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Aggiornato: 5 hours 48 min fa

Gas-acqua, sindacati: in primis, rafforzare le relazioni

Ven, 14/06/2019 - 15:36

Iniziate oggi, a Roma, le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del settore gas-acqua (oltre 48.000 i lavoratori interessati) scaduto il 31 dicembre scorso. Al tavolo di trattativa erano presenti oltre alle rappresentanze sindacali di Filctem Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e tutta la delegazione trattante, anche i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali di Anfida, Assogas, Anigas, IGas e Utilitalia.

“Abbiamo bisogno d'intensificare e rendere più forte il nostro sistema di relazioni industriali; questo, anche alla luce delle trasformazioni industriali - transizione energetica, decarbonizzazione entro il 2025, e la digitalizzazione su tutte - che stanno intervenendo nel settore, insieme a questioni di ordine legislativo, come la legge Daga, l’articolo 177 del Codice degli appalti e il passaggio al mercato libero”. Così hanno detto nei loro interventi i segretari generali di Filctem, Femca e Uiltec, rispettivamente Marco Falcinelli, Nora Garofalo e Paolo Pirani.

“Arrivare in tempi brevi al rinnovo del contratto – hanno concluso i tre dirigenti sindacali –, con la conferma del modello contrattuale che ha permesso una positiva e apprezzata conclusione del precedente contratto, consentirebbe di affrontare tutta questa complessità più uniti, mettendo al riparo dalle difficoltà tutte le parti coinvolte, lavoratori e aziende”.

L’incontro si è concluso con la programmazione degli incontri futuri per giungere prima possibile al rinnovo.

Sciopero metalmeccanici: Ricci (Cgil Campania), nuova stagione di unità

Ven, 14/06/2019 - 14:12

“Quella di oggi è una giornata importante in una nuova stagione di unità, per dire no alla desertificazione industriale nel Mezzogiorno”. A dirlo è il segretario della Cgil Campania Nicola Ricci parlando dello sciopero dei metalmeccanici. “La vicenda Whirlpool è emblematica della crisi che attraversa la Campania. Questo governo non dà risposte, c’è molto attendismo, mentre i lavoratori hanno bisogno di risposte concrete. Siamo stufi del ‘governo del faremo, delle promesse e delle minacce: vogliamo un esecutivo che dia risposte. La Cgil Campania – conclude Ricci – è al fianco dei metalmeccanici a difesa del lavoro. Stiamo correndo il pericolo di una crisi irreversibile. Oggi con lo sciopero, che è una parola di cui bisogna riappropriarsi nel linguaggio sindacale, è la prima vera risposta che il Mezzogiorno deve dare. Tra una settimana saremo tutti a Reggio Calabria a difesa dei diritti, del lavoro, dei giovani e dei pensionati”.

Metalmeccanici in sciopero. «Stufi delle promesse»

Ven, 14/06/2019 - 13:53

“Questo sciopero ha un significato particolare perché la nostra fabbrica, da un giorno all’altro, è stata dichiarata non più strategica per il gruppo. Noi diciamo no alla vendita, vogliamo che l’accordo del 25 ottobre al mise sia rispettato, vogliamo continuare a lavorare e a fare quello che sappiamo fare da 50 anni. La nostra storia, le nostre competenze, professionalità e sacrifici non saranno cancellati con una x”. Chi parla è un operaio della Whirlpool, Raffaele Romano, che insieme ad altre migliaia di persone ha partecipato al corteo di Napoli in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici (i lavoratori sono scesi in piazza anche a Firenze e a Milano). “Con noi – ha spiegato il lavoratore – ci sono i nostri figli: per loro stiamo combattendo per stipendi dignitosi e non per essere sottoposti a ricatti. Voglio ringraziare tutti per la solidarietà che ci hanno portato in questi giorni. E al governo voglio dire che deve mettere in campo politiche di investimento e sviluppo. Il Sud ha bisogno di essere competitivo e non un peso da sopportare e scaricare. La nostra lotta andrà avanti fin quando non ci sarà una marcia indietro da parte di Whirlpool”.

