoluzione in Spagna, a cura di Antonio Rubini. Rimini-Firenze, Guaraldi, 1976; Scritti sull'arte, a cura e con un'introduzione di Carlo Salinari. Roma-Bari, Laterza, 1978; Democrito e Epicuro. Dissertazione dottorale discussa a Jena il 15 aprile 1841. Firenze, La Nuova Italia, 1962; Manoscritti del 1861-1863, a cura di Lorenzo Calabi. Roma, Editori Riuniti, 1980; La moneta e il credito. Raccolta di scritti, introduzione e cura di Suzanne de Brunhoff e Pierre Ewenczyk. Milano, Feltrinelli, 1981; Quaderno Spinoza (1841), a cura di Bruno Bongiovanni. Torino, Bollati Boringhieri, 1987.

18. Lettere
La mostra contiene Un carteggio del 1843 e altri scritti giovanili. Roma, Rinascita, 1954; Carteggio Marx-Engels. Roma, Rinascita, 1950-1953

19. Opere
La mostra riproduce le Opere di Marx, Engels, Lassalle. Milano, Società editrice Avanti!, 1922 e le Opere. Roma, Editori Riuniti, 1972-1987 (38 volumi pubblicati dei 50 previsti) riprese nel 2008 da La città del sole di Napoli.

Decreto dignità, manca un disegno organico

Mer, 18/07/2018 - 12:06

“Il decreto dignità pur contenendo misure condivisibili, da tempo richieste dalla Cgil, manca di coraggio nell’affrontare un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro”. È la posizione della Cgil sul cosiddetto “decreto dignità”, contenuta nel documento consegnato ieri (17 luglio) in occasione dell’audizione in commissioni Finanze e Lavoro della Camera.

In particolare il sindacato di corso d’Italia definisce “positive” le misure sul tempo determinato ma, avverte “se non sostenute da un organico disegno di contrasto alla precarietà rischiano di spostare il peso della precarietà su forme ancora meno tutelate ed ampiamente abusate”. Nettissima invece la contrarietà verso l’ipotesi, più volte annunciata, di un intervento di ripristino sui voucher nei settori dell’agricoltura e del turismo.

Dal momento che le norme del testo paiono muovere dall'obiettivo, “pienamente condivisibile” per il sindacato, di evitare che le grandi trasformazioni nei modelli di organizzazione della produzione siano affrontate esclusivamente attraverso la riduzione dei costi e l’estrema flessibilizzazione del lavoro - si legge ancora nel documento - sarebbe però utile “un ragionamento maggiormente sistemico”. Un'impostazione che per quanto riguarda l'esternalizzazione della manodopera dovrebbe affermare “il principio della parità di trattamento dei lavoratori a partire dal primordiale  committente”, evitando che le scelte sia determinate esclusivamente “dalla logica di abbassamento del costo del lavoro” invece di rispondere a “logiche di efficientamento e di specializzazione dell’organizzazione del lavoro”.

Per la Cgil, poi, è “poco coraggioso” anche l’intervento sui licenziamenti ingiustificati, che “riprende una vecchia proposta di innalzamento delle indennità” senza però “prendere provvedimenti né sul ripristino della reintegra, né sull’impianto più generale delle norme contenute nel decreto sulle tutele crescenti”.

Per quanto riguarda la norma sulle delocalizzazioni, invece, il sindacato la definisce “un primo tentativo per arginare un fenomeno negativo per l’economia e l’occupazione in Italia”, che però ha il limite di "non essere una risposta compiuta e forte e, nel contempo affronti, attraverso il ridisegno degli ammortizzatori, le ricadute sociali che tali comportamenti di impresa determinano negativamente sui lavoratori e sull’occupazione”. Infatti, secondo corso d'Italia, resta aperto un enorme problema sociale che il decreto non affronta. Il contrasto ai processi di delocalizzazione che “danneggiano l'economia e l'occupazione nazionale”, deve necessariamente essere accompagnato da “un intervento di carattere sociale” quando i comportamenti d'impresa “si scaricano comunque negativamente sui lavoratori e sull'occupazione”.

Il pacchetto sulle misure fiscali, invece, pur “svuotato” rispetto agli annunci delle scorse settimane, va “esattamente nel segno opposto rispetto alla politica fiscale che deve fare della lotta all’evasione e all’elusione uno dei principali filoni di intervento”. La Cgil però ritiene “condivisibile la norma che introduce misure di contrasto alla ludopatia”.

