L’ingresso in Italia

Per entrare in Italia, uno straniero extracomunitario deve essere in possesso del visto d’ingresso, che viene rilasciato dall’Ambasciata italiana del Paese di provenienza.
Il visto d’ingresso è rilasciato per lo stesso motivo per cui lo straniero vuole entrare nel Paese.
In alcuni casi il visto è rilasciato a seguito di un nulla osta (autorizzazione) che è concesso dallo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura in Italia: ad esempio per gli ingressi per lavoro o per ricongiungimento familiare.

L’ingresso per lavoro

Se vuoi venire in Italia per lavorare, è importante sapere che ogni anno il Governo decide il numero massimo di ingressi di cittadini extracomunitari (quote d’ingresso) attraverso il decreto flussi, in base alle esigenze di lavoro del Paese. Ad ogni decreto, il datore di lavoro che vuole assumerti deve fare richiesta allo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura, che rilascerà il nulla osta al lavoro, in base alle quote d’ingresso.
Per alcuni tipi di lavoro (infermieri, personale dello spettacolo, ecc.) non c’è un decreto flussi che limita l’ingresso; quindi, il datore di lavoro può presentare una richiesta di nulla osta in qualsiasi momento.

L’ingresso per ricongiungimento familiare

Se vuoi far venire un tuo familiare in Italia, devi presentare una domanda di “nulla osta al ricongiungimento familiare”.
Puoi richiederlo per:

  • coniuge non legalmente separato e di età superiore a 18 anni;
  • figli minori di anni 18, anche del coniuge o nati fuori del matrimonio, non sposati, se l’altro genitore dà la sua autorizzazione;
  • figli maggiorenni a carico, che sono invalidi totali;
  • genitori a carico, se non hanno altri figli nel Paese di origine, oppure genitori con più di 65 anni, se gli altri figli non possono mantenerli per gravi motivi di salute.

La domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare può essere presentata in qualsiasi momento, anche quando sei in possesso del “cedolino”, la ricevuta che attesta che hai chiesto il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Devi anche avere alcuni requisiti come il reddito e l’alloggio idoneo. Dopo che hai presentato la domanda, lo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura ti dà un appuntamento per consegnare i documenti.

Cos’è il permesso di soggiorno

Il permesso di soggiorno è un’autorizzazione rilasciata dalla Questura che dà allo straniero il diritto di stare nel territorio italiano. La sua durata è variabile.
Se vieni in Italia per meno di tre mesi (turismo, missione, ecc.), non devi chiedere il permesso di soggiorno, ma dichiarare la tua presenza alla frontiera oppure alla Questura della provincia in cui ti trovi.
Se vieni in Italia per un periodo superiore a 3 mesi, devi chiedere entro 8 giorni il permesso di soggiorno, inviando alla Questura la busta con il Kit. Nei casi di ingresso per lavoro o per ricongiungimento familiare, la busta con il Kit ti verrà consegnata dallo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura. Ci sono diversi tipi di permessi di soggiorno. Eccone alcuni:

Permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Dopo che sei entrato in Italia con il nulla osta al lavoro, hai 8 giorni di tempo per andare allo Sportello Unico per l’Immigrazione insieme al tuo datore di lavoro, firmare il contratto di soggiorno e chiedere il permesso. Il documento verrà rilasciato dalla Questura. Con il contratto a tempo determinato, il permesso di soggiorno per lavoro subordinato dura 1 anno; mentre con un contratto a tempo indeterminato dura 2 anni.
Alla scadenza, va rinnovato presentando i documenti che dimostrano che stai lavorando. Con questo tipo di permesso soggiorno puoi svolgere qualsiasi lavoro dipendente o autonomo.

Permesso di soggiorno per lavoro stagionale

Viene rilasciato dalla Questura dopo che sei entrato in Italia con il nulla osta al lavoro stagionale. Con questo permesso puoi lavorare per un’azienda che svolge un’attività stagionale, ad esempio nel settore dell’agricoltura e del turismo.
Il permesso di soggiorno per lavoro stagionale può durare da un minimo di 20 giorni a un massimo di 9 mesi e non hai la possibilità di rinnovarlo.

