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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Aggiornato: 5 hours 56 min fa

Rider: Federconsumatori, incidente Bologna deve riaccendere attenzione

Mar, 11/06/2019 - 18:52

L’incidente avvenuto domenica sera a Bologna solleva di nuovo l’attenzione su un problema troppo spesso dimenticato: la questione della sicurezza e delle coperture contrattuali e assicurative dei rider. Lavoratori invisibili che si aggirano per le strade delle nostre città, senza diritti e tutele adeguate in caso di incidente. Rappresentano il volto dell’efficienza a portata di app, in realtà non sono altro che l’espressione di una vecchia forma di sfruttamento che ha vestito i panni dell’innovazione tecnologica”. Lo afferma Federconsumatori in una nota.

“Pedalando, ogni sera questi ragazzi sempre meno giovani (il caso di Mario è emblematico di come questo tipo di lavoro si stia diffondendo ad ogni età) effettuano consegne di cibo a domicilio, percependo importi irrisori per ogni consegna. Un fenomeno che appare ancora più allarmante alla luce della crescente crisi dei bilanci familiari e dell’avanzare della povertà. Per fare fronte a tale tendenza sono sempre di più i neo-rider che cercano di arrotondare lo stipendio per arrivare con dignità a fine mese”, prosegue la nota.

“Si tratta di un problema che il governo è chiamato ad affrontare con serietà e responsabilità, per dare un contratto, tutele e diritti a questi lavoratori”. Per Federconsumatori, “la collaborazione tra lavoratori, esercenti e consumatori è una chiave di svolta fondamentale per un’evoluzione positiva in tal senso, affinché le forme di tutela ed il rispetto dei diritti possano realmente affermarsi. Per questo invitiamo i cittadini ad un consumo consapevole, ad informarsi sulle condizioni dei lavoratori e sulle modalità con cui vengono effettuati i servizi, privilegiando sempre chi opera in maniera corretta, legale, rispettosa della dignità e dei diritti”.

Liberty House-Magona, Fiom: «L'obiettivo è un accordo europeo»

Mar, 11/06/2019 - 18:37

Si è svolta a Bruxelles, con la presenza di IndustriAll Europe, la riunione dei sindacati dei sei paesi in rappresentanza degli stabilimenti ceduti da Arcelor Mittal al gruppo anglo-indiano Liberty House. Cessione che l'autorità europea per la concorrenza aveva imposto al gruppo anglo-indiano per finalizzare l'acquisizione del gruppo Ilva.

L’obiettivo comune è quello di raggiungere un accordo europeo per la salvaguardia dei siti e dei livelli occupazionali senza prevaricare la legislazione dei diversi paesi e della contrattazione esistente. Un accordo europeo che possa dare garanzie e prospettive agli stabilimenti – le due acciaierie di Galati (Romania) e Ostrava (Repubblica ceca) e gli impianti di finitura della Magona di Piombino, di Flemalle (Belgio), di Dudelange (Lussemburgo) e di Skopje (Macedonia) – in attesa del closing della cessione prevista per fine mese.

“Abbiamo chiesto in via preliminare chiarezza di informazioni su questa operazione, sulla quale, allo stato attuale, non conosciamo molti aspetti”, dice Mirco Rota, coordinatore per la siderurgia della Fiom, presente alla riunione

“Obiettivo comune dei sindacati coinvolti – continua – è un accordo europeo che possa monitorare la fase di passaggio e che possa dare al sindacato a tutti i livelli, da quello nazionale a quello europeo, la possibilità di essere un soggetto in grado di verificare e controllare tutte le fasi future. A maggior ragione in una fase di difficoltà economica che sta colpendo anche il settore siderurgico.” “Occupazione e investimenti – conclude Rota – sono i punti centrali di questa possibile intesa. Elementi necessari per rilanciare lo stabilimento della Magona, da troppo tempo in sofferenza produttiva e di risultato.”

Con Liberty House è previsto un successivo incontro per cercare di arrivare all’accordo in tempi rapidi e subito dopo alla costituzione del Comitato aziendale europeo.

Sciopero metalmeccanici, alla Rivacold stop anche il 13 giugno

Mar, 11/06/2019 - 17:20

“I lavoratori della Rivacold di Vallefoglia, oltre ad aderire allo sciopero generale del 14 dei metalmeccanici, hanno proclamato altre otto ore di astensione anche giovedì 13 giugno”. Ne danno notizia in una nota Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil di Pesaro Urbino.

