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Rassegna.it - lavoro, politica ed economia sociale
Aggiornato: 4 hours 26 min fa

Autonomia differenziata, 19 marzo convegno Cgil Basilicata

Lun, 18/03/2019 - 10:33

Si terrà a Potenza martedì 19 marzo alle ore 16.3,0 nell’Aula Magna dell’Università di Basilicata a Rione Francioso, il convegno “No alla secessione dei diritti. L’autonomia divide e rende più povero il Paese” promosso dalla Cgil e dalla Flc Cgil Basilicata per discutere con voci autorevoli le caratteristiche principali e le conseguenze per il Mezzogiorno dell’autonomia differenziata.

Afferma il segretario regionale del sindacato Angelo Summa: “Si fa sempre più concreta la possibilità di un'autonomia differenziata avanzata da alcune regioni del Nord, basata sull’assunto per cui nella differenza tra le tasse versate e i servizi ricevuti, quanto rimane deve tornare al territorio. Le conseguenze per il Sud sono pericolosissime: la forbice con il resto del Paese si allargherà e sarà evidente nei settori più strategici per lo sviluppo di un territorio come sanità, istruzione, trasporti. Per questo è importante discutere e confrontarsi sull’argomento e soprattutto fornire la giusta informazione alle persone. Il governo nazionale, anche alle diverse apparizioni che ci sono state qui in Basilicata durante la campagna elettorale, continua genericamente a parlare di volontà di mantenere la coesione nazionale pur appoggiando le richieste di autonomia avanzate dalle regioni del Nord. Noi crediamo, invece, che i pericoli derivanti dall’autonomia differenziata siano diversi e vadano pertanto discussi e diffusi”.

All’incontro interverranno Paolo Fanti, segretario generale Flc Cgil Basilicata; Vincenzo Colla, vicesegretario generale Cgil nazionale; Massimo Villone, professore emerito di diritto costituzionale dell’Università degli studi di Napoli; Adriano Giannola, presidente Svimez; Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata; Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil. Modera Roberta Lisi, giornalista di RadioArticolo1.

Firenze, cadono calcinacci nelle sedi della Polizia

Lun, 18/03/2019 - 10:16

Emergenza logistica e sicurezza per i lavoratori di Polizia e per i cittadini in alcuni uffici e reparti della Polizia di Stato di Firenze. L’ultimo episodio è avvenuto pochi giorni fa in Questura, dove sono intervenuti i Vigili del Fuoco a causa della caduta di calcinacci da un muro all’interno del cortile che solo casualmente non ha procurato danni a persone e cose. Ne dà notizia il Silp Cgil del capoluogo toscano. “La situazione è intollerabile. È necessaria e doverosa un’inversione di tendenza nell’affrontare il problema logistico e della sicurezza; serve una pianificazione e programmazione di interventi strutturali sostanziali, non la gestione emergenziale delle contingenze”. Così in una nota il segretario Silp di Firenze Antonio Giordano.

Europa, legalità, antimafia: tre giorni di speciali su RadioArticolo1 

Lun, 18/03/2019 - 09:58

Si parte martedì 19 marzo alle ore 11.00 con una trasmissione dedicata al tema salvare l’Europa, cambiare l’Europa. Oltre a Susanna Camusso, presente in studio, risponderanno alle domande “Perché vogliamo l’Europa? Perché vogliamo un’altra Europa?” numerosi e importanti ospiti: Romano Prodi, Emma Bonino, Enrico Letta, Leonardo Becchetti, Chiara Saraceno, Simona Maggiorelli, Nando Dalla Chiesa, Gian Carlo Caselli, Nadia Urbinati, Giulio Marcon, Liliana Segre, Luigi Ferrajoli, Donatella Di Cesare, Eraldo Affinati.

Altro speciale, questo dedicato al tema della legalità, è in programma per mercoledì 20 marzo. Nel ricco Nord-Est la criminalità organizzata fa i suoi affari. Corruzione, gioco d'azzardo, appalti truccati, false cooperative: le ultime indagini della magistratura evidenziano un territorio sempre più sotto scacco dei clan. A partire dalle ore 16 e fino alle 18, in diretta dalla Camera del lavoro di Padova, si confronteranno sul tema “Anche in Veneto liberi dalle mafie” Cristian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto; Aldo Marturano, segretario Cdl Padova; Ilario Simonaggio, Cgil Veneto; Paolo Romani, Avviso Pubblico; Marco Lombardo, Libera; Antonio Alaia, Udu; Alessandro Naccarato, ex componente commissione Antimafia; Gianni Belloni, Osservatorio ambiente e legalità di Venezia; Alberto Vannucci, docente universitario.

Sempre da Padova, giovedì 21 marzo, dalle ore 11.00, collegamenti e interviste dalla XXIV Giornata della Memoria e dell’Impegno che, come ogni anno, ricorda tutte le vittime innocenti delle mafie e in questa edizione pone l’accento sul tema “Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale”. In diretta su RadioArticolo1 (a Roma anche sui 97.700 in Fm) il racconto del corteo, le voci dal palco e l’intervento finale di Don Luigi Ciotti, presidente di Libera.

Sanità: sindacati Marche, servono risposte

Lun, 18/03/2019 - 09:54

La sanità anche nelle Marche ha pagato un caro prezzo alle politiche di tagli e sottofinanziamento, confermate anche dall’ultima legge di Bilancio. Sono molte le criticità rilevate da Cgil, Cisl e Uil Marche, mobilitate per dare voce al disagio e malcontento espressi da cittadini e operatori del servizio sanitario.

“Il Piano socio-sanitario regionale, già approvato dalla giunta – per Cgil, Cisl e Uil – presenta una serie di criticità relative alla struttura del documento, ai suoi contenuti e al percorso da sviluppare per migliorare e qualificare il servizio sanitario, superandone limiti e criticità: tempi di attesa, disagi nei Pronto soccorso e nella rete dell’emergenza-urgenza, ticket, assistenza domiciliare insufficiente ecc.”.

In particolare, si legge in una nota unitaria, “nel Piano non è chiara la strategia sugli assetti istituzionali: rapporto tra enti e aziende del Servizio sanitario regionale, qualificazione della rete ospedaliera, ruolo dei presìdi unici (compresi quelli di futura realizzazione)”. La questione dell’assistenza ospedaliera viene, poi, “affrontata in modo generico”, e anche sul tema della prevenzione “manca la strategia della Regione per garantire un adeguato finanziamento a questo livello assistenziale”. Sul fronte del personale i sindacati inoltre evidenziano “che non è stata fatta sufficiente chiarezza sulla costituzione e l’utilizzo dei fondi aziendali di produttività, in particolar modo relativamente al superamento dei limiti di spesa del lavoro straordinario e alle modalità di recupero”. Per Cgil, Cisl e Uil, “occorre sviluppare e declinare il capitolo sulla medicina di genere intesa come volta ad affrontare le differenze e non solo come superamento delle diseguaglianze, così come è necessario inserire il capitolo su come garantire l’applicazione della legge 194/78”.

Ferrovie, 22 marzo sciopero in Calabria

Lun, 18/03/2019 - 08:50

Sciopero di otto ore dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato della Calabria venerdì 22 marzo “per protestare contro le politiche di Trenitalia che penalizzano fortemente tutto il territorio calabrese”. I sindacati, spiega in una nota Antonello Gangemi, responsabile regionale della Filt Cgil, “come stanno facendo ormai da anni, contestano la mancanza di investimenti di Ferrovie e le scelte politiche dei governi nazionali che hanno reso marginale la nostra regione. Anche quest'ultimo governo non ha invertito la rotta. Con la stessa determinazione vogliamo sottolineare anche le responsabilità che ha la Regione nel trasporto regionale: la Calabria è l'unica regione a non aver sottoscritto con Trenitalia il contratto di servizio, con gravi conseguenze sui servizi, sul materiale rotabile, sui lavoratori e sugli utenti”.

