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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Aggiornato: 3 hours 9 min fa

Ceta: Camusso, il Senato non lo ratifichi

3 hours 18 min fa

“L’accordo Ceta avrà un impatto economico, sociale e ambientale pesante sul nostro paese, perché in esso gli standard vigenti in Europa in materia di diritti dei lavoratori, sicurezza alimentare e ‘principio di precauzione’, rispetto dell'ambiente e garanzia dei servizi pubblici, saranno nei fatti sacrificati alla libertà di commercio”. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione dell’entrata in vigore provvisoria dell'accordo commerciale globale (Ceta) tra l’Ue e il Canada.

“Il Parlamento Italiano, chiamato a un voto di ratifica dell'accordo – aggiunge il leader della Cgil – non può procedere con frettolosa superficialità, ma deve consentire il coinvolgimento e l'informazione dei lavoratori e dell'insieme dell'opinione pubblica sui rischi insiti nella ratifica del Ceta”.

“Gli accordi di libero scambio – sottolinea Camusso – non devono più rispondere ai bisogni e alle pressioni delle lobby economico-finanziarie e delle grandi imprese, ma essere effettivamente al servizio dell'interesse generale e della qualità dello sviluppo. Il Ceta, invece, è un accordo che garantisce alle grandi imprese inaccettabili privilegi, mentre non offre nessuna garanzia per i lavoratori, per i consumatori e per i cittadini”.

“Per queste ragioni, insieme con altre organizzazioni imprenditoriali, sociali, dei consumatori ed ambientaliste - conclude il segretario generale della Cgil - chiediamo al Senato, chiamato al voto sul Ceta il 26 settembre, di non procedere alla ratifica dell'accordo e di promuovere i necessari approfondimenti, attendendo la verifica del suo funzionamento provvisorio, che siamo sicuri suggerirà di respingere questo trattato per contribuire a un commercio effettivamente equo e sostenibile”.

Poste, Filt: governo intervenga per salvaguardare Sda

3 hours 22 min fa

“A questo punto serve l’intervento del ministero dell’Interno per salvaguardare le attività, per sostenere il rilancio e per assicurare a tutti gli addetti la continuità occupazionale e i trattamenti economici e retributivi”. Lo chiede la segreteria nazionale della Filt Cgil Giulia Guida, riferendosi alla situazione di Sda Express Courier che rischia il blocco delle attività di distribuzione aggiungendo che “chi blocca in modo selvaggio l’attività, a dispetto di chi opera nel rispetto delle regole, mette a repentaglio tutti i lavoratori”.

“Per l’ennesima volta - spiega la dirigente nazionale della Filt Cgil - l’appalto diventa un aspetto di forte criticità sia per le condizioni dei lavoratori coinvolti sia per la necessaria continuità delle attività aziendali”.

Secondo Guida “scelte poco responsabili possono mettere a rischio l’azienda e l’occupazione. Non si può continuare ad affidarsi in appalto a realtà esterne dalle scarse capacità imprenditoriali ed inoltre prigioniere di rappresentanze sindacali che, in modo irresponsabile e per interessi personali, rischiano di compromettere il rilancio e l’organizzazione del lavoro, provocando danni irreparabili all’occupazione”.

“Il vero patrimonio aziendale - sostiene infine Giulia Guida - è rappresentato dal personale che opera per Sda, sia chi lavora negli appalti che necessita di garanzie occupazionali e dell’applicazione del contratto, sia chi direttamente che, dopo aver aderito alle intese per garantire lo sviluppo, deve ora vedere rispettati gli impegni condivisi”.

Reddito d'inclusione: Giordano (Cgil Roma), estendere platea

3 hours 22 min fa

"Al di là delle solite polemiche interne all’assemblea capitolina, riteniamo interessante e impegnativo l’argomento oggetto della discussione odierna intorno al reddito d’inclusione (ReI), misura che entrerà in vigore a partire dal prossimo 1° gennaio. Ormai siamo abituati alla distrazione dell’attuale amministrazione circa le relazioni con le parti sociali e ce ne siamo fatti una ragione. Vorrà dire che le nostre proposte le esporremo direttamente in piazza”. Così in una nota Roberto Giordano, segretario della Cgil di Roma e del Lazio.

