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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Aggiornato: 3 hours 25 min fa

Ducati Motor: accordo per assunzioni e stabilizzazioni

4 hours 51 min fa

Accordo per la stabilizzazione di 58 lavoratori alla Ducati Motor di Borgo Panigale. L'intesa sottoscritta da Fim, Fiom, Uilm e  direzione aziendale si colloca in continuità con il lavoro svolto fino ad oggi in relazione ai percorsi di stabilizzazione nell'ambito delle politiche occupazionali contenute nel contratto integrativo vigente (del 5 marzo 2019). Una parte di questi lavoratori faranno un avanzamento nei percorsi verso la stabilizzazione occupazionale un'altra invece entrerà far parte dell'organico a tempo indeterminato in Ducati Motor. Lo rendono noto in un comunicato Fim, Fiom e Uil di Bologna.

Nel merito l'accordo ha stabilito infatti che 20 lavoratori avranno una trasformazione da Part time verticale (Ptv, dovuto alla stagionalità della produzione di Ducati) a Full Time a tempo indeterminato; ulteriori 33 lavoratori vedranno il loro rapporto di lavoro trasformato da contratto a tempo determinato (Td) stagionale in contratto Part time verticale (Ptv); infine sono 5 gli ingressi in azienda con contratto Part time verticale (Ptv) di studenti che hanno concluso positivamente il percorso del Desi(Dual Education Sistem Italy).

Nell’accordo è anche previsto l'impegno già sottoscritto di trasformazione da Ptv a Full Time entro gennaio 2022 di altri 19 lavoratori. "Oltre al tema occupazionale in questo accordo è contenuto un importante tema formativo e di acquisizione di professionalità aggiuntive legate alla polivalenza, consegnando quindi ad un gruppo di lavoratori l'obiettivo di innalzare la propria professionalità e di conseguenza la propria retribuzione. Il modello di avanzate relazioni sindacali in Ducati ed in altre importanti azienda Bolognesi dimostra come la contrattazione possa essere quello strumento che tenga al centro il lavoro e la dignità dei lavoratori", spiega la nota.

Agenzie fiscali: il 23 gennaio blocco negli uffici per il fisco-day

5 hours 14 min fa
Il 23 gennaio, negli uffici dell’agenzia delle Entrate e delle Dogane di Roma e Lazio, si terranno la mattina assemblee unitarie previste sulla vertenza in corso. Dalle carenze di personale al salario accessorio, tanti sono gli aspetti che minano il funzionamento degli uffici e l’erogazione di servizi.   “Non è possibile pianificare una vera lotta all’evasione se non si prevedono adeguati investimenti sul personale e non si valorizzano le professionalità esistenti – dichiara la Fp Cgil di Roma e Lazio –. Negli uffici regionali dell’Agenzia delle Entrate sono andate in pensione 190 persone nel 2019, e anche quest’anno sono previste uscite in ogni area. Non c’è corrispondenza tra i carichi di lavoro, definiti in funzione degli obiettivi in convenzione con il ministero, e la retribuzione accessoria, che invece risente dei tagli imposti dalla normativa sui fondi”.

Anche le Dogane risentono pesantemente delle mancate assunzioni e delle continue fuoriuscite. “C’è una carenza complessiva di quasi 3.000 persone in tutta Italia. Nel Lazio avevamo denunciato numerose uscite dai controlli di dogana a Fiumicino (11 su 179) e Ciampino (1 su 4); situazione confermata e aggravata dai pensionamenti previsti per quest’anno, mentre resta difficile la mobilità, ora ferma per l’assenza dei vertici. Una carenza già insostenibile, che preoccupa ancora di più per l’imminente attuazione della Brexit. Per i due principali aeroporti di Roma passa una fetta enorme di traffico internazionale e la Gran Bretagna è uno dei principali partner commerciali: nel 2019 i passeggeri  sono stati 46 milioni, di cui 41 a Fiumicino e 5 a Ciampino; 187.000 tonnellate di merci sottoposte a controllo doganale, di cui 171.000 a Fiumicino, per oltre 32 milioni di diritti doganali versati allo Stato. Per i Porti di Civitavecchia, primo porto di Europa per transito passeggeri, Gaeta e Fiumicino passano oltre 16,6 milioni di tonnellate merci controllate”, prosegue il sindacato.

“Effettuare controlli con così poco personale, senza prevedere adeguati rinforzi né risorse per erogare le dovute indennità al personale, vuol dire non dare adeguato supporto a un’attività strategica per l’intero Paese e a non garantire la sicurezza delle frontiere, dall’antiterrorismo alla salute. Perciò, ci aspettiamo altissima adesione alla mobilitazione, che ci vedrà sotto al Mef il 6 febbraio per la manifestazione nazionale unitaria: per il lavoro, per i servizi, la legalità e gli investimenti essenziali per il funzionamento dell’intera macchina pubblica”, conclude la nota.

Abbanoa, contratti scaduti e stipendi non pagati

6 hours 32 min fa

Stipendi non pagati, contratti scaduti e collaborazioni coordinate e continuative imposte illegittimamente: succede ai circa 200 postini di Abbanoa, per i quali la Filcams Cgil Sardegna chiede un confronto immediato con la società committente e la Gp service, che ha in appalto il servizio di consegna delle bollette dell’acqua.

