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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Aggiornato: 5 hours 32 min fa

Automotive, adesso una task force per il rilancio

Ven, 18/10/2019 - 19:20

Si è tenuto oggi, 18 ottobre, il tavolo di confronto sull’automotive, convocato al ministero dello Sviluppo economico dal ministro Stefano Patuanelli. È stato l’avvio di un dialogo tra governo, associazioni di impresa, singole aziende e sindacati con l'obiettivo di individuare i migliori strumenti al fine di rilanciare il settore dell'automotive anche attraverso le opportunità messe a disposizione dalla mobilità ecosostenibile. Un primo incontro che servirà a individuare un metodo di lavoro e creare una cabina di regia.

"È positivo che finalmente sia partito il tavolo per l'avvio di un percorso politico e tecnico sul settore automotive che la Fiom ha chiesto da anni. Il ministro Patuanelli, diversamente dai ministri precedenti, ha avuto il coraggio di affrontare la crisi di un settore fondamentale per l'industria del nostro Paese in una fase di riduzione del mercato e di transizione tecnologica". Lo dichiarano in una nota congiunta al termine dell’incontro Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil, e Michele De Palma, segretario nazionale della stessa categoria e responsabile automotive.

"Abbiamo chiesto – proseguono i due sindacalisti – la costituzione di una task force per la predisposizione di un piano per la trasformazione dell'industria dell'automotive che si ponga l'obiettivo dell'occupazione, dell'ambientalizzazione delle fabbriche e della mobilità sicura ed ecologica. I lavoratori del settore stanno affrontando la caduta dei volumi produttivi e l'aumento della cassa integrazione”.

Per la Fiom, “è necessario che il governo intervenga a partire dalla manovra per garantire gli investimenti necessari alla transizione industriale garantendo l'occupazione”. La crisi del settore, rilevano Re David e De Palma, "riguarda certamente il principale player in Italia: Fca, in cui gli ammortizzatori sociali aumentano con il passare dei giorni anche per effetto della riduzione degli ordini sui mercati, dei dazi minacciati o reali, dal calo del diesel e della evoluzione in corso complessivamente della mobilità".

"Ci arrivano segnali molto preoccupanti dalle aziende della componentistica a partire da quelle del diesel, ma anche per il rallentamento dell'auto in Europa, in particolare in Germania", sottolineano ancora Re David e De Palma. "Sono migliaia i posti di lavoro a rischio nel settore a fronte di una capacità produttiva di oltre 1,5 milioni di auto: occorre partire dal creare le condizioni per saturare tutto il potenziale di capacità produttiva attraendo anche nuovi produttori". Il ritardo sull'ibrido e sull'elettrico, ricorda la Fiom, "è grave, ma ci sono le condizioni per recuperare con investimenti e cambio tecnologico e generazionale investendo nelle nostre università e nella formazione dei lavoratori. Dobbiamo mettere in condizione il sistema industriale del nostro Paese di superare questa fase di crisi e di rilanciare l'industria dell'auto puntando sulla transizione con l'obiettivo dell'ambiente e dell'occupazione".

I sindacati al ministro Provenzano: «Serve un colpo d'ala»

Ven, 18/10/2019 - 19:03

Un incontro "utile", ma che, per essere tale, "non può restare episodico. Servono continuità. E fatti concreti". Così Alfio Mannino, Sebastiano Cappuccio e Claudio Barone, segretari rispettivamente di Cgil Cisl e Uil della Sicilia, riguardo alla riunione svoltasi nel primo pomeriggio di venerdì 18 ottobre, nella sede della prefettura di Palermo, tra il ministro per il Sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano e i vertici regionali dei sindacati.

"Al ministro – hanno informato Mannino, Cappuccio e Barone - abbiamo chiesto di stabilire un appuntamento periodico per valutare assieme, sistematicamente, lo stato dell’arte delle politiche che attraverso lo sviluppo del sud puntino a chiudere il gap che separa sud e nord». Un obiettivo che è nell’interesse, non solo del Sud, ma del Paese e delle sue stesse prospettive nell’economia globale.

"Abbiamo invitato il ministro – hanno aggiunto i segretari – a impegnare davvero il governo di cui è parte nella celere attuazione della norma che stabilisce che il 34% della spesa pubblica ordinaria dello Stato sia destinato al Sud. E abbiamo indicato una serie di priorità". Per Cgil Cisl e Uil, meritano centralità e "un colpo d’ala", misure sul fronte delle infrastrutture, della fiscalità di sviluppo, del welfare, della semplificazione amministrativa. Interventi per Blutec, Almaviva e per l’area industriale di Gela. E politiche che spingano nella direzione dell’economia circolare e del lavoro produttivo.

Inoltre, i sindacati hanno "preso atto della volontà manifestata da Provenzano", di accelerare sulla riprogrammazione dei fondi Ue, di rafforzare la strategia per le aree interne. E di aprire un dialogo con gli enti locali relativamente ai temi dell’infrastrutturazione sociale.

Pulizia scuole: sindacati, nessuno resti escluso

Ven, 18/10/2019 - 17:55

Nessuno resti escluso: è questo lo slogan scelto dalle organizzazioni sindacali rispetto al "giusto e importante" processo di internalizzazione dei servizi di pulizia, ausiliariato e mantenimento del decoro nelle scuole statali italiane, previsto dal 1° gennaio 2020. A pochi giorni dalla mobilitazione e da un partecipato sciopero nazionale, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti rilanciano sulla necessità di definire una soluzione per la continuità occupazionale di tutti i 16 mila addetti ex Lsu e appalti storici coinvolti.

La bozza di decreto interministeriale che, ad oggi, prevede 11.236 assunzioni dirette, paventa una perdita occupazionale di 4.783 lavoratori. "Una situazione inaccettabile per noi, che rivendichiamo una gestione coordinata della vertenza attraverso l’attivazione di una cabina di regia, che coinvolga perlomeno i ministeri dell’Istruzione, del Lavoro e dell’Economia, al fine di garantire la contestualità degli interventi utili alla piena occupazione di tutti i lavoratori coinvolti", affermano le tre sigle di categoria.

"Dire che con questa manovra si risparmiano 170 milioni, fino ad oggi utilizzati per dare un lavoro e un salario ai 16 mila lavoratori impiegati, significa avallare quasi 5 mila licenziamenti. Situazione che contrasteremo con tutte le iniziative necessarie", continuano i sindacati.

