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Aggiornato: 3 hours 7 min fa

Voucher, 26 maggio conferenza stampa di Camusso

3 hours 28 min fa

Venerdì 26 maggio, a Roma, alle ore 11.30, in Corso d'Italia 25 (sala Santi), il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, terrà una conferenza stampa sui voucher e sul rischio che il Parlamento possa approvare emendamenti che prefigurerebbero una nuova normativa su lavoro occasionale peggiorativa di quella precedente. Sempre venerdì a Roma, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, in Piazza della Rotonda (Pantheon), si svolgerà un presidio organizzato dalla Cgil nazionale e di Roma e Lazio. E altre manifestazioni analoghe, contro il ripristino dei ‘buoni lavoro’, si terranno in molte altre città d’Italia.

In piazza contro la resurrezione dei voucher

3 hours 45 min fa

Cresce l’allarme per il ritorno dei voucher, e crescono le iniziative di contrasto da parte della Cgil, che da giorni è in stato di mobilitazione permanente, con moltissime iniziative sui territori. Ora la confederazione chiama a raccolta anche a Roma, per un presidio venerdì 26 maggio, dalle 10 a mezzogiorno, in Piazza della Rotonda (Pantheon). Organizzato dalla Cgil nazionale e da quella di Roma e Lazio, “il presidio è stato indetto per manifestare contro l'eventuale approvazione da parte del Parlamento di emendamenti che prefigurerebbero il ritorno dei voucher con norme peggiori”. E’ quanto si legge in una nota dell’organizzazione sindacale. Poco distante dal luogo dell’iniziativa, al Senato, è in fase di approvazione la manovra correttiva dei conti pubblici che potrebbe veicolare gli emendamenti temuti. Sempre venerdì 26, alle 11.30, in Corso d'Italia 25 (sala Santi), è prevista una conferenza stampa del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Martedì scorso il Comitato direttivo della Cgil ha approvato un ordine del giorno sui voucher e sul rischio di una nuova normativa su lavoro occasionale. “Si sta cercando - sostiene la Cgil - di far rientrare dalla finestra ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile”. Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica, sottolinea il sindacato, “che un governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell'art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito”.

Se questo tentativo si concretizzerà in un provvedimento di legge, la Cgil “porrà in atto una ferma e coerente azione di contrasto, facendo sin da subito appello al Presidente della Repubblica affinché intervenga, facendosi garante del rispetto della Costituzione e del diritto di voto da parte dei cittadini”. L’ordine del giorno del Comitato direttivo della Cgil, ha inoltre dato “mandato alla segreteria, in ragione delle eventuali decisioni parlamentari, di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell’art. 75, sia una grande manifestazione nazionale alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese”.

Non solo Roma, si diceva. Ad esempio il Veneto, dove sono previste iniziative in tutte le province. Oppure la Puglia, una delle regioni più colpite dalla “overdose” di voucher, nei mesi e anni passati, in settori stagionali come la filiera agricola e il turismo. Sempre venerdì 26 scendono in piazza Bari, Lecce e Barletta, ma tutte le Camere del Lavoro pugliesi sono chiamate a una mobilitazione straordinaria.

Restando nel meridione, il 25 la protesta della Cgil ha toccato la città di Matera, in Basilicata, mentre in Sicilia, a Palermo, l’appuntamento è ancora per il 26, con un sit-in davanti alla prefettura.

In Emilia Romagna, Bologna è già scesa in piazza, mentre Parma sta per farlo. Salendo più a Nord: si stanno moltiplicando in Brianza gli appelli delle Rsu delle aziende metalmeccaniche contro il colpo di mano parlamentare sui voucher. Le Rsu di Candy, Ernesto Malvestiti, Valbart Flowserve, Brugola, Babcock, Gianetti Ruote, Sts Acoustics, Icar (solo per citarne alcune) hanno espresso la loro contrarietà a far rientrare dalla finestra i buoni lavoro. Molte rappresentanze sindacali aziendali del territorio stanno facendo pervenire ai parlamentari eletti in Brianza forti prese di posizione contrarie.

Per restare in Lombardia, la Camera del Lavoro di Milano chiama a raccolta il 26, alle 10 del mattino, davanti alla sede della prefettura. Mentre Campania e Piemonte hanno già avviato la mobilitazione. Ma è solo un primo elenco parziale di iniziative, destinato a inevitabili aggiornamenti.

