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Aggiornato: 1 hour 9 min fa

Torna lo sciopero all'Ast di Terni

Mar, 24/04/2018 - 19:04

Torna lo sciopero alle acciaierie Ast di Terni, proprietà della multinazionale tedesca ThyssenKrupp. Un pacchetto di ore "congruo" è stato annunciato dalla Rsu insieme ai sindacati (Fiom, Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Usb) a partire dai primi giorni di maggio. Il motivo sta nel mancato accordo con l'azienda sul tema della piattaforma integrativa. "Ancora non ci siamo", si legge in un volantino diffuso dalle sei sigle sindacali, "la discussione ad oggi non ha prodotto i risultati auspicati".

"Riteniamo che aldilà dei buoni propositi - scrivono i sindacati -, da parte aziendale c'è sempre una riproposizione del vecchio schema per l'accesso al premio, che equivale ad una minima disponibilità ad alzare la cifra fino a 500 euro variabili e riparametrati". Sindacati e Rsu giudicano "insufficiente quanto proposto" evidenziando "un chiaro atteggiamento aziendale nel non voler trovare elementi di mediazione e condivisione al fine di ridistribuire un premio, equo, dignitoso e raggiungibile". Da qui, anche in base a quanto condiviso nelle ultime assemblee con i lavoratori, la decisione di proclamare lo sciopero, che sarà articolato con modalità che verranno comunicate nei prossimi giorni.

 

Rsu, Fp Cgil Catania: risultati eccellenti

Mar, 24/04/2018 - 19:04

La Funzione pubblica Cgil di Catania esprime per bocca del suo segretario generale, Turi Cubito,  "fortissima soddisfazione per il grande risultato conseguito nell’ambito territoriale nella tornata elettorale per il rinnovo della RSU del 17-18-e 19 aprile2018 caratterizzata, rispetto a quella precedente da un generale consistente aumento di consensi". All’Asp di Catania la Fp Cgil ha ottenuto un eccellente risultato grazie al lavoro congiunto tra comprensorio di Catania e di Caltagirone; per numero di seggi si passa dai precedenti sette seggi ai nove attuali.

Per la prima volta è il primo sindacato all'Inps di Catania così come nelle funzioni centrali con ottimi risultati raggiunti nei ministeri a partire da quello dell’Interno (in questura supera addirittura il 50%), al ministero della Giustizia dove ancora una volta siamo primi alla Corte d’Appello e con aumento di consensi negli altri dipartimenti. Primi anche nei Monopoli, nel Dap, nella Difesa nel Csa (Provveditorato)  e nell'amministrazione della giustizia.  

Nella Provincia Regionale di Catania si riaffermata  la supremazia fra i confederali e negli  enti locali la Cgil con risultati plebiscitari si è attestata  1° posto, superando la Cisl e la UIL nei  Comuni di Randazzo, Aci Bonaccorsi, Santa Venerina,  Nicolosi, Gravina di Catania, Paternò, Acireale, Motta S.Anastasia; San Giovanni La Punta, Acicatena. Ottimo il risultato al Comune di Catania con un aumento in percentuale dei voti e la conferma dei seggi precedenti. Anche per il segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota, "a seguito di questi eccellenti risultati siamo ancor più motivati a continuare la nostra missione. La Fp Cgil dimostra il massimo della resa nel difficile contesto dei lavoratori dipendenti".

Artigiani, raggiunta l'intesa per il rinnovo

Mar, 24/04/2018 - 18:32

Firmata l'ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale per i lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane dei settori metalmeccanico, istallazione impianti, orafi, argentieri e dalle imprese odontotecniche. Un contratto che interessa 500.000 lavoratrici e lavoratori e 250.000 aziende, la cui parte normativa era scaduta il 31 dicembre 2012, mentre per quella economica era stato sottoscritto un accordo ponte per una parziale copertura degli anni 2013 e 2014. L'intesa raggiunta riguarda molte parti del contratto, a partire dalla sfera di applicazione, fino a tutta la parte normativa, all'orario di lavoro e alla parte economica.

In particolare, sono stati recepiti nel ccnl gli accordi interconfederali relativi al Fondo solidarietà bilaterale artigiana così come l'assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori – Sanarti – a totale carico delle imprese, con la possibilità di estensione ai familiari. Si modifica, dimezzandolo, il tempo di intervallo tra un contratto a termine e il successivo. Riguardo all'orario di lavoro si introduce la possibilità di fruire dei permessi residui (ex festività) fino ad 30 aprile dell'anno successivo che, in alternativa, il lavoratore potrà volontariamente conferire nella banca ore. Inoltre, in alternativa a quanto già previsto dal ccnl in materia di flessibilità oraria, e come definito ormai da tempo nel ccnl Uniomeccanica-Confapi, l'azienda potrà articolare l'orario di lavoro su una media di 40 ore nei 12 mesi, con limiti massimi settimanali di 45 ore e minimi di 35; per le ore effettuate oltre le 40 saranno riconosciute le maggiorazioni del 10% già previste.