Ma ci sono aspetti ancora più concreti e immediatamente percepibili alla base di questo sciopero. “Chiediamo maggiori garanzie per la sicurezza dell'esercizio ferroviario con l'immediato ripristino del carro soccorso sia a Paola che a Catanzaro Lido; un piano di assunzioni per macchinisti e capitreno nel comprensorio cosentino (Sibari, Cosenza e Paola), oltre che manutentori per l'officina di Reggio Calabria; la costituzione a Paola di un impianto di piccola manutenzione mediante assunzioni mirate e potenziamento dell'impianto di verifica di Paola; la costituzione di un presidio di bordo a Paola e la riapertura del polo amministrativo di Cosenza; il rispetto degli accordi nazionali sui turni; la necessità di portare ulteriori commesse per la Onma di Catanzaro; gli investimenti sul materiale rotabile per soddisfare la richiesta di mobilità in Calabria; la nostra contrarietà alla chiusura delle Officine di Paola”, conclude l'esponente sindacale: “Occorre prendere coscienza che la Calabria deve essere tenuta in considerazione da Ferrovie e bisogna respingere con forza il tentativo di far passare come importanti risultati le briciole di investimenti che hanno portato la nostra regione nelle condizioni marginali in cui si trova. Adesso bisogna invertire la rotta, cambiare registro. Lo sciopero ha questo obiettivo”.

Ferrovie, 22 marzo sciopero in Calabria

Lun, 18/03/2019 - 08:50

Sciopero di otto ore dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato della Calabria venerdì 22 marzo “per protestare contro le politiche di Trenitalia che penalizzano fortemente tutto il territorio calabrese”. I sindacati, spiega in una nota Antonello Gangemi, responsabile regionale della Filt Cgil, “come stanno facendo ormai da anni, contestano la mancanza di investimenti di Ferrovie e le scelte politiche dei governi nazionali che hanno reso marginale la nostra regione. Anche quest'ultimo governo non ha invertito la rotta. Con la stessa determinazione vogliamo sottolineare anche le responsabilità che ha la Regione nel trasporto regionale: la Calabria è l'unica regione a non aver sottoscritto con Trenitalia il contratto di servizio, con gravi conseguenze sui servizi, sul materiale rotabile, sui lavoratori e sugli utenti”.

Ma ci sono aspetti ancora più concreti e immediatamente percepibili alla base di questo sciopero. “Chiediamo maggiori garanzie per la sicurezza dell'esercizio ferroviario con l'immediato ripristino del carro soccorso sia a Paola che a Catanzaro Lido; un piano di assunzioni per macchinisti e capitreno nel comprensorio cosentino (Sibari, Cosenza e Paola), oltre che manutentori per l'officina di Reggio Calabria; la costituzione a Paola di un impianto di piccola manutenzione mediante assunzioni mirate e potenziamento dell'impianto di verifica di Paola; la costituzione di un presidio di bordo a Paola e la riapertura del polo amministrativo di Cosenza; il rispetto degli accordi nazionali sui turni; la necessità di portare ulteriori commesse per la Onma di Catanzaro; gli investimenti sul materiale rotabile per soddisfare la richiesta di mobilità in Calabria; la nostra contrarietà alla chiusura delle Officine di Paola”, conclude l'esponente sindacale: “Occorre prendere coscienza che la Calabria deve essere tenuta in considerazione da Ferrovie e bisogna respingere con forza il tentativo di far passare come importanti risultati le briciole di investimenti che hanno portato la nostra regione nelle condizioni marginali in cui si trova. Adesso bisogna invertire la rotta, cambiare registro. Lo sciopero ha questo obiettivo”.

Energia: Filctem, non fermare lo sviluppo del Paese

Lun, 18/03/2019 - 08:42

“Il tema dell'energia è oggi tema di disordine mondiale, non sappiamo con certezza dove andremo. Sappiamo che il sistema elettrico italiano contiene oltre il 50 per cento di energia rinnovabile. Nessuno di noi pensa che le fonti fossili siano il futuro. Ma nessuno può con un dito fermare lo sviluppo del Paese”. A dirlo è Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil, aprendo la manifestazione ‘Per l'energia italiana’ su lavoro, energia e ambiente che si è svolta sabato 16 marzo a Ravenna. “C'è una sorta di razzismo nel pensiero per cui se le risorse vengono dal terzo mondo vanno bene, ma se le prendi nel Mediterraneo si inquina e si distrugge un ecosistema. Vorrei ricordare che il mondo è sempre uno ed è per tutti. Dobbiamo assicurare il benessere a dieci miliardi di persone che abiteranno questo mondo”, sottolinea il sindacalista. Miceli ha poi evidenziato che “non possiamo essere ostaggio di un continuo baratto tra un Tap e una Trivella a causa di promesse elettorali non esigibili. Il 46 per cento di risorse di gas dove lo prendiamo? Il governo perde sulla Tap e si vendica con le estrazioni. Ma è serio? Prima il referendum, poi il decreto. In un'idea del mondo dove viene prima la comunicazione e poi la realtà, ci vuole più concretezza. Qui c'è l'eccellenza ed è il luogo dove si rispetta meglio l'ambiente”.

Gli appuntamenti dal 18 al 22 marzo

Lun, 18/03/2019 - 08:37

Per oggi a Bruxelles è previsto un nuovo incontro con i lavoratori e i sindacati con al centro il tema dell’accoglienza e le condizioni di lavoro di chi si occupa della rete dei servizi all’immigrazione. Dopo l’evento di Melilla e quello di Palermo, prosegue quindi l’impegno per la difesa dell’accoglienza ai migranti e per la tutela dei lavoratori che la garantiscono, con un nuovo appuntamento EuCare, oggi 18 marzo, a partire dalle ore 18 presso la sede del Parlamento europeo. Ancora una volta, protagonisti dell’evento saranno i lavoratori che si occupano di accoglienza e integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo. Tra gli altri, partecipa anche Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil.

Sempre per oggi, la Fp Cgil ha indetto una giornata di protesta e di lotta, con uno sciopero del personale della cooperativa Libera di Firenze. In una prima comunicazione l'agitazione era stata fissata per il 4 marzo, poi è stata spostata al 18 per via di un concomitante sciopero nazionale nel settore. Le ragioni sono nella ostinata volontà di cooperativa Libera di non concordare con i sindacati tempi e modi della riorganizzazione dei servizi, dei turni e dei carichi di lavoro, nonché nella riduzione stabile di personale nei vari turni.

“Dalla piazza ai territori per difendere i diritti delle persone anziane”: è invece il titolo dell’assemblea dei pensionati Cgil, Cisl e Uil del Veneto. Un appuntamento che si terrà oggi, lunedì 18 marzo, presso la sala Palladio delle fiera di Vicenza (via dell’Oreficeria 16). I pensionati si confronteranno sui temi della piattaforma unitaria promossa dalle sigle sindacali a livello nazionale. Sono attese oltre 700 persone per questa giornata che prende le mosse dalle critiche alla Legge di Bilancio.

Dopo lo sciopero di venerdì scorso degli edili e la manifestazione a Roma, e un primo incontro di Cgil Cisl e Uil con il governo sul cosiddetto decreto slocca-cantieri, oggi sempre a Roma, presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Piazzale di Porta Pia, ore 9.00, è previsto il tavolo tecnico con sindacati al Mit sul decreto. Per la Cgil partecipa il segretario confederale Giuseppe Massafra.

