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Aggiornato: 4 hours 11 min fa

Pensioni, confronto rinviato.<br /> Cgil: mobilitazione

Sab, 18/11/2017 - 13:32

Il confronto sulle pensioni tra governo e sindacati è stato rinviato a martedì 21 novembre, alle 9.30. Oggi, 18 novembre, il premier Paolo Gentiloni ha presentato due nuove proposte a Cgil, Cisl e Uil: lo stop al rialzo dell'età pensionabile anche per le pensioni di anzianità e un fondo per la proroga dell'Ape sociale (vedi sotto il dettaglio). 

"Dal punto di vista degli impegni assunti dal governo nel settembre 2016 rispetto alla fase due, le distanze mi paiono evidenti". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al termine del confronto. "Troppo ristretta - ha detto -, anche con la proposta fatta oggi, la platea dei beneficiari delle agevolazioni sull’aumento dell’età per la pensione”.

Oltre che sulle donne Camusso sottolinea "nessuna disponibilità da parte del governo" sui giovani. Quanto agli esentati dall'innalzamento dei requisiti per la pensione, secondo Camusso "continuiamo a parlare di una platea molto ridotta" e le novità "non cambiano il numero e le dimensioni".

#Pensioni Resta una grande distanza rispetto a impegni che il Governo aveva già assunto. Fissato un ulteriore incontro martedì ma difficili cambiamenti significativi. La nostra valutazione rimane negativa e confermiamo la necessità di reagire attraverso la #mobilitazione pic.twitter.com/mdZLXzpZCc

— CGIL Nazionale (@cgilnazionale) 18 novembre 2017

Per questo "confermiamo quella valutazione di grande insufficienza che avevamo anticipato. Non siamo di fronte a un quadro che risponde alle nostre richieste e agli impegni assunti. Confermiamo la necessità che si risponda con la mobilitazione che la mia organizzazione nelle prossime ore deciderà", ha aggiunto Camusso. 

Anna Maria Furlan (Cisl) ha invece parlato di "nuove proposte importanti da portare a casa", mentre Carmelo Barbagallo (Uil) ha rilevato aspetti "positivi, altri meno, altri ancora da approfondire", chiedendo ulteriori chiarimenti "sulle risorse e in particolare su giovani e donne".

Video: la conferenza stampa di Susanna Camusso (RadioArticolo1)

La proposta del governo
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha portato al tavolo della previdenza coi sindacati due nuove proposte che si aggiungono al pacchetto pensioni del governo. La prima - come riferiscono le agenzie - riguarda l'estensione anche alle pensioni di anzianità (oltre alle pensioni di vecchiaia) delle esenzioni dall'aumento di cinque mesi delle categorie definite gravose. Finora il governo aveva escluso dall'aumento dell'età pensionabile, determinante per accedere alla pensione di vecchiaia, quella che dipende cioè soltanto dall'età, 15 categorie lavorative. Con la nuova proposta, sempre per quanto riguarda le medesime categorie, si estende la salvaguardia anche per i lavoratori che vanno in pensione per anzianità contributiva.

Per andare in pensione in anticipo rispetto all'età di vecchiaia (l'ex pensione di anzianità contributiva) dal 2019 saranno infatti necessari 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Questo lo scatto conseguente all'adeguamento dell'aspettativa di vita, aumentata di 5 mesi. Al momento per l'uscita anticipata verso la pensione ci vogliono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne. La nuova proposta del governo allarga lo stop già proposto per le 15 categorie di lavori gravosi, per i quali è stata prospettata l'esenzione dall'aumento (sempre di cinque mesi) dell'età per la pensione di vecchiaia a 67 anni dal 2019 (oggi a 66 anni e 7 mesi).

La seconda proposta è l'istituzione di un fondo per i potenziali risparmi di spesa con l'obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell'Ape sociale. Le proposte sono contenute in un documento di tre pagine sui quali i sindacati si sono poi confrontati.

È iniziato a palazzo Chigi l’incontro sindacati/governo sulle #pensioni . Presenti I tre segr.gen. di #CgilCislUil Camusso, Furlan, Barbagallo, per il governo, il pres.del Consiglio Gentiloni e i ministri Padoan, Madia, Poletti. pic.twitter.com/UHnAutMNcc

— CGIL Nazionale (@cgilnazionale) 18 novembre 2017

 

Al tavolo, oltre al premier, i ministri dell'Economia Pier Carlo Padoan, del Lavoro Giuliano Poletti e della Pubblica amministrazione Marianna Madia. Per i sindacati i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Ambiente e Salute: un laboratorio per l'area di crisi Terni-Narni

Ven, 17/11/2017 - 18:13

Recuperare lo spirito di collaborazione e iniziativa che ha permesso a Terni di rappresentare negli anni ’70 del secolo scorso un’avanguardia a livello nazionale in materia di salute e benessere nei luoghi di lavoro. Un “ambiente Mesop 2.0”: è questa l’idea che i sindacati ternani, Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato oggi, 17 novembre, nel corso dell’iniziativa su ambiente e salute che si è tenuta presso la scuola edile di Terni, coordinata da Guglielmo Bizzarri, della Uil di Terni, e con la partecipazione di Gianna Fracassi, segretaria della Cgil nazionale. 

“Non vogliamo dare ricette preconfezionate - ha spiegato in apertura il segretario regionale della Cisl, Riccardo Marcelli - ma cercare gli ingredienti per elaborare poi insieme la ricetta”. Insieme significa con le istituzioni, naturalmente, ma anche con le imprese, che giocano in questa partita un ruolo fondamentale. Non a caso all’iniziativa hanno portato il loro contributo anche i responsabile di salute e sicurezza di aziende importanti per il territorio, come Alcantara e Ast, oltre ad esperti di Asl e Arpa. 

L’idea di Cgil, Cisl e Uil è dunque quella di partire dall’esperienza del passato per affrontare la questione ambientale “senza populismi e allarmismi”, ma “cercando soluzioni reali ai problemi”. A partire da questioni centrali come il progetto scorie in Ast, la bonifica dell’Area Sin, ma anche fuori dall’industria (dato che il problema delle polveri sottili deriva solo in parte dalle attività produttive) ragionando di mobilità alternativa e di efficientamento energetico delle abitazioni. 