“È un peccato, però, perché l’argomento del ReI – sostenuto da un’ampia rappresentanza di associazioni costituenti l’Alleanza contro la povertà – deve diventare d’interesse generale. Si tratta di una misura che, nelle intenzioni del legislatore, non è di natura meramente assistenziale, ma deve diventare d’inclusione nel mondo sociale e lavorativo. Snocciolando i numeri che lo stesso governo ha fornito, scopriamo però che tale misura ha diversi punti di caduta, uno fra tutti quello che non reca un carattere universalistico, cioè rivolto all’intera platea di riferimento”.

“In una condizione drammatica di povertà e disagio crescenti – conclude l'esponente della Cgil –, piuttosto che alle polemiche pre-elettorali, saremmo interessati a ragionare sulla possibilità di estendere la platea dei beneficiari della misura in discussione. Se fossimo in un paese normale, si costituirebbe un tavolo di confronto fra organizzazioni sindacali, Roma Capitale e Regione Lazio (competente per la materia lavoristica) per affrontare il tema e dare un contributo fattivo. Ma per avere un paese normale ci vuole ancora tempo".

Almaviva, Slc Cgil vince elezioni Rsu a Napoli

3 hours 40 min fa

La Slc vince le elezioni per la rappresentanza sindacale della Almaviva di Napoli. “Considerata anche l’altissima affluenza alle urne – commenta la sigla di categoria del capoluogo campano – questo risultato è la chiara testimonianza che le lavoratrici e i lavoratori hanno avuto fiducia e sostenuto la linea politica della Slc Cgil Napoli e della Cgil nazionale sul nostro territorio, scegliendo responsabilmente di sottoscrivere in maniera coraggiosa un accordo che salvasse l’occupazione e desse prospettive di rilancio del sito aziendale nel nostro territorio, salvaguardando così tutti i posti di lavoro”. Da sottolineare “la grande attenzione con cui gli enti locali, Regione e Comune, hanno seguito l’evoluzione della vertenza sin dal suo inizio – conclude la nota – sostenendo fortemente, insieme alla Cgil, un impegno forte che garantisse il rafforzamento occupazionale e la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici”.

 

Appalti, Cgil, Cisl e Uil: confronto e monitoraggio con Anci su Codice

3 hours 59 min fa

Si è svolta questa mattina, 21 settembre, presso la commissione Politiche abitative e lavori pubblici dell’Anci, un’audizione di Cgil, Cisl e Uil sul Codice degli Appalti. Organizzazioni sindacali e Associazione dei comuni italiani hanno avviato un lavoro di monitoraggio, in particolare sull’applicazione della norma delle clausole sociali, per garantire la continuità occupazionale negli appalti. Cgil, Cisl e Uil hanno sottolineato l’importanza del rispetto e dell’applicazione dei contratti collettivi di lavoro, delle norme su salute e sicurezza, sulla responsabilità sociale e, più in generale, su legalità e trasparenza. Al termine dell’incontro, sindacati e Anci hanno convenuto di continuare sia il confronto che il monitoraggio sull’attuazione delle norme.

Locride Ambiente (Reggio Calabria), 5 ottobre sciopero

4 hours 4 min fa

Si svolge giovedì 5 ottobre lo sciopero dei lavoratori della Locride Ambiente, l’azienda che gestisce la raccolta differenziata nel Comune di Palmi (Reggio Calabria). A motivare la protesta, la seconda nel giro di un mese, è “il ritardo – spiega il segretario Filcams Cgil Gioia Tauro Valerio Romano - dei pagamenti degli stipendi e degli straordinari di agosto, oltre alla non risolta questione delle assunzioni di tutti i dipendenti rimasti ancora fuori, cui l’azienda ancora non ha dato risposta”. Da venerdì 22, inoltre, i lavoratori “interromperanno lo svolgimento delle ore straordinarie in attesa di definizione della vertenza”.

