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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Aggiornato: 3 hours 20 min fa

Quota 100: Flai, legge Fornero rimane in vigore

Ven, 18/01/2019 - 08:57

“Il governo non ci ha ascoltati e il decreto certifica che la parte più debole del mercato del lavoro, i lavoratori stagionali della nostra categoria, agricoli e dell’industria alimentare, già penalizzati per non avere un contratto a tempo indeterminato, sono completamente snobbati dal governo: quota 100 per questi lavoratori è un miraggio”. A dirlo è la Flai Cgil, rimarcando che "rimane in vigore la legge Fornero, e questi lavoratori saranno costretti a lavorare fino a 70 anni con una pensione da fame dopo anni di lavoro e di fatica". Il sindacato evidenzia anche che "per questi lavoratori, che non avranno mai un contratto a tempo indeterminato, raggiungere 38 anni di contributi è impossibile. Si continua a operare con provvedimenti discriminatori, che dividono il mondo del lavoro in lavoratori di serie A e di serie B. Con questo provvedimento il governo conferma il suo atteggiamento contro i più deboli, dimenticandosi dei lavoratori stagionali che hanno la sfortuna di non avere un lavoro stabile e ne fa loro una colpa, lasciandoli esclusi dal diritto di andare in pensione". La Flai Cgil, dunque, con i lavoratori stagionali sarà in piazza il 9 febbraio prossimo "per far vedere al governo le migliaia di lavoratori che rappresentano il settore primario, che fanno grande il nostro made in Italy, ma che il governo non considera degni di andare in pensione”.

Innolva (Milano), 21 gennaio sciopero

Ven, 18/01/2019 - 08:29

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno indetto per lunedì 21 gennaio lo sciopero dei dipendenti della Innolva (Milano), società del gruppo Tinexta che opera nel settore recupero crediti, servizi immobiliari e business information. A motivare la protesta, il trasferimento a Brescia dei 20 lavoratori dell'ufficio "servizi investigativi" di Milano, previsto per il 4 febbraio prossimo. "Innolva sta attuando una serie di operazioni di riorganizzazione degli assetti societari e operativi che mascherano una reale volontà di ridurre il personale", illustrano i sindacati: "Nel merito delle ragioni e delle finalità di questa riorganizzazione la società non ha fornito alcuna spiegazione plausibile, precisando con arroganza di non avere alcun obbligo di legge in riferimento al coinvolgimento rispetto a una preventiva comunicazione sui trasferimenti stessi". Sindacati e lavoratori manifestano "disappunto e amarezza nei confronti di Innolva, che persiste nell'omettere le reali intenzioni delle politiche e delle strategie aziendali messe in atto, ricadenti a caro prezzo sulle lavoratrici e sui lavoratori. Questo comportamento preclude ogni possibilità di dialogo e prefigura uno scenario preoccupante per l'intera popolazione aziendale".

Fca: Fiom, priorità è occupazione e futuro produttivo

Ven, 18/01/2019 - 07:57

Triplo incontro della Fiom Cgil giovedì 17 gennaio a Torino prima con Fca, poi con Cnhi e infine con Ferrari all'Unione industriale. Tre distinti incontri chiesti dal sindacato delle tute blu della Cgil perché, spiega in una nota il segretario nazionale Michele De Palma, "la priorità è il futuro produttivo, industriale e occupazionale". Per questo il sindacato, alla luce dell'andamento del mercato dell'auto e delle previsioni sul 2019, ha chiesto a Fca un incontro specifico sul futuro occupazionale. "La Fiom vede aumentare le preoccupazioni già manifestate alla presentazione del piano sulla piena occupazione e ritiene indispensabile continuare il confronto con l'azienda, al contempo ritiene che il governo debba sospendere i provvedimenti sul mercato dell'auto e investire nella transizione verso la produzione in Italia di auto ibride e elettriche", si legge nel comunicato che riporta la risposta Fca: "sono in corso analisi al termine delle quali si potrà tenere un incontro alla luce di eventuali modifiche del piano entro febbraio".

Anche per Cnh Industrial la Fiom ha chiesto un incontro di approfondimento vista la nuova organizzazione annunciata dall'azienda e le notizie comparse sui mezzi di informazione di potenziale vendita di brand come Iveco. L'azienda ha rassicurato: non c'è alcuna azione in corso per eventuali alienazioni. Tuttavia la Fiom ha chiesto a Cnh Industrial un incontro per un approfondimento sulla nuova organizzazione e il futuro degli stabilimenti italiani. La direzione aziendale ha risposto di essere disponibile al confronto una volta acquisite tutte le informazioni. Infine, per Magneti Marelli sarà convocato un incontro sulle questioni riguardanti il processo di cessione.