È ripartita la mobilitazione dei lavoratori della sanità privata per sollecitare il rinnovo del contratto nazionale, scaduto da ben 12 anni. A muoversi sono stati per primi i dipendenti del Lazio, con il flash mob del 13 marzo e un volantinaggio che si è tenuto a Roma. I sindacati hanno organizzato "un serratissimo calendario di iniziative nei posti di lavoro: volantinaggi, bandiere e striscioni che renderanno evidente a tutti le ragioni della protesta". Le iniziative per ora sono programmate fino al 25 marzo e "interesseranno le tante strutture private di Roma e del Lazio”. Previsto per domani, 19 marzo, un presidio sotto la sede Aris, e per il 22 marzo sotto quella dell’Aiop.

Martedì 19 marzo a Potenza, poi, presso l’Unibas alle ore 16.30, è in programma un’iniziativa organizzata da Cgil Basilicata e Flc Cgil dal titolo ‘No alla secessione dei diritti. L’autonomia differenziata divide e rende più povero il Paese’, a cui partecipano il vicesegretario generale della Cgil Vincenzo Colla e il segretario generale Flc Cgil Francesco Sinopoli.

La scorsa settimana è invece arrivata la convocazione dei sindacati dell'Emilia Romagna per un incontro sulle infrastrutture regionali, da parte del ministro Toninelli. L’incontro è previsto a Roma per il 20 marzo, e “sebbene tardivo, è sicuramente un primo passo per imboccare la strada giusta verso l’assunzione di decisioni strategiche per la crescita e lo sviluppo del territorio” affermano Cgil, Cisl e Uil dell'Emilia Romagna.

Mercoledì 20 marzo presso la Casa della Memoria e della Storia di Roma è prevista la proiezione film 'Il Patto della Montagna' con successiva discussione. L'iniziativa è promossa dall'Anpi. Il patto della montagna è il primo atto in Europa con cui si stabilisce la parità retributiva tra uomo e donna, firmato nel ’44 a Biella in piena Resistenza. Una conquista che diverrà nazionale ed europea solo negli anni Sessanta. Una metafora per l’oggi che, in ben altra crisi, deve ritrovare il senso del futuro e del patto sociale.

Giovedì, 21 marzo ad Aosta è poi prevista l'iniziativa “Il futuro del Lavoro – I lavori del futuro”, un incontro promosso dal Rotary Club Aosta, in collaborazione con Cgil Valle d’Aosta, Confindustria Valle d’Aosta, l’ordine degli Avvocati e l’ordine dei Consulenti del Lavoro. Un appuntamento che permetterà di ipotizzare un futuro di sviluppo sostenibile alla luce, anche, delle innovazioni tecnologiche e delle evoluzioni dei mercati. Tra gli altri è prevista la relazione di Vincenzo Colla, vicesegretario generale della Cgil.

Sospesa la procedura di licenziamento collettivo al tavolo di crisi sulla Sirti, azienda con sede a Mazzo di Rho, convocato la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo economico. Una sospensione di dieci giorni. "Una prima vittoria dei lavoratori", l'hanno definita Fim, Fiom e Uilm. I sindacati hanno ribadito l'inaccettabilità degli 833 esuberi dichiarati, chiedendo all'azienda di passare dalle parole ai fatti con una sospensione della procedura e l'apertura di un tavolo di settore sulle installazioni telefoniche. L'azienda ha accettato di sospendere la procedura, consentendo di fissare un incontro per questa settimana, sempre il 21 marzo a Milano, in Assolombarda, che consentirà di "verificare le carte", ovvero la concreta esistenza di un piano alternativo ai licenziamenti.

È ripreso mercoledì scorso a Roma, presso la sede dell'Aran, il tavolo con i sindacati per il rinnovo del contratto dei dirigenti medici e sanitari 2016-2018, fermo da 11 anni. Un incontro interlocutorio, cui seguirà una prima data stabilita per il vero e proprio avvio delle trattative, questa settimana: giovedì 21 marzo. “Dopo 11 anni di blocco contrattuale non è più il momento di rimandare”, sostiene la Fp Cgil medici e dirigenti. “I medici e i dirigenti vogliono il contratto e non possono più aspettare. Dopo un anno di proteste, sit-in e due scioperi, bisogna tirare le somme dei risultati ottenuti e chiudere un contratto peraltro ormai scaduto.

“Pochi, anziani, e spesso vittime di feroce violenza. È il desolante stato in cui versano gli assistenti sociali, figura ormai in via di estinzione negli uffici pubblici”. È la denuncia è la Funzione Pubblica Cgil che riprende l’allarme lanciato dal Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali (Cnoas). Un segmento specifico, quello degli assistenti sociali, che la Fp Cgil fa emergere perché “tassello cruciale, nonché colpevolmente sottovalutato, del nuovo impianto del Reddito di cittadinanza. Per questo la Fp sostiene agitazioni in tutti i territori, a partire dallo sciopero proclamato per il 21 marzo dei lavoratori dei servizi sociali di Roma Capitale. “Servono nuove assunzioni e servono subito”, conclude la Fp Cgil.

Il 21 Marzo a Terni è in programma l'Assemblea delle donne della Cgil con presentazione della piattaforma di genere territoriale, presso la Cgil di Terni. Qui parteciperà Susanna Camusso.

La scorsa settimana, a meno di 24 ore dalla comunicazione di un presidio permanente da parte di Cgil, Cisl e Uil, è arrivata la convocazione della Regione Campania per il 21 marzo sulla Sanità accreditata. Un incontro richiesto dal mese di settembre e mai calendarizzato finora che, nelle intenzioni del sindacato, deve permettere di discutere tutte le possibili soluzioni per la vertenza relativa agli arretrati contrattuali del contratto Aiop. Il tutto in un contesto complicato vista l'interruzione del tavolo nazionale sul rinnovo del contratto.

Si svolgerà a Padova, come piazza principale, la XXIV Giornata della memoria e dell’impegno che ricorda di tutte le vittime innocenti delle mafie e rinnova in nome di quelle vittime l'impegno nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione. “Passaggio a Nord Est, orizzonti di giustizia sociale” è il tema dell’iniziativa del 21 marzo, in cui i familiari di vittime innocenti delle mafie saranno presenti a Padova e nei tanti luoghi dove si svolgerà la manifestazione. Durante la giornata saranno letti i circa 1000 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie.

È stata un'assemblea gremita, quella che si è svolta la scorsa settimana nel Comune di Termini Imerese. C'erano i sindaci del comprensorio, i sindacati e gli operai. L'inchiesta su Blutec ha stravolto un'intera comunità. Si pensa al futuro dei 700 lavoratori dello stabilimento, tra i 570 cassintegrati e i 130 che erano stati riassorbiti dalla società ora finita nella bufera. L'assemblea ha deciso una grande manifestazione per il 22 marzo a Termini Imerese per chiedere certezze sul futuro della fabbrica e degli operai. A sostegno dei lavoratori Blutec, scendono in campo anche i metalmeccanici della provincia di Palermo, che hanno proclamato per venerdì prossimo lo sciopero di un'ora. L’astensione dal lavoro a fine turno è stata proclamata dalla Fiom Cgil, la Fim Cisl e la Uilm Uil di Palermo.

Venerdì 22 marzo, alle ore 15 presso Università di Asti si terrà anche un convegno sul tema “Le leggi del lavoro delle donne” Sarà presentata una ricerca storica condotta dalle Donne Cgil Asti: una raccolta di tutta la normativa che ha riguardato le donne lavoratrici, dalla tutela della maternità alla parità salariale al contrasto alle discriminazioni, dal 1902 ai nostri giorni. Tra gli altri, parteciperà il segretario Generale della Cgil di Asti Luca Quagliotti.