Ancora un licenziamento col rito Fornero

4 hours 17 min fa

Sciopero oggi pomeriggio, 21 settembre, dei lavoratori della PM Group di San Cesario sul Panaro per chiedere il ritiro del licenziamento di un lavoratore del reparto manutenzione. I lavoratori sono in presidio davanti ai cancelli a partire dalle ore 13 di oggi. L’adesione allo sciopero è oltre l’80%. L’azienda, acquisita recentemente dalla multinazionale americana Manitex, ha circa 150 dipendenti e produce gru di varie dimensioni. Il licenziamento è stato motivato per esigenze di ristrutturazione del reparto e con la volontà di esternalizzare la manutenzione a fornitori esterni. Ne dà notizia la Fiom Cgil San Cesario s/Panaro

La Fiom Cgil e i lavoratori ritengono ingiustificato il licenziamento perché l’azienda non ha valutato alcuna soluzione alternativa di ricollocazione in altre mansioni, né l’utilizzo di ammortizzatori conservativi. “Inoltre – afferma William Neri della Fiom – giudichiamo sbagliata in sé la scelta di esternalizzare la manutenzione, in quanto si tratta di un reparto strategico per la funzionalità dell’attività aziendale”. Tra Fiom e azienda era in atto da mesi una discussione per affrontare i problemi di mercato che l’azienda da tempo segnalava e per trovare soluzioni condivise su eventuali riorganizzazioni che avrebbero dovuto coinvolgere le altre due controllare del Gruppo, Oil & Steel e Air Service, con l’obbiettivo di arrivare a creare un’unica entità aziendale. Questo licenziamento ha però spiazzato la Rsu e la Fiom mettendo in discussione anche il percorso che si stava aprendo. 

“Il licenziamento in PM mostra purtroppo analogie con quello della lavoratrice in Glem Gas – prosegue William Neri –. Due licenziamenti a distanza di pochi giorni e di pochi metri. In questi casi le imprese scelgono deliberatamente di licenziare senza trovare soluzioni alternative e avendo a disposizione gli ammortizzatori sociali conservativi. Non sono dunque infondati i timori espressi anche ieri dal segretario della Fiom provinciale sulla maggior facilità e convenienza a licenziare per le aziende, resa possibile dalle ultime riforme del mercato del lavoro (Riforma Fornero e Jobs Act)”. 

La Fiom, Rsu e lavoratori chiedono dunque all’azienda di ritirare il licenziamento e di trovare una ricollocazione alternativa per il lavoratore coinvolto.

Pensioni, 25 settembre convegno a Bologna

4 hours 20 min fa

“Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani”, è questo il titolo del seminario organizzato a Bologna da Cgil-Cisl-Uil Emilia-Romagna e dalle proprie categorie regionali dei pensionati Spi Cgil-Fnp Cisl-Uilp Uil per la mattina di lunedì 25 settembre. L'appuntamento è presso la sede Cisl (in via Milazzo 16). La relazione introduttiva è affidata ad Antonella Raspadori, della segreteria Cgil Emilia Romagna, mentre Loris Cavalletti, segretario generale Fnp Cisl Emilia Romagna, parlerà della “vertenza pensionati”. Infine, dopo gli interventi programmati di alcune categorie, spetterà a Domenico Proietti, segretario nazionale Uil, tirare le conclusioni.

Cgil La Spezia, 22-24 settembre Festa

4 hours 24 min fa

Si svolgerà da venerdì 22 a domenica 24 settembre "Avanti popolo 2017", la festa della Cgil di La Spezia ormai giunta alla quarta edizione. Anche quest’anno il centro storico della Spezia ospiterà la tre giorni di eventi, che spazieranno tra dibattiti politici, letture teatrali e poetiche, musica e una mostra fotografica dedicata alla Spezia operaia del dopoguerra. Tre le location in cui si articolerà il programma: l’Urban Center, in cui si svolgeranno gli incontri politici; piazza Mentana e il Teatro Civico, in cui i cittadini spezzini potranno assistere alle iniziative culturali e alla chiusura della festa con l’intervento di Susanna Camusso. Il segretario generale della Cgil sarà intervistato da Andrea Scuderi, direttore di Primo Canale, domenica 24 alle ore 21, preceduta da una lettura teatrale di Matteo Taranto. Altro appuntamento da non perdere il confronto tra Matteo Bellegoni, segretario della Camera del lavoro della Spezia, e Pierluigi Peracchini, neo sindaco della città, domenica alle 18.30 al Teatro Civico. Il dibattito pubblico, moderato da Riccardo Sottanis, verterà sui temi contenuti nel Piano del lavoro della Cgil e su quelli dell’attualità politica spezzina