In piazza ci sono anche gli operai della Blutech di Termini Imerese. “Il governo – afferma uno di loro, Vincenzo Comella – deve sapere che non molleremo. Il 21 saremo convocati lo stesso giorno della Whirlpool. Noi in quella sede continueremo a fare la nostra parte perché vogliamo riportare il lavoro a Termini Imerese e per riportare Fca al tavolo della trattativa. Doveva darci delle attività perché non se ne può fare a meno, Termini Imerese deve ripartire”.

“Siamo qui – precisa Iolanda Conte della Schneider di Napoli – per rivendicare la mancanza assoluta da parte di questo governo di una politica industriale per il Mezzogiorno, per denunciare la mancanza di una strategia politica che elimini i vincoli, per dire no alle morti bianche e per difendere i nostri diritti. Ricordiamo al governo l’articolo 1 della Costituzione, che il lavoro stabile deve essere garantito a tutti. I fatti oggi dimostrano che il sindacato è al fianco dei lavoratori e rappresenta la voce del popolo. In piazza non abbiamo bandiere politiche. Basta con queste campagne elettorali, noi rappresentiamo l’intero Sud che vuole garanzie di lavoro certo”.

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Incidenti lavoro, operaio muore a Potenza

Ven, 14/06/2019 - 13:37

Un operaio di 52 anni di Balvano (Potenza), Antonio Grieco, ha perso la vita oggi (venerdì 14 giugno) mentre era al lavoro allo stabilimento Ferrero. L'uomo era dipendente di una ditta che si occupa di eseguire lavori di manutenzione presso lo stabilimento. La Ferrero è chiusa per la festa patronale e gli impianti erano fermi. Il corpo senza vita è stato trovato in uno dei capannoni e non sono ancora chiare le ragioni del decesso. Indagini sono in corso da parte dei Carabinieri.

"Le cause dell'ennesima morte sul lavoro ancora non sono chiare e definite" scrivono i segretari di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil (Vincenzo Esposito, Vincenzo Cavallo e Gerardo Nardiello) della Basilicata. In attesa di conoscere la ricostruzione di quanto è accaduto, le organizzazioni sindacali "sono vicine alla famiglia del lavoratore" ed evidenziano che "la sicurezza nei posti di lavoro si conferma come un'emergenza che non può essere ulteriormente tollerata e richiede misure e azioni efficaci".'

Sblocca cantieri. Cgil, Cisl e Uil Liguria: non torniamo indietro

Ven, 14/06/2019 - 12:56

Si è svolta ieri (13 luglio) la riunione delle segreterie regionali di Cgil Cisl Uil sulla delicata questione del cosiddetto “Sblocca cantieri”. La volontà del Governo è quella di snellire le procedure e accelerare l’esecuzione dei lavori; Cgil Cisl Uil non sono contrarie all’obiettivo, ma al metodo. Secondo le organizzazioni sindacali "le norme volute dal Governo introducono una serie di novità che porteranno a tutt’altra conclusione ed in particolare alla proliferazione dei ricorsi, al raddoppio dei tempi di esecuzione, la deroga ai contratti collettivi e alle norme di sicurezza e la lievitazione dei costi".

