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Aggiornato: 4 hours 21 min fa

Legalità, Cgil Napoli a manifestazione regionale contro mafie

Mar, 19/03/2019 - 13:12

“La Cgil di Napoli, con le sue bandiere e i suoi militanti, sfilerà al fianco del popolo di Libera, il 21 marzo ad Avellino, alla manifestazione regionale promossa in occasione della XXIV giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime innocenti. Senza legalità non c'è sviluppo, non c'è lavoro, non c'è crescita del territorio”. Lo afferma Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Napoli. “La partecipazione annunciata di tantissimi giovani – aggiunge Schiavella – deve dare nuova linfa a una cultura della legalità, che va costruita quotidianamente nelle scuole, nei luoghi di lavoro, in ogni città, con sacrificio e impegno”. “Ognuno deve sentirsi protagonista, senza dannosi protagonismi – conclude – di questa importante battaglia di civiltà”.

Legalità, Cgil Napoli a manifestazione regionale contro mafie

Mar, 19/03/2019 - 13:12

“La Cgil di Napoli, con le sue bandiere e i suoi militanti, sfilerà al fianco del popolo di Libera, il 21 marzo ad Avellino, alla manifestazione regionale promossa in occasione della XXIV giornata della memoria e dell'impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime innocenti. Senza legalità non c'è sviluppo, non c'è lavoro, non c'è crescita del territorio”. Lo afferma Walter Schiavella, segretario generale della Cgil di Napoli. “La partecipazione annunciata di tantissimi giovani – aggiunge Schiavella – deve dare nuova linfa a una cultura della legalità, che va costruita quotidianamente nelle scuole, nei luoghi di lavoro, in ogni città, con sacrificio e impegno”. “Ognuno deve sentirsi protagonista, senza dannosi protagonismi – conclude – di questa importante battaglia di civiltà”.

Cgil, Cisl e Uil: bandiere d'Europa fino alle elezioni

Mar, 19/03/2019 - 12:28

Giovedì 21 marzo, presso tutte le sedi e le strutture di Cgil, Cisl e Uil saranno esposte le bandiere d’Europa come “segno di forte identità europeista”. Le bandiere rimarranno esposte sino al 26 maggio, giorno in cui si svolgeranno le elezioni europee.

“I sindacati confederali italiani Cgil Cisl Uil – si legge in una nota unitaria – hanno contribuito fattivamente nella loro storia alla formazione dell’Unione europea pensata come spinta propulsiva a una nuova comunità transazionale che si riconoscesse nei valori della Democrazia, della Coesione Sociale, del Lavoro, dell'Uguaglianza e della Pace”.

“In coerenza con il nostro cammino di sostegno e supporto di questi valori in questi tempi particolarmente delicati su questo versante – prosegue la nota – in occasione del prossimo 21 marzo, data in cui ricorre il patrono d'Europa, si invitano le strutture territoriali e regionali a dare un segno di forte identità europeista, esponendo la bandiera dell’Unione europea al fianco di quelle rappresentanti il nostro Paese e le nostre organizzazioni sindacali, nelle sedi ove questo già non avvenga. Tali bandiere potrebbero restare esposte sino al 26 maggio, giorno in cui i cittadini europei saranno chiamati alle urne per rinnovare le proprie istituzioni democratiche”.

“Testimoniando e chiarendo nelle modalità più opportune – conclude la nota – il nostro rinnovato impegno per un'Unione europea fondata su diritti, lavoro e solidarietà”.

Cgil, Cisl e Uil: bandiere d'Europa fino alle elezioni

Mar, 19/03/2019 - 12:28

Giovedì 21 marzo, presso tutte le sedi e le strutture di Cgil, Cisl e Uil saranno esposte le bandiere d’Europa come “segno di forte identità europeista”. Le bandiere rimarranno esposte sino al 26 maggio, giorno in cui si svolgeranno le elezioni europee.

“I sindacati confederali italiani Cgil Cisl Uil – si legge in una nota unitaria – hanno contribuito fattivamente nella loro storia alla formazione dell’Unione europea pensata come spinta propulsiva a una nuova comunità transazionale che si riconoscesse nei valori della Democrazia, della Coesione Sociale, del Lavoro, dell'Uguaglianza e della Pace”.

“In coerenza con il nostro cammino di sostegno e supporto di questi valori in questi tempi particolarmente delicati su questo versante – prosegue la nota – in occasione del prossimo 21 marzo, data in cui ricorre il patrono d'Europa, si invitano le strutture territoriali e regionali a dare un segno di forte identità europeista, esponendo la bandiera dell’Unione europea al fianco di quelle rappresentanti il nostro Paese e le nostre organizzazioni sindacali, nelle sedi ove questo già non avvenga. Tali bandiere potrebbero restare esposte sino al 26 maggio, giorno in cui i cittadini europei saranno chiamati alle urne per rinnovare le proprie istituzioni democratiche”.

“Testimoniando e chiarendo nelle modalità più opportune – conclude la nota – il nostro rinnovato impegno per un'Unione europea fondata su diritti, lavoro e solidarietà”.

