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Scuola: Flc, parole ministro vanno nella giusta direzione

пн, 14/10/2019 - 19:22

"Le parole del ministro Fioramonti sulla preparazione dei docenti e sugli investimenti per la scuola vanno nella giusta direzione". Così la Flc Cgil in un comunicato.

Secondo il sindacato, vanno tradotte in pratica con due semplici misure. Innanzitutto un provvedimento, da discutere nel tavolo tematico, istituito con l’Intesa del 1 ottobre 2019, con le organizzazioni rappresentative della scuola, che sappia coniugare preparazione nella disciplina di insegnamento e preparazione sul piano pedagogico-didattico, tramite un percorso di studi e formazione onnicomprensivo e abilitante, da svolgere in un  tempo ragionevole e definito, a cui si aggiunga un tirocinio sul campo dopo il superamento del concorso. E in secondo luogo, un contratto di lavoro che, sul piano stipendiale, non si limiti a un aumento del solo recupero dell’inflazione, ma inizi un graduale avvicinamento alla media degli stipendi dei docenti europei.

"L’occasione per fare queste cose ci è data fin dalle prossime ore: il 22 ottobre è stato convocato il tavolo tematico sui percorsi abilitanti fra ministero e sindacati, che sarà la sede idonea per trovare le giuste soluzioni; e la legge finanziaria dovrà stanziare le risorse per un contratto 2019-2021 che sia davvero di svolta e sia davvero percepito come un segnale nuovo da parte dei docenti e del personale della scuola", conclude la nota della Flc.

Teleperformance, è sciopero a oltranza

пн, 14/10/2019 - 18:29

"Da quattro giorni, le lavoratrici e i lavoratori somministrati presso il Contact center di Teleperformance stanno scioperando per veder riconosciuti i propri diritti, per veder quanto stabilito dal contratto in materia di ferie e permessi, oltre a una gestione dei turni di lavoro che non mortifichi la vita personale e il diritto alla genitorialità. Non si può lavorare ogni sabato e domenica, senza possibilità di turnazione. Ma questo è ciò che avviene da un anno". Così, in una nota, il Nidil Cgil di Roma e del Lazio.

"Purtroppo, da parte dell'azienda non sono arrivate le risposte che attendavamo. Le nostre proposte non sono state accolte e si sta imponendo una modalità unilaterale, senza confronto con le parti, che riteniamo inaccettabile. Rispetto al carico di lavoro, la proposta dell’azienda è addirittura peggiorativa, rispetto ai turni rimane sostanzialmente la situazione pregressa e sull’orario di uscita nulla di nuovo", continua il comunicato.

"Va anche stigmatizzata la modalità 'molecolare' di convocazione dei lavoratori, allo scopo di raccoglierne il parere sulle singole proposte. Un sistema singolare, che non ha altro scopo se non quello di intimorirli. Tutto ciò evidenzia un profondo analfabetismo dell’azienda nel gestire le relazioni sindacali: non si era mai vista, in uno sciopero dichiarato dai sindacati, una contro-proposta discussa senza le rappresentanze dei lavoratori. Nel confermare la prosecuzione della mobilitazione e preannunciando un presidio a sostegno dello sciopero, chiediamo da subito un tavolo di confronto all'azienda e alle agenzie per il lavoro. Rappresenteremo la situazione dei lavoratori alla Regione Lazio e al Comune di Fiumicino", conclude il sindacato.

Spi Cgil Perugia: Mario Bravi eletto segretario generale

пн, 14/10/2019 - 17:36

Mario Bravi è stato eletto oggi, 14 ottobre, segretario generale dello Spi Cgil di Perugia, il sindacato delle pensionate e dei pensionati che conta nella provincia oltre 40 mila iscritti. Bravi, già presidente dell’Ires Cgil e responsabile della Camera del Lavoro di Foligno, subentra a Graziano Massoli, segretario uscente, al quale è andato il ringraziamento del direttivo per il lavoro svolto in questi anni. Bravi è stato eletto con 62 voti favorevoli e 3 contrari. 

“La popolazione ultra 65enne nella nostra provincia rappresenta circa il 25% del totale, ma questa quota sale ulteriormente nei centri storici delle nostre città e nelle aree interne - ha detto Bravi nel suo intervento programmatico -. Noi dobbiamo valorizzare questa grande risorsa sociale anche contro lo spopolamento di borghi e zone montane. Se pensiamo alla Valnerina terremotata poi - ha aggiunto il neosegretario - vediamo sempre più concretizzarsi il rischio di passare dalla popolazione senza casa del dopo sisma, alle case senza popolazione di domani, vista la drammatica lentezza della ricostruzione in atto”.