Diritti, libertà e servizi sociali per l'inclusione

Mar, 11/06/2019 - 17:02

Il 14 e 15 giugno si conclude all’università La Sapienza di Roma la Conferenza nazionale per la salute mentale, che ha visto la grande partecipazione di migliaia di persone, tra operatori, organizzazioni sociali, sindacati, associazioni di familiari e cittadini utenti di servizi, lungo le 31 tappe attraverso cui si è snodata in tutta Italia. Stefano Cecconi, responsabile salute Cgil nazionale, stamattina ai microfoni di ‘Italia parla’, la rubrica di RadioArticolo1, ha tracciato un bilancio dell’iniziativa.

“Tre parole - diritti, libertà e servizi - definiscono il senso della cavalcata che abbiamo fatto e tengono insieme gli obiettivi fondamentali che aveva la ‘180’, la legge Basaglia, che porta il nome del medico psichiatra che l’ha ispirata più di quarant’anni fa. In primis, restituire la possibilità di dare diritti a persone che erano state cancellate dalla comunità, prive di qualsiasi libertà, che erano state rinchiuse. Dal 1978 in poi, proprio grazie a quella legge, è stato possibile impedire che altre persone venissero internate nei manicomi. Parimenti importante è la parola servizi, perché diritti e libertà si affermano solo se concretamente si garantiscono servizi sociali sul territorio alle persone in stato di grave sofferenza mentale, quindi assicurando loro il lavoro, l’abitare, le relazioni umane; insomma, tutto quello che fa cittadinanza e piena inclusione, attuando il modello organizzativo della legge 833, la riforma sanitaria che ha introdotto il servizio sanitario nazionale, sempre nel 1978”, ha affermato il dirigente sindacale.

“Per quanto riguarda i servizi a disposizione di uomini e donne affetti da patologie mentali, oggi la situazione in Italia è a macchia di leopardo, sulla falsariga di quanto avviene con l’Ssn. Con un’aggravante, che la sofferenza delle persone affette da problemi di salute mentale e dei loro familiari è drammatica e quando un servizio non funziona le conseguenze sono disastrose. Per fortuna, abbiamo anche realtà eccellenti, con esperienze come quella del progetto Ero per l’abitare assistito, che il Dipartimento di salute mentale della Asl di Roma ha messo in campo da qualche mese ed è stato riconosciuto come modello anche dall’Unione europea. Un progetto che propone di sostituire il ricovero nei cronicari con l’abitare assistito, con piccole esperienze in alloggi, in cui intervengono anche gli operatori, dove si prova a riprendere nella quotidianità della vita quello che fa recupero, riabilitazione e cura stessa. Ci sono poi esperienze straordinarie in altre realtà, come Trieste, Emilia Romagna, dove i Csm sono aperti h24, festivi compresi, dove il numero di Tso si è ridotto drasticamente. Al contrario, vi sono tante situazioni di abbandono, servizi che sono diventati meri dispensatori di farmaci, con colloqui di una volta al mese con i pazienti: questo, in parte è legato a carenze di personale, in parte a un arretramento culturale che c’è stato negli ultimi anni”, ha osservato il sindacalista.

“È soprattutto un problemi di investimenti: laddove i fondi ci sono, la scommessa dell’integrazione è vincente, altrimenti si arretra, è ovvio; ma c’è anche un problema di riorganizzazione. Ad esempio, in molte regioni si spende una quantità di risorse pazzesca per residenze pesantissime, che diventa l’unica risposta data a pazienti e famiglie, commettendo un errore gravissimo, perché - come per gli ospedali -, non è una questione di posti letto in più o in meno. Un malato di mente ha soprattutto bisogno di vivere la vita quotidiana con gli altri , di non essere isolato. Perciò, occorre riconvertire culturalmente, organizzativamente e professionalmente l’attività di questi servizi. Servono più risorse, che però vanno spese diversamente, con interventi di supporto, che era poi l’obiettivo del Piano sanitario di salute mentale, pari al 5% del Fondo sanitario nazionale, destinato per l’appunto alla salute mentale. Oggi siamo largamente al di sotto di quel 10% cui, secondo l’Oms, dovrebbe ammontare la spesa globale tra sanità e sociale destinata alla salute mentale, soprattutto per prevenire la patologia prevalente, che è la depressione, con interventi concreti da fare, che chiederemo anche a governo e Conferenza delle regioni”, ha concluso l’esponente Cgil.  

