Le Casse per l’integrazione del salario

Come in passato continueranno ad esistere due tipologie di Cassa integrazione, l’ordinaria e la straordinaria. Il Contratto di solidarietà diventa una fattispecie dell’integrazione salariale straordinaria.

PER CHI?

I trattamenti di integrazione salariale sono destinati a lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato, compresi gli apprendisti (apprendistato professionalizzante). I lavoratori devono possedere nell’unità produttiva per la quale è richiesto il trattamento un’anzianità di effettivo lavoro di almeno 90 giorni alla data di presentazione della domanda. Nel caso di impresa subentrante in appalto, l’anzianità si computa tenendo conto del periodo durante il quale il lavoratore è stato impiegato nell’attività appaltata. Sono esclusi i dirigenti e i lavoratori a domicilio.

QUANTO SPETTA?

Il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate. L’importo del trattamento comunque non può superare per l’anno 2015 gli importi massimi mensili seguenti:

  • 971,71 euro quando la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, è pari o inferiore a 2.102,24 euro;
  • 1.167,91 euro quando la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, è superiore a 2.102,24 euro.

Dal 2016, gli importi massimi del trattamento sono adeguati alla variazione annuale dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati. Il trattamento di integrazione salariale sostituisce in caso di malattia l’indennità giornaliera di malattia, nonché l’eventuale integrazione contrattualmente prevista, non è, invece, dovuta per le festività non retribuite e per le assenze che non comportino retribuzione. Ai lavoratori beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori a orario normale, l’assegno per il nucleo familiare.

PER QUANTO TEMPO?

In vigore dal 24 settembre 2015, il trattamento ordinario e quello straordinario di integrazione salariale non possono superare la durata complessiva di 24 mesi in un quinquennio mobile.
Per le imprese industriali e artigiane dell’edilizia e affini, di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, la durata massima complessiva è di 30 mesi in un quinquennio mobile.

ALTRI DETTAGLI

I periodi di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per i quali è ammessa l’integrazione salariale sono riconosciuti utili ai fini del diritto e della misura alla pensione anticipata o di vecchiaia. Per questi periodi il contributo figurativo è calcolato sulla base della retribuzione globale cui è riferita l’integrazione salariale.
Il pagamento delle integrazioni salariali è effettuato dall’impresa ai dipendenti aventi diritto alla fine di ogni periodo di paga ed è rimborsato dall’INPS all’impresa. In presenza di serie e documentate difficoltà finanziarie dell’impresa, su espressa richiesta di questa può essere autorizzato il pagamento diretto da parte dell’INPS territorialmente competente.
Nel caso sia programmata una sospensione o riduzione superiore al 50% dell’orario di lavoro, calcolato in un periodo di 12 mesi, i lavoratori beneficiari, sono chiamati dai Centri per l’impiego e sono soggetti a percorsi di riqualificazione o a lavori socialmente utili.
Il lavoratore che svolga attività di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo di integrazione sa- salariale non ha diritto al trattamento per le giornate di lavoro effettuate.
È tenuto a darne preventiva comunicazione alll’INPS.

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