“Serve un progetto paese che guardi a questi obiettivi - ha detto nelle sue conclusioni Gianna Fracassi, segretaria nazionale Cgil - perché sostenibilità significa tutela ambientale, sviluppo economico e coesione sociale. Significa cioè tenere insieme le necessità dello sviluppo con il grande rapporto con la cittadinanza e con le popolazioni. Se questa è la strada tracciata - ha aggiunto la segretaria - si dovrebbe provare a dire che per agganciare la ripresa e i paesi che corrono più di noi bisogna che le imprese si caratterizzino su un target alto e qualificato. Questo è il bivio che abbiamo di fronte - ha concluso Fracassi - proseguire la corsa al ribasso dei costi, oppure scegliere la strada degli investimenti e dell’innovazione. Se, come speriamo, si prenderà la seconda strada, sarà necessario allora cominciare a selezionare con attenzione i destinatari di finanziamenti e risorse pubbliche per indirizzare davvero lo sviluppo verso la sostenibilità”. 

Il futuro dell’edilizia passa attraverso il contratto

Ven, 17/11/2017 - 18:09

Dal “non è mai troppo tardi” al “beh, s’è fatto tardi”: le ultime ore della trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dell’edilizia potremmo racchiuderle in queste due frasi, prese in prestito dalla storica trasmissione di Alberto Manzi e dall’indimenticabile Massimo Troisi in Ricomincio da tre. Si, perché per quasi un anno e mezzo Fillea, Filca e Feneal hanno pazientemente e responsabilmente tenuto aperto il negoziato del ccnl edile, tentando di rompere la cortina di indisponibilità alzata dalle parti datoriali e di portare a casa un contratto di qualità che quasi un milione di lavoratori attendono dal 1° luglio 2016. Ma a nulla è valso l’impegno delle sigle di categoria, che – prendendo atto della situazione di stallo del negoziato, hanno riunito lo scorso 30 ottobre le loro segreterie nazionali e proclamato lo sciopero generale del comparto per il 18 dicembre. A ridosso della giornata straordinaria di informazione del 20 novembre, fissata dai sindacati per spiegare le ragioni dello stop nazionale, Rassegna ha rivolto alcune domande ad Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil.

Rassegna Segretario, ci spieghi cosa sta accadendo e perché non decolla il tavolo del ccnl edilizia? Una situazione peraltro insolita per un comparto che ha sempre saputo trovare soluzioni condivise anche nei momenti più difficili.

Genovesi Possiamo dire che oggi vengono al pettine nodi che già nell’ultima tornata di rinnovi si erano percepiti, ma non si era stati in grado di affrontare fino in fondo. Non solo: pesano anche tre anni di polarizzazione nel settore, che aggiunti ai precedenti anni di crisi, segnano quasi un decennio ininterrotto di problemi, con effetti drammatici soprattutto per le imprese sane, quelle che rispettano le regole e i contratti, cannibalizzate da un mercato dove l’imperativo è il “tiriamo a campare”. Una competizione che non ha premiato i migliori, ma i più furbi, quelli che, tagliando sul personale e applicando contratti non edili, potevano permettersi ribassi enormi nelle gare d’appalto. Questa concorrenza al ribasso non solo ha creato dumping, ma ha assegnato alle imprese peggiori un peso maggiore nel mercato e probabilmente anche nelle dinamiche interne alle associazioni imprenditoriali, rafforzando posizioni retrograde di qualche “burocrazia” dell’associazionismo datoriale. Penso in buona sostanza che al fondo di questa situazione di stallo ci sia non solo il confronto sui singoli punti della trattativa, ma più in generale il ruolo del contratto edile e dei suoi strumenti bilaterali. Il nostro ccnl è oneroso rispetto ad altri, ma a far bene i conti, restituisce a lavoratori e imprese molto più di quanto costa, come anche il Cresme ha recentemente ricordato nel corso della presentazione del rapporto delle Casse edili 2017, definendo quello edile un contratto del “chi più spende più risparmia”. Un esempio? Prima di entrare in cantiere, con il contratto edile hai 16 ore di formazione, con gli altri no. Questo è un investimento in sicurezza, non un costo.

Rassegna A conferma di quanto dici, sempre in quel rapporto delle Casse edili si rileva come, a fronte di un costo della bilateralità di 18 milioni, i servizi resi alle imprese per mettere in sicurezza i cantieri abbiano fatto evitare possibili sanzioni per oltre 390 milioni di euro.

Genovesi Ma non a tutti interessa, perché se rischi di ricevere la visita degli ispettori mediamente ogni 30 anni, se puoi aggiudicarti un appalto con il 70% di ribasso usando contratti non edili o subappalti senza regole, se non esiste una politica che qualifichi le stazioni appaltanti per premiare sul serio le imprese di qualità e mettere fuori dal mercato i furbetti, è difficile estirpare le pessime abitudini che ereditiamo dal passato. Le costruzioni sono a un passaggio epocale, occorre una scelta coraggiosa da parte delle imprese, che debbono domandarsi davvero quale futuro vogliono dare a questo settore.

Rassegna Ecco, che risposta dai tu? Quale futuro andrebbe costruito per il settore edile?

Genovesi Occorre guardarsi intorno: il settore ha registrato una ripresa significativa in diversi paesi Ue già dal 2015, ma ancora oggi in Italia la domanda interna registra una riduzione e gli investimenti in costruzioni di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni sono diminuiti negli ultimi sette anni del 35%, con centinaia di migliaia di posti di lavoro persi e di aziende fallite. In questo scenario, nel mondo delle imprese convivono da una parte punte di eccellenza, innovazione, cambi di modello e, dall’altra, lavoro nero, dumping, scarsa attenzione a qualità e sicurezza. Si va assistendo a una forte riconfigurazione del mercato, guidata da processi sia di innovazione tecnologica che di cambio del prodotto, ridisegnando la mappa della domanda, dell’offerta e del lavoro. Tutto ciò ha spinto il sistema nazionale delle imprese e il mercato del lavoro delle costruzioni a una polarizzazione crescente, con le imprese più grandi e quelle più strutturate, sempre di più digitalizzate e in “sintonia” con la nuova domanda, e molte altre, ferme in una mera strategia “difensiva” sui costi. In Italia ci sono centinaia di migliaia di imprese edili, la maggioranza piccole e tradizionali, lontanissime dalle nuove dinamiche del mercato. Queste due anime, quella innovativa e quella difensiva, sono sempre più distanti e creano una lacerazione, un conflitto, di cui inevitabilmente risente anche il nostro tavolo. Si tratta di investire su un contratto che consolidi chi sta già in alto, aiuti chi può e vuole migliorare e metta un freno definitivo a chi invece non ha né voglia, né spessore per fare il salto.