 

Whirlpool, ovvero la nuova «questione meridionale»

Mar, 11/06/2019 - 15:02

“La vicenda Whirlpool è solo l'ultima delle crisi che hanno segnato la storia della deindustrializzazione di Napoli e della sua provincia, ma anche dell'intero Mezzogiorno, in una discesa che negli ultimi trent'anni non si è mai arrestata”. C’è rabbia e delusione nella parole che i segretari generali Cgil, Cisl e Uil di Napoli (Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati) hanno steso oggi (martedì 11 giugno) in una nota consegnata al presidente e ai capigruppo del Consiglio comunale, che si è riunito in sessione straordinaria per discutere la vicenda Whirlpool.

“Non una sola ragione è stata addotta dall'azienda per spiegare perché proprio Napoli sia un sito da cedere, quali sono le motivazioni che lo rendono un sito non più idoneo, quale siano le problematicità che rendono le condizioni di costo e di mercato più gravose che altrove”, scrivono i sindacati partenopei: “Quando sentiamo parlare da parte dell'azienda di ‘riconversione’, pensiamo alle tante promesse di riconversione e di reindustrializzazione di cui è lastricata la via che ci ha condotto a questo deserto industriale. Per questo ogni ipotesi di soluzione della vertenza deve prevedere che la Whirlpool resti a Napoli”.

#salviamolawhirlpoolnapoli #ScioperoMetalmeccanici #14giugno2019
Il Presidente del Consiglio Comunale legge il documento finale votato ad unanimità da tutte le forze.
Nel documento si comunica l’adesione alla manifestazione nazionale dei #metalmeccanici del 14 giugno a #Napoli pic.twitter.com/JlP88jcom2

— Fiom-CGIL Campania (@FiomCampania) 11 giugno 2019

Schiavella, Tipaldi e Sgambati evidenziano che “in un'area come quella di Napoli Est, che un tempo non lontano era una delle aree industriali più grandi del Paese e che faceva della città una capitale industriale in Europa con una storia centenaria alle spalle, ormai non restano che pochissimi presìdi industriali”. E sottolineano come “l'idea che terziario e servizi potessero da soli sostituire l'occupazione e lo sviluppo dell'industria, che in molte aree è stato anche sviluppo democratico e civile fronteggiando l'avanzata della camorra sul territorio, si è rivelata in questi anni una tragica illusione, come pure dimostrano fallimenti e chiusure dei tanti centri commerciali che sono sorti spesso proprio nei capannoni dove un tempo sorgevano le fabbriche”.

Per questi motivi la vertenza Whirlpool oggi è una vertenza campale dell'intera città di Napoli. “In ballo ci sono i 430 lavoratori con le loro famiglie, le tante donne che vi lavorano in un territorio in cui l'occupazione femminile è un dramma, le centinaia di lavoratori che anche nell'indotto hanno sviluppato professionalità e qualità in tutta la regione”, illustrano i segretari di Cgil, Cisl e Uil: “Ma in ballo c'è la dignità e il futuro di quello che resta dell'industria e dell'occupazione a Napoli e al Sud. Per questo tutte le istituzioni devono fare la propria parte per mantenere a Napoli quest’importante presenza industriale”.

I sindacati rimarcano come ci sia “un’idea di sviluppo che non è mai decollata”, come i pochi ma necessari “strumenti di politica industriale, come le Zone economiche speciali (Zes) e le Aree di crisi complessa, compresa proprio Napoli Est, tardano a essere messi a regime”. La vertenza dei lavoratori Whirlpool e del suo indotto “ci mette di fronte nella sua crudezza – riprendono i sindacati nella nota – all'intera vicenda di quella che un tempo chiamavamo questione meridionale, che oggi, seppur chiamata in modi differenti, è esattamente la stessa di cento anni fa: una parte del Paese esclusa dallo sviluppo, dove le condizioni di vita di più della metà della popolazione sono al limite della povertà, con un’emigrazione in ripresa, con i giovani che cercano lavoro al Nord e all'estero, con la criminalità padrona di intere aree”.

Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati, in conclusione, ribadiscono che “non possiamo permetterci un passo indietro, anzi, è ormai improcrastinabile che il governo metta Napoli e il Sud al centro di un vero progetto di politica industriale e di sviluppo, necessaria anche per la tenuta democratica dell'intero Paese, piuttosto che inseguire dannose autonomie differenziate”. E assicurano che Cgil, Cisl e Uil “combatteranno questa battaglia con le lavoratrici e i lavoratori di Whirlpool, ma lo faranno consapevoli che deve diventare la battaglia di tutte le istituzioni e i cittadini di Napoli”.

