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Aggiornato: 5 hours 58 min fa

Parmalat annuncia 30 esuberi, sindacati preoccupati

Lun, 10/06/2019 - 18:30

È urgente un piano sociale che sostenga l'occupazione in Parmalat. Lo chiedono i sindacati di categoria, dopo la riunione odierna in cui Parmalat Corporate ha annunciato 30 esuberi. Si è tenuto infatti oggi (10 giugno), presso l’Unione industriale di Parma, l'incontro del comitato consultivo del gruppo, convocato per valutare le problematiche derivanti dal nuovo assetto adottato dal gruppo Lactalis a inizio 2019.

Il gruppo ha confermato l’avviata riorganizzazione che lo vede strutturarsi per aree geografiche di mercato, con l’Italia divenuta divisione autonoma, rappresentando il secondo mercato per fatturato a livello mondiale. La proprietà manterrà distinti gli attuali assetti societari, le tre unità di business (Parmalat, Galbani Caseario e Galbani Salumi), le singole reti commerciali e le tre attività di ricerca e sviluppo. Sono confermati i livelli di investimenti previsti, sia produttivi che commerciali. In questo quadro, è stata comunicata l’esigenza di intervenire a livello di Parmalat Corporate, individuando nelle attività internazionali e di finanza della stessa, anche a seguito dell’uscita dalla Borsa, la presenza di 30 esuberi occupazionali, di cui quattro dirigenti. Tale situazione ha portato la società a prevedere l’apertura di una procedura di licenziamenti collettivi. 

Fai, Flai e Uila "hanno chiesto che l’azienda e il gruppo proseguano le iniziative di investimento e di rilancio, rendendo stabili gli attuali assetti e hanno inoltre manifestato l’esigenza di avere informazioni più dettagliate in merito all’acquisizione di Lactalis della Nuova Castelli". In merito alla riorganizzazione occupazionale annunciata, poi, le sigle "hanno manifestato grossa preoccupazione circa la stessa e hanno conseguentemente chiesto che il gruppo predisponga un adeguato e impegnativo piano sociale, che vogliamo discutere e negoziare fin dal prossimo incontro". È infatti fondamentale, per il sindacato, "che Lactalis e Parmalat si impegnino a dare risposte adeguate e soluzioni che sostengano le persone in esubero e che minimizzino l’impatto occupazionale".

Le sigle di categoria si impegnano da subito "affinché l’azienda non adotti soluzioni unilaterali". Al fine di concretizzare questo percorso, verrà a breve fissato un incontro sindacale immediatamente dopo l’avvio della procedura, mentre apposite assemblee di coinvolgimento dei lavoratori, in particolare delle aree interessate, sono già previste per il 24 giugno.

Mercatone Uno: «Il governo deve intervenire»

Lun, 10/06/2019 - 18:19

Nuovi sviluppi in Lombardia e in Puglia sul caso Mercatone Uno che nei giorni scorsi ha dichiarato il fallimento. Oggi (10 giugno), a seguito del sit-in dei 123 lavoratori dei tre punti vendita salentini, una delegazione di otto di loro accompagnata dai segretari provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Lecce ha incontrato il capo di gabinetto del prefetto Beatrice Mariano. Sindacati e lavoratori hanno illustrato tutte le criticità relative alle drammatiche condizioni in cui versano società e dipendenti. I tre punti vendita di Matino, Surano e San Cesario (quest’ultimo gravato da una procedura di sfratto esecutivo) sono chiusi dallo scorso 24 maggio, da quando cioè il Tribunale fallimentare di Milano ha dichiarato il fallimento di Shernon Holding, la società proprietaria di Mercatone Uno.

“La Prefettura con solerzia – riferiscono i sindacati – si è resa disponibile per intervenire con un’azione di impulso presso i ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro per accelerare le procedure relative al rientro nell’amministrazione straordinaria dei 55 punti vendita italiani, azione propedeutica all’attivazione della cassa integrazione per lavoratori”. I sindacati hanno chiesto anche un intervento presso il Mise per chiedere una conferma su quanto dichiarato dal ministro Luigi Di Maio sulla redazione del piano di liquidazione da parte dei tre commissari.

Nel corso dell’incontro sono emerse le difficoltà incontrate dalle famiglie monoreddito o in quelle in cui entrambi i coniugi sono dipendenti della Shernon: pagare un mutuo o rispondere agli impegni economici e finanziari presi finora. Dal verbale d’incontro emerge anche l’impegno assunto dal sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon durante l’incontro del 7 giugno a San Cesario, per una eventuale mediazione per posticipare la data dello sfratto del punto vendita di San Cesario, prevista per il 16 giugno, una scadenza che per i 43 dipendenti del negozio è decisiva perché in quel giorno essi potrebbero perdere la sede fisica necessaria alla ripresa dell’attività lavorativa (anche in considerazione degli esuberi già dichiarati nelle sedi di Surano e Matino).

I sindacati si dicono “cautamente ottimisti per l’intervento della Prefettura, sempre attenta ai temi relativi dal lavoro e alle sue dinamiche. Vorremmo essere altrettanto ottimisti circa il pronto ed operativo intervento del Mise. È bene ricordare come ad oggi la cassa integrazione sia l’unico elemento di serenità per i lavoratori, che non vedono reddito da oltre due mesi ed hanno di fronte a sé un futuro fosco dal punto di vista lavorativo”.