Quota 100: Ghiselli (Cgil), operazione di facciata

Ven, 18/01/2019 - 07:43

"Quota 100 non è assolutamente la fine della legge Fornero. È un sistema che serve a modificarla in modo temporaneo, lasciandone invariato l'impianto. Ci sembra più un'operazione di facciata che di sostanza". A dirlo è il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli, in un'intervista pubblicata oggi (venerdì 18 gennaio) sul quotidiano La Repubblica. "Innanzitutto quota 100 non è quota 100, perché ha il vincolo dei 38 anni di contributi", spiega Ghiselli: "Chi non li ha deve comunque aspettare la pensione di vecchiaia. E questo ha conseguenze sociali gravi, perché esclude dal provvedimento i lavoratori più deboli, che hanno meno contributi, e i giovani, che sono sempre più precari. Chi ha 38 anni di contributi oggi? Chi lavora nelle grandi aziende e i dipendenti del pubblico impiego. Non ce l'hanno invece intere categorie: gli edili, i dipendenti delle piccole aziende, chi lavora in agricoltura. E i ragazzi che cominciano oggi a lavorare".

Ma per i giovani c'è anche un altro problema. "Rischiano di andare in pensione oltre i 70 anni, e questo perché la riforma annunciata dal governo blocca l'aggiornamento dei contributi di anzianità lavorativa alla speranza di vita. Ma non li blocca per quanto riguarda l'età necessaria ad andare in pensione, la cosiddetta pensione di vecchiaia. Questo vuol dire che chi oggi ha 40 anni andrà in pensione a 70", illustra il segretario confederale Cgil". Ghiselli, in conclusione, evidenzia che sono "moltissimi i ragazzi in questa condizione, come moltissimi rischiano di andare comunque in pensione a 70 anche se hanno i versamenti all'Inps. Chi ha contributi di bassa entità, che producono una pensione inferiore a 1,5 volte l'assegno minimo (circa 700 euro) deve comunque andare in pensione a 70 anni".

RadioArticolo1, i programmi di venerdì 18 gennaio

Ven, 18/01/2019 - 06:56

RadioArticolo1, i programmi di venerdì 18 gennaio:

  • ore 09:00 - Voltapagina - Rassegna stampa del lavoro. Con Giorgio Sbordoni
  • ore 10:00 - Work in news - Assemblea per l'Ifi. Con Ivan Terranova, Fiom Vercelli Valsesia - Gli ultimi contro gli ultimi. Interviene Ivan Terranova, Fiom Vercelli Valsesia - Dai borghi alle città. Francesca Chiavacci, Arci. A cura di Patrizia Pallara
    ore 10:30 -  Speciale - Sindacato e rappresentanza. Diretta della presentazione del Rapporto sulla contrattazione di secondo livello a cura di Nicoletta Brachini, Beppe De Sario e Salvo Leonardi. Tavola rotonda con Pierangelo Albini, direttore dell’Area Lavoro e Welfare di Confindustria; Tiziana Bocchi, segretaria confederale della Uil; Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione Giuseppe Di Vittorio; Franco Martini, segretario confederale della Cgil; Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto della Cisl; Tiziano Treu, presidente del Cnel; Susanna Camusso, segretario generale della Cgil
  • ore 13:05 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 13:50 - Speciale - Una nuova idea di Europa, oltre i sovranismi. L'intervento del professor Massimo Cacciari al Congresso della Federconsumatori
  • ore 15:00 - Lavoro Pubblico - Lo sbaraglio della sanità. Interviene Andrea Filippi, Fp Cgil Medici - Meno ipocrisia e più diritti per gli agenti di polizia penitenziaria. Con Stefano Branchi
  • ore 15:30 - Ellemondo - Pawel: la sua storia, la nostra sfida. Alla vigilia dei funerali del sindaco di Danzica, ucciso per il suo impegno per i diritti, la riflessione di Pierantonio Panzeri, europarlamentare
  • ore 15:45 - Senioradio - Un voucher per tornare a casa. Iniziativa dello Spi Cgil di Trapani a favore degli anziani non autosufficienti. Parla Franco Colomba, segretario generale
  • ore 16:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
    ore 16:05 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 16:45 - Elleservizi - In alto i diritti. La battaglia della Cgil Modena contro mobbing, straining e stress lavoro correlato. Interviene Anna Maria Righi, dipartimento salute e sicurezza Cgil provinciale
  • ore 17:00 - Jailhouse rock, storie di musica, carcere e lavoro. A cura di Susanna Marietti e Patrizio Gonnella, associazione Antigone
  • ore 18:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro

Roma Metropolitane, è rischio esuberi

Ven, 18/01/2019 - 06:50

Stipendi non pagati, licenziamenti ormai alle porte, per un’azienda che si sta spegnendo lentamente. Il destino di Roma Metropolitane, società partecipata interamente dal Campidoglio, sembra sempre più segnato. Oggi (venerdì 18 gennaio) si tiene l’ultima giornata di sciopero dei 153 dipendenti: una mobilitazione iniziata lunedì 14, che ora i sindacati minacciano di proseguire e di inasprire. “Dirigenza e proprietà dimostrano di essere allo sbando totale”, spiegano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti di Roma e Lazio, denunciando “l’inconsistente spessore politico, umano, culturale e intellettuale della giunta e della sua maggioranza”.

I sindacati sottolineano che Roma Metropolitane ha sempre “svolto una funzione progettuale e strategica per la mobilità cittadina: parliamo di circa 160 lavoratori con alta professionalità e competenza”. Non si deve quindi disperdere “un patrimonio di conoscenza indispensabile per ricostruire il tessuto delle infrastrutture della mobilità di cui la Capitale ha bisogno”. La mobilitazione, che si somma alle altre delle aziende romane, evidenzia “l'incapacità di trovare, da parte di chi è stato eletto dai cittadini, le necessarie soluzioni politiche”. Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti rimarcano “la situazione di abbandono dei lavoratori e il silenzio da parte della giunta”, ritenendo ormai inevitabile “alzare lo stato del conflitto per ristabilire quel dialogo e quella concertazione necessari per le corrette relazioni sindacali e per una risoluzione positiva e soddisfacente della vertenza”.

A preoccupare i sindacati sono due delibere approvate il 28 dicembre scorso dal Comune. La prima è relativa al riconoscimento del debito fuori bilancio per i crediti pregressi riguardanti gli anni 2015, 2016 e 2017: a Roma Metropolitane viene concesso un trasferimento di nove milioni di euro, dunque cinque in meno rispetto ai 14 milioni di crediti che la società vanta nei confronti del Campidoglio. La seconda concerne l’approvazione del nuovo contratto di servizio, che per i sindacati causa uno squilibrio finanziario della società e soprattutto non copre l’intero costo del personale, e i fondi del ministero dei Trasporti per l'ammodernamento e la rimessa a norma (adeguamenti alle normative antincendio) delle linee A e B, pari a 425 milioni di euro che sono bloccati da un anno per l’inadempienza del Comune: ora la gestione di questi fondi è data alla società, ma mancano gli atti formali di affidamento.

I 153 lavoratori, intanto, attendono ancora di ricevere lo stipendio di dicembre e la tredicesima. “Permane l'incertezza sul loro futuro, la situazione sta drammaticamente precipitando”, riprendono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti: “Sollecitiamo il rispetto da parte di Roma Capitale dell'accordo sottoscritto dalla sindaca Raggi con le segreterie confederali sulla totale salvaguardia dei livelli occupazionali nelle società partecipate”. I sindacati chiedono anche “che l'azienda, che solo pochi mesi fa dichiarava zero esuberi ai sensi del Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (Tusp), si astenga dal mettere in campo azioni che possano in qualunque modo danneggiare i lavoratori”. E, in conclusione, invitano “le istituzioni tutte al senso di responsabilità e all'apertura, finora negata, di un tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali, come strumento democratico irrinunciabile per la tutela dei diritti, che dia risposte certe e rassicurazioni alle lavoratrici e ai lavoratori”.

Call center, la protesta dei precari catanesi

Gio, 17/01/2019 - 18:22

Hanno una scolarizzazione medio-alta e la loro busta paga prevede in media dai 200 ai 500 euro al mese, al massimo. Qualche volta con una paga che prevede circa 2 euro all’ora. Colpa di un conteggio complicato che mescola il fisso ad un “sistema a cottimo” e che toglie dignità ad un lavoro per nulla semplice e non più transitorio, come veniva inteso molti anni fa. 