“I lavoratori, assunti con contratto a tempo determinato, scaduto a dicembre scorso – ha spiegato la segretaria regionale Filcams, Nella Milazzo –, non hanno ancora ricevuto gli ultimi tre stipendi e, attraverso una verifica al Centro per l’impiego abbiamo scoperto che per alcuni di loro è stato avviato un contratto di collaborazione coordinata e continuativa dal 2 gennaio, sempre con la Gp Service, con la mansione di addetti allo smistamento e al recapito della posta”.

Secondo il sindacato, “tale forma contrattuale non solo è illegittima - si tratta di un rapporto di lavoro subordinato e non certamente di una collaborazione -, ma è persino invalidata dal fatto che nessun lavoratore hai mai sottoscritto un qualsiasi tipo di contratto per il 2020: perciò, l’azienda deve provvedere immediatamente alla rettifica di questa situazione, che può oltretutto comportare danni economici, come la mancata accettazione della domanda di Naspi”.

Una situazione diventata ormai insostenibile che, oltre alle preoccupazioni per il futuro lavorativo dei postini, rischia di creare disagi, legati alla mancata consegna della corrispondenza, visto che il servizio è praticamente sospeso. I responsabili della Gp Service, contattati dal sindacato per sollecitare il pagamento degli stipendi arretrati e avere chiarimenti sul futuro dell’appalto, hanno comunicato verbalmente di non essere in grado di provvedere al saldo delle buste paga, a causa di un ritardo di Abbanoa nel pagamento delle fatture: “Non entriamo nel merito dei rapporti tra committente e ditta d’appalto – ha detto ancora Milazzo –, ma non possiamo tollerare che eventuali controversie vengano scaricate sulle spalle dei lavoratori”.

Pertanto, la sigla di categoria chiede a entrambe di trovare una soluzione nel più breve tempo possibile, sottolineando che “Abbanoa dovrebbe vigilare affinché le società appaltatrici siano rispettose delle norme di legge e contrattuali e, oltretutto, la normativa in vigore prevede anche la responsabilità solidale del committente negli appalti per i mancati pagamenti ai dipendenti delle ditte appaltatrici”.

Contrattazione di II livello: 22 gennaio presentazione Rapporto Cgil-Fdv

6 hours 32 min fa

La Cgil presenterà domani, 22 gennaio, il secondo Rapporto sulla contrattazione di II livello elaborato insieme alla Fondazione Di Vittorio. Appuntamento alle ore 10 in corso d’Italia 25, Roma.

L’analisi, che ha preso in considerazione 1887 documenti tra accordi di livello aziendale e territoriale siglati dal 2017 al 2019, sarà illustrata dai ricercatori della Fdv Cgil NicolettBrachiniBeppe De Sario e Salvo Leonardi.

A seguire ne discuteranno nel corso di una tavola rotonda: Tiziana Bocchi, segretaria confederale Uil; Fulvio Fammoni, Presidente della Fondazione Di Vittorio; Ivana Galli, segretaria confederale della Cgil; Giulio Santagata, consigliere delegato Nomisma; Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl; Tiziano Treu, Presidente Cnel; Sabina Valentini, capo servizio sindacale-giuslavoristico di Confcooperative; Maurizio Landini, segretario generale Cgil. 

Crisi e futuro dell'informazione: 22 gennaio convegno Slc Puglia

6 hours 46 min fa

“Il senso delle parole. Dalle crisi al futuro dell’informazione” è il titolo del convegno promosso dalla Slc Cgil di Puglia, con la collaborazione di Cgil regionale, Assostampa, Fnsi e Ordine dei Giornalisti di Puglia, per mercoledì 22 gennaio 2020 presso l’Hotel Excelsior a Bari. Una sorta di stati generali dell’editoria che vedrà tra gli altri la presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e l’editoria, Andrea Martella.

L’analisi di contesto da cui è partito il sindacato lavoratori della comunicazione “è quella di una crisi che riguarda tanto la carta stampata che il sistema radio televisivo pugliese, per non parlare dei macroscopici problemi che vive il mondo editoriale pugliese. Chiusura di testa giornalistiche, di centri stampa, il fallimento di emittenti televisive, insieme a decine di librerie ed edicole che soffrono le scarse vendite di libri e giornali, rappresentano un quadro devastante del sistema editoriale pugliese. Ma l’iniziativa vuole essere soprattutto un momento di approfondimento rispetto al futuro, a quello che si può fare, in termini di salvaguardia dei posti di lavoro e per provare a capire da qui ai prossimi cinque anni che tipo di sviluppo avrà il settore - pensiamo a sviluppo del 5g che non potrò non influenzare strategie imprenditoriali – e quali politiche pubbliche devono accompagnare questo processo”.

L’apertura dei lavori prevista alle ore 10 con i saluti del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e a seguire un dialogo tra la giornalista Enrica Simonetti e Sergio Bellucci, autore del libro “L’industria dei sensi”.

Alle 10.30 la relazione del segretario generale della Slc Cgil Puglia, Nicola Di Ceglie, e a seguire la presentazione di una ricerca commissionata dalla categoria sul sistema informativo pugliese allo scrittore e sociologo Leonardo Palmisano. Quindi gli interventi del sottosegretario Andrea Martella; del segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo; del Presidente del Consiglio della Regione Puglia, Mario Loizzo; del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso; del presidente dell’Ordine dei giornalisti di Puglia, Piero Ricci. La conclusione dei lavori del segretario generale della Slc Cgil, Fabrizio Solari. Ai lavori parteciperà anche Giulia Guida, della segreteria nazionale Slc.