Per quel che riguarda la Lombardia, nel pomeriggio si è svolta un’audizione presso la commissione Attività produttive. “Abbiamo chiesto che Regione Lombardia si faccia parte attiva nel sostenere la nostra richiesta di riconvocare con urgenza il tavolo di confronto con il ministero dello Sviluppo per confermare il ripristino dell’esercizio provvisorio, premessa necessaria per ripristinare il programma di liquidazione dell’amministrazione straordinaria, retrocedere i rapporti di lavoro alle condizioni precedenti la cessione a Shernon e accedere alla cassa integrazione straordinaria con effetto retroattivo dalla data di fallimento di Shernon”. Così riferiscono Cgil, Cisl e Uil regionali che hanno partecipato insieme alle rispettive sigle di categoria Filcams, Fisascat e Uiltucs.

“Vista la crisi sistemica che coinvolge l’intero comparto – aggiungono i sindacati –, abbiamo chiesto di ripristinare l’insieme degli strumenti di gestione delle crisi, aggiornandoli alla nuova normativa sulla cigs. In particolare: il fondo per l’anticipazione sociale delle indennità di cigs, lo strumento per la sospensione dei mutui e/o prestiti in favore delle reti di partenariato sociale per le azioni di riqualificazione professionale”. Altra richiesta riguarda l’istituzione di un luogo di confronto trasversale ai diversi assessorati e con il coinvolgimento delle parti sociali per affrontare tutti gli aspetti riguardanti la situazione di crisi della grande gistribuzione alimentare e non-alimentare e del suo indotto. “In questi termini – conclude la nota – abbiamo inviato una mozione a tutti i capigruppo in vista della seduta del Consiglio Regionale di domani, 11 giugno”.

No allo sblocca-cantieri: sindacati di nuovo in piazza

Lun, 10/06/2019 - 18:17

Di nuovo in piazza Montecitorio per chiedere al governo di rivedere le proprie posizioni sui contenuti del decreto legge ‘sblocca cantieri’, una norma considerata "pericolosa per il settore degli appalti pubblici". Cgil, Cisl e Uil, insieme ad un ampio cartello di associazioni (Acli, Arci, Avviso pubblico, Legambiente, Libera, Sos imprese, Centro Pio La Torre, Kyoto club, Gruppo Abele) tornano a manifestare, martedì 11 giugno, a partire dalle ore 15, con un presidio unitario sotto al Parlamento.

"Come abbiamo già fatto nella manifestazione dei giorni scorsi – dichiarano i segretari nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello e Tiziana Bocchi – torniamo a denunciare le pesanti ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori di questo decreto, per quanto concerne la sicurezza e la corretta applicazione contrattuale. Tutto ciò lo riteniamo un grave errore da parte del governo Conte. Per questo – concludono – invitiamo tutte e tutti a partecipare alla mobilitazione”.

Sulla "pericolosità" del decreto sblocca-cantieri è tornato domenica anche Maurizio Landini: "Non è vero che sblocca i cantieri - segretario generale della Cgil, intervenendo alla manifestazione “Repubblica delle Idee” di Bologna - ma peggiora le condizioni perché allarga il subappalto”.

“Nel nostro Paese – ha sottolineato – il sistema di appalti e subappalti ha prodotto dei pezzi interi dell'economia reale finiti nelle mani della malavita organizzata”. Per cambiare questo aspetto del provvedimento, legato appunto ai subappalti, “serve una grande battaglia. Siccome Confindustria su questo è stata tiepida, noi abbiamo detto che così non funziona perché non siamo disponibili ad accettare un peggioramento delle condizioni”.

Altro autorevole intervento in vista del presidio di martedì 11 giugno è quello di don Luigi Ciotti, presidente di Libera: "Molti autorevoli tecnici e magistrati, pur riconoscendo la necessità di una misura del genere, hanno sottolineato le debolezze, le ambiguità e il potenziale criminogeno di questo decreto - ha detto Ciotti - È un chiaro e deprecabile esempio di come la giustizia sociale possa essere sacrificata ai giochi di potere di una politica che ha perso l’orizzonte fondamentale dell’etica del bene comune".

"Più spazio alla corruzione, con l'incremento di poteri arbitrari dei commissari straordinari svincolati da regole e controlli. Più spazio alle infiltrazioni mafiose, con l'innalzamento della soglia di lavori subappaltabili - continua il presidente di Libera - Più spazio ai cartelli di imprenditori, i soli capaci di volgere a proprio vantaggio un meccanismo insensato di assegnazione delle gare con criteri casuali di esclusione delle offerte. Meno spazio ai diritti e alla sicurezza dei lavoratori, ancora sacrificati sull'altare del profitto, per quanto spesso illecito. Meno spazio a competenze e professionalità, data l'eliminazione di un albo dei professionisti imparziali per le commissioni di gara e la delega alle imprese dell'elaborazione dei progetti esecutivi nell'appalto integrato. In poche parole - conclude il prete antimafia - si sta concimando il terreno su cui potrà attecchire rigogliosa la malapianta della corruttela futura". 

