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CCNL Metalmeccanici, presentata la piattaforma per il rinnovo 2024-2027. Mettiamo al centro del contratto la dignità del lavoro industriale

Aggiornamento: 21 feb

Salario, riduzione dell'orario di lavoro, contrasto alla precarietà e norme più stringenti su appalti e salute e sicurezza. Sono questi i punti fermi della Piattaforma di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil per il rinnovo del Ccnl Federmeccanica–Assistal, che scadrà il 30 giugno prossimo, presentata questa mattina nell'Assemblea unitaria dei delegati tenutasi a Roma alla presenza dei segretari generali delle tre categorie.

Quello dei metalmeccanici è il contratto più grosso dell'industria che riguarda oltre un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori presenti nelle oltre 30 mila aziende del settore.




Salario

La richiesta di aumento, per il triennio 2024-2027, è di 280 euro al livello C3 (ex-5°categoria) sul trattamento economico minimo, con l'analoga rivalutazione dei trattamenti di trasferta e di reperibilità.

La cifra richiesta equivale di fatto al doppio dell'inflazione prevista, necessaria per garantire un recupero del potere d'acquisto dei salari.

Rivedere la norma non più adeguata che consente alle aziende di procedere con gli assorbimenti degli aumenti del Ccnl attraverso i superminimi individuali.

L'istituto dell'elemento perequativo, introdotto dal 2008, riscontra un'applicazione molto limitata ed è per questo che la richiesta “d'incrementare a 700 euro l'importo annuo e di modificare i criteri di erogazione affinché sia realmente riconosciuto alle lavoratrici e ai lavoratori che dipendono da imprese che non hanno in vigore un premio di risultato o analoghe voci retributive derivanti dalla contrattazione collettiva aziendale”.


Welfare Integrativo

Si chiede un aumento dell’importo dei flexible benefits a 250 euro annui e l’istituzione di una “piattaforma metalmeccanica welfare” unica nazionale, a gestione delle parti, per garantire a tutti la possibile conversione del premio di risultato in welfare, con ulteriori convenzioni e forme di sostegno ai dipendenti.

Riguardo MètaSalute, si sollecita l’adeguamento progressivo del contributo mensile a carico aziendale di 4 euro a dipendente, finalizzato a sviluppare prestazioni di carattere integrativo e mutualistico erogate dal Fondo sanitario.

Per il Fondo previdenziale Cometa si chiede di “prevedere forme di premialità straordinarie per i nuovi aderenti, accompagnate da campagne informative”. Va anche prevista “la contribuzione aziendale al Fondo anche per i periodi di non attività lavorativa o di sospensione del rapporto di lavoro per qualsiasi causa”.

Infine MetApprendo: al fine di sviluppare ulteriormente la piattaforma come strumento utile per la formazione professionale, occorre definire anche per questo rinnovo soluzioni che ne consolidino il funzionamento.


Riduzione dell'orario di lavoro

La riduzione dell'orario è fondamentale “sperimentarla, estenderla e consolidarla nel Ccnl, anche al fine di migliorare la qualità e l'attrattività nei confronti delle giovani generazioni. Inoltre, è necessario anche perché tali interventi possono migliorare le condizioni di lavoro e ridurre gli infortuni come dichiarato dall'lnail”.

Fiom, Fim e Uilm, dunque, chiedono una riduzione dell'orario di lavoro che implementi quanto già previsto per il lavoro a turni e che si applichi anche in settori/aziende coinvolti in processi di transizione, riorganizzazione o crisi e di consistente riqualificazione professionale. La richiesta forte presente in piattaforma è l'avvio di una fase di sperimentazione contrattuale con l'obiettivo di raggiungere progressivamente una riduzione dell'orario di lavoro a 35 ore settimanali, facendo salve le intese aziendali esistenti.


Ambiente, salute e sicurezza

Per i sindacati è centrale che negli incontri periodici tra Rspp e Rls si discuta, alla presenza anche di direzione aziendale e Rsu, delle tematiche ambientali (emissioni in atmosfera, gestione dei rifiuti, acque di scarico, impatto energetico), individuando e sviluppando specifici progetti di sostenibilità ambientale che coinvolgano i lavoratori.

Si chiede sia l’incremento di 36 ore del permesso retribuito per ogni Rls, sia l’individuazione di specifiche soluzioni per l’evidente problema di rappresentanza che esiste nelle piccole realtà dove non è insediato l’Rls.

Infine, occorre prevedere che “nei casi di infortunio e di mancato infortunio, nell’ambito del reparto/ufficio, il break formativo sia attivato entro le 48 ore su richiesta di Rsu, Rls o Rspp. Nelle aziende con più di 200 dipendenti si richiede comunque siano previste almeno tre convocazioni annue”.


Occupazione e mercato del lavoro

Per Fim, Fiom e Uilm va confermato che i contratti a tempo indeterminato e di apprendistato rimangono le principali forme di assunzione.

Va inoltre “rafforzato e diffuso l'utilizzo del contratto di apprendistato duale per irrobustire la sinergia tra scuola e lavoro e l'aumento della presenza di giovani con competenze nel settore metalmeccanico”. È necessario prevedere una serie di regole che in determinate circostanze non solo limitino il ricorso alle diverse forme di lavoro flessibile non a tempo indeterminato, ma che consentano anche una loro stabilizzazione nel tempo.

Vanno anche “individuate norme contrattuali utili a limitare il turn-over dei lavoratori a termine attraverso l’esercizio del diritto di precedenza a parità di mansioni equivalenti” definendo una percentuale massima di utilizzo, riferita a ogni unità produttiva, per tutti i rapporti di lavoro non a tempo indeterminato e staff leasing.

Viste le recenti modifiche legislative diventa “indispensabile definire gli ambiti relativi alle ‘causali’, le modalità e tempi di stabilizzazione nel caso di ricorso ai contratti a termine e/o somministrazione per periodi superiori ai 12 mesi”.

Fiom, Fim e Uilm, infine, ritengono “necessario individuare percorsi di stabilizzazione al superamento dei 24 mesi di rapporto di lavoro per i lavoratori con contratti a tempo determinato, in somministrazione a tempo determinato e in staff leasing, anche nei casi di successione di contratti”.


Appalti

Le imprese in appalto operanti nel contesto produttivo inerenti ad attività presenti nel campo di applicazione del contratto dovranno essere tenute all'applicazione del Ccnl metalmeccanico industria.

In caso di cambio di appalto “va garantito il passaggio diretto ai lavoratori assunti nell'appalto alla società subentrante, garantendo le medesime condizioni normative e retributive applicate. Prima della scadenza, l'azienda che cessa l'attività consegnerà a sindacati e Rsu la documentazione relativa al personale assunto ai fini di effettuare un esame congiunto con le due società al fine di garantire la continuità lavorativa di tutti gli occupati”.

Va garantito il diritto all'utilizzo dei servizi comuni alle stesse condizioni previste per i lavoratori dipendenti dell'azienda utilizzatrice, mentre ai lavoratori impiegati nelle attività in appalto e alle loro rappresentanze sindacali dovranno essere riconosciute tutte le agibilità sindacali previste.



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