Pozzi (Cgil Piemonte): Fiat dica quali modelli vuole fare qua

4 hours 26 min fa

“È chiaro che nell'automotive rispetto al passato il Piemonte ha perso occupazione diretta, che era quella della Fiat. Noi abbiamo ancora la necessità che Fca decida quali sono i modelli ulteriori che riuscirà a costruire qui. Ma almeno possiamo dire che il tessuto nato agli inizi del '900 è ancora importante ed riuscito a reggere anche la crisi della Fiat, esportando e lavorando per altri marchi”. Lo afferma il segretario generale della Cgil Piemonte Massimo Pozzi intervistato da RadioArticolo1. “In questa fase – precisa – ci sono lievi miglioramenti nell'economia regionale: cresciamo un po' di più della media italiana dal punto di vista della produzione grazie alla consistenza dell'industria. Però non abbiamo ancora recuperato tutto il gap del 2008. C'è una parte consistente di code della crisi e questo crea problemi soprattutto a chi è stato espulso dal mondo del lavoro”.

 

Conform: Sindacati, ritirare i licenziamenti

4 hours 35 min fa

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno ribadito oggi (giovedì 21 settembre), al tavolo relativo alla vertenza Conform, la richiesta di ritiro della procedura dei licenziamenti per la salvaguardia della professionalità e dell’occupazione e la necessità di potenziare il servizio reso dai centri per l’impiego. Dichiarano inoltre di essere "disponibili a proseguire il confronto, già previsto per il prossimo 2 ottobre, per vagliare tutte le eventuali possibili soluzioni, a fronte dell’impegno assunto da Conform di sospendere i termini della procedura in sede sindacale, almeno fino al prossimo incontro. I sindacati affermano, infine, che "resta aperto lo stato di agitazione e che verranno messe in atto tutte le iniziative necessarie per la riuscita della vertenza qualora l’incontro del 2 ottobre non dovesse essere risolutivo".

Caporalato: Flai Puglia, imprenditori affermano che il nero è più conveniente

4 hours 47 min fa

“Nell’era della legge anticaporalato, ci sono imprenditori agricoli che candidamente e pubblicamente continuano a dichiarare di utilizzare il lavoro nero e i caporali semplicemente perché lavorare in nero è più conveniente”. È l'allarme lanciato in una nota dal segretario generale della Flai Cgil Puglia, Antonio Gagliardi. “Conveniente per chi pensa di fare profitto sulla pelle dei lavoratori - continua -. Per chi pensa che violando le leggi in uno Stato di diritto rimane sfacciatamente impunito. Eppure sì, è così, ci sono imprenditori agricoli, non solo in Terra di Bari, che pensano che il costante uso del lavoro nero, di quello grigio, del caporale, lo sfruttamento lavorativo consenta di tenere in vita le aziende”.
Si comprenderà mai che il lavoro nero e lo sfruttamento sono contro la legge e recano un danno alla collettività e anche agli imprenditori onesti?, domanda ancora Galiardi. “Siamo maggiormente convinti che la strada imboccata con l’approvazione della Legge n. 199 del 2016, contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato, abbia centrato la necessità di modificare soprattutto sul piano culturale un fenomeno che devia in modo tragico, come sempre più spesso accade, le più elementari regole in materia di mercato del lavoro che non può essere più tollerato. Spesso ci si dimentica che nella Costituzione, quando si cita il diritto al lavoro, si intende che quel lavoro deve essere sano sotto ogni profilo, partendo dall’obbligo di un regolare contratto di assunzione, passando da un salario stabilito ed esigibile, fino ad arrivare al diritto e alla garanzia di condizioni di vita lavorative e della salute rigidamente previste”.