"Sollecitiamo l'attivazione del tavolo di confronto e interventi integrativi finalizzati a una gestione flessibile del processo di internalizzazione, che dovrà avere i caratteri dell’inclusività e dell’adeguatezza degli strumenti e delle risorse per confermare a tutte le lavoratrici e lavoratori un posto di lavoro e un reddito anche dopo il 1 gennaio 2020", concludono le organizzazioni sindacali.

 

Cerchi lavoro? Comincia a sorridere

Ven, 18/10/2019 - 17:40

Magari bastasse essere bravi e preparati! Ormai trovare un lavoro è diventata anche una questione di sguardi, espressioni, toni e mimica. Perché a parole puoi anche essere il migliore del mondo, ma se poi i tuoi occhi dicono altro, le probabilità di successo si riducono sensibilmente. “Pensi che, secondo gli studi più recenti, in un colloquio di lavoro la comunicazione verbale conta solo il 7%, mentre quella non verbale il 55%”, spiega la professoressa Ilaria Passeri, docente di Teoria della comunicazione e protagonista dell'iniziativa “Lavoro, come?”, organizzata venerdì 18 ottobre da Nidil Cgil Perugia, insieme a Udu e Rete degli Studenti, proprio per offrire ai giovani che cercano lavoro consigli utili su colloqui e curricula.

“Intanto – continua la docente – bisogna rendersi conto che quando si va a fare un colloquio per il recruitment in una media-grande azienda ormai non ci si trova più davanti il direttore o il titolare, ma uno psicologo o un analista comportamentale. Ecco perché diventa fondamentale la coerenza tra il verbale e il non verbale, le espressioni, i gesti ecc. Se io sto parlando del mio precedente lavoro – continua Passeri – e dico che con i colleghi mi sono trovata benissimo, ma la mia faccia racconta tutt'altro, chi sta dall'altra parte del tavolo ne trarrà un giudizio sicuramente negativo”.

Dunque, meglio essere il più sinceri possibile, porsi con un atteggiamento “non saccente” e puntare molto sulle soft skills, che – spiega ancora la prof – sarebbero le competenze trasversali, quelle che o ce l'hai oppure difficilmente le impari, e che hanno a che fare con l’interazione con gli altri, la resistenza allo stress o la capacità di adattarsi a nuovi contesti.

Naturalmente, anche il curriculum conta. E pure qui ci sono degli errori da evitare assolutamente. “La prima cosa da non fare è il copia-incolla – spiega ancora Passeri – perché quando un'azienda si trova davanti venti curricula tutti uguali, specie nella parte relativa alle soft skills e alle capacità relazionali, sarà portata a scegliere il ventunesimo, che magari si distingue dagli altri (niente Europass, insomma, ndr)". E poi, anche qui, è sempre meglio non "gonfiare" le proprie competenze, ma essere il più veritieri possibile, personalizzando il curriculum in base al posto di lavoro che si sta cercando.

Infine, occhio alle innovazioni tecnologiche che non riguardano solo il lavoro, ma anche la sua ricerca. I social network, Linkedin in particolare, sono ormai un must per chi vuole imbarcarsi nell'avventura. E poi c'è il videocurriculum, perché – ormai lo avrete capito – non basta aver studiato, essere preparati e competenti, bisogna sapersi vendere, con buona pace di chi si è battuto e ancora si batte contro la mercificazione del lavoro.

Inca, Emanuele Comi nuovo direttore a Bergamo

Ven, 18/10/2019 - 16:59

All’unanimità è stato eletto questa mattina dal direttivo della Cgil di Bergamo il nuovo direttore dell’Inca provinciale: è Emmanuele Comi, classe 1982, da sette anni al lavoro al patronato. Prende il posto di Rossella Barcella che ha guidato l’Inca dal 2015 e che, ora, è prossima alla pensione.

“Sono felice della fiducia che mi è stata accordata dall’organizzazione”, ha commentato poco dopo l’elezione Comi: “Le sfide che ora dobbiamo affrontare sono numerose, a cominciare dal miglioramento dell’accesso dei nostri utenti ai nostri sportelli, cercando di rendere più fluida l’erogazione del servizio e di eliminare per quanto possibile le attese. Dovremo poi analizzare la nuova legge di bilancio e capirne le ricadute a livello previdenziale e assistenziale. Con l’Inps, abbiamo la necessità di capire come proseguire la collaborazione nella modalità più efficace, anche alla luce dell’aumento delle pratiche telematiche che portano la cittadinanza a rivolgersi al patronato”.

Barletta, associazioni in presidio contro l’occupazione turca

Ven, 18/10/2019 - 16:54

“Per fermare l’occupazione turca e dire no agli attacchi contro i curdi”, sabato prossimo, 19 ottobre, scendono in piazza a Barletta numerose associazioni che in presidio si schierano al fianco della mobilitazione nazionale per il Rojava. L’appuntamento è a partire dalle 18.30 in piazza Caduti per manifestare contro l’invasione turca e la pulizia etnica dei curdi nel nord della Siria. “L’invito della rete di associazioni è alla partecipazione, in forma associativa o individuale, di tutti i contrari all’occupazione turca”, conclude la nota dei promotori.

Hanno annunciato la loro presenza: Ambulatorio popolare di Barletta; Anpi Dante Di Nanni Barletta; Anpi Trani; Anpi Bat “Anna Mascherini e Francesco Gammarrota”; Arci Carlo Cafiero Barletta; (H)astarci Trani; Forum Salute e Ambiente Barletta; Legambiente Trani; Collettivo Exit; Barletta Antifascista; Collettivo Derive Metropolitane; Trani Antirazzista; MGA - sindacato nazionale forense; Libera Barletta; Coalizione Civica Barletta; Città Futura Barletta; #Reset Barletta; Sinistra Italiana Bat; Sinistra Italiana Barletta; Sinistra Italiana Trani; Cgil Bat; Cisl Bari-Bat e Uil Bat.

 

Aeroporto di Bologna, Filt primo sindacato alle elezioni Rsu

Ven, 18/10/2019 - 16:47

Affermazione della Filt Cgil alle elezioni per le Rsu dell’aeroporto di Bologna. La sigla dei trasporti della Cgil ottiene la maggioranza dei seggi (5 su 9) con 151 voti, pari al 64% delle preferenze. “Questo risultato – commenta il sindacato – arriva grazie a una grande prova di democrazia e di partecipazione. Abbiamo superato gli scogli culturali e generazionali con una visione solidaristica e di unità sull’intero sito aeroportuale. La rappresentanza sindacale in azienda – conclude la nota – diventa fondamentale per affermare i diritti dei lavoratori, per combattere disuguaglianze e ottenere risultati positivi per lavoratrici e lavoratori”. I candidati eletti dalla Filt sono Santo Dino Tedesco (sia Rsu che Rls), Fabio Cesari, Francesco Conte, Angelo Leggieri e Marco Stanglini.