Marina Militare (Taranto), 21 marzo protesta addetti appalti

Lun, 18/03/2019 - 08:32

Presidio a Taranto giovedì 21 marzo, a partire dalle ore 10 davanti alla sede del comando Marina Sud, dei 200 lavoratori delle imprese "La Lucentezza" e "Pulitori e Affini", appaltatrici della Marina Militare. Gli addetti protestano per i tagli alle loro retribuzioni in conseguenza della riduzione delle ore di lavoro (ora la loro busta paga è di 350 euro al mese). "Dal 1° gennaio scorso - spiegano Filcams Cgil e Fisascat Cisl - i lavoratori vedono il loro parametro contrattuale fortemente ridotto". In una nota a firma dei segretari Paola Fresi (Filcams) e Antonio Arcadio (Fisascat), inviata al ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ai sottosegretari Raffaele Volpi e Angelo Tofalo,ai parlamentari della commissione Difesa, nonché ai parlamentari, al prefetto e al sindaco di Taranto, vengono ricostruiti temporalmente, dal 2015 ad oggi, gli sviluppi "anche vertenziali che hanno determinato le problematicità che oggi si chiede di risolvere".

"Era il 2015 - rammentano i sindacati - quando nella legge di stabilità furono aumentate le risorse finanziarie previste per gli appalti di pulizia e manovalanza per il triennio 2016-2018, da subito prendendo atto positivamente della risposta che la politica tutta aveva dato alla città di Taranto, portando a oltre 14 mila ore il servizio e garantendo così nei siti uno standard di alta sanificazione e manovalanza per i diversi settori e servizi". Alla fine del 2017 "la nuova gara quadro nazionale ha previsto il primo taglio delle ore del servizio, colmate per il 2018 dalle risorse previste per il 2016-2018 dal cosiddetto 'Salva Taranto'. Un decreto, quest'ultimo, non rinnovato con la legge di bilancio 2019, perciò la stragrande maggioranza dei lavoratori opera dal 1° gennaio con un parametro contrattuale di circa 14 ore settimanali, corrispondente a meno di 350 euro mensili". Filcams e Fisascat chiedono al governo di "ricercare nuove risorse finanziarie per restituire quanto perso e per ridare una speranza sociale di vita alle 200 famiglie, oggi ripiombate in una inquietante disperazione". Il Comando Marina Sud e i parlamentari di Taranto "accolgano le istanze sindacali, ricercando nelle sedi governative le soluzioni finanziarie utili, anche a restituire quanto finora perso dalle lavoratrici e dai lavoratori che soffrono conseguenti disagi economici familiari".

Precari Anpal Servizi, la protesta arriva alla Camera

Lun, 18/03/2019 - 07:27

Nuovamente in piazza i lavoratori precari di Anpal Servizi. In occasione della discussione alla Camera dei deputati della conversione del decreto legge 4/2019 sul reddito di cittadinanza, si tiene oggi (lunedì 18 marzo) a Roma, alle ore 10 in piazza Montecitorio, un presidio organizzato da Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil. “La vertenza dei collaboratori è giunta a uno snodo fondamentale, dal momento che non ci sono ancora certezze in merito alla possibilità di prevedere nell’immediato gli stanziamenti necessari a stabilizzare gli oltre 600 precari storici di Anpal Servizi”, spiegano i sindacati: “Anche l’incontro con il ministero del Lavoro del 28 febbraio scorso non ha prodotto risultati tangibili, il che alimenta il clima di incertezza sul futuro occupazionale dei lavoratori, anche in vista dell’avvio della misura sul reddito di cittadinanza”.

La richiesta delle tre sigle è di prevedere l’appostamento di risorse dedicate attraverso le quali avviare un percorso di assunzioni a tempo indeterminato. I lavoratori precari impegnati in Anpal Servizi da diversi anni (alcuni anche da oltre 15 anni) svolgono attività fondamentali a sostegno dei servizi pubblici per l'impiego e a supporto di scuole, università e centri di formazione professionale, al fine di facilitare le transizioni tra istruzione/formazione e lavoro. Periodicamente, in media ogni due anni, i collaboratori devono sottoporsi a vacancies per poter continuare a lavorare nell'ambito di un servizio pubblico essenziale per le politiche di impiego. Nonostante abbiano maturato esperienze professionali significative e indispensabili per il sistema delle politiche attive del lavoro, fino a oggi non è mai stato avviato un percorso di stabilizzazione dei loro rapporti di lavoro, così come previsto, tra l’altro, dagli accordi sottoscritti in tal senso dall’azienda con i sindacati.

“Restiamo dunque sorpresi dalla circostanza che il decreto legge 4/2019 preveda somme ingenti per la contrattualizzazione di ulteriore personale in collaborazione per l’avvio della misura del reddito di cittadinanza, senza contemplare al contempo alcuno stanziamento per il superamento delle succitate situazioni di precarietà”, affermano Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil nella richiesta formale d’incontro inoltrata nei giorni scorsi ad Andrea Giaccone, presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, e ai capigruppo parlamentari.

RadioArticolo1, i programmi di lunedì 18 marzo

Lun, 18/03/2019 - 07:18

RadioArticolo1, i programmi di lunedì 18 marzo:

  • ore 09:00 - Voltapagina - Rassegna stampa del lavoro. Con Davide Colella
  • ore 10:00 - Work in news - Volare con le proprie ali. Con Valentina Fragassi, Cgil Lecce - Processo Aemilia, e ora? Interviene Paolo Bonacini, Cgil Reggio Emilia - L'agenda della settimana. Parla Carlo Ruggiero, Rassegna sindacale. A cura di Patrizia Pallara
  • ore 10:30 - Campania Lavoro - Polizia municipale su 2 ruote serve. Con Danilo Criscuolo, Rsa - Mancano risorse per i forestali. Interviene Giuseppe Carotenuto, Flai Cgil regionale
  • ore 11:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
    ore 11:05 - Italia Parla - Liguria: tante ferite, tante speranze. Con Federico Vesigna, segretario regionale Cgil
  • ore 11:30 – Elleesse - Diversi perché unici. Intervengono Luigi Manconi, Unar; Sabìka Shah Povia, Carta di Roma; Carlo Stasolla, 21 luglio
  • ore 12:00 - Gierreesse - Giornale Radio Sociale
  • ore 12:05 - Elleradio  - Europa, Italia, Cina: le relazioni pericolose. Intervengono Vincenzo Comito, economista; Giuliano Noci, prorettore Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano; Stefano Palmieri, Cgil; Livia Spera, Federazione europea dei trasporti. In studio, Simone Pieranni, giornalista. A cura di Stefano Iucci
  • ore 15:00 - Quadrato Rosso. La formazione va in rete - Un ponte tra l'Italia e l'Europa. Con Monica Ceremigna, Cgil e i corsisti: Celeste Logiacco, Giuseppe Scornavacche, Giovanni Timoteo. In studio Giancarlo Pelucchi, Cgil
  • ore 15:30 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato.
  • ore 15:35 - Elleservizi - Sempre al fianco dei cittadini. Tre milioni le pratiche Inca risolte nel 2017. Con Dario Boni del collegio di presidenza
  • ore 15:45 - Senioradio - Quelle notizie da nascondere. “Taci: teatro, arte, cultura e inclusione”. Progetto dell'Auser del Veneto contro la violenza sulle donne anziane. Interviene Maria Gallo, presidente Auser Veneto
  • ore 16:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 16:05 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 16:30 - Ellemondo - Il mappamondo del lavoro
  • ore 16:35 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 17:00 - Tempi Moderni. Il lavoro in 3D - Una petizione per Nasrin Sotoudeh. L'avvocato per i diritti umani, tra i protagonisti del film di Jafar Panahi, Taxi Teheran, condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate. In studio Emanuele Di Nicola. A cura di Antonia Fama
  • ore 17:30 - Scaffale lavoro - Ilaria Alpi. L'altra verità. Con Pino Nazio, autre. A cura di Emiliano Sbaraglia
  • ore 18:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro

Ancora cassa integrazione in Alitalia, riprende la trattativa

Lun, 18/03/2019 - 06:55

Ancora cassa integrazione per i lavoratori di Alitalia. La compagnia aerea ha chiesto una nuova tornata di cigs, prorogando quella attuale, che scade sabato 23 marzo, per altri sei mesi, quindi fino al 23 settembre prossimo. Molto alto il numero dei dipendenti coinvolti: la proposta aziendale riguarda una platea di 1.010 persone, di cui 70 assistenti di volo, 90 comandanti e ben 850 addetti di terra. Il primo incontro (che si è tenuto mercoledì 6 marzo) non ha registrato alcun accordo: anzi, le parti sono rimaste molto distanti. Nella settimana appena trascorsa si sono svolti alcuni confronti “tecnici”: un lavoro di analisi puntuale e di avvicinamento che i sindacati si augurano possa portare oggi (lunedì 18 marzo), nel nuovo vertice che si tiene a Roma, alle ore 10.30 presso il ministero del Lavoro, a un’intesa con governo e società.

Sullo sfondo, intanto, resta lo stop nazionale di quattro ore di lunedì 25 marzo, indetto da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo, che coinvolgerà, a eccezione dei controllori di volo, tutti gli addetti del settore (piloti e assistenti di volo, tecnici della manutenzione e personale di terra delle compagnie aeree, addetti all’handling, al catering e alle gestioni aeroportuali). “Alla base dello sciopero – spiegano i sindacati – c’è la situazione Alitalia, il cui esito non è affatto scontato, con circa 1.500 addetti ancora in cassa integrazione e la mancanza di un riscontro su alcune criticità gestionali e altre legate al costo del lavoro”. Le organizzazioni denunciano anche “la mancanza di certezze e di risorse adeguate al Fondo di solidarietà del settore, che ha permesso di gestire le crisi passate e che deve servire per accompagnare quelle in atto, causate dalla mancanza di regole che sta determinando crisi aziendali in tutti i comparti, mettendone a rischio l’occupazione”. Filt, Fit, Uiltrasporti e Ugl rimarcano pure la “mancanza di una concreta legislazione nazionale per il sostegno del trasporto aereo, che contrasti il dumping contrattuale e che preveda l’applicazione del contratto di settore e di regole chiare a salvaguardia dell'occupazione e dei salari”.

Ma torniamo alla questione della cassa integrazione, risalendo all’incontro del 6 marzo scorso. “Siamo lontani da un accordo e abbiamo bisogno di chiarezza sul piano industriale, sull'occupazione e sul Fondo straordinario del trasporto aereo”. Questo il commento del segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito, sottolineando che “vogliamo la riduzione dei numeri del personale in cassa integrazione”. L’esponente sindacale ha ricordato che “l'unico settore dove diminuisce la richiesta, rispetto alla precedente cassa, è quello che riguarda gli assistenti di volo, che però come i piloti sono ormai ‘spremuti’ in termini di produttività, mentre aumentano i numeri tra il personale di terra, anche alla luce di 255 persone in meno nell'organico, e sono confermati i numeri tra i comandanti”. Per Cuscito la situazione della trattativa Alitalia “appare più complicata di quello che ci vogliono far credere. Chiediamo elementi di novità, che finora non ci hanno dato, soprattutto devono esserci sviluppo per la nuova compagnia, zero esuberi e nessun taglio contrattuale”.

Nella settimana appena trascorsa, si diceva prima, si sono tenuti alcuni incontri “tecnici”. Martedì 12 marzo è stato il turno del personale di terra (ground, manutenzione, amministrativi), che è il comparto maggiormente coinvolto (850 addetti) nella cassa integrazione. In occasione del vertice la Filt Cgil ha ribadito anzitutto che “i numeri sono troppo alti, visto che rispetto alla prima procedura il personale si è contratto, ci sono 255 lavoratori in meno”. La Federazione ha poi rimarcato il “criterio iniquo” alla base della cigs, considerato che alcuni scali non sarebbero quasi toccati dalla cassa, mentre altri (quelli minori) ne sarebbero colpiti eccessivamente. L’ultima questione posta dalla Filt riguarda il personale degli uffici, dove ci sono ben 170 dipendenti che sono da due anni in cassa integrazione a zero ore: il sindacato chiede “il loro ritorno al lavoro, facendoli rientrare nel programma di efficientamento aziendale e trovando loro un ruolo operativo”.

Fp Cgil Terni: grave taglio trasporto disabili

Ven, 15/03/2019 - 17:56


Il Comune di Terni in questi giorni "ha deliberato una riduzione drastica dei fondi riservati al trasporto disabili, lo stanziamento è passato da 350.000 euro a 75.000, creando forti ripercussioni sia sul servizio che sugli attuali livelli occupazionali. Il servizio trasporto disabili presso i centri diurni, avviato ormai da anni, era rivolto a circa 77 famiglie, le quali, con questa nuova rimodulazione, dovranno organizzarsi autonomamente, potendo usufruire di un contributo, ricalcolato secondo i parametri Isee, che si aggirerà mediamente intorno ai 100 euro mensili". Lo dichiara la Fp Cgil Terni, in una nota.

Di fatto, spiega il sindacato, le famiglie dovranno organizzarsi il servizio utilizzando cooperative, aziende o associazioni di volontariato, senza che sia prevista la presenza di un accompagnatore formato, "fatto che a nostro avviso riduce le condizioni di sicurezza, sia delle persone trasportate che dell’autista. I costi che le famiglie dovranno sopportare verranno determinati dalle aziende/cooperative in base ad un mero conteggio chilometrico e ad un parametro, stabilito in ossequio alle tabelle Aci, contenuto nella delibera del Comune".

"Ciò determinerà una concorrenza sleale tra aziende e cooperative che applicano le tabelle contrattuali e associazioni che utilizzano personale volontario - prosegue -, che svolge certamente un ruolo sociale importante, ma non può mai essere sostitutivo del lavoro retribuito. Tale delibera, oltre a creare evidenti difficolta per gli utenti, di fatto determinerà una significativa riduzione del personale impegnato nel servizio, ad oggi circa 25 operatori tra autisti ed accompagnatori. Dobbiamo anche segnalare il mancato coinvolgimento nella preparazione della delibera delle famiglie, delle associazioni dei disabili e delle organizzazioni sindacali". 

Per tutte queste ragioni, la Fp Cgil di Terni, a partire già da lunedì 18 marzo, con un'assemblea dei lavoratori, aprirà una vertenza finalizzata al ritiro/rimodulazione della delibera ed al mantenimento degli attuali livelli occupazionali.