Per quanto riguarda la parte economica l'accordo porta dal 1° settembre l'indennità di trasferta a 35 euro, l'indennità di reperibilità a 13 euro per le 24 ore e a 7 euro per le 16 ore. I minimi tabellari vengono incrementati di 42 euro al quinto livello del settore metalmeccanico e istallazione di impianti, prendendo a riferimento l'inflazione del periodo 2015-18, pari al 3,2%; la stessa percentuale si applica a tutte le tabelle dei minimi di tutti i settori del ccnl (orafo, argentiero e odontotecnico). La prima tranche, pari a 22 euro per il quinto livello, viene erogata a giugno 2018; la seconda, pari e 20 euro, a settembre 2018. Inoltre, è stata definita una una tantum di 299 euro per i periodi pregressi, da erogare in due parti, con le mensilità di giugno e ottobre 2018, rispettivamente di 150 e 149 euro.

Nel mese di maggio si terranno assemblee nei luoghi di lavoro e attivi territoriali per illustrare, discutere e validare i contenuti dell'accordo

Quando Liberazione faceva rima con giustizia sociale

Mar, 24/04/2018 - 18:32

Il 25 aprile 1945, il Comitato di liberazione nazionale alta Italia proclama l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti. È il punto di arrivo di quel lungo e travagliato processo resistenziale che poco meno di due anni prima, nel novembre del 1943, aveva fatto dire a un giovanissimo Bruno Trentin: “L’Italia finalmente si risveglia! Su tutta la superficie della penisola occupata dagli invasori tedeschi e dai loro degni sicari fascisti, il popolo italiano, quello del 1848, quello di Garibaldi e di Manin è in piedi e lotta [...]. Dopo aver dormito vent’anni, questo popolo martire fa sentire all’immondo aguzzino in camicia nera tutte le terribili conseguenze del suo risveglio. È in piedi oramai. Lo si era creduto morto, servitore, vile e codardo, e invece è là!”.

Un processo, quello che aveva portato alla Liberazione, che 33 anni dopo, nell’aprile 1978, veniva ricordato da Luciano Lama con queste parole: “Perché abbiamo combattuto contro i fascisti e i tedeschi? Perché abbiamo rischiato la vita, perduto, nelle montagne e nei crocevia delle nostre campagne, nelle piazze delle nostre città migliaia dei nostri compagni e fratelli, i migliori? Perché siamo insorti, con le armi, quando il nemico era più forte di noi? Abbiamo lottato allora per la giustizia e per la democrazia, per cambiare l’Italia, per renderla libera […]”.

Dobbiamo sconfiggere nella coscienza dei lavoratori e del popolo ogni tentazione al disimpegno – proseguiva l’allora segretario generale della Cgil – da qualunque parte essa venga. […] Oggi, in un momento drammatico della nostra storia, guardiamo con grande preoccupazione al presente e ricordiamo con giusta fierezza, anche se senza trionfalismo, la lotta si trent’anni fa. […] I giovani devono crescere con questi valori, e sapere che la nostra generazione, pur con tutti i suoi limiti ed errori, ha creduto in qualche cosa e continua a crederci ed è capace di sacrificarsi e continua a sacrificarsi per questi valori. La nostra gioventù, così incerta e senza prospettive anche per nostre manchevolezze, deve ricevere da noi in questo momento una lezione, deve trovare in noi un esempio che come nel ’43-’44 non è fatto di parole, ma di scelte dolorose, di sacrificio anche grande perché c’è qualcosa che vale di più di ciascuno di noi, conquiste faticate nella storia degli uomini, che ci trascendono e si chiamano democrazia, libertà, uguaglianza” (LEGGI TUTTO).

Decisamente più improntate all’ottimismo le parole di Giuseppe Di Vittorio, in occasione del primo anniversario della Liberazione, riportate da Il Lavoro, giornale rotocalco della confederazione: “Il popolo italiano ha celebrato il primo anniversario della conclusione vittoriosa dell’insurrezione nazionale del 25 aprile 1945, che costituisce una delle pagine più significative e gloriose della storia d’Italia. L’aspetto più saliente e nuovo della vittoria italiana del 25 aprile non è tanto nel fatto in sé della liberazione del nostro Paese dal feroce invasore tedesco e dai suoi tristi complici italiani, quanto nel fatto che questa memorabile vittoria è stata conseguita dagli stessi italiani, dalle masse profonde del nostro popolo. Perciò il 25 aprile 1945 ha chiuso definitivamente una fase della storia d’Italia e ne ha aperta una nuova, della quale le masse popolari italiane sono l’autentico protagonista. Al potere delle vecchie classi dominanti, composte di limitati gruppi di plutocrati, di grandi latifondisti e di altri ristretti ceti retrivi e parassitari, estranei alle masse popolari – ch’essi guardavano con sospetto e con timore, per cui crearono il fascismo e gettarono l’Italia nell’abisso – succede il potere del popolo. Il regime della democrazia e della libertà, che dovrà essere fondato sulle solide basi d’una maggiore giustizia sociale”.