Filcams Ancona, eletto alla guida Carlo Cotichelli

Ven, 18/10/2019 - 16:37

Carlo Cotichelli è il nuovo segretario della Filcams Cgil di Ancona. Sostituisce Joice Moscatello, che andrà ad assumere un incarico nazionale. L'elezione è stata sancita questa mattina a larga maggioranza dall’assemblea generale della Filcams, presente Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale della categoria. Classe 1987, nato ad Ancona e residente a Jesi, Cotichelli è in Cgil dal 2012. In questi anni ha ricoperto vari incarichi, tra cui quello di responsabile delle politiche giovanili per la Cgil Marche, entrando poi in Filcams nel 2015 come componente della segreteria provinciale. “È una grande responsabilità – dichiara Cotichelli –, specialmente in questa fase in cui si sta affrontando la vertenza Auchan-Conad che vede coinvolti oltre 700 lavoratori nella provincia di Ancona. Ma sono tante altre le crisi che ci vedono protagonisti nella difesa dei diritti dei lavoratori”.

Filcams Alessandria, Stefano Isgrò è il nuovo segretario generale

Ven, 18/10/2019 - 16:34

Stefano Isgrò è il nuovo segretario generale della Filcams Cgil Alessandria, eletto oggi (18 ottobre) dall’assemblea generale con voto unanime. Isgrò, classe '75, laureato in scienze politiche, proviene da una esperienza da delegato di un'azienda del terziario avanzato. Funzionario della Filcams regionale per 5 anni, ha ricoperto incarichi nella categoria anche a livello nazionale. Prende il posto di Fabio Favola, che nel frattempo ha assunto la guida della Filcams piemontese.

“Dobbiamo proseguire sulla strada tracciata da chi mi ha preceduto – afferma il neo-eletto segretario – lavorando in continuità con il percorso intrapreso fino a oggi. Un percorso spesso tortuoso, però non dobbiamo mai cedere allo sconforto, bensì rafforzare e ampliare il senso di solidarietà e di giustizia tra i lavoratori, superando le paure e sapendo che la Filcams e la Cgil sono state, sono e saranno sempre accanto ai lavoratori”.

Roma, Antico Caffè Greco: 36 lavoratori rischiano il licenziamento

Ven, 18/10/2019 - 16:13

"Il 22 ottobre, a seguito della sentenza del Tribunale Civile di Roma, probabilmente verrà eseguito lo sfratto esecutivo dello storico locale di Via Condotti in seguito al contenzioso in corso dovuto al canone di locazione tra la società proprietaria dei beni dell’Antico Caffè Greco Srl e i proprietari dell’immobile Opera Pia dell’Ospedale Israelitico". Così, in una nota, la Filcams Cgil di Roma e del Lazio. "Siamo fortemente preoccupati per quanto potrebbe accadere in seguito alla chiusura del locale con forti ricadute negative sulla situazione salariale e professionale dei 36 lavoratori attualmente occupati presso lo storico caffè - continua la nota -. Abbiamo richiesto incontri alle parti in causa e incontrato gli assessori competenti del I Municipio per chiedere di interloquire con entrambe le proprietà".

"L’auspicio è che venga trovata una soluzione alla problematica emersa con la garanzia del mantenimento occupazionale. Riteniamo che oltre al problema occupazionale, la chiusura dello storico locale porterebbe anche a un impoverimento del patrimonio artistico e culturale della città per quello che viene definito come uno dei musei privati aperti al pubblico tra i più importanti e riconosciuti al mondo", termina il comunicato.

Cgil Trieste: non ci sono vittime di serie A e di serie B

Ven, 18/10/2019 - 16:04

“Apprendiamo della volontà da parte della Regione Friuli Venezia Giulia di riconoscere economicamente un aiuto ai familiari degli agenti della Polizia di Stato recentemente uccisi in Questura a Trieste. Non comprendiamo il motivo per il quale una settimana prima, a fronte dell’incidente mortale avvenuto in porto, non vi sia stato analogo intervento. Il rischio che si corre adottando interventi particolari è di creare tra i lavoratori la sensazione di essere percepiti come lavoratori di serie A e di serie B”. A dirlo in una nota è il segretario generale della Camera del lavoro di Trieste Michele Piga. “A tutti i familiari delle vittime morte durante l’esercizio del proprio lavoro – sottolinea l’esponente della Cgil – va il nostro più sentito cordoglio ritenendo che il rispetto e il silenzio siano le forme migliori per ricordare chi oggi non è più fra noi e nell’auspicio comune volto a garantire la salute e la sicurezza di chi opera quotidianamente sul proprio posto di lavoro”.

La settimana del lavoro

Ven, 18/10/2019 - 15:52

"Più investimenti e assunzioni per il Sud". È la richiesta della Cgil dopo l'incontro tra i sindacati e il ministro Giuseppe Provenzano sul Piano per il Mezzogiorno che il governo potrebbe varare a breve. La settimana si era aperta con un altro confronto con l'esecutivo, in questo caso sulle pensioni: "Il nostro obiettivo resta una riforma vera", è stato il commento del segretario confederale di corso d'Italia Roberto Ghiselli. Nel frattempo i segnali che arrivano dal mercato del lavoro non sono buoni: la cassa integrazione è aumentata del 16% nei primi nove mesi dell'anno, addirittura del 52 se si guarda all'ultimo mese censito, quello di settembre.

SCIOPERI E VERTENZE
"Grazie alla nostra lotta cambieranno idea": è ancora il caso Whirlpool a tenere banco, con gli operai che non si arrendono e tornano in piazza a Napoli di fronte alla decisione della multinazionale di chiudere la fabbrica campana e licenziare tutti. Altissima l'adesione allo sciopero nazionale degli addetti alle pulizie nelle scuole: "Nessuno resti escluso", chiedono, in attesa del decreto ministeriale che definirà le modalità e i numeri delle assunzioni a partire dal 1° gennaio 2020.

CONTRATTI E ACCORDI
Firmato il rinnovo per i lavoratori delle agenzie di somministrazione. C'è anche il via libera dei metalmeccanici alle richieste elaborate dai sindacati (Fim-Fiom-Uilm) per il prossimo contratto nazionale. Il testo è stato approvato dai diretti interessati con il 96% e a questo punto la trattativa con le controparti (Federmeccanica e Assistal) può partire: la data in calendario è quella del 5 novembre. Alla Call&Call di Casarano, in Puglia, intesa raggiunta e 423 posti di lavoro salvi grazie a una clausola sociale.