Di qui, la necessità di lavorare in stretto contatto con le Leghe territoriali dello Spi per incidere attraverso la contrattazione sociale e far sentire la voce della popolazione anziana. Infine, Bravi ha ricordato l’importante appuntamento del 16 novembre a Roma, la manifestazione promossa da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil per chiedere risposte per gli anziani nella manovra economica del governo.

Manovra: al via tavolo governo-sindacati al Mef

пн, 14/10/2019 - 17:27

È iniziato al ministero dell'Economia il tavolo tra governo e sindacati in vista del Cdm che dovrebbe varare la manovra. All'incontro sono presenti il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, e il titolare del Lavoro, Nunzia Catalfo. Per i sindacati partecipano, per la Cgil, il segretario generale Maurizio Landini e il vice segretario Gianna Fracassi, per la Cisl il leader Annamaria Furlan e il segretario confederale Ignazio Ganga, e per la Uil, il numero uno Carmelo Barbagallo e il segretario confederale, Domenico Proietti. Al centro del confronto le misure che l'esecutivo sta mettendo a punto per la legge di bilancio e, in particolare, il taglio del cuneo fiscale e quota 100.

Ama: 15 ottobre sindacati in piazza contro l'immobilismo

пн, 14/10/2019 - 16:43
“Domani scenderemo in piazza contro l’immobilismo e l’inefficienza dell’amministrazione capitolina sulla gestione dei rifiuti, che ha portato di fatto a tre anni di ‘non governo’: dalle 10 alle 14 si terrà un’assemblea cittadina dei lavoratori Ama davanti alla sede dell’azienda, in via Calderon de la Barca 87, alla quale parteciperanno anche i dipendenti delle società degli appalti delle utenze non domestiche, che incroceranno le braccia tutta la giornata per dire ‘basta’ a una gestione disastrosa”. È quanto si legge in una nota di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel di Roma e Lazio.    “Dopo esserci lungamente impegnati nell’elaborazione concreta di programmi per risolvere l’emergenza rifiuti, e aver messo in piedi la cabina di regìa con azienda e Campidoglio – continuano i sindacati –, ci siamo sottratti da ogni forma di collaborazione, perché per l’ennesima volta ci siamo scontrati con la realtà di un’azienda ridotta all’osso, bloccata sui bilanci, vessata da continui cambi di management, incapace di pianificare attività, avere un piano industriale, portare avanti le assunzioni previste, gestire adeguatamente i servizi”.   “Non ci resta che portare avanti una protesta chiara e netta: la Capitale continua a versare in condizioni indecorose, quasi 8 mila lavoratori sono costretti a operare con il 60% di mezzi inidonei e addirittura senza la dotazione di tute adeguate, la sostenibilità finanziaria è a rischio, la gestione degli appalti inadeguata, le tasse per i cittadini sono alte, a fronte di un servizio inefficiente. È ora di dire ‘basta’ e di far ascoltare la nostra voce”, concludono le sigle.

Il 30 ottobre lo sciopero nazionale Auchan-Sma

пн, 14/10/2019 - 16:38

Il ministero dello Sviluppo convoca l’incontro chiesto dalle organizzazioni sindacali per il 30 ottobre. Nello stesso giorno i sindacati dichiarano sciopero per l’intera rete di Auchan-Sma, comprese sedi e logistica, con un presidio sotto al ministero. Dopo la rottura avvenuta sul passaggio dei primi 109 punti vendita, la Filcams Cgil accusa Conad di non aver saputo garantire le tutele occupazionali e contrattuali richieste e si aspetta che al Mise arrivi un vero piano di rilancio della rete vendita, comprese le risposte per tutti i lavoratori coinvolti dall’operazione.

“Conad non ha voluto garantire la salvaguardia occupazionale dei circa 5.700 dipendenti della prima parte della rete vendita che passa agli imprenditori associati alla cooperativa e siamo completamente al buio sulle prospettive degli altri 12 mila. Rischiamo che il saldo finale sia di migliaia di esuberi”, ha affermato Alessio Di Labio segretario nazionale della Filcams Cgil che sta seguendo la trattativa sin dall’inizio,.

