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Operaio di 30 anni muore alla Ansaldo

6 hours 6 min назад

Un operaio di 30 anni ha perso la vita questa mattina, poco dopo le 8 nello stabilimento di Ansaldo Energia a Genova. Secondo le prime informazioni, l'uomo sarebbe stato colpito da un pezzo caduto – forse a causa del forte vento – da una gru. Sul posto i medici del 118. “Era giovane e operava per una ditta esterna", secondo quanto riferiscono fonti sindacali. Intanto, appresa la notizia, la Fiom Cgil ha dichiarato 8 ore di sciopero immediato. 

RadioArticolo1, i programmi di lunedì 21 gennaio

6 hours 12 min назад
  • ore 09:00 - Voltapagina - Rassegna stampa del lavoro. Con Davide Colella
  • ore 10:00 - Work in news - Educatori, cambiamenti e prospettive. Con Ruggero Manzotti, Fp Cgil Parma - Taglio del nastro ad Andrano. Parla Valentina Fragassi, Cgil Lecce - Sopravvivere al genocidio. Interviene Roberto Leone, Università Verona. A cura di Patrizia Pallara
  • ore 10:30 - Piazza del lavoro - Un fumetto ci scuoterà. Zerocalcare si racconta ai nostri microfoni, i suoi disegni e il suo impegno politico e sociale. A cura di Simona Ciaramitaro
  • ore 11:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 11:05 - Verso il XVIII della Cgil - Giuseppe Di Vittorio: dal Piano del Lavoro alla proposta di Statuto. Con Fabrizio Loreto, storico. A cura di Roberta Lisi
  • ore 11:30 - Verso il XVIII della Cgil - Dal ‘68 operaio al sindacato dei diritti. Con Antonio Pizzinato, già segretario generale della Cgil; Fabrizio Loreto, storico. A cura di Roberta Lisi
  • ore 12:00 - Gierreesse - Giornale Radio Sociale
  • ore 12:05 - Elleradio - Scuola, università e ricerca: tagli e ritagli. Intervengono Grazia Maria Pistorino, Flc Cgil Sicilia; Carlo Buttarelli, Enea; Alessio Bottalico, Link; Matteo Piolatto, Associazione dottori di ricerca. In studio Renato Comanducci, Flc Cgil. A cura di Stefano Iucci
  • ore 13:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 15:00 - Consumeradio - Water grabbing. Nuove guerre per l'accaparramento dell'acqua. Interviene Emanuele Bompan, giornalista. A cura di Patrizia Pallara 
  • ore 15:00 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 15:35 - Senioradio - Attenti al pedone. Riparte la campagna unitaria dei sindacati dei pensionati sulla sicurezza stradale. Interviene Mina Cilloni, Spi Cgil. A cura di Paolo Andruccioli 
  • ore 15:45 - Memoradio - Il sacrificio di Guido Rossa dopo quarant'anni. Parla Igor Magni, segretario generale della Camera del Lavoro genovese. A cura di Emiliano Sbaraglia 
  • ore 16:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro
  • ore 16:05 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 16:30 - Ellemondo - Il pericolo c'è. Sul Ttip la Commissione europea continua a trattare con gli Stati Uniti di Trump. Intervista a Monica Di Sisto, Stop Ttip
  • ore 16:35 - Tuttolavoro - Quotidiano di economia e sindacato
  • ore 17:00 - Ellecult - Tempi Moderni. Il lavoro in 3D.  La douleur, diario intimo della Resistenza. A cura di Antonia Fama
  • ore 17:30 - Scaffale lavoro - 1938, l'Italia razzista. Per non dimenticare. Con Fabio Isman, autore. A cura di Emiliano Sbaraglia
  • ore 18:00 - Gierreelle - Giornale Radio del Lavoro

Cgil, un congresso che si apre sul mondo

7 hours 1 min назад

La Cgil ha deciso di aprire il suo XVIII congresso – che si terrà alla Fiera del Levante di Bari – con una conferenza internazionale dal titolo emblematico: “Il futuro del movimento sindacale europeo e internazionale. Crisi della democrazia e populismo, rivoluzione digitale e tendenze della globalizzazione”. L’incontro si svolgerà il 21 gennaio dalle 16 alle 19.00 presso l’Archivio di Stato del capoluogo pugliese. “Populismo, crisi della democrazia, innovazione digitale rappresentano  le sfide più importanti che attendono i sindacati nei prossimi anni. Per questo abbiamo pensato fosse opportuno offrire una dimensione globale alla nostra discussione”. Così Fausto Durate, coordinatore dell’Area Politiche europee e internazionali della confederazione, che aprirà i lavori nel corso dei quali interverranno – dopo un saluto del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – Luca Visentini, segretario generale della Ces, Victor Baez, vice segretario generale della Csi, Gaby Bischoff, presidente del gruppo lavoratori del Cese (il Comitato economico e sociale europeo) e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.  “Si tratta – aggiunge Durante – di una scelta che molte organizzazioni sindacali nazionali stanno facendo, perché le questioni sono sempre più interconnesse e non si possono più gestire a livello esclusivamente nazionale”.