La Cgil è pronta a fare le barricate, insomma, come spiegano chiaramente due delle categorie più colpite in passato dal ricorso ai voucher: la Filcams (servizi) e la Flai (agroalimentare). I princìpi in ballo, e da difendere, sono molti. Non solo il diritto a un mercato del lavoro non dopato dai voucher, non solo il diritto a un lavoro tutelato, specie in quei mestieri più esposti alle prevaricazioni e ai soprusi. Ma anche i diritti costituzionali e di cittadinanza, come si diceva sopra: un referendum indetto grazie a milioni di firme è stato annullato da una legge. Adesso una manovra di aggiustamento del bilancio, in assenza di confronto e dibattito tra governo e parti sociali, non può ripristinare le norme abolite. Sarebbe una prepotenza inaccettabile. E non sarà accettata.

Voucher, 26 maggio presidio a Bari

3 hours 47 min fa

"Nelle prossime ore il Parlamento potrebbe discutere e approvare norme peggiorative e sostitutive dei voucher. Il tutto dentro la manovra di bilancio che nulla ha a che vedere con norme che dovrebbero regolare il mercato del lavoro. La Cgil ha contribuito al superamento dei voucher, raccogliendo le firme a sostegno di un referendum abrogativo. In virtù della legge promulgata che cancellava i “buoni lavoro”,  la Consulta ha annullato la consultazione. Oggi il Governo e il Parlamento tentano di far rientrare dalla finestra qualcosa contro cui si sono espressi milioni di cittadini che hanno sottoscritto i nostri quesiti. Per queste ragioni il presidio annunciato per il 30 maggio è anticipato a domani 26 maggio davanti alla prefettura dalle ore 9.30. Chiediamo ai nostri parlamentari di opporsi a questa presa in giro dei cittadini e delle istituzioni. Ai lavoratori, studenti e pensionati chiediamo di partecipare alla mobilitazione a difesa di un traguardo che ha cancellato una delle forme più precarie e povere di lavoro". Lo rende noto la Cgil di Bari in un comunicato.

Industria italiana autobus, la reindustrializzazione rischia il fallimento

3 hours 57 min fa

Si è tenuto oggi presso il ministero dello Sviluppo economico l’incontro tra la direzione aziendale di Industria italiana autobus, le delegazioni dei lavoratori degli stabilimenti di Flumeri e Bologna e le organizzazioni sindacali territoriali e nazionali con la viceministra Bellanova. Anche questa volta "abbiamo registrato l’incomprensibile assenza di Invitalia". Lo affermano, in una nota congiunta, Fim, Fiom e Uilm.

"L’incontro ha sancito, dopo le negative premesse dello scorso confronto, il concreto rischio, del fallimento per il processo di rioccupazione degli ex stabilimenti Breda e Irisbus - spiegano i sindacati -. La direzione aziendale ha dichiarato che: visto l’andamento negativo delle gare bandite grazie ad un importante investimento pubblico, non sarebbero garantiti i volumi che consentirebbero il rispetto degli accordi raggiunti, che sono già in ritardo di quasi un anno nella loro realizzazione. Il rischio è che i soldi pubblici servano a produrre autobus in altri paesi perché senza clausole nelle gare che possano premiare il lavoro in Italia e la qualità del prodotto è a rischio il rilancio occupazionale di Industria italiana autobus".

"Non c’è più tempo: a Bologna e a Flumeri si terranno lunedì assemblee unitarie dove saranno decise le iniziative per aprire un confronto alla presidenza del Consiglio che garantisca il rispetto degli accordi siglati con il Governo e l’azienda e il rilancio occupazionale e produttivo della produzione e della filiera degli autobus in Italia", concludono.

Voucher, domani a Palermo sit-in davanti Prefettura

4 hours 29 min fa

Domani sit-in della Cgil Palermo, dalle ore 16, in via Cavour, davanti alla Prefettura, contro la possibilità che il governo, con alcuni emendamenti al Decreto Legge n. 50/2017, attualmente in discussione in Parlamento, torni indietro rispetto ai voucher reintroducendo forme di lavoro occasionale.

“Noi non smobilitiamo e manterremo alta la guardia. La battaglia contro i voucher e la precarietà del lavoro, portata avanti da milioni di persone e di lavoratori che insieme alla Cgil hanno firmato i referendum su voucher e appalti non è finita – dichiara il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo - Sarebbe una presa in giro dei milioni di cittadini che hanno firmato l’abrogazione dei voucher, un simile intervento rappresenterebbe una violazione dell'articolo 75 della Costituzione sul valore del referendum. Una brutta caduta sul piano della democrazia, da parte di un governo che prima accoglie le richieste di abrogazione e poi vuole ripristinare se non peggiorare, nei fatti, le norme abrogate”.

La Cgil Palermo chiederà l'intervento del Prefetto perché rappresenti al governo la preoccupazione del sindacato e del mondo del lavoro. Al prefetto la Cgil consegnerà l'ordine del giorno sui voucher votato dal comitato direttivo della Cgil, riunitosi a Roma il 23 maggio, in cui si ritiene “gravissima” l'eventualità che il governo, attraverso un “improprio” emendamento al decreto legge n° 50, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale “Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che un governo e la sua maggioranza intervengano con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima col fine di evitare una prova referendaria”, è scritto nell'ordine del giorno.