Retribuzioni, cresce ancora il divario con gli altri Paesi

Ven, 15/03/2019 - 17:00

Nel 2017 le retribuzioni medie italiane nella statistica dell’Ocse sono pari a 29.214 euro lordi annui, in lievissima crescita rispetto al 2001, in diminuzione rispetto al 2010 e rispetto al biennio 2015-2016. Il divario nei livelli retributivi rispetto alle altre economie non solo è ampio, ma si è andato allargando dal 2010 in poi. Le retribuzioni annue tedesche, infatti, sono cresciute in modo consistente negli anni più recenti; in Francia, e in misura più contenuta, anche in Olanda e Belgio, se sono calate nel 2017 registrano comunque una crescita rispetto all’inizio degli anni 2000. Simile a quello italiano si presenta il caso della Spagna. È quanto emerge dal nuovo report della Fondazione Di Vittorio (qui in versione completa) che mette a confronto le retribuzioni del lavoro dipendente in Italia con quelle delle altre cinque maggiori economie dell’Eurozona, utilizzando dati elaborati dall’Ocse.

Il dato retributivo medio è stato calcolato dalla stessa Ocse riportando tutte le retribuzioni a un impiego continuativo full-time. Procedura che consente di ottenere un dato omogeneo e confrontabile fra i diversi Stati, ma che non tiene conto degli effetti negativi sia sulle condizioni individuali, sia di come la forte crescita di lavori temporanei e part-time incida sul dato generale. “Il part-time italiano infatti – precisa il presidente della Fondazione Di Vittorio Fulvio Fammoni – è fortemente cresciuto negli ultimi anni prevalentemente nella sua componente involontaria e ha una penalizzazione sulla retribuzione oraria molto più alta della media europea (70,1% rispetto al lavoro full time, contro l'83,6). Così come, incide fortemente la crescita della discontinuità nel lavoro degli oltre 3 milioni di lavoratori temporanei”.

Questo comporta che circa 4,3 milioni di lavoratori dipendenti hanno una retribuzione lorda fino a 10 mila euro l’anno e, tra questi, 2,4 milioni di persone arrivano solo a 5 mila euro. “Si conferma – commenta Fammoni – che il divario negativo italiano sullo sviluppo non può essere riconducibile alle retribuzioni; il problema risiede invece, come anche l’Istat certifica nel suo ultimo report sull’andamento del Pil, principalmente nella carenza di investimenti pubblici e privati che determina la bassa crescita e il ristagno della nostra base produttiva e occupazionale”.

Ad accompagnare il report della Fondazione Di Vittorio c’è anche un commento della segreteria confederale Cgil: “I dati in esso contenuti – affermano Tania Scacchetti, Ivana Galli e Gianna Fracassi in una nota congiunta – confermano purtroppo le analisi che da tempo proponiamo alla attenzione pubblica e rendono evidente la grande questione salariale che esiste nel nostro Paese. Una questione che insiste in una condizione di elevatissimi tassi di disoccupazione e di lavoro sommerso. Non solo la stagnazione italiana non ha eguali in Europa, ma è evidente che le tendenze nella composizione del mercato del lavoro, in cui sono crescenti lavoro povero e discontinuo, il part-time involontario e il lavoro poco qualificato, aggraveranno tali divari”.

Lo studio che indaga sulle retribuzioni è utile anche in relazione alla discussione che si è aperta sul salario minimo legale orario, proposto come strumento di contrasto innanzitutto al lavoro povero. “Come abbiamo potuto affermare nel corso di un’audizione alla Camera – concludono Fracassi, Galli e Scacchetti – il tema che è urgente affrontare, più che i minimi orari, riguarda i bassi salari medi, oltre che gli alti tassi di evasione ed il dumping crescente specie in alcuni settori. Dati che, oltre alla necessità di far ripartire gli investimenti e un piano straordinario per l’occupazione, rendono prioritario affrontare la questione fiscale. Non è più rinviabile, anche per il peso del carico fiscale sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, una riforma che affronti il tema della redistribuzione a favore dei salari e recuperi il principio della progressività con interventi correttivi delle gravi disuguaglianze generatesi anche durante la crisi”.

Retribuzioni, cresce ancora il divario con gli altri Paesi

Ven, 15/03/2019 - 17:00

Nel 2017 le retribuzioni medie italiane nella statistica dell’Ocse sono pari a 29.214 euro lordi annui, in lievissima crescita rispetto al 2001, in diminuzione rispetto al 2010 e rispetto al biennio 2015-2016. Il divario nei livelli retributivi rispetto alle altre economie non solo è ampio, ma si è andato allargando dal 2010 in poi. Le retribuzioni annue tedesche, infatti, sono cresciute in modo consistente negli anni più recenti; in Francia, e in misura più contenuta, anche in Olanda e Belgio, se sono calate nel 2017 registrano comunque una crescita rispetto all’inizio degli anni 2000. Simile a quello italiano si presenta il caso della Spagna. È quanto emerge dal nuovo report della Fondazione Di Vittorio (qui in versione completa) che mette a confronto le retribuzioni del lavoro dipendente in Italia con quelle delle altre cinque maggiori economie dell’Eurozona, utilizzando dati elaborati dall’Ocse.

Il dato retributivo medio è stato calcolato dalla stessa Ocse riportando tutte le retribuzioni a un impiego continuativo full-time. Procedura che consente di ottenere un dato omogeneo e confrontabile fra i diversi Stati, ma che non tiene conto degli effetti negativi sia sulle condizioni individuali, sia di come la forte crescita di lavori temporanei e part-time incida sul dato generale. “Il part-time italiano infatti – precisa il presidente della Fondazione Di Vittorio Fulvio Fammoni – è fortemente cresciuto negli ultimi anni prevalentemente nella sua componente involontaria e ha una penalizzazione sulla retribuzione oraria molto più alta della media europea (70,1% rispetto al lavoro full time, contro l'83,6). Così come, incide fortemente la crescita della discontinuità nel lavoro degli oltre 3 milioni di lavoratori temporanei”.

Questo comporta che circa 4,3 milioni di lavoratori dipendenti hanno una retribuzione lorda fino a 10 mila euro l’anno e, tra questi, 2,4 milioni di persone arrivano solo a 5 mila euro. “Si conferma – commenta Fammoni – che il divario negativo italiano sullo sviluppo non può essere riconducibile alle retribuzioni; il problema risiede invece, come anche l’Istat certifica nel suo ultimo report sull’andamento del Pil, principalmente nella carenza di investimenti pubblici e privati che determina la bassa crescita e il ristagno della nostra base produttiva e occupazionale”.

Ad accompagnare il report della Fondazione Di Vittorio c’è anche un commento della segreteria confederale Cgil: “I dati in esso contenuti – affermano Tania Scacchetti, Ivana Galli e Gianna Fracassi in una nota congiunta – confermano purtroppo le analisi che da tempo proponiamo alla attenzione pubblica e rendono evidente la grande questione salariale che esiste nel nostro Paese. Una questione che insiste in una condizione di elevatissimi tassi di disoccupazione e di lavoro sommerso. Non solo la stagnazione italiana non ha eguali in Europa, ma è evidente che le tendenze nella composizione del mercato del lavoro, in cui sono crescenti lavoro povero e discontinuo, il part-time involontario e il lavoro poco qualificato, aggraveranno tali divari”.

Lo studio che indaga sulle retribuzioni è utile anche in relazione alla discussione che si è aperta sul salario minimo legale orario, proposto come strumento di contrasto innanzitutto al lavoro povero. “Come abbiamo potuto affermare nel corso di un’audizione alla Camera – concludono Fracassi, Galli e Scacchetti – il tema che è urgente affrontare, più che i minimi orari, riguarda i bassi salari medi, oltre che gli alti tassi di evasione ed il dumping crescente specie in alcuni settori. Dati che, oltre alla necessità di far ripartire gli investimenti e un piano straordinario per l’occupazione, rendono prioritario affrontare la questione fiscale. Non è più rinviabile, anche per il peso del carico fiscale sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, una riforma che affronti il tema della redistribuzione a favore dei salari e recuperi il principio della progressività con interventi correttivi delle gravi disuguaglianze generatesi anche durante la crisi”.

