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Aggiornato: 5 hours 15 min fa

Padova, ancora un incidente sul lavoro

Gio, 17/01/2019 - 07:20

Alle 6.40 di ieri, mercoledì 16 gennaio 2019, durante il suo turno Perić Slavisa, un operaio addetto alla granigliatrice di 65 anni, dipendente delle Fonderie Zen di Padova dal 2005, ha avuto un incidente sul lavoro ed è stato portato d’urgenza in ospedale dove è stato sottoposto ad un intervento chirurgico per tentare di salvargli le dita della mano.

“Quella della granigliatrice è una postazione usurante già segnalata all’azienda da tempo, vista anche l’età dell’operaio - commenta Loris Scarpa, segretario generale della Fiom di Padova - ma purtroppo si è dovuti arrivare a questo incidente. Non è possibile che non passi giorno senza morti e feriti sul lavoro. Nei prossimi giorni, assieme alle altre organizzazione sindacali, valuteremo le iniziative locali da intraprendere per ridare dignità ai lavoratori nei confronti delle aziende e della Regione Veneto, che non sta adempiendo agli impegni presi l’anno scorso dopo il tragico incidente alle Acciaierie Venete. Sottolineiamo, inoltre - conclude Scarpa - l’importanza della partecipazione alla manifestazione nazionale del 9 febbraio 2019 a Roma contro la legge di stabilità appena varata che, fra le altre cose, taglia i fondi sulla sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro".

Medici «in via d'estinzione», cresce la protesta

Gio, 17/01/2019 - 07:00

Tutti contro l'emendamento 687. Una norma di modifica alla pasticciata legge di Bilancio che rinvia, di fatto sine die, il rinnovo del Ccnl 2016-2018 della dirigenza medica e sanitaria (parliamo di 130mila professionisti), contratto scaduto nel 2008, quindi da ben 11 anni. Basterebbe questo a giustificare la mobilitazione che i sindacati dei medici hanno rilanciato in questo avvio di 2019 e che si apre oggi, 17 gennaio, con un presidio sotto il ministero della Pubblica Amministrazione (ore 11), per proseguire poi con gli scioperi, il primo già calendarizzato per il 25 gennaio.

Basterebbe, ma in realtà c'è molto altro. Per esempio ci sono le assunzioni bloccate da anni, con il personale medico che è ridotto all’osso. La Fp Cgil stima ad oggi una carenza di 7mila camici bianchi. E il quadro, in assenza di interventi, è destinato a peggiorare rapidamente.

In questo contesto è arrivata poi la "mazzata" dell'emendamento 687: "Alla faccia della Corte costituzionale, che dal 2015 ha dichiarato incostituzionale il blocco contrattuale, e dello stesso presidente della Repubblica", commentano all'unisono tutte le sigle dei sindacati medici, che aggiungono: "Nel solito copione, che toglie significato al termine stesso di cambiamento, un governo che si dice nuovo continua ad agire contro il Ssn, beffando anche quel 'San Contratto' che lo ha fatto nascere".

Ma, arrivato a questo punto, il servizio sanitario nazionale è a "rischio collasso". Ne è convinto Andrea Filippi, segretario generale della Fp Cgil Medici: "I pronto soccorso sono bloccati e le liste d'attesa sono illimitate, perché sono stati depauperati i sevizi i territoriali - afferma - Negli ospedali le guardie mediche devono seguire fino a 400 pazienti, si accorpano servizi di guardia medica in località diverse, anche da decine di chilometri di distanza".

Complessivamente, secondo Filippi, mancano 50 mila operatori al Ssn, tra infermieri, medici e veterinari, e questo "è avvenuto per il combinato disposto tra stop del turnover imposto dal governo Berlusconi nel 2010 e blocco del tetto della spesa per il personale (-1,4 per cento), fermo al 2004. La logica imposta in momenti di crisi economica europea non è mai stata interrotta, anche quando in realtà il prodotto interno lordo è ricominciato a salire". 

Ast: Rsu Fiom, potenziare i controlli

Mer, 16/01/2019 - 17:54

"L‘incendio scoppiato stamattina presso il reparto PIX2 nell’impianto BA3 mette ancora una volta in evidenza quanto sia importante vigilare in termini di ambiente e sicurezza all’interno del sito di Ast. Come delegati, siamo subito intervenuti sul luogo, verificando in primis che non ci siano state conseguenze per i lavoratori coinvolti". Così la Rsu Fiom Ast.