“Il governo - conclude il sindacato - deve ambire a una proposta più forte per rimettere al centro il lavoro e la sua dignità”, attraverso “investimenti volti a creare occupazione; sostegno agli ammortizzatori sociali; rilancio e potenziamento delle politiche attive del lavoro.”

Flai Cgil: «Bloccare il consumo del suolo»

Mer, 18/07/2018 - 11:11

“L’ultimo rapporto Ispra, presentato alla Camera dei Deputati, ribadisce per l’ennesimo anno consecutivo la tendenza del nostro Paese a consumare se stesso, a cementificare il proprio suolo, impermeabilizzandolo e rendendolo indisponibile a qualsiasi intervento futuro”, lo dichiara in una nota la Flai Cgil nazionale.

Per il sindacato, i dati presentati, oltre a sottolineare l’avvio di una stagione in cui non si consuma più solo il suolo agricolo, ma iniziano ad essere aggrediti anche i territori ricadenti in aree soggette a vincoli paesaggistici, dicono che il nostro Paese ha perso altri 52 km quadrati di suolo. La preoccupazione maggiore riguarda la velocità con cui sottraiamo questa risorsa al nostro paese: 2 metri quadrati al secondo. 

"L’8% del nostro territorio è già andato perso e la strada scelta è quella di deturpare anche le aree protette - scrive la Flai Cgil - azione questa che impedisce qualsiasi tipo di ragionamento su uno sviluppo serio e sostenibile per il nostro paese. Di questo passo mancherà a breve la condizione fondamentale su cui fondare lo sviluppo e la crescita delle nostre comunità: la terra. Questa tendenza al consumo, impostasi nel nostro Paese da un decennio, lo espone ad un triplice rischio: aumento del rischio idrogeologico, diminuzione del valore ambientale del nostro Paese e diminuzione del potenziale agricolo”. 

Per la Flai è urgente per questi motivi riavviare l’iter legislativo che blocchi il consumo del suolo in Italia. "Non è pensabile che di fronte a migliaia di ettari già impermeabilizzati si pensi di continuare a cementificare le coste e le campagne italiane invece di mettere in sicurezza il territorio e bonificare quanto già costruito ed edificato. Rilanciare il percorso della legge sul blocco del consumo del suolo è l’unica soluzione per un paese che ha già perso 1/4 del terreno agricolo a disposizione e che di questo passo in pochi anni avrebbe il 10% del suo territorio impermeabilizzato per sempre, perdendo opportunità di iniziative economiche e in termini occupazionali sul versante della filiera agroalimentare e delle produzioni di qualità”.

Bekaert, ancora un nulla di fatto

Mer, 18/07/2018 - 10:39

Nessuna novità di rilievo è emersa nell'incontro che si è svolto ieri, 17 luglio, al Mise sulla vertenza della Bekaert di Figline Valdarno. Lo rendono noto i sindacati Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil che hanno preso parte a una riunione al ministero, alla quale ha partecipato anche l'azienda. Riunione definita "interlocutoria". Nel pomeriggio di oggi, 18 luglio. i rappresentanti sindacali riferiranno dell'incontro odierno ai lavoratori nell'assemblea che è stata convocata in fabbrica alle 16.

Restano dunque sul tavolo i licenziamenti che l'azienda di Figline Valdarno intende effettuare per delocalizzazione dell'attività. “Parliamo di 318 lavoratori diretti e circa 100 dell'indotto, che perdono il proprio posto di lavoro – ricorda il sindacato –. Sono oltre 400 famiglie, non numeri".

"Di totale mancanza di disponibilità e di umanità" da parte della multinazionale Bekaert parla il ministro Luigi Di Maio che ha preso la parola in aula a Montecitorio per l'informativa urgente del governo sulle crisi aperte presso il Mise. "Mi chiedo - ha detto - che senso abbia fare impresa in questo modo, senza un pensiero per la comunità in cui si inserisce. Il loro intento era evidentemente quello di ingannare i lavoratori". Secondo Di Maio, con il decreto dignità si porrà un freno a comportamenti come quello della Bekaert.