In effetti non è un periodo semplice per il mondo del lavoro e per chi lo rappresenta…

Durante Il mondo del lavoro è stretto tra la crisi profonda dei tradizionali assetti democratici e il prevalere, ad esso collegato, di fenomeni di populismo e personalismo che puntano a un rapporto diretto tra i leader dei singoli paesi e il popolo, saltando la funzione  importante dei corpi intermedi. Non si tratta di un fenomeno solo italiano: da Trump, Putin, Orbàn, Erdogan, fino al recente exploit di Bolsonaro, la direzione purtroppo sembra questa un po’ ovunque. È un fenomeno che ci riguarda direttamente, perché sta mettendo in discussione la tradizionale dialettica tra il potere e le parti sociali in tutto il mondo.

L’altro tema della conferenza è la rivoluzione digitale…

Durante Certo, è l’altra grande questione. A seguito della rivoluzione 4.0, il lavoro, la sua organizzazione cambieranno fisionomia. L’impatto delle piattaforme digitali e delle nuove tecnologie sulla gestione dei tempi, dei luoghi di lavoro e delle professionalità è enorme.  Questi intrecci vanno affrontati a livello globale: a livello nazionale non esistono strumenti in grado di affrontare tutta la complessità che è in gioco.

Forse però non basta scegliere “semplicemente” una prospettiva globale: è probabile che i sindacati debbano cambiare e mettersi in discussione.

Durante Sono d’accordo. Due mesi fa, nel corso del congresso a Copenaghen, Susanna Camusso si è candidata a guidare la Csi, il sindacato mondiale, sfiorando con il 48 per cento dei voti la vittoria. Un consenso così alto alla sua proposta ha dimostrato che nel mondo sindacale c’è un forte disagio rispetto al modo in cui la Csi è stata diretta in questi anni. A molti il sindacato mondiale non è sembrato una voce autorevole ed efficace nel contrastare le politiche di austerità, il pensiero unico neoliberista e lo strapotere della finanza e delle multinazionali sui processi democratici che hanno contribuito a peggiorare notevolmente la condizione dei lavoratori.  Anche all’interno delle istituzioni internazionali in cui è accreditato – Banca Mondiale, Fmi, Oil – la sua azione non è stata affatto incisiva. Insomma, dobbiamo insistere nel costruire un’identità della Csi che sia in grado di intercettare questa forte domanda di cambiamento.

Se “restringiamo” il campo all’Europa, siamo alla vigilia di un appuntamento molto importante, le elezioni di maggio che potrebbero stravolgere il panorama politico del continente

Durante Anche in questo caso, con la conferenza internazionale e il congresso, vogliamo stimolare la Ces ad assumere una proposta forte per cambiare l’Europa e, insieme, a subire in misura minore il condizionamento della Commissione europea.

Credi sia necessaria una mobilitazione?

Durante Penso proprio di sì. È passato troppo tempo dalla giornata di azione europea che si è svolta nel 2012.  Sappiamo che la Ces organizzerà una manifestazione a Bruxelles per fine aprile. Ben venga. Ma bisogna recuperare il tempo perso e per questo nel corso del congresso insisteremo affinché l’azione del sindacato si irrobustisca.

Non credi che, così come gli Stati, anche i diversi sindacati per avere più efficacia nella propria azione debbano rinunciare a una parte della propria sovranità contrattuale?

Durante Sì. E del resto nell’ultimo congresso della Ces avevamo proposto l’avvio di uno strumento salariale minimo di natura europea per contrastare i fenomeni di dumping. Poi pensiamo sia anche importante definire un quadro giuridico-normativo comune che porti alla costruzione di una sorta di Statuto europeo del lavoro. Se i diversi sindacati pensano di poter procedere in maniera autonoma, non saranno mai in grado di affrontare i processi economici in atto, che sono velocissimi. Anche i sindacati dei paesi economicamente più avanzati e in cui il sistema di welfare tiene meglio, devono capire che avranno le armi sempre più spuntate. Sono necessari strumenti che ci permettano di affrontare ad armi pari le imprese che si muovono su scala globale.

E magari contribuire alla costruzione di un’Europa più giusta…

Durante Senza dubbio. L’Unione oggi è troppo sbilanciata a favore della Commissione, che non è eletta, mentre l’unico organismo votato dal popolo – il Parlamento – è quello che ha meno potere. Il Parlamento dovrebbe stare invece al centro, solo così riusciremo a togliere ossigeno ai partiti fascisti, nazionalisti e sovranisti che in questa fase sembrano raccogliere tanto consenso.

 

Lo speciale di Rassegna sul congresso

Sindacati confermano manifestazione 9 febbraio

пт, 18/01/2019 - 18:21

"Abbiamo confermato le ragioni a sostegno della nostra piattaforma e abbiamo confermato la nostra manifestazione del 9 febbraio". Lo ha dichiarato Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, al termine dell'incontro con il premier Giuseppe Conte. Il premier aveva convocato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo per un confronto sulla manovra economica e sui decreti approvati in Consiglio dei ministri su reddito di cittadinanza e 'quota 100'.

"Abbiamo ribadito quanto avevamo illustrato al presidente del Consiglio nell'incontro del 10 dicembre - ha detto Camusso - cioè le ragioni della nostra valutazione sulla manovra di bilancio sul fatto che all'impegno di tenere conto di quella discussione non era seguito nessun elemento, tra cui il fatto che anche questa convocazione arriva a posteriori all'attuazione della legge di bilancio". Tutavvia, Camusso ha aggiunto: "Cogliamo positivamente il ribadire da parte del governo che ci saranno tavoli e momenti di confronto aspettiamo che il governo li applichi concretamente".