Molte sono le questioni che Cgil Cisl Uil pongono all’attenzione dell’opinione pubblica e della politica: dall’indebolimento dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione, all’assenza di una concreta qualificazione di impresa, delle stazioni appaltanti, la messa in discussione della contrattazione collettiva; sono solo alcuni dei temi che rischiano di portare al collasso il sistema degli appalti che vale oltre 300 miliardi a livello nazionale di cui 2 miliardi a livello ligure che potrebbero trasformarsi in opportunità di crescita, sviluppo e buona occupazione. Prima dell’introduzione del Codice degli appalti, fortemente voluto da Cgil Cisl Uil, e che oggi il Governo vuole superare con lo sblocca cantieri, vi sono stati ritardi e difficoltà di realizzazione, basti pensare al nodo ferroviario genovese, calata Bettolo e l’appalto per Grandi stazioni (il rifacimento di Genova Brignole e Principe). Con lo sbocca cantieri si rischia di trovarsi nuovamente con le condizioni che hanno portato grandi opere come quelle sopra citate, a continui rinvii, ritardi e difficoltà di realizzazione di ogni genere. Lo sblocca cantieri infatti reintroduce il massimo ribasso e l’implementazione del sub appalto, creando quelle condizioni che favoriscono il terreno per l’infiltrazione di organizzazioni malavitose presenti, come noto, anche nella nostra Regione. Ed infine non si può non sottolineare come in un Paese ove crescono le morti bianche (già 303 dall’inizio dell’anno) ed infortuni sul lavoro non sia necessario allargare i controlli incrementando le condizioni per una concorrenza sul costo del lavoro.

"Per questi motivi e a tutela del lavoro e della bontà della realizzazione delle grandi opere pubbliche, della certezza dei tempi e dei costi, continua la mobilitazione di Cgil Cisl Uil. Al Governo il sindacato unitariamente chiede di cambiare nettamente posizione, mentre alla Regione Liguria di proseguire il confronto con il sindacato per evitare un ritorno ad un passato caratterizzato da regole selvagge", si legge in una nota.

Re David, in piazza per rimettere al centro lavoro e industria

Ven, 14/06/2019 - 12:55

Si è aperto con il suono di una sirena e un minuto di silenzio il comizio sul palco in piazza Matteotti a Napoli per lo sciopero generale dei metalmeccanici per ricordare i quasi 300 lavoratori morti sui luoghi di lavoro. I metalmeccanici hanno scioperato in tutta Italia con tre grandi manifestazioni in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l’industria, i salari, i diritti e la giustizia sociale.

Il corteo unitario a Napoli, partito da piazza Mancini, è stato aperto dallo striscione dei lavoratori e delle lavoratrici dello stabilimento Whirlpool di Napoli. Nel capoluogo partenopeo sono confluiti i lavoratori di Campania, Lazio, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, con la presenza di tutti i settori metalmeccanici, dall'automotive alla siderurgia, dall'informatica alla cantieristica, dall'aerospazio alle installazioni e all'elettrodomestico.

Dopo un minuto di silenzio, si è esibita l'attrice Rosalia Porcaro con un monologo sulle condizioni delle operaie pensando in particolare alla vertenza Whirlpool. Prima delle conclusioni di Francesca Re David, segretaria generale della Fiom Cgil, sono intervenuti le delegate e i delegati di Whirlpool di Napoli, di Blutec di Tito, di Blutec di Termini Imerese, dell'ex Ilva ora ArcelorMittal di Taranto, della Schneider Electric di Napoli, della TFA ex Firema di Caserta.

Lo sciopero dei metalmeccanici di oggi – ha detto Re David - guarda al governo e alle imprese, guarda alla svalorizzazione del lavoro, alla mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale nel Paese, che sta diventando un terra di conquista delle multinazionali, con la conseguenza che l'Italia sta perdendo la sua ricchezza industriale. Sono 160 i tavoli di crisi aziendali aperti al Ministero dello Sviluppo Economico e sta aumentando l’utilizzo degli ammortizzatori sociali in tutti i settori. Negli anni della crisi, tra i metalmeccanici, si sono persi circa 300.000 posti di lavoro, complessivamente; si è perso circa il 25% della capacità produttiva istallata, in particolare in alcune aree industriali del Sud del Paese”.