Sono i co.co.co. del Call Center Almaviva di Misterbianco, che stamattina a Catania sono stati ricevuti in Prefettura, al termine di una manifestazione partita da piazza Università; una protesta accorata, organizzata da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl che, per quanto locale, assume una valenza nazionale poiché è proprio Catania la città con il numero più alto di lavoratori che devono fare i conti con una situazione insostenibile e compensi poco dignitosi.

La protesta chiama in causa anche tutti quei lavoratori outbound (che operano sulle chiamate in uscita) di altre aziende, che possiedono lo stesso contratto di lavoro nei call Center di tutta la provincia etnea.

Da un anno a questa parte l'azienda Almaviva Contact, nella quale lavorano da circa dieci anni almeno quattrocento lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, “agendo unilateralmente ha volutamente disatteso l'accordo collettivo nazionale di settore a regolamento del sistema di calcolo della retribuzione - spiegano i rappresentanti sindacali - adducendo strumentali ed inverosimili interpretazioni per poter eludere la parte riguardante il compenso orario minimo garantito, che dal luglio 2012 (riforma del lavoro Fornero) in poi, è condizione necessaria per poter utilizzare i contratti di collaborazione”.

I lavoratori di Almaviva hanno spiegato al prefetto come funziona il meccanismo di calcolo che ha di fatto eliminato o reso vana la componente minima garantita del compenso orario dei collaboratori, trasformandola in  un sistema di retribuzione a cottimo. 

A peggiorare la situazione è intervenuta “l’assegnazione di liste contatti, da parte delle committenti, nient'affatto profilate che hanno portato ad un drastico calo dei compensi variabili derivati esclusivamente da contatti andati a buon fine".

Al prefetto di Catania i lavoratori hanno chiesto “un interessamento affinché venga convocato un tavolo nazionale presso il MISE e poi scrivere nuove regole per l'utilizzo dei contratti di collaborazione nei call-center, poiché con le vigenti norme si è venuto a creare, nel nostro paese, un  corposo bacino con più di trentamila lavoratori, in prevalenza al sud, in prevalenza donne, non più giovanissimi che non hanno nessuna possibilità di stabilizzazione, nessuna opportunità di ricollocamento in altri settori professionali e come ultima beffa nessuna certezza di un compenso minimo garantito”.

Come già sta accadendo nel comparto delle telecomunicazioni, inoltre, il crescente utilizzo delle intelligenze artificiali crea nel tempo nuove sacche di disoccupazione, anziché sostegno reale alle dinamiche del lavoro. 

Non a caso, anche questo tema sarà affrontato al Ministero dello Sviluppo economico. I sindacati evidenzieranno che un trend così impostato non produrrà reale crescita economica e sociale nel settore dei call center, ma solo un accumulo di disagi destinati ad emergere presto con durezza.

Liberty Lines, 30 gennaio sciopero

Gio, 17/01/2019 - 18:22

Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Uslac hanno proclamato uno sciopero di 24 ore per mercoledì 30 gennaio contro i 72 licenziamenti dei lavoratori avviati dalla compagnia di navigazione Liberty Lines. "I lavoratori non possono di certo pagare il mancato rinnovo della convenzione con Rfi per il servizio di traghettamento veloce tra Messina e Reggio Calabria", spiegano i segretari di Filt Cgil (Franco Spanò), Fit Cisl (Dionisio Giordano), Uiltrasporti ( Agostino Falanga) e Uslac (Antonino Maggio): "Torniamo a chiedere un intervento del ministero dei Trasporti, serve un forte intervento delle istituzioni, in una terra martoriata e dilaniata dalla crisi finanziaria come la Sicilia. Un'ulteriore perdita di posti di lavoro porterebbe a una condizione di impoverimento complessivo".

I sindacati fra le altre motivazioni dello sciopero indicano anche "il mancato adempimento da parte dell'azienda degli obblighi previsti dal contratto nazionale collettivo di lavoro dell'obbligo di pagamento dei riposi compensativi al 31 dicembre 2018 e della definizione del mansionario del personale amministrativo". Spanò, Giordano, Falanga e Maggio così concludono: "A dicembre sembrava concreta l'ipotesi di un possibile accordo tra la Liberty Lines e Rfi che avrebbe, in qualche modo, scongiurato i licenziamenti. Invece l'azienda ha confermato i nomi dei lavoratori licenziati. Non possiamo accettarlo e lotteremo per la piena salvaguardia occupazionale dei lavoratori e delle lavoratrici".