"Ad oggi, non siamo stati ancora informati dall‘azienda e non sappiamo né la causa né le dinamiche dell’accaduto che, a nostro avviso, poteva avere conseguenze più gravi. Riteniamo grave e incomprensibile tale atteggiamento, in quanto potenziare i controlli sulla sicurezza, evitare che ci siano emissioni incontrollate è di vitale importanza, sia per i lavoratori che operano all’ interno dell’ acciaieria, sia per i cittadini ternani", conclude il comunicato sindacale.

                                                                

Polizia penitenziaria, la propaganda cela contraddizioni

Mer, 16/01/2019 - 17:52

“Un’operazione propagandistica, una vuota speculazione mediatica, che nasconde le gravi condizioni in cui versa la Polizia penitenziaria”. Così la Fp Cgil stigmatizza la gestione dell’arresto di Cesare Battisti (dalle foto del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede con la giacca della Polizia penitenziaria al video diffuso su Facebook sui retroscena dell’arresto), nel sottolineare le difficoltà con cui fa quotidianamente i conti il corpo. La cronaca degli ultimi giorni, spiega la Fp Cgil Polizia penitenziaria, “ha reso evidente al Paese tutte le contraddizioni entro le quali chi opera nel sistema carcerario si trova quotidianamente di fronte. La voglia sfrenata di offrire ai cittadini una passerella per i media dove far sfilare i vertici politici del ministero della Giustizia e quelli istituzionali del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha prodotto un risultato pessimo, criticato da più parti”.

La Fp precisa che “per noi non è in discussione il concetto della certezza della pena e il rispetto delle sentenze, più volte ribaditi, così come non è in discussione, sempre per noi, il principio costituzionale della finalità che la Costituzione affida alla pena detentiva. Ma anche per questo non troviamo giustificazioni ad una operazione mediatica vuota, fine a se stessa. Se uno spiegamento così importante di personale di polizia penitenziaria, ben equipaggiato, dotato di armi e nuove divise mai viste prima, intendeva rappresentare la presenza dello Stato nella sua forma più severa, il risultato ottenuto è stato, a nostro giudizio, non solo contrario a gli obiettivi che si perseguivano, ma addirittura dannosi per le stesse condizioni in cui operano i poliziotti penitenziari. Gli stessi ai quali, ad esempio, quegli equipaggiamenti vengono negati per carenza di risorse, gli stessi che, osservando le decine e decine di colleghi impegnati in questa operazione, oggi, come ieri e purtroppo come domani, si ritrovano ad operare nelle sezioni detentive in condizioni di estremo disagio, in una situazione di sotto organico, senza diritti certi da esigere”.

“Noi siamo certi - prosegue - che questo voler apparire intendeva distogliere l'attenzione da problemi ben più grandi e che celi un vuoto pneumatico. Un vuoto, ormai profondo, riguardante la  formazione  del personale, la tutela dei diritti, la sicurezza sul lavoro e i riconoscimenti contrattuali e salariali. Desideriamo un altro approccio, quello del rispetto incondizionato del lavoro svolto costantemente,  silentemente e soprattutto con elevata professionalità dalle donne e dagli uomini della Polizia. Quello stesso lavoro che, ad esempio, tutti i giorni viene sottoposto a verifiche disciplinari da parte del Dap che chiede loro rispetto delle norme, dei regolamenti, anche quando questi riguardano il delicato rapporto fra i diritti dei lavoratori della polizia Penitenziaria, le finalità della pena detentiva, il rispetto della dignità di tutti”.

I fatti che hanno accompagnato la gestione dell’arresto di Battisti sono per la Funzione Pubblica Cgil Polizia Penitenziaria “l'ennesima prova che dietro questa inspiegabile fascinazione per la divisa da parte di ministri della Repubblica, dietro questa ‘pelosa’ e falsa attenzione per gli uomini e le donne delle forze di Polizia, si nasconda un sostanziale disinteresse nei confronti delle loro reali condizioni di vita e di lavoro. Meno ipocrisia, più investimenti, rispetto dei diritti contrattuali, pieno riconoscimento delle libertà sindacali e politiche, rinnovo del contratto di lavoro. Questo un Ministro deve fare, questo un’amministrazione deve chiedere per i suoi uomini e le sue donne in divisa. Ieri hanno fatto altro. Ad altri interessi rispondeva quel teatrino”, conclude la Fp Cgil Polizia penitenziaria.