Call center Sicilia, 28 gennaio è sciopero

6 hours 54 min fa

Incroceranno le braccia per l'intero turno di lavoro martedì 28 gennaio i lavoratori del settore dei call center in Sicilia. A proclamare lo sciopero regionale per tutte le sedi delle aziende aderenti al contratto delle telecomunicazioni sono le segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc. "Sollecitiamo il governo a emendare il decreto milleproroghe e a intervenire in termini strutturali", spiegano le parti sociali, chiedendo la regolamentazione del settore contro "le delocalizzazioni selvagge", la defiscalizzazione sui processi di reshoring, piani di sviluppo di filiera e la costituzione di un fondo di settore come strumento di intervento sulle politiche attive/passive dotato di risorse economiche utili alla riconversione professionale e formazione dei lavoratori della filiera. Tra le richieste dei sindacati ci sono anche ammortizzatori sociali ordinari, clausole sociali "esigibili e con il vincolo della territorialità", tariffe minime orarie "certe e trasparenti estese ai committenti privati", revisione dei livelli di servizio e superamento dei livelli di esclusiva gratuità, e applicazione della contrattazione collettiva di settore o equivalente.

Esecuzione penale esterna, 29 gennaio iniziativa Fp Cgil

7 hours 12 min fa

"Fuori a metà - L'altra pena, fuori dalle mura". La Funzione Pubblica Cgil promuove per mercoledì 29 gennaio a Roma presso la sede della Cgil nazionale in corso d'Italia 25 dalle ore 9.30 un appuntamento per mettere al centro il rilancio dell'esecuzione penale esterna, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Giorgis, e del segretario generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.

A introdurre i lavori della giornata, il segretario nazionale della Fp Cgil, Florindo Oliverio. Seguiranno gli interventi di Sonia Baldetti (Assistente sociale), Lucia Castellano (Dirigente generale esecuzione penale esterna), Gianmario Gazzi (Presidente del Consiglio nazionale dell'ordine degli assistenti sociali), Giuseppe Massafra (Segretario confederale Cgil), Giuseppe Merola (Poliziotto Penitenziario), Marco Patarnello (Magistrato di sorveglianza), Teresa Saetta (Assistente sociale), Gemma Tuccillo (Capo dipartimento per la giustizia minorile e di comunità). Ci saranno poi i saluti istituzionali del Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Giorgis, e la conclusione dei lavori affidata al segretario generale della Funzione Pubblica Cgil, Serena Sorrentino.

Landini il 23 gennaio a Bruxelles per iniziative Inca-Itaca

8 hours 4 min fa

Giovedì prossimo, 23 gennaio, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini sarà a Bruxelles per partecipare a due iniziative organizzate dal patronato della Cgil, l’Inca, e dall’associazione Itaca.

Il primo appuntamento, "L’Europa sociale e del lavoro per chi emigraDalla tutela del diritto individuale al riconoscimento del diritto collettivo", è previsto per le ore 12.30 al Parlamento Europeo (sala Asp 3H1). Insieme a Landini parteciperanno l’eurodeputato Pierfrancesco Majorino, ospite dell’iniziativa, e il presidente dell’Inca Michele Pagliaro.

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 17, il segretario generale della Cgil incontrerà ragazze e ragazzi della nuova emigrazione italiana a Bruxelles alla Maison Du Peuple de Saint-Gilles (Parvis Saint-Gilles, 37 - 1060 Saint-Gilles). Una occasione per confrontarsi sui motivi che hanno spinto questi giovani ad emigrare dall’Italia e su quelli che invece servirebbero per farli tornare.

Pulizie nelle scuole, in 4 mila senza un impiego

10 hours 42 min fa

Sciopero oggi (martedì 21 gennaio) in tutta Italia delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti per la pulizia delle scuole. Previsto anche un presidio nazionale a Roma, alle ore 9.30 in piazza Montecitorio. A motivare la protesta è la mancata internalizzazione di circa 4 mila addetti, che dal 1° marzo resteranno senza lavoro. “Mercoledì 8 gennaio sono scaduti i termini per la presentazione delle domande on line per la procedura selettiva che porterà all'immissione in ruolo di quanti oggi occupati negli appalti di pulizie delle scuole statali”, spiega una nota della Filcams Cgil: “Ancora non si conoscono i numeri precisi di quanti hanno presentato domanda, degli idonei e di quanti saranno coinvolti nell'assunzione e in quale modalità, se full time o part time. Poco più di 16 mila sono le persone dichiarate dalle società che lavorano oggi in appalto, 11.236 i posti a disposizione, che potrebbero aumentare se parte delle assunzioni saranno, come previsto dal ‘decreto scuola’, con contratto a part time. Se non ci saranno concreti interventi entro i prossimi due mesi, a rischiare il posto di lavoro saranno probabilmente oltre 4 mila persone”.