Regione Fvg, senza stipendio i lavoratori in somministrazione

Mar, 19/03/2019 - 12:12

“Denunciamo con forza l’inerzia della Regione Friuli Venezia Giulia nel dare continuità al tavolo avviato con il competente assessorato sulla situazione dei lavoratori in somministrazione presso lo stesso ente. Tutte le nostre richieste di un incontro, sinora, sono cadute nel vuoto”. Lo afferma in una nota il segretario di Nidil Cgil Trieste, Nicola Dal Magro.

“Dopo la sentenza che assegna a una nuova agenzia per il lavoro la gestione dei contratti di somministrazione – osserva ancora il sindacalista –, tale incontro si sarebbe rivelato essenziale per gestire ed essere informati su un passaggio così delicato. Inoltre, era ed è nostra intenzione assicurarci che a tutti i lavoratori venga data continuità occupazionale e comprendere se è intenzione della Regione procedere a nuove stabilizzazioni per chi da anni vive di precariato, un fatto a sua volta a dir poco problematico”.

Come se non bastasse, conclude la nota firmata anche da Felsa Cisl e Uiltemp, “si aggiunge una grave situazione: ai lavoratori non è stato ancora versato lo stipendio di febbraio. Un episodio intollerabile, verificatosi più volte anche negli anni passati, al quale si pensava di aver trovato una soluzione”.

Regione Fvg, senza stipendio i lavoratori in somministrazione

Mar, 19/03/2019 - 12:12

“Denunciamo con forza l’inerzia della Regione Friuli Venezia Giulia nel dare continuità al tavolo avviato con il competente assessorato sulla situazione dei lavoratori in somministrazione presso lo stesso ente. Tutte le nostre richieste di un incontro, sinora, sono cadute nel vuoto”. Lo afferma in una nota il segretario di Nidil Cgil Trieste, Nicola Dal Magro.

“Dopo la sentenza che assegna a una nuova agenzia per il lavoro la gestione dei contratti di somministrazione – osserva ancora il sindacalista –, tale incontro si sarebbe rivelato essenziale per gestire ed essere informati su un passaggio così delicato. Inoltre, era ed è nostra intenzione assicurarci che a tutti i lavoratori venga data continuità occupazionale e comprendere se è intenzione della Regione procedere a nuove stabilizzazioni per chi da anni vive di precariato, un fatto a sua volta a dir poco problematico”.

Come se non bastasse, conclude la nota firmata anche da Felsa Cisl e Uiltemp, “si aggiunge una grave situazione: ai lavoratori non è stato ancora versato lo stipendio di febbraio. Un episodio intollerabile, verificatosi più volte anche negli anni passati, al quale si pensava di aver trovato una soluzione”.

Esuberi al British Council, lavoratori in piazza

Mar, 19/03/2019 - 12:09

È il primo sciopero della loro storia. In realtà gli scioperi sono tre: mercoledì 20 marzo, giovedì 28 e sabato 6 aprile. Ad astenersi dal lavoro sono i dipendenti del British Council in Italia, a motivare la protesta la decisione dell’ente britannico per la promozione della cultura e dell’insegnamento di avviare il 20 febbraio scorso la procedura per 19 licenziamenti per “riorganizzazione”. Immediata la protesta della Flc Cgil, che il 7 marzo ha indetto lo stato di agitazione, proclamando poi le tre giornate di stop (per l’intera giornata) dei dipendenti degli uffici di Roma, Napoli e Milano. Organizzati anche due presìdi davanti alle sedi: nella Capitale il sit-in si tiene alle ore 10 in via di San Sebastianello 16, nel capoluogo lombardo alle ore 13 in via Croce Rossa (angolo via Manzoni).

Flc e British Council finora si sono incontrati tre volte, ma le posizioni non sono mutate. E per mercoledì 20 marzo è previsto un quarto incontro (a sostegno del quale, appunto, sono stati indetti sciopero e presìdi). Nei vertici precedenti “la parte datoriale – spiega la Flc Cgil – ha esposto le ragioni aziendali che hanno prodotto gli esuberi strutturali, presentando un piano industriale per il rilancio dell’azienda unitamente a proposte economiche incentivanti per favorire forme di esodo o accompagnamento alla pensione nei termini previsti dalle norme vigenti”. Il sindacato, invece, ha chiesto “il ritiro dei licenziamenti, perché ritenute non convincenti le motivazioni e non congruenti con le informative precedenti”.

Per la Flc “il piano di riorganizzazione aziendale deve prevedere la ricollocazione del personale, che ha alte professionalità ed esperienza pluriennale, in altre mansioni, a partire dalle nuove posizioni annunciate nel piano industriale”. Il British Council ha in Italia 173 dipendenti, cui si sommano altri 20 con contratti di collaborazione: il piano aziendale, in particolare, stabilisce dieci esuberi nella sede di Milano, sei in quella di Roma e tre a Napoli. “Su mandato delle lavoratrici e dei lavoratori – conclude la Flc – proseguirà la trattativa in sede di esame congiunto per giungere all’obiettivo di un accordo che eviti i licenziamenti sia attraverso il ricollocamento sia valutando tutte le possibilità di fuoriuscita volontaria incentivata”.