Anello ferroviario: sindacati, fermo cantiere inaccettabile

Mer, 16/01/2019 - 17:40

L'annuncio del commissario straordinario della Tecnis di sospendere i lavori dell'anello ferroviario a Palermo  lascia interdetti i sindacati degli edili.

“Noi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale sul fermo del cantiere. Che il cantiere vada da mesi a rilento è un fatto certo ma dal commissario non abbiamo ricevuto nessun avviso di sospensione dei lavori – dichiarano i segretari provinciali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Ignazio Baudo, Paolo D'Anca e Piero Ceraulo –. Il nostro auspicio è che avvenga al più presto la vendita del complesso aziendale, per fare ripartire la produttività e aumentare i livelli occupazionali. Interrompere il cantiere significa mettere Rfi in condizione di rescindere il contratto. E per noi va garantita la continuità produttiva. Il governo si prenda le sue responsabilità e intervenga per eliminare le problematicità che potrebbero portare alla sospensione del cantiere. Rimaniamo in attesa di comunicazione formali e siamo pronti a muoverci con una mobilitazione per portare avanti le nostre rimostranze. I ritardi della vendita non possono essere scaricati sui lavoratori con il fermo del cantiere. Per noi è inaccettabile”.

Call center: 17 gennaio presidio Almaviva Catania

Mer, 16/01/2019 - 17:35

Mentre a Roma si terrà un appuntamento al Mise proprio sul tema de co.co.co nei call center, i lavoratori a progetto di Almaviva Catania che si occupano dell’outbound, organizzeranno una presidio di protesta di fronte la prefettura del capoluogo etneo, giovedì 17 gennaio alle ore 10. La manifestazione è organizzata da Slc, Fistel, Uilcom e Ugil e per quanto sia locale, assume una valenza nazionale perché è proprio Catania la città con il numero più alto di lavoratori che devono fare i conti con una situazione insostenibile che conduce,  in alcuni casi e su alcune commesse, a compensi non solo al di sotto della soglia di povertà, ma addirittura della dignità: meno  di 200 euro dopo un mese di lavoro, seppure part time a 4 ore. “I contratti di collaborazione degli operatori outbound dei call center non sono semplicemente dei contratti precari ma sono tra i più precari in assoluto”, spiegano lavoratori e sindacati. 

Palermo: fumata nera sulla Bolognetta-Lercara

Mer, 16/01/2019 - 17:17

Bolognetta-Lercara, incontro al Mise sulla crisi nei cantieri della Cmc. Sindacati insoddisfatti. “Tempi lunghi, nessuna soluzione individuata per gli stipendi né per la ripresa dell'opera”. Lo stato di agitazione continua. Si parla di cig straordinaria

Si profilano tempi lunghi per la risoluzione della crisi, è stato tutto rinviato a incontri successivi, non sono state individuate soluzioni immediate ma c'è un rimpallo di responsabilità tra la Cmc di Ravenna, il consorzio Integra e la società di progetto, la Bolognetta scpa, rispetto ai pagamenti dei lavoratori”. E' la dichiarazione dei segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, Ignazio Baudo, Francesco Danese e Francesco Piastra rispetto all'incontro che si è svolto oggi al Mise con l'azienda, l'Anas, i sindacati e la Regione siciliana.

I sindacati al momento confermano lo stato di agitazione e la sospensione dello straordinario e della reperibilità. L'azienda chiederà al Tribunale la proroga di 70 giorni per presentare il piano concordatario. E questo slittamento dei tempi avrà refluenze sulle scelte relative all'operatività dei cantieri da parte della Cmc e delle aziende partecipate.

Un incontro che non ha prospettato, secondo i sindacati, alcuna soluzione alle difficoltà in corso nei cantieri di Palermo e della Sicilia investiti dalla crisi della Cmc, dal 7 dicembre scorso in concordato preventivo. “Abbiamo assistito a un gioco delle parti tra le imprese – aggiungono i sindacati - Abbiamo richiamato la Cmc alle sue responsabilità e anche il Mise ha preteso risposte in merito ai pagamenti. La pressione nostra e del ministero è stata forte, aspettiamo risposte sui pagamenti entro le prossime 48 ore. Per la continuità occupazionale è stato tutto demandato a un incontro tecnico sui cantieri che si svolgerà prossimamente con Anas per fare il punto sulla situazione siciliana. Al momento non emergono soluzioni”.