Su reddito di cittadinanza e pensioni "non abbiamo neanche i testi: è difficile fare una discussione specifica", ha detto ancora il leader Cgil. Se il governo aprisse un confronto su questo tema avremmo molte cose da dirgli. Anche il fatto che appaiono in più punti contraddizioni sulle previsioni che sono state fatte nella legge di bilancio".

Cgil: ecco dove eravamo

пт, 18/01/2019 - 18:00

Sono mesi ormai che sui social, a ogni presa di posizione sui provvedimenti del governo o su fatti di cronaca, i profili ufficiali della Cgil così come quelli di dirigenti, iscritti e simpatizzanti, vengono sommersi dai “dove eravate” e conditi dal solito frasario livido e violento. Dove eravate mentre approvavano la Fornero, mentre toglievano l’articolo 18? Dove eravate mentre smantellavano i diritti dei lavoratori? Invece di occuparvi degli immigrati sareste dovuti scendere in piazza contro il Jobs Act. E via così. Capita pure di venire improvvidamente accusati di averli votati quei provvedimenti, più spesso di non avere fatto nulla per fermarli.

Nei giorni a cavallo tra Natale e fine anno, mi sono imbattuta su Facebook in un file realizzato da qualche meritevole compagno che, non potendone evidentemente più di questa manfrina, ha provato a mettere in fila le iniziative nazionali dal 2010 a oggi. Guardandolo mi sono resa conto che non riusciva a rendere appieno la portata e men che mai l’impegno organizzativo delle tante e tante iniziative fatte in questi anni sia sul versante previdenziale che a contrasto del Jobs Act. Complicato, intanto, ricostruire tutte le iniziative nazionali unitarie e non. Complicato spiegare che se oggi alcuni tribunali stanno adottando decisioni che intaccano il Jobs Act e ne ridimensionano la portata, è anche grazie ai ricorsi promossi dalla Cgil, giuridicamente e finanziariamente. Complicato restituire alle categorie e ai territori il merito dell'imponente sforzo fatto per spiegare la Carta dei diritti e i quesiti referendari, e raccogliere complessivamente oltre 4 milioni e mezzo di firme per presentarli e avviare l'iter legislativo popolare.

Qualche numero però possiamo provare a darlo. Tra il 2011 e il 2012 durante il governo Monti, la Cgil sola o insieme ad altri sindacati ha organizzato e indetto sette iniziative tra scioperi generali o manifestazioni nazionali contro le politiche di austerità, previdenziali (legge Fornero), fiscali e bilancio del Paese. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, durante il governo Letta, Cgil Cisl e Uil insieme sono scese in piazza o si sono fermate per uno sciopero generale almeno tre volte con iniziative nazionali e un obiettivo costante: riportare il lavoro al centro dell'agenda politica.

LA SCHEDA CON TUTTE LE INIZIATIVE

Dal 22 febbraio 2014, data di insediamento del governo Renzi che rimarrà in carica fino al 12 dicembre 2016, la confederazione di corso d’Italia da sola ha organizzato ben dodici iniziative di mobilitazione nazionale tra cui scioperi, presidi e manifestazioni. Su tutte, quella del 25 ottobre 2014 di piazza San Giovanni con un milione di persone e il flash mob dei giovani “Il Jobs Act fa acqua da tutte le parti”, così efficace dal punto di vista iconografico che quegli ombrelli bucati in mano ai “giovani” della Cgil sono diventati il simbolo della lotta al JobsAct. Se contro la riforma del lavoro la Cgil è riuscita a coinvolgere solo la Uil – che ha scioperato e manifestato insieme a noi il 12 dicembre del 2014 – contro la legge Fornero sono state almeno sette le iniziative di mobilitazione unitarie.

Una battaglia importante condotta insieme dalle tre organizzazioni sindacali che è proseguita durante il governo Gentiloni. E ancora dopo l'abrogazione dei voucher per fermare i referendum, la loro riproposizione e la ripresa della battaglia in piazza e nei palazzi. Dal 12 dicembre 2016 al 1º giugno 2018, mentre proseguiva il confronto con l’esecutivo Gentiloni sulla previdenza, Cgil Cisl e Uil hanno continuato a mobilitarsi per cambiare la legge Fornero e la Cgil da sola è scesa anche in piazza il 2 dicembre 2017 per la  manifestazione nazionale “Pensioni i conti non tornano”.

Complessivamente quindi dal 2011 alla fine del governo Gentiloni, si possono contare ben 49 iniziative, unitarie e non, dove eravamo a difendere i diritti, a rivendicare tutele, a contrastare politiche che inevitabilmente avrebbero avuto effetti dannosi per il mondo di chi vive di lavoro. A questi numeri andrebbero poi sommate le iniziative di mobilitazione delle categorie, dal pubblico impiego, alla scuola, agli edili e a tutti gli altri settori professionali che sono scesi in piazza contro il sistema previdenziale, contro specifici provvedimenti o anche solo per il mancato rinnovo dei contratti. Poco? Non mi sembra. In ogni caso metto a disposizione il lavoro di ricostruzione che ho realizzato con il supporto delle colleghe dell'ufficio stampa nazionale così la prossima volta quando il primo troll o drago da tastiera vi chiederà, Dove eravate, avrete almeno 49 buone risposte da dargli.