Roma Capitale, aperto il confronto sui servizi sociali

Mar, 19/03/2019 - 12:00

Su assistenti sociali e personale del dipartimento politiche sociali si è aperto il confronto tra sindacati e amministrazione di Roma Capitale. Dopo l’avvio della mobilitazione dei lavoratori, con un verbale d’incontro, sottoscritto nella serata di ieri, la complessa vertenza degli operatori dei servizi sociali entra finalmente nel merito.

“Abbiamo ottenuto impegni scritti da parte dell’amministrazione per discutere e risolvere la vertenza entro il 15 aprile. Entro domani avremo un calendario d'incontri sulle singole priorità che abbiamo indicato”, dichiarano Marco d’Emilia, Fp Cgil Roma e Lazio, e Giancarlo Cosentino, Cisl Fp Roma Capitale Rieti. “Per questo abbiamo deciso di sospendere lo sciopero già programmato per il 21 marzo, ma la mobilitazione non si ferma”.

Ieri, infatti, le organizzazioni sindacali hanno firmato, insieme agli assessori Laura Baldassarre (Politiche sociali) e Antonio De Santis (Personale) e al direttore del Dipartimento Giovanni Serra, il documento che dà avvio ai cinque tavoli che dovranno definire le soluzioni, chieste a gran voce dai lavoratori in questi mesi, sui punti critici della vertenza: sicurezza degli operatori, compiti, funzioni e ruoli degli assistenti sociali, assunzioni e stabilizzazione del personale, reperibilità e servizi esterni, complessive condizioni di lavoro del personale del dipartimento.

“Dopo l’esame approfondito delle tematiche poste – si legge nel documento condiviso –, si dà atto dell’urgente necessità di predisporre un serrato calendario d'incontri, finalizzato a trovare soluzioni concrete che possano permettere un corretto impiego professionale del personale dei servizi sociali municipali e di tutto il personale del dipartimento, finalizzando le iniziative da assumersi per un'adeguata erogazione dei servizi. L’amministrazione s'impegna a comunicare le date relative ai singoli incontri entro il 20 marzo. Le organizzazioni sindacali, in ragione dell’apertura del confronto, sospendono lo sciopero proclamato fino all’esito degli incontri stabiliti, che dovranno trovare comunque conclusione entro il 15 aprile, data in cui le organizzazioni sindacali si riservano di decidere la definitiva valutazione”.

“È solo il primo passo – concludono D’Emilia e Cosentino –. I lavoratori pretendono concretezza e tempi certi. Il confronto dovrà portare soluzioni effettive per mettere i lavoratori in condizioni di operare al meglio e far funzionare correttamente i servizi sociali della Capitale. Se entro metà aprile non ci saranno i risultati attesi, saremo pronti a scendere in piazza”.

 

Dalla Cgil no secco all'accordo tra Asl e Forum toscano

Mar, 19/03/2019 - 11:52

La Cgil Toscana punta il dito contro l’accordo siglato tra le aziende sanitarie della Toscana e il Forum toscano delle associazioni per i diritti della famiglia. Un'intesa - afferma il sindacato - che "preoccupa innanzitutto per l’indebita ingerenza nel 'percorso Ivg'. Oltre alla concessione di un cospicuo finanziamento di 195.000 in tre anni, ci chiediamo a che titolo, nei consultori e nei percorsi di interruzione volontaria di gravidanza, intervenga un'associazione che nel suo statuto contempla, fra le proprie finalità, 'la promozione e la salvaguardia dei valori della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio in conformità al dettato costituzionale' ed afferma il diritto fondamentale di ogni essere umano alla vita ed al rispetto della propria dignità, dal concepimento alla morte naturale'".

La Cgil ricorda che "da anni, movimenti, associazioni di donne e qualche rappresentante istituzionale e delle Asl, stanno disperatamente cercando di far applicare una legge dello Stato, la 194 del 1978, proprio per garantire certezza dei tempi, somministrazione di metodologie innovative di interruzione, contrasto all’abuso dell’obiezione di coscienza che determina allungamento dei tempi delle procedure, anche laddove la legge non ne consentirebbe il ricorso. A fronte di nessuna garanzia di rispetto della legge, si sceglie di contribuire economicamente e con la progettazione di azioni e iniziative da parte di associazioni che contrastano apertamente il diritto di scelta delle donne sulla loro gravidanza".