Feneal, Filca e Fillea, oltre che sui pagamenti, hanno incalzato la Cmc anche sulle soluzioni che potrebbero esserci con il subentro di nuovi soggetti. “Ci risulta che in tavoli ufficiali il consorzio Integra abbia confermato ad Anas l'interesse a subentrare nel completamento dell'infrastruttura. La Cmc – spiegano i sindacati - ha detto di disconoscere questa manifestazione d'interesse ma si è riservata di approfondirla e valutarla”. La Bolognetta scpa valuterà assieme al ministero del Lavoro la possibilità di accedere alla cig straordinaria.

Italpizza, Flai Modena: dal 2016 denunciamo contratti irregolari

Mer, 16/01/2019 - 16:40

È dal 2016 che la Flai di Modena ha segnalato alla direzione aziendale Italpizza l’inadeguatezza del contratto nazionale delle pulizie e multiservizi applicato ai lavoratori degli appalti. Tale segnalazione, successivamente inoltrata al ministero dello Sviluppo economico, all’Ispettorato nazionale del lavoro e all’Inps, di fatto, disdice tutti gli accordi di applicazione contrattuale precedenti, che sono stati stipulati nel sito dell’Italpizza, in occasione dei numerosissimi cambi di appalto susseguiti spesso ai crac delle società di manodopera: consorzio Power Log, cooperativa Vega, consorzio Log-Italia, Logifood, Logicamente, Trasmec Log, Service Plus, Evologica, Cofamo.

In particolare, non sono mai stati fatti accordi di passaggio dal contratto dell'industria alimentare al contratto delle pulizie e multiservizi. Inoltre, risulta pretestuoso estrapolare accordi sindacali del passato per farne oggetto di polemica, accordi, peraltro, di cui sono pieni tutti i siti produttivi dell’agroalimentare, spesso stipulati da varie sigle e organizzazioni sindacali, Si-Cobas compresi. Tali accordi sono infatti relativi a cambi di appalto e, ad esempio, non prevedono l’assunzione diretta dei lavoratori come invece dovrebbe avvenire nel rispetto dell’articolo 4 del ccnl dell’industria alimentare.

Le mobilitazioni del 2016 e del 2017, proclamate dalla Flai e da altre categorie della Cgil (scioperi per contestare il lavoro preteso dalle cooperative durante le festività nazionali) denunciavano sia la scorretta applicazione contrattuale sia le condizioni di lavoro a cui erano sottoposti i lavoratori. Inoltre, sempre negli stessi anni ai sindacalisti della Cgil è stata negata la possibilità di tenere assemblee sindacali con i lavoratori in appalto all’interno del sito di Italpizza.

Nell’incontro di due giorni fa, il 14 gennaio 2019, la Flai ha già preannunciato a Italpizza la presentazione di una piattaforma di sito, che chiede il rispetto delle applicazioni contrattuali, al di là delle risultanze delle ispezioni, di cui abbiamo avuto notizia dalla recente interrogazione parlamentare del M5S. La Flai precisa che le irregolarità riscontrate dall’Ispettorato del lavoro sono la conseguenza delle denunce fatte proprio dallo stesso sindacato tra il 2016 e il 2017.

Non ci sono dubbi, quindi, sull’azione della Cgil nel sito Italpizza e sul fatto che si è sempre contrastato sia il sistema degli appalti sia l’estrema flessibilità lavorativa a cui sono sottoposti i lavoratori. Ad oggi, ci sono anche cause legali in corso a tutela dei lavoratori oggetto di irregolarità denunciate dal sindacato.

 

Sispi Palermo, Fiom prima elezioni Rsu

Mer, 16/01/2019 - 16:20

La Fiom si conferma primo sindacato al rinnovo delle Rsu della Sispi, la  società partecipata di palazzo delle Aquile a Palermo, che si occupa dei servizi informatici del Comune e che conta oltre 110 dipendenti. La Fiom ha conquistato due rappresentanti, uno è andato alla Fim Cisl.  “E' un risultato importante,  che conferma il quotidiano lavoro fatto dalle rsu della Fiom. Siamo primi in tante aziende”,  dichiarano Angela Biondi e Francesco Foti della segreteria Fiom Palermo. 

Treofan, Jindal vuole chiudere l'impianto

Mer, 16/01/2019 - 15:41

A Battipaglia (Salerno), sabato 19 gennaio, si svolgerà una manifestazione dei lavoratori dello stabilimento della Treofan, azienda chimica acquisita da Jindal. Alla manifestazione, organizzata dai sindacati di categoria Filctem, Femca e Uiltec, hanno comunicato l’adesione anche i rappresentati delle istituzioni e tanti cittadini, per scongiurare la chiusura del sito industriale. Hanno comunicato la loro adesione anche i lavoratori dello stabilimento Treofan di Terni, per sostenere le posizioni dei loro colleghi campani. A rischio ci sono circa 160 posti di lavoro, diretti e dell’indotto.