La settimana del lavoro

Ven, 15/03/2019 - 16:22

#ATestaAlta per il futuro. Va in scena lo sciopero nazionale degli edili in piazza a Roma il 15 marzo per chiedere lo sblocco di tutte le opere. Il segretario generale Cgil Maurizio Landini: "Il messaggio che emerge è lavoro, diritti e dignità". Nell'intervista diRassegna al numero uno della Fillea Alessandro Genovesi tutti i motivi della protesta che ha già prodotto un primo risultato con una convocazione a Palazzo Chigi. La nostra inchiesta sul cantiere della Metro C a Roma: non c'è luce in fondo al tunnel.

In settimana è iniziata la trattativa tra governo e sindacati, frutto dell'imponente manifestazione nazionale dello scorso 9 febbraio a San Giovanni: ora il confronto può partire. Tra i vari temi sul tavolo c'è anche il salario minimo legale, sul quale però i confederali hanno già espresso i loro dubbi in una audizione alla Camera. Sul reddito di cittadinanza si conferma l'impegno dei Caf: "Abbiamo già sottoscritto 140 mila domande".

"Settimana della lotta" in Sirti: nel nostro reportage il racconto dei lavoratori. Arrestati a Termini Imerese i vertici di Blutec, la Fiom chiede un incontro al ministero. In Irpinia Novolegnochiude e licenzia tutti. Senza contratto da 12 anni, si mobilitano nel Lazio i lavoratori della sanità privata. In piazza anche gli insegnanti precari in numerose città italiane: per il segretario Flc Cgil Francesco Sinopoli, "qualità dell'istruzione vuol dire posti stabili, continuità didattica e stabilizzazione di chi da anni garantisce il funzionamento degli istituti". Siglato in Piemonte un accordo sperimentale contro il lavoro irregolare e il caporalato.

Save the planet, in piazza gli studenti di tutto il mondo: venerdì 15 marzo manifestazioni in oltre duemile città e 120 Paesi, 235 le iniziative in Italia per il "Global strike for future". L'adesione della Cgil: "Da sempre siamo impegnati nella lotta per la giustizia climatica e lo sviluppo sostenibile". 

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ANALISI, OPINIONI E APPROFONDIMENTI

Metro C di Roma, non c'è luce in fondo al tunnel
di Carlo Ruggiero

«La sicurezza è il mio mestiere»
di Carlo Ruggiero (viaggio tra i cantieri della periferia romana)

Intervista / Conversando con la figlia del Che
di Fabrizio Ricci

Più immigrati, più crimini efferati. Niente di più falso
di Patrizio Gonnella, Eticaeconomia

«Settimana della lotta» in Sirti: i lavoratori raccontano
di Simona Caleo (testo e foto)

Intervista a Massafra (Cgil) / Un corpo a corpo per l'accoglienza
di Carlo Ruggiero

Wind Tre, l'accusa del sindacato: licenziamenti mascherati di lavoratrici

Ven, 15/03/2019 - 15:47

"Pochi giorni fa, Wind Tre ha annunciato di voler riorganizzare alcune funzioni tipiche, legate al Chief financial officer (Cfo), accentrandole nella sede di Milano. La traduzione pratica consiste in trasferimenti coatti di lavoratori dalla sede di Roma a quella di Milano. Quindi, i lavoratori potrebbero trovarsi a dover scegliere se mantenere il posto di lavoro trasferendosi a Milano o uscire dall’azienda". È quanto dichiara Riccardo Saccone, segretario nazionale Slc.

"E se i trasferimenti coatti sono sempre sbagliati - un atto violento oltre che anti-storico e inutile, in tempi di smartworking e progetti di digitalizzazione varia - colpisce ancora di più il dato che oltre il 70% delle persone potenzialmente impattate sono donne. Le statistiche di Eurostat ci ricordano che in Italia, nelle aziende private, le donne guadagnano circa il 20% in meno dei colleghi uomini, sia a causa di differenze inquadramentali a parità di mansione sia perché molto spesso le donne lavorano part-time (su base volontaria?) per potersi dedicare maggiormente al lavoro di cura familiare", prosegue il sindacalista.

"Non occorre essere particolarmente maliziosi per capire come questa scelta di Wind Tre potrebbe non essere affatto casuale. Chi può stupirsi, infatti, se molte di loro saranno costrette a rinunciare al proprio posto di lavoro? Siamo davanti a licenziamenti mascherati che, già di per sé gravissimi, assumono i contorni della misoginia. Non lasceremo nulla d'intentato, affinché questo scempio venga fermato", conclude il dirigente sindacale.

 

Cerignola, totem informativo per cittadini rumeni

Ven, 15/03/2019 - 15:35

Sono oltre dodicimila i cittadini di nazionalità rumena che vivono in provincia di Foggia, e circa diecimila sono quelli censiti negli elenchi anagrafici dell’Inps come operai agricoli stagionali. E’ soprattutto a loro che si rivolge il progetto che la Cgil e il Consolato di Romania stanno portando avanti da un anno con l’installazione presso alcune Camere del Lavoro di totem informativi, tramite i quali è possibile ottenere in lingua madre informazioni su contratti e diritti oltre che del settore agricolo anche dell’edilizia e dei servizi di cura alla persona. Stamattina a Cerignola è stato inaugurato il terzo di questi totem, dopo quelli collocati presso la Cgil di Bari e di Ginosa, in provincia di Taranto.

Presente il Console generale della Romania, Lucretia Tanase. “Un’iniziativa che risponde a una preoccupazione costante del Governo rumeno, quella di informare e tutelare i cittadini rumeni che lavorano in Italia e in questo territorio”, ha affermato nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Camera del Lavoro della città che ha dato i natali a Giuseppe Di Vittorio. “I nostri primi interlocutori sono stati fin da subito le forze sociali e la Cgil, perché vogliamo che i nostri connazionali non siano vittime di sfruttamento e vivano pienamente le città in cui scelgono di vivere”.

Il progetto ha coinvolto la Cgil e la Flai regionale, la Camera del Lavoro di Foggia, le categorie provinciali dei tre settori dove più forte è la presenza di lavoratori rumeni: Flai, Filcams e Fillea.

“E’ un importante strumento telematico che si integra con l’attività di tutela e informazione che già svolgiamo con le nostre strutture”, spiega Antonio Gagliardi, segretario generale della categoria agricola regionale. “In Puglia vivono oltre 35mila rumeni, è tra le regioni con la più alta presenza: potranno ottenere informazioni sui contratti di lavoro ma anche relative al rilascio di documenti consolari, per rinnovare i documenti di identità, prenotato un appuntamento presso il Consolato romeno a Bari”.

Numerose le donne di nazionalità rumena impegnate come badanti o nel settore dei servizi, “e quando si rivolgono a noi spesso notiamo assoluta mancanza di informazioni minime sui propri diritti”, evidenzia Angela Villani, segretaria generale della Filcams di Foggia. “Questo servizio aiuterà a superare quello che spesso è un gap linguistico rispetto a questioni più tecniche che attengono ai contratti, e rafforzerà la difesa di questi lavoratori”.

Solo a Cerignola sono oltre mille i rumeni, “e circa 700 sono impiegati in agricoltura – ricorda Daniele Iacovelli, che guida la Flai di Capitanata – E anche noi siamo testimoni di come spesso non si ha conoscenza dei propri diritti, a partire da alcuni istituti importanti come disoccupazione o gli assegni familiari. Questa mancata conoscenza favorisce anche in modo involontario fenomeni di violazione dei diritti. Affiancheremo al totem un figura della Flai di nazionalità rumena per assistere chi vorrà usufruirne. Ovvio che non basta per favorire processi di integrazione, ma dobbiamo sempre ricordare che parliamo di persone che qui vivono, producono, contribuiscono a ricchezza generale, e devono usufruire in pieno dei propri diritti di cittadinanza”.