I sindacati sollecitano l’intervento del ministero dello Sviluppo economico per un motivo molto semplice: “Chiediamo al Mise di sorvegliare e verificare la reale fattibilità del piano. Se Conad è una buona alternativa alle difficoltà di Auchan, lo deve essere per tutti e non solo per la parte che gli interessa. E se ci sono soggetti interessati all’acquisto di altre parti, vogliamo garanzie e certezze, anche da parte loro. Il rischio è che le criticità vengano gestite in modo frammentato nei vari territori senza un governo centrale che garantisca la salvaguardia occupazionale e la dignità del lavoro. Per questo i sindacati al tavolo avevano chiesto un coinvolgimento diretto delle cooperative facenti capo al consorzio".

LA SCHEDA
269 punti vendita; 18mila dipendenti; 12 regioni interessate sono i numeri dell’acquisizione della rete di vendita di Auchan e Sma da parte di Conad. Il piano prevede diversi step: da ottobre 2019 a febbraio 2020 sarà organizzato il passaggio dei primi 109 punti vendita, individuati tra quelli coerenti con il format Conad, di cui 12 ipermercati per un totale di quasi 5700 lavoratori. Auchan e Conad sono due realtà completamente diverse: una multinazionale a gestione fortemente centralizzata la prima, un consorzio di concessionari e soci, anche piccoli, la seconda. Il timore è che dopo il passaggio dei punti vendita verso i singoli imprenditori associati alle cooperative si possa determinare un forte peggioramento delle condizioni di lavoro che deve essere arginato attraverso il rispetto delle relazioni sindacali.

Pensioni, Cgil: l'obiettivo resta una riforma vera

пн, 14/10/2019 - 16:27

“La previdenza è un capitolo importante nell’ambito del confronto governo-sindacati sulla legge di Bilancio. Nell’ultimo incontro di venerdì 11 ottobre, il ministro del Lavoro ha mostrato attenzione alle nostre proposte, decisamente in discontinuità con l’esecutivo precedente, e addirittura si è spinto a dichiarare di condividere l’ispirazione della piattaforma unitaria, dalla flessibilità in uscita alla questione della previdenza per i giovani, per le donne, per i lavori gravosi, incluso il tetto da noi proposto di 41 anni di contributi per la pensione anticipata. Ci auguriamo che le dichiarazioni di Nunzia Catalfo abbiano poi un riscontro reale. Il che vorrebbe dire procedere in direzione di una riforma vera, superando la legge Fornero, come rivendichiamo da anni”. Così Roberto Ghiselli, segretario confederale Cgil, stamattina ai microfoni di RadioArticolo1.

“Opzione donna e Ape sociale. Nel primo caso, il governo ha dichiarato di voler confermare e dare continuità al provvedimento, anche se per noi non è la soluzione complessiva per le donne: abbiamo proposto d’immaginare un meccanismo che consenta loro, a fronte di situazioni dimostrabili di lavoro di cura, di poter anticipare il pensionamento già da subito, in attesa d’istituire una commissione sui lavori gravosi, superando gli attuali paletti, talmente rigidi che in tre anni hanno potuto accedere a tali benefici solo 22 mila lavoratori, rispetto a una platea di gran lunga più vasta. Invece, per quanto riguarda l’Ape sociale, abbiamo chiesto una proroga, in attesa, anche qui, di riuscire a modificare alcuni meccanismi dello strumento, rendendoli più accessibili e fruibili per i lavoratori”, ha spiegato il dirigente sindacale.

“Sulla nostra proposta di pensione di garanzia per i giovani, il governo ha risposto di voler istituire presso l’Inps un fondo previdenziale aggiuntivo. Soluzione che non ci trova d’accordo. L’idea è singolare, perché in sostanza si rivolge a una platea di giovani e meno giovani precari, che già vivono in situazioni economiche difficili, proponendo loro di tirar fuori altri soldi di tasca propria per alimentare un fondo integrativo specifico, quando essi stessi hanno grandi difficoltà a costruirsi il primo pilastro pensionistico. Altro aspetto che c’inquieta della proposta del presidente Tridico, è che in un sistema di previdenza diffuso, composto da 33 fondi negoziali, un ulteriore elemento concorrenziale rischia di mettere in crisi tutti gli altri fondi, affossando, anziché rilanciare, tutto il sistema della previdenza complementare. Nel merito, abbiamo sollecitato il governo a darci delle spiegazioni“, ha aggiunto il sindacalista.