Gli incontri della scorsa settimana al ministero dello Sviluppo economico hanno infatti avuto un esito negativo. L’azienda ha lasciato intendere di non avere interesse a preservare l’attività produttiva in Italia. Per la Filctem si è trattato, e si tratta, di “un atteggiamento non rispettoso verso i propri dipendenti, i sindacati, i rappresentati delle istituzioni nazionali e locali”. Un disinteresse che “ha avuto inizio con il passaggio di proprietà del gruppo europeo Treofan al gruppo indiano Jindal”.

Dopo il fermo dei lavori allo stabilimento di Battipaglia e dopo il trasferimento di produzioni e clienti dal sito di Terni, sia in quello tedesco della stessa Treofan sia nello stabilimento Jindal di Brindisi, in effetti, la tenuta del gruppo, almeno di parte italiana, è a rischio. “Tutto questo va immediatamente fermato”, concludono i sindacati.

Kipre: Flai Parma, situazione inaccettabile

Mer, 16/01/2019 - 15:24

Ancora nessuna data utile è stata comunicata dall’azienda per l'incontro con le organizzazioni sindacali sul futuro del gruppo Kipre e la continuità produttiva dei salumifici Siamoci di Marzolara e Langhirano, nonostante la Flai di Parma avesse immediatamente risposto venerdì alla lettera ricevuta dalla società, indicando da subito alcune possibili date e dando anche ampia disponibilità ad ulteriori date possibili. Si tratta, secondo il sindacato degli alimentaristi della Cgil, di una situazione inaccettabile e senza precedenti.

"Sono passati quasi venti giorni da quel 'famoso' 28 dicembre; da allora abbiamo potuto leggere vari comunicati stampa di buoni propositi e lo scorso 11 gennaio abbiamo ricevuto una lettera ufficiale di disponibilità a un incontro. Ma ad oggi, ancora nulla. Riteniamo non più procrastinabile un incontro, occorre dare una risposta alle centinaia di lavoratori, e alle loro famiglie, che ad oggi attendono un riscontro sulla continuità aziendale. Se da un lato, il pagamento degli stipendi nei giorni scorsi ha permesso di stemperare gli animi, oggi vi è la necessità di un tavolo urgente che permetta di gestire la transizione. Gli stabilimenti di Langhirano e Marzolara attendono notizia circa la continuità produttiva", sostiene il comunicato Flai.

"La situazione pare giustificare una procedura concordataria, in continuità con l’attività aziendale. Pertanto, si attende la nomina del commissario per dare immediatezza al confronto sindacale e avere le garanzie occupazionali necessarie. In mancanza di un calendario d’incontri, valuteremo insieme ai lavoratori le iniziative di lotta, non escludendo mobilitazioni congiunte con le strutture Flai degli altri territori coinvolti. La provincia di Parma non si può permettere di perdere un’azienda che dà occupazione a centinaia di lavoratrici e lavoratori diretti e indiretti, e contribuisce all’economia del comparto e del territorio. Per tali ragioni, è urgente che tutti i soggetti interessati compiano ogni sforzo per uscire da questa situazione d’incertezza", cocnlude la nota sindacale.

 

Cgil Livorno: nominata la nuova segreteria

Mer, 16/01/2019 - 15:04

Stamani è stata nominata la nuova segreteria della Cgil di Livorno. Risulta composta da Monica Cavallini, Luisella Aglietti (presidente del direttivo), Nicola Triolo, Fabrizio Zannotti, Patrizia Villa e Fabrizio Musto.

 

Perugia: 18 gennaio iniziativa Cgil «Gli ultimi contro gli ultimi»

Mer, 16/01/2019 - 15:00

“Gli ultimi contro gli ultimi”. È il titolo scelto da Cgil e Spi di Perugia per l’iniziativa che si terrà venerdì 18 gennaio, in vista della Giornata della memoria, presso la sala del Consiglio provinciale di Perugia (in piazza Italia) dalle 9.00. “Come ogni anno la Camera del lavoro, insieme al sindacato pensionati, intende celebrare questa importante ricorrenza con lo sguardo rivolto al presente e al futuro, incontrando le ragazze e i ragazzi delle scuole per partire dalla storia, ma ragionare dell’oggi”, spiega Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia. “E il nostro tempo è purtroppo sempre più attraversato da tensioni e sentimenti pericolosi, che portano spesso a una lotta tra gli ultimi e i penultimi, mentre ricchezze e potere si concentrano sempre più nelle mani di pochi”. 