Il comitato direttivo della Cgil ha dato mandato alla segreteria di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell'articolo 75 della Costituzione repubblicana, sia una grande manifestazione nazionale alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese.  

Bergamo: Teatro Donizetti, l'impegno del Comune su 40 posti a rischio

4 hours 50 min fa

“Sul destino dei circa 40 lavoratori dei servizi del Teatro Donizetti ci sono l’impegno e tutta l’attenzione da parte dell’amministrazione comunale”: così Paolo Turani, segretario generale della Slc Cgil provinciale di Bergamo, ha commentato l’incontro che si è svolto oggi con l’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Nadia Ghisalberti. In discussione c’era l’attività dei lavoratori del prestigioso teatro cittadino che, alle dipendenze di una cooperativa, sono impiegati come addetti alla biglietteria, maschere di sala e tecnici di palco.

“Abbiamo richiesto l’incontro per avere maggiori informazioni su quanto accadrà a questi lavoratori alla luce dell’imminente e prolungata chiusura del teatro per ristrutturazione che comporterà il trasferimento di tutti gli spettacoli della prossima stagione al Teatro Sociale e al Palacreberg” ha proseguito Turani. “Abbiamo così avviato una prima discussione su come reimpiegare il personale. Da parte dell’assessore c’è l’impegno di prendersi carico della situazione e di immaginare, scendendo nei dettagli delle professionalità dei singoli, spazi di ricollocazione di cui si comincerà a parlare in un nuovo incontro che si svolgerà tra la fine giugno e l’inizio di luglio e che permetterà di affrontare in maniera più tecnica la questione”.

“Abbiamo, poi, chiesto rassicurazioni su quello che accadrà quando le attività del Teatro Donizetti riprenderanno: per questi lavoratori, alcuni dei quali impiegati nel teatro da quindici o vent’anni, occorrerebbe immaginare, in una prospettiva più ampia, un futuro certo”.

Intanto, Paolo Turani annuncia l’avvio formale delle vertenze per il recupero dei due stipendi arretrati che questi lavoratori vantano nei confronti della “Cooperativa Servizi teatrali”, precedente assegnataria dell’appalto (ora infatti si occupa dei servizi in teatro la cooperativa ‘Doc’ con sede a Verona e, presente in città, con un ufficio in via Quarenghi). Proprio sul tema della vertenza nei confronti della “Cooperativa Servizi teatrali”, ad inizio maggio, si era svolto un primo incontro del sindacato con il direttore del Teatro, Massimo Boffelli, alla presenza anche di Massimo Chizzolini, direttore dell’Area Cultura del Comune di Bergamo.

Voucher: Cgil Milano, basta scuse, non ci sono vuoti normativi

4 hours 53 min fa

"Basta con le scuse. L’intento è chiaro, abbassare ancora di più il costo del lavoro e chi ne subisce le conseguenze sono sempre i lavoratori". Lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil di Milano, Massimo Bonini. "Le imprese - dice - devono smetterla di avere un atteggiamento di questo tipo, non ci sono vuoti normativi ma di fatto, c’è un ventaglio di offerte contrattuali che si possono utilizzare”.

Da parte sua, spiega, "la Cgil contempla il lavoro occasionale subordinato solo per le famiglie. Uno strumento con più tutele e più sicurezza. Se si continua nella politica di creare lavoro riducendone i costi e i diritti sarà il Paese a pagarne le conseguenze. La politica nazionale rifletta su quello che sta facendo. Se da una parte si evita il voto dei cittadini per poi rifare la normativa abrogata avremo dal punto di vista della tenuta democratica, dal punto di vista economico complessivo grossi problemi, soprattutto, si continuerà ad alimentare populismi di ogni genere".

Carraro di Monselice, terzo giorno di sciopero

4 hours 56 min fa

Dopo 3 giorni di sciopero al magazzino Carraro di Monselice (Padova), nessuna segnale è giunto dal committente.  La Filt Cgil, sindacato del comparto trasporti e logistica, "da mesi chiede risposte rispetto alla condizione lavorativa degli operatori, alcuni dei quali prestano servizio per appalti collegati a Carraro da più di 10 anni. Il piano industriale dell'azienda, che secondo alcune indiscrezioni prevederebbe la chiusura del sito, non viene svelato da Carraro, e questo atteggiamento non può che far aumentare le preoccupazioni e alimentare i dubbi".