“Oggi chiediamo, insieme alle altre organizzazioni sindacali, che l’industria, gli investimenti pubblici e privati e l'occupazione vengano messi al centro degli interessi del Paese. Questo è il primo sciopero generale unitario in tutta Italia con tre manifestazioni. Nel 2005 ci fu uno sciopero generale con manifestazione nazionale a Roma e nel 2007 con manifestazioni territoriali, ma entrambi nell’ambito del rinnovo contrattuale. Lo sciopero di oggi – ha proseguito Re David – è importante per rilanciare la contrattazione collettiva anche in vista del rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici in scadenza a fine anno. Il nuovo Ccnl dovrà valorizzare il contratto in essere, centrando gli obiettivi come l'aumento dei salari, la riduzione dell'orario, l’organizzazione del lavoro anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, la formazione, la tutela della salute e della sicurezza”.

La segretaria generale Fiom ha ricordato, però, che “l'azione dei sindacati è resa difficile dalla legislazione sul lavoro degli ultimi venti anni, che ha frantumato i diritti contrattuali e ha messo i lavoratori in concorrenza uno contro l'altro. Questo governo di fatto opera in continuità con i precedenti, sottraendo diritti al lavoro. Ma c'è una responsabilità delle imprese che hanno contribuito al processo di allargamento e intensificazione della precarietà, ponendo tutto al massimo utilizzo flessibile delle persone per trarre profitto. Occorre in questa fase superare la frammentazione del lavoro ricomponendo la coalizione delle lavoratrici e dei lavoratori che garantisca gli stessi diritti a tutti. I metalmeccanici si assumono la responsabilità di rimettere al centro del dibattito pubblico e politico del Paese il lavoro e l’industria e in questo senso guardano alla prospettiva dello sciopero generale unitario del prossimo autunno”.

Si parla di Sblocca cantieri, ma io dico che il modo per sbloccare i cantieri è uno: finanziare grandi e piccole opere utili al territorio, non liberalizzare il subappalto e il massimo ribasso”, ha poi aggiunto Re David: “Lo sanno, qui come a Roma, i lavoratori degli appalti della sanità. Lo sanno i lavoratori degli appalti di Siracusa, che devono difendere le proprie condizioni e il prefetto dice loro che non possono manifestare perché in estate non possono occupare il suolo pubblico. Noi non siamo un problema di ordine pubblico, siamo il futuro di questo Paese”.

“I lavoratori vogliono contare, continueremo con la manifestazione di Cgil, Cisl e Uil e, io mi auguro, con lo sciopero generale in autunno di Cgil, Cisl e Uil – ha concluso Re David -. Dobbiamo unificare le lotte, siamo dentro uno sciopero unitario e, siccome noi metalmeccanici ci diciamo sempre la verità, diciamo che l'unità di questo sciopero è una conquista per tutti noi. Sappiamo che non è sempre così, che è difficile, che in Fca non siamo uniti, ma che siamo uniti nel rivendicare tutti insieme un tavolo sull'automotive che metta al centro i 200 mila posti di lavoro a rischio in tutto il settore".

Sblocca cantieri, Fillea Sicilia: ci saranno malaffare e ritardi

Ven, 14/06/2019 - 12:48

“La conversione in legge del cosiddetto ‘Sblocca cantieri’ in Sicilia non solo non sbloccherà niente ma aumenterà i rischi di malaffare e di infiltrazioni mafiose”. Lo sostiene il segretario generale della Fillea Cgil Sicilia, Mario Ridulfo, sottolineando che “con questa iniziativa del governo l’avvio dei cantieri subirà ulteriori ritardi, cosa grave per settori come l’edilizia e le costruzioni già piegati nell’Isola da 10 anni di crisi". “Il provvedimento, anche se ridimensionato rispetto alle intenzioni del governo - dice Ridulfo - sospende l’obbligo dei comuni non capoluogo di fare gare attraverso le stazioni appaltanti, riducendo dunque le funzioni dell’autorità anticorruzione, quindi prescrizioni come quella di scegliere i commissari tra gli esperti iscritti nell’apposito albo dell’Anac".