All’iniziativa promossa dal sindacato, che sarà coordinata da Patrizia Venturini dello Spi Cgil di Perugia e conclusa proprio da Filippo Ciavaglia, interverranno il presidente della Provincia di Perugia Luciano Bacchetta, Amedeo Zupi per l’Anpi, Matias Craverso, coordinatore della Rete degli studenti medi dell’Umbria, e Riccardo Sanna della Cgil nazionale. 

 

Veneto: 18 gennaio sciopero Trenitalia

Mer, 16/01/2019 - 14:50

Dopodomani (18 gennaio) sciopero regionale dei 2.500 ferrovieri di Trenitalia in Veneto, dalle 9 alle 17, con conseguenze sulla circolazione dei treni regionali e sui servizi di stazione. Garantite invece le Frecce, oltre ai treni del gruppo Ntv (Italo) e sistemi territoriali che non sono interessati all'agitazione. Presìdi in mattinata sono previsti nelle stazioni di Mestre e Verona. Tra le motivazioni dello stop, Renzo Varagnolo, segretario generale della Filt Cgil del Veneto, evidenzia in particolare “il forte utilizzo di lavoro interinale ‘usa e getta’, mentre dovrebbero essere fatte assunzioni, e la sottrazione di una quota consistente di lavori di manutenzione a Marghera dirottandoli in altre regioni”.

Corden Pharma, 192 posti appesi a un filo

Mer, 16/01/2019 - 14:32

Il destino dei lavoratori della Corden Pharma, l’azienda farmaceutica di Sermoneta (Latina), è nuovamente in discussione. Il 17 gennaio in Regione Lazio, a Roma, si troveranno ancora una volta di fronte azienda e sindacati alla ricerca di un accordo che possa scongiurare i 192 esuberi annunciati.

Nei giorni scorsi c’è stato un incontro interlocutorio presso l’assessorato al Lavoro alla presenza dell’assessore Claudio Di Berardino. I sindacati hanno ribadito le loro richieste sulle quali Corden Pharma pare fare muro.

I sindacati chiedono equità nei tagli alle retribuzioni, diminuzione del numero degli esuberi, verifiche sulle esternalizzazioni e, soprattutto, prospettive concrete.

Intanto nel pomeriggio del 16 gennaio si tiene un’assemblea in azienda, mentre per il 17 è stato anche proclamato uno sciopero di otto ore. In concomitanza con l’incontro, fuori dalla Regione è prevista la manifestazione dei lavoratori.

Si tratta di una vertenza difficile, che tiene in ansia quasi 200 lavoratori (su complessivi 491), pari al 40 per cento dell’intero personale. Il 9 novembre scorso la Corden Pharma ha annunciato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo, che diventerà esecutiva in questo mese. Per questi esuberi il gruppo non ha previsto finora l’utilizzo di ammortizzatori sociali, anche se ha accettato di valutare la misura, come invece chiesto da Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Ugl Chimici e Confail.

La situazione è ulteriormente aggravata dall’avvio della procedura di concordato in continuità (che aprirebbe la strada, qualora non si trovassero soluzioni, anche al possibile fallimento dell’azienda) di cui il tribunale ha nominato i due “curatori”, dal taglio degli stipendi futuri del 15 per cento e dal pagamento soltanto parziale delle spettanze arretrate. Va rilevata, infine, la mancata presentazione, presso i ministeri competenti, del piano industriale da parte della Corden. Una situazione di crisi molto complicata che, come ha ribadito l’azienda in un comunicato e nell’incontro presso Unindustria Latina il 3 dicembre scorso, non offre altre strade se non quella del concordato in continuità.

Chiusura viadotto E45: Fillea Arezzo, decisione giusta

Mer, 16/01/2019 - 14:19

“La decisione della procura di Arezzo è giusta e doverosa: scongiura la possibilità che si ripeta un dramma come quello di Genova. Rimane l'angoscia e la preoccupazione per lo stato delle infrastrutture nel nostro paese. Conseguentemente, quali risultati abbia prodotto, nel corso dei decenni, il sistema degli appalti pubblici, l'incapacità della politica di riformare il sistema, investendo nelle competenze di chi dovrebbe e deve vigilare sulla qualità delle opere pubbliche, invece che seguire la più facile strada degli appalti al massimo ribasso”. Così Antonella Pagliantini, della Fillea di Arezzo, a proposito del sequestro e della chiusura del viadotto dell'E45, in provincia di Arezzo.