Appalti ferroviari: venerdì 20 luglio è sciopero anche in Umbria

Mer, 18/07/2018 - 10:11

Venerdì 20 luglio sarà sciopero nazionale dei lavoratori delle aziende di servizi che operano in appalto per Ferrovie dello Stato (in Umbria prevalentemente pulizia delle officine, delle stazioni e smontaggio carrelli). A motivare la protesta, proclamata da Filt Cgil, Cisl Reti, Uiltrasporti, Ugl Trasporti e Fast, “l'affidamento dei lotti messi a gara con ribassi eccessivi, i cambi continui delle imprese alle quali vengono affidati i servizi, la mancata applicazione delle clausole sociali e occupazionali in palese violazione delle leggi e del contratto di lavoro, l'esaurimento degli ammortizzatori sociali introdotti dal dl 148/15”. Tutto ciò, spiegano le organizzazioni dei lavoratori, determina, “in un settore già colpito negli anni da una crisi pesante, ulteriore effetti occupazionali negativi che potrebbero creare tensioni sociali nel paese”. 

"In Umbria - spiegano Sandro Gentili e Ivano Bruschi della Filt Cgil regionale - i lavoratori di questo settore sono circa 90, suddivisi in 5 appalti, tutti oggi interessati da contratti di solidarietà e nei quali ovviamente la preoccupazione per possibili ripescussioni occupazionali è molto forte. Già da tempo denunciamo questa frammentazione degli appalti - continuano i due sindacalisti - che ancora di più in una regione piccola come la nostra non produce altro che difficoltà per le aziende che poi si traducono in esuberi. Per questo - concludono Gentili e Bruschi - oltre ad unirci alla mobilitazione nazionale nei confronti di Ferrovie dello Stato, chiediamo un intervento di carattere regionale per interrompere la pratica degli appalti al massimo ribasso scongiurando il rischio di esuberi e di abbassamento della qualità del servizio e rivolgiamo un appello ai parlamentari umbri, affinché portino all’attenzione del governo le istanze di questi lavoratori”. 

Assistenza specialistica nella Bat, le educatrici rivendicano la natura subordinata del loro lavoro

Mer, 18/07/2018 - 09:56

Il Nidil Cgil e la Cgil Bat, dopo mesi di silenzio, tornano a scrivere al presidente della Provincia di Barletta – Andria – Trani, Nicola Giorgino, ed al dirigente del III settore, Maria De Filippo, per chiedere un incontro urgente al fine di chiarire alcuni aspetti che riguardano l’attività lavorativa delle educatrici di assistenza specialistica impiegate negli istituti superiori del territorio provinciale in vista dell’avvio del servizio nel nuovo anno scolastico 2018-2019.

Nella nota si parte dalla premessa che al sindacato non è mai pervenuto alcun riscontro alla lettera inviata il 23 aprile scorso nella quale il Nidil e la Cgil Bat chiedevano al presidente Giorgino di avviare un confronto negoziale per la continuità del servizio e la garanzia dell’occupazione del personale impegnato nell’assistenza specialistica socio-educativa. Non solo, in presenza di una deliberazione di giunta regionale (la n. 996 del 12/06/2018) di natura complessa e poco chiara rispetto all’efficacia della clausola sociale da applicare sul personale impiegato in tutti questi anni (formalmente in maniera autonoma ma nella sostanza di natura subordinata), i sindacati nella nota preannunciano “con rammarico, poiché avremmo preferito la sede negoziale, che i nostri legali hanno ricevuto mandato da circa 30 lavoratrici per vedere riconosciuta la natura subordinata del rapporto lavorativo”.

Alla luce di questa situazione Daniela Fortunato, segretario generale Nidil Cgil Bat, e Giuseppe Deleonardis, segretario generale Cgil Bat, chiedono a Giorgino ed alla De Filippo “un incontro urgente per discutere e condividere le modalità di gestione del servizio nel nuovo a.s. 2018-2019”.

“Ci spiace constatare – conclude Deleonardis – che anche in questa vicenda, così come è successo per i formatori dei centri per l’impiego e per il protocollo sulla legalità negli appalti, ci troviamo di fronte ad un disinteresse del sindaco di Andria e presidente della Bat, Nicola Giorgino. Alle nostre continue richieste di incontro e confronto su diverse vertenze non riceviamo mai risposta. Giorgino, non abbiamo capito il perché, fugge al confronto nonostante lui sia stato uno dei primi amministratori a siglare con noi, Cisl e Uil un protocollo d’intesa sulle relazioni sindacali. Non vorremmo che col tempo il Sindaco, come alcuni leader a livello nazionale, abbia intrapreso la strada della disintermediazione, bypassando le parti sociali e la rappresentanza in una visione neopopulista. A prescindere dalla collocazione politica di ciascuno, auspichiamo di non trovarci di fronte ad una involuzione nelle relazioni sindacali con Giorgino che tutto sommato fino all’anno scorso sono state buone e corrette”.