Esmeralda Rizzi è responsabile social della Cgil nazionale

Cgil-Flai Sardegna: la Consulta ci ha dato ragione

пт, 18/01/2019 - 17:46

“Come avevamo previsto e contestato, purtroppo inascoltati, il governo nazionale non ha potuto che impugnare la legge sul contratto dei forestali davanti alla Corte Costituzionale, ravvisando un’azione della Regione di gran lunga esorbitante dalle proprie attribuzioni e invasiva delle competenze statali che disciplinano la materia, assicurando uniformità nell’ordinamento civile e delle funzioni pubbliche”. Così Cgil e Flai Sardegna riaffermano le posizioni già ribadite in passato e ricordano inoltre che il sindacato confederale aveva denunciato come ci si trovasse davanti a “uno sconfinamento che produce ulteriori effetti lesivi dei principi costituzionali che attengono, in particolare, alla parità di trattamento delle persone che lavorano e alla disciplina del collocamento nelle pubbliche amministrazioni, ma invadono anche il campo delle libertà sindacali nell’espressione della rappresentanza e dell’esercizio contrattuale”.

Secondo il sindacato, “occorre ripensare in parte la pomposa normativa sul sistema regione, che sta forse all’origine dell’infortunio in cui è inciampato l’incauto legislatore regionale e che ha consentito l’inganno di tanti lavoratori che hanno creduto a promesse vane”. Di certo, la soluzione dei problemi operativi dell’agenzia richiede interventi sull’organizzazione del lavoro, sulle risorse economiche e sulle condizioni del personale, compresa la qualificazione del lavoro e il rinnovamento generazionale. In questo, Cgil e Flai si ritengono, oggi come ieri, impegnate per trovare soluzioni serie e praticabili. Intanto, da subito, chiedono l’erogazione degli arretrati contrattuali in sospeso.

 

Cgil, con Tso a clochard torna vecchia logica manicomiale

пт, 18/01/2019 - 17:42

“Si ripropone un uso improprio della psichiatria, che obbligava al ricovero non solo i malati di mente, ma anche le persone con disagio sociale”. Così la Cgil Nazionale e la Cgil Roma e Lazio commentano l’ipotesi ventilata dal Comune di Roma di prevedere il Trattamento Sanitario Obbligatorio per i senza fissa dimora che rifiutano il ricovero per l’emergenza freddo.

“La legge 180, attuando il dettato costituzionale, ha abolito - ricorda la Cgil - proprio le norme sui ricoveri coatti e regolato, per situazioni eccezionali e solo in caso di malattia mentale, l’uso del TSO; nulla è ovviamente previsto per i clochard. Per assistere le persone in condizione di estrema emarginazione, per prevenire le tragiche morti che avvengono in strada, bisogna offrire prestazioni sociali per garantire dignità e diritti: alloggio, cibo, vestiti, calore, e non privarle della libertà personale”.

“L’amministrazione capitolina - conclude la Cgil Nazionale e la Cgil Roma e Lazio - farebbe meglio ad ascoltare le associazioni impegnate da anni ad assistere le persone senza fissa dimora e non improvvisare soluzioni di emergenza che invece di affrontare e superare i problemi creano conseguenze ancor più dannose”.

Blutec Tito, lo sciopero continua

пт, 18/01/2019 - 17:40

I lavoratori della Ingegneria Italia di Tito Blutec, azienda che produce a Potenza per Fca, hanno deciso in assembleari proseguire lo sciopero che va avanti da tre giorni con un’adesione totale. "Le organizzazioni sindacali, con i lavoratori, chiedono con forza che venga superato questo stato di abbandono - si legge in una nota di Fiom Cgil e Fim Cisl della Basilicata - che si traduce in un continuo e inarrestabile peggioramento delle condizioni di salario, di salute e di sicurezza e soprattutto in gravi incertezze occupazionali".

"Durante le assemblee - proseguono i sindacati - si è deciso di proseguire con le azioni di lotta affinché si apra un vero confronto sindacale, nel rispetto delle richieste legittime dei lavoratori e del sindacato, che ad oggi puntualmente vengono disattese dall’azienda, è necessario dare risposte concrete, ormai non più rinviabili su salario, salute e sicurezza e piano industriale .

 

Dunque, prosegue lo sciopero con assemblea permanente davanti ai cancelli, "per valutare - concludono Fiom e Fim - le diverse e ulteriori azioni di lotta da mettere in campo per chiudere una vertenza che possa ridare diritti e dignità a tutti i lavoratori"

Miceli (Filctem Cgil): pronti allo sciopero generale

пт, 18/01/2019 - 17:19

“Apprendiamo da fonti ufficiose che il Governo non intenderebbe mantenere gli impegni assunti ed annunciati di modifica delle norme contenute nell’art. 177 del Codice Appalti. Se ciò fosse confermato numerose primarie aziende dei settori elettrico e gas sarebbero ridotte a mere stazioni appaltanti, con gravi conseguenze per diverse migliaia di lavoratori che vedrebbero precarizzata la propria condizione lavorativa, con una significativa perdita di diritti e quote salariali, fino alla perdita di moltissimi posti di lavoro”. Ad affermarlo è Emilio Miceli, segretario generale della Filctem Cgil.

“Anche la qualità dei servizi - continua - sarebbe messa a rischio dalla frammentazione delle attività verso aziende magari prive delle competenze, delle risorse e del know how necessario a garantire la sicurezza energetica del Paese, la competitività, il più avanzato supporto alle necessità di famiglie e imprese”.