Landini (Cgil), governo non parla di qualità del lavoro

Gio, 17/01/2019 - 18:05

"Dobbiamo partire dalla qualità del lavoro e dai diritti delle persone. Dal punto di vista della politica, questo è un tema che è stato rimosso: sta passando l'idea che pur di lavorare devi accettare qualsiasi condizione". A dirlo è il segretario confederale Maurizio Landini, intervenendo oggi (giovedì 17 gennaio) al congresso di Aniqa Agenquadri a Milano,secondo quanto riportano le agenzie di stampa: "Non si affronta mai il tema della qualità, anche nelle misure che si stanno approvando in questi giorni con la manovra. Pur di lavorare devi accettare qualsiasi condizione, devi quasi ringraziare se qualcuno te lo da". Landini dà un "giudizio negativo sulle politiche europee e su quelle di questo governo, che hanno spinto i sindacati a lanciare la manifestazione del 9 febbraio a Roma", affermando che "bisogna rilanciare un'idea di sviluppo di questo Paese, che sta andando indietro".

Ama (Roma), indetto stato d'agitazione

Gio, 17/01/2019 - 17:45

Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel di Roma e Lazio hanno indetto lo stato d'agitazione dei lavoratori dell'Ama, la società di igiene urbana del Comune di Roma. "Dopo un mese di mancate risposte alle nostre richieste a tutela della salute dei lavoratori, dopo le denunce sui rifiuti rimasti a marcire all'aperto, e forse anche grazie all'intervento di alcune strutture pubbliche che hanno effettuato le ispezioni, con i tavoli aziendali appena ricominciati l'azienda ammette i rischi per la salute per chi opera nell'area del Tmb Salario e trasferisce il personale, come sempre senza confronto con le organizzazioni sindacali". Così i segretari generali Natale Di Cola (Fp Cgil), Marino Masucci (Fit Cisl) e Massimo Cicco (Fiadel), annunciando la mobilitazione "per difendere l'azienda da un management che vuole riportare in Ama le lancette dell'orologio indietro di dieci anni".

I sindacati evidenziano che "si continuano a portare avanti progetti sperimentali sul porta a porta senza assunzioni e mezzi, solo per ubbidire alla politica. Si porta avanti il piano sulle Ama di municipio ma senza programmazione, iniziando dalle nomine e con bandi in cui mancano solo i nomi e i cognomi dei vincitori. L'azienda è senza governo, i servizi allo sbando, la raccolta manuale è esplosa, le condizioni di lavoro devastanti". Fp, Fit e Fiadel, in conclusione, denunciano "l'atteggiamento irresponsabile che viene pagato dai romani e dai lavoratori, con il restaurarsi di un sistema fatto di favoritismi e scelte tanto arbitrarie quanto disastrose sul piano operativo".

Stefanel: Cgil Treviso, situazione molto complicata

Gio, 17/01/2019 - 17:31

"I lavoratori di Stefanel sono molto arrabbiati per quello che sta succedendo, pensavano che con l'arrivo dei due fondi di investimento internazionali le cose sarebbero migliorate, invece questo non è avvenuto. Il risultato è che ora si chiede una drastica riduzione dell'occupazione. Secondo quanto ci è stato comunicato dalla proprietà, dei 253 dipendenti attuali la cassa integrazione, seppur a rotazione, dovrà interessare 244 lavoratori". A dirlo è la segretaria provinciale della Filctem Cgil di Treviso Cristina Furlan, spiegando la situazione attuale dell'azienda di moda che ha chiesto e ottenuto dal tribunale di Treviso il concordato in bianco.

"Ci è stato annunciato il trasferimento di alcune funzioni amministrative a Milano, l'esternalizzazione di altre e il trasferimento delloperation in un nuovo sito produttivo in provincia di Treviso ancora da identificare. Tutto ciò per ridurre i costi: la riduzione passa, come sempre, dalla riduzione dell'occupazione", prosegue l'esponente sindacale. L'azienda di Ponte di Piave è finita in difficoltà dopo aver registrato nel semestre un rosso di quasi 21 milioni a fronte di un patrimonio netto di 7,5 milioni di euro. "Ma il problema è più profondo", conclude Furlan: "Da tempo i lavoratori facevano presente che il posizionamento del brand è sbagliato, che bisognava cambiare. Ma non sono mai stati presi in considerazione, e non si è fatto nulla. Così siamo arrivati a oggi, con la Stefanel che si trova in una situazione molto complicata, ed il suo futuro forse sarà quello di trasformarsi da un'azienda tessile a una commerciale".