SINDACATI
Arriva online pensionati.it, il portale realizzato dallo Spi Cgil dedicato agli anziani e alle famiglie. All'interno del nuovo sito è prevista un'ampia gamma di argomenti trattati in modo analitico ed è possibile rivolgere a esperti domande specifiche.

ITALIA
Dopo l'arresto di un imprenditore che sparava ai "suoi" lavoranti indiani per spronarli a impegnarsi di più, i sindacati annunciano una manifestazione il 21 ottobre a Latina per denunciare le condizioni di sfruttamento in agricoltura. Qualcosa si muove anche a livello governativo: è stato infatti aperto un tavolo sul caporalato che coinvolgerà le parti sociali e le istituzioni.

SALUTE E SICUREZZA
"All'Italia serve una strategia nazionale". L'appello al governo è stato rilanciato della segretaria confederale Cgil Rossana Dettori durante la chiusura delle Giornate del lavoro 2019: "Siamo l'unico Paese a non averne una. Occorrono iniziative mirate, investimenti e assunzione di personale tecnico per la prevenzione. Fondamentale in questa partita il coinvolgimento delle parti sociali".

EUROPA/MONDO
Gara di solidarietà per il popolo curdo: mentre alcune Ong si attivano per ottenere l'embargo di armi alla Turchia, l'Auser aderisce alla campagna di aiuti promossa da Arci e Uoki. Lunedì scorso il presidio di Cgil, Cisl e Uil a Roma.

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ANALISI, APPROFONDIMENTI, INTERVISTE

Emigrazione, crescono le diseguaglianze territoriali
di Giuliano Guietti

A Matera il triste primato delle morti sul lavoro
di Fabrizio Ricci 

Il Sud, il credito e la doppia divergenza
di Roberto Errico

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LO SPECIALE DI RASSEGNA SULLE GIORNATE DEL LAVORO 2019

 

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 I NOSTRI INSERTI

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SINDACATO NUOVO (Fillea)

Veneto, Ferrari (Cgil): non sottovalutare presenza mafia

Ven, 18/10/2019 - 15:36

"L’insediamento sempre più strutturale della mafia in Veneto è un fenomeno preoccupante che deve suscitare la massima allerta di istituzioni, forze politiche e sociali. Serve una decisa scelta di campo di fronte a fatti di questa gravità che non ammettono giustificazioni o sottovalutazioni da parte di nessuno. Invece vediamo dalle dichiarazioni apparse sui giornali di oggi di alcuni esponenti del mondo economico veneto (compresi il presidente Marinese e il presidente Bonomo) atteggiamenti di negazione del clima di omertà che ha coinvolto parte del sistema imprenditoriale veneto o addirittura riversare colpe sulle banche e sullo Stato che non agevolerebbero le imprese nei pagamenti e nella liquidità". Così in una nota Christian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto.

"Attenuare le pesantissime responsabilità di chi non contrasta le attività criminali, non puntare il dito contro quell’area grigia che favorisce la penetrazione mafiosa nel nostro sistema imprenditoriale, sono atteggiamenti che non aiutano la società veneta a creare gli anticorpi contro quella che è diventata una vera e propria connivenza con le mafie anche nel Veneto. Faccio appello a tutti gli attori politici e sociali della regione affinché la condanna sia netta ed inequivocabile e si faccia muro contro le mafie senza se e senza ma", termina il comunicato.

Sicilia, i 310 dipendenti Euservice senza stipendio da agosto

Ven, 18/10/2019 - 14:45

Sono da agosto senza stipendio i 310 dipendenti della Euservice, azienda che ha l’appalto per i servizi di pulizia in molti enti pubblici della Sicilia, tra cui, per citarne alcuni, l’Inps, Riscossione Sicilia, il Comune di Enna, la Guardia di finanza. “I lavoratori - ricorda la Filcams Cgil Sicilia in una nota - hanno già effettuato una giornata di sciopero ma tutti i tentativi fatti per sbloccare la situazione sono finora andati a vuoto”. Tant’è che il sindacato chiama adesso direttamente in causa le stazioni appaltanti, alle quali chiederà incontri. ”Chiediamo di potere valutare insieme la situazione - dice Stefano Gugliotta, della segreteria regionale della Filcams - e tra le possibilità che prospetteremo c’è anche quella di un loro intervento in surroga, come previsto dalla normativa, per venire a capo di una situazione ormai insostenibile per i lavoratori e per le loro famiglie”. Gugliotta conferma “il pieno sostegno del sindacato ai dipendenti della Euroservice”, sottolineando che “alle stazioni appaltanti la Filcams chiederà di farsi carico del problema portandolo a soluzione”.

Un manifesto per il lavoro

Ven, 18/10/2019 - 14:31

Tracciare le traiettorie lungo le quali la Basilicata deve costruire un nuovo modello di sviluppo locale. È l’obiettivo del “Manifesto per il lavoro e per la Basilicata 2030” di Cgil, Cisl e Uil Basilicata, presentato oggi, 18 ottobre, all’attivo unitario che si è svolto al Centro per la creatività di Tito (Potenza), alla presenza di oltre duemila lavoratori. Per Cgil, Cisl e Uil la straordinaria partecipazione alla manifestazione è segno della forte capacità di mobilitazione del sindacato confederale. “La più grande mobilitazione per un’assemblea sindacale degli ultimi 20 anni. Una mobilitazione che continuerà con il programma di assemblee sul territorio e sui posti di lavoro”, commentano i segretari generali Cgil, Cisl e Uil Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro.

Dall’agroindustria alle politiche industriali e del lavoro, dai sistemi di welfare alla formazione del capitale umano: queste le singole traiettorie d’impegno e di costruzione di sviluppo per la Basilicata, da tessere in un quadro generale. Nel documento dei sindacati, la Basilicata è immaginata come un telaio retto da tre assi portanti: la promozione e la tutela della persona, come parte di una comunità di lavoro ma anche come attore e destinatario dei sistemi di protezione sociale; la tutela dell’ambiente, dei borghi che si vanno spopolando, delle città patrimonio dell’umanità; l’intelligenza umana nell’uso delle nuove opportunità che la tecnologia mette a disposizione: l’innovazione non può essere vista come antagonista del lavoro e dello sviluppo, ma frutto delle nuove domande alle quali la società e i giovani provano a dare risposte. Il documento sviluppa così la trama coerente di una regione sistema nel Mezzogiorno, aperta e integrata con i processi globali.