«NeoSocialismo»: cara sinistra, ecco da dove ripartire

Lun, 10/06/2019 - 16:50

NeoSocialismo” (Ediesse, 2018) è un bel libro di Luigi Agostini, persona ben nota nel mondo sindacale italiano, essendo stato in passato segretario nazionale della Fiom, segretario regionale della Cgil del Veneto, segretario confederale della Cgil nazionale e molte altre cose ancora. L’opera di Agostini (attualmente responsabile dell’area ricerca della Fondazione Isscon) prende le mosse da due momenti, distanti e consequenziali, che hanno acuito una frattura di natura geo-politica iniziata lo scorso secolo. È il dicembre 1989 quando la cortina di ferro che per decenni aveva visto frapposti due blocchi dell’Europa e del mondo si inizia a sbriciolare sotto le spinte indipendentiste di molti popoli dell’Est. Tale evento rappresenta la fine di uno dei più grandi esperimenti politico-sociali nella storia dell’uomo: il socialismo sovietico.

Diciotto anni più tardi, nel 2007, il fallimento di un’oscura – almeno per noi italiani – banca d’affari specializzata nella concessione di mutui per l’acquisto di case, segna un’ondata di crisi i cui venti si propagano in mezzo mondo. Effetti pesanti che ancora oggi imperversano nella società, nel nostro lavoro, nella nostra esistenza, tra le classi più deboli: è la crisi del capitalismo moderno. Una crisi derivata dalla finanziarizzazione dell’economia e dalla crescente rincorsa alla massimizzazione del profitto, che, come disse Lawrence McDonald, rende quasi immortali, onnipotenti. È il crollo dell’economia dei derivati tossici, malati, di cui non importava a nessuno, perché a Wall Street “i soldi chiamano i soldi”.

Il presente, per Agostini, è permeato dalla luce accecante di questi due momenti storici. Ed è in questo caos che la sinistra cede terreno alla destra. Ma non tutto è perduto: ci sono ancora margini di manovra per lanciare una controffensiva. Come afferma l’autore, “la sinistra odierna non può e non deve rispondere solamente con l’idea di uno spazio aperto e cosmopolita, ma deve cercare una riconquista dello spazio europeo con la forza dell’ideologia”.

Nelle pagine di questo volume si afferma con forza l’esigenza di un ripensamento del ruolo della sinistra, non soltanto in un’ottica meramente politica, ma anche e soprattutto culturale e sociale. Per colmare questa lacuna ideologica bisogna rivisitare la teoria prima ancora che la pratica, per tornare in campo con soluzioni e idee più coerenti con i nostri tempi. Nelle parole di Agostini trapela un po’ questo, l’esigenza di una rivisitazione, di una chiamata alle armi, di una presa di coscienza volta a sovvertire l’andamento della sinistra attuale e ridurre quello iato tra sinistra e popolo che ormai da troppi anni va avanti e che, con la crisi economica, si mostra in tutta la sua potenza tellurica: bisogna lottare, ma con un nuovo punto di vista di sistema, al passo con i nostri tempi.

L’autore dedica un’ampia parte della sua trattazione al concetto di lavoro, compiendo una disamina circa i mutamenti sostanziali, sia da un punto di visto storico che culturale. Agostini parte da una premessa importante, che permea gran parte della sua riflessione; la convinzione di fondo è che rimane aperto, e insoluto come mai prima, il problema dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il capitalismo attuale è figlio della rete Internet. Finanza, produzione, distribuzione, consumo, stili di vita: la rete è il dio Pan che plasma ogni singolo aspetto della nostra esistenza e attua una metamorfosi sia a livello sociale che culturale. Nell’era odierna calcolo e tempo sono le due risorse che ridefiniscono le nuove gerarchie; è l’era del trionfo dei giganti del silicio, dell’informazione e dell’algoritmo, ma anche quella di nuove forme di schiavismo della civiltà umana.

Già nel 1859 Marx aveva profetizzato che il centro della questione si sarebbe “spostato dalla problematica del salariato a chi detiene il sapere”, una frase che oggi ha il sapore di un terribile monito. Ma se nel secolo scorso il lavoratore conservava una minima dignità nell’attività lavorativa, l’avvento del digitale porta a una quasi completa erosione di questo aspetto, perché come afferma Agostini, “se è vero che le macchine consentono all’uomo di dedicarsi selettivamente all’attività poietica del lavoro, è anche vero che sono in grado di estendere al cervello il dominio che Taylor puntava a estendere sui corpi”. L’algoritmo è un surrogato dell’ufficio tempi e metodi della fabbrica, che con il cottimo rende i lavoratori sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi: è la neo-taylorizzazione del lavoro moderno, che pur rende schiavi come all’inizio del Novecento. I poteri occulti e i messaggi subliminali che indirizzavano i gusti e le tendenze dell’uomo sono un retaggio del passato; i big data sono diventati la spada di Damocle che plasma le opinioni pulviscolari e consentono di costruire significati nell’immaginario collettivo.

Sono gli utenti che – in un circolo vizioso – alimentano la rete in un processo senza fine, e questo perché l’algoritmo genera la fascinazione di una potenza ai limiti della magia. Ne sa qualcosa il patron di Amazon, una delle sette sorelle del silicio, i cui lavoratori, relegati ai livelli più infimi del processo di creazione del valore, sono diventati autonomi, costretti a inseguire una perenne massimizzazione del ciclo produttivo, e a turni di lavoro massacranti per tenere alto il nome di quella che dovrebbe essere “l’azienda più attenta alla soddisfazione al consumatore”. E che dire di Zara, H&M e tante altre che grazie ai big data possono sfornare analisi predittive e sapere con estrema accuratezza quali capi produrre e quali no? “Timeo danos et dona ferentes”, avrebbero detto i latini: queste nuove tecnologie demistificano la realtà, perché ci danno l’impressione di essere liberi, ma è una libertà fallace, uno strumento di controllo delle relazioni sociali, del nostro modo di lavorare, un modello a metà tra l’esperienza benthamiana e quella orwelliana.