Whirlpool: Fiom, deve rispettare gli accordi

Mar, 11/06/2019 - 14:45

“Il governo dovrebbe far rispettare a Whirlpool gli accordi. Certo, se va via, è giusto che non abbia soldi italiani per andarsene, ma il nostro obiettivo è che rispetti il piano industriale e non chiuda gli stabilimenti”. A dirlo è la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David, intervenendo oggi (martedì 11 giugno) a Torino a margine dell'incontro sul futuro del settore auto organizzato con la Cgil. “Noi abbiamo firmato a ottobre un accordo, c'è stato un lungo percorso in cui il sindacato ha accompagnato il processo di riorganizzazione del gruppo, con sacrifici per i lavoratori e l'uso di ammortizzatori sociali”, conclude l'esponente sindacale: “Ora, dopo sei mesi, Whirlpool annuncia la chiusura di uno stabilimento, guarda caso nel Mezzogiorno”.

Migranti, il 13 giugno la presentazione della campagna "Io Accolgo"

Mar, 11/06/2019 - 14:30

Dare visibilità a tutte quelle esperienze diffuse di solidarietà che contraddistinguono il nostro Paese: dalle famiglie che ospitano stranieri che non hanno più un ricovero alle associazioni che organizzano corridoi umanitari, dai tanti sportelli legali e associazioni di giuristi che forniscono gratuitamente informazioni e assistenza ai migranti a chi apre ambulatori in cui ricevere assistenza sanitaria gratuita e a chi coopera a livello internazionale per accompagnare le migrazioni forzate. È l’obiettivo della campagna ‘Io Accolgo’ che verrà presentata giovedì 13 giugno in una conferenza stampa (presso l’Hotel delle Nazioni alle 12) da un ‘cartello’ di 42 promotori:

A Buon Diritto, Acli, ActionAid, Aoi, Arci, Asgi, Casa della Carità, Cefa, Centro Astalli, Cgil, Ciac, Ciai, Cir, Cnca, Comunità di S. Egidio, Conggi, Ero Straniero, EuropAsilo, Federazione Chiese Evangeliche in Italia-Fcei, Focsiv, Fondazione Finanza Etica, Fondazione Migrantes, Gruppo Abele, Ics Trieste, Intersos, Legambiente, Link-coordinamento universitario, Lunaria, Medici Senza Frontiere, Naim, Oxfam, Rainbow4Africa, ReCoSol, Refugees Welcome Italia, Rete della Conoscenza, Rete Studenti Medi, SaltaMuri, Save the Children Italia, Uil, Unione degli studenti, Unione degli universitari, Unire.

Mise: Landini, i tavoli di crisi sono sempre di più

Mar, 11/06/2019 - 13:09

"Continuano a crescere i dossier al ministero dello Sviluppo economico. E non a caso venerdì c'è lo sciopero generale dei metalmeccanici, che ha al centro il problema dell'assenza di politiche industriali". A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervenendo oggi (martedì 11 giugno) a un incontro organizzato da Cgil e Fiom sul futuro dell'auto: "I tavoli di crisi sono sempre di più, e sono di tanti settori, ad esempio c'è anche Mercatone Uno. E' sotto gli occhi di tutti che il Paese stia arretrando". L'esponente sindacale sottolinea che "se non c'è una politica industriale e non ripartono gli investimenti pubblici, per rivendicare che anche gli imprenditori facciano la propria parte, c'è il rischio di una nuova fase di regressione". E così Landini conclude: "Serve un piano straordinario di investimenti pubblici, senza il quale non c'è crescita del Pil né dell'occupazione, e una politica industriale diversa che possa portare la presenza dello Stato nell'economia".

Trasporto pubblico locale, 13 giugno sciopero in Lombardia

Mar, 11/06/2019 - 12:47

Sciopero giovedì 13 giugno dei dipendenti del trasporto pubblico locale della Lombardia, per quattro ore, per protestare contro i tagli ai finanziamenti al settore, che nella regione valgono 52 milioni di euro (300 milioni a livello nazionale). A indire l'agitazione sono Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, a seguito delle forti preoccupazioni per le ricadute sull'occupazione.