Per Monselice sarebbe l'ennesima chiusura e altre 35 persone "che si troverebbero di punto in bianco senza mezzi di sussistenza e alla ricerca di una nuova occupazione. Per Ceva si tratterebbe dell'ennesimo cliente perso e dello svuotamento di una porzione del capannone di 30 mila metri quadrati. Il personale diretto della Carraro, impiegati e operai, hanno espresso solidarietà e portato un segnale di simpatia e vicinanza ai lavoratori che da giorni si astengono dal lavoro".

Nei prossimi giorni, aggiunge il sindacato, "coinvolgeremo la Cgil confederale e le categorie in una lotta sindacale a tutela dell'occupazione e dei diritti dei lavoratori, che non possono essere trattati come delle merci da dislocare dove le condizioni economiche sono più favorevoli".

«Non ti pago». Licenziati gli scontrinisti

5 hours 49 min fa

Mi chiamo Antonella Chiatti, ho 55 anni e sono scontrinista dal 2010. Prima ero nella cooperativa di vigilanza, preparavo i pass all'atrio, stavo nella hall. Poi, sette anni fa, ho cominciato a lavorare ai banchi di distribuzione con questa particolare forma di pagamento. Come funziona? Una volta al mese viene un rappresentante della cooperativa: non gli diamo gli scontrini che nel frattempo abbiamo raccolto, lui ci consegna l’assegno di 400 euro”. Antonella lo racconta ai microfoni di RadioArticolo1 mentre sta protestando, insieme ai suoi colleghi di sventura, davanti a quello che è stato il suo luogo di lavoro per così tanto tempo. «Non è volontariato, è lavoro e va pagato», questo lo slogan che hanno scritto su uno striscione piazzato nei pressi dell'importante istituto. Una risposta diretta a quanto ha detto ieri il ministro Dario Franceschini durante il question-time, cioè, più o meno, che la legge sul lavoro volontario c'è e tale deve restare. “Ma se dovessi rimanere senza lavoro – racconta la donna – non saprei dove sbattere la testa”.

Sono in totale 22 gli scontrinisti romani che garantiscono il servizio e che potrebbero essere sostituiti da volontari – quelli sì – del servizio civile. Siamo all'ultimo gradino della scala della dignità, persino sotto i voucher. Un caso in realtà già noto, sollevato lo scorso gennaio dalla Cgil insieme a Rassegna all'inizio della campagna referendaria su voucher e appalti (qui il video di Federica Rocchi, la prima “scontrinista” a essere intervistata). Negli ultimi giorni, però, la vicenda è tornata all'onore nelle cronache con altre interviste anche in tv. La conseguenza è stata drastica. “Dall'oggi al domani – riprende a spiegare Antonella – siamo stati mandati via. Abbiamo lavorato tanti anni con passione. Io adoro stare in mezzo ai libri, adoro lavorare in biblioteca e ho sempre dato il massimo. Il responsabile dei servizi lo sa benissimo quanto ho dato io alla biblioteca”.

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Non pretendono un posto a tempo indeterminato nella pubblica amministrazione – cosa ovviamente impossibile senza un concorso – però fanno notare che la biblioteca è andata avanti per anni grazie al loro impegno. Potrebbero dunque rimanere in servizio con una forma di contratto anche a tempo determinato, eventualmente rinnovabile. “Ciò che proprio non possiamo accettare – conclude Antonella – è essere trattati come numeri. Ci è stato detto che verranno delle proposte, mi auguro che una di queste venga accolta perché la Ales è una società molto seria e riconosciuta dal ministero”.

La vertenza, si diceva, era già nota alla Cgil e al Nidil. Lo spiega sempre a RadioArticolo1 Claudio Treves, segretario generale della sigla che rappresenta gli atipici: “Ci siamo scontrati e continuiamo a scontrarci con la sordità ottusa del ministero dei Beni Culturali e della direzione della biblioteca. Loro si trincerano dietro la cosiddetta legge Ronchey, una norma degli anni '90 che ammetteva la possibilità, per la fruizione dei beni culturali, di ricorrere anche ai volontari”. Sulla carta, un’idea nobile e condivisibile. “Ma non quando diventa palesemente aggiuntiva rispetto alla normale struttura che quel bene culturale deve garantire – osserva l'esponente della Cgil –. Ed è esattamente quello che è accaduto ai lavoratori della Biblioteca nazionale: sono stati inseriti nei turni, utilizzati per attività tipiche come la sorveglianza agli accessi, la distribuzione dei libri, la catalogazione. Insomma, tutto ciò che normalmente fa una biblioteca. Così, però, non c'è più quella natura ‘volontaria’ cui si riferisce il ministro. C'è soltanto una forma ignobile di compenso, il dover raccattare anche per terra gli scontrini. La Cgil non li lascerà soli”.