Per Cinzia Bernardini, segretaria nazionale della Filcams Cgil, le prospettive per molti addetti sono di “rimanere senza lavoro o con l’orario dimezzato e salari più bassi”. L’esponente sindacale evidenzia che, “nonostante le azioni messe in campo in questi mesi dalle organizzazioni dei lavoratori, con mobilitazioni, scioperi e incontri, abbiano portato a dei risultati, come alcune modifiche e integrazioni apportate al ‘decreto scuola’, siamo ancora lontani dall'individuazione di una soluzione per tutti”. Cgil, Cisl e Uil confederali hanno reiterato la richiesta di attivazione di un tavolo interministeriale per affrontare complessivamente la vertenza. ‘‘Un intervento non più rinviabile, visto che le imprese hanno da tempo avviato le procedure di licenziamento collettivo che, dopo l’incontro al ministero del Lavoro previsto per giovedì 23 gennaio, rischiano di diventare effettive”, conclude Bernardini: “Il governo, i ministeri dell’Istruzione e del Lavoro, le stesse imprese devono assumersi la responsabilità di trovare le soluzioni necessarie per garantire occupazione e reddito a tutti’’.

DUE CASI: BRESCIA E LECCE

“Nella nostra provincia la situazione ha dell'assurdo”, spiegano Filcams e Fp Cgil di Brescia: “A fronte di circa 300 addetti (122 dipendenti da Rekeep e 185 dalle cooperative sociali Andropolis, Pallazzolese, Dispari, Il Girasole, Loggetta Insieme, Sentieri e Verbena Solidali) e di 283 posti accantonati (41 full time e 242 part time), solo in 110 hanno potuto presentare la domanda”. Questo a causa dell’inserimento di vincoli nel bando, come “quello dei dieci anni di servizio dei bidelli, che ha escluso molte persone dalla possibilità di partecipare”. Per il sindacato bresciano il provvedimento “rischia di essere, a meno di modifiche, foriero di problemi. Sarebbe bastato prendere atto della situazione e consentire a tutte le lavoratrici che hanno garantito i servizi per anni di partecipare al concorso. E anche se tutte le richieste venissero accettate, comunque due lavoratrici su tre resteranno senza un impiego”.

“Sì all'internalizzazione del servizio, ma senza escludere nessun lavoratore”. Questa la posizione della Cgil di Lecce, preoccupata del fatto che solo un terzo dei lavoratori otterrà un contratto full time. I lavoratori della provincia sono 660 lavoratori, ma i posti disponibili come collaboratore scolastico sono soltanto 441. “L'escamotage trovato è stato lo spacchettamento dell'orario di lavoro”, spiega la Camera del lavoro: “222 lavoratori otterranno un posto full time a 36 ore, mentre gli altri 219 posti disponibili sono stati ‘moltiplicati’ dimezzando orario e stipendio, ottenendo quindi 438 contratti part time a 18 ore”. Il sindacato, dunque, evidenzia che “molti lavoratori rischiano, dopo vent'anni di sacrifici, di restare senza lavoro o di ritrovarsi con una retribuzione dimezzata. Come nella nostra provincia, dove due terzi dei lavoratori passerà dalle attuali 35 ore a 18 ore settimanali, con un taglio netto alla retribuzione”.

Tagli al Tpl, incontro interlocutorio sindacati-Regione

Lun, 20/01/2020 - 17:54
Nella giornata odierna, 20 gennaio, si è svolto l’incontro tra organizzazioni sindacali e assessore regionale ai Trasporti, avente per oggetto i tagli al tpl, richiesto a seguito della riduzione dei servizi su gomma, comunicata dall’azienda Busitalia (ma che, in realtà, interesserà anche i privati), fatto rilanciato dalla stampa.

L’assessore Melasecche, pur sottolineando la necessità di non escludere il sindacato dalla discussione in corso, ha confermato che la riduzione ci sarà. Però, non ha saputo fornire dettagli di merito, rispetto al numero di chilometri tagliati, il loro valore in termini di riduzione economica al fondo regionale trasporti, né tantomeno specifiche tecniche di qualche natura. L’incontro ha avuto carattere del tutto interlocutorio e non ha fornito dettagli specifici di riferimento; anzi, ha confermato il pesante clima di incertezza in cui ci si muove, anche e soprattutto rispetto alla futura gara, argomento che l’assessore ha categoricamente escluso dall’ordine del giorno odierno. 

"Pertanto – affermano le segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl autoferrotranvieri, Orsa Usb –, siamo lontani dal comprendere le reali ricadute sul personale, visto che ancora, ad oggi, non conosciamo l’entità del problema in termini economici e pratici. Altresì, abbiamo ribadito la nostra contrarietà totale a qualsiasi riduzione di corse e servizi, rendendoci invece disponibili ad aprire una discussione sulla rimodulazione delle corse, allo scopo di migliorarne la capienza in termini di utenza laddove possibile, chiedendo anche un impegno concreto sulla vicenda dell’ammodernamento della linea ex Fcu, oggi Rfi".    L’incontro è stato riaggiornato al 10 febbraio, e restano confermate le procedure di raffreddamento e lo stato di agitazione del personale, con l’auspicio che in quella data vengano forniti numeri e dettagli, oggi impossibile da acquisire.

 

Bergamo, cigo in crescita

Lun, 20/01/2020 - 17:37

“Se pure i livelli registrati negli anni scorsi restano per fortuna ancora lontani, certo è che a partire dalla ripresa lavorativa di settembre nelle aziende metalmeccaniche della provincia di Bergamo abbiamo rilevato un aumento del ricorso a cassa integrazione e contratti di solidarietà”: a dirlo è Andrea Agazzi, segretario generale provinciale Fiom Cgil. Sulla base degli accordi sottoscritti dal sindacato sul territorio, cresce la cassa ordinaria nel secondo semestre del 2019, “soprattutto nelle realtà medio-piccole, in maniera particolare nel settore automotive, in prima fila a registrare difficoltà”.