L’Archivio storico Cgil nazionale conserva, a partire dal 1945, un numero consistente di documenti relativi alla ricorrenza del 25 aprile. Solo per citarne alcuni, segnaliamo l’atto di resa del generale tedesco Gunther Meinhold e dei suoi soldati sottoscritto a Genova dall’operaio Remo Scappini (presidente del Comitato di liberazione nazionale della Liguria) il 25 aprile 1945 e donato alla Cgil nazionale nel 1949, e il racconto di quelle giornate (24-25-26 aprile) redatto in forma di verbale da un giovanissimo Bruno Trentin, “incaricato il 24 aprile del 1945 dal Comando Formazioni Giustizia e Libertà di assumere il comando della Brigata Rosselli” a Milano.

Ma non solo. Il fascicolo 154 della serie Atti e corrispondenza della segreteria confederale per l’anno 1948 custodisce le proteste delle commissioni interne della Montecatini (La Spezia), della Ansaldo (Genova), della Oto (La Spezia) e della commissione esecutiva della Camera del lavoro de La Spezia contro la decisione del Consiglio dei ministri di dichiarare il 25 aprile solennità civile invece che festa nazionale, mentre nella serie Circolari è conservato il testo che nel 1955 – in occasione del decennale della Resistenza – la segreteria nazionale invia alle sue strutture a firma Fernando Santi, con il quale, comunicando le iniziative previste in collaborazione con l’Anpi per le celebrazioni, si specifica che “la nostra celebrazione e il nostro contributo debbono avere una loro particolarità: sottolineeremo cioè nei nostri discorsi e nelle nostre pubblicazioni la tradizione democratica e antifascista del movimento sindacale in Italia, la sua lotta attiva contro la tirannide, il contributo della Cgil alla Resistenza, l’azione decisiva condotta dagli operai, specie nei grandi centri industriali del Nord, per la difesa delle industrie contro i fascisti e i tedeschi invasori” (LEGGI).

L’Archivio conserva inoltre gli appunti manoscritti utilizzati da Bruno Trentin nel suo comizio del 25 aprile 1975, documenti a stampa e appunti custoditi nel fondo personale del partigiano sindacalista Piero Boni, assieme ai diari personali del segretario confederale Manfredo Marconi e di Romildo Sandri, internato militare (1) (esempi entrambi della cosiddetta “altra Resistenza”) e a foto soprattutto relative al 25 aprile 1945 e successivi anniversari (Genova 1955, Milano 1955, Milano 1974, Milano-Arese, 1980).

Da Matteotti a Lina Fibbi, da Bruno Buozzi a Nella Marcellino, da Giuseppe Di Vittorio a Teresa Noce, da Luciano Lama a Bruno Trentin, i testi che segnaliamo a seguire offrono al lettore un’immagine della lotta di Liberazione a tutto tondo: una storia fatta di combattimenti, rappresaglie, repressioni, silenzi e grandi eroismi, che ogni anno ricordiamo in occasione del 25 aprile, data istituzionalizzata stabilmente quale festa nazionale il 27 maggio 1949, con la legge 260.

(1) Secondo l’Anpi i caduti nella Resistenza italiana (in combattimento o eliminati dopo essere finiti nelle mani dei nazifascisti), sono stati complessivamente circa 44.700; altri 21.200 rimasero mutilati o invalidi. Tra partigiani e soldati italiani caddero combattendo almeno 40 mila uomini (10.260 furono i militari della sola Divisione Acqui, caduti a Cefalonia e Corfù). Altri 40 mila Imi (internati militari italiani) morirono nei lager nazisti. Le donne partigiane combattenti furono 35 mila, e 70 mila fecero parte dei Gruppi di difesa della donna: 4.653 di loro furono arrestate e torturate, oltre 2.750 vennero deportate in Germania, 2.812 fucilate o impiccate, 1.070 caddero in combattimento, 19 vennero nel dopoguerra decorate di medaglia d’oro al valor militare. Durante la Resistenza le vittime civili di rappresaglie nazifasciste furono oltre 10.000. Altrettanti gli ebrei italiani deportati

Ilaria Romeo è responsabile Archivio storico Cgil nazionale

I DOCUMENTI

Delitto Matteotti, l’inizio del regime

Bruno Buozzi: uno dei protagonisti dell’unità sindacale

25 aprile: il grande risveglio dell’Italia

Il 25 aprile di Bruno Trentin

Genova, 25 aprile: la città è stata liberata

L’8 settembre di Bruno Trentin

L’«Alba» dell’8 settembre

I primi giorni della Resistenza a Genova

Lavoro” e Resistenza

La Resistenza in convento

Teresa Noce, l’8 marzo al campo della morte

1945: indimenticabile quel Primo Maggio

27 ottobre 1955: bomba a corso Italia. La Cgil: chi li paga?