"Sappiamo quanto la Regione Toscana sia attenta al rispetto dei diritti e della libertà di scelta prevista e consentita dalla legge 194 - prosegue la Cgil -, sappiamo anche che con la recente delibera della Giunta si sia esteso l’accesso alla contraccezione gratuita, proprio per favorire la maternità consapevole. Sappiamo anche della ancora più recente disponibilità offerta al Ministero della salute per costruire anche in Toscana un’apposita app per le neo mamme Happy mamma che accompagna le donne nel percorso nascita". Ma per il sindacato l’accordo siglato con il Forum toscano "appare apertamente in contraddizione con i percorsi citati. Perché consentire loro di intervenire nel percorso Ivg, quando già la legge prevede tutte le tutele di sostegno ed aiuto da parte di personale specializzato: assistenti sociali, psicologi e psicologhe? Qualcosa non torna. Occorrerebbe ripensare rapidamente ruolo e funzione di queste associazioni e sostenere, invece, con maggiori interventi, anche economici, la presenza dei consultori pubblici sul territorio con tutte le strumentazioni e le attrezzature utili a garantirne il buon funzionamento.La libertà di scelta delle donne è il bene supremo da difendere, proprio in ragione di ciò che prevede la legge", conclude la confederazione.

Piemonte: firmato rinnovo integrativo addetti forestali

Mar, 19/03/2019 - 11:18

Ieri, dopo una lunghissima trattativa, tra i sindacati del settore Fal Cisl - Flai Cgil - Uila Uil e l'assessorato all'agricoltura regionale è stato siglato l'accordo preliminare per il rinnovo del contratto integrativo dei circa 500 addetti forestali, impiegati ed operai, della Regione Piemonte, scaduto il 31 dicembre 2011.

Innanzitutto, il testo dell'accordo definisce il percorso per la trasformazione dei contratti, da tempo determinato a tempo indeterminato, riconosce le indennità spettanti alla professionalità messa in campo, nonché i nuovi importi maggiorati, relativi al salario integrativo regionale. Inoltre, prevede la trasformazione in ferie di tutte le quattro festività soppresse, anche quando capitano di domenica, l'integrazione dal 90 al 100% per infortunio, il congedo matrimoniale di quindici giorni per tutti.

L'intesa è stata giudicata positiva da entrambe le parti. Da domani, partono le assemblee divulgative in tutti i vivai e i cantieri forestali della Regione Piemonte, mentre il documento verrà, a breve, ratificato dalla giunta regionale, al fine di consentire la sua piena entrata in vigore.

 

Ministero del Lavoro, sindacati: 20 marzo confermato presidio

Mar, 19/03/2019 - 11:00

Rsu, Fp Cgil nazionale e Fp Cgil di Roma e Lazio confermano per domani, 20 marzo, il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori del ministero del Lavoro in via Veneto, dalle 11, insieme a Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa, Usb-Pi e Flp.

Un incontro, quello di ieri, convocato in extremis dall'amministrazione per scongiurare la protesta. Che non ha portato risposte significative né soddisfacenti alle tante questioni aperte, dalla mancata corresponsione dei buoni pasto, alle trattative per il contratto integrativo e per il fondo delle risorse decentrate (Fua). Istanze fondamentali per l'organizzazione del lavoro, dall'orario, allo smart working, alle progressioni economiche, che devono trovare risposta nell'applicazione del ccnl 2018, fino al tema della salute e sicurezza delle sedi.

"L'incontro di ieri ha dato risposte sommarie e insoddisfacenti, tra cui l'erogazione dei buoni pasto solo a una parte del personale, mentre da otto mesi non vengono distribuiti a tutti. La disponibilità dichiarata dal ministro Di Maio, in tempi ormai lontani, continua a non trovare corrispondenza nei fatti. Manca ancora una programmazione certa degli incontri, che dia corpo al ripristino di corrette, continue ed efficaci relazioni sindacali. Un'indisponibilità al confronto e una mancanza di rispetto verso le lavoratrici e i lavoratori che non accettiamo: domani saremo con loro in presidio sotto al ministero. La mobilitazione prosegue: senza risposte, porteremo avanti la protesta per rimettere al centro diritti e condizioni di lavoro dei circa 1000 dipendenti interessati", dichiarano le sigle sindacali.

Bigelli, ancora poca chiarezza sul futuro

Mar, 19/03/2019 - 10:23

Ancora critica la situazione alla Bigelli, azienda per la lavorazione del marmo di Senigallia. Nonostante le rassicurazioni dell’azienda, alle prese con una forte crisi finanziaria da tempo, la situazione, secondo la Fillea Cgil Ancona, è sempre più preoccupante. “È passato ormai un mese dalla comunicazione ufficiale del gruppo che sarebbe ripartito a breve, ma di ripresa non c’è traccia – dichiara Daria Raffaeli, segretaria provinciale Fillea Cgil –. Dopo questa ennesima attesa e dopo mesi in cui i lavoratori hanno vissuto e continuano a vivere precariamente, dopo i sacrifici degli ultimi 10 mesi, i dipendenti hanno il diritto di avere chiarezza”.