"Si va dunque all’affidamento diretto - rileva Ridulfo - con tutti i rischi correlati”. Inoltre, aggiunge il segretario della Fillea, “si apre la strada alla spesa ‘allegra’. Il ritorno al General Contractor - specifica - comporterà la privatizzazione di fatto della progettazione perché sarà impossibile per una stazione appaltante pubblica priva di personale tecnico portarla avanti. Si aggiunge, cosa grave, la riduzione delle spese per la sicurezza nell’offerta complessiva”.

In “Sicilia – ricorda la Fillea – l’occupazione del settore è crollata in 10 anni del 50%, il lavoro nero è aumentato fino al 40%, cioè un lavoratore su due, analogamente quello grigio, fatto di partite Iva." “I diciotto o ventisette decreti applicativi della legge – sostiene Ridulfo - completeranno adesso l'ingorgo burocratico che nella nostra regione già esiste”. Dalla Fillea Sicilia dunque viene un appello “ad evitare l’ennesimo blocco dei cantieri”. 

In Italia il supercomputer, ma i lavoratori?

Ven, 14/06/2019 - 12:19

È di queste ore la notizia, certamente positiva, che l’Italia, tramite il consorzio Cineca, sarà sede e partner scientifico del progetto per il Supercalcolatore europeo. "Una notizia che esalta il lavoro e le competenze del consorzio Cineca ed in particolare l'impegno che l’insieme dei lavoratori del consorzio hanno offerto - scrive in una nota la Filcams Cgil nazionale - Lavoratori che però oggi vivono una delle fasi più complicate della loro storia".

"Nelle scorse settimane ci sono stati 30 trasferimenti dalla sede romana, collegata alle attività del Policlinico, a quella bolognese - spiega il sindacato - Nel processo di trasferimento si sono decisi modifiche di mansione che disperdono le storie professionali delle persone. Il tutto senza che il confronto sindacale abbia prodotto soluzioni condivise nella gestione del problema". 

Non a caso, i lavoratori hanno aderito in grandissimo numero all’iniziativa di sciopero indetta dalla rappresentanza sindacale romana, consci che il tema del lavoro e dei trasferimenti non era circoscritto al tema “Policlinico”. "La Filcams Cgil - si legge ancora nella nota - ritiene assolutamente necessario che si attivi un’interlocuzione reale con il consorzio ed il Miur sulle prospettive del consorzio Cineca. Nulla è ancora emerso e molte incertezze ancora preoccupano".

Secondo il sindacato, infatti, "le professionalità che vivono e operano in un’azienda strategica come Cineca, così come dichiarato dal ministro Bussetti in relazione all’assegnazione del progetto del Supercalcolatore Europeo, non possono vivere una condizione di dialogo dimezzato e futuro sconosciuto. Troppo spesso - insiste la Filcams - si esaltano le capacità dei nostri lavoratori e troppo spesso ci si dimentica di tutelarle".

"Ci auguriamo che dopo le dichiarazioni del ministro, segua una fase in cui si possa discutere davvero del futuro, delle attività e della salvaguardia delle grandi professionalità presenti in azienda", conclude la Filcams Cgil.

Sicilia, allarme conti mentre si avvicina il giudizio di parifica

Ven, 14/06/2019 - 12:19

Allarme conti della Regione a poche settimane dal giudizio di parifica della Corte dei Conti. A lanciarlo è la Cgil Sicilia, col segretario generale Michele Pagliaro che chiede “una sessione speciale di approfondimento dell’Ars sulla questione finanziaria". “Secondo le notizie che circolano - dice Pagliaro - il Governo ha trasmesso nei giorni scorsi alla Consulta il consuntivo 2018 con un disavanzo di 7 miliardi, da imputare di certo a minori entrate. Questo darà non pochi problemi alla Corte dei Conti nella parifica”. “Doveva essere un bilancio di risanamento e di rilancio dell’economia – commenta il segretario della Cgil -, invece si è dimostrato un bilancio che ha prodotto un aggravamento della situazione deficitaria della Regione con una prospettiva di assestamento lacrime e sangue”.