La questione energetica

Cgil, Cisl e Uil Basilicata chiedono di avviare subito un confronto sul Piano Strategico Regionale, documento fondamentale che la giunta dovrà implementare entro 6/8 mesi dall’insediamento e nel quale contemperare le esigenze di mitigazione del rischio idrogeologico. La presenza della regione lucana tra i territori energetici nazionali permane, sia pure nel quadro dell’auspicata e graduale decarbonizzazione. I sindacati chiedono una adeguata strumentazione di controllo ambientale, allo stato carente, che definisca ruolo e competenze dei soggetti pubblici e privati locali; la salvaguardia ambientale, la sicurezza e l’innovatività degli impianti di lavoro; un nuovo e rifondato Arpab; la programmazione in tempi certi, nel distretto energetico di Val d’Agri, di interventi su chimica verde, biofarmaceutico e bio-sanitario. Rispetto agli accordi ventennali in scadenza tra Stato Regione ed Eni, i sindacati chiedono di andare al di là delle autorizzazioni - l’aspettativa è di costruire un distretto meridionale della sostenibilità socio-ambientale – e di mobilitare e valorizzare il plafond che deriva dalle royalties del petrolio alla Regione Basilicata con uso più razionale e finalizzato al miglioramento delle condizioni di benessere dei cittadini. Nei prossimi 10-20 anni, infatti, l’indotto del barile petrolifero genererà circa 3,4 miliardi di euro.

Agroindustriale

I sindacati chiedono tutela e recupero del valore dei prodotti di qualità; miglioramento dell’organizzazione di filiera nei settori ortofrutta, vitiolivicoltura, cerealicolture; l’istituzione di un marchio territoriale; accordi agro-ambientali ed agro-alimentari tra istituzione e rappresentanza degli interessi categoriali e professionali. Sia strategico il “Fattore A”, come aree interne e accoglienza: progetto che punti al recupero funzionale dei centri storici da inserire in maniera innovativa nella rete distribuita dell’accoglienza che dovrà essere funzionale a incrementare i numeri della ricettività e della fruibilità a scopi culturali e turistici dell’unicum ambientale lucano. Urgente òa valorizzazione della risorsa bosco (energia biomassa, certificazione forestale e linea del legno, linea della arboricoltura da frutto).

Politiche industriali

Occorre diversificare il mercato e il prodotto a partire dai poli produttivi esistenti. Per quanto riguarda l’automotive, i sindacati propongono l’istituzione di un tavolo con le parti sociali per imprimere una svolta sostenibile nella produzione di motori di nuova generazione. Ritengono, inoltre, che le politiche di competenza della Regione dovranno evitare il conto capitale, ovvero la semplice incentivazione all’occupazione e basarsi su strumenti di maggiore responsabilizzazione dell’imprenditore quali il conto interessi e pacchetti unitari, in cui gli incentivi agli investimenti vengono affiancati da interventi infrastrutturali ad hoc, insieme ad assistenza localizzativa e semplificazione burocratica. Complementare è il monitoraggio del sistema degli incentivi regionali alle imprese e d’integrazione con i servizi a costi contenuti, che potrebbero essere erogati dalle società partecipate dalla Regione. Utile è a tal fine la costituzione tra le Regioni di una struttura di missione, compartecipata dalle forze sociali, capace di implementare una progettualità dedicata alla ZES (Zona economica speciale) ionica. Importante la ripresa dell’azione della S3, documento che già prevede l’impiego di risorse certe per la messa a sistema dell’innovazione in settori strategici quali agricoltura, industria automobilistica, energia, sistema culturale.

Welfare e sanità

I sindacati chiedono percorsi di cura programmati per la presa in carico dei pazienti (pacchetti di prestazioni per alcune delle principali patologie croniche ed invalidanti, quelle oncologiche, quelle cardiologiche, oltreché per servizi a rilevanza sociale come la maternità, l’infanzia, la medicina sportiva ed allergologica). Per battere le liste di attesa la proposta è di sistema open-access attivato in Toscana: offrire la prestazione in tempo reale (Just in time). Chiedono, inoltre, di dare attuazione al modello del Piano sociale con un rilevante protagonismo delle funzioni pubbliche dei servizi, rivedendo e delimitando il sistema di accreditamento del privato. Un altro tassello fondamentale del sistema integrato di welfare regionale attiene alla istituzione di un Fondo regionale per la non autosufficienza e la necessità di accelerare le fasi attuative della legge regionale 29/2017 sulla promozione dell’invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale.

Ricerca e università

La sfida è di fare interventi di estrema qualità e di efficace collegamento ed apparentamento con circuiti e con strutture di rilievo nei campi delle scienze umane, della ricerca operativa e delle infrastrutture tecnologiche. Per favorire questo processo, la Basilicata dovrà mettere sul piatto risorse significative, tramite i meccanismi del precommercial public procurement previsti dall’attuale programmazione dei fondi SIE, sia selezionando meglio i finanziamenti europei. L’opportunità di Industria 4.0 va colta pienamente, avviando un dialogo con il governo per mettere a sistema le risorse dell’Asse I del PO FESR regionale con quelle disponibili su Industria 4.0.

Politiche del lavoro

I sindacati chiedono l’attuazione partecipata e cogestita con le forze sociali del progetto di “Capitale lavoro”, il riordino del sistema Agelab-Cpi, con un modello decisionale compartecipato da forze sociali, produttive e professionali; un progetto giovani sul modello centrato su 50 laboratori comunali di creazione di attività e lavoro; forme di tirocinio e di avviamento al lavoro con forme preassuntive nella pubblica amministrazione; investire sui talenti, sul modello sardo, assegnando doti di ricerca a progetti presentati da giovani laureati e da strutture universitarie lucane e/o nazionali-estere; riforma della filiera istruzione-formazione-lavoro con grande attenzione al ruolo delle istituzioni scolastiche e del sistema di formazione non a catalogo e più tarato sul profiling richiesto dalle aziende per favorire un apprendimento facilmente spendibile sul mercato del lavoro e accrescere le potenzialità dei territori attraverso l’apporto innovativo delle nuove generazioni. In particolare sono da privilegiare gli ambiti della formazione professionale e formazione continua fortemente integrata con il tessuto produttivo e con la cooperazione con le parti sociali.

Innovazione

Il modello che si propone è quello di un’Agenzia Digitale Regionale, sperimentato in altre regioni italiane, che internalizzi competenze e strumenti di programmazione, progettazione e intervento in materia digitale. L’Agenzia dovrebbe coordinare a livello locale, la parte della programmazione statale che riguarda la Basilicata.