Rassegna In questo quadro contraddittorio, per certi versi conflittuale sul piano dei rapporti tra le imprese del settore, qual è il ruolo del sindacato?

Genovesi Un ruolo non secondario. Le proposte che come Fillea, Filca e Feneal abbiamo portato al tavolo di trattativa hanno non a caso un filo conduttore, la qualità, in coerenza con la nuova domanda e con ciò che serve al Paese. Quella qualità che in questi ultimi anni ha premiato, e bene, chi ha investito in innovazione, rispondendo a un bisogno sempre più forte di edilizia sostenibile, di anti sismico, di riduzione del consumo di suolo, di messa in sicurezza del territorio, di rigenerazione e recupero urbano, di riduzione delle emissioni. Sapendo cogliere le opportunità anche di una politica pubblica che su questo versante non è vero che non ha fatto. Difendere la qualità dell’impresa per il sindacato significa difendere la qualità del lavoro, il lavoro stesso e anche la qualità di ciò che si produce, accompagnando l’evolversi delle stesse professionalità.

Rassegna Hai appena accennato al tavolo contrattuale. Potresti ricordare in sintesi le proposte che come sindacati di categoria avete avanzato in quel negoziato?

Genovesi In estrema sintesi: aumenti salariali in linea con gli altri settori e finalizzati anche ad aiutare una ripresa dei consumi al servizio del Paese; difesa e riforma delle Casse edili a tutela di tutti i lavoratori, contro il lavoro nero e per sostenere le imprese più serie contro la concorrenza sleale e il dumping; più sicurezza sui posti di lavoro; creazione di un fondo sanitario integrativo nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione; potenziamento del fondo integrativo per il pensionamento anticipato, dando la possibilità a chi svolge lavori gravosi di andare in pensione prima e creare così occasioni di lavoro, di qualità, per tanti giovani. Ultima, ma non certo per importanza, la questione dell’applicazione nei cantieri del solo contratto edile.

Rassegna Su quest’ultimo punto, avete iniziato una profonda discussione, che ha anche coinvolto, in occasione di un recente direttivo Fillea tenutosi in corso d’Italia, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso…

Genovesi Il tema è complesso, provo a sintetizzare la riflessione fatta e su cui apriremo un confronto con la Cgil e le altre categorie, oltre che con Filca e Feneal, istituzioni, controparti datoriali. In uno slogan, vogliamo “ricomporre il cantiere dentro il contratto collettivo di miglior favore per i lavoratori”, sia in termini salariali, sia in termini di norme per la sicurezza e la formazione, convinti che la ricomposizione delle filiere, il governo dei processi di trasformazione dei prodotti per il cosiddetto “ambiente costruito” passi, da un lato, attraverso il riconoscimento del contratto edile come unico contratto per tutte le fasi del cantiere, che è e rimarrà una “fabbrica mobile” che produce un solo prototipo e, dall’altro, per una ricomposizione in un unico contratto collettivo dei diversi produttori di materiali e degli elementi d’arredo. Un contratto, quello dei materiali, che oggi potrebbe raccogliere i settori rappresentati dalla Fillea, ma domani potrebbe guardare anche ad altri comparti e categorie, come le ceramiche e le nuove leghe plastiche.

Rassegna Dentro questa strategia, quali nuovi contorni dovrebbe assumere la contrattazione di secondo livello?

Genovesi La contrattazione di secondo livello dovrebbe essere più “ambiziosa”, assumendo esplicitamente nel nuovo modello contrattuale in discussione con Confindustria, fermo restando un solo secondo livello di contrazione, tanto il livello aziendale che territoriale. Livello territoriale e livello aziendale devono essere retti da un principio di sussidiarietà: per cui, per le aziende che non hanno contrattazione aziendale, occorre un livello territoriale dove comunque affrontare il tema della produttività, della qualità e degli investimenti, oltre che partecipazione delegata dei lavoratori. Un secondo livello che assuma il tema del governo dei cambiamenti tecnologici, provando ad aggredire organizzazione del lavoro, riconversione occupazionale e saldi, produttività, partecipazione dei lavoratori alle scelte industriali, inclusione nel perimetro contrattuale dei lavoratori in appalto e delle lavorazioni esternalizzate, presenti in molte aziende dei nostri settori, adottando il modello “una fabbrica-un contratto”.

Rassegna Obiettivi che sono stati illustrati più diffusamente nel documento approvato all’unanimità dal direttivo Fillea dello scorso 30 ottobre. È vostra intenzione farne il filo conduttore della prossima stagione dei rinnovi contrattuali?

Genovesi Non solo. Chiediamo che la ricomposizione del cantiere sotto un unico ccnl viva come soluzione negoziale all’interno del confronto confederale aperto con Confindustria, che pone un tema vero, quello del contratto leader per ogni settore merceologico, o – qualora non fosse possibile – anche pensando a un’iniziativa legislativa ad hoc contro il dumping esercitato, non solo dai “contratti pirata”, ma anche da una gestione dei perimetri di contratti divenuti troppo generici e “piglia tutto”, perché con minimi salariali e prestazioni inferiori ai nostri. Per il contratto unico dei materiali pensiamo invece che è ormai maturo il tempo per valutare la presentazione di una sola piattaforma per definire una parte normativa comune per tutti i nostri ccnl, magari iniziando da cemento, laterizi e lapidei, e poi allegati specifici per professionalità e parte salariale, con la proposta di integrazione in un unico fondo di previdenza complementare e in un unico fondo di sanità integrativa che sia esigibile per tutti i settori. Sempre in coerenza con questa strategia, come ha dimostrato la recente sottoscrizione dei contratti per le piccole e medie imprese dei lapidei e del legno arredo, dobbiamo impegnarci a firmare intese che assumano come tratto distintivo un eguale costo complessivo del contratto nello stesso settore merceologico.

