La pensione

In Italia hai diritto alla pensione dopo aver versato all’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Pubblica) un certo numero di contributi previdenziali che il tuo datore di lavoro è obbligato a pagare ogni mese, in base al tuo stipendio. È un tuo diritto pretenderli ed è previsto dalla legge.

I contributi previdenziali

L’insieme dei contributi versati ogni mese dal tuo datore di lavoro forma il montante contributivo necessario per raggiungere il diritto alla pensione, ma anche per ottenere altre prestazioni, come ad esempio l’indennità di disoccupazione, la malattia, l’indennità di maternità/paternità.
Se sei un lavoratore domestico, i contributi previdenziali obbligatori devono essere versati all’INPS ogni tre mesi dal tuo datore di lavoro, il quale deve darti la ricevuta che dimostra l'avvenuto pagamento. È importante che i lavoratori si rivolgano all'Inca per verificare periodicamente il corretto versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, per correggere eventuali errori o richiedere l'accredito di quelli che non risultano versati.
Gli operatori dell'Inca sono in grado di controllare l'estratto contributivo INPS che registra i versamenti previdenziali avvenuti.

N.B. Se i contributi non ti sono stati versati, hai tempo 5 anni, dal primo contributo non versato, per chiederne l'accredito. Superato tale periodo non potrai più pretenderli. Rivolgiti, quindi, all'Inca per presentare l'eventuale denuncia di omissione contributiva.

Il corretto versamento dei contributi dà diritto a:

  •  pensione di vecchiaia, dopo aver raggiunto certi requisiti di età e di contributi versati;
  •  assegno ordinario di invalidità/pensione di inabilità quando ti ammali e diminuisce la tua capacità di lavorare;
  •  pensione di reversibilità, che viene riconosciuta ai familiari, in caso di morte del lavoratore o del pensionato.

Pensione di vecchiaia

Per avere diritto alla pensione di vecchiaia, devi aver raggiunto il requisito dell’età e quello dei contributi.
Per quanto riguarda i contributi:

  • se hai iniziato a lavorare in Italia prima del 1996, devi avere 20 anni di contributi versati;
  • se hai iniziato a lavorare in Italia dopo il 31 dicembre 1995, oltre ai 20 anni di contributi, devi aver raggiunto una pensione di almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale (nel 2015 è di 8.746 euro all’anno).

Per quanto riguarda il requisito dell’età, nel 2015 l’età per la pensione è:

  • 63 anni e 9 mesi per le lavoratrici dipendenti che lavorano nel settore privato;
  • 64 anni e 9 mesi per le lavoratrici autonome;
  • 66 anni e 3 mesi per i lavoratori dipendenti ed autonomi.

Nel 2016 l’età per la pensione è:

  • 65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti che lavorano nel settore privato;
  • 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome;
  • 66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti e autonomi. Se non raggiungi questi requisiti, ma hai contributi dopo il 31-12-1995, a 70 anni e 3 mesi nel 2015 (70 anni e 7 mesi nel 2016)potrai comunque andare in pensione con soli 5 anni di contributi.

Pensioni per chi torna nel paese di origine

Se decidi di rientrare nel tuo Paese prima della pensione potrai:

  • avere la pensione di vecchiaia alle stesse condizioni del lavoratore che rimane in Italia, se hai iniziato a lavorare in Italia prima del 1996;
  • chiedere la pensione anche se non hai 20 anni di contributi, se hai iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995; ti può bastare anche una sola settimana di contributi. Per quanto riguarda l’età, secondo il Ministero del Lavoro, i lavoratori e le lavoratrici dovranno avere 66 anni e 3 mesi nel 2015 e 66 anni e 7 mesi nel 2016.

Tuttavia, secondo l'Inca, questo innalzamento dell'età non è applicabile nel caso dei lavoratori/trici stranieri rimpatriati, poichè il Testo Unico sull'immigrazione parla espressamente di 65 anni. Per questo, se decidi di tornare nel tuo Paese, rivolgiti alle sedi Inca per avere una consulenza specialistica. Se hai già lavorato nel tuo Paese o in altri Paesi Europei Se il tuo Paese ha una Convenzione con l’Italia, potrai sommare i contributi versati nei due Paesi per avere il diritto alla pensione. Devi sapere che se hai lavorato in due o più Paesi dell’Unione Europea e, al momento della pensione sei residente in uno di essi, potrai sommare i contributi versati per avere un’unica pensione.

Assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità

Se una malattia riduce la tua capacità di lavorare e hai almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 negli ultimi 5 anni, avrai diritto a: • assegno ordinario di invalidità se la malattia diminuisce di 2/3 la tua capacità di lavorare. In questo caso potrai continuare a lavorare e ricevere questo tipo di pensione; • pensione di inabilità che ti spetta quando non puoi più lavorare a causa del tuo stato di salute.

Pensione di reversibilità

Se un pensionato muore, i suoi familiari anche residenti all'estero hanno diritto alla cosiddetta pensione di reversibilità se vivono in Italia o in un altro Paese. Anche se muore un lavoratore, i suoi familiari hanno diritto alla pensione a condizione che il lavoratore abbia 15 anni di contributi oppure 5 anni, di cui 3 versati negli ultimi 5.
I familiari che hanno diritto alla pensione sono: • coniuge e i figli minorenni; • figli maggiorenni, se sono a carico perché inabili o studenti; • genitori, nipoti, fratelli e sorelle, ma solo in particolari condizioni.

La Previdenza complementare

Cosa sono i Fondi pensione negoziali Devi sapere che oltre ai contributi obbligatori versati all’INPS dal datore di lavoro, puoi integrare la tua pensione versando ai Fondi pensione negoziali una parte del tuo stipendio e del tuo TFR (Trattamento di Fine Rapporto o Liquidazione): questo non è un obbligo, ma è una possibilità che hai.
Se fai questa scelta devi sapere che:

  • se hai iniziato a lavorare dopo il 28 aprile 1993, è obbligatorio versare ai fondi pensione l’intero TFR; se hai iniziato a lavorare prima del 28 aprile 1993, non è obbligatorio versare l’intero TFR, ma puoi decidere di versarne solo una parte;
  • se decidi di rientrare nel tuo Paese, dopo aver smesso di lavorare, ricordati che puoi riprendere quanto hai versato.

Per avere maggiori informazioni, puoi rivolgerti al Patronato Inca.

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