Politiche culturali e Matera 2019

Occorre recuperare i ritardi maturati in questi anni e costruire comunque le condizioni perché, a partire dal 1 gennaio 2020, la città di Matera rappresenti un ulteriore esempio di città che ha saputo fare del rinnovamento urbano, della modernizzazione infrastrutturale e dal un processo di valorizzazione della cultura della città e del suo territorio come di quello provinciale, regionale in relazione con quello dell’intero Mezzogiorno, un fattore di crescita e sviluppo socioeconomico reso disponibile anche grazie al dispiegarsi delle potenzialità delle nuove tecnologie. Su queste potenzialità bisogna costruire opportunità concrete, con agevolazioni e facilitazioni verso il mercato per costruire una identità turistica di tutta la Basilicata basata sulla cultura che possa far vivere un intero territorio puntando al miglioramento della qualità di locali, eventi, ambito ricettivo presenti nei punti strategici tra cui la Val Basento, la Valle del Sinni, i castelli e percorsi federiciani, le aree archeologiche di Metaponto e Policoro, i parchi letterari di Tursi e Valsinni.

Moderna amministrazione pubblica

Le linee di intervento passano attraverso una profonda ristrutturazione e riorganizzazione della macchina amministrativa regionale e territoriale. Chiara e netta deve essere la scelta di rilanciare il ruolo precipuo di istituzione politica di governo attraverso il rafforzamento e qualificazione delle funzioni di indirizzo, programmazione e legislazione. Serve un vero e proprio piano di rafforzamento amministrativo per migliorare la capacità amministrativa degli enti regionali e subregionali. Occorre da subito completare i processi di stabilizzazione del personale che ha i requisiti di cui alla Legge Madia, superando una condizione atavica di precarietà di quei lavoratori che tutt’ora operano negli enti regionali e sub regionali molti dei quali già rientranti nei piani dei fabbisogni assunzionali; avviare una stagione di concorsi nella pubblica amministrazione (Regione, Provincia, Comuni, società partecipate), analogamente a quanto fatto nelle altre Regioni, che riporti competenza e merito nelle nostre amministrazioni pubbliche. Decisivo è il confronto sul tema dell’autonomia differenziata che non può e non deve valicare il principio di coesione nazionale, di solidarietà e la tutela dell’unità giuridica e economica del Paese.

Legalità e appalti

Centrale è il nodo degli appalti settore che, con le deroghe introdotte dal Decreto crescita rischia di essere ulteriormente esposto a fenomeni di illegalità e corruttela. In questo quadro è ancor più necessario rafforzare il ruolo della Stazione Unica Appaltante e intervenire sulla Legge 24/2010, che disciplina il mantenimento dei livelli occupazionali nei cambi di appalto, rafforzando la cogenza della previsione della clausola sociale.

“Abbiamo deciso di convocare gli attivi unitari di Cgil, Cisl e Uil per presentare il Manifesto per il lavoro e per la Basilicata, nel quale abbiamo declinato la nostra idea della Basilicata del domani – ha detto nella sua relazione introduttiva il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa -. Uno sforzo di elaborazione cui ci sentiamo chiamati a fronte dell’assenza della politica, figlia di una lunga e consolidata prassi di ricerca del consenso fine a se stesso, senza uno slancio programmatorio e senza un’idea, un disegno. La Basilicata di oggi è una regione che somma le sue storiche fragilità e la sua marginalità geografica alle ulteriori problematiche che la crisi economica decennale ha aperto. È una regione che si impoverisce e perde le sue risorse migliori, i giovani. È sempre più evidente che la Basilicata è senza rappresentanza politica, asservita ad altri interessi contrari a quelli dei lucani: dal petrolio all’autonomia differenziata. C’è bisogno di confronto e partecipazione per spostare l’azione politica verso gli interessi del nostro territorio. Serve un progetto per la Basilicata da qui ai prossimi anni, avendo come orizzonte l’Europa, la riprogrammazione dei fondi comunitari e soprattutto di una risposta che tenga insieme i bisogni delle persone con l’esigenza di sviluppo di lungo periodo. Non lasceremo sprofondare la nostra comunità e il futuro dei lucani dentro questo declino pericoloso da cui sarà impossibile rialzarsi”.

Ha aggiunto il segretario generale Cisl Basilicata Enrico Gambardella: "Oggi il tema non è il sostegno alla singola impresa o il finanziamento di singole misure, ma saper creare nella nostra regione un ecosistema in grado di calamitare gli investimenti e, a cascata, di creare opportunità di lavoro per i nostri giovani diplomati e laureati e per i tanti disoccupati espulsi dalle fabbriche che vogliono rimettersi in gioco. Per fare questo - continua il leader della Cisl - serve quella visione strategica che è finora mancata nella politica regionale e che ha prodotto misure, a volte frutto di intuizioni brillanti, ma che alla fine si sono rivelate estemporanee e parziali. Con il Manifesto proponiamo un cambio di paradigma in cui le politiche industriali, le politiche per l'innovazione e il capitale umano, le politiche per la modernizzazione della pubblica amministrazione e il riassetto del welfare diventano le declinazioni di un unico grande progetto di sviluppo che ha al centro le persone e il lavoro. Avere una rete di welfare territoriale fatta di asili, assistenza domiciliare, ambulatori ha un impatto diretto sui tassi di partecipazione al mercato del lavoro delle donne; avere scuole di qualità, università e centri di ricerca d'eccellenza significa contribuire alla capacità innovativa delle imprese perché la conoscenza oggi è la vera risorsa critica. Questa è l'idea di futuro che abbiamo per il lavoro e la Basilicata da qui al 2030 e che offriamo alla comunità lucana come base di discussione per un confronto aperto e costruttivo, innanzitutto con la giunta regionale".