“I lavoratori ed il sindacato – conclude Miceli - non possono accettare una scelta sbagliata gravida di conseguenze così drammatiche per i lavoratori, per il sistema produttivo e per le famiglie italiane. Se il Governo ed il Parlamento non correggeranno l’articolo 177, proseguirà la mobilitazione dei lavoratori con durissime azioni di lotta ed arriveremo presto allo sciopero generale dei settori interessati”.

Matera 2019, troppe promesse non mantenute

пт, 18/01/2019 - 16:19

A gennaio 2019, all’inizio dell’importante e prestigioso appuntamento di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, la condizione complessiva in cui versano la città e tutta la Basilicata "rasenta l’incredibile". È quanto si legge in un dettagliato dossier di analisi e proposte preparato dalla Cgil Basilicata e dalla Cgil di Matera. Il sindacato ha consegnato il documento, accompagnato da una lettera, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione dell’inaugurazione di Matera Capitale europea della cultura.

"Sono state eluse le aspettative e le potenzialità che offriva la designazione a capitale europea della cultura 2019 – si legge nel dossier Cgil – di costruire e rilanciare lo sviluppo socioeconomico di Matera e della Basilicata, che presentavano e presentano percentuali negative strutturali e rilevanti di reddito medio, disoccupazione, povertà, spopolamento ed emigrazione intellettuale".

"A nulla sono servite le chiare, precise e continue denunce sollevate da molti soggetti rappresentativi del mondo sindacale, imprenditoriale, professionale e culturale", prosegue la Cgil, che denuncia "l’isolamento ed i ritardi infrastrutturali storici materiali e immateriali che rendono difficile lo sviluppo di Matera e di tutta la Regione Basilicata".

"La città di Matera è ormai consapevole che gli interventi collegati all’importante obiettivo e la conseguente costruzione di politiche di sviluppo, ad oggi, non soddisfano appieno le aspettative indispensabili per garantire l’accoglienza turistica, lo sviluppo urbano, la realizzazione delle infrastrutture e dei contenitori culturali utili per costruire il 2019 ed il futuro".

"Purtroppo, gli interventi sul recupero e realizzazione dei beni culturali e delle strutture collegate allo sviluppo culturale, sono in netto ritardo tanto che la maggior parte non sarà fruibile per la Capitale europea della cultura 2019".

“La designazione di Matera è solo l’ultimo riconoscimento delle conquiste civili, culturali e sociali di una città che ha sempre interpretato in maniera decisa i valori della democrazia e del rispetto dei diritti delle persone, come testimoniano la medaglia d’argento al valore militare per ricordare i martiri del 21 settembre 1943, in cui tanti materani insorsero contro l’occupazione nazista, e la medaglia d’oro al valore civile”. E’ quanto si legge nella lettera che accompagna il dossier, firmata da Angelo Summa (Cgil Basilicata) e da Eustachio Nicoletti (Cgil Matera).

“Purtroppo – prosegue la lettera -, non possiamo esimerci dall’ignorare la persistenza dei problemi gravi che rendono di stringente attualità la ‘questione meridionale’: la disoccupazione, specie giovanile, e l’emigrazione – compresa quella intellettuale - continuano a essere le spie più preoccupanti di un disagio sociale diffuso e di un territorio minacciato dall’abbandono. Per queste ragioni, con spirito costruttivo e con tenacia politica, democratica e civica, abbiamo voluto documentare le nostre preoccupazioni, corredando la lettera al presidente della Repubblica e al presidente del Consiglio con un dossier che fotografa l’attuale condizione di Matera e in parte della Basilicata, con l’individuazione dei problemi irrisolti e con l’indicazione di proposte e suggerimenti, che riteniamo dover avanzare quale contributo del mondo del lavoro alla rigenerazione della nostra terra e al rinascimento delle nostre popolazioni”.

Le preoccupazioni del sindacato “derivano dai persistenti ritardi strutturali e infrastrutturali, materiali e immateriali, che rischiano di vanificare il tanto auspicato sviluppo economico e occupazionale della nostra regione, consapevoli altresì del fatto che a partire dall’1 gennaio 2020, quando i riflettori internazionali si spegneranno sulla nostra città, si riproporranno in tutta la loro interezza e acutezza le questioni che hanno determinato l’inequivocabile ritardo nella programmazione degli interventi per la realizzazione delle infrastrutture e dei servizi, la cui inadeguatezza e talvolta anche mancanza è in palese contrasto con le ambizioni di Capitale europea della cultura”, conclude la lettera.

Filcams Calabria: Giuseppe Valentino eletto nuovo segretario

пт, 18/01/2019 - 14:58

Passaggio di consegne, questa mattina, nella Filcams Calabria: Giuseppe Valentino è stato eletto nuovo segretario della categoria regionale, succedendo, così, a Luigi Scarnati. L’elezione è avvenuta alla presenza della segretaria generale della Filcams, Maria Grazia Gabrielli, e del segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato.

Manovra: Conte incontra Cgil, Cisl e Uil

пт, 18/01/2019 - 13:47

È iniziato l'incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo. Al centro del confronto la manovra economica e i decreti approvati in Consiglio dei ministri su reddito di cittadinanza e 'quota 100'. Per il governo è presente anche il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.