 

C'è sullo sfondo il grande tema dei precari pubblici sul quale potrebbe arrivare una svolta positiva dopo la recente approvazione del Testo unico. “Grazie a una battaglia pluriennale del sindacato – conclude Treves – si riconosce finalmente la necessità di superare anche dal punto di vista normativo il precariato nella pubblica amministrazione. Peccato, lo dico da segretario di Nidil, che ci si 'dimentichi' in questa meritoria operazione dei lavoratori in somministrazione, circa 10mila, peraltro concentrati in settori delicatissimi come la sanità. Da parte nostra non chiudiamo questa questa battaglia, sicuramente continueremo la nostra pressione”.

Voucher, 26 maggio presidio Cgil a Venezia

5 hours 49 min fa

Si tiene venerdì 26 maggio a Venezia un presidio della Cgil Veneto “contro la possibilità che il governo, attraverso un emendamento alla manovra correttiva, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale che farebbe nei fatti resuscitare i voucher dopo averli appena aboliti”. L’appuntamento è alle ore 11.30 in Campo San Maurizio. "Se dovesse passare un tale provvedimento – dice un ordine del giorno della Cgil Veneto - sarebbe una presa in giro dei milioni di cittadini che hanno firmato l’abrogazione dei voucher e una forte caduta sul piano della democrazia e delle sue regole. Per la prima volta nella storia repubblicana si assisterebbe infatti alla sceneggiata di un governo che prima accoglie le richieste di abrogazione e poi ripristina, nei fatti, le norme abrogate”.

Brianza, gli appelli delle aziende metalmeccaniche: no al ritorno dei voucher

6 hours 2 min fa

Si stanno moltiplicando in Brianza gli appelli delle Rsu delle aziende metalmeccaniche contro la possibilità che il Governo, attraverso un emendamento alla manovra correttiva, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale che farebbe nei fatti resuscitare, dopo averli aboliti per Decreto, i voucher. Le Rsu di Candy, Ernesto Malvestiti, Valbart Flowserve, Brugola, Babcock, Gianetti Ruote, Sts Acoustics, Icar (solo per citarne alcune) hanno espresso la loro contrarietà a far rientrare dalla finestra i voucher.

"Molte rappresentanze sindacali aziendali del nostro territorio – afferma Angela Mondellini, segretaria generale della Fiom Cgil Monza e Brianza – stanno facendo pervenire ai Parlamentari eletti in Brianza forti prese di posizione contrari al tentativo del Governo. Oggi, se dovessero passare i provvedimenti voluti dal Governo, si prenderebbero in giro milioni di donne e uomini che con la loro battaglia hanno voluto cancellare uno strumento che peggiora violentemente le condizioni del lavoro nel nostro Paese” ha proseguito Mondellini che conclude “se il Governo non dovesse fare dei passi indietro siamo pronti ad intensificare la mobilitazione”.

Torino, i sindacati contro Appendino: colpisce i più deboli

6 hours 35 min fa

Abolizione delle agevolazioni sulla tassa dei rifiuti per i redditi bassi, cancellazione del contributo di un milione di euro per povertà e sui servizi sociali. E ancora:  tagli all'assistenza, ai servizi educativi, alla cultura e al turismo, oltre ai mancati impegni per aumentare le risorse a favore del lavoro e delle politiche per gli anziani. Sono questi i capitoli che Cgil, Cisl e Uil di Torino contestano al bilancio preventivi 2017 approvato dalla giunta Appendino. Per questo hanno lanciato una campagna unitaria per cambiare queste misure e che proseguirà fino a settembre. 

Si inizia con una petizione tra i cittadini attraverso banchetti allestiti nei luoghi principali della città, assemblee delle categorie nei luoghi di lavoro, incontri con i presidenti delle circoscrizioni e un attivo unitario a settembre. 

"È un bilancio che colpisce i più deboli, costruito cercando solo di far quadrare i conti e senza immaginare una prospettiva futura - dicono i segretari di Cgil, Cisl e Uil, Enrica Valfrè, Domenico Lo Bianco e Gianni Cortese -–,senza alcun confronto o rispetto per le parti sociali. Finora non abbiamo ottenuto nulla da questa giunta che ha dimenticato la partecipazione in tutte le scelte che fa".

I sindacati, uniti, rivendicano "una battaglia sociale, non ideologica o politica, per difendere il lavoro, le fasce deboli che non solo sono dimenticate ma penalizzate da un bilancio che non tiene in nessun conto la realtà del territorio e non dà risposte a temi fondamentali: pesa l'assenza di una visione strategica per rilanciare una città che vive ancora pesantemente la crisi”. 

Voucher, Barletta: domani 26 maggio presidio in prefettura

6 hours 50 min fa

Si tratta solo di voci ma bastano per creare preoccupazione. Il Parlamento sarebbe pronto a discutere e approvare già nelle prossime ore norme peggiorative e sostitutive dei voucher nella manovra correttiva. La Cgil lancia l’allarme e si mobilita contro questa che è “una vera e propria presa in giro”, spiega il segretario generale provinciale Giuseppe Deleonardis.