Conclude il segretario generale Uil Basilicata, Carmine Vaccaro: “La sfida che lanciamo è di ridefinire un vero piano di sviluppo regionale a valenza strategica, compartecipato e condiviso da larghi strati della società lucana. Decisivi sono i piani di settore, mettendo a posto le tante filiere produttive sconnesse. Conta il tema della sostenibilità ambientale, delle risorse energetiche, di quelle sociali, demografiche, del welfare e dell’invecchiamento. Un modello di sviluppo più sociale  che economico, a marca lucana. Simultaneità e prossimità sono le parole chiave per capire e decidere. Ci aspettiamo ora dalla giunta regionale una bozza che preluda a un progetto regione 2030 compartecipato, per aprire i comparti dell’economia regionale a   catene del valore europee ed internazionali. Serve  una condivisione tra gli attori dello sviluppo e serve una coesione finanziaria di alto profilo, capace di innervare e sostenere i processi industriali e la nuova imprenditoria. Condivisione che deve nascere attorno a un nuovo patto per lo sviluppo, a nuovi patti locali per i sottosistemi  (i giovani e le nuove imprese, l’innovazione tecnologica, l’inclusione sociale, la nuova sanità che guarda al sociale, il petrolio e un fondo specifico, i  fondi europei rivalutati per lo sviluppo). Un nuovo inizio”.

Il 21 ottobre direttivi unitari degli edili

Ven, 18/10/2019 - 13:25
“Il rilancio delle costruzioni passa attraverso una politica industriale del settore, il rafforzamento delle infrastrutture, lo sblocco dei cantieri, la messa in sicurezza del territorio, la riforma del Codice degli appalti, l’affermazione della legalità, la sicurezza dei lavoratori. Le intenzioni del governo sembrano positive, ma bisogna passare immediatamente ai fatti”. Lo sostengono i sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, che lunedì 21 ottobre celebreranno a Roma i direttivi nazionali unitari (dalle ore 9,30 in poi, presso l'auditorium Ambra Jovinelli).   “L’iniziativa – spiegano i segretari generali Vito Panzarella, Franco Turri e Alessandro Genovesi – servirà a ribadire le nostre proposte e a definire una giornata di iniziative e di sensibilizzazione, dopo lo sciopero generale del 15 marzo scorso. In particolare, chiediamo una vera politica industriale in favore del settore delle costruzioni, il rilancio della rete infrastrutturale, con particolare attenzione al Sud e alle opere di 'Connettere l’Italia', una vera riforma previdenziale che riconosca che i “lavori non sono tutti uguali”, una riforma fiscale che riduca le tasse a lavoratori e pensionati, un forte contrasto all’elusione contrattuale e al lavoro nero, con il rafforzamento del Durc e la diffusione della congruità".   "Molto importante anche una maggiore tutela della salute e sicurezza dei lavoratori – aggiungono le tre sigle –, a partire dall’introduzione della patente a punti e dall’inasprimento e certezza delle pene, la corretta applicazione dei contratti edili nei cantieri contro ogni forma di dumping, il recupero del deficit di tutele, di trasparenza e di lotta alla criminalità introdotto dal decreto ‘sblocca cantieri'. Mai come in questo momento, la difesa e il rilancio del Paese dipendono dalle costruzioni. L’incontro con la ministra dei Trasporti e delle infrastrutture, Paola De Micheli, è stato sicuramente positivo, ma è solo un primo passo. Sarà molto utile avviare la stessa sinergia anche con il ministero del Lavoro e con il Mise".   "Bisogna intervenire subito e con determinazione, accelerando la spesa, perché i dati ci raccontano di un settore in cui diminuiscono gli addetti, chiudono le aziende, crollano gli investimenti, aumenta la fuga dal contratto edile, sale l’età media dei lavoratori nei cantieri e si verifica una crescita sempre più drammatica degli infortuni, in particolare di quelli mortali. Una situazione insostenibile e inaccettabile, su cui il governo ha annunciato di voler intervenire: ieri, nel corso dell’incontro al Mit, De Micheli ha detto che il rilancio delle costruzioni, in funzione anticiclica, è la via giusta per lo sviluppo dell’economia del Paese. Non possiamo che essere d’accordo”, concludono i leader di Feneal, Filca e Fillea.

Emigrazione, crescono le diseguaglianze territoriali

Ven, 18/10/2019 - 12:53

Il rapporto 2019 della Fondazione Moressa, presentato nei giorni scorsi, ha giustamente richiamato l’attenzione sul tema della nuova fase di emigrazione degli italiani verso l’estero, iniziata una decina di anni fa in coincidenza con la fase più acuta della crisi economica, ma che negli ultimi 4-5 anni si è assestata su livelli da tempo sconosciuti, attorno alle 150 mila persone per anno. Come abbiamo già osservato, si tratta di valori non lontani dalla metà di quelli riferiti al fenomeno opposto, l’immigrazione dall’estero, al centro di molta parte del dibattito pubblico.

Vorrei aggiungere in proposito due brevi considerazioni a quelle, assolutamente condivisibili, già sviluppate su Rassegna.it da Enrico Pugliese. Il fenomeno delle emigrazioni risulta incomprensibile se non è inquadrato all’interno della vicenda che in questi anni ha riguardato un’intera generazione di giovani nati nel nostro Paese grosso modo dalla metà degli anni ottanta alla metà dei novanta del secolo scorso. Avrebbe dovuto essere una generazione fortunata, perché molto meno numerosa di quelle precedenti e quindi teoricamente con molte più possibilità di scelta: basti pensare che negli ultimi 20 anni, mentre la popolazione italiana nel suo complesso cresceva di oltre il 6%, pari a circa 3 milioni di abitanti, quella in questa fascia d’età, che oggi ha dai 25 ai 35 anni, è calata del 27%, quasi 2 milioni e mezzo in meno.

Invece le cose sono andate in modo completamente diverso, le occasioni di lavoro sono calate in proporzione ben più di quanto è calata la popolazione e così il tasso di occupazione ha perso 6 punti e mezzo ed è oggi pari al 61,7%, il tasso più basso di tutti i 28 Paesi che compongono l’Unione europea. Contemporaneamente, il tasso di occupazione dai 35 ai 64 anni ha guadagnato oltre 10 punti, passando dal 56,6 al 66,9%. Ma non è tutto: non va mai dimenticato che chi ha meno di 35 anni di età anche quando trova lavoro lo trova molto più spesso precario, part time e con retribuzioni di quasi un terzo più basse della media (dati Inps).

Non accade quindi per caso che la componente di gran lunga prevalente dell’emigrazione sia quella con meno di 40 anni di età. Così come non accade per caso che sia importante, benché non preponderante, come giustamente osserva Pugliese, la quota di emigrati con titoli di studio elevati: solo Grecia e Croazia, tra i Paesi dell’Ue, hanno tassi di occupazione più bassi di quello italiano tra la popolazione con un’istruzione terziaria. Tutto ciò ci rimanda dunque alla particolare e perdurante assenza, nel caso italiano, di politiche di sviluppo in grado di valorizzare il capitale umano normalmente considerato decisivo per il futuro di una nazione: i giovani e in particolare i giovani istruiti, sui quali sono stati invece prevalentemente scaricati i costi sociali della crisi.