Un caso specifico è quello della Brianza. "Il taglio delle risorse da destinare al trasporto pubblico in Brianza (-30 per cento), oltre a destare serie preoccupazioni sul piano occupazionale si tradurrà in taglio delle corse per i cittadini", spiega la segretaria generale della Filt Cgil Monza e Brianza Sara Tripodi: "Chiediamo alle amministrazioni comunali e ai cittadini di supportare la protesta del personale, manifestare a tagli effettuati sarà troppo tardi, bisogna agire subito. Dal prossimo settembre, infatti, c'è il rischio concreto di veder diminuire anche le corse scolastiche. Di questo passo, alle gare d'appalto del 2020 si sancirà la desertificazione del territorio e il suo isolamento dalle altre province lombarde".

Chiavari: 11 giugno iniziativa su banche 

Mar, 11/06/2019 - 11:37

Mercoledì 11 giugno 2019 alle ore 16,30 a Chiavari presso la sala Livellara, la Cgil del Tigullio e la Fisac organizzano l'incontro pubblico dal titolo "Quasi amici". L’incontro, che ha ottenuto il patrocinio del Comune, ha l’obiettivo di fare un po’ di chiarezza nel rapporto tra chi colloca prodotti assicurativo-bancari e chi li acquista. “In questi anni - scrive il sindacato - , sono innumerevoli gli scandali che hanno attraversato pressoché l’intera galassia bancaria italiana, da banca Etruria al Monte dei Paschi, dall’ormai annosa questione di Carige allo scandalo dei diamanti del Banco popolare. Anche il mondo assicurativo non è stato esente, se pensiamo al crack Ligresti che portò all’assorbimento di Sai Assicurazioni nel gruppo Unipol”. Come fare per cercare di tornare se non amici, almeno “Quasi amici”, da cui il titolo dell’appuntamento, quindi per recuperare almeno una parte del rapporto compromesso in questi anni? L'incontro fornirà l'occasione per ascoltare la voce dei lavoratori dei settori interessati, ma anche dei cittadini-consumatori, che richiedono maggiori tutele. Verrà inoltre richiamato un altro aspetto, spesso ignorato o sottovalutato come lo stress lavoro correlato.
 

Manital: Filcams Calabria, situazione grave

Mar, 11/06/2019 - 11:34

I lavoratori dipendenti della società consortile Manital Idea e delle sue collegate sono fortemente preoccupati per la situazione di crisi nella quale è caduta l’azienda calabrese. Fino ad aprile infatti, la società ha sempre garantito il puntuale pagamento dei salari ai propri dipendenti, impegnati negli appalti di pulizie e sanificazione in diverse strutture pubbliche e private della regione. 

Al momento, però, fa sapere la Filcams Calabria, “la difficoltà maggiore riguarda l’apparato presso Poste Italiane. Le retribuzioni sono ferme ad aprile e, ad oggi, non si intravedono spiragli positivi per lo sblocco degli stipendi”. I lavoratori hanno finora garantito “con grande senso di responsabilità il corretto mantenimento dei servizi”, ma il sindacato ha chiesto ai responsabili di Poste Italiane “un incontro al fine di richiedere il pagamento diretto delle retribuzioni dei lavoratori e ricercare le più idonee soluzioni affinché la situazione rientri nell’ordinarietá”. In assenza di risposte, la Filcams Calabria non escludone “forti ed eclatanti azioni di lotta”.
 

B-Pride: uno sportello contro le discriminazioni sul lavoro

Mar, 11/06/2019 - 10:47

Si chiama Anita Giordano la giovane lavoratrice transessuale barese che, nei giorni scorsi, ha ottenuto un risarcimento dall’azienda che l’aveva licenziata per motivi discriminatori dopo aver ricevuto insulti e offese di vario tipo. Sarà lei a raccontare la sua esperienza durante la conferenza stampa di Cgil Bari e Arcigay Bari in programma domani, mercoledì 12 giugno, alle ore 15 in cgil a Bari (in via Loiacono), durante la quale verrà presentato il protocollo d’intesa “B-PRIDE” il cui obiettivo sarà quello di combattere le discriminazioni sul lavoro legate all’orientamento di genere e all’identità sessuale. L’evento si colloca nel percorso del Bari Pride.

Palermo, finalmente una stagione estiva per il teatro Massimo

Mar, 11/06/2019 - 10:44

“Da anni la Slc Cgil persegue l'obiettivo che la fondazione Teatro Massimo di Palermo sia sopratutto centro di produzione. E uno dei tasselli è la grande importanza di una stagione estiva al Teatro di Verdura. Finalmente questo diventa realtà e ci riempie di soddisfazione perché è anche merito delle nostre rivendicazioni: dal 2020 dal 28 giugno al 23 luglio ci sarà una stagione strutturata di opere, balletti e concerti con produzioni proprie della fondazione  teatro Massimo al Verdura. Questo è quanto ci è stato comunicato”. A comunicarlo è il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso, che aggiunge: “E' un inizio. E' un primo mese rispetto a una stagione di due tre mesi che vorremmo.  Ma è una grande notizia. Una stagione strutturata vuol dire occupazione, sviluppo culturale e maggiore attrazione  turistica. Ma vuol dire soprattutto affermare il principio che il teatro di  Verdura è la nostra Arena di Verona  ed è in condizione di offrire la grande cultura da Napoli in giù”.