Alstom, incertezza e confusione

пт, 18/01/2019 - 13:43

Assemblee oggi, 18 gennaio, a Bologna presso lo stabilimento Alstom, sul progetto di fusione con Siemens Mobility, dopo l'incontro a Milano, di martedì 15 gennaio, con la direzione italiana. L'Autorità antitrust europea, su sollecitazione degli enti Antitrust di Belgio, Olanda, Regno Unito e Spagna, ha infatti chiesto alle due società di cedere, a non meglio precisati concorrenti, alcune attività nei settori “segnalamento” e treni ad alta velocità.

Le due società hanno quindi proposto di cedere alcune attività. Per quanto riguarda il “segnalamento” le aziende hanno proposto la cessione delle attività di Etcs di Interlocking in Spagna, Grecia, Danimarca, Romania e Croazia. Queste operazioni avranno ripercussioni sugli organici italiani in una misura stimata dalla direzione tra i 20 e i 30 addetti, cioè le persone che con competenze e responsabilità specifiche collaborano a questi progetti e prodotti in quei paesi. Per quanto riguarda l’alta velocità, invece, Alstom e Siemens Mobility hanno proposto di cedere il Velaro, il treno ad alta velocità di Siemens o, in alternativa, il Pendolino, treno nato e prodotto a Savigliano.

Secondo i sindacati, l’ipotesi di cessione delle attività del Pendolino avrebbe impatti negativi per le attività italiane a partire dalla progettazione (che sta sviluppando la nuova versione, lo Smart Pendolino) e dalla produzione che sta consegnando il Pendolino evo, fino alle attività di manutenzione che vengono svolte a Nola, Roma San Lorenzo e a Venezia. Le ripercussioni sullo stabilimento bolognese sarebbero principalmente a proposito del settore segnalamento e di conseguenza i 30 trasferiti per i quali non c'è certezza né sul proseguimento del rapporto di lavoro né su una nuova sede di lavoro. A ciò si aggiunge che la cessione del prodotto a un concorrente lascia dubbi e incertezze su come proseguiranno i progetti fino ad ora seguiti nel sito bolognese.

“Ci troviamo in una situazione di incertezza che durerà fino a quando la Commissione europea si esprimerà sulla fusione, parere che comunque dovrà essere formalizzato entro il 18 febbraio 2019 – dichiarano Fim e Fiom –. A questo proposito, oltre alle assemblee, svolte oggi, abbiamo richiesto un incontro urgente al Mise per un confronto sulle politiche industriali conseguenti alle possibili decisioni della Commissione per autorizzare la fusione, ma anche per prepararsi agli effetti della riorganizzazione che la nuova società predisporrà”.

“Esprimiamo – dichiarano Fim e Fiom – grande preoccupazione sul futuro industriale del sito bolognese, poiché cedere un'attività così rilevante a un concorrente di fatto rischia di indebolire la centralità di quel settore all'interno del gruppo. Saremo come sempre a fianco dei lavoratori per tutelare l'occupazione”.

 

Cgil Palermo, eletta nuova segreteria

пт, 18/01/2019 - 13:03

È stata eletta dall'assemblea generale la nuova segreteria della Cgil Palermo. Dopo il congresso che il 20 ottobre scorso ha confermato Enzo Campo alla guida della Cgil palermitana, il 17 gennaio è stato ufficializzato il nuovo esecutivo che affiancherà per i prossimi anni il segretario generale. 

Il nuovo gruppo dirigente è stato eletto con oltre il 90 per cento dei consensi. Due i nuovi ingressi. Della squadra entrano a far parte Francesco Piastra, dall'aprile del 2015 segretario generale della Fillea Cgil Palermo e in precedenza segretario della Fiom Cgil Palermo, che ha seguito in questi anni tutte le vertenze del mondo edile e del comparto metalmeccanico, e Anna Maria Tirreno, cancelliere presso il giudice di pace di Palermo, da anni nel direttivo della Fp Cgil e della Cgil Palermo, già componente della segreteria Fp con delega alla Giustizia, Stato, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici e componente della delegazione nazionale trattante del ministero di Grazia e Giustizia.

Riconfermati nell'incarico la segretaria Cgil Alessia Gatto, dipendente del call center di Almaviva, che ha seguito in questi quattro anni i settori del mercato del lavoro, delle politiche sociali, giovanili, territoriali e di genere, e Calogero Guzzetta, segretario d'organizzazione, ex segretario generale della Flc Cgil Palermo, responsabile delle politiche organizzative, dei migranti, del coordinamento dei servizi e dei rapporti con Sunia, Federconsumatori e Auser.  

L'elezione è avvenuta alla presenza del segretario generale Cgil Sicilia Michele Pagliaro. “Da Palermo – ha detto il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo – andremo in tanti alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil del 9 febbraio a Roma per sottolineare con la nostra presenza che la legge di bilancio del governo ha lasciato troppe questioni irrisolte a partire dallo sviluppo del Mezzogiorno, dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, delle infrastrutture”. 

“Col nuovo esecutivo proseguiremo l'impegno per la crescita e lo sviluppo di Palermo e della nostra provincia – ha proseguito Campo –. Apriremo una fase di vertenzialità territoriale e sociale a partire dalla sanità, con un monitoraggio delle strutture ospedaliere esistenti. Quello delle strade invivibili, con interi comuni isolati, è un altro dei temi che non può più essere tralasciato, assieme a quello degli investimenti per le infrastrutture. Tra i nostri obiettivi prioritari il reinsediamento dell'industria manifatturiera, i servizi che possono diventare risorse, dall'acqua ai rifiuti, e il tema della precarietà, non solo di chi non ha un lavoro, ma di chi ha un lavoro povero, come i tanti impiegati nelle cucine degli alberghi o dei ristoranti del percorso arabo-normanno che, dietro le luci della ribalta, prendono 3 euro l'ora per un lavoro di otto, dieci ore al giorno”.