In questo contesto così complesso il lavoro muta la sua essenza e assume nuovi significati: un lavoro che nel corso degli anni è sempre più avulso e spogliato del suo valore. Un lavoro che, come affermava Luciano Gallino (“Il lavoro non è una merce”, Laterza, 2007), è divenuto una merce che viene venduta al migliore offerente. La stessa categorizzazione del lavoro – elemento di straordinaria importanza nelle lotte di classe – va lentamente a scemare, soggiogata dalla potenza di calcolo e dal capitalismo informativo. Una frattura che risale alla parcellizzazione delle mansioni tanto agognata da Taylor, che spianò la strada alla divisione del lavoro fordista e che oggi, nell’era dell’automazione e del dataismo, mira a rendere gli uomini schiavi delle macchine stesse e il prodotto non più output del lavoro, ma di colui che detiene i capitali necessari a gestire la fabbrica.

Il digitale in questo ha terreno fertile; è l’artefice che ha reso insopportabile il sistema egualitario sovietico del secolo scorso, perché, come afferma Agostini in un passaggio del libro, “ha rotto gli argini che costringevano a essere quelli che eravamo perché nati in quel posto”, facendo emergere uno spasmodico desiderio di individualità che non ha eguali nella storia. Un processo che avanza al galoppo anche nella Cina comunista, grazie al super-controllo attuato su Internet, e-mail, social network. La verità è che si è creato un divario incolmabile tra la sinistra e il periodo storico attuale: la prima fa sempre più fatica a decifrare il secondo. In un contesto come quello appena descritto, sembra tuttavia che qualcosa riesca a muoversi. Il vento, a quanto pare, inizia a girare anche per i giganti immortali dell’algoritmo: cresce l’opinione pubblica e si allarga la gamma dei soggetti sociali, come associazioni o istituzioni di garanzia, che rivendicano una propria autonomia delle identità.

Lo scandalo di Cambridge Analitica e lo sciopero dei lavoratori di Amazon a Piacenza sono solo frammenti di un movimento di protesta dai connotati più ampi ed è in questo che la sinistra – a detta dell’autore del libro – deve ripartire. Non basterà, tuttavia, rivendicare che gli algoritmi siano condivisi e trasparenti, ma bisognerà spingere affinché si crei una potestà pubblica sulle stesse attività di ricerca, riconoscendo che ogni ricerca e utilizzo di dati sia esso stesso di dominio pubblico garantito, alla stessa stregua dei beni comuni, “se vogliamo creare delle forme partecipative dove gli individui non siano più un’azione di consumo di quanti altri decidono di decidere”.

Le tecnologie sono come un Giano bifronte: possono essere foriere di autonomia, ma in un certo qual modo anche di schiavitù, e bisogna essere pronti a questa sfida per non finire sotto la valanga. Da qui, avvisa Agostini, bisogna ripartire per poter elaborare una strategia che ci permetta di estendere nuove forme di garanzie e di protezione ai sottomessi delle nuove gerarchie del capitalismo delle piattaforme, ed è in questa fase che può prendere piede un nuovo Rinascimento della sinistra. Perché non possiamo lasciare che una sparuta minoranza di enti privati e aziende controllino il buono e il cattivo tempo della società odierna: l’unico deterrente per frenare l’ascesa del Grande Fratello risultano essere i soggetti collettivi in grado di riportare la potenza di calcolo sotto l’egida della collettività.

Alla luce di questo, bisognerà attuare un nuovo riformismo del sindacato, comprendente sia una rinnovata strategia contrattuale che una classificazione professionale, perché le organizzazioni di rappresentanza non possono più ragionare con i meccanismi del passato e rimanere prigionieri del loro ieri, ma devono evolvere per fronteggiare un’innovazione epocale come quella dell’algoritmo e per ridare un valore al lavoro e la dignità che compete all’essere umano.

Fillea e Filt, 13 giugno iniziativa su sicurezza nei cantieri stradali

Lun, 10/06/2019 - 16:46

Giovedì 13 giugno dalle 9.30, si terrà a Roma presso la sede nazionale di Fillea e Filt Cgil (Via Morgagni 27) l'iniziativa dal titolo “Più sicurezza sul lavoro, Più sicurezza per la viabilità. L’infortunio stradale non è sempre un incidente”. L’iniziativa, organizzata da Fillea e Filt Cgil, è un’occasione per fare il punto, a quattro mesi dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sulle principali novità presenti nel nuovo decreto ministeriale sulla sicurezza nei cantieri stradali e autostradali in presenza di traffico  veicolare che si applica a tutti i gestori della rete stradale e autostradale nazionale, pubblica e privata e alle imprese appaltatrici, esecutrici o affidatarie che operano sulla medesima rete.Interverranno oltre ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali coinvolte, i rappresentanti dei ministeri del Lavoro e dei Trasporti, della polizia stradale, dell’Inail e del coordinamento salute e sicurezza delle Regioni che hanno partecipato al tavolo tripartito attivato presso il ministero del Lavoro.