I dieci giorni che cambiarono il Paese

Attentato fascista alla sede della Cgil

12 dicembre 1969, a Milano comincia la stagione delle stragi

Per la democrazia, contro il fascismo

Lina Fibbi, una storia partigiana

Nella Marcellino: sorriso dolce, tempra d’acciaio

Le donne nella Resistenza

Rsu: a Catania Flc primo sindacato

Mar, 24/04/2018 - 18:04

Sono 160 le Rsu elette che confermano la Flc cgil di Catania primo sindacato del comparto istruzione e ricerca. La posizione viene mantenuta con ben 1500 voti di scarto rispetto alla sigla piazzatasi seconda, e con punte di alto successo che hanno toccato il 70% delle preferenze e l'elezione di ben tre rappresentanti. Viene anche mantenuto un buon terzo posto all'Università di Catania e conquistato un seggio al Policlinico. Nell'ambito degli enti di ricerca viene invece superato il 41% conquistando due seggi su tre al Cnr e all'Inaf. 

Continua la crescita anche all'Istituto Bellini, dove grazie ad un raddoppio dei voti rispetto alle passate consultazioni, vengono conquistati due seggi su tre. Per la segretaria generale della Flc Cgil, Antonella Distefano e il segretario generale della Camera del lavoro, Giacomo Rota, si tratta di "risultati che riempiono di orgoglio chi crede nell'importanza della scuola e del comparto della ricerca. Continuare a crescere in questa maniera ci dimostra che la strada intrapresa, seppure irta di ostacoli, rimane la migliore possibile". 

Ilva, ancora distanti sul salario variabile

Mar, 24/04/2018 - 18:03

Un primo nodo da sciogliere è sul salario variabile, mentre sulla parte fissa c'è una convergenza tra le parti, aspettando naturalmente di aprire il capitolo più importante: quello sull'occupazione. Prosegue e "si muove" quantomeno la trattativa per la vertenza Ilva. Oggi, 24 aprile, nuovo round (dopo le 8 ore di ieri) al Mise tra l'acquirente Am Investco e i sindacati metalmeccanici, presenti il Governo e i commissari dell'amministrazione straordinaria. 

"Sulla parte variabile del salario non ci siamo proprio, abbiamo delle impostazioni diverse e non è chiaro neanche come si vuole procedere", ha dichiarato al termine del tavolo la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David. "L'impostazione che dà Mittal - spiega - è che per i prossimi tre anni il salario variabile, che rappresenta la parte più consistente, è zero e, anche per gli anni successivi, visti i tanti semafori rossi, se non è zero è poco di più". La leader della Fiom sottolinea inoltre che "stiamo parlando senza avere i testi davanti, è una trattativa a voce. Quando ci saranno i testi valuteremo".

Tutto ancora da aprire poi il tema cruciale dell'occupazione: "Non abbiamo ancora discusso - ha proseguito Re David - abbiamo richiesto per l'ennesima volta un documento che dica perché è obbligatoria la discontinuità, perché di solito la discontinuità è frutto di un accordo sindacale, perché per legge c'è la continuità". La Fiom comunque resta ferma su una posizione netta: va garantita l'occupazione a tutti.

E proprio il nodo dell'occupazione dovrebbe essere al centro del prossimo confronto, fissato per giovedì 26. Ma visto il ritmo con il quale si stanno tenendo gli incontri, la Fiom ritiene necessario "fare le assemblee informative con i lavoratori, perché l'informazione che arriva attraverso i tweet non è sufficiente e non rispettosa per i lavoratori". "Quindi - ha sottolineato Re David - noi pensiamo, anche unitariamente, di cominciare ad avviare una campagna di informazione sullo stato della trattativa". 

Di "passo in avanti" nella trattativa parla la viceministra allo Sviluppo economico Teresa Bellanova. "Finalmente è stata raggiunta una convergenza per la parte che riguarda il salario fisso, non solo quella da ccnl, ma anche la parta fissa relativa al contratto aziendale di secondo livello. Rimane invece ancora aperto un punto che riguarda il salario variabile". "Il 26 - ha aggiunto Bellanova - speriamo di cominciare a discutere più nel merito per quanto riguarda gli organici. Da parte del governo - ha aggiunto - abbiamo dato alle parti tutta la disponibilità di tempo necessario per arrivare a un'intesa. Sicuramente - ha concluso - per il governo il punto dirimente è quello di salvaguardare posti di lavoro, salvaguardare un'azienda che ha grandi prospettive e mantenere in Italia una grande produzione di acciaio insieme all'impegno che abbiamo sempre avuto di ambientalizzare lo stabilimento di Taranto e far vivere cittadini e lavoratori in una condizione di maggiore sicurezza dal punto di vista ambientale e lavorativo".