Rassegna Per concludere, torniamo allo sciopero del 18 dicembre. Come si svolgerà?

Genovesi Fino a oggi abbiamo svolto oltre mille assemblee nei cantieri, per spiegare ai lavoratori le difficoltà che abbiamo incontrato e la volontà di non fermarci, pienamente condivisa dalle decine di migliaia di persone che abbiamo incontrato. Nei prossimi giorni continueremo con la mobilitazione, fino alla giornata straordinaria di informazione fissata per il 20 novembre, in cui svolgeremo assemblee, volantinaggi, conferenze stampa territoriali. Quindi, l’appuntamento del 18 dicembre, con lo sciopero generale del comparto, con manifestazioni interregionali, mettendo la positiva e avanzata unità di azione con Feneal Uil e Filca Cisl al servizio di un’unità più forte delle stesse confederazioni. Unità per oggi e, visti gli scenari politici che ci potrebbero attendere anche con pericolose involuzioni democratiche, per domani. Memori della lezione di Giuseppe Di Vittorio che “solo uniti si vince”.

Slc Cgil Roma e Lazio: governo blocchi trasferimenti Almaviva

Ven, 17/11/2017 - 18:00

"Nella vicenda Almaviva sembra non esserci fine all'arroganza e alla protervia da parte dell'azienda. Dopo l' ordinanza del Tribunale di Roma che, accertando la condotta ritorsiva dell'azienda, ha annullato 153 licenziamenti ordinando la reintegra dei lavoratori, Almaviva ha immediatamente reagito trasferendo le persone presso la sede di Catania. Dopo la bocciatura dei licenziamenti, l'azienda prova quindi la strada dei trasferimenti per rappresaglia. Ci chiediamo davvero cosa aspetti il Governo a intervenire per fermare questo ennesimo scempio intimando all'azienda di fermarsi una buona volta e ritirare questo atto di arroganza". Così, in una nota, il segretario generale della Slc Cgil di Roma e del Lazio Riccardo Saccone.

Incidenti sul lavoro, Filt: serve più attenzione su sicurezza stradale

Ven, 17/11/2017 - 17:49

"È sempre più indispensabile che le associazioni datoriali incrementino la propria attenzione sulla sicurezza stradale nel trasporto delle merci e per le attività di logistica correlate al trasporto su gomma". È quanto afferma la Filt, a seguito della segnalazione dell'azienda sanitaria dell'università di Trieste sulle cause di un infortunio mortale occorso a un autotrasportatore lo scorso gennaio nella provincia, riferendo che "secondo la Asl, le ragioni vanno ricercate nella mancata capacità del fermaporta dei portelloni del semirimorchio utilizzato, di resistere al vento forte".

"Il caso conferma che, per diverse ragioni, riconducibili al mancato rispetto delle più elementari norme dei codici stradali e del lavoro, il settore dell’autotrasporto e della logistica detiene il triste primato dell'incidentalità mortale all'interno della nostra categoria", conclude il sindacato.

Elezioni Rsu alla Ducati Motor: alla Fiom la maggioranza assoluta

Ven, 17/11/2017 - 17:38

Concluso nel pomeriggio di oggi, venerdì 17 novembre, lo spoglio delle elezioni per il rinnovo della Rsu Ducati Motor dopo le votazioni che si sono svolte nei giorni 15-16-17 novembre. "Il voto - scrive in una nota la Fiom Cgil - segna innanzitutto, rispetto alle ultime elezioni che si sono svolte nel 2014, un aumento del numero dei votanti (868 oggi, 699 nel 2014) su 1189 dipendenti, che già di per sé è un bel segnale e una grande prova di democrazia e partecipazione".

L’esito del voto premia la stessa Fiom che passa da 333 a 459 voti e quindi dal 49% al 54%. "Eleggiamo 11 delegati su 20 (5 li elegge la Uilm, 4 la Fim) - scrivono ancora le tute blu Cgil - Non si registrava una maggioranza assoluta della Fiom in Ducati dal 1989. Questo risultato arriva dopo anni di intensa attività contrattuale (l’accordo integrativo e di partecipazione è di marzo 2015), arriva a seguito dell’implementazione di un sistema di relazioni industriali fondate sui principi della partecipazione, arriva con un lavoro vero e diffuso dei delegati e delle delegate Fiom in tutti i settori dell’azienda".

Bergamo, lunedì 20 novembre protestano gli edili

Ven, 17/11/2017 - 17:16

Il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli operai edili, ad un anno e cinque mesi dalla scadenza del precedente, è “un atto di prevaricazione contro i lavoratori”. Così si esprimono Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Bergamo, annunciando l’adesione allo sciopero nazionale che si terrà a dicembre e due iniziative organizzate proprio nella provincia orobica già per lunedì 20 novembre.

In tutt’Italia il 20 novembre si svolgeranno presidi, volantinaggi, incontri e conferenze stampa. A Bergamo, in aggiunta alla campagna di assemblee che si stanno svolgendo nei luoghi di lavoro, si terrà una serie di iniziative. Eccole nel dettaglio: volantinaggio al cantiere del KM Rosso e in quello dell’Accademia della Guardia di Finanza a Bergamo dalle ore 6.30 alle ore 8.30; incontro all’Ance di Bergamo, sempre lunedì 20, alle ore 11.00; incontro con il Prefetto alle ore 12.00, per illustrare le ragioni, i motivi e il percorso di mobilitazione intrapreso per il rinnovo del Ccnl e per invitarlo a inviare una missiva al Governo circa la nostra protesta in particolare per il problema dei lavori gravosi.

“Il diritto al rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro non può essere messo in discussione. La rigenerazione del settore edile, indispensabile per affrontare temi come sostenibilità ambientale, sociale, economica e culturale, transita anche dalla contrattazione collettiva per adeguare il sapere e la professionalità degli operai, degli impiegati e dei tecnici di cantieri” concludono i sindacalisti di Feneal, Filca e Fillea. 