IL PROGRAMMA

Filcams, riconoscere il valore del lavoro stagionale

Lun, 10/06/2019 - 16:37

"Come possono, gli albergatori, trovare lavoratori per la stagione estiva? Garantendo loro il rispetto dei turni di riposo giornaliero e settimanale, il corretto inquadramento, il pagamento degli straordinari, le maggiorazioni per il lavoro festivo, domenicale, notturno; in poche parole, assumere lavoratori con le condizioni del contratto nazionale del turismo”. Così Cristian Sesena, segretario nazionale Filcams Cgil.

Invece, sarebbero vietati i finti contratti part time, con lavoro effettivo di 60 ore alla settimana, retribuire i lavoratori in nero e tutte quelle forme di lavoro grigio che nascondono illeciti e abusi, spesso subiti dagli addetti del settore pur di avere un lavoro. I continui tentativi di ridurre i costi, in particolare quelli del lavoro, per aumentare i profitti, vanno a discapito del settore turistico, della qualità del servizio offerto e delle condizioni di lavoro. “Il reddito di cittadinanza non c'entra, è la responsabilità sociale d'impresa che latita da troppo tempo sulle nostre coste, soprattutto d'estate”, aggiunge il dirigente sindacale.

Anche per questi motivi, la Filcams ha lanciato la campagna di informazione e comunicazione #BackStage, il lavoro che non vedi vale, che vuole mettere in evidenza e valorizzare l’impegno e la professionalità di chi è dietro le quinte, richiamando l’attenzione anche dei viaggiatori sull’importanza di tutto quello che non vedono, ma è fondamentale per rendere 'indimenticabile' la loro vacanza. Una campagna che potrà essere utile anche agli stessi imprenditori del settore.

Muore a Bologna mentre consegna la pizza con lo scooter

Lun, 10/06/2019 - 16:22

Ha perso la vita mentre svolgeva il suo lavoro di consegna pasti per conto di una pizzeria. La vittima è Mario Ferrara, 51 anni. L’incidente è avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 giugno in via del Lavoro, periferia di Bologna, dove lo scooter sul quale viaggiava si è scontrato con un’auto della Polizia. Feriti in modo non grave i due agenti che erano sulla volante.

La Cgil di Bologna sarà presente al presidio indetto in città per le ore 18 da Rider Unions Bologna. “Esprimiamo il più sincero cordoglio alla famiglia della vittima – afferma la Camera del lavoro in una nota –. La privazione dei diritti dei ciclofattorini e la deregolamentazione del mondo del lavoro avvenuta e perseguita da parte di qualcuno in questi anni vedono sempre più spesso il verificarsi di vere e proprie tragedie, soprattutto tra i precari, i lavoratori degli appalti o comunque tra i tanti privi di tutele di qualsiasi genere. Non è più rinviabile un confronto tra piattaforme/imprese, organizzazioni sindacali e lavoratori sulle condizioni di lavoro e sul tema della sicurezza sul lavoro”.

“Ci auguriamo – conclude la Cgil bolognese – che chi è preposto accerti rapidamente le responsabilità, e che le istituzioni e la politica si interroghino su quanto sta accadendo. Perdere la vita è sempre qualcosa di drammatico, ma è del tutto inaccettabile perderla lavorando, mentre si compie un'azione tanto quotidiana quanto necessaria per vivere”.

Fisco, proposte ingiuste e regressive

Lun, 10/06/2019 - 15:23

“Una riforma ingiusta e regressiva, finanziata da condono, spesa in deficit e da una partita di giro sulle detrazioni, a vantaggio esclusivo dei redditi alti e non di quelli bassi che rischiano invece di non ricevere alcun beneficio”. È questo il duro giudizio della Cgil sulla Flat Tax e sulla riforma fiscale ventilata dal governo.

Sulla base di quanto anticipato da esponenti di governo, con la riduzione delle aliquote, da cinque a tre, per la Cgil “si perderebbe la giusta progressività, avvantaggiando i ricchi: tanto più alti saranno i redditi, maggiori saranno i vantaggi; mentre per i contribuenti sotto la soglia dei 26 mila euro potrebbe addirittura essere più vantaggioso restare nell'attuale sistema”.
 
Inoltre, per il sindacato, il progetto dell’esecutivo è “ingiusto” perché, spiega, “oltre a recuperare risorse da un ennesimo gigantesco condono (15 mld), ne incassa altre dal taglio alle spese fiscali, detrazioni e deduzioni (fino a 15 mld, il resto in deficit). Quindi una partita di giro poiché, per finanziare tale riforma, alcune persone, soprattutto quelle con i redditi più bassi, si vedranno ridurre le detrazioni, ad esempio per spese mediche e istruzione”.

“Il Paese – conclude la Cgil – ha necessità di una vera riforma fiscale, così come rivendichiamo nella Piattaforma elaborata con Cisl e Uil, ma serve garantire equità attraverso la progressività, e partire da chi ha più bisogno, da lavoratori e pensionati riducendo loro le tasse, e agendo, nell’immediato, con l’aumento delle detrazioni”.