“Alla cassa straordinaria, anche se con dati inferiori rispetto agli anni peggiori della crisi, nel 2019 si è fatto ancora ricorso principalmente in casi di procedure concorsuali, come, ad esempio, è accaduto per la Termigas. Altre imprese l’hanno richiesta per cessione di rami d’azienda o liquidazioni – continua il dirigente sindacale –. Anche lo strumento del contratto di solidarietà è tornato a essere utilizzato da diverse aziende, ad esempio dalla Brembo, nei siti di divisione dischi e fonderia ghisa, entrambi a Mapello. Va detto che, a seguito delle modifiche apportate dal Jobs act, questo ammortizzatore non tutela i salari nella stessa misura in cui avveniva in passato”.

Il responsabile Fiom sottolinea, poi, come sul territorio provinciale il sindacato registri una “certa rigidità dell’Inps nel concedere le autorizzazioni, rispetto a quanto accade in altre province e malgrado la normativa di riferimento sia la stessa. Ciò ha comportato il respingimento di alcune richieste avanzate. Ci è capitato, ad esempio, il caso di un’azienda con sede fuori provincia, ma con uno stabilimento nel Bergamasco: una richiesta identica di cassa, presentata in quattro province, ha visto il respingimento della domanda solo nella quarta, la nostra”.

Intanto, alcuni degli accordi sottoscritti sono scaduti a fine anno o saranno in scadenza nei prossimi giorni: “Ancora non sappiamo quali realtà siano già in grado di riprendere in maniera duratura l’attività o per quali sarà necessario ricorrere nuovamente agli ammortizzatori – conclude il sindacalista –. Nell’interlocuzione con le aziende, ci sembra che l’anno nuovo si sia aperto con diverse imprese, anche di grandi dimensioni, che stanno valutando la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori per gestire situazioni di incertezza rispetto ai carichi di lavoro. Pur permanendo sul territorio diverse realtà che mantengono livelli produttivi importanti, la vera preoccupazione è rispetto a ciò che accadrà da oggi in poi”.

Ospedali riuniti (Ancona): sindacati soddisfatti per via libera alle gare

Lun, 20/01/2020 - 17:28

L’azienda ospedaliera Ospedali riuniti di Ancona dà il via libera all’applicazione del protocollo d’intesa, sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil, garantendo la clausola sociale sul bando di gara per il bar interno alla struttura, di prossima emanazione. Per quanto riguarda il bando di gara già in corso per l’affidamento della gestione del parcheggio, l’azienda ha assicurato che s’ispirerà ai principi del protocollo firmato. Tutto ciò è emerso nel corso dell’incontro, avvenuto nei giorni scorsi, tra Filcams Cgil Ancona, Fisascat Cisl Marche e la direzione aziendale.

Per le organizzazioni sindacali "è un risultato importante per la tutela dei diritti dei lavoratori ed è garanzia di trasparenza e legalità in un contesto delicato come quello degli appalti". Inoltre, i sindacati evidenziano  lo spirito collaborativo delle parti e auspicano che l’azienda rispetti quanto concordato. In merito alla gara per l’affidamento del bar interno a Torrette, la Filcams si augura che "la riqualificazione del bar, con i lavori di ristrutturazione già stabiliti, possa avere ricadute positive sui livelli occupazionali e il miglioramento della qualità del lavoro". 

Almaviva, Cgil-Cisl-Uil Palermo alla fiaccolata del 21/1

Lun, 20/01/2020 - 17:21

Cgil, Cisl e Uil a fianco dei lavoratori Almaviva. Domani, martedì 21, alla fiaccolata che alle 18,30 partirà da piazza Vittorio Veneto, per raggiungere la sede  del call center, in via Filippo Cordova, partecipano i segretari generali di Cgil, Cisl Uil Palermo, con una delegazione delle categorie delle tre organizzazioni confederali, i gruppi dirigenti, le Rsu e le Rsa. 

“Domani scenderemo in piazza a sostegno di questa importante iniziativa  – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e il coordinatore Uil Palermo Gianni  Borrelli - A partire dai lavoratori del call center Almaviva intendiamo difendere i lavoratori a Palermo in un corteo di solidarietà del mondo del lavoro, che ha un forte valore simbolico. I lavoratori di Almaviva rappresentano infatti tutti i lavoratori palermitani. Queste sono settimane  decisive per la vertenza: i 2.600 lavoratori di Almaviva Contact Palermo, già  in ammortizzatore da 8 anni, rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro. E noi non lo consentiremo”. 

La fiaccolata organizzata da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl, in cui i lavoratori sfileranno con una candela in mano come nella “veglia per il lavoro” dell'aprile 2016, nasce dopo il drastico taglio dei volumi di traffico dei principali committenti, in seguito ai quali Almaviva ha annunciato un piano di ristrutturazione insostenibile per i lavoratori. I lavoratori domani scendono in piazza contro il ricorso all'ammortizzatore sociale con percentuali sempre più alte, contro l'applicazione  dell'ammortizzatore sociale “per commesse”, che condannerebbe  centinaia di famiglie alla povertà, contro la sperequazione del lavoro sulle sedi di Almaviva Contact.

La marcia serve anche a sollecitare il governo all'approvazione  degli emendamenti per i call center. Tra le richieste dei sindacati,  la costituzione di un Fondo per il settore, l'istituzione  di un ammortizzatore sociale strutturale ordinario, regole contro la delocalizzazione dell'assistenza clienti fuori dall'Italia, risorse  a favore della  formazione e riqualificazione del personale, la corretta ed equa  applicazione delle clausole sociali  nell'assegnazione degli appalti nei call center, il rispetto delle tabelle di costo ministeriali per gli appalti del settore.