Cgil Abruzzo Molise, eletta la nuova segreteria

пт, 18/01/2019 - 12:56

Paolo De Socio, segretario generale della Camera del lavoro territoriale della Cgil Molise, esprime “profonda soddisfazione per l’elezione della nuova segreteria regionale Cgil Abruzzo-Molise”. I due segretari, Franco Spina e Rita Innocenzi, proposti dal segretario generale Carmine Ranieri, sono stati eletti ad amplissima maggioranza nel corso dell’Assemblea generale che si è tenuta a Pescara il 17 gennaio scorso.

“All’intera segreteria – prosegue De Socio – va l’augurio di buon lavoro e in particolare al molisano Franco Spina, punto costante di riferimento in questi anni della Cgil e di migliaia di lavoratori, giunga un caloroso in bocca al lupo per il prestigioso incarico e per un proficuo lavoro all’interno di questa nuova esperienza che porterà sicuramente buoni frutti per la realtà interregionale voluta con determinazione dalle diverse strutture territoriali e camerali della Cgil dell’Abruzzo e del Molise”.

“Il lungo e partecipato percorso congressuale della Cgil – ricorda De Socio – è ormai in via di conclusione e il prossimo 25 gennaio, con il congresso nazionale di Bari, si determinerà anche il successore di Susanna Camusso alla guida del sindacato confederale. In questo particolare contesto socio-politico e culturale, dove i processi di disintermediazione vengono maldestramente proposti da diverse compagini politiche, la Cgil, pur tra tante difficoltà, con il coinvolgimento di centinaia di migliaia di lavoratori e pensionati e con numerosissimi incontri e assemblee, ha dato dimostrazione che i percorsi e i confronti democratici, sebbene comportino tempi lunghi e impegno laborioso che solo la passione può sostenere, sono il miglior antidoto alle derive autarchiche e/o populiste”, conclude De Socio.

Camusso, manovra ciclica e che crea stagnazione

пт, 18/01/2019 - 12:52

“Il reddito di cittadinanza e quota 100 ci dicono che non c'è una risposta sul tema degli investimenti e della creazione di lavoro. Se poi lo unisco alle clausole di salvaguardia, direi che le prospettive per il Paese sono al minimo della sussistenza, alla logica del pane e acqua rispetto alle risposte che sarebbero necessarie”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, commentando con le agenzie di stampa la manovra finanziaria del governo. “Se poi consideriamo anche il calo della produzione industriale, direi che siamo in una fase delicata di arretramento. Si tratta di una manovra totalmente ciclica, che crea stagnazione, invece che contrastarla”.

Intervenendo poi nello specifico provvedimento relativo a “quota 100”, il leader sindacale ha rimarcato che “la dinamica di ‘quota 100’ nel pubblico impiego, mantenendo il blocco ai nuovi ingressi a novembre, significa che siamo di fronte a una grande operazione di riduzione del personale della pubblica amministrazione, in particolare nella sanità, che ha già una grave difficoltà di organico”. Riguardo al reddito di cittadinanza, Camusso ha evidenziato che è “uno strumento complicatissimo, che non include le marginalità e le povertà”, sottolineando anche che lo strumento rivela “un atteggiamento che dovrebbe preoccupare tutti, quello cioè di utilizzare l'erogazione di una misura assistenziale per determinare modelli di comportamento delle persone, che non è un modo per affrontare il tema della libertà e delle diversità”.

Anche la Cgil in marcia contro la camorra

пт, 18/01/2019 - 12:48

"Sabato 19 gennaio saremo in piazza per dire basta alla violenza e alla camorra, per ribadire che le strade della nostra città appartengono alle persone perbene che vogliono lavorare e vivere onestamente e senza paura. Chiediamo risposte vere alla politica locale e nazionale". A lanciare l'appello alla vigilia della marcia anti-camorra, in programma a Napoli, sono la Camera del lavoro partenopea e le tante associazioni che hanno aderito alla mobilitazione, dopo le bombe intimidatorie che sono state fatte esplodere nel territorio afragolese negli ultimi venti giorni. Il corteo partirà alle ore 9,30 da Piazza Gianturco, dove si trova il busto del Maresciallo D'Arminio, vittima innocente di camorra, per raggiungere piazza Municipio.

"Uno dei nostri obiettivi – precisa il segretario generale della Cgil di Napoli, Walter Schiavella – è garantire sicurezza ai cittadini, contrastando il disagio sociale e costruendo coesione e giustizia attraverso l’istruzione, la cultura, i servizi e soprattutto il lavoro. Per sconfiggere la camorra, bisogna dare lavoro al Sud. Stiamo raccogliendo diverse adesioni e chiediamo alle istituzioni, alle associazioni impegnate sul territorio, ai lavoratori, ai cittadini, ai pensionati, di essere in piazza con noi per un'importante battaglia di civiltà".