Vibo Valentia, una provincia al collasso

5 hours 4 min fa

Una Provincia al collasso, mesi senza stipendio, cittadini privati dei servizi. Per denunciare questo stato di cose domani, venerdì 22 settembre, sciopera per l’intera giornata il personale impiegato nell’amministrazione provinciale di Vibo Valentia. Continua, senza soluzione, l’annosa vicenda che investe le lavoratrici e i lavoratori, nonché i cittadini interessati, di questa provincia calabrese alle prese con un debito monstre che si abbatte sui cittadini e sui lavoratori. Questi ultimi, infatti, alle prese da anni con un ente in stato di dissesto, continuano a prendere stipendi a singhiozzo, ma con una recrudescenza: da ormai oltre sei mesi non percepiscono nulla. Ragione per la quale le locali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno indetto per venerdì una giornata di sciopero e, contestualmente, un sit in di protesta che si terrà presso la Cittadella degli Uffici della Regione Calabria a Catanzaro con la richiesta di essere ricevuti dal presidente della Regione, Gerardo Mario Oliverio.
Da anni, esattamente dal 2011, la provincia di Vibo Valentia versa in enormi difficoltà economiche, ovvero in dissesto finanziario, che ciclicamente si riversano sui lavoratori e, quotidianamente, sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Difficoltà che si sostanziano col mancato pagamento da oltre sei mesi, per stare solo alle recenti cronache, del salario per i circa 130 lavoratori interessati. Così come le funzioni che, sulla carta, la provincia dovrebbe garantire riscontrano problemi gravi, a partire dalle scuole alle strade, entrambe per la gran parte in dissesto. Leggendo i dati emerge che la totalità delle 33 scuole vibonesi sono senza energia elettrica, riscaldamenti e certificati d’agibilità; per quanto riguarda le strade provinciali, invece, la quasi totalità non sono percorribili in sicurezza: 12 sono già chiuse, 25 in quasi stato di abbandono e 17 con gravi criticità, per un totale di oltre 450 km su 900.

In questo stato catastrofico protratto si ritrovano i cittadini con zero servizi e i dipendenti con zero salario. Le lavoratrici e i lavoratori, infatti, non percepiscono lo stipendio da sei mesi, in un ente che – come altri ma peggio degli altri – non ha alcuna possibilità di approvare un bilancio in riequilibrio. La tesoreria della Provincia di Vibo, infatti, continua a negare il nulla osta per il pagamento delle mensilità arretrate: prima dovranno essere accantonati i soldi per la scadenza di tutti i mutui contratti con i vari istituti di credito. Della questione è stato investito direttamente il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, e la soluzione allo studio parrebbe essere un emendamento ad hoc nella prossima legge di stabilità, per dare soluzione definitiva ad una vicenda che si trascina da anni. 

“La situazione è insostenibile. Non si riescono a erogare servizi adeguati e i dipendenti, con sei mesi di arretrato, hanno seri problemi ad andare avanti. Qui va azzerato il debito, il solo modo per ripartire”, racconta il segretario della Funzione Pubblica Cgil di Vibo Valentia, Bruno Talarico, che rilancia la richiesta di un provvedimento straordinario del governo, e del Mef in particolare, per la gestione di un debito che si aggira tra i 25 e i 30 milioni di euro. “Serve un intervento straordinario – aggiunge Talarico –, che è ciò che stiamo chiedendo da tempo e che ribadiremo domani in occasione dello sciopero”. La politica regionale, spiega il dirigente sindacale, “deve avere il coraggio di dire al ministero dell’Economia che serve un ‘decreto salva Vibo’, va trovata una soluzione definitiva, come fatto per altre province, per ristabilire un certo grado di normalità, anche se di normalità non si può parlare. Vibo col suo debito stratosferico è un caso particolare, ma in Calabria, come in tutta Italia, la situazione di Province e Città Metropolitane è drammatica”.