“La E45, chiusa da oggi per iniziativa della magistratura, aveva un grande futuro: collegamento trasversale del paese e segmento della più ampia viabilità europea. Sempre che non ci siano stati difetti di progettazione o di costruzione, abbiamo invece visto una strada piena di buche e priva di manutenzione. Dalla sua apertura, questa strada è sempre stata pericolosa e costante motivo di preoccupazione, soprattutto per coloro che lo usano quotidianamente per lavoro”, continua la dirigente sindacale.

La Fillea si augura che “la decisione della magistratura apra una pagina nuova, sulla quale possa essere scritta una storia diversa per questa strada fondamentale per l'Italia centrale e per la sua economia. Chiediamo che le istituzioni e tutti i soggetti interessati mettano a punto progetti sia di breve termine, per attivare percorsi alternativi, sia di lungo termine, per una radicale ed efficace manutenzione”.

 

Cgil Bergamo: eletta la segreteria

Mer, 16/01/2019 - 13:54

Con l’elezione della segreteria confederale provinciale si è chiuso, oggi, il lungo e articolato percorso congressuale della Cgil di Bergamo, avviato nell’aprile dello scorso anno: con 69 voti favorevoli (5 contrari, 3 astensioni) l’assemblea generale ha eletto Giuseppe Mascioli, Marco Toscano, Angelo Chiari, Andrea Agazzi, Luciana Fratus, Luisella Gagni, Annalisa Colombo. Lavoreranno con il segretario generale Gianni Peracchi, confermato alla guida del sindacato orobico il 31 ottobre scorso, a conclusione della due giorni di dibattito dell’VIII Congresso provinciale. Aveva ottenuto 73 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astensioni (80 votanti, 91 aventi diritto). Per giungere a quell’appuntamento, erano state svolte 1.235 assemblee e, a seguire, 12 congressi di categoria. Ai lavori ha partecipato Daniele Gazzoli, della segreteria della Cgil Lombardia.
 

Afragola (Na): 19/01 manifestazione anti-camorra

Mer, 16/01/2019 - 13:46

Manifestazione anticamorra sabato 19 gennaio ad Afragola, dopo le esplosioni di otto bombe verificatesi negli ultimi venti giorni. Il corteo, promosso dalla Cgil di Napoli con la Masseria Antonio Ferraioli, Libera, Anpi e da altre associazioni del territorio, partirà alle ore 9,30 da piazza Gianturco ad Afragola per raggiungere piazza Municipio.

“Siamo di fronte a una preoccupante recrudescenza degli episodi di criminalità nell'area a Nord di Napoli – sottolinea il segretario generale della Camera del lavoro, Walter Schiavella – e questo rende improcrastinabile una risposta ferma e decisa della società civile. La violenza vigliacca e spietata della camorra, che si è manifestata anche nelle ultime ore a Napoli con la bomba che ha devastato la pizzeria di Gino Sorbillo nel centro storico della città, va fermata subito, mettendo in campo tutte le azioni per reprimere il fenomeno e colpire i responsabili”.

“Invitiamo cittadini, studenti, associazioni, movimenti, comitati, parrocchie – conclude Schiavella – a costruire con noi questa mobilitazione e rialzare tutti insieme la testa. Le strade della città appartengono alle persone per bene, a chi lavora, a chi vive onestamente, a chi rivendica il diritto di vivere e lavorare in questa terra senza avere paura”.

Fp Cgil Medici, sanità pubblica a rischio default

Mer, 16/01/2019 - 13:43

"Il rischio di un default del Servizio sanitario nazionale è uno scenario non improbabile, sopratutto per l'area di emergenza-urgenza, che è la porta di accesso alle cure". A dirlo è Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, rimarcando che "il governo non ha fatto nulla per rifinanziare il Fondo sanitario in termini relativi rispetto al Pil, non si è messa mano neanche agli standard per il Ssn e al piano per il personale. Si vuole tenere il Servizio sanitario nazionale in galleggiamento". Il segretario nazionale sottolinea che "i pronto soccorso sono bloccati e le liste d'attesa sono illimitate, perché sono stati depauperati i sevizi i territoriali. Negli ospedali le guardie mediche devono seguire fino a 400 pazienti, si accorpano servizi di guardia medica in località diverse, anche da decine di chilometri di distanza".