La Fillea Cgil auspica che l’azienda chiarisca la propria posizione garantendo una prospettiva di lavoro, comunicando anche come i lavoratori potranno riavere le retribuzioni arretrate; una condizione che sta generando non pochi problemi nella gestione delle economie familiari di ognuno di loro. Aggiunge Raffaeli: “Dopo oltre un mese di fermo delle attività produttive, è forte la preoccupazione che quella ripresa dichiarata dall'azienda non ci sarà mai. Dunque, i lavoratori non sono più disposti ad attendere ancora e chiedono che l'azienda inizi a pagare gli arretrati degli stipendi: è da due mesi che non vengono fatti pagamenti ai lavoratori che hanno ormai dai 3 ai 6 mesi di retribuzioni arretrate”. In assenza di risposte chiare e certe, conclude Raffaeli, “si decideranno le azioni da intraprendere per fare pressione sull'azienda così da avere certezze. Ogni soggetto, per il proprio ruolo, si attivi per salvare l'azienda più grande della regione del settore del marmo e patrimonio di know-how e professionalità che rischia di scomparire”.

Migranti, un porto sicuro per la «Mare Jonio»

Mar, 19/03/2019 - 09:53

“Basta con la disumanità. Chiediamo che venga dato subito un ‘porto sicuro’ alla nave Mare Ionio". Così Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil, su quello che rischia di diventare un nuovo caso Diciotti. La nave Mare Jonio, battente bandiera italiana, del progetto Mediterranea è ferma al largo delle coste di Lampedusa dopo aver soccorso 49 migranti, tra cui 12 minori, davanti alle coste libiche. Ha destato molte critiche la circolare fatta emanare in tutta fretta nel pomeriggio di ieri dal ministro Salvini, che definisce illegali le operazioni delle Ong che soccorrono i migranti in acque libiche e fanno rotta verso l'Italia. Una circolare giudicata "un'oscenità giuridica" dall'ex sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini.

Si tratta di profughi, aggiunge il sindacalista, "che attendono di essere accolti da un Paese che dovrebbe essere civile, giusto, democratico, solidale e inclusivo”. Dopo momenti di tensione, qualche minuto dopo le 7, la Guardia Costiera ha autorizzato un punto di fonda e la nave si è diretta a ridosso a di Lampedusa dove è arrivata circa alle 7.30, fermandosi a miglio e mezzo dal porto. Poco dopo le 8 la Guardia di Finanza è salita a bordo della nave. L'imbarcazione è scortata da due unità militari. 

“Basta fare propaganda politica sulla pelle dei migranti, è insopportabile - prosegue Massafra - che siano oggetto di strumentalizzazioni o di speculazioni. Continueremo a sostenere tutte le Ong che come la Mediterranea Saving Humans cercano di garantire il principio universale dell’assistenza a ogni uomo e donna la cui vita è a rischio. Sarebbe troppo grave e imperdonabile - conclude Massafra - replicare un nuovo caso Diciotti”.

“La nave Mare Jonio è ferma davanti all'isola di Lampedusa con 49 migranti a bordo, cui vanno garantiti diritti umani e accoglienza. Salvare vite umane in caso di pericolo è un dovere imposto da leggi e convenzioni internazionali. Ieri la nave Mare Ionio del progetto Mediterranea ha salvato 49 persone, tra cui 12 minori, dal naufragio davanti alle coste libiche. Chiediamo che venga dato immediatamente un porto sicuro alla nave umanitaria italiana". È quanto dichiara Francesca Re David, segretaria generale Fiom Cgil.

"Non ha senso questa cinica propaganda del ministro Salvini sulla pelle dei migranti. La direttiva del Viminale, diffusa ieri, oltre all'assurdo d'indicare per la prima volta anche la Libia come porto sicuro, non ha alcun valore giuridico e vìola il diritto internazionale. Per la Fiom, la priorità è garantire lo stato sociale universale, per l'accoglienza e per i diritti“, conclude la dirigente sindacale.

Solidarietà ai migranti e invito all'accoglienza anche dal Centro Pio La Torre: “I porti devono essere aperti – dichiara Vito Lo Monaco, del Centro -. Il Centro Pio La Torre esprime grande preoccupazione per le condizioni delle persone a bordo della Mare Jonio e ne chiede l’immediato sbarco. Salvare chi scappa dalla guerra, chi scappa dalla violenza, chi scappa dalla tortura, chi scappa dalla fame è un obbligo dal quale non possiamo tirarci indietro. Non deve ripetersi un caso Diciotti, le persone a bordo non posso essere tenute in ostaggio e i loro diritti non posso essere violati in nome della sicurezza”.

“Chiediamo al governo regionale – continua Lo Monaco – una presa di posizione sulla vicenda e apprezziamo l’operato del sindaco di Lampedusa, Toto Martello, che ha dichiarato di essere pronto ad accogliere l’imbarcazione”.