“Altro capitolo prioritario, la valorizzazione delle pensioni. Confederazioni e sindacati dei pensionati chiedono che i risparmi maturati all’interno del sistema con quota 100 vengano reinvestiti e redistribuiti per rivalutare i redditi da pensione, che, lo ricordiamo, sono i più tassati d’Europa, in questo assai simili ai redditi da lavoro dipendente. In particolare, noi vorremmo rafforzare la quattordicesima per estenderla a tutti i redditi medio-bassi, fino ai 1.500 euro, rispetto agli attuali 1.000. Poi, occorre rafforzare un meccanismo d’indicizzazione, che sia più tutelante rispetto all’inflazione delle pressioni che in questi anni hanno decurtato continuamente gli assegni pensionistici. Su questo, abbiamo ricevuto una dichiarazione generica di attenzione al tavolo negoziale e nulla più”, ha concluso l’esponente Cgil.

 

Niente stipendi alla Edison Giocattoli, è sciopero

пн, 14/10/2019 - 16:10

Saranno in sciopero per 8 ore domani (martedì 15 ottobre) i lavoratori della Edison Giocattoli di Barberino del Mugello (Firenze), con un un presidio organizzato da Filctem Cgil e Femca Cisl dalle 9 alle 11 davanti alla sede dell’azienda in via Meucci, accanto all’Outlet. A motivare la protesta, spiegano i sindacati, “sono i ritardi accumulati nel pagamento degli stipendi negli ultimi otto mesi (per certe tipologie di lavoratori si arriva ad alcune migliaia di euro di arretrati), la perdurante mancanza degli investimenti necessari a rilanciare l’attività (che presenta problemi di liquidità più che di lavoro), l’esigenza di ammodernare i macchinari, la mancanza di risposte da parte della proprietà”.

Spiegano ancora Alessandro Lippi (Filctem Cgil Firenze) e Mirko Zacchei (Femca Cisl): “I lavoratori, più di trenta, sono stanchi di questa situazione. Alcuni di loro si sono già dimessi, senza contare che già qualche settimana fa fu fatto un altro sciopero di 8 ore. Da parte della proprietà urgono risposte sul mantenimento del sito produttivo, sull’ammodernamento delle strutture, sul pagamento degli stipendi arretrati. Coinvolgeremo sulla vertenza anche le istituzioni del territorio, con cui presto ci sarà un incontro” concludono i due sindacalisti.

Livorno, 15 ottobre fiaccolata per caduti sul lavoro tra le forze dell'ordine

пн, 14/10/2019 - 15:49

“Invitiamo la cittadinanza, le istituzioni, le autorità e le forze politiche e sociali della provincia di Livorno a partecipare, martedì 15 ottobre alle ore 21, largo Attias, alla Giornata nazionale commemorativa dei caduti sul lavoro tra le forze dell’ordine. Sarà una fiaccolata silenziosa e senza insegne, in concomitanza con altre province italiane, che si concluderà sotto le lapidi dei caduti della Polizia di Stato, nel piazzale antistante la Questura”. Così in una nota i sindacati Siulp, Sap, Siap, Fsp, Coisp e Silp Cgil/Uil Polizia.

“Sensibilizziamo alla partecipazione tutta la cittadinanza, indipendentemente da qualsiasi tipo di appartenenza. Invitiamo famiglie con bambini e scolaresche a stringersi intorno a noi”, aggiungono i sindacati di Livorno: “Al fine di evitare il rischio di qualsiasi strumentalizzazione divisiva, si rende necessaria la presenza delle istituzioni, delle forze sociali e politiche in rappresentanza della società civile e dello Stato. Non chiediamo più potere, ‘mani libere’ eccetera: chiediamo maggiori tutele, per la nostra incolumità e per la sicurezza collettiva, per aberrazioni giuridiche che talvolta si verificano. Chiediamo di lavorare in condizioni, contemporaneamente, di maggior legalità democratica e maggior efficienza, al fine di garantire la sicurezza di uno Stato civile e democratico”.

