Peg Perego di Arcore, si lavora per evitare i licenziamenti

Striscione Peg Perego

Si è tenuto quest'oggi l'incontro tra la Direzione aziendale della Peg Perego ed i sindacati per affrontare la questione della riorganizzazione degli stabilimenti di Arcore e San Donà.

Nelle scorse settimane l'Azienda aveva comunicato lo stato di difficoltà di mercato e la necessità di intervenire attraverso un piano industriale che prevede una riduzione del personale occupato pari al 25% della forza lavoro (110 dipendenti su 440 ad Arcore e 50 su 200 a San Donà).

La Fim Cisl e la Fiom Cgil, congiuntamente alla RSU aziendale, hanno giudicato pesante il piano di riorganizzazione proposto dall'azienda chiedendo di utilizzare strumenti alternativi ai licenziamenti facendo ricorso ad ammortizzatori conservativi dell’occupazione verificando, al tempo stesso, la possibilità di uscita dei lavoratori volontari che raggiungono i requisiti pensionistici.

Sulla proposta fatta dal sindacato si è aperto il confronto con la Direzione della Peg Perego che si è detta interessata a valutare tale proposta prima di aprire qualsiasi procedura. 

Si è inoltre discusso dell’opportunità di portare eventualmente la discussione ed il confronto sui vari tavoli istituzionali con il fine di attenuare il più possibile l’impatto delle difficoltà economiche e di mercato sui lavoratori e le lavoratrici.

Il proseguo del confronto, anche al fine di permettere all’azienda di fare le opportune valutazioni rispetto alla proposta messa sul tavolo dalle OO.SS., è stata aggiornata al 27 febbraio con l’obiettivo di giungere ad una soluzione condivisa sul percorso di riorganizzazione che limiti il più possibile l’impatto sui livelli occupazionali.

“La situazione non è di facile gestione ma l’obiettivo che nell’incontro odierno abbiamo posto all’attenzione della Direzione è quello di trovare una soluzione condivisa che non impatti drasticamente sui livelli occupazionali" ha dichiarato Stefano Bucchioni della Fiom Cgil Brianza che, a nome di tutta la delegazione sindacale, ha proseguito "Per fare questo abbiamo come OO.SS. illustrato una strada che preveda l’utilizzo di ammortizzatori conservativi dell’occupazione affiancati dalla possibilità di uscita volontaria per i dipendenti che possano maturare nei prossimi due tre anni il requisito pensionistico. Ci siamo rinviati a fine mese di febbraio per dare l’opportunità all’azienda di valutare la proposta alla quale si sono detti interessati”.

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