Per la Slc Cgil il ritorno di una stagione estiva al Teatro Massimo è di “fondamentale importanza”  soprattutto per i tanti artisti precari del teatro,  che in questo modo  vedono consolidare il proprio lavoro. “Pensiamo in particolare al corpo di ballo relegato, al ruolo di  Cenerentola del teatro, ma anche a quelle maestranze che hanno avuto riconosciuto solo un ruolo  marginale come i lavoratori che realizzano le scene e la sartoria teatrale – aggiunge il segretario Maurizio Rosso -  In questa prospettiva per la Slc si crea la condizione  per il rilancio di un grande corpo dei ballo,  dei laboratori tecnici e della sartoria della fondazione e potremmo avere una stagione di eccellenza della lirica e   della  danza, con opere balletti e concerti prodotti  da noi. Con il coinvolgimento di tutte  le maestranze e gli artisti del teatro. Un'operazione culturale di   grande respiro internazionale in una città città cosmopolita come Palermo”.

Taranto, vigile del fuoco muore sul lavoro

Mar, 11/06/2019 - 09:24

Un vigile del fuoco di 54 anni ha perso la vita nella notte, mentre era impegnato nelle operazioni per domare l'incendio divampato in una masseria nelle campagne tra San Giorgio Jonico e Pulsano. Stando ad una primissima ricostruzione, il vigile del fuoco stava spegnendo le fiamme che avevano avvolto un furgone per il trasporto degli animali. Il fuoco, però, ha deformato il meccanismo di uno portellone che ha ceduto di schianto travolgendolo.

Ancora una vittima sul lavoro, ancora un Vigile del Fuoco, ancora un lavoratore da ricordare non per ciò che ha fatto ma per ciò che non farà più. #taranto #incendio #vvf @FpCgilNazionale @cgilnazionale @fpcgil_internaz @inail_gov
Ciao Antonio pic.twitter.com/SPug5MRwWH

— Cgil VigiliDelFuoco (@FpCgilVVF) 11 giugno 2019

L'uomo è stato subito soccorso e condotto all'ospedale Santissima Annunziata. Ma per lui, purtroppo, non c'è stato nulla da fare. 

 

Tessera onoraria dell'Auser alla prof sospesa a Palermo

Mar, 11/06/2019 - 09:16

Auser Palermo ha consegnato una tessera onoraria alla professoressa Dell'Aria, la docente di lettere che era stata sospesa dal provveditorato per aver 'consentito' agli studenti, in occasione della Giornata della memoria, di evidenziare analogie tra le leggi razziali del 1938 e l’attuale decreto sicurezza.

L'evento si è svolto in occasione della chiusura dell'Anno Accademico dell'Auser Ulite, università della libera età. La professoressa Rosa Maria Dell’Aria, docente di Italiano dell’Iti Vittorio Emanuele III, ha ricevuto dopo il provvedimento di sospensione numerosi attestati di solidarietà dalle scuole di tutta Italia, dai docenti e dagli studenti. Il 24 maggio a Palermo si è svolta una manifestazione per esprimerle solidarietà 

Cgil: parole Mattarella indicano direzione da seguire

Mar, 11/06/2019 - 08:59

“Un intervento importante che oltre ad evidenziare la sensibilità del Presidente della Repubblica indica anche la direzione da percorrere sul lavoro”. Così la Cgil, in una nota, dopo le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri a Ginevra, in occasione della 108ma Conferenza internazionale del lavoro, organizzata per celebrare i 100 anni dell’Ilo.

“Il presidente - sottolinea il sindacato guidato da Maurizio Landini - ha ricordato il ruolo dell’Italia, tra i Paesi fondatori dell’Organizzazione internazionale del lavoro nel 1919, precisando che solo pochi mesi prima in Italia venne sottoscritto il primo contratto nazionale di lavoro che poneva il limite di otto ore quotidiane per le prestazioni dei lavoratori. E, sopratutto, ha ribadito che l'accesso al lavoro rimane una precondizione per l'inclusione sociale e per lo sviluppo dell'individuo. Infatti, la Costituzione italiana, all'articolo 1, pone il lavoro a fondamento della Repubblica, perché ritiene che la persona, la sua dignità, la sua partecipazione creativa, il suo contributo al benessere di tutti, anche delle future generazioni, siano il fulcro di ogni società. E ha aggiunto che il lavoro è una delle più efficaci infrastrutture della pace mondiale”.