A oggi mancano 50 mila operatori al Ssn, tra infermieri, medici e veterinari, e questo "è avvenuto per il combinato disposto tra stop del turnover imposto dal governo Berlusconi nel 2010 e blocco del tetto della spesa per il personale (-1,4 per cento), fermo al 2004. La logica imposta in momenti di crisi economica europea non è mai stata interrotta, anche quando in realtà il prodotto interno lordo è ricominciato a salire". E così Filippi conclude: "Manca poco al raggiungimento di quella che è stata una lunga lotta per ottenere i risultati economici, ovvero l'aumento contrattuale del 3,48 per cento come tutti gli altri dipendenti pubblici, l'inserimento dell'indennità di esclusività nella massa salariale, una battaglia più culturale che economica. E poi ovviamente la possibilità di sbloccare quelli che sono soldi nostri, i fondi accessori, ingiustificabilmente bloccati dall'articolo 23 della legge Madia".

Ast in sciopero, troppe nubi sul futuro dei lavoratori

Mer, 16/01/2019 - 12:56

C'è troppa distanza tra le parole e i fatti. Le parole di Thyssen che continua a sostenere la strategicità di Ast, le acciaierie ternane (2300 dipendenti diretti) e i “fatti”, con un piano industriale presentato dall'azienda che prevede al contrario un ridimensionamento delle produzioni nei prossimi due anni e un'ulteriore riduzione di personale. Da qui la scelta dei sindacati dei metalmeccanici (Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb) di mettere in campo una prima azione di mobilitazione, con uno sciopero di tre ore che ha fermato la totalità delle produzioni e un presidio davanti al Tubificio, uno dei pezzi pregiati dell'universo Ast, un tempo fiore all'occhiello dell'azienda, ma oggi a rischio di un forte ridimensionamento.



“Vogliamo rimettere al centro dell'attenzione la questione del futuro delle acciaierie ternane – spiega Massimiliano Catini, coordinatore Fiom della Rsu di Ast – perché qualsiasi ipotesi di spezzettamento o di svendita di pezzi della produzione è per noi del tutto inaccettabile”. Per questo, la mobilitazione parla anche al governo: “Serve un incontro al più presto nel quale l'Italia abbia da Thyssen garanzie reali sulla strategicità tante volte annunciata a parole dalla multinazionale, ma poi smentita dai fatti”.

Tra le maggiori preoccupazioni del sindacato c'è la situazione degli appalti, come spiega Stefano Garzuglia, della Fiom Cgil di Terni: “Oltre ad un piano industriale di ridimensionamento, ad una trattativa sull'integrativo che non parte – afferma l'operaio sindacalista – oggi siamo qui in sciopero anche per i colleghi delle ditte terze e degli appalti, un mondo che purtroppo dentro l'acciaierie è fatto di tanti lavoratori che troppo spesso non vengono considerati per il grande apporto che danno a questa azienda”.



In particolare, la situazione più eclatante al momento è quella di Ilserv, l'azienda più grande che opera all'interno di Ast. “Dopo che lo scorso agosto l'appalto per la gestione delle scorie è stato assegnato ad un'altra azienda, la finlandese Tapojärvi Oy – spiega Garzuglia – ad oggi non conosciamo ancora il destino di questi lavoratori, i cui contratti scadono a fine mese”.

Non a caso i lavoratori di Ilserv saranno in sciopero per altre 48 ore consecutive. Una protesta che – come spiega il loro delegato, Fausto Tralascia - punta semplicemente a chiarire quale sarà il loro futuro a partire da febbraio: “Al momento non sappiamo quando e dove dobbiamo andare a lavorare. L'unica cosa che sappiamo è che lo scorso agosto Ilserv ha perso l'appalto per la gestione delle scorie, dopodiché buio totale. Tra 10 giorni ci scade il contratto e vorremmo qualche risposta”.



“Quello di oggi è un primo segnale importante che i lavoratori di Ast hanno voluto mandare all'azienda e al governo – conclude Claudio Cipolla, segretario generale della Fiom di Terni – ma di certo la mobilitazione proseguirà finché non avremo ottenuto impegni chiari sul futuro delle acciaierie, anche per i lavoratori degli appalti. Per questo attendiamo la convocazione da parte del governo, in mancanza della quale siamo pronti a nuove iniziative di lotta”.