La Cgil Sicilia rileva che “ci sarà un aumento dell’indebitamento di circa 700 milioni passando dai 6,3 miliardi del 2017 ai 7 miliardi del 2018. Tutto ciò - prosegue - è sintomatico di una gestione che non riesce ad assorbire neanche le quote stanziate per l’ammortamento per il recupero del disavanzo, rendendo di fatto obbligatoria la manovra correttiva”.

Pagliaro sottolinea inoltre che “alla questione finanziaria si aggiunge una questione morale che vede implicati 4 assessori e 16 deputati. Si ha la sensazione che il presidente Musumeci non controlli né la macchina finanziaria, né quella burocratica”. La Cgil sostiene che “ è giunto il momento che i siciliani abbiano piena contezza della gravità della situazione. Va peraltro sottolineato che la richiesta di rateizzazione del disavanzo graverà sulle future generazioni, già ampiamente colpite come dimostra la fuga dei giovani dalla Sicilia”. La Cgil peraltro rileva che “i dati Istat relativi al 1° trimestre 2019 confermano il trend negativo, con una perdita di 36 mila occupati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, di cui 17 mila nell’industria e 21 mila nei servizi. Solo l’agricoltura guadagna 2.000 occupati. Un quadro – conclude Pagliaro - che attesta il tasso di disoccupazione al 22,3%, più del doppio della media nazionale, non c’è certo da rallegrarsi”.

Sciopero metalmeccanici: Re David, Sud al centro della nostra battaglia

Ven, 14/06/2019 - 12:13

“Napoli rivendica la centralità di tutto il Mezzogiorno, senza il Sud questo Paese è fermo”. Lo afferma la segretaria generale della Fiom Francesca Re David al corteo nel capoluogo campano per lo sciopero generale dei metalmeccanici. “Da anni l'Italia assiste alle scorribande delle multinazionali, qui il caso Whirlpool è emblematico di tutta la nostra lotta. Non si può pensare di depredare un territorio e andarsene a fare ricchezza da un’altra parte senza che nessun governo dica niente. Il lavoro non si tocca. il Mezzogiorno è al centro della nostra battaglia, governo e imprese devono rimettere al centro il lavoro”, conclude Re David. (Mattia Carpinelli)

Ex Cbs di Spilamberto, firmato l'accordo per l'affitto d'azienda

Ven, 14/06/2019 - 12:11

Firmati oggi, 14 giugno, dopo una lunga trattativa, gli accordi che garantiscono il passaggio di tutti i 13 lavoratori dello stabilimento ex Cbs di Spilamberto (Mo) alla Saxa Gres di Anagni (Frosinone). Al momento si tratta di affitto di azienda dal fallimento (la Cbs è fallita lo scorso 29 gennaio 2019) con opzione di acquisto entro i 18 mesi dell'affitto. I lavoratori sono stati assistiti nel passaggio dai sindacati Filctem Cgil, Uiltec Uil e Confsal. 

Gli accordi prevedono che i lavoratori rimangano nello stabilimento di Spilamberto e vengono altresì garantiti tutti i diritti acquisiti con la contrattazione di secondo livello, nonché il riconoscimento dell’anzianità lavorativa maturata negli anni. La proprietà, su specifica richiesta dei sindacati, si impegna a garantire gli investimenti necessari al rilancio produttivo dello stabilimento di Spilamberto.  La Filctem Cgil esprime "grandissima soddisfazione" per il risultato raggiunto sulla tenuta occupazionale. 