“Il capo dello Stato - prosegue la Cgil - ha ribadito inoltre l’importanza e il diritto alla contrattazione collettiva, il bisogno di norme per garantire la qualità del lavoro, il problema dei salari che negli ultimi trentanni sono scesi in modo significativo rispetto al Pil”. Indicativo, infine, per il sindacato di corso d’Italia, “il richiamo nelle parole del presidente ai principi fondamentali affermati dalla Dichiarazione di Filadelfia del 1944: il lavoro non è una merce; la libertà di espressione e di associazione sono condizioni essenziali del progresso sociale; la povertà, ovunque esista, costituisce un pericolo per la prosperità di tutti; la lotta contro il bisogno deve essere continua in ogni Paese”.

Radioarticolo1, i programmi di martedì 11 giugno

Mar, 11/06/2019 - 07:58

Martedì 11 maggio 2019

  • ore 09:00 - Voltapagina - Rassegna stampa del lavoro. Con Davide Colella
  • ore 10:00 - Work in news - Salute e sicurezza prima di tutto. Con Carmelo Franci, Cgil Cagliari - Il futuro dell'auto. Parla Edi Lazzi, Fiom Cgil Torino - Hub per lo sviluppo. Interviene Fabrizio Zannotti, Cgil Livorno. A cura di Patrizia Pallara
  • ore 10:30 - Fare Flai - In Capitanata giovedì scorso altri due braccianti vittime di un incidente stradale mentre raggiungevano i campi. La Flai chiede il trasporto sicuro e legale. Interviene Daniele Iacovelli, segretario Flai Cgil Foggia - La Casa dei pesci contro la pesca illegale. Con Antonio Pucillo, Flai Cgil nazionale 
  • ore 11.00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 11:05 - Italia Parla - Diritti, libertà, servizi. Al via a Roma la Conferenza Nazionale 2019 per la salute mentale promossa da oltre 100 associazioni. Interviene Stefano Cecconi, Cgil 
  • ore 11:30 - Elleesse - Poveri ma poveri. Intervengono Roberto Rossini, Acli, e Luca Fanelli, ActionAid. A cura di Stefano Milani
  • ore 12:00 - Gierreesse - Giornale Radio Sociale
  • ore 12:05 - Elleradio - Lavoratori precari, una sfida da vincere. Intervengono Ilaria Lani, Firenze; Gennario Imbriano, Rsa Anpal Servizi; Martina Pellizer, Rsu Flex Trieste; Maria Giordano Vulcano, Puglia; Francesca D'Alessandro, Nidil. In studio Andrea Borghesi, Nidil Cgil 
  • ore 13:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 15:00 - Consumeradio - In difesa dei clienti truffati. Con Emilio Viafora, Federconsumatori - Patrimonio pubblico allo sbando. Interviene Antonio Giordano, Sunia Napoli - Fermiamo l’inquinamento da plastica. Parla Eva Alessi, Wwf.  A cura di Patrizia Pallara 
  • ore 15:30 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 15:35 - Elleservizi - Sicurezza al primo posto. Interviene Marco Bottazzi, coordinatore medico legale Inca Cgil 
  • ore 15:45 - Memoradio - Terra e memoria. Dove è nata la Costituzione. Parla Giuseppe Masetti, storico e direttore dell'Istoreco Ravenna. A cura di Emiliano Sbaraglia
  • ore 16:00 - Gierreelle - Giornale radio del Lavoro
  • ore 16:05 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato - 
  • ore 17:00 - Speciale - Nuova Ue: l’Italia fuori dal giro che conta. Parla Giuseppe Turani, direttore di Uomini e business. L’intervista di Valerio Bianchi
  • ore 17:30 - Piazza del lavoro - Le imprese sociali del futuro. Con Patrizia Canova, Fondazione Opes-Lcef. A cura di Simona Ciaramitaro
  • ore 18:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro

ArcelorMittal conferma: cig per 1.400 addetti

Lun, 10/06/2019 - 19:13

ArcelorMittal ha confermato ai sindacati dei metalmeccanici l'intenzione di procedere con la cassa integrazione per circa 1.400 addetti dello stabilimento di Taranto (ex Ilva) a partire dall'1 luglio e per 13 settimane. La comunicazione è arrivata nell'incontro che l'azienda, presente con l'amministratore delegato Jehl, ha avuto con Fim, Fiom, Uilm, nazionali e territoriali, presso Confindustria a Roma.