Napoli, incontro con Carla Nespolo (Anpi) chiude mostra Cgil su leggi antiebraiche

Gio, 17/01/2019 - 16:47

All'Incontro promosso dall'Anpi presso la sede della Cgil in via Toledo a Napoli con gli iscritti e i democratici antifascisti, in occasione della chiusura della Mostra per immagini sulle leggi antiebraiche “Un giorno per la Memoria”, sono intervenuti Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi, Antonio Amoretti, presidente Anpidi Napoli, Vincenzo Calò, responsabile area sud dell'Anpi, Walter Schiavella, segretario generale della Camera del lavoro metropolitana di Napoli. La mostra per immagini sulle leggi razziali “Un giorno per la Memoria”, allestita a cura della Camera del Lavoro di Napoli e realizzata dalla Sezione Anpi della Cgil Nazionale "Adele Bei”, in collaborazione con lo Spi e la Cgil Nazionali, è stata visitata da decine di scolaresche e centinaia di cittadini. 

Apiqa: Massimo Mensi è il nuovo presidente dell’associazione affiliata alla Cgil

Gio, 17/01/2019 - 16:36

Massimo Mensi, 48 anni, piemontese, è il nuovo presidente di Apiqa. Lo ha eletto all'unanimità a Milano il Comitato direttivo della neo costituita associazione, affiliata alla Cgil e nata in continuità con l’esperienza di Agenquadri allo scopo di rappresentare i quadri, i professionisti e i lavoratori di alta professionalità, dipendenti e non dipendenti. Mensi ha maturato negli anni diverse esperienze professionali con ruoli manageriali. Laureato in Scienze sociologiche ha iniziato la sua attività sindacale nella Filcams Cgil, dove è stato responsabile dei quadri e delle alte professionalità, seguendo in particolare il settore del terziario avanzato. 

Ha ricoperto ruoli di rappresentanza all'interno degli organismi dirigenti di UNIGlobal Union a livello europeo ed è vicepresidente di Eurocadres, il sindacato europeo dei professional e manager. Fa parte del gruppo di lavoro Progetto 4.0 della Cgil nazionale. Dal 2013, e fino alla nascita di Apiqa che ne ha preso il posto, è stato componente del Comitato direttivo e del Comitato di presidenza di Agenquadri.

PayCare (ex Bassilichi) annuncia la cessione, è sciopero

Gio, 17/01/2019 - 16:05

Durante la vertenza Bassilichi/Consorzio Triveneto (gruppo Nexi) chiusa solo pochi mesi fa, si era sempre parlato di ricerca di un partner e mai di cessione dell’intera proprietà e invece ieri l'azienda ha informato di aver scelto di cedere in tempi brevi il 100% della proprietà di PayCare ad un soggetto già individuato. PayCare, l'azienda che si occupa dei servizi tecnici collegati ai pagamenti digitali, conta oltre 200 dipendenti in tutta Italia di cui 42 a Firenze.

Per questo le organizzazioni sindacali hanno richiesto un incontro urgente sia alle istituzioni locali che al ministero dello Sviluppo economico con tutti i soggetti interessati e hanno dichiarato lo sciopero degli straordinari, della reperibilità e un pacchetto di 24 ore di sciopero a disposizione delle Rsu. Le prime 8 ore di stop sono state effettuate già nella giornata di oggi e per la sede di Firenze lo sciopero ha visto l'adesione della totalità dei lavoratori.

Per Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Cgil di Firenze, “a due mesi dalla creazione della società, la proprietà viene ceduta integralmente. Siamo preoccupati per il passaggio ad un settore in cui le elevate competenze tecniche presenti in PayCare entreranno in una logica di riduzione dei costi sulla pelle dei lavoratori e non vorremmo ritrovarci in futuro di fronte a dichiarazioni di esuberi. Una cosa è certa: il silenzio di Leonardo Bassilichi sulla vicenda è assordante. Bassilichi, la sua azienda, da gennaio non esiste più ma è stata divisa in società diverse, alcune facenti parte del Gruppo Nexi mentre PayCare non avrà più neanche la garanzia di far parte di questo grande gruppo al contrario di quanto anche la famiglia Bassilichi aveva da sempre assicurato”.