Catania: così il corteo per il 25 aprile

Mar, 24/04/2018 - 17:56

Il corteo  del 25 aprile 2018 che a Catania celebrerà il 73° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, è indetto dall'Anpi, Associazione nazionale Partigiani d'Italia, e ad esso aderiscono varie forze sindacali, dell'associazionismo e della società civile catanese.

La partenza del corteo è prevista per le ore  9,30 da Piazza Stesicoro; la prima sosta prevista sarà al Municipio, dove sarà deposta una corona nella lapide che ricorda i partigiani e le partigiane catanesi morti durante la Resistenza e dove sarà tenuto un minuto di silenzio per ricordarli e per ricordare tutti i morti di oggi. In particolareggi ricorderanno i i migranti morti in mare e tutti coloro che muoiono a causa delle guerre. Il percorso prevede una  seconda sosta in Piazza Machiavelli, dove sarà deposta una corona nella lapide posta nella casanatale di Graziella Giuffrida, maestra catanese di 22 anni uccisa a Genova durante la Resistenza. 

Il corteo continuerà per via Plebiscito e si concluderà in Pazza Dante, dove, per ricordare il 70° anniversario della entrata in vigore della Costituzione, saranno letti articoli della Costituzione da parte di donne, immigrati, disoccupati e studenti.

Sarà presente Santo Serranò, ultimo partigiano catanese.

25 aprile: Cgil, divisioni a Roma brutto segnale

Mar, 24/04/2018 - 17:02

"Dispiace molto che alla vigilia delle celebrazioni del 25 aprile la comunità ebraica decida di non partecipare alla manifestazione unitaria". Così, in una nota, Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio. "Domani - continua - si festeggia la liberazione dal nazifascismo, si festeggiano quegli uomini e quelle donne che restituirono la libertà al nostro paese a prezzo di altissimi sacrifici, si festeggia indirettamente anche la Costituzione che dalla Resistenza è nata e che costituisce il fondamento del nostro Stato. A questo processo hanno partecipato anche gli ebrei italiani e la Brigata Ebraica che avrebbe dovuto essere parte integrante del corteo. Per mesi abbiamo lavorato per costruire l’unitarietà della manifestazione, abbiamo offerto la totale disponibilità dell’organizzazione a garantire che tutto avvenisse in un clima di festa e di ricordo. La spaccatura che si registra fra le forze democratiche non è un bel segnale in un momento in cui rigurgiti nazifascisti attraversano l'Italia e l'Europa e si riaffaccia l’antisemitismo e l'intolleranza razziale che alimentano le peggiori derive populiste, estremiste e xenofobe. Dividersi significa fare il gioco di chi ci vuol divisi. E questa ennesima rottura sarà pagata dai cittadini romani e soprattutto dai giovani che vivranno ancora una volta il 25 aprile in maniera distorta e non come l'opportunità di cogliere il significato del sacrificio di chi ha combattuto contro la barbarie del nazifascismo. Come ha sottolineato il presidente della Repubblica Mattarella è fondamentale che essi conoscano 'con le testimonianze e la coerenza delle scelte passate, il valore dell'impegno, della responsabilità e della solidarietà'. Riteniamo si sia persa un’altra occasione importante. Domani, come ogni anno, il sindacato sarà in piazza a celebrare la festa della Liberazione dell’Italia con l'Anpi e le associazioni dei combattenti. Le altre istanze potranno essere celebrate in diverse occasioni".

Aias Avellino, Cgil scrive a De Luca

Mar, 24/04/2018 - 16:05

“La vicenda della Aias di Avellino, con i lavoratori senza stipendio da oltre dieci mesi e costretti da oggi allo sciopero della fame, necessita di impegni concreti da parte della Regione Campania, finalizzati alla salvaguardia dei livelli assistenziali e occupazionali”. È quanto scrivono Ileana Remini, della Cgil Campania, e Giosuè di Maro, della Funzione pubblica Cgil regionale, in una lettera al governatore Vincenzo De Luca, in qualità di Commissario ad acta per la sanità, al direttore generale per la tutela della salute della Regione, Antonio Postiglione, ai capigruppo in Consiglio regionale.