Un altro aspetto a mio avviso fondamentale nella lettura dei dati riguarda le migrazioni nell’ambito del territorio nazionale. Per ogni giovane che emigra all’estero ce ne sono circa 2 che migrano da una regione all’altra del nostro Paese. La somma di questi due flussi produce effetti molto diversi nelle varie parti d’Italia. Restringendo il campo di osservazione, come propone la Fondazione Moressa, alla sola popolazione di cittadinanza italiana con età dai 18 ai 39 anni, il risultato degli ultimi 10 anni (2008-2017) è molto differenziato da regione a regione: Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio presentano un saldo fortemente positivo, mentre al contrario Campania, Sicilia, Puglia e Calabria segnano perdite molto rilevanti.

Somma saldi migratori verso l’estero e interregionale. Popolazione di cittadinanza italiana dai 18 ai 39 anni di età. Somma anni 2008-2017. Valori assoluti


Fonte: elaborazione su dati Istat

Questo andamento è confermato e anzi accentuato se ci si riferisce soltanto alla quota di popolazione laureata. Soltanto 4 regioni italiane presentano in questo caso un saldo positivo e risultano quindi attrattive per i giovani laureati. Emilia Romagna e Lombardia, in particolare, assorbono queste figure da tutto il resto del Paese, compensando ampiamente le loro perdite verso l’estero. Siamo insomma di fronte a uno dei fenomeni più gravi degli ultimi anni per il nostro Paese: la crescita delle diseguaglianze territoriali, un altro problema che sta assumendo nel tempo proporzioni senza precedenti, ma che pure non ha finora indotto un cambiamento delle politiche e soprattutto dei modelli di intervento pubblico.

Giuliano Guietti è presidente dell’Ires Emilia Romagna

Verso le elezioni regionali, la Cgil di Perugia invita a guardare ai territori

Ven, 18/10/2019 - 12:39

È partita dal ricordo di una figura fondamentale della storia dell’Umbria, quella di Pietro Conti – operaio spoletino, sindacalista, già segretario della Cgil di Perugia e poi primo presidente della Regione dal 1970 al 1976 – la riflessione che oggi, 18 ottobre, la Cgil di Perugia ha voluto proporre proprio nella sala della Camere del lavoro intitolata allo storico dirigente. Alla presenza di numerosi candidati alle prossime elezioni regionali, la Cgil ha voluto dare voce alle esigenze dei territori, ricordando le tante criticità esistenti, ma anche le grandi potenzialità.  

“Noi abbiamo bisogno di rimettere al centro della discussione, anche in questa campagna elettorale, i bisogni e le aspettative delle persone normali, quelle che noi rappresentiamo, lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese – ha detto nel suo intervento Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia –. Questo vuol dire parlare, prima di tutto, di lotta alle disuguaglianze, difesa del reddito e dei diritti delle persone, ma anche di welfare, mobilità, scuola, università, sanità: in una parola, della qualità del territorio”. 

Per la Cgil serve dunque un cambio di passo, serve “discontinuità”, ma senza tradire quei valori costituzionali fondanti, che restano per il primo sindacato italiano (80 mila iscritti nella provincia di Perugia) irrinunciabili e che sono parte del dna di questa regione: solidarietà, uguaglianza, welfare pubblico e universale. “E serve certamente anche – ha concluso Ciavaglia – una regione ben inserita in un contesto nazionale ed europeo, perché è sempre più chiaro che, per le nostre dimensioni e tanto più per le difficoltà che stiamo vivendo, nessuno si salva da solo e nessuno viene ‘prima’ degli altri. Solo in un contesto di cooperazione e collaborazione si possono individuare le soluzioni per un futuro migliore”.

Diplomati magistrali, in cattedra fino al 30 giugno

Ven, 18/10/2019 - 11:39

È stata raggiunta l'intesa sui diplomati magistrali per tutelare la continuità didattica dell'anno scolastico in corso. Si tratta di un ulteriore punto dell'accordo del 1° ottobre con il ministro Fioramonti che le organizzazioni sindacali portano a casa: “Un risultato importante che, mentre dà risposta alle attese dei lavoratori coinvolti, permette di salvaguardare una prosecuzione regolare delle attività nelle classi loro affidate. Infatti, secondo gli impegni assunti oggi dall’amministrazione e sottoscritti nell’Intesa, i destinatari delle sentenze potranno continuare a lavorare con contratti sino al 30 giugno, mentre coloro che avrebbero avuto diritto all'immissione in ruolo in forza dei medesimi provvedimenti giurisdizionali vedranno salvaguardati i diritti derivanti dalle posizioni occupate legittimamente nelle graduatorie”, commenta la Flc in una nota.

L'intesa riguarda circa 3.000 insegnanti assunti con clausola di riserva. Il Consiglio di Stato a fine 2017 aveva escluso dalla graduatoria a esaurimento per le scuole materne ed elementari i docenti in possesso del solo diploma magistrale che non avessero partecipato alle sessioni di abilitazione o ai concorsi. 

L'intesa prevede che l'amministrazione inserisca le misure concordate con i sindacati nel primo provvedimento legislativo utile rispetto all'esigenza di renderle efficaci nel più breve tempo possibile. “Ancora una volta, grazie all'azione messa in campo unitariamente dalle organizzazioni sindacali, si riesce a ottenere una soluzione che, mentre assicura le necessarie tutele per i lavoratori precari, garantisce condizioni ottimali per lo svolgimento dell'attività scolastica, scongiurando il rischio di un diffuso e ricorrente avvicendamento dei docenti in corso d’anno. L'impegno dei sindacati prosegue con l'incontro già in programma il 22 ottobre, nel quale si dovranno fra l'altro definire i requisiti in base ai quali sarà consentito di accedere ai percorsi abilitanti anche a quanti non abbiano titolo a partecipare al concorso straordinario”, termina il comunicato.

Vicini al popolo curdo: iniziativa di solidarietà a Perugia

Ven, 18/10/2019 - 09:42

Oggi pomeriggio (18 ottobre), alle ore 15.00, presso il circolo Arci il Porco Rosso di Perugia (via dei Priori), si terrà un’iniziativa di solidarietà e approfondimento sull’esperienza del Rojava e sulle comunità curde in Italia. Interverranno il professor Riccardo Putti (Università di Siena) e la professoressa Cristina Papa (Università di Perugia). L’evento è promosso da Cgil Umbria, Udu, Rete degli Studenti, Libera, Emergency, Anpi e Legambiente.