La settimana del lavoro

Ven, 17/11/2017 - 17:07

Almaviva, i licenziamenti sono illegittimi. Arriva la sentenza del giudice del lavoro di Roma: scatta la reintegra per 153 dipendenti, per altri 90 si decide il 15 dicembre. Cgil e Slc: "È una sentenza che finalmente rende giustizia".

La proposta del governo sulla previdenza costa 61 milioni di euro, mentre l'esenzione dell'aumento dell'età pensionabile coprirà solo 4.305 persone. Questi i dati diffusi dal sindacato, dopo gli incontri a Palazzo Chigi per il tavolo con il governo. Sabatoprevisto l'ultimo appuntamento. Per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, "così non va:le distanze sono ancora significative".

Giovedì è stato il giorno della manifestazione a Ostia contro le mafie e per la legalità, a cui la Cgil ha aderito in massa: L'altra Ostia, una piazza che sconfigge la paura (fotovideo). 

Sanità, il ministero è disponibile ad avviare tavoli tematici. Il segretario confederale della Cgil, Rossana Dettori, a Rassegna Sindacale"Vogliamo anche un confronto politico". Presentato a Roma l'VIII Rapporto, realizzato da Cgil, Spi e Fondazione Di Vittorio: quasi metà degli accordi riguardano la povertà.

Il Fiscal compact è nemico di crescita, sviluppo e coesione. È quanto emerso dal dibattito che si è svolto il 15 novembre in corso d'Italia. Per Marcello Minenna "serve un nuovo Fondo monetario come garante del debito pubblico in eurozona". Camusso: non solo banche, bisogna guardare anche alle persone.

Gli studenti scendono in piazza in tutto il Paese: basta tagli e sfruttamento, finanziare l'istruzione pubblica. Sinopoli (Flc) a RadioArticolo1: serve una scuola aperta a tutti e tutte.

SCIOPERI, CONTRATTI E ACCORDI
Edilizia, parte la mobilitazione per il contratto: lunedì 20 novembre iniziativa straordinaria di informazione su tutto il territorio nazionale. Lavoro in somministrazione, è un momento cruciale per il rinnovo. In tutta Italia la protesta dei dipendenti dell'Ispettorato del lavoro: una riforma "a costo sotto zero"Caso Froneri, delegazione sindacale ricevuta da Renzi. Milano, la multinazionale Henkel abbandona Caleppio. Bergamo, all'Oriocenter in mille firmano contro l'apertura a Natale.

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ANALISI, APPROFONDIMENTI, INTERVISTE

Una Ue più giusta, dopo vent'anni di silenzio e oblio
di Fausto Durante

Gig economy, è questa la nuova frontiera dela precarietà
di Jacopo Formaioni

Avellino, arriva la rassegna di cinema e lavoro
di Emanuele Di Nicola

Sull'Unione, il peso dell'austerity
di Marcello Minenna

La ripresa sbagliata
di Riccardo Sanna

Ue, ora la rotta deve cambiare davvero

Ven, 17/11/2017 - 17:02

“La Cgil accoglie con favore la proclamazione del Pilastro europeo dei diritti sociali, avvenuta oggi (17 novembre, ndr) a Goteborg in occasione del Summit sociale dei capi di stato e di governo dell’Ue. Ci auguriamo che questa firma non si limiti ad essere un segnale, ma l’inizio di un cambio radicale di rotta delle politiche dell’Unione Europea”. È quanto si legge in una nota della Cgil nazionale.

“Se da un lato i contenuti del Pilastro, seppur con alcuni limiti, sono ampiamente condivisibili, dall’altro - sottolinea la Confederazione - occorre che l’Ue cambi radicalmente le sue politiche economiche e il modello di governance”.

Per la Cgil “è quanto meno schizofrenico, e per alcuni aspetti inconciliabile, proporre la ratifica del Fiscal Compact, sia che essa avvenga attraverso una Direttiva che nei Trattati, e allo stesso tempo perseguire ambiziose politiche sociali come enunciato nel Pilastro”

“Occorre quindi - si legge nella nota - armonizzare le politiche economiche e quelle sociali e rimettere al centro dell’agenda politica il lavoro e la sua qualità, il miglioramento delle condizioni di vita, un piano europeo sull’immigrazione ispirato al rispetto dei diritti umani, il dialogo sociale e il ruolo del sindacato e della contrattazione collettiva che dovrebbe essere favorita ad ogni livello”.

“Insieme alla Confederazione europea dei sindacati (Ces/Etuc) saremo impegnati nei prossimi mesi a vigilare affinché il Pilastro sia implementato e le proposte che ne derivano siano vincolanti per i Paesi membri e - conclude la Cgil - conducano ad un’effettiva maggiore convergenza, a partire dalla lotta al dumping salariale”.

Ccnl somministrazione: continua lo stallo della trattativa

Ven, 17/11/2017 - 17:00

Continua la fase di stallo della trattativa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Somministrazione. Se ne è parlato venerdì 17 novembre nel corso dell'attivo dei rappresentanti e delegati NIdiL Cgil di tutta Italia. "Dopo sei mesi di trattativa e anche alla luce del crescente consolidamento della somministrazione all’interno del mercato del lavoro - si legge in una nota del sindacato dei lavoratori in somministrazione - la mancanza di una chiara presa di posizione sui temi qualificanti della piattaforma sindacale da parte di Assolavoro, una delle controparti datoriali di rappresentanza delle agenzie per il lavoro, non è comprensibile". 

Nel corso dell'attivo, le strutture territoriali e i rappresentanti dei lavoratori hanno ribadito con forza "la necessità di riprendere al più presto il tavolo della contrattazione e il confronto sui punti cardine della piattaforma, dalla formazione come diritto individuale a diritti e tutele nei rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato". 

"Su questi ultimi - afferma Nidil - assumono particolare rilevanza lo scoraggiamento delle missioni brevi e reiterate e la previsione del diritto di precedenza in caso di impiego prolungato presso lo stesso utilizzatore". 

"Ci attendiamo una ripresa del confronto nel più breve periodo - conclude il sindacato - con un chiarimento definitivo sulla posizione di Assolavoro in merito agli aspetti centrali della piattaforma oggetto di contrattazione. Qualora non dovessero esserci riscontri a breve, decideremo unitariamente il percorso da intraprendere".