N. B. Se ci sono delle quote disponibili nel decreto flussi e al termine del contratto stagionale hai la possibilità di avere un nuovo contratto di lavoro dipendente non stagionale (anche a tempo determinato), puoi chiedere allo Sportello Unico per l’Immigrazione la conversione del permesso di soggiorno da stagionale a lavoro subordinato anche senza rientrare nel tuo Paese, come stabilito di recente dalla legge.

Permesso di soggiorno per attesa occupazione

Se il datore di lavoro ti licenzia o non ti viene rinnovato il contratto di lavoro, devi subito iscriverti al Centro per l’Impiego. Se alla scadenza del permesso di soggiorno non hai trovato un altro lavoro, puoi chiedere un permesso per attesa occupazione della durata di 1 anno. • Permesso di soggiorno per motivi familiari
Dopo che il tuo familiare è entrato in Italia con il nulla osta al ricongiungimento, hai 8 giorni di tempo per andare insieme a lui allo Sportello Unico per l’Immigrazione, prendere la busta con il Kit e chiedere il permesso di soggiorno per famiglia.
Il documento verrà rilasciato dalla Questura e con questo permesso il tuo familiare potrà svolgere un lavoro dipendente o autonomo. I figli minori di 14 anni devono essere inseriti nel tuo permesso di soggiorno. Al compimento del 14° anno, il minore deve chiedere un proprio permesso di soggiorno per famiglia.
A 18 anni tuo figlio potrà avere un permesso di soggiorno per lavoro o per studio. Se non studia e non lavora, potrà ottenere un permesso di soggiorno per famiglia.

Permesso di soggiorno per studio

Se entri in Italia con un visto di ingresso per studio, hai 8 giorni di tempo per andare in Questura e chiedere il permesso di soggiorno per studio. Il documento ha la durata di 1 anno.
Con questo tipo di permesso puoi svolgere un lavoro dipendente per non più di 20 ore settimanali.
Puoi rinnovare il permesso di soggiorno per studio solo se nel primo anno di università hai superato un esame e almeno due in quelli successivi.
Se sei fuori corso da più di tre anni, non puoi rinnovare il tuo permesso. Il permesso di soggiorno per studio può essere trasformato in un permesso per lavoro se hai un contratto di almeno 20 ore settimanali e se ci sono quote disponibili nel decreto flussi.
Se ti laurei in Italia, puoi convertire il tuo permesso in lavoro senza aspettare il decreto flussi.

N. B. Ricordati che ogni tipo di permesso di soggiorno può essere trasformato in un altro per motivi familiari entro un anno dalla scadenza, se il familiare con cui vivi ha il reddito e l’alloggio idoneo.

Accordo di integrazione

Se hai più di 16 anni e fai ingresso in Italia per la prima volta per motivi familiari, di studio o lavoro, devi firmare allo Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura l’Accordo di integrazione, nello stesso momento in cui chiedi il rilascio del permesso di soggiorno della durata di 1 o 2 anni.
Al momento della firma ti vengono assegnati 16 crediti. Per prima cosa devi frequentare gratuitamente un corso di educazione civica e di informazione sulla vita in Italia, altrimenti perdi subito 15 crediti. Con l’Accordo, che dura 2 anni, ti impegni a raggiungere un punteggio di almeno 30 crediti, necessario per il rinnovo del permesso di soggiorno e, quindi, per restare in Italia. Puoi aumentare i crediti se dimostri, ad esempio, di conoscere la lingua italiana, i principi fondamentali della Costituzione e della vita civile in Italia, se iscrivi i tuoi figli alla scuola dell’obbligo, se fai l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, se stipuli un contratto di affitto o compri una casa. Puoi perdere i crediti se, ad esempio, commetti gravi reati e non rispetti la legge. Anche lo Stato italiano firma l’Accordo e si impegna a sostenere il tuo processo di integrazione, attraverso l’organizzazione di corsi di lingua, incontri di formazione civica e di orientamento.