“Non è tollerabile – secondo la Cgil – il silenzio delle istituzioni di fronte a una vertenza così delicata e che riguarda decine di assistiti con gravi disabilità; non è più neppure tollerabile pensare che le vicende occupazionali legate al settore sanità vengano considerate ineluttabili rispetto a disegni preordinati”.
“Per questa ragione – prosegue la lettera – la Cgil e la Funzione pubblica Cgil della Campania, nel sostenere la lotta dei lavoratori, chiedono la convocazione immediata di un tavolo con la Regione Campania al fine di trovare soluzioni definitive e condivise a una vertenza che si configura sempre più come un dramma”.
“In mancanza di risposte celeri – conclude la Cgil – saremo costretti a spostare la mobilitazione in ogni sede per difendere il diritto alla salute e il diritto al lavoro”.
 

Rsu18: Camusso, Cgil primo sindacato in tutti i settori pubblici

Mar, 24/04/2018 - 16:01

“Il valore del quadrato rosso, Cgil primo sindacato in tutti i settori pubblici. Un risultato reso possibile grazie al lavoro e all’impegno delle compagne e dei compagni della Flc e della Fp”. Così su Twitter il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, che sottolinea anche l’alta “partecipazione al voto” e il valore della “confederalità”. “Auguri e un grande in bocca al lupo – aggiunge il leader della Cgil – a tutte le Rsu elette nei comparti pubblici. Un nuovo impegno, tanta contrattazione, la voglia di partecipare. Il nostro impegno: esserci tutti i giorni, insieme”.

Rsu18: Veneto, Flc primo sindacato

Mar, 24/04/2018 - 15:58

La Flc Cgil veneta è il primo sindacato nella scuola (29,49%), all’università (38,63%), negli enti di ricerca (44,96%) e seconda nelle accademie e nei conservatori (26,54%). Lo annuncia il segretario generale della categoria, Marta Viotto, che sottolinea “l’alta partecipazione al voto, pari al 70%, in tutti i comparti dell’istruzione” per il rinnovo delle Rsu. Un risultato, dice, che “conferma l’importanza del sindacato confederale nella vita del paese”. Nel complesso del settore la Flc Cgil si attesta in regione al 30% dei voti. Al secondo posto la Cisl, quindi la Uil e, a seguire, le sigle autonome (in particolare Snals e Gilda, mentre altre si attestano su valori insignificanti).

Banca Fucino: sindacati preoccupati per acquisizione

Mar, 24/04/2018 - 15:56

“Esprimiamo profonda preoccupazione riguardo all'eventuale acquisizione della Banca del Fucino da parte di Barents, una società di riassicurazioni anglo-panamense-lussemburghese”. Così, in una nota, Fisac Cgil e Uilca di Roma e del Lazio. 

“Questa operazione non avrà ricadute positive per la stabilità del sistema bancario – continua la nota –. È forte il rischio infatti che con questa operazione vengano dismessi asset importanti come le filiali, che la direzione e il baricentro della banca si spostino dal Lazio e Abruzzo al nord-Italia e che i suoi servizi non siano più orientati al sostegno delle famiglie e delle imprese, ma alla gestione dei grandi patrimoni. Ciò sarebbe estremamente negativo per i risparmiatori, per il ruolo sociale della banca e per l'economia dei territori dove opera, con gravi ripercussioni occupazionali per i lavoratori che non hanno avuto alcuna garanzia. Al fine di scongiurare tali rischi abbiamo chiesto l'intervento delle istituzioni competenti, affinché il passaggio di proprietà della Banca del Fucino sia orientato verso un istituto di credito ordinario, attraverso l'utilizzo di strumenti di sostegno quali il Fondo interbancario schema volontario o parte obbligatoria, anche alla luce della recente autorizzazione concessa dalla Commissione europea per le piccole banche in crisi. Fiduciose nella condivisione da parte delle istituzioni della grave problematica, continueremo responsabilmente a intraprendere ogni iniziativa finalizzata alla salvaguardia dell'economia, dei risparmiatori e dei lavoratori”.

Amazon: Camusso, solidarietà a lavoratori tedeschi in sciopero

Mar, 24/04/2018 - 15:54

“Desidero esprimere la solidarietà mia personale e di tutta la Cgil ai lavoratori tedeschi di Amazon, in sciopero per tutelare i loro diritti”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta la protesta scattata in Germania che fino a domani investirà le diverse sedi del colosso dell’e-commerce. “Quello di Amazon – prosegue il leader della Cgil – è uno sciopero giusto. Le ragioni dei lavoratori tedeschi sono anche in Italia oggetto delle nostre rivendicazioni e della nostra attività sindacale”. “Dobbiamo dire no – conclude Camusso – ai carichi di lavoro eccessivi e disumani, ai bassi salari, al forte turn over e alla precarietà. Lottiamo per migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, per rivendicare relazioni sindacali corrette, per uno sviluppo economico sostenibile, per il nostro futuro e quello dei nostri figli”.
 