Decreto sicurezza, 13 giugno convegno Cgil a Roma

Lun, 10/06/2019 - 15:22

“La sicurezza vive di democrazia. La nostra Carta costituzionale è la garanzia più alta”. Questo il titolo dell'iniziativa che si tiene a Roma giovedì 13 giugno, con appuntamento alle ore 15 presso la sede della Cgil nazionale, dedicata al varo del decreto sicurezza. Introduce Giuseppe Massafra, segretario confederale Cgil. Partecipano Giovanni Maria Flick, presidente emerito Corte costituzionale; Andrea Ronchi, avvocato e consulente legale Coordinamento immigrazione Cgil; Mariarosaria Guglielmi, segretaria generale Magistratura democratica; Giuseppe Tiani, segretario generale Siap; Daniele Tissone, segretario generale Silp Cgil. Conclude Maurizio Landini, segretario generale Cgil nazionale.

Sanità Lazio, accordo internalizzazione Ares 118

Lun, 10/06/2019 - 15:12

“Un buon accordo che prevede la reinternalizzazione progressiva di tutti i servizi e la salvaguardia del personale che svolge servizio di emergenza, che oggi è per metà affidato al privato”, sono soddisfatti Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di Fp Cgil Roma e Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – dopo la firma del verbale d’incontro con l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, e il commissario di Ares 118, Maria Paola Corradi.

“Abbiamo concordato un percorso graduale di reinternalizzazione con ambiti territoriali differenziati, da concludere nell’arco di 36 mesi, a partire da Roma Capitale per poi essere esteso anche a Latina, Viterbo, Rieti e Frosinone”, spiegano i tre segretari regionali di categoria. “È un’intesa che va nella direzione giusta, come chiediamo da tempo. È previsto un investimento strutturale per il potenziamento del servizio di emergenza e dei relativi mezzi. Ma soprattutto è previsto il mantenimento di tutto il personale in servizio, infermieri e autisti soccorritori, prima attraverso la garanzia dei posti lavoro con la clausola di salvaguardia nelle gare d’appalto e poi con l’avvio di un percorso mirato a valorizzare le competenze presso Ares 118”. 

“Ora vigileremo sull’attuazione dell’accordo, a cui Regione e Ares 118 dovranno dare concretezza”, concludono Di Cola, Chierchia e Bernardini. “Iniziando dal cronoprogramma che dovrà essere definito e concordato in tempi rapidissimi”.

'Ndrangheta, Filcams Calabria lancia campagna "Caffè corretto"

Lun, 10/06/2019 - 15:02

La Filcams Cgil Calabria lancia la campagna “Caffè corretto” per un turismo sano e fondato sulla legalità. L'iniziativa, nata dopo la recente operazione della Dda di Catanzaro “Malapianta” che ha svelato le infiltrazioni della 'ndrangheta nel settore turistico sulla costa ionica, è finalizzata a creare una vera e propria alleanza tra sindacati, imprese, istituzioni e associazioni. “Quando si scopre che la 'ndrangheta impone persino la marca del caffè alle aziende significa che siamo tutti in pericolo, nessuno escluso”, spiega il segretario generale della Filcams Cgil Calabria Giuseppe Valentino: “Da qui l’idea di ‘correggere’ questo caffè con i valori dell'antimafia e dell'economia virtuosa”.

Per Valentino “tutte le forze sane della Calabria devono mettersi insieme per costruire un progetto serio e concreto che dia realmente ai nostri giovani lo stimolo per non andarsene. Sono necessarie azioni comuni per dimostrare che si può vivere in Calabria sconfiggendo le logiche ’ndranghetiste”. Il segretario della Filcams regionale lancia anche un appello alle istituzioni: “Da alcune settimane stiamo sollevando l'attenzione sulle difficoltà del settore turistico e abbiamo chiesto al presidente della Regione un incontro ufficiale per capire cosa fare, ma ancora non abbiamo avuto risposta. Allora è il momento di una darci una sveglia, di dire ‘prendiamoci insieme un caffè’ e costruiamo una differente condizione di lavoro in Calabria”.

Sciopero metalmeccanici: 12 giugno conferenza stampa a Milano

Lun, 10/06/2019 - 14:50

I metalmeccanici sciopereranno 8 ore in tutta Italia venerdì 14 giugno con tre grandi manifestazioni di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, in contemporanea a Milano, Firenze e Napoli per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, i salari, i diritti. Per illustrare i dettagli della manifestazione di Milano e fare il punto sulle principali situazioni di crisi aperte in Lombardia, Fim, Fiom e Uilm regionali organizzano una conferenza stampa mercoledì 12 giugno alle 11 in via Vida 10 a Milano. Interverranno i tre segretari generali regionali di Fim, Fiom e Uilm Lombardia, Andrea Donegà, Alessandro Pagano e Giuliano Gritti.

Whirlpool, 11 giugno comitati unitari sindacati a Napoli

Lun, 10/06/2019 - 13:23

Si tengono martedì 11 giugno a Napoli, presso la Sala dei Baroni al Maschio Angioino, i comitati direttivi provinciali di Cgil, Cisl e Uil, in concomitanza con il consiglio comunale straordinario monotematico sulla vicenda Whirlpool. “Questa settimana è decisiva – hanno sottolineato i segretari generali Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati –, ci sono importanti appuntamenti per la soluzione della vertenza Whirlpool. Come abbiamo più volte affermato, per le modalità con le quali la multinazionale ha definito le sue scelte e per l'assenza di effettive ragioni di merito per giustificarle, la decisione dell'azienda è inaccettabile e fa di questa vertenza un vertenza emblematica per il nostro territorio e per l'intero Mezzogiorno”. Per questo motivo, hanno precisato Schiavella, Tipaldi e Sgambati, è necessario che “il sostegno della città e delle confederazioni si manifesti concretamente con momenti simbolici e visibili”. Un impegno che, secondo il sindacato, è necessario “per vincere questa battaglia e fermare il processo di desertificazione industriale della città”.