Siria, 15 ottobre presidio sindacati a Venezia

пн, 14/10/2019 - 15:05

Cgil, Cisl e Uil di Venezia “esprimono tutta la loro indignazione e preoccupazione per i bombardamenti turchi contro la popolazione curda e aderiscono all’invito di mobilitazione lanciato dai sindacati nazionali organizzando un presidio che si terrà presso la sede del Consolato della Turchia a Venezia in Via Pacinotti 4, Marghera, domani 15 ottobre alle ore 17.30”. Ne danno notizia le tre sigle in una nota unitaria.

Ama (Roma): Cgil, ciclo dei rifiuti va commissariato

пн, 14/10/2019 - 15:03

“Preoccupano le parole del presidente del Collegio dei sindaci di Ama, Mauro Lonardo. La situazione di precarietà in cui da due anni a questa parte è stata spinta la partecipata è sotto gli occhi di tutti. La mancanza di scelte incisive adesso appare irresponsabile. L'unico vero progetto sembra quello di mandare un intero sistema al collasso”. A dirlo è la Cgil di Roma e Lazio: “Quest'amministrazione sembra perseguire la crisi, ci riconsegna un ciclo più debole e una città più sporca, con i lavoratori che operano in condizioni persino peggiori del passato”.

Per la Cgil territoriale “non è pensabile che, senza aver progettato un solo impianto, avendo spinto su un porta a porta fatto male e portato avanti peggio, si continuino a mandare messaggi tranquillizzanti mentre la casa brucia. Il disastro sulla raccolta delle utenze non domestiche, ad esempio, dimostra come l'incapacità di ascoltare il sindacato produce risultati assai negativi tanto per la città quanto per gli operatori. Come abbiamo già detto, non ci sembra ci sia più alcun margine per aspettarsi risultati dalla giunta Raggi. Il ciclo va commissariato e servono soluzioni straordinarie per aiutare la capitale nell'immediato e dare a Roma un'impiantistica all'altezza della sfida”.

Appalti pulizie scuole, dalla Toscana in 200 a Roma

пн, 14/10/2019 - 15:00

Domani (martedì 15 ottobre) saranno in sciopero nazionale le addette alla pulizia e alla sorveglianza nelle scuole in appalto. I sindacati hanno organizzato per una manifestazione a Roma (ore 10, piazza Montecitorio davanti alla Camera dei Deputati); la motivazione riguarda l’internalizzazione del personale in appalto nel mondo scuola, che avverrà dal 1° gennaio. Un traguardo che arriva dopo anni di lotte ma che a qualcuno sarà precluso: il bando statale prevede oltre 10 mila assunzioni, ma attualmente in Italia le lavoratrici di questo settore sono 16mila e ad oggi, stando ai parametri inseriti nel bando, molte di loro (circa 5mila) non hanno i requisiti per partecipare.

“In Toscana ci sono circa 800 lavoratrici nel settore degli appalti delle pulizie scolastiche, 200 di loro con tutte le Filcams delle Toscana saranno in piazza alla manifestazione a Roma domani”, dice Stefano Nicoli, segretario generale di Filcams Cgil Toscana. Che aggiunge: “Centinaia di persone rischiano di perdere il lavoro, chiediamo che il governo - coi ministeri interessati - individui dei percorsi per salvaguardare anche chi ha storie lavorative diverse. Vanno trovate soluzioni che abbiano il segno della solidarietà e dell’inclusione e che rappresentino una risposta complessiva al tema della precarietà, per non dividere e contrapporre i lavoratori. Il governo e la politica devono intervenire anche alla luce del colpevole comportamento delle imprese che hanno aperto la procedura di licenziamento collettivo per tutti i 16mila lavoratori”.

Abbanoa: sindacati, la Regione deve fare chiarezza

пн, 14/10/2019 - 14:51

“La situazione di grave disagio vissuta dai lavoratori di Abbanoa registra un ulteriore peggioramento per via delle dichiarazioni della giunta regionale sul futuro della società”. Lo denunciano i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil della Sardegna in attesa di una risposta alla richiesta d’incontro inoltrata da giorni e mai arrivata. “Abbiamo letto sui giornali delle difficoltà legate all’approvazione del bilancio e delle perplessità sul management aziendale”, spiegano i segretari regionali Francesco Garau, Marco Nappi e Pierluigi Loi, sottolineando che “la giunta e l’assessore sembrano avere una visione diversa della società e dell’attuale assetto nella gestione della risorsa idrica”.