25 aprile: Cgil in piazza a Napoli

Mar, 24/04/2018 - 15:26

La Cgil di Napoli sarà presente domani alla cerimonia per il 25 aprile in piazza Carità a Napoli in programma alle ore 11. La Camera del lavoro, attraverso i suoi social, ha diffuso il manifesto unitario caratterizzato dagli hashtag #maipiùfascismi #maipiùrazzismi.

25 aprile: Cgil Abruzzo, rilanciare valori della Resistenza

Mar, 24/04/2018 - 15:17

“La democrazia italiana è figlia della Resistenza e della Liberazione, è figlia della Costituzione. Nel delicato contesto nazionale e internazionale il 25 aprile deve essere una giornata di impegno e di iniziative per rafforzare i valori dell'antifascismo, della Costituzione repubblicana e della pace”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Abruzzo Sandro Del Fattore: “Il 25 aprile sia per tutti un'occasione per riflettere sulla Liberazione dal nazifascismo, sulla riconquista della libertà e della democrazia in Italia e sul valore della Costituzione. In questa giornata deve essere forte il richiamo a contrastare la pericolosa deriva razzista, xenofoba, antisemita e il risorgere di movimenti neofascisti e neonazisti, che sta attraversando l'Italia e l'Europa. È indispensabile, quindi, rilanciare con fermezza e unitariamente, nei piccoli centri, nelle città, a livello regionale e ovunque nel paese, i valori della solidarietà, della tolleranza, della pace richiamati nella nostra Carta costituzionale nata dalla Resistenza”.

Anche quest'anno la Cgil regionale e i sindacati provinciali prenderanno parte alle diverse iniziative e celebrazioni promosse nei vari centri abruzzesi. Cerimonie sono previste ovunque, da Pescara a Teramo, da L'Aquila a Chieti. Tra gli eventi più importanti che vedranno la presenza della Cgil c'è quello organizzato a Taranta Peligna, dove il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, renderà omaggio al Sacrario della Brigata Maiella. Il capo dello Stato successivamente si recherà al castello di Casoli, dove si costituì la Brigata Maiella.

Un 25 aprile per i valori della Costituzione

Mar, 24/04/2018 - 15:12

Il 25 aprile Milano si riempie di colori, di suoni e di parole antifasciste. Nel capoluogo lombardo, infatti, si svolge la manifestazione nazionale per ricordare la festa della Liberazione dal nazifascismo e per celebrare la Costituzione. “La nostra città, e tutta la Lombardia, sono sempre pronte ad accogliere i vecchi e i nuovi partigiani – afferma ai microfoni di RadioArticolo1 Elena Lattuada, segretario generale della Cgil lombarda –. Milano è città medaglia d'oro della Resistenza, anche se sta purtroppo attraversando una fase complicata, in cui si moltiplicano fenomeni di razzismo e xenofobia”.

Ci sono segnali di un ritorno del fascismo e del nazismo in tutto il paese – continua Lattuada –, per questo la festa della Liberazione diventa un appuntamento fondamentale per ribadire i princìpi e i valori della Costituzione, ma anche per dare una risposta collettiva a fenomeni molto preoccupanti. Sono questi, tra l'altro, i contenuti dell'appello 'Mai più fascismi, mai più razzismi', di cui la Cgil è uno dei protagonisti insieme alle altre organizzazioni sindacali. Il ritorno di certe pulsioni da una parte ci preoccupa, ma dall'altra ci motiva fortemente ad andare avanti per questa strada, e costruire una grande partecipazione democratica. Perché Milano è una città democratica e la Lombardia è una regione democratica”.

Nei giorni scorsi, tra l'altro, e proprio al cimitero monumentale di Milano, c'è stata un'iniziativa per rendere omaggio ai caduti della repubblica di Salò. È quindi necessario, secondo il segretario generale della Cgil Lombardia, “un presidio del territorio” per “immettere anticorpi sani in un paese che sembra aver dimenticato fatti non così lontani nel tempo”. Serve “una militanza intesa come presenza democratica dei cittadini nel rivendicare spazi di partecipazione”. Ogni luogo che viene colpito “anche solo con una scritta” deve quindi “trovare una risposta democratica”.

È un lavoro complesso, certo, da affrontare “con grande forza e vigore, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni”. ”Quando si parla di accoglienza e solidarietà – afferma ancora Lattuada – i giovani ci sono sempre. Abbiamo bisogno di allargare questa sfera, attraverso l'educazione, per riprendere in mano tutti insieme la storia democratica di questo paese. È l'anticorpo migliore che possiamo mettere in campo insieme alle altre forze sindacali e alle tante associazioni che ci sono a Milano e in Lombardia. Non ci possiamo arrendere”.