“Abbiamo scritto al Prefetto nei giorni scorsi per esprimere tutta la nostra preoccupazione rispetto all’ipotesi di interventi sulla manovra di bilancio che puntano a reintrodurre forme di lavoro non in coerenza con la legge che ha abolito i voucher. Alla dott.ssa. Clara Minerva abbiamo chiesto di farsi portavoce presso il Governo affinché si blocchi qualsiasi tentativo di reintroduzione di tale norma che legittima e implementa situazioni di fenomeni elusivi ma ora siamo pronti a scendere in strada contro questa presa in giro”.

Domani a partire dalle ore 10.00 la Cgil terrà un sit-in davanti alla Prefettura a Barletta affinchè il Governo ascolti le istanze del sindacato che poi sono quelle di migliaia di cittadini e lavoratori che nei mesi scorsi hanno firmato a favore dei referendum su voucher e appalti, voto previsto per il 28 maggio e saltato perché nel frattempo il parlamento ha approvato una legge che ha cancellato i voucher.

Matera non vuole i voucher

7 hours 5 min fa

Continuano i tentativi del governo nazionale di reintrodurre i voucher all'interno della manovra di correzione dei conti. “Un atto inaccettabile già fortemente denunciato dalla Cgil Basilicata che, pertanto, non arresta la sua azione di protesta su tutto il territorio regionale”. Dopo l’incontro di Potenza, si è svolto il 25 maggio, anche a Matera, un incontro con il prefetto, durante il quale il sindacato ha illustrato “i motivi della forte opposizione a questa scellerata e incomprensibile manovra a seguito dei quali lo stesso si è impegnato a trasferire agli organi competenti la protesta della Cgil, contro ogni tentativo di reintroduzione di questa tipologia di lavoro accessorio”, si legge in una nota della Cgil regionale.

“Matera è la città lucana dove è stato registrato il maggior utilizzo dei voucher, soprattutto in ambito turistico e del settore ricettivo, a seguito del boom prodotto dalla nomina a Capitale europea della cultura 2019. Tuttavia – ricorda la Cgil –, è proprio per il ruolo che Matera ha assunto nel panorama culturale e sociale, non solo lucano, ma italiano ed europeo, che non è accettabile un simile passo indietro da parte del governo nazionale, facendo partire proprio da qui una forte azione di protesta”.

Anche il direttivo delle aziende dell’indotto Fiat della Fiom Cgil Basilicata e il direttivo della Fisac Cgil Basilicata hanno approvato oggi all’unanimità due ordini del giorno, in cui si condanna fortemente l’utilizzo dei voucher e la loro surrettizia reintroduzione, e al contempo si sollecita la discussione della proposta di legge incardinata in parlamento, sulla Carta universale dei diritti del lavoro.

“Ricordiamo – conclude la Cgil Basilicata – che con l'approvazione della Legge del 6 aprile 2017 il Parlamento si è impegnato formalmente a eliminare dal nostro ordinamento lo strumento dei voucher, dando così espressione alla voce dei milioni di cittadini - 60.000 in Basilicata - che avevano scelto di apporre la propria firma condividendo e facendo proprio il progetto di rilancio e riscrittura del diritto del lavoro proposto dalla Cgil. Sarebbe uno schiaffo verso questi cittadini e un vero e proprio attentato alla democrazia riproporre subdolamente qualsiasi emendamento sul lavoro accessorio”.

La Cgil Basilicata ribadisce il suo NO ai voucher e rafforza la sua azione di protesta su tutto il territorio lucano.

Voucher, presidio anche a Parma

7 hours 10 min fa

La Cgil “ritiene gravissima l’eventualità che il Governo, attraverso un improprio emendamento al decreto legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale”. È quanto si legge nell’ordine del giorno approvato dal Comitato Direttivo del sindacato, riunitosi nei giorni scorsi a Roma. ostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile”.

Per portare all’evidenza dell’opinione pubblica questo palese atto di spregio nei confronti dei cittadini e della democrazia, anche la Cgil di Parma, analogamente a quanto avverrà in altri territori, ha deciso di organizzare per il tardo pomeriggio di domani un presidio di protesta. L’appuntamento è dalle ore 17 alle 19 davanti alla sede della Prefettura, in strada Repubblica.