Colussi, lavoratori approvano accordo e piano sociale

Ven, 17/11/2017 - 16:38

"I lavoratori della Colussi spa, dopo aver partecipato alle assemblee, oggi hanno dato parere favorevole, con 292 si, 96 no, 3 nulle e 6 bianche, con voto certificato, all’accordo e al piano sociale sottoscritto in Confindustria Umbria il 16 novembre con l'azienda". Ne danno notizia in una nota Flai, Fai e Uila.

"Ringraziamo tutti i dipendenti della Colussi per la scelta responsabile che hanno fatto, e che, insieme ai sindacatii, obbliga l’azienda a un rigoroso rispetto di quanto è stato sottoscritto. Investimenti, formazione e un'organizzazione del lavoro che riconosca il ruolo del lavoratore e il suo lavoro, sono lo spirito che ha guidato la trattativa. Il futuro della Colussi di Petrignano non può che iniziare da qui, con un riconoscimento reciproco e ascoltando più di ieri le voci dei lavoratori",

 

Veneto, sindacati: serve politica per accoglienza dei migranti

Ven, 17/11/2017 - 16:32

Una politica concreta per l'accoglienza dei migranti. Lo chiede il sindacato veneziano, pronto a fare la propria parte nel territorio: Cgil Cisl e Uil "esprimono un profondo cordoglio per Salif Traore ragazzo ivoriano di 34 anni, vittima dell'incidente stradale avvenuto ieri tra Cona e Codevigo La situazione che si sta verificando nel campo profughi di Cona è sempre più intollerabile. Il sindacato confederale ha denunciato da tempo la insostenibilità delle politiche di accoglienza che si stanno adottando nel territorio veneziano".

"Donne e uomini stipati in un sito inadeguato con situazioni precarie sia di ordine igienico che per la minima convivenza. E la politica metropolitana non ha dato e continua a non dare risposte concrete – scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil –. La conseguenza è ciò che sta avvenendo in queste ore, una soluzione scorretta per due ordini di motivi: si è messa a rischio l'incolumità   dei partecipanti e un messaggio sbagliato e distorto al territorio, cioè un ulteriore problema non risolto. Invece serviva solo assumersi le responsabilità  che competono ed applicare la legge".

Per i sindacati, "non serve un Masaniello per risolvere la situazione":  "È invece il momento di affrontare la situazione in modo strutturale, organico e specialmente non improvvisato. La politica di questo territorio deve mettere in atto un piano di ampio respiro e non abborracciare degli interventi tampone per le emergenze dell'ultimo minuto. Il sindacato confederale da tempo sollecita percorsi che favoriscano la costruzione del dialogo tra politica, istituzioni, rappresentanze sociali, ma tale sollecitazioni sono cadute nel vuoto. Lo abbiamo detto esplicitamente nella importate iniziativa del febbraio scorso. Ma a tutt'oggi non abbiamo avuto risposte. Per questo si ribadiamo la necessità  di un tavolo progettuale che coinvolga i diversi livelli istituzionali nelle loro competenze".

Questo per creare un percorso di buone pratiche che vadano a stimolare l'accoglienza e l'integrazione diffusa. "E non da ultimo per promuovere la solidarietà  verso persone che fuggono da guerre o da situazioni inconcepibili in un mondo civile. In più adottando delle serie politiche di integrazione, si assottiglia il rischio di lasciare queste persone al loro destino e quindi facili prede della criminalità . Il Sindacato Confederale saprà fare la sua parte nel territorio, con le proprie strutture e con la propria esperienza nella contrattazione sociale. Ma si attendono delle risposte serie dalle Istituzioni, Prefettura e Questura, che devono evitare le generalizzazioni nella individuazione delle responsabilità, perché si rischia così  di favorire ancora degli arruffapopolo che cercano di cavalcare, in modo distorto, una situazione che sta diventando a rischio", conclude la nota.

Alfasigma: sì dei lavoratori ad accordo su gestione esuberi

Ven, 17/11/2017 - 16:29

A seguito dello svolgimento delle votazioni sull’accordo sindacale Alfasigma del 7 novembre scorso, le commissioni elettorali hanno comunicato alle segreterie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec l’esito delle votazioni. Il risultato complessivo ha visto 1.295 lavoratori favorevoli all’ accordo su 1.333 votanti. A seguito del risultato, i sindacati e le Rsu aziendali proseguiranno il confronto il 20 novembre al ministero del Lavoro per la chiusura della procedura aperta.

Pensioni, vertice decisivo tra governo e sindacati

Ven, 17/11/2017 - 16:22

Incontro decisivo sabato 18 novembre sulle pensioni. I segretari generali di Cgil, Cisl e Uil tornano a palazzo Chigi per verificare nel dettaglio le proposte del governo, che potrebbero nel frattempo aver subito alcune variazioni. Dopo l'ultimo incontro, le organizzazioni hanno chiesto di presentare un testo dettagliato con le proposte in tema di pensioni, e il governo si è dichiarato disponibile. Susanna Camusso ha bocciato le 7 misure indicate dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, ritenendole del tutto insufficienti. Le risposte del governo sul tema dell'aspettativa di vita "sono ampiamente insufficienti perché aprono problemi di cambiamento del meccanismo previdenziale". Così il segretario generale della Cgil. Anche la platea dei lavori usuranti, esentati dall'aumento automatico dell'età pensionabile, "è insufficiente". "Continua il lavoro, le distanze sono molto significative e le proposte fatte non delineano una facile soluzione dei problemi affrontati".

In settimana la Cgil ha presentato uno studio secondo cui l'esenzione dell'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni nel 2019 a 15 categorie di lavoratori che svolgono mansioni gravose salvaguarderebbe solo 4.305 persone, appena il 2,2% della platea complessiva. Il costo delle misure previste dal governo arriverebbe solo a 61 milioni nel triennio. Restano aperti, poi, i temi che riguardano le future pensioni di giovani, donne e la previdenza complementare.