Cgil, caporalato si combatte con integrazione migranti

Gio, 17/01/2019 - 15:52

“Se non si lavora su reali processi di integrazione per i migranti, i più deboli saranno sempre soggetti al gioco dello sfruttamento, della mafia e della criminalità organizzata”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra a seguito dell’operazione delle forze di Polizia di Latina che hanno sgominato un'organizzazione specializzata nello sfruttamento del lavoro e del caporalato. 

“Riconosciamo il grande impegno dimostrato dalle forze dell’ordine. Questa vicenda - sottolinea il dirigente sindacale - dimostra, ancora una volta, che finché i migranti vivranno condizioni di privazione di diritti e di ricattabilità saranno sempre vittime del malaffare. Per uscire da questa ‘morsa’ è necessario avere la consapevolezza dell’importanza che i lavoratori immigrati rappresentano per l’economia del Paese, e vanno riconosciuti loro tutti i diritti, a partire da quelli del lavoro. Inoltre - conclude Massafra - sono indispensabili: la piena applicazione della legge contro il caporalato, a cui si è arrivati grazie alle denunce e alle battaglie di Cgil e Flai Cgil, e la piena integrazione dei migranti, purtroppo oggi bersaglio di propagande xenofobe”.

Cgil Fermo, nuovi ingressi in segreteria

Gio, 17/01/2019 - 15:47

Si è svolta presso la sala convegni della Croce Verde di Fermo, l’assemblea generale della Cgil di Fermo che, alla presenza di Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche, su proposta del segretario generale della Camera del Lavoro Alessandro De Grazia, ha votato ed eletto a larga maggioranza Roberto Lanfranco e Barbara Micheleic che lo affiancheranno in segreteria.

Lanfranco, classe 1967 già segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Fermo, e Micheleic, già membro della segreteria uscente a guida Di Cosmo, "dovranno affrontare vecchie e nuove sfide in coerenza con i contenuti del documento conclusivo approvato dal IV congresso della Camera del Lavoro e del documento congressuale Il lavoro è’”, ha ribadito De Grazia nella relazione introduttiva. Crisi economica ed occupazionale, sanità, sisma e ricostruzione, infrastrutture, nuove povertà sono alcune di queste sfide che la segreteria dovrà affrontare e, come ha sottolineato De Grazia, "per farlo al meglio sarà indispensabile per la Cgil di Fermo pensare a un nuovo modello organizzativo che risponda al meglio ai bisogni del territorio e alla nostra rappresentanza".

Allarme dalle leghe Spi: pensioni decurtate o azzerate senza preavviso

Gio, 17/01/2019 - 15:43

Pensione rimpicciolita o addirittura sparita, per diverse persone, a Parma, a causa dei conguagli negativi. Molti pensionati si stanno rivolgendo agli uffici delle leghe Spi Cgil e del patronato Inca perché hanno ricevuto, nel mese di gennaio, una pensione decurtata, a volte anche azzerata, senza preavviso. Si tratta del conguaglio fiscale dell'Inps sulle pensioni del 2018.

“Per la maggior parte si tratta di persone che percepiscono, oltre alla propria pensione, anche quella di reversibilità del coniuge scomparso – spiega Valentina Anelli, segretaria generale dello Spi Cgil di Parma –. L'Inps non ha cumulato le due pensioni al fine del calcolo della tassazione, e questo ha fatto scaturire un indebito nei confronti del fisco. La somma percepita in più rispetto al dovuto è stata trattenuta dalla pensione di gennaio. Sta di fatto che diverse persone si sono ritrovate nel mese di gennaio con pesanti decurtazioni, che hanno comportato problemi anche di sopravvivenza personale. Un esempio concreto: una vedova dal 2017 che si è vista accreditare una pensione di 97 - novantasette - euro anziché gli abituali 1.105 euro, senza alcuna informazione preventiva”.

Questo fenomeno continua a reiterarsi, ogni anno, in tutta Italia. “L'Inps non può permettersi di non dare alcuna informazione al pensionato – osserva Anelli –. Rimarchiamo ancora una volta che manca la comunicazione fra Istituto e pensionati, e invitiamo le persone che si trovassero in questa situazione a rivolgersi agli uffici del sindacato pensionati a partire dal mese di marzo, dove potranno controllare se le trattenute sulla pensione sono corrette”.