Sciopero metalmeccanici: a Bologna adesioni oltre il 60%

Ven, 14/06/2019 - 11:51

"Sin dalle prime ore della mattina di oggi si è capito che lo sciopero generale dei metalmeccanici indetto da Fim, Fiom e Uiim è riuscito. I dati che arrivano dalle aziende segnalano linee ferme, reparti produttivi e officine vuote. Possiamo confermare che l’adesione media allo sciopero nelle aziende del territorio di Bologna si colloca oltre il 60%". Così in una nota i sindacati dei metalmeccanici di Bologna.

Inoltre, scrivono le tre sigle delle tute blu, "più di 1500 lavoratrici e lavoratori di Bologna hanno partecipato al corteo di Firenze, raggiungendo la manifestazione con gli oltre 25 pullman messi a disposizione dal sindacato da tutto il territorio metropolitano, con mezzi propri e in treno".

"Fim, Fiom e Uilm di Bologna esprimono grande soddisfazione per la riuscita della giornata di lotta e mobilitazione che arriva dopo una lunga e diffusa campagna di assemblee in oltre 350 aziende del territorio e ringraziano le lavoratrici ed i lavoratori che hanno partecipato alla manifestazione e che hanno scioperato", conclude la nota.

Schiavella (Cgil Napoli): giornata importante per il Mezzogiorno

Ven, 14/06/2019 - 11:49

"Per Napoli e per il Mezzogiorno oggi è stata una giornata importante. La scelta di Napoli come una delle tre piazze dello sciopero generale dei metalmeccanici ha richiamato con forza l’attenzione su un Mezzogiorno che ha bisogno di lavoro" . E' quanto afferma il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella. "Il fiume di tute blu che ha attraversato il centro cittadino - sottolinea Schiavella - ha portato con sé le ragioni di una mobilitazione che parte dalla richiesta di rilanciare un pezzo fondamentale del Paese, colpito dalla crisi e dalla desertificazione industriale" . "Di questa battaglia - conclude Schiavella - sono il simbolo i lavoratori della Whirlpool che hanno aperto il corteo, protagonisti di una vertenza emblematica alla quale é legato il destino non solo di una singola azienda ma di una intera città, una vertenza sostenuta da tutte le forze sociali, istituzionali e politiche napoletane, una battaglia che dobbiamo vincere".

Industria: giù fatturato e ordinativi

Ven, 14/06/2019 - 11:32

Proprio nel giorno dello sciopero generale dei metalmeccanici, arrivano i nuovi dati Istat sull'industria. Dati poco incoraggianti, visto che il fatturato diminuisce in termini congiunturali dell'1%, registrando il primo calo dall'inizio dell'anno, e su base annua perde lo 0,7% nei dati corretti per il calendario. Anche gli ordinativi risultano in flessione sia su base mensile (-2,4%) che annua (-0,2% nei dati grezzi). Pesa il fatturato estero che segna -2,8 su mese e -2,8 su anno a fronte della crescita di quello interno nulla sul mese e +0,4% su anno.

Continua poi il periodo nero per il settore dell'automobile: il fatturato dell'industria italiana di autoveicoli ad aprile perde l'8,6% rispetto al 2018 dopo il -17,8% di marzo. La flessione è del 9,3% per il mercato interno e del 7,4% per quello estero. Per gli ordini la contrazione è maggiore e raggiunge il -11,6%, -9,4% sul mercato interno e -14,4% su quello estero.

Talamone, arrivano le sculture contro la pesca illegale

Ven, 14/06/2019 - 11:02

Sabato 15 giugno appuntamento presso la fortezza di Talamone, dove la Flai Cgil e ETF apporranno il blocco di marmo scolpito da Aurora Avvantaggiato nel museo sottomarino de "La casa dei pesci". Questa iniziativa si inserisce in un progetto già avviato e molto ambizioso come quello del museo sottomarino, che prevede la sistemazione sui fondali di ben 100 opere con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente marino.