Per Gianni Venturi, segretario nazionale della Fiom, "si è trattato di un incontro insoddisfacente. Alle difficoltà di mercato prospettate da ArcelorMittal abbiamo opposto, come sindacato, un quadro di riferimento che a partire dal 6 maggio doveva esaurirsi con la mancata risalita produttiva a 6 milioni di tonnellate. Dopo 30 giorni ArcelorMittal decide di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per 13 settimane per 1.400 lavoratori in una realtà dove già sono in cassa integrazione straordinaria 1.700 lavoratori, in ragione di una delicata e difficile transizione negli assetti proprietari e produttivi dell'ex Ilva". 

"In ragione di ciò - continua Venturi - abbiamo chiesto ad Arcelor Mittal di valutare e di riconsiderare la scelta, e contemporaneamente di richiedere un incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico per la verifica e il rispetto dell'insieme degli impegni sottoscritti nell'accordo del 6 settembre: impegni che riguardano sia il versante del risanamento ambientale, anche alla luce della prospettata revisione dell'aia, sia gli impegni sui volumi produttivi e i livelli occupazionali dell'insieme della forza lavoro del gruppo. Con ciò intendendo la necessità di attivare immediatamente un tavolo sugli appalti, sui perimetri delle funzioni esternalizzate, sui contratti applicati ai lavoratori in esse impegnati e sulle condizioni relative alla loro salute e sicurezza".

"Infine - ha concluso Venturi - abbiamo chiesto ad ArcelorMittal di avviare concretamente e urgentemente una fase di negoziazione aziendale per accompagnare attraverso di essa e delle risorse dedicate la riorganizzazione dei processi produttivi e il conseguimento degli obiettivi che in quella sede saranno definiti."

Rocca di Papa: sindacati, vicinanza e solidarietà a feriti

Lun, 10/06/2019 - 18:48

"Quello che è accaduto a Rocca di Papa è davvero tremendo. Sapere che i feriti non sono in pericolo di vita ci conforta, ma rimaniamo comunque in apprensione per loro, per i bambini coinvolti e le loro famiglie, cui esprimiamo tutta la nostra vicinanza e solidarietà". Così, in una nota, Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio.

A picco la produzione industriale ad aprile

Lun, 10/06/2019 - 18:34

Tonfo della produzione industriale in Italia ad aprile che cala dello 0,7% rispetto a marzo e dell'1,5% su base annua. Secondo i dati diffusi da Istat, crolla in particolare la produzione italiana di autoveicoli con un -17,1% ad aprile rispetto all'anno precedente nei dati corretti per gli effetti di calendario. Ma rispetto ad aprile 2018, risultano in flessione 13 settori su 15, ai quali corrisponde un peso pari a quasi l'80% dell'industria.

“I dati che oggi ha fornito l'Istat non fanno che confermare, purtroppo, quanto andiamo sostenendo sullo stato dell'economia italiana – commenta Emilio Miceli, segretario nazionale della Cgil –. Del resto, ogni giorno facciamo i conti, nel nostro lavoro, con aziende che vanno in crisi, o che delocalizzano le produzioni, o che cessano l'attività. E dietro ad ognuna di queste ci sono lavoratrici e lavoratori che perdono il loro lavoro, o che sono costretti a sopravvivere attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali”.

“Al ministero dello Sviluppo economico i tavoli di crisi aumentano, interessando oltre duecentomila lavoratori, mentre a quello del Lavoro registrano il +78% di cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività - aggiunge Miceli -. Un quadro talmente grave, come dimostra il calo del 17% della produzione di autoveicoli dell'ultimo anno, che non può essere affrontato con i pannicelli caldi rappresentati dalle strategie, a zero contenuto di cambiamento, sin qui adottate dal governo”.

Secondo il segretario Cgil, “occorrono interventi strutturali e una seria politica industriale, come stanno chiedendo da mesi le mobilitazioni sindacali e come faranno i metalmeccanici venerdì prossimo”. “Il governo la smetta di descrivere un Paese che non c'è - conclude Miceli - e avvii un serio confronto con le parti sociali per uscire da una situazione che appare ai più senza ritorno”.