Contratto occhiali, accordo unitario sulla piattaforma

Gio, 17/01/2019 - 15:42

L'assemblea nazionale unitaria dei delegati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, riunitasi oggi a Belluno, ha approvato l'ipotesi di piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale 2019-2021 del settore occhiali e occhialeria (interessati circa 18.000 addetti in 400 imprese, tra le più significative Luxottica, Safilo, Galileo, ecc.), in scadenza il 30 giugno 2019. La richiesta economica dei sindacati è di 115 euro (3° livello) medi nel triennio. Va ricordato che il modello di riferimento per il rinnovo del contratto dovrà essere l’accordo interconfederale del 9 marzo 2018 nel quale sono previsti due livelli contrattazione: quello nazionale e quello integrativo di 2° livello.

Sul fronte del“welfare contrattuale si richiede l’innalzamento al 2% del contributo aziendale sulla previdenza complementare (Previmoda) e di portare a 12 euro il contributo mensile alla previdenza sanitaria (Sanimoda), estendendola anche ai lavoratori in somministrazione. Per le aziende che non fanno contrattazione di 2° livello si richiede un incremento dell’elemento perequativo, dagli attuali 320 euro a 380 euro annui.

Nel campo delle normative, Filctem, Femca, Uiltec puntano al miglioramento delle relazioni industriali, con orientamento all'informazione e alla partecipazione, nonché alla responsabilità sociale dell'impresa. Per quanto riguarda la formazione si richiede, tra l’altro, l’adozione di un libretto formativo che certifichi i corsi e le competenze acquisite dalle lavoratrici e dai lavoratori, anche sui temi della salute e sicurezza, e che sia riconosciuto valido dalle aziende del settore. Sempre per quanto riguarda la sicurezza importante che vengano sia informati che formati, con corsi ad hoc, le lavoratrici e i lavoratori delle imprese operanti in appalto e di prevedere confronti specifici tra i Rls dell’azienda appaltante e i Rls delle imprese operanti in regime di appalto, qualora se ne riscontri l’utilità e la necessità.

Ora la parola passa alle assemblee dei lavoratori per arrivare brevemente al varo definitivo della piattaforma, per essere presto presentata all'Anfao, l'associazione imprenditoriale del settore aderente a Confindustria, ed iniziare così le trattative.

Cgil Torino, eletta la nuova segreteria

Gio, 17/01/2019 - 15:21

Oggi, 17 gennaio, si è riunita la nuova assemblea generale della Cgil di Torino, per l’elezione della nuova segreteria. Hanno votato 107 su 125 aventi diritto: 97 i voti favorevoli, contrari 8, una scheda bianca e un astenuto. Oltre a Enrica Valfrè, rieletta segretaria generale al congresso, comporranno il nuovo organismo Costanza Vecera e Elena Petrosino, entrambe confermate in segreteria, insieme a Federico Bellono e Igor Piotto, nuovi eletti.
 

Federconsumatori, Emilio Viafora rieletto presidente

Gio, 17/01/2019 - 15:13

Si è concluso a Rimini, il 16 gennaio, l’VIII congresso nazionale della Federconsumatori, nell’ambito del quale è stato rieletto, in qualità di presidente nazionale, Emilio Viafora.

“Il congresso nazionale si svolge in una situazione particolarmente problematica nella vita del Paese, attraversato da profonde pulsioni che, partendo dal crescente malessere e dalle disuguaglianze che si sono prodotte nella società, rischia di regredire sia sul versante economico-sociale che su quello democratico e della libertà”, afferma il dirigente sindacale.

“La preoccupante avanzata di sovranismi e nazionalismi, la sfiducia crescente nei confronti delle Istituzioni, il malcelato attacco alle forme di rappresentanza: sono solo alcune delle sfide che l’attuale contesto italiano ci pone. Sfide a cui dovremo rispondere in maniera attente, attive a preparata, facendoci promotori del ruolo delle Associazioni dei Consumatori come vero e proprio presidio di legalità. In tal senso, sosterremo una profonda riforma del Codice del consumo, per renderlo capace di affrontare le nuove sfide del consumerismo e dare risposta ai nuovi diritti nell’era digitale, assicurando la possibilità di promuovere in modo semplificato la class action", prosegue il sindacalista.

"L’obiettivo che ci poniamo nei prossimi anni è quello di dare risposte sempre più aderenti alla complessità dei problemi, delle opportunità e dei nuovi diritti che riguardano le nuove generazioni. Sono loro, infatti, che accanto ai soggetti vulnerabili vivono sulla propria pelle una caduta di aspettative e vengono deprivati della possibilità di esprimere fino in fondo il loro potenziale cognitivo e creativo. Verso di loro dobbiamo mettere a disposizione tutte le energie dell’Associazione”, conclude Viafora.