RadioArticolo1, i programmi di martedì 19 marzo

Mar, 19/03/2019 - 07:11

RadioArticolo1, i programmi di martedì 19 marzo:

  • ore 09:00 - Voltapagina - Rassegna stampa del lavoro.  Con Davide Colella
  • ore 10:00 - Work in news - L'autonomia differenziata divide. Con Angelo Summa, Cgil Basilicata - L'Italia è omofoba. Interviene Mariarosaria Constabile, Cgil Lucca - Seminare cultura  Parla Laura Riva, Connecting Cultures. A cura di Patrizia Pallara
  • ore 10:30 - Fare Flai - Diritti senza barriere. Interviene Antonio Gagliardi, segretario generale Flai Cgil regionale - Pesca equa in Europa. Con Michele Rossi, segretario generale Flai Cgil Livorno e Lucca. A cura di Giorgio Sbordoni
  • ore 11.00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 11:05 - Speciale - Perché vogliamo l’Europa? Perché vogliamo un’altra Europa? Intervengono Romano Prodi, Emma Bonino, Enrico Letta, Leonardo Becchetti, Chiara Saraceno, Simona Maggiorelli, Nando Dalla Chiesa, Gian Carlo Caselli, Nadia Urbinati, Giulio Marcon, Liliana Segre, Luigi Ferrajoli, Donatella Di Cesare, Eraldo Affinati. In studio Susanna Camusso
  • ore 13:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 15:00 - Consumeradio - Regione che vai, ticket che trovi. Con Salvatore Zuccarello, Cittadinanzattiva - La mappa dell'olio. Interviene Francesca Baldereschi, Slow Food - Etichetta energetica, si cambia. Parla  Davide Sabbadin, Legambiente. A cura di Patrizia Pallara
  • ore 15:30 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 15:35 - Elleservizi - Il sindacato per la sicurezza. L'impegno degli rls contro i rischi da infortunio e malattia professionale. Interviene Marco Bottazzi, coordinatore medico legale Inca Cgil
  • ore 15:45 - Memoradio - Il tappeto del mondo. 75 anni dalla strage di S. Anna di Stazzema. Con Maurizio Verona, sindaco. A cura di Emiliano Sbaraglia
  • ore 16:00 - Gierreelle - Giornale radio del Lavoro
  • ore 16:05 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato - 
  • ore 17:00 - Ellecult - Ostia siamo #Noi. Interviene Alex Mezzenga, Noi Associazione Antimafia - Bergamo Film Meeting, i premi Cgil. Con Alberto Sveldezza, giuria; Alessandro Uccelli, sezione Visti da vicino. A cura di Antonia Fama
  • ore 17:30 - Piazza del lavoro - Il decreto Sicurezza, i profughi e la Costituzione italiana. Parla Silvia Albano, giudice civile del Tribunale di Roma. A cura di Simona Ciaramitaro
  • ore 18:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro

Protesta senza fine: sanità privata ancora in piazza

Mar, 19/03/2019 - 06:53

Spesso i numeri dicono tutto: 12 anni senza contratto, 18 mesi di inutili trattative per il rinnovo. Per i lavoratori della sanità privata italiana la misura è ormai colma, e la mobilitazione per sollecitare Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e Aris (Associazione religiosa istituti socio-sanitari) alla firma prosegue senza sosta. In prima fila stavolta ci sono i 25 mila lavoratori delle strutture accreditate del Lazio (ospedali, Irccs, case di cura, centri di riabilitazione, Rsa, centri territoriali e ambulatoriali), in stato di agitazione già da giorni. Previste tre iniziative a Roma: oggi (martedì 19 marzo) un presidio sotto la sede della parte datoriale Aris, con appuntamento alle ore 11, cui seguiranno mercoledì 20 marzo un sit-in all’ospedale San Carlo di Nancy (alle ore 9) e venerdì 22 una manifestazione davanti alla sede della parte datoriale Aiop (alle ore 9).

Ma si muovono anche gli operatori delle altre regioni. In Puglia martedì 25 marzo si terrà una manifestazione regionale a Bari: l’appuntamento è alle ore 10 presso la presidenza della giunta regionale (in lungomare Nazario Sauro). In Abruzzo e Molise prosegue lo stato di agitazione, con assemblee e volantinaggi nelle strutture private di Aris e Aiop: Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno convocato per il 25 marzo l’attivo unitario dei quadri e dei delegati, durante il quale saranno decise le modalità di prosecuzione della protesta. In Campania, infine, i sindacati sono stati convocati giovedì 21 marzo per un incontro con la Regione: “La pressione del paventato presidio – spiega il segretario regionale con delega al comparto della Fp Cgil – ha avuto il suo effetto, e valutiamo positivamente la convocazione. Ma la mobilitazione è solo rinviata, verosimilmente il presidio si terrà nello stesso giorno e seguirà l’evoluzione dell’incontro. Rispetto al quale intendiamo discutere non solo degli arretrati contrattuali, ma anche delle norme per l’accreditamento e aprire una discussione franca su fabbisogni, piante organiche e campo di applicazione”.