Integrazione su cui ha insistito il segretario generale della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno: “Vi è una presenza diffusa di lavoratori rumeni in tutto il territorio. Dobbiamo provare ad andare oltre l’inserimento nei contesti in cui vivono, che presuppone relazioni che indubbiamente vi sono, ma con un riconoscimento pieno che è base della vera integrazione”. 

Un progetto dal valore sociale su cui ha insistito Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Puglia. “Per noi è un progetto importante e ambizioso, direi strategico. Deve favorire la creazione di una comunità che qui lavora insieme senza distinzione di nazionalità, che deve avere stessi diritti, perché chi arriva qui porta ricchezza culturale, professionale, e anche economica. Sembra banale ma per i tempi che viviamo va ricordato. La Cgil per statuto e valori è accogliente, solidale, antirazzista. Valori che pratichiamo ogni giorno. Quindi per noi il totem è strumento di informazione sui diritti, ma è un simbolo che va oltre. Dare diritti e tutele ma creare cultura della condivisione, prevenendo conflitti e dumping. Un lavoro ancor più importante in questo territorio, macchiato da caporalato e sfruttamento. Di nostro attiveremo iniziative per fare in modo che questo progetto funzioni sempre meglio e raggiunga i suoi scopi”.

Cerignola, totem informativo per cittadini rumeni

Ven, 15/03/2019 - 15:35

Sono oltre dodicimila i cittadini di nazionalità rumena che vivono in provincia di Foggia, e circa diecimila sono quelli censiti negli elenchi anagrafici dell’Inps come operai agricoli stagionali. E’ soprattutto a loro che si rivolge il progetto che la Cgil e il Consolato di Romania stanno portando avanti da un anno con l’installazione presso alcune Camere del Lavoro di totem informativi, tramite i quali è possibile ottenere in lingua madre informazioni su contratti e diritti oltre che del settore agricolo anche dell’edilizia e dei servizi di cura alla persona. Stamattina a Cerignola è stato inaugurato il terzo di questi totem, dopo quelli collocati presso la Cgil di Bari e di Ginosa, in provincia di Taranto.

Presente il Console generale della Romania, Lucretia Tanase. “Un’iniziativa che risponde a una preoccupazione costante del Governo rumeno, quella di informare e tutelare i cittadini rumeni che lavorano in Italia e in questo territorio”, ha affermato nel corso della conferenza stampa tenutasi presso la Camera del Lavoro della città che ha dato i natali a Giuseppe Di Vittorio. “I nostri primi interlocutori sono stati fin da subito le forze sociali e la Cgil, perché vogliamo che i nostri connazionali non siano vittime di sfruttamento e vivano pienamente le città in cui scelgono di vivere”.

Il progetto ha coinvolto la Cgil e la Flai regionale, la Camera del Lavoro di Foggia, le categorie provinciali dei tre settori dove più forte è la presenza di lavoratori rumeni: Flai, Filcams e Fillea.

“E’ un importante strumento telematico che si integra con l’attività di tutela e informazione che già svolgiamo con le nostre strutture”, spiega Antonio Gagliardi, segretario generale della categoria agricola regionale. “In Puglia vivono oltre 35mila rumeni, è tra le regioni con la più alta presenza: potranno ottenere informazioni sui contratti di lavoro ma anche relative al rilascio di documenti consolari, per rinnovare i documenti di identità, prenotato un appuntamento presso il Consolato romeno a Bari”.

Numerose le donne di nazionalità rumena impegnate come badanti o nel settore dei servizi, “e quando si rivolgono a noi spesso notiamo assoluta mancanza di informazioni minime sui propri diritti”, evidenzia Angela Villani, segretaria generale della Filcams di Foggia. “Questo servizio aiuterà a superare quello che spesso è un gap linguistico rispetto a questioni più tecniche che attengono ai contratti, e rafforzerà la difesa di questi lavoratori”.

Solo a Cerignola sono oltre mille i rumeni, “e circa 700 sono impiegati in agricoltura – ricorda Daniele Iacovelli, che guida la Flai di Capitanata – E anche noi siamo testimoni di come spesso non si ha conoscenza dei propri diritti, a partire da alcuni istituti importanti come disoccupazione o gli assegni familiari. Questa mancata conoscenza favorisce anche in modo involontario fenomeni di violazione dei diritti. Affiancheremo al totem un figura della Flai di nazionalità rumena per assistere chi vorrà usufruirne. Ovvio che non basta per favorire processi di integrazione, ma dobbiamo sempre ricordare che parliamo di persone che qui vivono, producono, contribuiscono a ricchezza generale, e devono usufruire in pieno dei propri diritti di cittadinanza”.

Integrazione su cui ha insistito il segretario generale della Cgil di Foggia, Maurizio Carmeno: “Vi è una presenza diffusa di lavoratori rumeni in tutto il territorio. Dobbiamo provare ad andare oltre l’inserimento nei contesti in cui vivono, che presuppone relazioni che indubbiamente vi sono, ma con un riconoscimento pieno che è base della vera integrazione”. 

Un progetto dal valore sociale su cui ha insistito Pino Gesmundo, segretario generale della Cgil Puglia. “Per noi è un progetto importante e ambizioso, direi strategico. Deve favorire la creazione di una comunità che qui lavora insieme senza distinzione di nazionalità, che deve avere stessi diritti, perché chi arriva qui porta ricchezza culturale, professionale, e anche economica. Sembra banale ma per i tempi che viviamo va ricordato. La Cgil per statuto e valori è accogliente, solidale, antirazzista. Valori che pratichiamo ogni giorno. Quindi per noi il totem è strumento di informazione sui diritti, ma è un simbolo che va oltre. Dare diritti e tutele ma creare cultura della condivisione, prevenendo conflitti e dumping. Un lavoro ancor più importante in questo territorio, macchiato da caporalato e sfruttamento. Di nostro attiveremo iniziative per fare in modo che questo progetto funzioni sempre meglio e raggiunga i suoi scopi”.

Caserta, chiude ex Canapificio. Cgil: 16/3 in piazza

Ven, 15/03/2019 - 14:58

«Il sequestro da parte della magistratura dei locali che ospitano l’ex Canapificio di Caserta, che ha bloccato l’esperienza dello Sprar, è uno schiaffo al lavoro di tanti e tante compagne e compagni che hanno dedicato il proprio tempo ed impegno per creare un modello virtuoso di integrazione che ha lasciato il segno a Caserta. Come Cgil Campania non possiamo che esprimere il nostro convinto sostegno alla realtà dell’ex Canapificio rigettando la cinica strumentalizzazione politica della vicenda perpetuata da alte cariche istituzionali che con il Decreto cosiddetto Sicurezza hanno dare un duro colpo al sistema dell’accoglienza in Italia». Lo dichiara in una nota la segreteria regionale della Cgil Campania. «Nell’esprimere solidarietà ai lavoratori, alle lavoratrici ed ai volontari del centro sociale ex Canapificio e di tutte le realtà che lavorano per l’integrazione, – conclude la nota - domani saremo in piazza a Caserta rispondendo all’appello per una grande mobilitazione nazionale in favore dell’ex Canapificio e vigilerà affinché le autorità preposte si attivino velocemente per trovare soluzioni tempestive e condivise per preservare le esperienze positive avviate sul territorio casertano».