Alla mobilitazione hanno aderito la masseria Antonio Esposito Ferraioli, Anpi, Uil, Confesercenti Campania, Casa del popolo Afragola - Società di mutuo soccorso, associazione Kairos, opera Don Calabria scout, Agesci Afragola 3, Forum dei giovani di Caivano, associazione Don Peppe Diana, Legambiente Afragola, Auser, Federconsumatori, Protezione civile 'Aquile' di Casoria, circolo 'Enrico Berlinguer' di Casoria, cooperativa 'Un fiore per la vita', 'La bottega del nonno', associazione Cantiere giovani di Frattamaggiore.

Nulla di fatto per Hammond, chiusura confermata

пт, 18/01/2019 - 12:24

Il primo incontro tra azienda e sindacati si è concluso con una fumata nera. Adesso si aspetta il secondo, previsto per mercoledì 23 gennaio. La situazione della Hammond Power Solutions di Marnate (Varese), società attiva nella produzione di trasformatori ad alta tensione, è ancora molto grave. Sul tavolo l’annuncio della multinazionale canadese, comunicato il 18 dicembre scorso, di chiudere l’impianto entro il prossimo marzo, procedendo al conseguente licenziamento dei 40 dipendenti.

La decisione, motivata dalla proprietà con un cambio di strategia aziendale (la fuoriuscita dal mercato italiano e, in prospettiva, da quello europeo) e divulgata direttamente dall’amministratore delegato della società Bill Hammond, è fortemente avversata dai sindacati. “Tutto è accaduto in modo veloce e inatteso”, spiegano Rino Pezone (Fiom Cgil) e Ilaria Campagner (Fim Cisl): “Dopo l’assunzione di un nuovo dipendente il giorno prima, gli auguri di buon Natale e la volontà di modificare il contratto di lavoro in senso migliorativo, è arrivata la doccia gelata. Ma non si cancella un'impresa tirando una riga, come se fosse una mera voce di un elenco. Qui ci sono persone con famiglia, ma c'è anche la storia di un'azienda presente sul territorio da 40 anni”.

Il vertice di lunedì 14 gennaio ha fortemente deluso Rsu e sindacati. “Riteniamo insufficienti le risposte fornite sulle reali motivazioni riferite alla decisione presa di chiusura”, spiegano in una nota: “Ancora più grave è che non ci sia ancora una risposta ufficiale sia sul ritiro dei licenziamenti sia sul ritiro della procedura di fine attività, indipendentemente da eventuali proposte di vendita in atto”. I lavoratori, riunitisi il giorno seguente in assemblea, hanno comunque deciso di dare fiducia all’azienda, permettendole di effettuare le consegne degli ordini. “L’incontro del 23 gennaio – concludono Fiom e Fim Varese – è cruciale per avere risposte serie e certe. Se così non fosse, dal giorno successivo partiranno delle azioni di mobilitazione”.

Cagliari, appalto rifiuti: avvio a stabilizzazione precari

пт, 18/01/2019 - 12:15

L’accordo firmato lo scorso 11 ottobre tra sindacati territoriali (Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel e dalle Rsu) e le aziende che si occupano dell’appalto per la raccolta differenziata, affidato dal Comune di Cagliari all’Associazione temporanea di imprese DeVizia Transfer, Cooplat, Econord, stabilisce che in casi di necessità d'integrazione della pianta organica le stesse aziende attingeranno prioritariamente dall’elenco dei lavoratori già impiegati a tempo determinato: lo chiariscono i sindacati, ricordando che quell’accordo è arrivato proprio in seguito alla procedura di raffreddamento attivata dai sindacati per risolvere la questione delle necessarie stabilizzazioni dei lavoratori, impegnati da anni nell’appalto dell’igiene ambientale.

L'intesa sottoscritta, giudicata positivamente da tutte le organizzazioni e dai lavoratori, ha dato luogo all'avvio di un percorso di stabilizzazione, che ha già prodotto una decina delle assunzioni programmate e sul cui completamento i confederali sono impegnati a vigilare. Non a caso, ieri pomeriggio, nel corso di un incontro tra sindacati e l’assessore comunale Claudia Medda, sono stati chiariti i contenuti dell’accordo, che dovrà trovare pieno compimento in prospettiva.

 

Flai Cgil: lavoratrice del Caseificio San Pio di Pomezia reintegrata nel posto di lavoro

пт, 18/01/2019 - 11:26

“Lo scorso 15 gennaio, il tribunale di Velletri ha accolto il ricorso di una lavoratrice iscritta alla Flai Cgil e licenziata il 31 gennaio 2015 dal Caseificio San Pio di Pomezia”. Così, in una nota, il segretario generale della Flai Cgil Roma Sud Pomezia Castelli Gianfranco Moranti.

"La lavoratrice - continua - si era rivolta immediatamente al sindacato contestando il licenziamento perché illegittimo e chiedendo tramite il nostro legale la reintegrazione nel posto di lavoro (ex art 18 L.300/70), pur essendo il caseificio un’azienda con meno di 15 dipendenti". "Il giudice del lavoro - precisa - ha accertato il radicale difetto di contestazione dell’infrazione determinando l’inesistenza dell’intero procedimento disciplinare, l’insussistenza del fatto materiale e, quindi, l’applicazione della tutela reintegratoria (ex art.18 e successiva modifica). Di fatto al Caseificio San Pio è stata ordinata la reintegrazione della lavoratrice nel posto di lavoro, condannandolo al pagamento integrale della retribuzione e della contribuzione dalla data del licenziamento della lavoratrice a quello dell’effettivo reintegro, oltre agli interessi della parte retributiva e alle spese legali”.