Cgil Veneto: no a reintroduzione voucher

7 hours 24 min fa

"Contro la possibilità che il Governo, attraverso un emendamento alla manovra correttiva, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale che farebbe nei fatti resuscitare i voucher dopo averli appena aboliti, si stanno moltiplicando nel Veneto le prese di posizione delle rappresentanze aziendali, le iniziative esterne ed i presidi davanti alle Prefetture", lo annuncia in un ordine del giorno del proprio comitato direttivo la Cgil regionale

"Se dovesse passare un tale provvedimento sarebbe una presa in giro dei milioni di cittadini che hanno firmato l’abrogazione dei voucher ed una forte caduta sul piano della democrazia e delle sue regole. Per la prima volta nella storia repubblicana si assisterebbe infatti alla sceneggiata di un Governo che prima accoglie le richieste di abrogazione e poi ripristina, nei fatti, le norme abrogate", continua la Cgil.

A fronte di ciò la Cgil ha già fatto sapere che si appellerà al Presidente della Repubblica oltre ad avviare una petizione popolare per il rispetto dell’ articolo 75 della Costituzione (sui referendum) che ne verrebbe calpestato ed indire una grande manifestazione.

“Le proposte in discussione, sulle quali mai si è realizzato un confronto con il sindacato e con la Cgil in particolare, contravvenendo agli impegni formalmente e ripetutamente assunti dal Governo – prosegue l’ordine del giorno – prefigurerebbero il ritorno, con norme peggiori, ai voucher che Parlamento e Governo hanno cancellato poche settimane fa, assumendo lettera e sostanza del quesito referendario proposto dalla Cgil”.

“Si sta cercando – aggiunge la Cgil – di far rientrare dalla finestra ciò che, con le nostre firme e la nostra iniziativa e mobilitazione, abbiamo fatto uscire dalla porta. Si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile”.

“Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica – sottolinea il sindacato – che un Governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell’art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito”.

Per la Cgil si tratterebbe di “un palese atto di spregio nei confronti di tutti coloro che firmarono a sostegno del quesito referendario per abrogare i voucher e di una vera e propria lesione della democrazia, essendo evidente la spregiudicatezza con la quale si è legiferato poche settimane fa al solo scopo di impedire agli elettori di pronunciarsi”.

“Se questo tentativo si concretizzerà in un provvedimento di legge – si legge ancora – la Cgil porrà in atto una ferma e coerente azione di contrasto, facendo sin da subito appello al Presidente della Repubblica affinché intervenga, facendosi garante del rispetto della Costituzione e del diritto di voto da parte dei cittadini”.

Il comitato direttivo della Cgil, infine, ha dato “mandato alla segreteria, in ragione delle eventuali decisioni parlamentari, di promuovere sia una petizione popolare per il rispetto dell’art. 75 della Costituzione repubblicana, sia una grande manifestazione nazionale alla quale chiamare a partecipare lavoratori, pensionati, cittadini e tutte le organizzazioni democratiche del Paese”.

Appuntamenti di venerdì 26 maggio:
Padova
ore 11.30, in Piazza Antenore davanti alla Prefettura
Venezia: 11,30 campo S. Maurizio davanti alla Prefettura
Verona: ore 11, piazza dei Signori, davanti alla Prefettura
Rovigo: ore 12, via Celio, davanti alla Prefettura
Treviso: ore 12, piazza dei Signori davanti alla Prefettura

Autotrasporto, no alle modifiche della Commissione Ue

7 hours 47 min fa

Sindacati marchigiani dei trasporti sul piede di guerra contro le modifiche ai tempi di lavoro e di pausa dei camionisti. Per protestare contro le misure al vaglio della Commissione europea, Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporto hanno indetto, lunedì 29 maggio, un sit-in davanti alla sede della prefettura di Ancona, dalle 10 alle 12.

La Commissione in questi giorni sta prendendo in considerazione modifiche ad alcune norme comunitarie in materia di autotrasporto. Alcune di queste riguardano il Regolamento 561/06 ed in modo particolare la riduzione del tempo di riposo settimanale per i conducenti di autobus e camion da 45 ore a 24 ore. Quest’ultimo – il cosiddetto riposo settimanale ridotto – si dovrebbe prendere per 2 o 3 settimane consecutive “spostando tutto il riposo verso la fine del mese – evidenziano le sigle dei trasporti in una nota congiunta –, con il rischio di attivare automaticamente un’estensione del tempo di guida”.

Per in sindacati, “se tali modifiche venissero approvate, determinerebbero un impatto critico su tutti gli accordi collettivi a tutti i livelli; porterebbero ad inaccettabili cambiamenti nelle modalità di organizzazione del lavoro per gli autisti; avrebbero un impatto nettamente negativo sul riposo adeguato dei autisti, sul loro equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, nonché sulla sicurezza stradale”.

“L’eventuale esclusione degli autisti di mezzi pesanti dall’ambito di applicazione del distacco dei lavoratori – proseguono le organizzazioni sindacali – può favorire la legalizzazione della discriminazione sulla base della nazionalità, in termini di retribuzioni e condizioni di lavoro e può inoltre creare ulteriori distorsioni, incoraggiando le aziende ad utilizzare forza lavoro a basso reddito; può causare il ritardo nell’applicazione delle norme ed infine aumentare la pressione, stress e l’onere amministrativo a carico del lavoratore”.

Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporto si oppongono drasticamente a qualsiasi modifica dei tempi di guida e di riposo e all’esclusione dei conducenti dall’applicazione della direttiva distacchi: “Riteniamo – conclude la nota – che le scelte della Commissione europea si indirizzino verso una normalizzazione del dumping sociale, invece di andare a contrastare il lavoro nero e la concorrenza sleale. Tutto ciò ovviamente a discapito dei lavoratori”.

Tarantino (Fillea Sicilia), subito la cabina di regia per accelerare la spesa

8 hours 21 min fa

“Siamo qui in piazza oggi per chiedere pensioni dignitose ma anche lavoro. Quello degli edili è un lavoro discontinuo e usurante, dare a più edili la possibilità di accedere all’Ape agevolata è un fatto di giustizia sociale. Al governo regionale inoltre sollecitiamo una cabina di regia per accelerare la spesa per opere pubbliche e fare ripartire i cantieri”. Lo ha detto il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, Franco Tarantino, a margine della manifestazione degli edili siciliani. Secondo le stime dei sindacati attivando subito 10 dei 17 miliardi disponibili si potrebbero creare nuovi 60 mila posti di lavoro l’anno. Sull’Ape sociale i sindacati hanno presentato in mattinata una lettera al Presidente dell’Inps nella quale si sottolinea che la gran degli edili siciliani con le attuali regole sarebbero esclusi dalle agevolazioni. Durante il comizio Antonio Di Franco, della segreteria nazionale Fillea, ha detto: “Con che coraggio nel Sud si chiedono 36 anni di contributi? Più pensioni- ha sottolineato- significa anche più lavoro e più sicurezza, l’attuale norma è un’ingiustizia”. Di Franco ha anche detto che una delle priorità del sindacato è la lotta al lavoro nero, che si aggira intorno al 40%, nell’assoluta insufficienza dei sistemi ispettivi. Ma anche il rilancio del’occupazione nel Mezzogiorno, che non può essere una priorità solo nei tg”.

Milano, 26 maggio presidio contro i voucher

9 hours 26 min fa

La Camera del Lavoro di Milano ritiene gravissima l’eventualità che il Governo, attraverso un improprio emendamento al decreto legge n. 50/2017 attualmente in discussione in Parlamento, definisca una nuova normativa sul lavoro occasionale. Così in un comunicato. Per la Cgil milanese, "si tratta di un tentativo inqualificabile e inaccettabile. Basta con scuse che hanno l’intento di abbassare ancora di più il costo del lavoro solamente sulle spalle dei lavoratori. Le Imprese devono smetterla di avere un atteggiamento di questo tipo, non ci sono vuoti normativi ma c’è di fatto un ventaglio di offerte contrattuali che si possono utilizzare".

"Sarebbe la prima volta nella storia della Repubblica che un Governo e la sua maggioranza intervengono con un provvedimento legislativo opposto a quello emanato poco prima con il fine di evitare una prova referendaria. Questo configurerebbe una sostanziale violazione dell’art. 75 della Costituzione e costituirebbe un atto irrispettoso nei confronti della Suprema Corte di Cassazione che si è appena pronunciata in proposito", spiega la nota.

"Se questa è la strada – attacca il sindacato –, ci chiediamo quale utilizzo venga fatto oggi della democrazia nel nostro Paese. Azioni di questo tipo aumentano la progressiva sfiducia nelle istituzioni alimentata dai populismi negli ultimi anni. Per questo chiediamo a tutte le forze politiche e sociali che hanno a cura la sorte del mondo del lavoro, ma non solo, di partecipare al presidio indetto per domani 26 maggio dalle ore 10.00 davanti alla Prefettura di Milano in Corso Monforte 31".
 

Voucher, Cgil Campania pronta a mobilitazione

9 hours 26 min fa

La Cgil in Campania è pronta alla mobilitazione contro il tentativo del governo di far approvare l'emendamento al decreto legge n.50/2017 che di fatto reintroduce lo strumento dei voucher. "Verrebbero meno, in questo modo - sottolinea il sindacato - gli impegni assunti formalmente dell'esecutivo in tema di lavoro occasionale. Secondo la Cgil, si tratta di una iniziativa "inqualificabile e inaccettabile". "In molte fabbriche e aziende della regione - riferisce il segretario generale della Cgil Campania, Giuseppe Spadaro - già si sta discutendo sulle forme di protesta da attuare per far arrivare alle Prefetture il dissenso del mondo del lavoro in merito a questa azione dal sapore chiaramente anticostituzionale".