Appalti: Cgil, Cisl, Uil, in presidio contro Sblocca Cantieri 

Lun, 10/06/2019 - 12:44

Per chiedere al governo di rivedere le proprie posizioni sui contenuti del decreto legge ‘Sblocca Cantieri’, Cgil, Cisl e Uil promuovono per domani, 11 giugno, a partire dalle ore 15, un presidio unitario in piazza Monte Citorio a Roma. 

“Questa approvazione legislativa che riteniamo pericolosa per il settore degli appalti pubblici, come abbiamo già avuto modo di condividere nella manifestazione dei giorni scorsi, si scaricherà – dichiarano i segretari nazionali di Cgil, Cisl, Uil, Giuseppe Massafra, Andrea Cuccello e Tiziana Bocchi – con pesanti ripercussioni sulle lavoratrici e sui lavoratori per quanto concerne la sicurezza e la corretta applicazione contrattuale. Tutto ciò lo riteniamo un grave errore da parte del governo Conte. Per questo – concludono – invitiamo tutte e tutti a partecipare alla mobilitazione”.

Muore al Porto di Ancona, è sciopero

Lun, 10/06/2019 - 12:05

Un giovane dipendente di un’agenzia marittima è stato colpito stamattina (10 giugno) da un cavo durante lo svolgimento del suo lavoro al porto di Ancona. Poco dopo è morto per le ferite riportate. L’ennesima tragedia sul lavoro di quest’anno ha spinto Cgil, Cisl e Uil, e Filt, Fit e Uiltrasporti a fermarsi domani per un’ora di sciopero con sit-in davanti alla sede dell’Autorità portuale dalle 11 alle 12. La somma che sarà raccolta da questa ora di sciopero verrà devoluta alla famiglia della vittima.

“Sarà comunque la magistratura a fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente – affermano i sindacati provinciali anconetani in una nota congiunta –. Da tempo il sindacato denuncia il problema delle interferenze sulle banchine, che sono causa costante di incidenti sul lavoro anche mortali. L'ultimo, in ordine di tempo, era stato quello accaduto sulla piattaforma, al largo del mare Adriatico”.

I sindacati hanno chiesto da tempo un coordinamento sulla sicurezza per il porto tra le aziende operanti all'interno dello scalo, per discutere “proprio di questo problema ma, ancora una volta, siamo rimasti inascoltati”. Ora, però, dicono “basta alle tragedie annunciate e alle morti bianche che lasciano nella disperazione le famiglie il cui padre, fratello o figlio, ancora nel terzo millennio, muore lavorando”.

Domani, 11 giugno, è anche previsto un incontro già programmato con l'Autorità portuale: nell’occasione, “chiederemo di cambiare l'ordine del giorno parlando di sicurezza e la convocazione del Prefetto”.

Produzioni ridotte e cig, tensione su ArcelorMittal

Lun, 10/06/2019 - 12:05

“Chiederemo una verifica sull'attuazione dell'accordo sulle strategie industriali e produttive e sugli investimenti relativi al risanamento ambientale”. È questo l’approccio della Fiom Cgil, esplicitato dalla segretaria generale Francesca Re David, all'incontro che si tiene oggi (lunedì 10 giugno) con ArcelorMittal. Per l’esponente sindacale, inoltre, “vista la situazione, il ministro Di Maio non può sottrarsi a una convocazione urgente, che per noi deve arrivare già nei prossimi giorni”.

Il 6 maggio scorso ArcelorMittal aveva manifestato l'intenzione di tagliare temporaneamente la produzione di acciaio in Europa con una riduzione di tre milioni di tonnellate annue, a causa della grave crisi del mercato, annunciando nello specifico la riduzione del volume di produzione programmata per lo stabilimento di Taranto da sei a cinque milioni di tonnellate. La Fiom “immediatamente, insieme alle altre sigle sindacali, formalizzò le richieste di incontro ad ArcelorMIttal e contemporaneamente al ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, garante dell'accordo siglato il 6 settembre 2018”.

Ma l'azienda ha fatto precedere l'incontro programmato per oggi dall'annuncio dell'apertura della cassa integrazione ordinaria per 13 settimane, che coinvolgerà 1.400 lavoratori dello stabilimento di Taranto. “Una misura – illustra Re David – che mostra quindi una totale indifferenza alla discussione con i sindacati rispetto a come affrontare una contrazione del mercato a pochi mesi dall'accordo”.

Dal ministero dello Sviluppo economico, inoltre, non è arrivata alcuna convocazione. “È paradossale che, a fronte della preoccupante decisione di ArcelorMittal di ricorrere alla cassa integrazione, con il rischio di ripercussioni produttive sugli altri siti italiani – conclude la segretaria generale della Fiom Cgil –, il ministero continui a non convocare le organizzazioni sindacali e la multinazionale per una verifica degli impegni sottoscritti e in considerazione della delicata fase produttiva che per noi non può assolutamente compromettere il programma di investimenti e occupazionale”.