A questo proposito le tre sigle ricordano le battaglie di lavoratori e sindacati per far sì che Abbanoa potesse garantire una prospettiva per i servizi ai cittadini e per la stabilità di chi ci lavora: “Sono stati anni difficili e restano ancora aperte questioni legate alla gestione dei rapporti sindacali e dei suoi riflessi sui lavoratori – precisano Garau, Nappi e Loi –. Proprio per questo è indispensabile conoscere direttamente dalla Regione quali siano i progetti futuri”.

Nonostante la sollecitazione all’assessorato ai Lavori pubblici, non sembra per adesso urgente convocare i rappresentanti dei lavoratori. “L’assenza di risposte – fanno sapere le categorie – non potrà essere tollerata a lungo perché le problematiche dei lavoratori sono sempre più pesanti e gravi: dalle minacce agli operatori da parte degli utenti stanchi dei continui disservizi alle decine di situazioni di pesante stress nell’affrontare i carichi di lavoro”.

“Per queste ragioni – hanno detto i segretari regionali di categoria – abbiamo necessità di sapere se la giunta regionale ritiene che ci sarà un nuovo interlocutore, una nuova società, o comunque di capire qual è il disegno della maggioranza che governa la Regione”. Nel frattempo, saranno organizzate una serie di assemblee in tutti i territori: “Per noi sono prioritari, oltre all’efficienza del servizio, la sicurezza, la qualità e la certezza del lavoro, così come il riconoscimento delle professionalità e dei risultati ottenuti negli anni – concludono Garau, Nappi e Loi annunciando che il sindacato si adopererà con tutti i mezzi affinché queste problematiche siano affrontate con serietà e determinazione, a partire da qualunque nuovo assetto voglia proporre la giunta”.

Caporalato: sindacati, fatti di Terracina sono gravissimi

пн, 14/10/2019 - 14:42

“I fatti di Terracina sono gravissimi e sono l'ennesima dimostrazione che gli appelli del sindacato a intervenire in modo più costante contro lo sfruttamento dei braccianti non sono allarmismo, ma la constatazione quotidiana di un fenomeno sottovalutato dalle istituzioni”. A dirlo sono Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, commentando l'arresto di un imprenditore a Terracina (Latina), denunciato per aver ripetutamente minacciato gli operai agricoli anche sparando diversi colpi verso di loro per spronarli a lavorare di più.

“Nei prossimi giorni organizzeremo una manifestazione a Terracina per denunciare, ancora una volta, le condizioni in cui lavorano i nostri braccianti, e per sollecitare governo e Parlamento a seguire quanto chiediamo da tempo su trasporto dei lavoratori, alloggi, controlli e ispezioni”, proseguono i sindacati: “Altro strumento indispensabile è la Rete del lavoro agricolo di qualità, che a Latina non funziona e in molti territori non è ancora stata realizzata. Tutti elementi fondamentali per applicare la legge 199 nella sua interezza, e per fare prevenzione a tutto campo contro caporalato e sfruttamento”.

Appalti nelle scuole, centinaia i posti a rischio a Lecce

пн, 14/10/2019 - 14:37

“L’internalizzazione degli appalti per le pulizie nelle scuole pubbliche partirà il 1° gennaio, ma riguarderà solo 11.200 lavoratori su 16.000 in tutta Italia. Intanto le aziende hanno già avviato le procedure di licenziamento collettivo. Solo in provincia di Lecce sono stati accantonati appena 451 posti di lavoro a fronte di 700 addetti”. Lo afferma in una nota la Camera del lavoro salentina, ricordando lo sciopero con manifestazione nazionale in programma per domani (15 ottobre) a Roma.

I sindacati di categoria (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti) pretendono “l’allargamento della platea dei lavoratori internalizzati per non perdere neanche un posto di lavoro. La richiesta delle organizzazioni sindacali è chiara: un tavolo a Palazzo Chigi che coinvolga anche altri ministeri, in modo da trovare una soluzione complessiva che non lasci fuori dal processo di internalizzazione alcun lavoratore. C’è bisogno – dicono – di individuare modalità, strumenti e risorse necessarie per trovare una soluzione più inclusiva possibile. È inaccettabile, infatti, che un percorso capace di mettere fine ad anni di difficoltà si concluda con licenziamenti e perdita di migliaia di posti di lavoro. Occorrono soluzioni nel segno della solidarietà e dell’inclusione e che rappresentino una risposta complessiva al tema della precarietà”.