Blu Jet, sciopero contro il dumping contrattuale

Lun, 20/01/2020 - 14:23

I sindacati siciliani dei trasporti hanno proclamato uno sciopero del personale Blu Jet, dalle 21 di oggi, lunedì 20 gennaio, alle 21 di martedì. In programma anche un presidio e volantinaggio, a partire dalle 9 di martedì, agli imbarcaderi Fs della stazione marittima di Messina.

“Di fronte al grave silenzio di Rfi chiediamo l'immediato intervento del governo”, dicono le segreterie regionali e territoriali di Filt Cgil e Uiltrasporti. I sindacati e i lavoratori della società che effettua il collegamento veloce nello Stretto di Messina rivendicano l'applicazione del contratto area attività ferroviaria.

“Abbiamo denunciato una situazione che manifesta un chiaro e grave dumping contrattuale tra i dipendenti delle società facenti parte di Rfi Navigazione che effettuano lo stesso servizio di continuità territoriale nello Stretto di Messina con un diritto per questi lavoratori finora negato”, evidenziano i segretari di Filt e Uiltrasporti Sicilia, Franco Spanò, Agostino Falanga, e i segretari territoriali Carmelo Garufi, Michele Barresi.

I sindacati temono che “il silenzio assordante dei vertici di Rfi nasconda un disegno più ampio con il tentativo di non applicare più per tutti i lavoratori del Gruppo Fs che attualmente operano nell'area dello Stretto il contratto dell'attività ferroviaria”. Per Filt Cgil e Uiltrasporti “il governo, con il ministero dei Trasporti e quello del Lavoro, deve dare una soluzione a questa importante vertenza che attiene al mantenimento della continuità territoriale nello Stretto e alla cancellazione di una grave forma di dumping contrattuale”.

Terni, ennesimo appalto al massimo ribasso

Lun, 20/01/2020 - 14:21

È sempre più critica la situazione di lavoratrici e lavoratori che operano negli appalti nel territorio della provincia di Terni. “Da ultimo, siamo costretti a denunciare il caso del bando per le pulizie del Comune di Terni, una gara ponte di un mese e mezzo che prevede il criterio del massimo ribasso, con inevitabili ripercussioni sulle ore da lavorare per le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, che hanno già subìto un ridimensionamento delle ore nei precedenti appalti”. La denuncia arriva dalla Filcams Cgil di Terni che sottolinea come questa situazione “peserà negativamente sulla già compromessa condizione lavorativa ed economica degli occupati nel servizio”, con la previsione, tra l'altro, “di due cambi di appalto nel giro di poco tempo, poiché l’assegnazione in seguito alla chiusura della gara triennale non è stata effettuata”.

È impensabile che si continui a giocare sempre sulla compressione dei diritti come unico regolatore del mercato – afferma Lucia Rossi, segretaria generale della Filcams Cgil di Terni –, con contratti non siglati dalle confederazioni sindacali, salari e diritti assolutamente inferiori, poche ore previste (per poi lavorarne il doppio e anche di più), ricorso sistematico alla somministrazione, a part time involontari, rapporti di lavoro a chiamata mai rescissi”.

Tra i problemi più sentiti, spiega ancora la Filcams Cgil, c'è quello del dumping contrattuale e il grande tema degli appalti, per il quale c’è ancora molto lavoro da fare. In particolare, secondo il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi, è assolutamente necessario “fare riferimento all’elemento della congruità dell'offerta (alternativo al massimo ribasso), che garantisce le imprese, le lavoratrici e i lavoratori”.

“Più in generale – conclude Lucia Rossi – è sempre più evidente la necessità di un confronto serio e a tutto campo con le imprese e il sistema istituzionale per determinare un protocollo sugli appalti funzionale a una legge regionale in grado di garantire una competizione leale, basata sulla qualità del lavoro e dei servizi e non sulla compressione dei diritti”.

Enel Green Power, è sciopero nell'unità territoriale di Acri (Cs)

Lun, 20/01/2020 - 14:20

“La vertenza Enel Green Power dell'unità territoriale di Acri (Cosenza) non trova altra soluzione che nello sciopero dei lavoratori per il rispetto del loro lavoro e per tutti i cittadini di un territorio che tanto ha dato e continua a dare in termini di risorse”. È quanto scrivono in una nota le segreterie regionali di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, i sindacati del settore energia, che annunciano per giovedì 30 gennaio 4 ore di astensione per tutto il personale con sit-in presso la sede di Acri.

A motivare la decisione di ricorrere allo sciopero c'è, a detta dei sindacati, l'atteggiamento dei vertici aziendali di Enel Green Power Calabria, di “completa chiusura verso le richieste volte a migliorare le condizioni dei lavoratori di Acri e a garantire il rispetto dei dettami contrattuali”, oltre alla “preoccupante situazione relativa all’esternalizzazione del presidio della diga di Mormanno” sulla quale, ancora oggi, i sindacati chiedono “un deciso passo indietro dell’azienda proprio per le particolarità tecniche e di contesto logistico che la caratterizzano”.

L'esternalizzazione rischierebbe, infatti, secondo i sindacati, di “mettere in gioco la sicurezza di un intero territorio, solo per scopi puramente finanziari di “abbattimento dei costi” che “non risponde all’idea di grande azienda quale Enel Green Power vuole raccontare di essere”.