Cosa devi fare quando ti sta per scadere il permesso di soggiorno

Puoi chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno 2 mesi prima, oppure entro 60 giorni dalla scadenza, inviando alla Questura la busta con il Kit, attraverso l’ufficio postale.
Quando spedisci la busta, l’ufficio postale ti rilascerà una ricevuta valida per stare in Italia in attesa del permesso. Inoltre, l’ufficio postale ti comunicherà il giorno in cui dovrai presentarti in Questura con le foto e rilasciare le impronte digitali per il “fotosegnalamento”. Sarà la Questura a comunicarti con un sms la data di consegna del permesso. I costi del permesso di soggiorno Sulla domanda di permesso devi apporre una marca da bollo da 16,00 euro. Altri 30 euro devi pagarli all'ufficio postale quando spedisci la busta con il Kit. Se chiedi il rilascio/rinnovo di un permesso di soggiorno di 1 anno devi pagare anche un bollettino di 107,50 euro. Questa somma sale a 127,50 euro se chiedi il rilascio/rinnovo di un permesso di soggiorno di 2 anni.

I costi del permesso di soggiorno

Sulla domanda di permesso devi apporre una marca da bollo da 16,00 euro. Altri 30 euro devi pagarli all’ufficio postale quando spedisci la busta con il Kit. Se chiedi il rilascio/rinnovo di un permesso di soggiorno di 1 anno devi pagare anche un bollettino di 107,50 euro. Questa somma sale a 127,50 euro se chiedi il rilascio/rinnovo di un permesso di soggiorno di 2 anni.

I costi del permesso di soggiorno
  Permesso di 1 anno Permesso di 2 anni
Marca da bollo 16,00 € + 16,00 € +
Costo spedizione 30,00 € + 30,00 € +
Bollettino postale 107,50 € = 127,50 € +
Totale 153,50  €  173,50 € +

 

Quando devi aggiornare il permesso di soggiorno

Devi aggiornare il permesso di soggiorno di lungo periodo se ci sono stati cambiamenti nei dati riportati nel documento (ad esempio, la nascita di un figlio, un nuovo passaporto, variazione dei dati anagrafici). In questo caso, è previsto il pagamento di un bollettino postale di 27,50 euro.
Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo Se vivi in Italia da molti anni, puoi chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo che sostituisce la vecchia carta di soggiorno. È un documento rilasciato a chi vive in modo stabile e continuativo in Italia e ha certi requisiti. È a tempo indeterminato, perciò, non ha scadenza e non deve essere rinnovato, ma solo aggiornato.

A cosa può servirti

Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo può servirti per:

  • entrare in Italia senza bisogno di visto;
  • lavorare e soggiornare negli altri Paesi dell’Unione Europea.

Tuttavia, è bene informarsi prima di spostarsi da un Paese all’altro perché esistono regole diverse per poter lavorare fuori dall’Italia con questo tipo di permesso;

  • svolgere ogni lavoro dipendente o autonomo, tranne quelli che la legge italiana riserva ai cittadini italiani o comunitari;
  • ottenere ad esempio l’assegno sociale o l’assegno di maternità dei Comuni.

Quali sono i requisiti necessari

Puoi chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo se:

  • soggiorni regolarmente e senza interruzioni in Italia da almeno 5 anni;
  • hai un permesso di soggiorno valido, che non deve essere per motivi di studio, per asilo politico, per motivi umanitari o a titolo di protezione temporanea, o un permesso di breve durata;
  • hai un reddito minimo non inferiore all’importo annuale dell’assegno sociale che viene rivalutato ogni anno (5.830,76 euro per il 2015). Questo reddito si riferisce ad ogni tipo di contratto (determinato, indeterminato e in apprendistato);
  • non sei pericoloso per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato;
  • hai superato un test di conoscenza A2 della lingua italiana.

Quando puoi perdere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo ti può essere tolto se:

  • lo hai preso facendo, ad esempio, delle false dichiarazioni;
  • sei espulso; • diventi un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato;
  • manchi dal territorio dell’UE per 12 mesi di seguito;
  • ti viene rilasciato un permesso UE per soggiornanti di lungo periodo da un altro Paese dell’Unione Europea.