Regione Umbria, i lavoratori approvano il contratto integrativo decentrato

пн, 14/10/2019 - 14:28

“Si sono svolte il questi giorni le assemblee dei dipendenti della Regione Umbria, al termine delle quali è stato approvato il contratto decentrato integrativo per gli anni 2019-2021 presentato da Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl e Rsu dell'ente”. Ne danno notizia le tre sigle in una nota. “Le trattative in Regione – spiegano i sindacati – non sono state affatto semplici nel cercare la completa applicazione di tutti gli istituti contrattuali e per dare ampio respiro alla contrattazione stessa, vista la complessità dell'ente che oggi è composto da circa 1.150 dipendenti e cinque sedi distaccate in tutta la Regione”.

A complicare la situazione, aggiungono i sindacati, “è stata poi la particolare situazione politica in cui la Regione Umbria si è trovata negli ultimi mesi, che ha reso incerto l'esito dell'intesa tra i sindacati e l'amministrazione. Alla fine l'impegno e la caparbietà nel voler rivedere i vari istituti contrattuali, dando applicazione anche alle novità introdotte dal nuovo contratto nazionale siglato il 21 maggio 2018, hanno portato all'elaborazione di un decentrato integrativo che consente un aumento delle indennità, la reintroduzione delle specifiche responsabilità tolte nel 2018, la previsione di un welfare integrativo, nonché le progressioni economiche che consentono una valorizzazione del personale e uno scatto economico sia per il 2019 che per il 2020”.

Blu Jet, 25 ottobre sciopero

пн, 14/10/2019 - 14:20

Si inasprisce la vertenza Blu Jet, la società di collegamento marittimo veloce di continuità territoriale tra Messina e la Calabria. Il personale aderente a Filt Cgil e Uiltrasporti ha proclamato una seconda giornata di sciopero delle ore 21 di giovedì 24 ottobre alle ore 21 di venerdì 25. La prima azione di sciopero “non ha portato ad alcun riscontro né dai vertici territoriali di Blu Jet né da parte di Rfi” e ora i sindacati chiedono “una convocazione presso il ministero dei Trasporti con il coinvolgimento del governo e delle forze politiche nazionali e regionali”.

“Un'azienda pubblica che ha negli obblighi del proprio codice etico trasparenza e legalità non può non porsi il problema dell'equo trattamento contrattuale tra dipendenti delle società che fanno tutte riferimento al gruppo Fs”, affermano i segretari provinciali Carmelo Garufi (Filt Cgil) e Michele Barresi (Uiltrasporti): “Ai circa 80 dipendenti di Blu Jet viene ormai da mesi applicato impropriamente il contratto marittimo, sebbene la società faccia parte di Rfi e sia nata, per legge di Stato, al fine di espletare un servizio di continuità ferroviaria per passeggeri nell'area dello Stretto. I dipendenti Blu Jet percepiscono un salario inferiore di circa il 40 per cento rispetto ai colleghi che svolgono medesime funzioni cui è riconosciuto il contratto delle attività ferroviarie”.

Grafici editoriali: Slc-Uilcom, verso lo sciopero del 25 ottobre

пн, 14/10/2019 - 13:18

Rivendicano un contratto nazionale che non viene rinnovato dal 2015, ma non vogliono sentir parlare di parti di salario già consolidate da convertire in welfare obbligatorio, né di modifiche al sistema degli orari di lavoro senza corrispettivi economici: i lavoratori del settore grafico-editoriale scendono in piazza con uno sciopero nazionale di otto ore venerdì 25 ottobre. La mobilitazione, proclamata da Slc e Uilcom per un contratto dignitoso, prevede anche un presidio a Milano, di fronte alla sede di Assografici, in piazza Castello, 28, dalle ore 10. Per permettere ai lavoratori di parteciparvi, i sindacati hanno organizzato un servizio di bus da Bergamo.

Proprio nella provincia bergamasca si concentrano importanti aziende del settore, con un alto numero di dipendenti: dai circa 500 lavoratori di Nuovo istituto di arti grafiche di Bergamo ed Eurogravure di Treviglio (recentemente acquisite dal gruppo Elcograf) ai circa 800 dipendenti del gruppo Boost di San Paolo d’Argon, azienda che ha riunito Lediberg, Arti grafiche Johnson e Castelli poligrafiche. Si aggiungono poi aziende di medie dimensioni, come Graphicscalve di Vilminore e Costa di Mezzate (120 dipendenti), Icis di Mozzo (circa 100), Errestampa di Orio al Serio (80 dipendenti),  Elcograf di Madone (60 dipendenti) e Pozzoni spa, con sedi a Filago e Cisano (130 dipendenti totali). Nel complesso, si stima che gli addetti del settore siano circa 2.000, mentre a livello nazionale il settore grafico editoriale multimediale occupa 80.000 lavoratori.