Ma torniamo alla protesta odierna, quella dei 25 mila addetti del Lazio. “Ormai siamo al surreale”, spiegano i segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio (Natale Di Cola), Cisl Fp Lazio (Roberto Chierchia) e Uil Fpl Roma e Lazio (Sandro Bernardini): “Quasi la metà del servizio sanitario regionale è mandato avanti da personale che aspetta da 12 anni un rinnovo di contratto, di questi tempi un’era geologica. In molti casi l’attesa è addirittura di 14 anni, visto che non è stato applicato nemmeno il biennio economico 2006-2007. Nel frattempo sono proliferati i contratti pirata, creando un’ulteriore frammentazione di diritti e salari”. Gli esponenti sindacali evidenziano che “i datori di lavoro, nonostante i profitti che rendono ambitissime sul mercato le strutture sanitarie private della regione, continuano a nascondersi dietro difficoltà di bilancio che non esistono. Sentiamo parlare di rinnovo a ‘zero euro’: una vergogna nei confronti di chi lavora e di chi, pagando le tasse, vede le risorse pubbliche finire in dividendi agli azionisti a fronte di zero investimenti in professionalità e competenze”.

Nel Lazio il 14 dicembre scorso si è tenuto lo sciopero generale dei lavoratori della sanità privata, seguito poi da analoghi stop in Emilia Romagna (28 gennaio), Lombardia (30 gennaio) e Campania (31 gennaio). Ma le manifestazioni a sostegno del rinnovo non hanno prodotto l’esito sperato: le trattative nazionali con le controparti Aris e Aiop, iniziate nel lontano luglio 2017, il 21 febbraio scorso si sono interrotte. “Sono infermieri, operatori socio-sanitari, professionisti tecnici e amministrativi che svolgono servizio pubblico e mandano avanti le attività del servizio sanitario regionale”, continuano i segretari: “Ma che a differenza dei colleghi del pubblico hanno salari, percorsi professionali e tutele ferme. Vogliamo che gli imprenditori si facciano carico di un rinnovo che significa riconoscere il valore del lavoro in sanità, ma che significa soprattutto rilanciare i servizi per la salute delle persone. Per avere una buona sanità c’è bisogno di operatori pagati con un salario dignitoso e messi in condizione di dare il meglio”.

A rimettere in fila quanto successo negli ultimi mesi è Michele Vannini, responsabile sanità della Fp Cgil nazionale. “Ci siamo trovati di fronte alla totale indisponibilità, da parte di Aris e Aiop, a stanziare anche solo un euro per farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto. Per questo siamo arrivati alla rottura delle trattative e alla mobilitazione”, illustra l’esponente sindacale: “Noi non abbiamo mai negato che anche le Regioni debbano fare la propria parte, ma ci sembra francamente esagerato pensare che imprenditori e grandi gruppi del privato, che continuano a fare utili e profitti, non siano disponibili a mettere un euro per rinnovare il contratto dei loro dipendenti, e lo facciano pagare integralmente alle casse dello Stato”. Vannini sottolinea che più volte, nell’anno e mezzo di trattativa, le controparti “ci hanno evidenziato le loro intenzioni di chiedere alle Regioni di farsi carico della questione dei costi, ma non ci avevano mai detto che la loro disponibilità era pari a zero, e che la copertura da parte del pubblico doveva essere integrale. Quindi, in base alla loro teoria, l’ospedalità privata dovrebbe continuare a fare impresa e a guadagnare in un mercato protetto, che garantisce rendite per un periodo di tempo molto lungo, ma poi quando si tratta di rinnovare il contratto dei loro dipendenti chiede che a pagare sia qualcun altro. È un approccio abbastanza disdicevole”.

Cgil: serve equità e progressività, no flat tax

Lun, 18/03/2019 - 18:08

“Invece di affrontare seriamente il tema fiscale, garantendo maggiore equità e progressività, si prosegue con un’idea che non riequilibra le disuguaglianze fiscali. La flat tax è la negazione della progressività e della redistribuzione”. Così, in una nota, la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi.

“Se si vuole intervenire davvero - prosegue - si parta dal lavoro dipendente e dai pensionati aumentando le detrazioni fiscali. È evidente che chi avanza tali proposte ritiene che debbano essere lavoratori e pensionati a pagare ancora il prezzo di un sistema fiscale che sta determinando profonde disuguaglianze e ingiustizie”.

“Il principio è semplice - ricorda in conclusione - chi ha di più paghi di più, e chi non ha mai pagato inizi a farlo. Serve quindi una seria lotta all’evasione e un’imposta contro le disuguaglianze fiscali. Non è possibile che ogni volta che si apre una discussione sul fisco non vengano affrontati questi temi prioritari”.

Blutec: Cgil Palermo, Regione dia risposte a lavoratori

Lun, 18/03/2019 - 17:56

La Cgil Palermo era presente, oggi, 18 marzo, al sit-in davanti alla Regione con gli operai di Blutec. “Una delegazione sindacale è stata ricevuta dai capi gabinetto. Non era quello che ci aspettavamo. Stigmatizziamo l'assenza del presidente della Regione e dell'assessore alle Attività produttive – dichiara il segretario Cgil Palermo, Calogero Guzzetta –. Sulla questione Blutec è calato un inaccettabile silenzio. Dagli arresti dei vertici dell'azienda in poi, la voce della Regione non si è più sentita. Auspichiamo che la giunta chiami al più presto le organizzazioni sindacali per un incontro su Blutec e per riprendere in tempi rapidissimi la discussione sull' area di crisi complessa, che investe la zona industriale di Termini Imerese già da anni”.  