Se, dopo il rilascio, non hai più i requisiti previsti come il reddito minimo o l’alloggio idoneo, non possono ritirarti il permesso UE per soggiornanti lungo periodo e nemmeno ai tuoi familiari. Per quali familiari puoi chiedere il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo • coniuge;

  • figli minori, anche nati fuori dal matrimonio, tuoi o del solo coniuge;
  • figli maggiorenni a carico che sono invalidi totali;
  • genitori a carico.

Quali sono i requisiti necessari per chiedere il permesso di soggiorno UE anche per i tuoi familiari

  • alloggio idoneo anche dal punto di vista igienico-sanitario;
  • reddito sufficiente al loro mantenimento, anche considerando il reddito dei familiari conviventi.
  • soggiorno regolare in Italia senza interruzione da almeno 5 anni.

Il figlio con meno di 14 anni è di diritto inserito nel permesso UE per soggiornanti di lungo periodo del genitore e non deve fare il test di conoscenza della lingua italiana. A 14 anni potrà chiedere un proprio permesso UE per soggiornanti di lungo periodo che manterrà anche da maggiorenne.
Se il genitore chiede il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo per sé e per il figlio con più di 14 anni, il minore dovrà superare il test di italiano se non ha conseguito il diploma di 3° media in Italia. Questo vale anche se sta frequentando le scuole superiori.

Come puoi richiederlo e quanto costa

Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo viene rilasciato dalla Questura inviando la busta con il Kit attraverso l’ufficio postale. Sulla domanda di permesso devi apporre una marca da bollo da 16,00 euro. Altri 30 euro devi pagarli all’ufficio postale quando spedisci la busta con il Kit, insieme ad un bollettino di 227,50 euro.

Quanto costa Il permesso UE per soggiornanti di lungo
  Permesso UE
Marca da bollo 16,00 € +
Costo spedizione 30,00 € +
Bollettino postale 227,50 € =
Totale 273,50 €

 

Per i figli di età compresa tra i 14 e i 18 anni, che presentano domanda di un proprio permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, il bollettino postale è di 27,50 euro.

Quando devi aggiornarlo

Devi aggiornare il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo se ci sono stati cambiamenti nei dati riportati nel documento (ad esempio, la nascita di un figlio, un nuovo passaporto, la variazione dei dati anagrafici, l’aggiornamento della foto solo se usato come documento di identità). Quando aggiorni il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo non devi dimostrare di nuovo di avere i requisiti previsti per il rilascio. In questo caso, è previsto il pagamento di un bollettino postale di 27,50 euro.

N. B. Per presentare la domanda di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno rivolgiti con fiducia all'Inca, ad uno degli uffici territoriali, dove troverai esperti operatori che ti aiuteranno gratuitamente ad ottenere i servizi cui hai diritto.

 

Per i familiari extracomunitari di cittadini italiani o europei

Se sei un familiare extracomunitario (coniuge, genitore, figlio, fratello o sorella) di un cittadino italiano puoi venire in Italia se andrai a convivere con lui. Una volta presente nel Paese, non potrai essere espulso. Appena arrivato in Italia, hai 8 giorni di tempo per chiedere il permesso di soggiorno alla Questura. Ti può essere rilasciato un permesso per famiglia della durata di 2 anni, oppure una “Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione” della durata di 5 anni. Alla scadenza dei 5 anni puoi chiedere alla Questura una carta di soggiorno a tempo indeterminato.
Se sei un familiare extracomunitario di un cittadino dell’Unione Europea, l’ingresso in Italia è più semplice perché non hai bisogno del nulla osta al ricongiungimento familiare. Per familiari, in questo caso, si intendono il coniuge, i genitori e i figli (fino a 21 anni o a carico) del cittadino comunitario o del coniuge.
Potrai rimanere in Italia fino a 3 mesi per turismo presentando la dichiarazione di presenza in frontiera. Per periodi superiori a 3 mesi dovrai presentare alla Questura la richiesta di rilascio della “Carta di soggiorno di familiare di un cittadino dell’Unione”. Questo documento dura 5 anni e ti consente di svolgere un lavoro dipendente o autonomo. Alla scadenza dei 5 anni puoi chiedere alla Questura una carta di soggiorno a tempo indeterminato.
I familiari extracomunitari dei cittadini italiani e dell’Unione Europea hanno gli stessi diritti degli italiani e possono accedere a tutte le prestazioni sociali.