Banca mondiale, prestiti solo se si rispetta il lavoro

Mer, 18/07/2018 - 09:12

I prestiti della Banca Mondiale (circa 30 miliardi di dollari all'anno) dovrebbero avere l'obiettivo di creare sviluppo e lavoro nei paesi nei quali vengono erogati (prevalentemente nel “sud” del mondo). Ma per decenni i lavoratori impiegati nei progetti finanziati sono rimasti “vulnerabili” alla violazione dei diritti, anche elementari. Ecco perché nell'agosto 2016, è stata approvata la “World Bank labour safeguard”, una “salvaguardia del lavoro” che richiederà ai destinatari dei prestiti della Banca il rispetto degli “standard minimi del lavoro” nei progetti finanziati.

La “salvaguardia del lavoro” entrerà in vigore alla fine del 2018, insieme a nuovi standard di carattere sociale ed ambientale. Si tratta di un passaggio che il sindacato mondiale Ituc (Csi) considera di grande importanza. “Ci aspettiamo un'effettiva implementazione della salvaguardia del lavoro, accompagnata da un continuo dialogo con i sindacati – dichiara Sharan Burrow, segretaria generale dell'Ituc – ed è importante che la nota orientativa diffusa dalla Banca Mondiale assegni centralità alle norme fondamentali del lavoro, con l'obiettivo di assicurare condizioni di lavoro giuste e garantire la sicurezza”.

La nota informativa invita i destinatari dei prestiti e i contrattisti dei progetti a non utilizzare rapporti di lavoro “pirata” per negare ai lavoratori i propri diritti. E inoltre indica i passi dettagliati necessari a prevenire l'abuso di lavoratrici e lavoratori migranti, l'uso di lavoro infantile e forzato e a evitare rischi sul luogo di lavoro.

“La banca Mondiale era andata incontro a dure critiche per non aver incluso le norme fondamentali e universali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) nella salvaguardia”, spiega l'Ituc. “Ma la nota informativa corregge in parte questa lacuna, anche se la salvaguardia continua a non proteggere pienamente i diritti sindacali in molti paesi”. Tuttavia, spiega ancora il sindacato internazionale, la salvaguardia “promuove consultazioni tra governi e personale della Banca mondiale con i sindacati lungo tutto il ciclo del progetto”.

“Una applicazione puntuale della salvaguardia del lavoro contribuirà fortemente allo sviluppo sostenibile – conclude Burrow – migliorando le condizioni di migliaia lavoratrici e lavoratori. I sindacati sono disponibili a lavorare con la Banca e i governi per assicurare que la salvaguardia si converta in una realtà di fatto e che i progetti siano finalizzati davvero a sostenere una crescita inclusiva”. (Fab.Ri)