L'aggravarsi della vertenza rimette al centro tutte le questioni irrisolte che riguardano un'area a vocazione industriale ma che, dall'abbandono della Fiat in poi, si è desertificata sempre più nel corso degli anni. “Si deve ripartire da quell'accordo di programma, siglato nel 2014 tra Regione e Mise, cui non è stata data attuazione – aggiunge il dirigente sindacale –. Potrebbe costituire il punto di partenza per rimettere al centro della discussione le attività produttive del territorio termitano, ormai da anni abbandonato totalmente a se stesso”.

Giovedì 21 marzo la Cgil sarà presente con delegazioni di tutte le categorie alla manifestazione cittadina di Termini Imerese, indetta  dalle organizzazioni sindacali dei metalmeccanici e dalle istituzioni. L'iniziativa  si svolgerà alle 9, a piazza della Vittoria. Da lì, partirà un corteo che raggiungerà piazza Duomo. “Riteniamo fondamentale – conclude il sindacalista – il valore della solidarietà di tutte le categorie dei lavoratori agli operai di Blutec e dell'indotto e invitiamo il territorio a partecipare in massa”.

Bergamo, 20 morti sul lavoro nel 2018

Lun, 18/03/2019 - 17:39

“Quelli comunicati dall’Inail come definitivi e certificati rispetto alle denunce di infortuni presentate dai lavoratori sono dati allarmanti". Ad affermarlo in una nota unitaria sono Angelo Chiari per la Cgil, Danilo Mazzola per la Cisl e Saverio Capuzziello della Uil di Bergamo. "Numeri nudi e crudi che ci parlano della quotidiana sofferenza inflitta nella carne viva del lavoro - affermano i tre sindacalisti - Statistiche che, in trasparenza, ci parlano di persone rimaste mutilate, ustionate, invalide per colpa del lavoro, ci parlano anche di nuove drammatiche morti". 

Anche gli Open Data Inail 2018, cioè le denunce di infortuni non ancora certificati come tali, segnalano un alto numero di casi, 14.078 rispetto ai 14.163 del 2017. "Un calo quasi irrilevante, inaccettabile - commentano i tre segretari - Soprattutto, quel che è peggio è che nel 2018 sono stati registrati 20 decessi, 5 in più rispetto ai 15 del 2017". 

"Ora, siamo convinti che tutti insieme, con Confindustria e con i rappresentanti della piccola e media industria e degli artigiani, dobbiamo faredi più su questo tema: è necessario che dentro le imprese si affermino un’effettiva responsabilità sociale e ambientale, relazioni industriali partecipative e una contrattazione aziendale finalizzata anche al miglioramento continuo della sicurezza e degli ambienti di lavoro - concludono Chiari, Mazzola e Capuzziello - Va contrattata e costruita con i delegati sindacali e i Rappresentanti dei Lavoratori alla Sicurezza (RLS) una ‘filiera della sicurezza’ partendo dalle aziende più grandi e che coinvolga fornitori, appaltatoti e subappaltatori, affinché vengano certificate procedure, formazione e diffusione delle informazioni di base. Dobbiamo pretendere la definizione delle procedure di tutte le fasi produttive aziendali. Quello alla salute e alla sicurezza è un diritto primario e insopprimibile. Un diritto che deve entrare nella coscienza civile, nazionale e territoriale di tutti”.

Dal Parlamento

Lun, 18/03/2019 - 17:08

Martedì 12 marzo la Commissione XI (Lavoro Pubblico e Privato) del Senato ha ascoltato in audizione le parti sociali sui disegni di legge nn.310 e 658 (salario minimo orario). Per rivedere la diretta clicca qui.

Nella stessa giornata, nella X Commissione Industria, Commercio, turismo c’è stata l’audizione dei rappresentanti locali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dell'area di Savona nell'ambito dell'esame dell'affare assegnato n.161 (principali aree di crisi industriale complessa in Italia). Per scaricare la memoria unitaria depositata in Commissione clicca qui; per rivedere la diretta dell’audizione clicca qui.

(a cura di Giorgia D'Errico)

Dal Parlamento

Lun, 18/03/2019 - 17:08

Martedì 12 marzo la Commissione XI (Lavoro Pubblico e Privato) del Senato ha ascoltato in audizione le parti sociali sui disegni di legge nn.310 e 658 (salario minimo orario). Per rivedere la diretta clicca qui.

Nella stessa giornata, nella X Commissione Industria, Commercio, turismo c’è stata l’audizione dei rappresentanti locali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl dell'area di Savona nell'ambito dell'esame dell'affare assegnato n.161 (principali aree di crisi industriale complessa in Italia). Per scaricare la memoria unitaria depositata in Commissione clicca qui; per rivedere la diretta dell’audizione clicca qui.

(a cura di Giorgia D'Errico)