Non è quindi un caso che il pezzo del corteo sindacale verrà aperto con uno striscione di Cgil, Cisl e Uil che recita: “Mai più fascismi”: “È esattamente il titolo dell'appello ed è ancor più importante esporlo in una regione in cui durante la campagna elettorale si è sentito ancora parlare di 'razza bianca'”. “Ma tutti gli striscioni della manifestazione del 25 aprile – conclude la leader sindacale – citano delle parole che sono fondamentali per tutti, nessuno escluso. Noi non ci arrendiamo a un ritorno di un passato buio. I valori della Costituzione vivono, devono vivere. Questo è il nostro impegno”.

 

25 aprile: Silp, è memoria che si rinnova

Mar, 24/04/2018 - 15:04

“Il 25 aprile deve essere l'occasione per ribadire che sicurezza e democrazia sono un binomio inscindibile e che le forze di polizia si riconoscono pienamente nei valori della nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta antifascista, che vide tra i protagonisti numerosi eroi in divisa, a partire da Palatucci”. A dirlo è Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil: “Da tempo, come poliziotti democratici, abbiamo aderito alla campagna di sensibilizzazione #maipiu'fascismi #maipiu'razzismi. Il 25 aprile è una ricorrenza, ma soprattutto una memoria che si rinnova. Un appuntamento che deve unire e non dividere, per ricordare una generazione di uomini, donne, ragazzi che hanno saputo lottare con grande passione, con il sacrificio della vita di molti, liberando il nostro paese dalla feroce violenza nazi-fascista”. Per Tissone oggi più che mai “abbiamo il compito, assieme alle nuove generazioni, di continuare la lunga 'battaglia di Resistenza' con l'obbligo di costruire una memoria condivisa, perché il ricordo non può essere mai imposto, ma deve moralmente restare vivo e rappresentare un debito di giustizia verso tante vittime innocenti, a partire dallo sterminio di sei milioni di ebrei”.

25 aprile: Camusso, importante riparlare di democrazia

Mar, 24/04/2018 - 14:58

“È straordinariamente importante riparlare di democrazia e libertà”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, intervenendo sulle celebrazioni per il 25 aprile: “I segnali di intolleranza, razzismo e neofascismo che abbiamo visto in questi mesi non sono un pericolo da sottovalutare. Quest'anno celebriamo il 25 aprile nell'anno del settantesimo della Costituzione, aver liberato il paese ci permette ora di vivere in un luogo democratico e libero”.

25 aprile: sindacati Lazio, manifestazione sia inclusiva

Mar, 24/04/2018 - 14:54

“Il 73° anniversario della Liberazione è un appuntamento tra i più importanti e simbolicamente più significativi della nostra Repubblica, della nostra stessa idea di Stato. Uno Stato, lo ricordiamo, fondato sui valori della Resistenza e sui princìpi che costituirono il fondamento della Carta costituzionale, di cui quest'anno ricorre il 70esimo anniversario dell'entrata in vigore. Giungere al 25 aprile nel segno dell'unità, al riparo dalle divisioni e dai contrasti che ogni anno, purtroppo, caratterizzano questa giornata, è una necessità che rivendichiamo”. Così i segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil di Roma e Lazio (Michele Azzola, Paolo Terrinoni e Alberto Civica): “È un dovere che abbiamo come popolo e verso noi stessi, soprattutto in una fase in cui si vanno rafforzando organizzazioni politiche che fanno della violenza, della sopraffazione e dell'intolleranza razziale il proprio credo”. Per questi motivi Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio aderiscono “all'appello lanciato da Anpi, Aned, Anei, Anppia, Anpc, Anvrg Roma, Fiap e Circolo Brosio per una manifestazione inclusiva, pacifica e di massa, che rinnovi i sentimenti e gli impegni antifascisti. Il sindacato e i lavoratori saranno a fianco dei gonfaloni di tutte le associazioni che sfileranno in corteo. Ora e sempre Resistenza”. 

Industria italiana autobus: 26 aprile a Bologna conf. stampa Fiom

Mar, 24/04/2018 - 13:20

Giovedì 26 aprile, alle ore 11,30, a Bologna, nella saletta Fiom al terzo piano di via Marconi 69, la Fiom, data la situazione di difficoltà dei lavoratori degli stabilimenti ex Bredamenarini ed ex Irisbus interessati dal processo di reindustrializzazione di Industria italiana autobus e lo stallo del confronto, terrà una conferenza stampa per comunicare le proprie iniziative. Alla conferenza stampa parteciperanno, oltre alle delegate e ai delegati degli stabilimenti, Michele De Palma, responsabile per la segreteria nazionale Fiom del settore mobilità, Bruno Papignani, segretario generale della Fiom Emilia-Romagna, e Sergio Scarpa, segretario generale della Fiom di Avellino