Scuola per tutti, Camusso firma manifesto

Ven, 17/11/2017 - 16:10

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha firmato il “Manifesto per la scuola aperta a tutti e a tutte”, che domani sarà diffuso con iniziative organizzate in tutta Italia. “La scuola - sottolinea il segretario del sindacato di Corso d’Italia - appartiene al Paese, è aperta a tutte e a tutti, è inclusiva e decisiva per lo sviluppo del nostro Paese. È questo, in sintesi, quello che abbiamo scritto e condiviso con altri sindacati, associazioni, intellettuali, educatori, formatori, studenti nel manifesto per la scuola”.

“Nel manifesto - aggiunge Camusso - ci sono le nostre idee e proposte per fare della scuola italiana e della formazione una priorità del Paese. Lo facciamo ora, alla vigilia dell’apertura del rinnovo contrattuale,perché sia chiaro a tutti che parlare del contratto della scuola significa parlare del futuro del Paese”.

Rsu Nuovo Pignone: “Lasciateci lavorare”

Ven, 17/11/2017 - 15:51

“Alcune persone vedono un’impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com’è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante”. Questo è un famoso aforisma di Winston Churchill, in cui le lavoratrici e i lavoratori del Nuovo Pignone si riconoscono appieno. Sono quasi 200 anni che creiamo valore e portiamo utili, a prescindere dalle proprietà che si sono avvicendate nelle varie generazioni. Attualmente, stiamo vivendo sotto una tempesta mediatica, provocata da una crisi finanziaria di General electric, di cui noi non siamo né responsabili né corresponsabili. Appare chiaro che l’attenzione, di cui siamo oggetto, è chiaramente più usata per fini politici che per un vero interesse alle nostre vite e al nostro futuro: lo sappiamo bene, abbiamo una discreta esperienza in queste dinamiche". È quanto affermano le Rsu del Nuovo Pignone in una nota.

"In circa due secoli, anche con le nostre lotte e il nostro impegno sindacale, abbiamo costruito un polo tecnologico estremamente importante e ben radicato nel territorio italiano, con un'enorme flotta di macchine da gestire in tutto il mondo, clienti storici che si fidano di noi e nuovi prodotti in sviluppo, su cui sono presenti investimenti di rilievo, che rappresentano il 'nostro pane' di domani e di tutta la filiera produttiva di cui ci serviamo. Ogni frase che mette in dubbio tutto questo può penalizzarci a livello di immagine e complicare in parte i rapporti con i nostri clienti e il mercato a cui ci rivolgiamo", continuano le Rappresentanze sindacali unitarie.

"In merito alla nostra uscita da General electric, che rimane un’opzione tutta da verificare, proprio perché forti delle nostre capacità progettuali e tecnologiche e consci di un sapere produttivo difficilmente sostituibile, diciamo a tutti che non siamo impauriti. Certo, chiediamo ai vertici della nostra multinazionale, a cui da più di vent’anni abbiamo sempre portato utili, di decidere in fretta sul nostro futuro, perché l’incertezza non giova a nessuno. Insomma, chiediamo di poter continuare quello che sempre abbiamo fatto bene: lavorare e lavorare con tranquillità", concludono le Rsu.

 

Comune Napoli, Cgil: necessario processo di riorganizzazione

Ven, 17/11/2017 - 15:36

“Un Comune al servizio dei cittadini? Dovrebbe essere una cosa normale, ma troppo spesso non lo è, per le politiche di restrizione dei trasferimenti agli enti locali e per le riduzioni di personale, a cui si aggiungono le responsabilità dell’amministrazione comunale nel non aver affrontato per tempo un processo di riorganizzazione della macchina amministrativa comunale, che oggi è fondamentale”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella, intervenendo all’iniziativa promossa alla sala Gemito dalla Funzione pubblica Cgil.

“Il Comune vive una fase di estrema difficoltà dal versante del bilancio, che impone una riorganizzazione che non può che essere costruita attraverso un confronto con il sindacato confederale, ma in particolare con le organizzazioni degli enti pubblici, con un protocollo di relazioni che sottragga questa discussione ad ogni arbitrio e restituisca valore al lavoro ed efficienza ai servizi. Tutto ciò, caratterizzato da una forte capacità di indirizzo, ma senza venir meno ai principi di decentramento e di prossimità”, ha rimarcato il sindacalista.

“Solo affrontando questa sfida, che passa anche per la costruzione di un processo di rafforzamento degli organici, di valorizzazione del lavoro attraverso un contratto integrativo che vada in questa direzione – ha concluso il dirigente sindacale –, potremo risolvere i problemi più generali di questa città. Mai come in questo momento, se Napoli è al centro di ogni ipotesi di sviluppo della Regione e del Mezzogiorno, l’amministrazione comunale e la sua efficienza sono la condizione perchè ciò si realizzi”.

La proposta: sviluppo sostenibile nella Costituzione

Ven, 17/11/2017 - 15:34

C'è anche il Bes nella definizione di crescita per l'Italia. O per meglio dire, ci sarebbe. Perché se è vero che per la prima volta gli indicatori del benessere equo e sostenibile sono entrati nel processo politico in via sperimentale nel Def, gli impegni a cui avrebbe dovuto portare rimangono per adesso sulla carta. L'idea fu lanciata nel 2009 dall'allora presidente dell'Istat Enrico Giovannini, il quale successivamente fu anche protagonista del governo Letta come ministro del Lavoro. “Sono molto soddisfatto – commenta l'economista a RadioArticolo1 – che al centro del processo politico siano entrati gli indicatori alternativi: non si può misurare il successo di un paese utilizzando solo Pil. Occorre tenere conto della disuguaglianza tra ricchi e poveri, ma anche di genere. Per esempio, cerchiamo di capire come le condizioni sociali impediscano alle donne che lavorano di avere dei figli, o l'impatto delle emissioni di Co2 nell'atmosfera e così via”.

Un emendamento alla legge di bilancio prevede la trasformazione del Comitato interministeriale per la programmazione economica, il Cipe – che sovrintende a tutti gli investimenti pubblici – in Comitato interministeriale per lo sviluppo sostenibile, per allargare i modelli con cui il governo fa le previsioni da mettere a disposizione anche del Parlamento. “Questa è la logica, come accade in Olanda o in altri paesi nordici: fare analisi integrate, anche prospettiche, così da simulare, prima di adottare le politiche, quale sarà l'impatto guardando a elementi come quelli della povertà o della mancanza di servizi sanitari che fanno parte, appunto, di questi indicatori”.