Radioarticolo1, i programmi di mercoledì 18 luglio

Mer, 18/07/2018 - 09:05

mercoledì 18 luglio 2018

  • ore 09:00 - Voltapagina - Rassegna stampa del lavoro. Con Giorgio Sbordoni
  • ore 10:00 - Work in news - Lavoratori ortofrutticoli in assemblea. Con Giuseppe De Leonardis, Cgil Bat -  Borsellino, il coraggio della legalità. Interviene Antonio Turco, Compagnia Stabile Assai - Il servizio civile in Italia, rapporto annuale. Parla Licio Palazzini, Cnesc. A cura di Antonia Fama
  • ore 10:30 - Radio Fillea - Condotte verso l'amministrazione straordinaria. Interviene Alessandro Rosignoli, RSA Fillea Cgil - Introdurre il reato di omicidio sul lavoro. Con Ivan Comotti, Lombardia. A cura di Simona Ciaramitaro 
  • ore 11:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 11:05 - Italia Parla - Poca crescita poca dignità. La crisi non è finita. In studio Vincenzo Colla, Cgil. A cura di Roberta Lisi
  • ore 11:30 - Elleesse - Mandela Revolution. Con Mussie Zerai, agenzia Habeshia; Raphael d'Abdon, scrittore; Raffaella Chiodo Karpinsky, Uisp 
  • ore 12:00 - Gierreesse - Giornale Radio Sociale
  • ore 12:05 - Elleradio - Vertenza in primo piano. Intervengono Yuri Campofiloni, Fiom Firenze; Marcello Corti, Fiom; Paolo Carli, rsu Fiom Piombino. Con Marco Bizzarri, Filt Umbria; Francesco Bernardo, Filt Piemonte; Fabrizio Maramieri, Fiom Roma Est; Bruno Panichi, rsu Fiom Bosch; Fabiano Malesardi, direttivo Filctem Tessil 4 
  • ore 15:00 - Consumeradio - Addebiti nascosti. Interviene Massimiliano Dona, Unc - Un'altra agricoltura. Con Fabio Ciconte, Terra!;  - Senza Palazzo di giustizia.  IntervieneAntonio Ventrelli, Fp Cgil Bari
  • ore 15:30 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 15:35 - Elleservizi - Sbloccate il Fondo Amianto. Interviene Claudio Iannilli, Cgil
  • ore 15:45 - Senioradio - Assistenza  a rischio. Parla Claudio Falasca,  direttore rivista Abitare e Anziani dell’Auser
  • ore 16:00 - Gierreelle - Giornale radio del Lavoro
  • ore 16:05 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato 
  • ore 16:45 - Ellemondo - Le navi della solidarietà. Interviene Zaher Darwish, coordinatore per l'Italia di Freedom Flotilla 
  • ore 17:00 - Ellecult - Daltrocanto. Il lavoro in musica e parole. 68, mi ricordo e canto 
    Concorso per celebrare il Sessantotto. In studio Gaetano Sateriale, Ediesse; Maurizio Minnucci, Rassegna sindacale. A cura di Antonia Fama
  • ore 17:30 - Scaffale lavoro - NA K14314. Le strade della Mèhari di Giancarlo Siani. Con Paolo Miggiani, autore. A cura di Emiliano Sbaraglia
  • ore 18:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro

De Vivo, lavoratori da 16 mesi senza stipendio

Mer, 18/07/2018 - 08:10

La speranza è che la giornata di oggi possa rappresentare una svolta nella dura vertenza dei lavoratori della De Vivo, storica azienda di Potenza, dove è in corso uno sciopero a oltranza con assemblea permanente ormai da nove giorni, mentre - riferiscono Fim, Fiom e Uilm della Basilicata - sono fino a 16 le mensilità arretrate di stipendio che i dipendenti (circa 60 in tutto) non si sono visti accreditare, con conseguenze pesantissime - come è facile immaginare - per tutte le famiglie coinvolte. 

Oggi, 18 luglio, come si diceva, potrebbe arrivare qualche novità. "Il silenzio assordante che ha attanagliato i primi giorni di questa complicata e difficile vertenza è stato rotto dalla convocazione del Prefetto di Potenza per il giorno 17 alle ore 15.30 - si legge in una nota di Fim, Fiom e Uilm della Basilicata - Finalmente una piccola e buona notizia, un lumicino di speranza che si accende sulla vertenza che, lo ricordiamo, è una vertenza sul lavoro ovvero quel bene che purtroppo ogni giorno e con tanta fatica si tenta di salvaguardare". 

"I lavoratori della De Vivo vogliono riprendere a lavorare - affermano ancora i tre sindacati - vogliono riprendersi la propria dignità, perché il lavoro è dignità, ma un lavoro secondo le normali regole, dove a fronte di una prestazione lavorativa ci sia il dovuto e giusto riconoscimento, ovvero il salario. Confidiamo nella ragionevolezza, nella responsabilità, e soprattutto nella coscienza umana".

Ma i sindacati dei metalmeccanici non nascondono i propri dubbi sulle possibilità di successo dell'incontro in prefettura: "L’azienda, che non ha rispettato nessuno dei numerosi accordi sindacali di rateizzazione, sottoscritti da Fim, Fiom e Uilm, sarà in grado di portare domani in Prefettura un piano credibile?", si chiedono. 

Intanto, i sindacati fanno sapere che diversi lavoratori si sono rivolti agli uffici vertenze per ricorrere alle vie legali e far rispettare i propri diritti e la propria dignità. "Le segreterie regionali di Fim, Fiom e Uilm auspicano che l’azienda porti in Prefettura proposte serie e credibili e risolva, nell’interesse dei lavoratori e dell’azienda, la grave situazione che ha creato”, concludono i sindacati.