Come dice il sindacalista la situazione è drammatica lungo l’intero paese. Vibo rappresenta la punta di un iceberg, ma lo stato in cui versano quasi tutte le Province e Città metropolitane non è roseo. Cgil, Cisl e Uil di categoria hanno infatti proclamato per il 6 ottobre una giornata di sciopero nazionale con manifestazioni territoriali per denunciare lo stato di “collasso” e il bisogno di risorse “per consentire l'erogazione dei servizi fondamentali e tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal pagamento degli stipendi”. La soluzione, anche in questo caso, passa per risorse da individuare nella prossima legge di Stabilità, alla ricerca di uno straccio di normalità.

Contrattazione territoriale, accordo a Bari

6 hours 1 min fa

E’ stato firmato lo scorso 19 settembre da Cgil, Cisl, Uil e dal coordinamento istituzionale dell’ambito territoriale n. 5, di cui Triggiano è il comune capofila, il protocollo d'intesa per l'attuazione e valutazione partecipata del piano sociale di zona.

"Si tratta di un importante passo - commenta Gigia Bucci segretario generale Cgil Bari -, per la contrattazione territoriale che troppo spesso viene promossa senza un’adeguata conoscenza di quelle che sono le peculiarità dei territori e soprattutto senza una specifica conoscenza delle esigenze dei cittadini su quei territori. La firma di questo protocollo, invece, rappresenta l’avvio di un processo partecipato che consentirà di analizzare i bisogni sociali dei cittadini, italiani e stranieri, residenti in quegli ambiti, dal punto di vista qualitativo e quantitativo".

"La caduta del potere d’acquisto delle famiglie e i processi di impoverimento - spiega Giuseppe Catucci, responsabile welfare Cgil Bari - hanno aumentato l’esigenza di un welfare territoriale che ha bisogno di ottimizzare le risorse a disposizione per far fronte ad una differenziata domanda. La programmazione partecipata per il 2017 decisa nell’ambito della trattativa tra Cgil, Cisl, Uil e Comune Capofila di Triggiano va in questa direzione poiché prova ad offrire servi di welfare richiesti dai cittadini di quell’ambito, concordando momenti di monitoraggio finalizzati all’esame sistematico e continuo dello stato di avanzamento dei progetti e servizi, con la presentazione di report specifici".

"Il nostro auspicio è che anche i restanti ambiti territoriali vadano in questa direzione, a partire dalla Città Metropolitana di Bari, sapendo che la partecipazione, concertazione, condivisione, di processi di inclusione attiva, sono fondamentali per dare sempre più adeguate e migliori risposte ai propri cittadini, a partire da quelli con maggiori difficoltà", conclude Catucci.

Thyssen-Tata: Cgil Umbria e Terni, il governo intervenga subito per avere garanzie su Ast

6 hours 10 min fa

Dopo la notizia dell’avvio del processo di joint venture alla pari tra ThyssenKrupp e Tata Steel servono garanzie sul futuro dello stabilimento Ast di Terni. La nota interna con cui Thyssen annuncia lo scorporo della divisione Materials e quindi dello stabilimento di viale Brin dall’operazione non chiarisce quali siano le intenzioni, gli impegni e i progetti per la più importante realtà produttiva della nostra regione, nonché fabbrica strategica nel settore degli acciai speciali per l’Italia, tanto più per la presenza di forni elettrici, che la stessa Commissione Europea considera fondamentali per la compatibilità ambientale delle produzioni. Per questo abbiamo interessato immediatamente la nostra segreteria nazionale e chiediamo alla Regione e alle altre Istituzioni dell’Umbria di sollecitare il governo affinché convochi al più presto, come sarebbe logico in un paese normale, un tavolo con tutte le parti in causa, per conoscere davvero le intenzioni della multinazionale e avere garanzie sul futuro di Ast e dei suoi lavoratori. 

Cgil a Barnier, garantire diritti sociali e del lavoro

6 hours 16 min fa

“Garantire i diritti sociali, sindacali e del lavoro, a partire da quello alla mobilità, per il futuro dei 4,5 milioni di europei, tra cui circa 500 mila italiani, che vivono e lavorano in Gran Bretagna”. È la richiesta che la Cgil ha rivolto questa mattina a Michel Barnier, capo negoziatore dell'Ue per la Brexit, nel corso di un incontro presso la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea a cui hanno partecipato la segretaria confederale Gianna Fracassi e il coordinatore dell'area delle politiche europee e internazionali Fausto Durante.