“Il blocco, che si unisce ad altri, viene depositato sui fondali antistanti Talamone contro la pesca illegale e a tutela dei diritti dei lavoratori”, spiega Antonio Pucillo della Flai Cgil nazionale. “Si tratta di una iniziativa concreta e simbolica di grande valore: l’arte si incontra con le esigenze di promuovere la tutela della risorsa marina e dell’ecosistema e così quelle che sono vere e proprie opere d’arte, non solo arricchiscono uno straordinario museo marino ma sono anche “blocchi dissuasori” per fermare la pesca non rispettosa delle regole e dell’ambiente”. 

Voci dal corteo di Napoli: Giuseppina / VIDEO

Ven, 14/06/2019 - 10:44

Giuseppina è una lavoratrice della #Whirlpool, insieme alle sue compagne è in sciopero e oggi a #Napoli apre il corteo per lo #ScioperoMetalmeccanici #14giugno2019 #FuturoXIndustria@RedavidF @cgilnazionale @CgilCampania @Cgil_Napoli @fiomnet pic.twitter.com/klCnzUBOqx

— rassegna.it (@rassegna_it) 14 giugno 2019

Genova: azienda multata si rifà sui lavoratori

Ven, 14/06/2019 - 10:38

L'azienda viene multata per "non conformità del servizio" dal committente e cosa fa? Scarica le multe sui dipendenti, attraverso contestazioni disciplinari e trattenute in busta paga da diverse centinaia di euro. Succede a Genova, alla Ladisa, che per il Comune del capoluogo ligure gestisce più lotti della ristorazione scolastica. 

È la Filcams Cgil di Genova a ricostruire la vicenda: "Le lavoratrici - spiega il sindacato - si sono viste attribuire una sanzione che prevede il pagamento in solido rispettivamente di 500 e 250 euro che Ladisa è pronta a trattenere dalle loro buste paga attraverso 'comode rate'. Un metodo vessatorio come questo non è mai stato utilizzato da altre aziende che si occupano di ristorazione sul territorio, un precedente pericolosissimo da bloccare sul nascere".

La Filcams Cgil infatti ha contestato nell’immediato le sanzioni, attraverso una nota durissima recapitata anche all’assessorato competente, mentre parallelamente si è attivata con i propri avvocati per garantire alle lavoratrici assistenza legale. "Contestiamo le cifre addebitate alle lavoratrici sia nel merito che nel principio - spiega ancora il sindacato - l’interpretazione che Ladisa dà degli articolati contrattuali che si riferiscono alle sanzioni disciplinari e l’interpretazione della legge che la stessa cita in risposta alla nostra nota di stigmatizzazione della sanzione, rientrano tra le classiche operazioni che, attraverso la lettura “analitica” delle leggi e del CCNL, Ladisa attua a suo esclusivo vantaggio e a discapito dei propri dipendenti".

"Questo provvedimento disciplinare, che condanniamo senza se e senza ma - insiste il sindacato - rappresenta inoltre un danno enorme per queste lavoratrici, le quali vivono già una condizione di difficoltà economica per via dei part time involontari che subiscono e della sospensione estiva senza alcuna retribuzione prevista dal loro contratto individuale. Un affronto, quindi, anche moralmente e socialmente indegno".

 

Petralia Sottana (Pa), stabilizzati 38 precari del Comune

Ven, 14/06/2019 - 10:30

Sono stati stabilizzati i 38 precari del Comune di Petralia Sottana, in provincia di Palermo. Lo rendono noto Giovanni Conigliaro (Fp Cgil) e Salvatore Badami (Cisl Fp), che hanno seguito l’iter che ha portato alla trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

Il sindaco di Petralia Sottana, Leonardo Neglia, ha espresso soddisfazione per questo risultato, frutto della sinergia fra amministrazione municipale e sigle sindacali. “È una giornata storica - ha commentato il primo cittadino - per questo ente e per questo personale che regge interi uffici”. “È il completamento di un lungo percorso - hanno commentato Conigliaro e Badami - finalizzato a dare certezze a questi lavoratori che da anni garantiscono servizi indispensabili per la cittadinanza”.