“Non vorremmo mai pensare a eventuali incidenti gravi che coinvolgono territori e cittadini – insistono i sindacati –. Da sempre i lavoratori di Acri, compresi i guardia-dighe che oggi Enel Green Power svilisce nel ruolo, si sono distinti per professionalità e attaccamento all’azienda, e per questo hanno sempre colmato le lacune di organico che l'azienda stessa aveva riconosciuto circa un anno fa e che oggi non intende ammettere”.

I sindacati denunciano, infatti, un “clima aziendale sempre più teso, una reperibilità del tutto fuori contratto”, e ancora “il sistematico svuotamento della struttura di staff, la colonizzazione di posti importanti come Rspp ricoperto da personale non in ruolo ad Acri, turni in diga che non rispettano nessun accordo. In sostanza – osservano Filctem, Flaei e Uiltec – una unità territoriale gestita come cosa propria, nell’accezione peggiore del termine”. “Altresì – aggiungono i sindacati – è opportuno ricordare al management aziendale che la risorsa primaria (acqua) su cui sviluppa il business è di proprietà del territorio e pertanto il territorio e i cittadini che lo vivono devono avere le giuste ricadute compensative in termini di difesa e di sicurezza, sviluppo e opportunità occupazionali stabili e durature”.

Insomma, per i sindacati, “il disegno industriale dell’azienda non coincide con l’interesse del territorio e dei lavoratori. Tra qualche anno – insistono Filctem, Flaei e Uiltec – andranno ridiscusse le concessioni, sarebbe opportuno capire come Enel Green Power si stia preparando a questa importante scadenza in termini di significativi investimenti economici sugli impianti e di investimenti in nuovo capitale umano”. “Per quello che stiamo osservando, si sta palesando un disinteresse, per noi ingiustificato, nonostante i vertici dichiarino che il futuro passa dalle rinnovabili e dall’energia pulita”, concludono i sindacati.

Cgil, 20/1 iniziativa a Roma su lavoro dignitoso e pace nel Corno d'Africa

Lun, 20/01/2020 - 14:05

La Cgil nazionale e la Ong Nexus Emilia Romagna organizzano martedì 21 gennaio 2020 presso la sede della Cgil nazionale, Corso d'Italia 25, Sala Santi, ore 14,30, il seminario "Lavoro dignitoso e pace nel Corno d'Africa. Prospettive geopolitiche e un'agenda sindacale per il lavoro dignitoso e la pace".

Si confronteranno sulle tematiche del lavoro dignitoso e della pace nel Corno d'Africa, attori istituzionali, esperti, ong e organizzazioni sindacali (italiane, europee, internazionali), con un'attenzione particolare al contributo che le parti sociali e il mondo del lavoro possono apportare al processo di rafforzamento della democrazia e dei percorsi di pace. All'iniziativa partecipano: l'Onorevole Emanuela Del Re, Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Bernardo Venturi (IAI - Istituto Affari Internazionali), Silvana Cappuccio, componente CdA OIL, Area politiche europee e internazionali CGIL;  Rita Tassoni, Nexus Emilia Romagna; Tekeste Baire, Presidente HACTU (Horn of Africa Confederation of Trade Unions) e Presidente NCEW (National Confederation of Eritrean Workers). Sono previsti interventi di ISCOS, NEXUS ER, Progetto SUD, VIS. Introduce e coordina Salvatore Marra, Area politiche europee e internazionali CGIL. Conclude Susanna Camusso, responsabile delle politiche europee e internazionali CGIL.

Il programma

  • 14,00 Registrazione partecipanti
  • 14,30 Introduce e coordina Salvatore Marra, Area politiche europee e internazionali CGIL
  • 14,45 Keynote speech - Linee di intervento del MAECI nel Corno d'Africa.
    On. Emanuela Del Re, Vice Ministra Affari Esteri e Cooperazione Internazionale
  • 15,15 Le nuove prospettive geopolitiche nel Corno d'Africa e il ruolo dell'Italia
    Bernardo Venturi, IAI - Istituto Affari Internazionali
  • 15,30 La Raccomandazione ILO 205 relativa all'occupazione e al lavoro dignitoso per la pace e la resilienza
    Silvana Cappuccio, componente CdA OIL, Area politiche europee e internazionali CGIL
  • 15,45 Buone pratiche contro lo sfruttamento del lavoro minorile: un piano di azione sindacale
    (Progetto FESTU, NEXUS ER finanziato dall'8x1000 della Tavola Valdese) Rita Tassoni, Nexus Emilia Romagna
  • 16,00 La fondazione della Confederazione dei sindacati del Corno d'Africa: un piano d'azione sindacale per la pace nella regione
    Tekeste Baire, Presidente HACTU (Horn of Africa Confederation of Trade Unions), Presidente NCEW (National Confederation of Eritrean Workers)
  • 16,15 Dibattito
  • 17,00 Conclusioni
    Susanna Camusso, responsabile delle politiche europee e internazionali CGIL

Sono previsti interventi di: ISCOS, NEXUS ER, Progetto SUD, VIS

Agrigento: il sostegno della Cgil Sicilia alla manifestazione del 25 gennaio

Lun, 20/01/2020 - 13:58

Pieno sostegno alla manifestazione di protesta organizzata ad Agrigento per il prossimo 25 gennaio. Lo esprime Alfio Mannino, segretario generale della Cgil siciliana. “La battaglia per far uscire Agrigento dall’isolamento è sacrosanta – si legge in una nota –. Non può esserci sviluppo senza infrastrutture ed è inconcepibile lo stato in cui queste, a partire da quelle viarie, versano in presenza di ingenti finanziamenti che restano però bloccati”.