“La Gran Bretagna deve continuare ad assicurare le risorse necessarie per onorare gli impegni assunti e permettere la continuità dei progetti al momento in corso”, hanno sostenuto Fracassi e Durante, sottolineando che preoccupano “le prospettive del bilancio Ue dopo l'uscita del paese e l’impatto di quest’ultima sul programma dei fondi strutturali, nonché le possibili conseguenze della Brexit in termine di dumping sociale, fiscale, ambientale”.

In conclusione, la Cgil ha espresso il proprio “apprezzamento per il metodo di lavoro, ispirato a trasparenza e pienezza di informazione, scelto dal capo negoziatore Barnier” e ha auspicato che “il coinvolgimento delle parti sociali e lo scambio reciproco delle informazioni proseguano nel corso dell'intero negoziato”.

Umbria, solo 1 contratto su 5 è a tempo indeterminato

6 hours 42 min fa

L‘Osservatorio nazionale sul precariato dell’Inps conferma nella sua ultima rilevazione mensile l’andamento negativo del lavoro in Umbria.

Infatti nei primi 7 mesi dell’anno (periodo gennaio-luglio 2017) continuano a diminuire le attivazioni con contratto a tempo indeterminato: dai 12.624 del 2015, ai 7.324 del 2016, ai 6712 del 2017.

La diminuzione nel 2017 rispetto al 2016 è del 9,0%, contro una media nazionale di diminuzione del 4,6%. Solo Liguria e Lazio fanno peggio in questa non esaltante graduatoria.

Va anche detto che il complesso delle attivazioni (tenendo conto dei contratti a tempo determinato, apprendistato e stagionali) corrisponde a 47.344 unità di fronte di 36.391 cessazioni, dato che potrebbe dare l'illusione di un aumento dell’occupazione. Ma, appunto, si tratta di una distorsione della realtà, visto che una persona può attivare più contratti a termine nell’arco del periodo considerato.

Non a caso, l’Istat proprio in questi giorni, ha effettuato una rilevazione sul secondo trimestre 2017 dalla quale risulta una riduzione dell’occupazione in Umbria: gli occupati complessivi (dipendenti ed autonomi) sono scesi a 353mila unità rispetto alle 355mila del secondo trimestre 2016 e alle 359mila del primo trimestre 2017. Non solo, i disoccupati in un anno sono passati da 39.700 a 41.400.

Tornando alla rilevazione dell’Inps c’è da sottolineare che, considerando anche le trasformazioni avvenute da altre tipologie in contratti a tempo indeterminato, nei primi 7 mesi del 2017 solo il 21,7% delle attivazioni in Umbria rientra in questa tipologia contrattuale, mentre la percentuale nazionale, pur estremamente bassa, è del 24,2%.

Quindi, in sostanza, il lavoro, quando c’è, continua a essere fragile, povero e sostanzialmente senza tutele e senza diritti. E’ necessario modificare profondamente le politiche economiche e del lavoro, perché non si può costruire il futuro sul lavoro precario e senza prospettive reali.

* Mario Bravi è presidente dell'Ires Cgil Umbria

Molise, prosegue il rilancio della filiera avicola

7 hours 4 min fa

“Molteplici gli impegni assunti da Agricola Vicentina (Amadori) e Regione Molise. In primis, l’azienda dichiara di riuscire a rispettare le tempistiche assunte negli accordi, auspicando la conclusione positiva delle assegnazioni dei bandi sul piano di sviluppo rurale e sul contratto di sviluppo, e dimostrandosi cautamente ottimista rispetto ai tempi”. Lo affermano i sindacati Fai Cgil, Flai Cgil e Uila Uil commentando l'incontro al ministero dello Sviluppo sul rilancio della filiera avicola molisana. Il tavolo è stato convocato per fare il punto dopo gli accordi dello scorso 28 febbraio.