Carceri: 11 giugno a Milano iniziativa 'Oltre le sbarre'

Lun, 10/06/2019 - 10:56

 'Oltre le sbarre, il lavoro delle donne in divisa', questo il titolo dell'iniziativa promossa dalla Funzione Pubblica Cgil che si terrà domani, martedì 11 giugno, nella Casa Circondariale di San Vittore, a Milano, in Piazza Gaetano Filangieri 2, dalle 9.30 alle 13. Al centro il tema della parità di genere nel personale di Polizia Penitenziaria e per tutte le donne in divisa. Nell'occasione verrà nuovamente illustrata la piattaforma per le pari opportunità tra uomini e donne negli istituti di reclusione, ideata e proposta dalla Fp Cgil e già presentata lo scorso 5 marzo al Capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, che interverrà durante l'iniziativa.

Presiede Manuela Vanoli (segretaria generale Fp Cgil Lombardia). È previsto inoltre il saluto di Giacinto Siciliano (direttore della Casa Circondariale di San Vittore). Ad intervenire, oltre a Francesco Basentini (capo dipartimento Amministrazione Penitenziaria), sono Pietro Buffa (provveditore Dap Regione Lombardia) e Elena Lattuada (segretaria generale Cgil Lombardia). 

"Da tempo crediamo che la parità di genere nel personale degli istituti penitenziari e per tutte le donne in divisa sia una questione civile non più rinviabile - fa sapere la Fp Cgil -. Presenteremo nuovamente la nostra piattaforma, le nostre proposte e idee, per chiedere alle istituzioni competenti un riscontro concreto e costruttivo. Vogliamo favorire uno scambio, un momento di confronto, importante per arrivare insieme a soluzioni possibili", conclude.

Città di Castello: 13 giugno LinkUp, su salute e territorio

Lun, 10/06/2019 - 10:53

Un seminario partecipato da tutti i protagonisti di Link up, per discutere i risultati del progetto di rilevanza locale co-finanziato dalla Regione Umbria e realizzato dall'associazione di promozione sociale C'entro!, il 13 giugno, alle ore 17, presso la nuova biblioteca comunale di Città di Castello. Partner del progetto sono il Comune di Città di Castello, capofila dei Comuni della zona sociale, la USL Umbria1, lo Spi Cgil Alto Tevere, la sezione locale della Croce Rossa, l'Istituto Cavallotti, le Farmacie Tifernati e quelle del Comune di Umbertide, la Onlus CSAArezzo.

Il progetto ha coinvolto molte decine di persone in tutto il territorio dell'Alto Tevere per identificare, dal loro punto di vista, le risorse materiali ed immateriali che, attivate in modo innovativo, creativo e coordinato, possano fare la differenza per il benessere e la salute dei cittadini. Una particolare attenzione ha avuto il tema della prevenzione e del contrasto alle dipendenze. Al convegno partecipano, per commentare le interessanti suggestioni fornite dai diversi gruppi, l'Associazione Architetti di Città di Castello e il Presidente dell'Istituto di storia V.Gabriotti. 
Tutti i partner con il Cesvol regionale e la Regione Umbria, sono chiamati a raccogliere la voce di cittadini e cittadine per trasformarla in azioni innovative concrete, attivando tutte le risorse spendibili "a costo zero" e finalizzando quelle finanziarie ed istituzionali disponibili in forma collaborativa, strategica ed efficace.
Al termine del convegno sarà proiettato il docufilm La Città del Gioco, vincitore del Controvento film festival, del regista Emiliano Mancuso, recentemente scomparso. Videomaker e fotografo, Emiliano Mancuso era nato a Roma, nel 1971. Collaborava con importanti testate nazionali e internazionali e dal 2009 era rappresentato dall’agenzia Contrasto. Dal 2011 coordinava e insegnava al Master in fotogiornalismo contemporaneo a Officine fotografiche Roma.

Ccnl casse previdenziali: Sindacati, subito il rinnovo

Lun, 10/06/2019 - 10:23

“I lavoratori delle casse previdenziali reclamano il rinnovo del ccnl atteso da troppi anni, in un comparto fondamentale per il sistema paese, visto che cura la previdenza di circa due milioni e mezzo di professionisti, con un patrimonio di circa 85 miliardi di euro”. A dirlo sono i coordinamenti nazionali Adepp di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa: “Attualmente le trattative sono sospese in attesa che la delegazione trattante, incaricata dai presidenti delle casse previdenziali, proponga un'idea di rinnovo che al momento non ci è ancora stata comunicata. Nonostante in tutti questi anni i dipendenti di questi enti hanno garantito un servizio di qualità, spesso celebrato da ciascun presidente. Confidiamo che rapidamente si concluda una trattativa iniziata ormai circa un anno fa”.

Landini, decreto sblocca-cantieri allarga il subappalto

Lun, 10/06/2019 - 10:07

"Non siamo d'accordo con ciò che il governo sta facendo sul cosiddetto decreto sblocca cantieri. Non è vero che sblocca i cantieri, ma peggiora le condizioni perché allarga il sub appalto". A dirlo è il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, intervenuto domenica 9 giugno alla manifestazione "Repubblica delle Idee" di Bologna. "Nel nostro Paese - ha sottolineato - il sistema di appalti e sub appalti ha prodotto dei pezzi interi dell'economia reale finiti nelle mani della malavita organizzata". Per cambiare questo aspetto del provvedimento, legato appunto ai sub appalti "serve una grande battaglia. Siccome Confindustria su questo è stata tiepida, noi abbiamo detto che così non funziona perché non siamo disponibili ad accettare un peggioramento delle condizioni".