“Il movimento avviato dai sindacati e dalla Chiesa di Agrigento, che conta oggi numerose adesioni e che ha condotto all’organizzazione per il 25 gennaio di una manifestazione di protesta, ha il sostegno dell’intera Cgil. I problemi dei territori – aggiunge Mannino – non possono essere sottaciuti o restare relegati nelle cronache locali. Con l’iniziativa del cartello sociale si punta a dare il massimo della visibilità a un problema comune a tutta la Sicilia, affinché il governo nazionale e quello regionale intervengano per colmare il gap pesante che ci divide col resto del paese riguardo alle infrastrutture, che determina difficoltà per la mobilità, per gli insediamenti produttivi, tanto da produrre un vero e proprio isolamento del territorio”.

È tempo di assunzione di responsabilità – conclude Mannino –. In piazza ad Agrigento il 25 ci sarà anche la Cgil Sicilia a sostegno di una vertenza che ci riguarda tutti”. 

Cerignola, vandalizzata la Camera del lavoro

Lun, 20/01/2020 - 13:45

Sistema di videosorveglianza distrutto, porte divelte, distributori automatici svuotati di prodotti e soldi, il furto di un pc. È il primo provvisorio bilancio dei danni causati da ignoti che nottetempo hanno causato alla Camera del lavoro di Cerignola, intitolata a Giuseppe Di Vittorio, dopo essersi introdotti forzando la cancellata e la grata in ferro dell’ingresso della struttura.

“C’è un clima di insicurezza e di illegalità in questa città che preoccupa”, affermano Maurizio Carmeno e Pino Gesmundo, rispettivamente segretari generali della Cgil di Foggia e della Cgil di Puglia. “Siamo stati qui all’indomani dello scioglimento dell’amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose, scegliendo proprio l’aula di Palazzo di Città per ricordare la figura di Di Vittorio il 3 novembre scorso, quando tra i relatori abbiamo portato il giornalista Paolo Borrometi, costretto a vivere sotto scorta per le sue inchieste sulla mafia siciliana, e il vicepresidente della Regione nonché ex Prefetto di Foggia, Antonio Nunziante”.

Danneggiata anche la stanza che ospita nella Camera del lavoro l’associazione Libera che quotidianamente è impegnata nel diffondere cultura della legalità e sensibilizzare alla lotta alle mafie. Non è la prima volta che viene colpita anche la sede della Cgil “e sempre qui a Cerignola lo Spi regionale ha subìto il furto del proprio furgone attrezzato come ufficio itinerante”.

Dai segretari della Cgil di Foggia e Puglia la promessa di rilanciare con più forza “iniziative come quella del 3 novembre, in accordo con il mondo associazionistico, sui temi della legalità e del contrasto alle mafie, perché Cerignola ha una storia di terra di lavoro e di lotte per i diritti che va riscattata di fronte a chi non vuol bene a questa comunità, inquina il vivere civile, determina condizioni di insicurezza che non favoriscono sviluppo, investimenti, nuova occupazione. Già la settimana prossima terremo un’assemblea con il comitato degli iscritti allargata a delegati e delegate e aperta a tutti i cittadini e alle istituzioni, per una discussione collettiva su quanto vive Cerignola e anche per decidere le prime azioni da programmare, a partire dall’individuazione dei delegati alla legalità nelle realtà del lavoro pubblico come da progetto regionale che la Cgil Puglia ha lanciato con la categoria della Funzione pubblica, la Fondazione Maierotti e la stessa associazione Libera”.

Enpam: Fp Medici, serve una riforma

Lun, 20/01/2020 - 13:43

Non è più rinviabile una riforma complessiva della gestione dell'Ente di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri Enpam così come quella degli Ordini professionali. Ne è convinta la Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, alla luce di quanto emerso sulle retribuzioni del presidente Enpam.

Il segretario nazionale del sindacato Andrea Filippi aggiunge: “Da anni chiediamo una maggiore trasparenza nel governo di enti che devono esclusivamente tutelare gli interessi dei professionisti”. Secondo il dirigente sindacale, “in un momento di grande sofferenza della categoria, colpita anch'essa dalla crisi di questi anni e costretta a fare i conti con questione salariale, cattiva occupazione e sacche di precariato sempre più ampie, è necessario avviare un percorso di revisione complessiva delle retribuzioni degli enti, ma soprattutto della loro organizzazione generale”.

Tra i tanti, prosegue Filippi, “segnaliamo un problema di sovrapposizioni nella gestione di ordini, enti previdenziali professionali e ambiti prettamente sindacali. È necessaria evidentemente una revisione dell'incompatibilità delle cariche. Proponiamo un tavolo di confronto presso il ministero della Salute per fare luce sulle criticità che di fatto, minando i princìpi di neutralità, indeboliscono le prerogative sindacali e quindi le rappresentanze dei professionisti. Per tutelare l'etica e la deontologia professionale e per consolidare l'alleanza con la cittadinanza è necessario avviare un percorso aperto e partecipato sui ruoli e sui compiti istituzionali dei protagonisti della governance”, conclude.