Diritto di cittadinanza

Se sei in Italia da molti anni, puoi chiedere la cittadinanza italiana senza rinunciare alla tua (sempre che il Paese di origine lo consenta), perché l’Italia permette di avere la doppia cittadinanza.
La cittadinanza italiana offre la possibilità di godere di alcuni importanti diritti, quali:

  • essere iscritto alle liste elettorali e votare; • muoverti liberamente all’interno dei Paesi dell’Unione Europea;
  • godere di tutti i diritti riconosciuti ai cittadini italiani;
  • accedere agli impieghi pubblici come, ad esempio, cariche istituzionali, magistratura, polizia, esercito, ecc.

La cittadinanza italiana può essere richiesta per:

  • nascita;
  • residenza;
  • matrimonio.

N.B. Devi sapere che per la presentazione della domanda di cittadinanza è previsto un contributo di euro 200, anche se sei nato in Italia e presenti la richiesta a 18 anni.
La cittadinanza per nascita

Per la legge italiana chi nasce in Italia da genitori stranieri non ha automaticamente la cittadinanza italiana, ma mantiene quella dei genitori. Se sei nato e hai vissuto in Italia senza interruzioni fino a 18 anni, puoi diventare cittadino italiano presentando una semplice dichiarazione di volontà al tuo Comune di residenza nel periodo tra i 18 e i 19 anni.
Ricordati che se ci sono interruzioni di residenza dovute, ad esempio, ad una registrazione avvenuta in ritardo all’anagrafe, puoi dimostrare di essere rimasto in Italia presentando certificati medici o scolastici. Nei 6 mesi precedenti il compimento dei 18 anni, il Comune ti manderà una lettera in cui ti informerà di questa possibilità. Se il Comune non farà questa comunicazione, potrai presentare la dichiarazione di volontà anche dopo i 19 anni.
Se sei nato in Italia, ma non vi sei stato sempre residente, dopo il compimento dei 18 anni, puoi chiedere di diventare cittadino italiano se sei residente da almeno 3 anni. In questo caso, però, dovrai dimostrare di possedere un determinato reddito.

La cittadinanza per residenza

Dopo 10 anni di residenza continuativa in Italia, puoi chiedere la cittadinanza italiana. Devi però dimostrare di avere un certo reddito al momento della domanda e nei 3 anni precedenti. La domanda va presentata esclusivamente per via telematica al Ministero degli Interni. In questo caso, la cittadinanza è una “concessione” da parte dello Stato, che decide in base ad una valutazione complessiva sulla tua persona e sul tuo grado di integrazione in Italia.
I tempi di concessione sono molto lunghi, anche se la legge prevede che la domanda deve essere valutata in due anni. Ai cittadini comunitari bastano 4 anni di residenza per presentare la domanda, mentre ai rifugiati occorrono 5 anni.

La cittadinanza per matrimonio

Se sei sposato con un cittadino italiano, puoi ottenere la cittadinanza dopo 2 anni di matrimonio, oppure dopo 1 anno se hai dei figli.
La domanda va presentata esclusivamente per via telematica al Ministero degli Interni e sarà valutata entro 2 anni. Se non avrai una risposta entro questo termine, la domanda si considera accolta. Al momento della concessione della cittadinanza non dovrai essere né separato né divorziato.

N. B. Quando diventi cittadino italiano, i tuoi figli minori di 18 anni diventano anche loro cittadini italiani se vivono con te.

Diritto di voto

In Italia, gli stranieri non hanno diritto di voto. Fanno eccezione soltanto i cittadini e le cittadine degli altri Stati membri dell’Unione europea residenti in Italia, che però possono votare soltanto alle elezioni per il Parlamento europeo e alle elezioni amministrative, ma non a quelle politiche. In ogni caso, per poter esercitare il diritto al voto devono fare richiesta al Sindaco del Comune di residenza entro 90 giorni dal voto per il Parlamento europeo e entro 40 per le elezioni amministrative.

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