“La crisi del settore è storica, cronica e strutturale e a Bergamo ha avuto pesanti ripercussioni sui lavoratori, con un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Diverse aziende hanno chiuso e abbiamo assistito a una consistente e dolorosa riduzione degli organici – commentano Paolo Turani, Slc, e Bruno Locatelli, Uilcom di Bergamo –. Tuttora è in corso (e durerà due anni) un periodo di cassa integrazione straordinaria nel gruppo Boost, mentre ci aspettiamo nel 2020 un ricorso alla cigs anche nel gruppo Elcograf, in considerazione dell’ulteriore riduzione della stampa periodica. Questo difficile quadro ha determinato forti sofferenze per l’andamento della contrattazione di secondo livello. Già si sono ridotti i salari nelle aziende coinvolte, il ccnl non può e non deve in nessun modo seguire le stesse dinamiche. Infine, l’attuale partita contrattuale deve portare a un urgente confronto con le istituzioni, per delineare indispensabili interventi a sostegno del settore, a partire dal tema degli ammortizzatori sociali”. Da oggi Slc e Uilcom provinciali hanno avviato una serie di assemblee con i lavoratori in tutte le aziende del settore della provincia di Bergamo.

Cnh taglia e dismette, sciopero a Modena

пн, 14/10/2019 - 13:06

Sciopero di due ore martedì 15 ottobre dei 1.700 addetti dei due stabilimenti Cnh di Modena (in via Pico della Mirandola e San Matteo). La protesta è indetta dalla Fiom Cgil. Previsto un corteo, con partenza alle ore 10 (dall’ingresso di via Ramelli), e un presidio nel piazzale davanti allo stabilimento, dove contestualmente si terrà anche una conferenza stampa (alle ore 11). Presenti alla manifestazione i segretari della Fiom Cgil di Modena Cesare Pizzolla, della Fiom Cgil dell’Emilia Romagna Samuele Lodi, della Cgil di Modena Manuela Gozzi. Partecipano anche delegati delle aziende modenesi dell’indotto Cnhi e una delegazione di lavoratori dello stabilimento di Pregnana Milanese che “nell'immediato – spiega la Fiom – pagheranno il prezzo più alto di questo piano industriale”.

Sotto accusa è il piano industriale del gruppo 2019-2022. La Fiom Cgil sottolinea “lo scostamento tra il piano finanziario presentato a inizio settembre con tutti gli indicatori in forte crescita (fatturato, Ebit, rendimento delle attività industriali), piano accolto con favore da borsa e azionisti con tanto di brindisi, e il piano produttivo e occupazionale illustrato a Torino il 1° ottobre scorso, che presenta invece un conto salatissimo ai lavoratori del gruppo con chiusure di stabilimenti, esuberi di personale e ricorso agli ammortizzatori sociali”.

Il piano industriale, infatti, prevede “la chiusura entro la fine del 2022 dello stabilimento di Pregnana Milanese (260 addetti); la trasformazione del sito produttivo di San Mauro Torinese in piattaforma logistica, che non sarà in grado di riassorbire tutti i lavoratori presenti oggi nel plant; l’apertura di nuove procedure di cassa integrazione a San Mauro. Oltre a incertezze su altri stabilimenti legate all’andamento del piano in relazione al mercato”.

A Modena al momento non sono previsti tagli, ma la Fiom rileva che “da questo piano industriale ne escono più deboli tutti i lavoratori, per una riduzione della capacità industriale istallata di Cnhi, in quanto nel 2019 è obiettivo della proprietà procedere allo spin off di Iveco. Sono anni che Cnhi ristruttura, basti pensare alle chiusure di Imola e Irisbus”. La Fiom, assieme alle altre organizzazioni sindacali, ha già inviato “una richiesta di incontro urgente al ministero dello Sviluppo economico: è bene che il governo faccia la propria parte e convochi immediatamente l’azienda per cambiare il piano industriale, garantendo l’occupazione”.