"La Regione – riferiscono le tre sigle – conferma anche per il 2018 gli impegni presi sulle politiche attive per i lavoratori dell’area di crisi complessa. Il ministero del Lavoro ha affermato inoltre che c'è la possibilità per tutti gli addetti ex Gam di usufruire della cassa integrazione straordinaria anche per l’anno prossimo, previo alcune verifiche burocratiche da parte dell'azienda”.

“Come organizzazioni sindacali – conclude la nota – ci impegniamo a monitorare il corso dei lavori per il rilancio della filiera avicola, partecipando attivamente a migliorare le iniziative già attivate a sostegno delle politiche attive. Solleciteremo le parti interessate al fine di ridurre ai minimi termini i tempi previsti per il riavvio delle attività, dando speranza ai lavoratori e alle loro famiglie. Per questo è già stato calendarizzato un incontro di verifica degli stati di avanzamento presso il Mise e previsto un incontro al ministero del Lavoro per la cigs”.

Veneto: 27 settembre assemblea regionale Vigili del fuoco

7 hours 10 min fa

“I Vigili del fuoco sono pochi, scarsamente retribuiti, con un’età media molto elevata e un sistema previdenziale inadeguato. Bisogna intervenire. Invece un anno di emergenze continue non è bastato a smuovere né il Parlamento né la Regione Veneto (unica in Italia a non aver stilato una convenzione con i Vigili del Fuoco) rispetto alle criticità che vanno via via aggravandosi”. Lo scrive la Fp Cgil regionale, in una nota, annunciando la mobilitazione. Come primo appuntamento, tutto il personale operante in Veneto si riunirà in assemblea mercoledì 27 settembre (dalle 9.30 alle 12.00) nella sede di Mestre del Comando di Venezia. “Si parlerà – annuncia la Fp - di temi importanti: stipendi e carriere; potenziamento degli organici; rinnovo del contratto; mancanza di una vera assicurazione contro gli infortuni”.

Gfk Italia, 100 esuberi possibili. Stato di agitazione

7 hours 17 min fa

GfK, multinazionale leader nel settore delle ricerche di mercato, ha annunciato un piano di riorganizzazione mondiale prevedendo tagli di costi per oltre 200 milioni di euro che si tradurrà in centinaia di licenziamenti a livello globale e, anche per l’Italia, di decine e decine di posti di lavoro in meno. L’azienda non sta attraversando un momento di particolare difficoltà sul mercato italiano, le ragioni della riorganizzazione sono dovute infatti alla nuova impostazione che il management mondiale sta portando avanti e che mira a comprimere il più possibile il costo del lavoro.

"Già da alcuni mesi - spiegano la Filcams e la Fisascat di Milano - avevamo esposto le nostre preoccupazioni, dapprima dopo l’annuncio dell'entrata nel capitale di Gfk da parte della società di private equity Kkr, successivamente con la scelta di fondere Gfk Retail e Gfk Eurisko con la conseguente disdetta unilaterale del contratto integrativo aziendale. Le nostre preoccupazioni erano corrette, queste politiche sono state contestate sia a livello nazionale dalle Rsu Filcams Cgil e Fisascat Cisl che in sede di Comitato aziendale europeo".

I sindacati hanno cercato di "avviare un primo confronto con l’azienda che ad oggi non ha portato a nessun passo avanti - ricostruisce sempre la nota di Cgil e Cisl -, la dirigenza italiana ha dichiarato di non essere in possesso di informazioni oltre i comunicati della casa madre, e in questa fase, di non avere potere decisionale".

"Con l’annuncio di nuovi possibili esuberi, il clima si fa più teso, ed è stato dichiarato lo stato di agitazione nelle sedi Gfk Italia di Milano e Roma. Auspichiamo che nelle prossime settimane possano essere messi in campo una serie di incontri per poter avere accesso a maggiori informazioni sul piano di riorganizzazione e per capire se ci sarà disponibilità di Gfk ad entrare nel merito di soluzioni che salvino l’occupazione", proseguono i sindacati.

"Se così non fosse - conclude la nota -, le lavoratrici e i lavoratori di Gfk, unitamente alle loro rappresentanze sindacali Filcams Cgil e Fisascat Cisl, metteranno in atto un pacchetto di azioni sindacali la cui forma e articolazione verrà decisa in base all’andamento del confronto".