Di questi temi di cui si occupa l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, di cui Enrico Giovannini è portavoce: “Noi siamo convinti – afferma – che la prossima campagna elettorale dovrebbe svolgersi su questi temi, che la prossima legislatura debba essere sullo sviluppo sostenibile, al punto tale che abbiamo proposto addirittura il cambiamento della parte prima della Costituzione con l'inserimento del principio dello sviluppo sostenibile, come hanno fatto la Francia, la Svizzera e altri. Sono molto lieto che in Parlamento sia stata presentata una proposta di legge proprio su questo”.

Il problema pratico, per adesso, è che dei 130 indicatori iniziali ne sono stati selezionati soltanto 12 e l'impatto sulle decisione politiche stenta ad arrivare: “Il Bes – osserva Gianni Di Cesare della Cgil nazionale sempre a RadioArticolo1 – è uno strumento potente, ma gli indicatori dovrebbero essere più compositi, più aggreganti e fare alcune scelte di grande rilievo. Noi vogliamo continuare a lavorarci e siamo sempre disponibili a un confronto per spingere avanti un progetto in cui crediamo”. Il tutto in una logica di prospettiva, ad esempio, “ipotizzando come superare la fase di transizione della decarbonizzazione con le nuove energie”, allo stesso tempo “tornando a parlare di piena occupazione, cercando di mettere insieme l'economia, l'ambiente e il lavoro e l'inclusione sociale”.

“Nelle nostre proposte, anche quelle che abbiamo fatto al Cnel – aggiunge il sindacalista – abbiamo detto che bisogna rimettere al centro la questione dello sviluppo sostenibile e la della partecipazione. Vogliamo dare una mano, così come abbiamo fatto qualche anno fa nel produrre i Bes, quei 130 indicatori che ci hanno posto oggettivamente all'avanguardia. Le organizzazioni sindacali ci sono, la Cgil c'è per questo impegno”.

 

Energia, Miceli (Filctem): governare la transizione

Ven, 17/11/2017 - 15:34

“I cambiamenti epocali sono vissuti sempre con preoccupazione, ma non abbiamo dubbi che questo processo di trasformazione vada accompagnato e governato, è inevitabile. Tra i compiti dei sindacati c’è quello di liberare i lavoratori dalla fatica, un altro è la difesa e la sicurezza dell’ambiente. Quello che ci preoccupa, invece, è che la più grande democrazia di questo mondo sia contro questi processi, e che la più grande dittatura del mondo sia a favore, questo la dice lunga sulla crisi della democrazia”: lo ha dichiarato il segretario generale della Filctem Cgil, Emilio Miceli, durante l’intervento che concludeva il seminario sulla Sen (Strategia energetica nazionale), svoltosi oggi 17 novembre a Roma presso la sede nazionale della Cgil.

“In riferimento alla Sen - continua Miceli -, l’Italia non parte da zero, se pensiamo al carbone, a cominciare dalla Germania, e se pensiamo a quello che succede sul versante del nucleare, e a tutto il lavoro che questi paesi hanno da fare nei processi di riconversione, credo che noi siamo dentro a un equilibrio promettente”

“Tema importante – prosegue il leader della Filctem -, è quello delle grandi città, noi la sfida della riconversione la vinciamo o la perdiamo su questo tema. Ritengo, a riguardo, che le grandi imprese hanno fatto poco per le grandi città, mi aspettavo maggiore attenzione e cura per quei processi che governano la riconversione energetica delle grandi città”

“Quello sulla Sen è un buon documento – conclude Miceli -, che tiene conto del paese e delle prospettive, però dice troppo poco sul versante della vita delle persone. Vorremmo capire se la fatica delle persone, se le risorse umane, coloro che lavorano in questo mondo siano un orpello di un processo di transizione e trasformazione. Vorremmo che il Mise, oltre a pensare ed immaginare una strategia energetica nazionale, possa anche essere la sede di una elaborazione, per fare in modo che questo processo di transizione sia un processo di transizione che metta tranquillità a tante migliaia di lavoratori, questo sarà uno tema delicato con cui avremo a che fare nei prossimi anni”.

Cgil Roma-Lazio: 7 dicembre, in Campidoglio per rivendicare accoglienza

Ven, 17/11/2017 - 15:17

"È un periodo in cui il destino economico e calcistico del nostro Paese incrocia quello della Svezia. Infatti, il percorso di sostegno deciso dopo i (vergognosi) fatti di questa estate di via Curtatone e il provvedimento Minniti d'individuazione di alloggi o strutture libere dove ospitare gli sfollati, si è concluso con una gara a procedura negoziata di 900.000 euro, indetta dal Dipartimento politiche sociali del Campidoglio, per un numero massimo di 100 persone per l’acquisto di casette pieghevoli, con telaio di acciaio ricoperto di plastica (better shelter), prodotte dal colosso svedese Ikea". Così, in una nota, Roberto Giordano, segretario della Cgil di Roma e del Lazio.

"Gli annunci del sindaco di un intervento strutturale sui temi complicati dell’immigrazione e delle politiche abitative, volti a recuperare immobili dismessi e censire finalmente il patrimonio pubblico abitativo o intervenire sulle numerose case pubbliche affittate o occupate, senza titolo né requisito di reddito, per una nuova stagione programmata e senza emergenze, si sono materializzati con le casette di plastica Ikea", continua il dirigente sindacale.

"La Cgil di Roma e Lazio sta costruendo una forte alleanza trasversale fra tutti quei soggetti laici, cattolici, sindacali e politici che in questi anni si sono resi protagonisti delle lotte cittadine per il diritto all’abitare e all’accoglienza e il 7 dicembre ci troveremo tutti a piazza del Campidoglio, a sostegno di una piattaforma comune, risultato di tante esperienze, per rivendicare una politica dell’accoglienza e delle politiche abitative degne della capitale d’Italia e che ci porti fuori per sempre dalla cultura dell’emergenza, che in questa città è stata fonte di corruzione e malaffare", conclude il sindacalista.